Pria dell’aurora, o Fille
D. Scarlatti
Pria dell'aurora, o Fille,
Io sognando ti viddi, e così fido
Ti dipinse il pensiero,
Che il sogno allor non invidiava il vero.
Solo nel rimirarti
Pietosa qual non ti viddi mai,
Di vaneggiar sognando io dubbitai.
Oh che amorosi accenti,
Oh che teneri sguardi intesi e vidi!
Se tu mirar potessi
Quanto son mai più belle
Vestite di pietà le tue pupille,
Mai più crudel non mi saresti, o Fille.
Io non so dir che dissi,
So che sul vivo latte
Della tenera mano un bacio impressi;
Tu d'un dolce rossor tingesti il volto.
Quando improviso ascolto
D'un cespoglio vicin mover le frondi,
Mi volgo, e mezzo ascoso,
Veggo il rival Fileno,
Che d'invido veleno
Livido il viso i forti miei rimira.
Timor, vergogna ed ira
Mi assalir, mi destaro in un momento,
E fu breve anche in sogno il mio contento.