Andrea Chenier
Giordano, Umberto
GÉRARDMADDALENA DI COIGNY (soprano)
GÉRARDLa mulatta BERSI (mezzo soprano)
GÉRARDLA CONTESSA DI COIGNY (mezzo soprano)
GÉRARDMADLON (mezzo soprano)
ROUCHERIL ROMANZIERO, pensionato del Re (Pietro Fléville) (basso o baritono)
ROUCHERFOUQUIER-TINVILLE, accusatore pubblico (basso o baritono)
ROUCHERIl sanculotto MATHIEU, detto "Populus" (baritono)
ROUCHERUn "INCREDIBILE" (tenore)
ROUCHERL'ABATE, poeta (tenore)
ROUCHERSCHMIDT, carceriere a San Lazzaro (basso)
MAESTRO DI CASADUMAS, presidente del tribunale di Salute pubblica (basso)
MAESTRO DI CASAUn maestro di musica, Alberto Roger, Filandro Fiorinelli, Orazio Coclite, Un bambino, Un cancelliere, Il vecchio Gérard, Robespierre, Couthon, Barras, Un fratello servente (garzone di caffè),
ecc.
MAESTRO DI CASADame, Signori, Abati, Lacchè, Staffieri, Ungheri volanti, Musici, Servi, Paggi, Valletti, Pastorelle, Straccioni.
MAESTRO DI CASABorghesi, Sanculotti, Carmagnole, Guardie nazionali, Soldati della Repubblica, Gendarmi, Mercatine, Pescivendole, Calzettaje, Venditrici ambulanti, Meravigliose, Incredibili, Rappresentanti della Nazione, Giudici, Giurati, Prigionieri, Condannati, Ragazzi strilloni.
SYSTEMATTO PRIMO
In provincia; nel castello della Signoria dei Conti di Coigny. Il giardino d'inverno.
Sotto i rigidi comandi di un arrogante e gallonato Maestro di Casa, corrono lacchè, servi, valletti carichi di mobili e vasi completando l'assetto della serra.
Carlo Gérard, in livrea, entra, sostenendo con altri servi un azzurro e pesante sofà.
MAESTRO DI CASAQuesto azzurro sofà là collochiam.
Gérard e i lacchè eseguono, poi il Maestro di Casa accenna verso le sale interne e vi entra seguito da tutti i lacchè, eccettuato Gérard, che inginocchiato avanti all'azzurro sofà, ne liscia le frange arricciatesi e ridona lucido alla seta rasata, sprimacciandone i cuscini
al sofà
GÉRARDCompiacente a' colloqui del cicisbeo
GÉRARDche a dame maturate porgeva qui la mano!
GÉRARDQui il Tacco rosso al Neo sospirando dicea:
GÉRARDOritia, o Clori, o Nice, incipriate
GÉRARDvecchiette e imbellettate io vi bramo,
GÉRARDed anzi sol per questo, forse, io v'amo!
GÉRARDTal dei tempi è il costume!
Dal giardino si avanza trascinandosi penosamente un vecchio giardiniere curvo sotto il peso di un mobile. È il padre di Gérard. Questi gitta lo spolveraccio che tiene in mano e corre a porgere aiuto al padre, che tutto tremulo si allontana per contorti sentieri del giardino. Commosso Gérard guarda allontanarsi il padre.
GÉRARDSon sessant'anni, o vecchio, che tu servi!
GÉRARDA' tuoi protervi, arroganti signori
GÉRARDhai prodigato fedeltà, sudori,
GÉRARDla forza dei tuoi nervi,
GÉRARDl'anima tua, la mente,
GÉRARDe, quasi non bastasse la tua vita
GÉRARDa renderne infinita eternamente
GÉRARDl'orrenda sofferenza,
GÉRARDhai dato l'esistenza dei figli tuoi.
GÉRARDHai figliato dei servi!
asciuga le lagrime poi torna a guardare fieramente intorno a sè la gran serra
GÉRARDT'odio, casa dorata!
GÉRARDL'immagin sei d'un mondo incipriato e vano!
GÉRARDVaghi dami in seta ed in merletti,
GÉRARDaffrettate, accellerate
GÉRARDle gavotte gioconde e i minuetti!
GÉRARDFissa è la vostra sorte!
GÉRARDRazza leggiadra e rea,
GÉRARDfiglio di servi, e servo,
GÉRARDqui, giudice in livrea,
GÉRARDti grido: È l'ora della morte!
La Contessa, Maddalena e Bersi appaiono al di là dell'arco d'ingresso alla serra.
La Contessa si sofferma a dare alcuni ordini al Maestro di Casa. Maddalena si avanza lentamente con Bersi.
MADDALENAIl giorno intorno già s'inserra lentamente!
MADDALENAIn queste misteriose ombre
MADDALENAforme fantastiche assumono le cose!
MADDALENAor l'anime s'acquetano umanamente!
fra sè, guardando ammirato Maddalena
GÉRARDQuanta dolcezza ne l'alma tetra
GÉRARDper te penetra!
GÉRARDAnche l'idea muor, tu non muori giammai,
GÉRARDtu, l'Eterna canzon!
La Contessa entra nella serra, e coll'occhialetto, e con fare altezzoso, guarda attentamente se e come è stata disposta.
a Gérard ed altri lacchè
CONTESSAVia, v'affrettate,
CONTESSAe alle lumiere luce date!
I lacchè cominciano ad accendere i bracciali e a dar luce a tutta la serra. A poco a poco tutto sfolgora di luce allegra.
a Gérard
CONTESSAE dite, tutto è pronto?
GÉRARDTutto!
CONTESSAI cori?
GÉRARDStanno di già vestendosi.
CONTESSAE i suonatori?
GÉRARDAccordan gli strumenti.
volgendogli le spalle
CONTESSAA momenti arriveranno gli ospiti.
MADDALENAUno è il signor Fléville ...
CONTESSAScrittore emerito.
MADDALENAE l'altro chi è?
CONTESSAÈ l'Abatino!
MADDALENAUno vien dall'Italia?
CONTESSASì! Fléville, l'Abate da Parigi.
osservando che ancora sua figlia è in vestaglia
CONTESSAAncor così? Maddalena! Ancor non sei vestita?
la accarezza e va ad esaminare se nulla manca anche nelle sale superiori
Bersi corre a Maddalena e si accoccola grottescamente ai suoi piedi con gesti strani e bizzarri:
BERSISospiri?
MADDALENASì; io penso alla tortura
MADDALENAdel farsi belle!
BERSISei tu che fai belle le vesti tue!
BERSIIo le fo' brutte tutte!
gualcendo con rabbia le pieghe dalla veste
s'avvicina a Bersi e la calma sorridendo
MADDALENASoffoco, moro tutta chiusa
MADDALENAin busto stretto
MADDALENAa squame ombra di moro
MADDALENAo in un corsetto, come s'usa
MADDALENAin seta di nakara!
BERSIIl tuo corsetto è cosa rara!
MADDALENAL'orribile gonnella
MADDALENA"coscia di ninfa bianca"
MADDALENAm'inceppa e stanca, mi sfianca tutta,
MADDALENAe, aggiungivi un cappello
MADDALENA"Cassa di sconto" o quello alla "Basilio"
MADDALENAod alla "Montgolfier",
MADDALENAe tu sei sorda e cieca,
MADDALENAe, nata bella eccoti fatta brutta.
coraggiosamente affrontando la Contessa che rientra.
Da lontano si ode l'avvicinarsi delle visite.
MADDALENAPer stasera, pazienza!
MADDALENAMamma, non odi?
CONTESSASono di già gli ospiti.
MADDALENACosì mi metto: Bianca vesta
MADDALENAed una rosa in testa!
corre via seguita da Bersi.
Gli invitati entrano nella sala a coppie. La Contessa li accoglie.
alle dame
CONTESSAOh! Come elegante ...
ad un cavaliere
CONTESSAe voi gentil galante!
al Barone
CONTESSAVera galanteria!
al marchese
CONTESSAA ben più d'una brama
CONTESSAla vostra dama
CONTESSAaccendar saprà l'esca!
ad una vecchia dama
CONTESSAAppariscente e fresca sempre!
CONTESSAContessa, sempre, sempre la stessa!
Entrano tre personaggi: uno avanzato di età, il romanziere Fléville; un giovane imberbe, Chénier; uno senza età, il musicista Fiorinelli.
FLÉVILLECommosso, lusingato a tanti complimenti
FLÉVILLEe a questo, più, che omaggio ...
cerca la parola adatta
FLÉVILLEamabil persiflaggio!
FLÉVILLECh'io vi presenti Flando Fiorinelli,
FLÉVILLEcavaliere italiano e musico!
FLÉVILLEAndrea Chénier, un che fa versi
FLÉVILLEe che promette molto.
Entra l'Abate.
CONTESSAL'Abate!
rientrando
MADDALENAL'Abate!
a Maddalena
CONTESSAFinalmente!
MADDALENADa Parigi voi venite?
L'ABATESì!
