Il musicante
Zdenko Antonín Václav Fibich
Nel paese c'è gran giubilo,
c'è una festa di nozze, con balli e musica.
A chi è felice splende il vino più rosso,
ma la sposa è pallida come la morte.
Sì, morta per colui che lei non dimentica,
che in questa festa non è lo sposo:
lui sta in mezzo agli ospiti che brindano
e suona il violino con finta allegria.
Suona il violino, la sua testa si fa grigia,
al suono delle corde vibranti e sonore,
lo stringe al cuore e non bada
se si rompe in mille pezzi.
E' triste quando uno muore così,
quando ancora giovane il suo cuore va in cerca di gioia.
Non voglio vederlo più!
Mi fa girare la testa!
E che è, mi indicate col dito?
O Dio - proteggici con la tua grazia,
fa' che nessuno sia preda della follia.
Sono anch'io un povero musicante.