Aure deh per pietà

Händel, Georg Friedrich

Dall'ondoso periglio

salvo mi porta al lido

il mio propizio fato.

Qui la celeste parca

non tronca ancor lo stame alla mia vita!

Ma dove andrò? e chi mi porge aita?

Ove son le mie schiere?

ove son le legioni,

che a tante mie vittorie il varco apriro?

Solo in queste erme arene

al monarca del mondo errar conviene?

Aure deh per pietà

spirate al petto mio

per dar conforto oh dio

al mio dolor.

Dite: dov'è, che fa

l'idol del mio sen,

l'amato e dolce ben

di questo cor?

Ma d'ogni intorno i' veggio

sparse d'arme e d'estinti

l'infortunate arene;

segno d'infausto annunzio al fin sarà.