CONTESSAChe novelle della corte?
MADDALENADite?
CONTESSAPresto!
MADDALENANoi curiose tutte siam!
MADDALENAPresto! Dite! dite!
L'Abate, lusingato, bacia molte mani e fa inchini che sembrano genuflessioni:
L'ABATEDebole è il Re!
FLÉVILLEHa ceduto?
L'ABATEFu male consigliato!
CONTESSANecker?
L'ABATENon ne parliamo!
FLÉVILLEQuel Necker!
FLÉVILLENoi moriamo della curiosità!
L'ABATEAbbiamo il terzo stato!
FLÉVILLEAh! Ah!
L'ABATEEd ho veduto offender ...
FLÉVILLEChi?
L'ABATELa statua di Enrico quarto!
OSPITIOrrore!
OSPITICONTESSA, poi MADDALENA
OSPITIOrrore!
CONTESSADove andremo a finire?
L'ABATECosì giudico anch'io!
CONTESSANon temono più Dio!
L'ABATEAssai, madame belle, sono dolente
L'ABATEde le mie novelle!
FLÉVILLEPassiamo la sera allegramente!
FLÉVILLEDella primavera ai zefiri gentili
FLÉVILLEcodeste nubi svaniranno!
FLÉVILLEIl sole noi rivedremo e rose e viole,
FLÉVILLEe udremo ne l'aria satura de' fior
FLÉVILLEl'eco ridir l'egloghe dei pastori.
Escono alcune pastorelle che in vaghe pose si fanno intorno a Fléville che meravigliato le guarda.
FLÉVILLEO soave bisbiglio!
FLÉVILLEAlcuni OSPITI
FLÉVILLEÈ il vento!
L'ABATEÈ zefiro!
FLÉVILLEÈ mormorio di fonte!
OSPITIÈ fruscio d'ali!
L'ABATEUn ruscelletto odo mormorar!
Fléville scoppia quasi in pianto per la commozione e per la vanità.
FLÉVILLEÈ questo il mio romanzo!
FLÉVILLECORO di Pastori e Pastorelle
FLÉVILLEO Pastorelle, addio, addio, addio!
FLÉVILLECi avviamo verso lidi ignoti e strani!
FLÉVILLEAhi! Ahi! sarem lungi diman!
FLÉVILLEQuesti lochi abbandoniamo! Ahi! Ahi!
FLÉVILLEAhi! Ahi! Ahi! Ahi!
FLÉVILLENon avrà fino al ritorno più gioie il cor!
FLÉVILLEAhi! Ahi! sarem lungi diman!
FLÉVILLEO pastorelle addio,
etc.
FLÉVILLEAh! Ah! Sarem lungi diman! Ah!
FLÉVILLEAddio! Addio! Ah! Ah! Addio!
FLÉVILLEAh! Ah!
a Chénier
CONTESSASignor Chénier?
CHÉNIERMadama la Contessa?
CONTESSALa vostra musa tace?
CHÉNIERÈ una ritrosa che di tacer desia.
CONTESSALa vostra musa è la malinconia!
si allontana agitando piccata il ventaglio, dicendo a Fléville:
CONTESSADavver poco cortese!
FLÉVILLEÈ un po' bizzarro!
L'ABATEMusa ognor pronta
L'ABATEè donna a molti vieta!
CONTESSAÈ ver! Ecco il poeta!
Maddalena ha sentito la risposta data da Chénier a sua madre che le sue amiche hanno vivacemente commentato; ora le raccoglie intorno a sè.
alle sue amiche
MADDALENAIo lo farò poetare. Scommettiamo?
La Contessa prende il braccio all'Abatino e con lui si avvicina a Fiorinelli, inducendolo gentilmente al clavicembalo... Fiorinelli siede e suona. Intanto, Maddalena si avvicina a Chénier seguita dalle sue amiche.
MADDALENAAl mio dire perdono, ed al mio ardire!
MADDALENASon donna e son curiosa.
MADDALENABramo di udire un'egloga da voi,
MADDALENAo una poesia, per monaca o per sposa.
AMICHEPer monaca o per sposa!
CHÉNIERIl vostro desio è comando gentil!
CHÉNIERMa, ohimè, la fantasia non si piega
CHÉNIERa comando o a prece umile;
CHÉNIERè capricciosa assai la poesia,
CHÉNIERa guisa dell'amor!
Alla parola "amore" Maddalena e le ragazze escono fuori in una risata. Fiorinelli interrompe; tutti si avvicinano al gruppo di Chénier e Maddalena.
CONTESSAPerchè ridete voi?
uomini
OSPITIChe c'è? Che c'è?
AMICHEUdite! Udite, che il racconto è bello! ...
a sua madre
MADDALENAA tua preghiera,
MADDALENAmamma, opponeva un rifiuto ...
AMICHEIl poetino è caduto in un tranello!
MADDALENA... Allor bizzarro pensier
MADDALENAvenne a me: ...
AMICHELa vendetta!
MADDALENA... Io dissi: scommettiamo? ...
OSPITIDi che cosa?
MADDALENA... Che parlato avria d'amor.
MADDALENACONTESSA poi OSPITI
MADDALENAEbben? Ebben?
MADDALENAChiamò la Musa, e la implorata Musa
MADDALENAper sua bocca ridisse la parola
MADDALENAche a me, ...
ad un vecchio ridicolo
MADDALENA... voi, ...
a un abate
MADDALENA... e voi ...
a un marchese grasso
MADDALENA... e voi pur anco, ...
a un giovanotto strano per la sua bruttezza
MADDALENA... e voi mi diceste stasera -
MADDALENAsenza Musa.
pallidissimo
CHÉNIERColpito qui m'avete ov'io geloso celo
CHÉNIERil più puro palpitar dell'anima.
accenna al cuore
CHÉNIEROr vedrete, fanciulla, qual poema
CHÉNIERè la parola "Amor", qui causa di scherno!
Sorpresi, tutti stanno curiosi ad udirlo.
CHÉNIERUn dì all'azzurro spazio
CHÉNIERguardai profondo,
CHÉNIERe ai prati colmi di viole,
CHÉNIERpioveva loro il sole,
CHÉNIERe folgorava d'oro il mondo:
CHÉNIERparea la terra un immane tesor,
CHÉNIERe a lei serviva di scrigno il firmamento.
CHÉNIERSu dalla terra a la mia fronte
CHÉNIERveniva una carezza viva, un bacio.
CHÉNIERGridai vinto d'amor:
CHÉNIERT'amo tu che mi baci,
CHÉNIERdivinamente bella, o patria mia!
CHÉNIERE volli pien d'amore pregar!
CHÉNIERVarcai d'una chiesa la soglia;
CHÉNIERlà un prete ne le nicchie
CHÉNIERdei santi e della Vergine,
CHÉNIERaccumulava doni -
CHÉNIERe al sordo orecchio
CHÉNIERun tremulo vegliardo
CHÉNIERinvan chiedeva pane
CHÉNIERe invano stendea la mano!
L'Abate ed altri si levano scandalizzati:
CHÉNIERVarcai degli abituri l'uscio;
CHÉNIERun uom vi calunniava
CHÉNIERbestemmiando il suolo
CHÉNIERche l'erario a pena sazia
CHÉNIERe contro a Dio scagliava
CHÉNIERe contro agli uomini
CHÉNIERle lagrime dei figli.
Tutti si sono arrabbiati contro Chénier. Gérard solo lo ascolta dal fondo della serra, agitatissimo. Gli altri fingono non udirlo.
CHÉNIERIn cotanta miseria
CHÉNIERla patrizia prole che fa?
a Maddalena
CHÉNIERSol l'occhio vostro
CHÉNIEResprime umanamente qui
CHÉNIERun guardo di pietà,
CHÉNIERond'io guardato ho a voi
CHÉNIERsi come a un angelo.
CHÉNIERE dissi: Ecco la bellezza della vita!
CHÉNIERMa, poi, a le vostre parole,
CHÉNIERun novello dolor m'ha colto in pieno petto.
CHÉNIERO giovinetta bella,
CHÉNIERd'un poeta non disprezzate il detto:
CHÉNIERUdite! Non conoscete amor,
CHÉNIERamor, divino dono, non lo schernir,
CHÉNIERdel mondo anima e vita è l'Amor!
a Chénier
MADDALENAPerdonatemi!
Chénier commosso si allontana e scompare.
scusando Maddalena
CONTESSACreatura strana assai!
CONTESSAVa perdonata!
CONTESSAÈ capricciosa e un po' romantichetta.
il preludio di una Gavotta viene dall'alto della cantoria
CONTESSAMa udite! È il gaio suon della gavotta.
CONTESSASu cavalieri! Ognun scelga la dama!
I servi fanno posto e i cavalieri e le dame si preparano alla danza... lontanissime appena distinte si sentono venire avvicinandosi confuse cantilene.
VOCI LONTANELa notte il giorno
VOCI LONTANEportiamo intorno
VOCI LONTANEil dolore;
VOCI LONTANEsiam genti grame
VOCI LONTANEche di fame
VOCI LONTANEsi muor.
