Prologo
Monteverdi, Claudio
L'Umana fragilità, Il Tempo, La Fortuna, Amore.
L'UMANA FRAGILITÀ
Mortal cosa son io, fattura umana:
tutto mi turba, un soffio sol m'abbatte;
il tempo, che mi crea, quel mi combatte.
IL TEMPO
Salvo è niente
dal mio dente:
ei rode,
ei gode.
Non fuggite, o mortali,
ché se ben zoppo ho l'ali.
L'UMANA FRAGILITÀ
Mortal cosa son io, fattura umana:
senza periglio invan ricerco loco,
che frale vita è di fortuna un gioco.
LA FORTUNA
Mia vita son voglie,
le gioie, le doglie.
Son cieca, son sorda,
non vedo, non odo;
ricchezze, grandezze
dispenso a mio modo.
L'UMANA FRAGILITÀ
Mortal cosa son io, fattura umana:
al tiranno d'amor serva se n'giace
la mia fiorita età verde e fugace.
AMORE
Dio de' dèi feritor mi dice il mondo Amor.
Cieco saettator, alato, ignudo,
contro il mio stral non val difesa o scudo.
L'UMANA FRAGILITÀ
Misera son ben io, fattura umana:
creder a ciechi e zoppi è cosa vana.
IL TEMPO
Per me fragile.
LA FORTUNA
Per me misero.
AMORE
Per me torbido.
IL TEMPO, LA FORTUNA E AMORE
Quest'uom sarà.
IL TEMPO
Il tempo ch'affretta.
LA FORTUNA
Fortuna ch'alletta.
AMORE
Amor che saetta.
IL TEMPO, LA FORTUNA E AMORE
Pietate non ha.
Fragile, misero, torbido quest'uom sarà.