Sonetto LV

Britten, Benjamin

Tu sa, ch'io so, signor mie, che tu sai

Though know'st, beloved, that I know thou know'st that I am come nearer to enjoy thee more; and thou know'st that I know thou know'st that I am still the same. Why, then, do I hesitate to greet thee?

Ch'i veni per goderti più da presso;

E sai ch'i' so, che tu sa' c'i' son desso:

A che più indugio a salutarci omai?

Se vera è la speranza che mi dai,

Se vero è 'l buon desio che m'è concesso,

Rompasi il mur fra l'uno e l'altro messo;

Chè doppia forza hann' i celati guai.

S'i' amo sol di te, signor mie caro,

Quel che di te più ami, non ti sdegni;

Che l'un dell'altro spirto s'innamora,

Quel che nel tuo bel volto bramo e 'mparo,

E mal compres' è degli umani ingegni,

Chi 'l vuol veder, convien che prima mora.