La Contessa fa interrompere la danza, tutti prestano orecchio al canto interno.
VOCI LONTANEAffamati, languenti,
VOCI LONTANEmorenti,
VOCI LONTANEnoi cadiam sovra
VOCI LONTANEsuoli infecondi.
Gérard appare alla testa di una folla di gente stracciata e languente.
GÉRARDSua grandezza la miseria!
livida dall'ira
CONTESSAChi ha introdotto costoro?
GÉRARDIo, Gérard!
ai suoi valletti
CONTESSAQuesta ciurmaglia via!
a Gérard
CONTESSAE tu pel primo!
GÉRARDSì, me ne vo, Contessa!
GÉRARDQuesta livrea mi pesa
GÉRARDed è vile per me il pane
GÉRARDche qui mi sfama!
GÉRARDLa voce di chi soffre a sé mi chiama!
intanto, il vecchio giardiniere, padre di Gérard, si butta in ginocchio avanti alla Contessa
rialzando suo padre
GÉRARDVien padre mio, vien con me!
GÉRARDPerchè ti curvi ai piè
GÉRARDdi chi non ode voce di pietà?
strappandosi la livrea di dosso
GÉRARDDalle mie carni giù,
GÉRARDgiù questa viltà!
Il Maestro di Casa, i servi, i lacchè, respingono la folla. La Contessa si lascia cadere sul sofà ansante dalla bile che la soffoca. Gérard costringe suo padre ad allontanarsi con lui
CONTESSAQuel Gérard! L'ha rovinato il leggere!
CONTESSAEd io, che tutti i giorni ...
CONTESSAfacevo l'elemosina ...
CONTESSAe a non fare arrossire di sè la povertà ...
CONTESSAperfin m'ho fatto un abito, costume
CONTESSAdi pietà!
Si lascia cadere come svenuta sull 'azzurro sofà. Un gran da fare in tutti!... chi vuol somministrarle goccie del General Lamothe, chi d'Inghilterra, chi invece vuol slacciare il busto. Questo la fa rinvenire.
al Maestro di Casa che torna
CONTESSASon tutti andati?
MAESTRO DI CASASì.
agli invitati
CONTESSAScusate!
CONTESSAL'interrotta gavotta, mie dame,
CONTESSAripigliamo! Ritorni l'allegria!
Si dispongono nuovamente per la danza.
SYSTEMATTO SECONDO
Giugno, 1794. Parigi.
A destra un altare dedicato a Marat. A sinistra la terrazza dei Feuillants e il caffè Hottot. Nel fondo l'ex Cours-la-Reine difeso dalla Senna, che gli scorre parallela da parapetto, platani; lanterne. Di scorcio, il ponte Péronnet che attraversa la Senna e conduce al palazzo dei Cinquecento.
Presso all'altare stanno il sanculotto Mathieu, detto "Populus", e suo amico Orazio Coclite.
Fanno parte della folla animata parecchi 'meravigliose' e 'incredibili' fra cui si trova Bersi, vestita da 'meravigliosa' anch'essa.
Andrea Chénier siede tutto solo in un tavolino in disparte.
spolverando il busto di Marat
MATHIEUPer l'ex inferno! ecco ancor
MATHIEUdella polvere sulla testa di Marat!
Dal ponte Péronnet e dagli sbocchi dell'ex Cours-la-Reine, pei giardini delle Tuileries si rovesciano dei ragazzi rivenditori di giornali, urlando e agitando in alto colle mani i giornali che vendono.
Mathieu compera un giornale e siede comodamente col suo indivisibile Orazio Coclite sui gradini del Reposoir Marat per leggerlo.
MATHIEUM'ha appioppato un giornale
MATHIEUdi cinque mesi fa!
ride
Bersi si accorge di essere spiata da un Incredibile e gli si rivolge guardandolo fisso negli occhi.
BERSIÈ ver che Robespierre allevi spie?
L'Incredibile a sua volta fissa audacemente Bersi:
L'INCREDIBILEVuoi dire cittadina,
L'INCREDIBILEOsservatori dello spirito pubblico.
BERSICome tu vuoi.
L'INCREDIBILENon so, nè lo posso sapere.
fissa ancora Bersi che arrossisce
L'INCREDIBILEHai tu a temere?
rimettendosi
BERSITemer? Perchè?
BERSIPerchè temer dovrò?
BERSINon sono, come te, una vera figlia
BERSIautentica della Rivoluzione?
BERSIAmo viver così!
BERSIVivere in fretta di questa febbre gaia
BERSId'un godere rapido, acuto
BERSIe quasi incosciente!
BERSIQui il gioco ed il piacere,
BERSIlà la morte!
BERSIQui il suon delle monete
BERSIe il Biribisso!
BERSILaggiù il cannone e il rullo
BERSIdei tamburi!
BERSIQui inebria il vino,
BERSIlaggiù inebria il sangue!
BERSIQui riso e amore,
indica il palazzo dei Cinquecento
BERSIlà si pensa e s'odia!
BERSIQui la meravigliosa
BERSIche brinda collo sciampagna,
BERSIle mercantine là e le pescivendole
BERSIe la carretta di Sanson che passa!
Bersi afferra un bicchiere colmo di sciampagna, additando verso l'ex Cours-la-Reine di dove sbocca il "piccolo paniere" carico di condannati condotti alla ghigliottina.
Tutti corrono via dietro la carretta dei condannati che passa. L'Incredibile guarda dietro Bersi mentre si allontana.
L'INCREDIBILENo, non m'inganno! Era proprio
L'INCREDIBILEcon lei la bella bionda!
L'INCREDIBILEHo scovato la traccia!
estrae di tasca un piccolo taccuino e vi scrive su rapidamente
L'INCREDIBILELa cittadina Bersi, fare sospetto;
L'INCREDIBILEdi corruzione non spontanea;
L'INCREDIBILEguardò Chénier di sott'occhi.
L'INCREDIBILEOsservarla!
L'INCREDIBILEAndrea Chénier per qualche ora
L'INCREDIBILEin attesa con febbril ansia evidente.
L'INCREDIBILEOsservarlo!
si allontana
Roucher entra dal Cours-la-Reine.
vedendolo
CHÉNIERRoucher!
ROUCHERChénier!
ROUCHERTutto il giorno ti cerco!
ROUCHERLa tua salvezza io tengo.
gli mostra un foglio
CHÉNIERUn passaporto?
ROUCHERQui tutto intorno è periglio per te.
ROUCHERLa tua preziosa vita salva - parti!
CHÉNIERIl mio nome mentir ... Fuggire!
ROUCHERTen prego, Chénier!
CHÉNIERNo!
CHÉNIERCredi al destino? Io credo!
CHÉNIERCredo a una possanza arcana
CHÉNIERche benigna o maligna
CHÉNIERi nostri passi or guida
CHÉNIERor svia pei diversi sentieri
CHÉNIERde l'esistenza umana.
CHÉNIERUna possanza che dice a un uomo:
CHÉNIERTu sarai poeta. A un altro:
CHÉNIERA te una spada, sii soldato!
CHÉNIEROr bene, il mio destino
CHÉNIERforse qui vuolmi.
CHÉNIERSe quel che bramo mi si avvera, resto.
ROUCHERSe non si avvera?
CHÉNIERAllora partirò!
CHÉNIERE questo mio destino si chiama amore.
CHÉNIERIo non ho amato ancor,
CHÉNIERpure sovente nella vita
CHÉNIERho sentita sul mio cammin vicina
CHÉNIERla donna che il destin fa mia;
CHÉNIERbella, ideale, divina come la poesia;
CHÉNIERpassar con lei sul mio cammin l'amor!
CHÉNIERSì, più volte ha parlato
CHÉNIERla sua voce al mio cuore;
CHÉNIERudita io l'ho sovente
CHÉNIERcon la sua voce ardente
CHÉNIERdirmi: Credi all'amor;
CHÉNIERChénier, tu sei amato!
preso sottobraccio Roucher lo allontana dal caffè Hottot
CHÉNIERDa tempo mi pervengono strane lettere
CHÉNIERor soavi, or gravi, or rampogne or consigli.
CHÉNIERScrive una donna misteriosa ognora.
CHÉNIERIn quelle sue parole vibra un'anima!
CHÉNIERChi sia, indagato ho in vano.
ROUCHERAncor?
gli mostra una lettera
CHÉNIERFinora! Ma or guarda!
legge
ROUCHERQui un ritrovo?
CHÉNIERAh, la vedrò!
ROUCHERLa misteriosa alfin solleva il velo.
ROUCHERVediam.
prende la lettera, l'esamina e sorride ironicamente alla firma "Speranza"
ROUCHERCalligrafia invero femminil!
