I tessitori

Stefan Wolpe

Non àn ne gli sbarrati occhi una lacrima;

ma digrignano i denti ed a' telai stanno.

Tessiam, Germania, il tuo lenzuolo funebre,

e tre maledizion l'ordito fanno.

Tessiam, tessiam, tessiamo!

Maledetto'l buon Dio! Noi lo pregammo

nelle misere fami, ai freddi inverni

Lo pregammo, e sperammo, ed aspettammo.

Egli'l buon Dio, ci saziò di scherni.

Tessiam, tessiam, tessiamo!

E maledetto il re! Dei gentil'uomini,

dei ricchi'l re, che viscere non ha:

Ei ci à spremuto in fin l'ultimo picciolo,

e come cani or mitragliarci fa.

Tessiam, tessiam, tessiamo!

Maledetta la patria,

ov'alta solo cresce l'infamia e l'abominazione!

Ov'ogni gentil fiore è pesto al suolo,

e i verm'ingrassa la corruzione.

Tessiam, tessiam, tessiamo!

Vola la spole ed il telaio scricchiola.

Noi tessiam'affannosi e notte e dì,

tessiam, vecchia Germania, il lenzuolo funebre tuo

che di tre maledizioni s'ordì.

Tessiam, tessiam, tessiamo!