Tutto sprezzo, che d'Ernani
Verdi, Giuseppe
Sorta è la notte, e Silva non ritorna!...
Ah, non tornasse ei più!...
Questo odiato veglio,
che quale immondo spettro ognor m'insegue
col favellar d'amore,
più sempre Ernani mi configge in core.
Ernani!... Ernani, involami
all'aborrito amplesso.
Fuggiam... se teco vivere
mi sia d'amor concesso,
per antri e lande inospite
ti seguirà il mio piè.
Un Eden di delizia
saran quegli antri a me.
(Tutto sprezzo, che d'Ernani
non favella a questo core,
non v'ha gemma che in amore
possa l'odio tramutar.
Vola, o tempo, e presto reca
di mia fuga il lieto istante,
vola, o tempo, al core amante
è supplizio l'indugiar.)