ROUCHERCarta elegante!
fiuta la lettera
ROUCHERMa, ohimè, profumo alla rivoluzione!
restituendo la lettera
ROUCHERQuesto gentil biglietto,
ROUCHERa profumo di rosa provocatore,
ROUCHERChénier, io non m'inganno, lo giuro,
esce da un salottino
ROUCHERtroppo noto all'amore;
ROUCHERChénier, te l'assicuro,
ROUCHERil tuo destino ti ha dato il cuor
ROUCHERd'una Meravigliosa!
ROUCHERRiprendi il passaporto -
ROUCHERe via la lettera!
CHÉNIERNon credo!
ROUCHERLa femminil marea parigina
ROUCHERin onde irrequiete or qui rovescia!
ROUCHERIo le conosco tutte.
ROUCHERPasseranno, ed io ti mostrerò
ROUCHERla bella misteriosa!
Intanto presso il ponte si accalca gran folla nell'attesa dell'uscita dei Rappresentanti, i Cinquecento, e la bussola del patriottismo, Massimiliano Robespierre.
CHÉNIERUna meravigliosa
CHÉNIERla divina creatura dal mio pensier
CHÉNIERsognata?! Qui s'infrange la mia vita.
CHÉNIERAh! mio bel sogno addio, addio bel sogno!
ROUCHERUna caricatura! Una moda!
ROUCHERLa tua divina soave poesia
ROUCHERin fisciù alla Bastiglia!
ROUCHERe con rimesse chiome!
ROUCHERe il nero alla ciglia!
CHÉNIERAccetto il passaporto!
ROUCHERÈ provvido consiglio!
offrendogli il passaporto
ROUCHERVedi? Dal ponte Péronnet
ROUCHERs'agglomera la folla.
CHÉNIERLa eterna cortigiana!
CHÉNIERVi si schiera per curvare la fronte
CHÉNIERal nuovo iddio!
LA FOLLAEcco laggiù Gérard!
LA FOLLAViva Gérard!
Gérard saluta, ma ad un cenno dell'Incredibile esce premuroso dalle file dei Rappresentanti e gli si avvicina lasciandosi trarre da lui in disparte.
vedendo comparire Robespierre
MATHIEUViva Robespierre! Evviva!
a Gérard
L'INCREDIBILELa donna che mi hai chiesto di cercare
L'INCREDIBILEè bianca o bionda?
accennando a Robespierre
CHÉNIEREgli cammina solo.
all'Incredibile
GÉRARDAzzurro occhio di cielo
GÉRARDsotto una fronte candida;
GÉRARDbionda la chioma con riflessi d'or;...
a Chénier
ROUCHERE quanto spazio ad arte
ROUCHERfra il nume e i sacerdoti!
ROUCHEREcco Tallien!
LA FOLLABarère!... Collot d'Herbois!...
LA FOLLAQuello è Couthon!... Saint-Just!
CHÉNIERL'enigma!
GÉRARD... una dolcezza in viso
GÉRARDed un sorriso di donna non umano;...
LA FOLLADavid!... Tallien!... Fréron!...
LA FOLLABarras!... Fouché!...
ROUCHERUltimo vedi?
GÉRARD... nel suo vestir modesto;
GÉRARDpudico velo sovra il tesoro ...
CHÉNIERRobespierre il piccolo!
LA FOLLA... Le Bas!... Thuriot!... Carnot!...
GÉRARD... d'un seno vergineo,
GÉRARDed una bianca cuffia sulla testa.
GÉRARDDammi codesta creatura vaga!
GÉRARDTi dissi: Cerca! Indaga!
GÉRARDDinanzi mi è passata qual baleno un dì,
GÉRARDma poscia l'ho perduta!
GÉRARDOr più non vivo; peno!
GÉRARDMi salva tu da questa angoscia
GÉRARDe tutto avrai!
L'INCREDIBILEStasera la vedrai!
segue sempre con vivo interesse, attaccandosi ai loro passi; Chénier e Roucher.
Non ancora si sono allontanati pel Cours-la-Reine i Rappresentanti la Nazione, che a traverso i giardini delle Tuileries appare una vivacissima schiera di Meravigliose, ultima Bersi.
a Chénier
ROUCHEREccole! Strani tempi!
ROUCHERLà vanno i pensatori.
ROUCHERQui que' visi giocondi:
ROUCHERdi qui facile cosa
ROUCHERscoprir la misteriosa!
CHÉNIERPartiam!
ROUCHERGuarda!
Incomincia a farsi buio.
a Roucher
BERSINon mi saluti?
rapidamente gli sussurra
BERSITrattieni qui Chénier.
BERSISono spiata!
ROUCHERSta ben.
L'Incredibile entra in mezzo arditamente fra Bersi e Roucher.
L'INCREDIBILEProcace Bersi, qui sono ancor per te!
L'INCREDIBILEMeco giù scendi?
BERSIPer poco?
CHÉNIERUna meravigliosa!
L'INCREDIBILENon ti chiedo che una Trenitz.
ROUCHERHo indovinato?
BERSIPerchè no?
CHÉNIERChe mi vuol dir?
L'INCREDIBILEScendiam?
BERSIScendiam!
segue l'Incredibile nei sotterranei del Caffè
ROUCHERÈ sera. Ora propizia.
ROUCHERE all'alba di domani
ROUCHERvia in cammino!
CHÉNIERO mio bel sogno addio!
Bersi ritorna. L'Incredibile appare dietro un vaso di fiori e osserva e ascolta.
BERSIAndrea Chénier! Fra poco, a te,
BERSIuna donna minacciata da gran periglio
BERSIqui verrà. Là attendi!
indica l'altare di Marat
L'Incredibile scompare rapidamente dentro il Cafè.
trattenendola
CHÉNIERDimmi il suo nome!
BERSIIl suo nome... Speranza!
CHÉNIERIo là verrò!
Bersi fugge via.
ROUCHERLa ignota tua scrittrice?
ROUCHERNo... è un tranello! È un agguato!
CHÉNIERM'armerò!
si allontana bruscamente da lui per l'ex Cours-la-Reine
ROUCHERAh, veglierò su lui!
È notte. Si accendono i lampioni del ponte e quelli dell'imboccatura del Cours-la-Reine. Appariscono tre pattuglie da diverse direzioni, percorrendo lentamente le vie. Mathieu riappare e viene a dar lume alla lanterna dell'altare di Marat.
canterellando la Carmagnola
MATHIEULa-la la-la la-la,
ecc.
Si allontana. Le pattuglie pure scompaiono.
L'Incredibile esce guardingo dal Caffè e va a porsi allo sbocco della via laterale al Caffè nascondendosi dietro l'angolo.
L'INCREDIBILEEcco il mio piano è fatto
L'INCREDIBILEOra attendiamo!
Sul ponte Péronnet appare una forma di donna, che si avanza cautamente. È Maddalena, vestita da officiosa.
MADDALENAEcco l'altare...
si guarda intorno, impaurita da quel silenzio
MADDALENAAncor nessuno...
MADDALENAHo paura...
L'Incredibile guarda, ritraendosi giù per l'ex Cours-la-Reine. Infatti di là appare l'ombra di un uomo avvolto in un ferraiolo a pellegrina.
MADDALENAÈ lui! Andrea Chénier!
CHÉNIERSon io.
Maddalena tenta parlare, ma la commozione sua è grande e non può profferir parola.
sorpreso dal silenzio
CHÉNIERDeggio seguirti? Sei mandata?
CHÉNIERDi', chi mi brama.
appoggiandosi tremante all'altare
MADDALENAIo!
ingannato dall'abbigliamento
CHÉNIERTu? Ebben chi sei?
L'Incredibile cautamente si porta più vicino ai due, nascondendosi dietro un albero.
MADDALENAAncor ricordi!
cerca nella memoria
CHÉNIERSì, mi ricordo.
Per richiamarglisi alla mente, Maddalena ricorda le parole che Chénier le ha rivolto la sera del loro incontro al castello di Coigny:
MADDALENA"Non conoscete amor!"...
a quel soave ricordo, sorpreso si entusiasma
CHÉNIERNuova questa voce non mi parla!
MADDALENA"... Amor, divino dono
MADDALENAnon lo schernir".
CHÉNIERCh'io vi vegga!
MADDALENAGuardatemi!
scostando la mantiglia si avanza sotto la luce della lampada che arde davanti all'altare di Marat.
CHÉNIERAh, Maddalena di Coigny! ...
CHÉNIERVoi? Voi!
L'INCREDIBILE(Sì lei! la bionda! Or tosto
L'INCREDIBILEda Gérard!)
cautamente si allontana
MADDALENAGuardate là... Un'ombra!
Chénier va all'angolo dove prima era l'Incredibile, ma non vede alcuno.
CHÉNIERNessuno! Pur questo loco
CHÉNIERè periglioso.
MADDALENAFu Bersi che l'ha scelto.
MADDALENASe un periglio ne minaccia,
MADDALENAsono un'officiosa che le viene
MADDALENAa recar la sua mantiglia.
CHÉNIERLa mia scrittrice?
CHÉNIERVoi la ognor celata amica mia,
CHÉNIERognor fuggente?
