Torna il sereno Zefiro
S. d'India
Torna il sereno Zefiro,
E gl'augellini garruli,
De' boschi dolci musici,
Cantando insieme, temprano,
Al suon del rio che mormora
Con corde e note armoniche.
Io sol, involto il tristo core,
Anzi sepolto in trist'horrore,
Al suon del pianto intuon in tristi lai:
Primavera per me non sarà mai.
Le nube d'acque gravide,
Che scorgaro i deluvi
Hor tutte si ristagnano
E i venti, che fremeano
Orgogliosi con furia
Taciti e chieti hor dormono.
Io sospirando senza riposo
E ancor versando tristo e doglioso
Nembo di pioggia, intuono in tristi lai:
Primavera per me non sarà mai.
Ringiovenito ogn'arbore
Di verde manto vestesi,
Ridenti campi e pratore
Di verde spoglia immantansi,
E in fin le grotte adornansi
Di fior vermigli e candidi.
Io sol smarrita fuor d'ogni usanza
Secca e sfiorita di mia speranza
Il più bel verde intuono in tristi lai:
Primavera per me non sarà mai.