La mia turca che d'amor

Monteverdi, Claudio

La mia turca, che d'amor

Non ha fè.

Torce il piè.

S'io le narro il mio dolor,

Ond'al doppio mio martoro

Languendo moro.

Poi rornita se ne sta

E non vol

Che del sol

Goda pur di sua beltá.

Ond'al doppio mio martoro

Languendo moro.

Per la cruda intenerir

Non mi val

Nel mio mal

Prego, lacrime o sospir.

Ond'al doppio mio martoro

Languendo moro.

Di me ride e dell'arcier

che nel sen

de velen

tutti sparse i miei pensier,

ond'al doppio mio martoro,

languendo, moro.

Prendi l'arco invitto Amor,

per pietà

in lei fa

che non sia tanto rigor.

ond'al doppio mio martoro,

io più non moro.