MADDALENAEravate possente, io invece minacciata;
MADDALENApur nella mia tristezza pensai sovente
MADDALENAd'impetrar da voi pace e salvezza,
MADDALENAma non l'osai!
MADDALENAE ognora il mio destin
MADDALENAsul mio cammin vi sospingea!
MADDALENAEd io vi vedeva e ognor pensavo voi
MADDALENAcome a un fratello!
MADDALENAE allora vi scriveva quanto il cuore
MADDALENAo il cervello dettavami alla mente.
MADDALENAIl cuor che mi dicea che difesa
MADDALENAavreste quella che v'ha un giorno offesa!
MADDALENAAl mondo Bersi sola mi vuol bene -
MADDALENAè lei che m'ha nascosta.
MADDALENAMa da un mese v'ha chi mi spia
MADDALENAe m'insegue.
MADDALENAOve fuggir?
MADDALENAFu allora che pure voi non più
MADDALENApotente seppi... e son venuta.
MADDALENAUdite! Son sola!
MADDALENASon sola e minacciata!
MADDALENASon sola al mondo!
MADDALENAEd ho paura!
MADDALENAProteggermi volete?
MADDALENASpero in voi!
CHÉNIEROra soave, sublime ora d'amore!
CHÉNIERPossente l'anima sfida il terrore!
CHÉNIERMi fai puro il cuore d'ogni viltà!
CHÉNIERBramo la vita e non temo la morte!
CHÉNIERAh rimani infinita!
MADDALENAVicina nei perigli?
MADDALENAVicina nel terror?
CHÉNIERAl braccio mio non più timore!
CHÉNIERFino alla morte insieme?
CHÉNIERMADDALENA, poi CHÉNIER
CHÉNIERFino alla morte insieme!
MADDALENAAh! Ora soave, sublime ora d'amore!
MADDALENAPossente l'anima sfida il terrore!
MADDALENAMi fai puro il cuore.
MADDALENANon temo la morte, non temo!
MADDALENAOra soave!
MADDALENAFino alla morte insiem!
Gérard appare, corre verso di loro seguito dall'Incredibile.
GÉRARDMaddalena di Coigny!
MADDALENAGérard!
GÉRARDA guisa di notturna io vi ritrovo!
fa per strappare l'un dall'altra
CHÉNIERSegui per la strada tua!
GÉRARDÈ merce proibita!
Chénier leva rapidamente lo stocco dentro al bastone e ne sferza il viso a Gérard. Vedendo accorrere Roucher gli addita Maddalena.
a Roucher
CHÉNIERSalvala!
Roucher s'allontana con Maddalena.
all'Incredibile
GÉRARDInseguila!
sguaina la spada, si getta contro Chénier
Roucher spiana contro l'Incredibile un paio di pistole da tasca; la spia arretra.
ROUCHERBada!
L'INCREDIBILEAlla sezione!
fugge
buttandosi contro Chénier
GÉRARDIo ti rubo a Sanson!
deridendolo
CHÉNIERTu non sei che un frate!
CHÉNIERSei Chabot?
GÉRARDAh!
cade ferito sui gradini dell'altare di Marat
GÉRARDSei Chénier... Fuggi!
GÉRARDIl tuo nome Fouquier-Tinville ha scritto.
GÉRARDVa! Proteggi Maddalena!
Chénier fugge.
lontano
L'INCREDIBILEAl ponte Péronnet!
Da tutte le parti irrompe gente. L'Incredibile conduce guardie nazionali:
MATHIEUGérard ferito?!
LA FOLLAFerito?
L'INCREDIBILEIl feritore...
LA FOLLAIl feritore?
Gérard si solleva con uno sforzo e guardando l'Incredibile gli impedisce di parlare.
GÉRARDIgnoto!
sviene
sui gradini dell'altare
MATHIEUL'han fatto assassinare i Girondini!
LA FOLLAMorte! Morte! Morte ai Girondini!
LA FOLLAMorte! Morte! Morte!
SYSTEMATTO TERZO
La Sezione Prima del Tribunale Rivoluzionario.
Vasto stanzone a piano terreno ridotto per una metà a tribunale, l'altra riservata al pubblico.
Sulla tavola della presidenza sta collocata una colossale urna di legno dipinto. Dietro la tavola un gran drappo tricolore, steso su due picche, portante scritto: CITTADINI! LA PATRIA È IN PERICOLO!
Mathieu e Orazio Coclite stanno presso all'urna.
L'altra metà dello stanzone è stipata da gente diversa. Si raccolgono pubbliche offerte. Mathieu apostrofa i presenti, tiene il suo bruciagola nella mano e vi aspira, fra parola e parola, ingorde boccate.
MATHIEUDumouriez traditore e giacobino
MATHIEUè passato ai nemici - il furfantaccio!
MATHIEUCoburgo, Brunswich, Pitt -
MATHIEUcrepi di peste! - e il vecchio lupanare
MATHIEUdell'Europa tutta, contro ci stanno!
MATHIEUOro e soldati!
MATHIEUOnde quest'urna ed io che parlo a voi
MATHIEUrappresentiam l'immagine della patria!
silenzio, nessuno va ad offrire
MATHIEUNessun si move?
MATHIEUChe la ghigliottina ripassi ad ognun
MATHIEUla testa e la coscienza!
Alcuni vanno e gittano nella grande urna oggetti e danaro.
MATHIEUÈ la patria in periglio!
MATHIEUOr, come già Barère,
MATHIEUio levo il grido di Louverture
MATHIEU"Libertà e patate!"
vedendo sopraggiungere Gérard, s'interrompe con gloria
MATHIEUMa, to', laggiù è Gérard!
MATHIEUEi vi trarrà di tasca gli ex Luigi
MATHIEUcon paroline ch'io non so!...
Gérard appare.
MATHIEUM'infischio dei bei motti!
MATHIEUEd anche me ne vanto!
CITTADINICittadino Gérard, salute!
CITTADINIEvviva!
MATHIEULa tua ferita?
GÉRARDGrazie, cittadini!
a Mathieu
GÉRARDLa forte fibra mia m'ha conservato
GÉRARDalla mia patria ancora!
indicando l'urna
MATHIEUEcco il tuo posto!
riprende il discorso di prima
MATHIEUDumouriez, traditore e girondino,
MATHIEUè passato ai nemici (muoian tutti)!
MATHIEUÈ la patria in pe...
accorgendosi che la pipa è spenta
MATHIEUCedo la parola.
GÉRARDLacrime e sangue dà la Francia!
GÉRARDUdite!
GÉRARDLaudun ha inalberato vessillo bianco!
GÉRARDÈ in fiamme la Vandea!
GÉRARDE la Bretagna ne minaccia!
GÉRARDEd Austriaci, e Prussiani, e Inglesi,
GÉRARDe tutti nel petto della Francia
GÉRARDgli artigli armati affondano!
GÉRARDOccorre e l'oro e il sangue!
GÉRARDL'inutil oro ai vostri vezzi,
GÉRARDdonne francesi, date!
GÉRARDDonate i vostri figli alla gran madre,
GÉRARDo voi, madri francesi!
Le donne, commosse, accorrono dapprima poche poscia alla rinfusa e con grande entusiasmo, e, giunte all'urna, vi gettano dentro tutto quanto hanno in dosso di danaro e d'ornamento.
in piccoli gruppi
CITTADINEPrendi, è un ricordo! ...
CITTADINEA te! ... A te! ... Un anello! ...
CITTADINEE un braccialetto! ...
CITTADINEPrendi! ... A te! ...
CITTADINEOtto giorni di lavoro! ...
CITTADINEUna fibbia d'argento! ...
CITTADINEA te!
Madelon
UNA VECCHIALargo! ... Largo! ...
CITTADINESon due bottoni d'oro! ...
CITTADINEQuanto posseggo! ...
CITTADINEUna crocetta! ... Prendi! ...
CITTADINEa te!
Tutti, innanzi alla vecchia, lasciano il passo. È una cieca, che, appoggiata alle spalle di un fanciullo di quindici anni, si avvicina lentamente alla tavola mutata in altare della patria.
MADELONSon la vecchia Madelon.
MADELONMio figlio è morto; avea nome Roger;
MADELONmorì alla presa della Bastiglia;
MADELONil primo suo figlio ebbe a Valmy
MADELONgalloni e sepoltura.
MADELONAncora pochi giorni, e io pur morrò.
spinge dolcemente innanzi a sè il fanciullo, presentandolo
MADELONÈ il figlio di Roger.
MADELONL'ultimo figlio, l'ultima goccia
MADELONdel mio vecchio sangue.
MADELONPrendetelo!
MADELONNon dite che è un fanciullo.
MADELONÈ forte... Può combattere
MADELONe morire!
GÉRARDNoi l'accettiamo!
GÉRARDDinne il nome suo.
MADELONRoger Alberto.
Uno scrive il nome sul registro.
GÉRARDA sera partirà
al fanciullo
MADELONGioia, addio!
abbraccia forte il fanciullo che la bacia
MADELONPortatemelo via!
conducono via il fanciullo
MADELONChi mi dà il braccio?
