Priva del caro bene

D. Scarlatti

Priva del caro bene

Fille dunque dovrà trarre i suoi giorni

Sempre tra affanni e pene?

Oh dio che parlo! Dove

Mi guida un rio timor?

Tacete funesti miei pensieri

O con più grati accenti

Parlate al mesto cor se saggi siete;

Forse talor col velo

Di torbida sventura

Non copre i doni suoi provvido il cielo?

Chi sa che la sua doglia

Pietà destando non raddoppi amore

E quindi il gentil fiore

Non sorga ad appagar l'altrui desiri,

Onde madre si miri

Di vago pastorel che nei consigli

Il suo gran padre e lei virtù somigli.

Sì che non mai dal vero

Mia fatidica mente andò lontana.

Già il vedo entro il pensiero

Di bianco e dolce aspetto

Di biondo crine e d'ogni pregio adorno,

Vezzosa mente a lei scherzando intorno.