Molti accorrono a lei, e Madelon si allontana lentamente.
I Rappresentanti fanno ritirare l'urna, poi si allontanano. Gérard siede al tavolo e stende rapporto pel Comitato. La folla a poco a poco dirada. Mathieu con una scopa si mette a spazzare il locale che in breve diverrà Tribunale.
La Carmagnola è l'anima della strada.
MADELONVOCI dalla strada
MADELONAmici ancor cantiam,
MADELONbeviam, amici, ancor,
MADELONdanziam ognor!
MADELONColmo il bicchier,
MADELONallieta il cor,
MADELONcolmo il bicchier,
MADELONcantare e ber!
MADELONViva la libertà!
rip.
MADELONDanziam la Carmagnola!
MADELONEvviva il suon del cannon!
MADELONDanziam la Carmagnola!
MADELONEvviva il suon del cannon!
MADELONAmici ancor cantiam,
ecc.
si avvicina a Gérard
L'INCREDIBILEL'uccello è nella rete!
GÉRARDLei?
L'INCREDIBILENo; il maschio.
L'INCREDIBILEÈ al Lussemburgo!
GÉRARDQuando?
L'INCREDIBILEStamattina.
GÉRARDE come?
L'INCREDIBILEIl caso!
GÉRARDDove?
L'INCREDIBILEA Passy, presso un amico.
GÉRARDE lei?
L'INCREDIBILEAncor nessuna traccia.
L'INCREDIBILEMa tal richiamo è il maschio
L'INCREDIBILEper la femmina che volontariamente
L'INCREDIBILE(penso e credo) essa a noi verrà!
GÉRARDNo; non verrà.
lontano un grido confuso
L'INCREDIBILEAscolta!
GÉRARDGrida son... Monelli aizzati.
L'INCREDIBILENo; i soliti strilloni.
Uno strillone passa sotto la finestra.
STRILLONEL'arresto importantissimo di Andrea Chénier!
L'INCREDIBILEQueste grida arriveranno a lei!
GÉRARDEbbene?
con un debole atto di ribellione, scostando da sè con un gesto l'Incredibile
con cenno ironico
L'INCREDIBILEEbbene?...
L'INCREDIBILEDonnina innamorata
L'INCREDIBILEche d'aspettar s'annoia,
L'INCREDIBILEse passata è già l'ora
L'INCREDIBILEdel desiato ritrovo al nido,
L'INCREDIBILEch'io muoia se la bella
L'INCREDIBILEpresaga all'ansia vinta,
L'INCREDIBILEnon ti discende per la via
L'INCREDIBILEcosì, com'è, discinta!
Esce correndo, e indaga,
L'INCREDIBILEe vola, e scruta, e spia!
L'INCREDIBILETo'! passa uno strillone?
L'INCREDIBILEE vocia un nome?
L'INCREDIBILEOh, come tutta impallida!
L'INCREDIBILEMa non vacilla o china!
L'INCREDIBILEPossanza dell'amor!
L'INCREDIBILEIn quel dolor cessa la donna
L'INCREDIBILEed eccola eroina!
L'INCREDIBILETutto oserà! Laonde, tu la vedrai!
L'INCREDIBILEPazienza! A te verrà!
L'INCREDIBILEE questo il mio pensier.
L'INCREDIBILEIncredibile, ma vero!
Gérard si è alzato e passeggia febbrilmente.
GÉRARDPiù fortemente m'odierà!
L'INCREDIBILEChe importa?
L'INCREDIBILENella femmina vi sono
L'INCREDIBILEil corpo e il cuore;
L'INCREDIBILEtu scegli il corpo:
L'INCREDIBILEè la parte migliore!
L'INCREDIBILEStendi l'atto d'accusa!
quasi imperiosamente gli accenna di scrivere
L'INCREDIBILEAndrea Chénier sia tosto
L'INCREDIBILEdeferito al tribunale!
L'INCREDIBILEFouquier-Tinville aspetta.
L'INCREDIBILEScrivi!
s'allontana e va ad osservare sulla piazza il movimento della gente
siede per scrivere
GÉRARDEsito dunque?
GÉRARDAndrea Chénier segnato ha già
FOUQUIER-TINVILLEIl fato suo è fisso.
FOUQUIER-TINVILLEOggi o doman...
FOUQUIER-TINVILLENo! è vile! È vile!
L'Incredibile, vedendolo esitante, ritorna presso di lui:
L'INCREDIBILECome vola il tempo!
L'INCREDIBILEAffollan già le vie!
si allontana di nuovo
Gérard riprende la penna; riflette.
GÉRARDNemico della Patria?!
GÉRARDÈ vecchia fiaba che beatamente
GÉRARDancor la beve il popolo.
scrive ancora
GÉRARDNato a Costantinopoli? Straniero!
GÉRARDStudiò a Saint Cyr? Soldato!
riflette ancora, poi trionfante d'una idea subito balenatagli scrive rapidamente
GÉRARDTraditore! Di Dumouriez un complice!
GÉRARDE poeta? Sovvertitor di cuori
GÉRARDe di costumi!
a quest'ultima accusa diventa pensoso e gli si riempiono gli occhi di lacrime; si alza e passeggia lentamente
GÉRARDUn dì m'era di gioia
GÉRARDpassar fra gli odi e le vendette,
GÉRARDpuro, innocente e forte.
GÉRARDGigante mi credea ...
GÉRARDSon sempre un servo!
GÉRARDHo mutato padrone.
GÉRARDUn servo obbediente di violenta passione!
GÉRARDAh, peggio! Uccido e tremo,
GÉRARDe mentre uccido io piango!
GÉRARDIo della Redentrice figlio,
GÉRARDpel primo ho udito il grido suo
GÉRARDpel mondo ed ho al suo il mio grido
GÉRARDunito... Or smarrita ho la fede
GÉRARDnel sognato destino?
GÉRARDCom'era irradiato di gloria
GÉRARDil mio cammino!
GÉRARDLa coscienza nei cuor
GÉRARDridestar delle genti,
GÉRARDraccogliere le lagrime
GÉRARDdei vinti e sofferenti,
GÉRARDfare del mondo un Pantheon,
GÉRARDgli uomini in dii mutare
GÉRARDe in un sol bacio,
GÉRARDe in un sol bacio e abbraccio
GÉRARDtutte le genti amar!
etc.
GÉRARDOr io rinnego il santo grido!
GÉRARDIo d'odio ho colmo il core,
GÉRARDe chi così m'ha reso, fiera ironia
GÉRARDè l'amor!
con disperazione
GÉRARDSono un voluttuoso!
GÉRARDEcco il novo padrone: il Senso!
GÉRARDBugia tutto!
GÉRARDSol vero la passione!
vedendo ritornare presso a lui l'Incredibile firma
L'INCREDIBILESta bene!
L'INCREDIBILEOve trovarti se ...
interrompendo
GÉRARDQui resto.
L'Incredibile si allontana nel tempo stesso che entra il Cancelliere del Tribunale Rivoluzionario.
Gérard consegna a questi delle carte e con esse la nota degli accusati tra cui Andrea Chénier.
Il Cancelliere si allontana.
alla porta
MADDALENACarlo Gérard?
MATHIEULà! entrate!
entrando
MADDALENASe ancor di me vi sovvenite non so!
MADDALENASon Maddalena di Coigny.
interpretando un gesto di Gérard come una ripulsa
MADDALENAAh, non m'allontanate!
MADDALENASe voi non m'ascoltate
MADDALENAio son perduta!
GÉRARDIo t'aspettava! Io ti volevo qui!
GÉRARDIo son che come veltri ho a te
GÉRARDlanciato orde di spie!
GÉRARDEntro a tutte le vie
GÉRARDla mia pupilla è penetrata,
GÉRARDe ad ogni istante!
GÉRARDIo, per averti, preso ho il tuo amante!
MADDALENAA voi! Qui sto! Vendicatevi!
GÉRARDNon odio!
MADDALENAPerchè m'avete qui voluta?
GÉRARDPerchè ti volti qui?
GÉRARDPerchè ti voglio!
GÉRARDPerchè ciò è scritto nella vita tua!
GÉRARDPerchè ciò volle il mio voler possente!
GÉRARDEra fatale e vedi s'è avverato!
GÉRARDIo t'ho voluto allor che tu piccina
GÉRARDpel gran prato con me correvi lieta,
GÉRARDin quell'aroma d'erbe infiorate
GÉRARDe di selvaggie rose!
GÉRARDLo volli il di che mi fu detto:
GÉRARD"Ecco la tua livrea!" e, come fu sera,
GÉRARDmentre studiavi un passo di minuetto,
GÉRARDio, gallonato e muto, aprivo
GÉRARDe richiudevo una portiera.
GÉRARDLa poesia in te così gentile
GÉRARDdi me fa un pazzo, grande e vile!
GÉRARDEbben? Che importa? Sia!
GÉRARDE fosse un'ora sola,
GÉRARDio voglio quell'ebbrezza
GÉRARDde' tuoi occhi profondi!
GÉRARDIo pur, io pur, io pur voglio
GÉRARDaffondare le mie mani nel mare
GÉRARDdei tuoi capelli biondi!
audacemente levandosi ritto
GÉRARDOr dimmi che farai contro il mio amor?
MADDALENAIo corro nella via!
MADDALENAIl nome mio vi grido!
MADDALENAEd è la morte che mi salva!
Gérard va a frapporsi tra Maddalena e le due uscite.
GÉRARDNo, tu non lo farai! No!
GÉRARDTuo malgrado, tu mia sarai!
MADDALENAAh! ...
colpita d'un pensiero
MADDALENASe della vita sua tu fai prezzo
MADDALENAil mio corpo, ebbene, prendimi!
gli si avvicina lenta, sublime di quel suo sacrificio
GÉRARDCome sa amare!
MADDALENALa mamma morta m'hanno alla porta
MADDALENAdella stanza mia; moriva e mi salvava!
MADDALENApoi a notte alta io con Bersi errava,
MADDALENAquando ad un tratto un livido bagliore
MADDALENAguizza e rischiara innanzi a' passi miei
MADDALENAla cupa via! Guardo!
MADDALENABruciava il loco di mia culla!
MADDALENACosì fui sola! E intorno il nulla!
MADDALENAFame e miseria! Il bisogno, il periglio!
MADDALENACaddi malata, e Bersi, buona e pura,
MADDALENAdi sua bellezza ha fatto un mercato,
MADDALENAun contratto per me!
MADDALENAPorto sventura a chi bene mi vuole!
ad un tratto, nelle pupille di Maddalena si effonde una luce di suprema gioia
MADDALENAFu in quel dolore
MADDALENAche a me venne l'amor!
MADDALENAVoce piena d'armonia e dice:
MADDALENA"Vivi ancora! Io son la vita!
MADDALENANe' miei occhi è il tuo cielo!
MADDALENATu non sei sola!
MADDALENALe lacrime tue io le raccolgo!
MADDALENAIo sto sul tuo cammino e ti sorreggo!
MADDALENASorridi e spera! Io son l'amore!
MADDALENATutto intorno è sangue e fango?
MADDALENAIo son divino! Io son l'oblio!
MADDALENAIo sono il dio che sovra il mondo
MADDALENAscendo da l'empireo, fa della terra
MADDALENAun ciel! Ah!
MADDALENAIo son l'amore, io son l'amor, l'amor"
MADDALENAE l'angelo si accosta, bacia,
MADDALENAe vi bacia la morte!
MADDALENACorpo di moribonda è il corpo mio.
MADDALENAPrendilo dunque.
MADDALENAIo son già morta cosa!
Il cittadino Cancelliere si avvicina a Gérard, gli pone innanzi alcuni fogli scritti e ritorna al suo stanzino. Gérard prende i fogli lasciati dal Cancelliere e vi butta gli occhi sopra. È la lista degli accusati. Un nome gli balza subito agli occhi - quello di Chénier.
GÉRARDPerduto!
GÉRARDLa mia vita per salvarlo!
MADDALENAVoi lo potete!
MADDALENAStamane egli arrestato fu.
GÉRARDMa chi l'odiava per oggi
GÉRARDha preparato il suo giudizio,
GÉRARDla sua morte!
accorgendosi della folla in istrada dietro al cancello
GÉRARDLa folla già, curiosa ed avida
GÉRARDdi lacrime, di sangue!
dalle stanze contigue odesi il rumore dei fucili e delle sciabole dei gendarmi
GÉRARDUdite? È il calcio dei fucili!
GÉRARDSono i gendarmi!
GÉRARDE là sta già Chénier!
MADDALENASalvatelo!
GÉRARDLa rivoluzione i figli suoi divora!
MADDALENASalvatelo!
Gérard colto da un'idea corre al tavolo e scrive rapidamente un biglietto al Presidente.
GÉRARDIl tuo perdono è la mia forza!
GÉRARDGrazie!
GÉRARDIo l'ho perduto, difenderlo saprò!
Il pubblico si rovescia nella sala tumultuamente, eccitato.
ad una vecchia
MERCANTINEMamma Cadet! Presso alla sbarra, qui!
MATHIEUOhè, Cittadina, un po' di discrezione!
MATHIEUAltre MERCANTINE
ad alcune compagne
MATHIEUDi qui si vede e si ode
MATHIEUa perfezione!
MATHIEUOggidì grande infornata, pare.
MATHIEUAlcune VECCHIE
MATHIEUQui si gode la vista d'ogni cosa!
MATHIEUUna PESCIVENDOLA
MATHIEUVenite qua, cittadina Babet!
MATHIEUCITTADINI vari
MATHIEUMolti ex! ... La Legray! ...
MATHIEUE un poeta! ... Venite! ...
MATHIEUSì ...
Mercatine bisticciandosi con le vecchie
MATHIEUPiù in là!
MATHIEULe VECCHIE
MATHIEUVoi più in là!
vedendo il bisticcio
MATHIEUOhè là, quelle lingue cittadine!
chiacchierando fra loro
CITTADINEVoi state bene? ...
CITTADINESì! e voi? ...
CITTADINECosì così! ...
CITTADINEVenite dal mercato?
CITTADINEIo no! Dalla barriera!
CITTADINENotizie avete? ...
CITTADINENo! ...
CITTADINEE voi nulla sapete? ...
CITTADINEHanno accresciuto il pane! ...
CITTADINELo so, lo so! ...
CITTADINEÈ un tiro di quel cane d'inglese
CITTADINEdetto Pitt! ...
Entrano i giurati seguiti dai giudici;
MATHIEUPasso ai giurati!
a Maddalena
GÉRARDEccoli, i giudici.
CITTADINIChi presiede è Dumas! ...
CITTADINIVilate! ... Pittore! ...
CITTADINIL'altro è lo stampatore,
CITTADINItribuno Nicolas? ...
CITTADINIEcco laggiù Fouquier!
Appare Fouquier-Tinville.
CITTADINIL'accusatore pubblico!
MADDALENAE gli accusati?
stringendosi impaurita presso Gérard
GÉRARDDi là, ...
indicando la porta dietro i giurati ancora chiusa
GÉRARD... presso ai giurati.
La porta si schiude e Maddalena soffoca un grido.
MADDALENAEcco... mi manca l'anima!
Compariscono otto gendarmi, poi, in mezzo ai soldati ad uno ad uno seguono gli accusati. Ultimo è Chénier. Dopo, altri gendarmi.
MADDALENAEgli non guarda.
MADDALENAAh, pensa a me!
alle mercantine che sussurrano
MATHIEUSilenzio!
chiama gli accusati
DUMASGravier de Vergennes!
leggendo una nota
FOUQUIER-TINVILLEUn ex referendario.
CITTADINIÈ un traditore! È un traditore!
CITTADINIÈ un traditor!
Dumas fa cenno all'accusato di sedere e legge un altro nome.
DUMASLaval-Montmorency!
FOUQUIER-TINVILLEConvento di Montmartre.
CITTADINIAristocratica!
FOUQUIER-TINVILLETaci!
La monaca alza la mano per parlare.
CITTADINIA che parlar? Sei vecchia!
CITTADINITaci e muori!
ridono
DUMASLegray!
Si leva una donna: vorrebbe parlare ma il pubblico le impone silenzio.
CITTADINIAh!
DUMASAndrea Chénier!
a Maddalena
GÉRARDCoraggio!
guardando Chénier
MADDALENAO amore!
CITTADINIEcco il poeta!
CITTADINIFouquier-Tinville attentamente legge!
CITTADINIPericoloso è l'accusato!
FOUQUIER-TINVILLEScrisse contro la rivoluzione!
FOUQUIER-TINVILLEFu soldato con Dumouriez!
CITTADINIÈ un traditor!
a Fouquier-Tinville
CHÉNIERMenti!
a Chénier
DUMASTaci!
GÉRARDParla!
MADDALENAO mio amore!
CITTADINIParli! Parli! ...
CITTADINISi discolpi dalle accuse!
disperato a Maddalena
GÉRARDIo son che ciò feci!
CHÉNIERSi, fui soldato
CHÉNIERe glorioso affrontato ho la morte
CHÉNIERche, vile, qui mi vien data.
CHÉNIERFui letterato,
CHÉNIERho fatto di mia penna arma feroce
CHÉNIERcontro gli ipocriti!
CHÉNIERCon la mia voce ho cantato la patria!
CHÉNIERPassa la vita mia come una bianca vela:
CHÉNIERessa inciela le antenne
CHÉNIERal sole che le indora
CHÉNIERe affonda la spumante prora
CHÉNIERne l'azzurro dell'onda ...
CHÉNIERVa la mia nave spinta dalla sorte
CHÉNIERa la scogliera bianca della morte?
CHÉNIERSon giunto? Sia!
CHÉNIERMa a poppa io salgo
CHÉNIERe una bandiera trionfale
CHÉNIERsciolgo ai venti, e su vi è scritto: Patria!
CHÉNIERA lei non sale il tuo fango!
CHÉNIERNon sono un traditore.
CHÉNIERUccidi? Ma lasciami l'onor!
FOUQUIER-TINVILLEUdiamo i testimoni.
Mentre Mathieu e l'Incredibile si fanno avanti, Gérard si fa violentemente largo nella folla.
GÉRARDDatemi il passo! Carlo Gérard!
FOUQUIER-TINVILLESta ben; parla!
GÉRARDL'atto di accusa è orribile menzogna!
sorpreso
FOUQUIER-TINVILLESe tu l'hai scritto?!
e mostra il foglio
GÉRARDHo denunziato il falso
GÉRARDe lo confesso!
Movimento nella folla e grida di sorpresa. Fouquier si leva ritto e picchia febbrilmente sul foglio scritto da Gérard.
FOUQUIER-TINVILLEMie faccio queste accuse
FOUQUIER-TINVILLEe le rinnovo!
GÉRARDLa tua è una viltà!
FOUQUIER-TINVILLETu offendi la patria e la giustizia!
CITTADINIEsso è un sospetto, fu comprato!
GÉRARDQui la giustizia ha nome tirannia!
CITTADINITaci! ...
GÉRARDQui è un orgia d'odi e di vendette!
GÉRARDIl sangue della patria qui cola!
GÉRARDSiam noi che feriamo
GÉRARDil petto della Francia!
GÉRARDChénier è un figlio della Rivoluzione!
GÉRARDL'alloro a lui, non dategli la morte!
GÉRARDLa Patria è gloria!
CITTADINI... Taci! Taci! Taci! Alla lanterna!
CITTADINISì, fuori della legge!
CITTADINIAlla lanterna! Alla lanterna!
CITTADINIEgli è un traditore!
CITTADINIFu comprato! Fu comprato!
CITTADINITaci! Taci!
CITTADINIImponigli silenzio, o Dumas! ...
Al suon dei tamburi passa un gruppo di soldati che vanno alla guerra.
GÉRARDOdila, o popolo, là è la patria,
GÉRARDdove si muore colla spada in pugno!
GÉRARDNon qui dove le uccidi i suoi poeti.
Fouquier-Tinville fa segno ai giurati di ritirarsi; essi partono. Gérard accorre verso Chénier, abbracciandolo e baciandolo.
a Gérard
CHÉNIERO generoso! o grande!
CHÉNIERVedi! Io piango!
GÉRARDGuarda laggiù! Quel bianco viso...
GÉRARDÈ lei!
CHÉNIERLei? Maddalena?
I giurati rientrano. Il loro capo presenta a Dumas per mezzo del Cancelliere, il verdetto.
CHÉNIERAncor l'ho riveduta! Or muoio lieto!
GÉRARDIo spero ancora.
Dumas dà una rapida occhiata al verdetto.
DUMASMorte!
FOUQUIER-TINVILLEMorte!
fa segno ai condannati di ritirarsi.
Maddalena lancia un grido di disperazione seguito da singhiozzi
MADDALENAAndrea!
MADDALENARivederlo!
SYSTEMATTO QUARTO
Il cortile delle prigioni di S. Lazzaro.
Notte alta.
Andrea Chénier sta seduto sotto alla lanterna che dà luce, e scrive sopra una piccola assicella con una matita fatta di un pezzo di piombo, scrive ora con foga, ora arrestandosi e riflettendo come in cerca di qualche parola o rima. Roucher gli è vicino.
Schmidt entra nel cortile e si avvicina a Roucher:
SCHMIDTCittadino, men duol, ma è tardi assai.
Indicandogli Chénier, Roucher gli fa cenno di tacere; si fruga indosso e trova un po' di danaro e lo dà a Schmidt.
ROUCHERPazienta ancora un attimo!
Schmidt parte.
cessa di scrivere
CHÉNIERNon più ...
ROUCHERLeggi!
CHÉNIERPochi versi ...
ROUCHERLeggi!
CHÉNIERCome un bel dì di maggio
CHÉNIERche con bacio di vento
CHÉNIERe carezza di raggio
CHÉNIERsi spegne in firmamento,
CHÉNIERcol bacio io d'una rima,
CHÉNIERcarezza di poesia,
CHÉNIERsalgo l'estrema cima
CHÉNIERdell'esistenza mia.
CHÉNIERLa sfera che cammina
CHÉNIERper ogni umana sorte
CHÉNIERecco già mi avvicina
CHÉNIERall'ora della morte,
CHÉNIERe forse pria che l'ultima
CHÉNIERmia strofe sia finita,
CHÉNIERm'annuncerà il carnefice
CHÉNIERla fine della vita.
CHÉNIERSia! Strofe, ultima Dea!
CHÉNIERancor dona al tuo poeta
CHÉNIERla sfolgorante idea,
CHÉNIERla fiamma consueta;
CHÉNIERio, a te, mentre tu vivida
CHÉNIERa me sgorghi dal cuore,
CHÉNIERdarò per rima il gelido
CHÉNIERspiro d'un uom che muore.
Roucher abbraccia Chénier. Schmidt ritorna, i due amici si stringono la mano e si separano commossi.
.Mathieu, fuori, vocalizza la Marseillaise.
Battono alla porta della prigione. Schmidt ritorna in fretta e va ad aprire. È Gérard, e con lui è Maddalena. Gérard presenta le carte di permesso, indicando la sua compagna.
GÉRARDViene a costei concesso
GÉRARDun ultimo colloquio ...
interrompendolo
SCHMIDTIl condannato?
SCHMIDTSta ben.
a Gérard
MADDALENAIl vostro giuramento vi sovvengo.
a Schmidt
MADDALENAOdi! Fra i condannati di domani
MADDALENAè una giovane donna.
SCHMIDTLa Legray.
MADDALENAOrbene, viver deve!
SCHMIDTOr come cancellare dalla lista
SCHMIDTil nome suo?
MADDALENAChe importa il nome
MADDALENAse in sua vece un'altra
MADDALENAper lei risponderà?
a Gérard
SCHMIDTSta ben! Ma, e l'altra?
MADDALENAEccola!
a Gérard
SCHMIDTLei?
a Maddalena
SCHMIDTTu, cittadina?
Gérard accenna di sì col capo. Maddalena porge gioielli e una piccola borsa a Schmidt.
a Schmidt
MADDALENAA voi! Gioielli son.
MADDALENAQuesto è denaro.
Schmidt apre la borsa e vi vede rilucere l'oro.
SCHMIDTEvento strano in tempo di
SCHMIDTassegnati!
a Gérard
SCHMIDTIo non vorrei ... Capite? ...
fa il gesto della ghigliottina
SCHMIDTIo non so nulla!
SCHMIDTAl nome della Legray, salite
SCHMIDTin fretta!
SCHMIDTIo non so nulla! Nulla!
prende dalle mani dl Maddalena la carta di permesso da dare alla Legray, mette via il denaro e gioielli e va a prendere il prigioniero,
Maddalena si avvicina a Gérard piangente.
MADDALENABenedico il destino!
MADDALENABenedico la morte!
GÉRARDO Maddalena, tu fai della morte
GÉRARDla più invidiata sorte!
udendo avvicinarsi Schmidt con Chénier, si allontana, correndo verso il secondo cortile
GÉRARDSalvarli! Da Robespierre ancora!
Entra Chénier.
Alla luce della lanterna ravvisa Maddalena.
CHÉNIERVicino a te s'acqueta
CHÉNIERl'irrequieta anima mia;
CHÉNIERtu sei la meta d'ogni desio,
CHÉNIERd'ogni sogno, d'ogni poesia!
la guarda amorosamente
CHÉNIEREntro al tuo sguardo
CHÉNIERl'iridescenza scerno
CHÉNIERde li spazi infiniti.
CHÉNIERTi guardo; in questo fiotto verde
CHÉNIERdi tua larga pupilla erro coll'anima!
MADDALENAPer non lasciarti son qui;
MADDALENAnon è un addio!
MADDALENAVengo a morire con te!
MADDALENAFinì il soffrire!
MADDALENALa morte nell'amarti!
MADDALENAAh! Chi la parola estrema dalle labbra
MADDALENAraccoglie, è Lui, l'Amor!
CHÉNIERTu sei la meta dell'esistenza mia!
MADDALENAIl nostro è amore d'anime!
MADDALENASalvo una madre.
MADDALENAMaddalena all'alba ha nome
MADDALENAper la morte Idia Legray.
guardando nel cortile
MADDALENAVedi? La luce incerta del crepuscolo
MADDALENAgiù pe' squallidi androni già lumeggia.
colle braccia avviluppando stretto a sè Chénier gli si abbandona tutta sul petto
MADDALENAAbbracciami! Baciami! Amante!
baciandola con violenza
CHÉNIEROrgoglio di bellezza!
la bacia ancora
CHÉNIERTrionfo tu, de l'anima!
CHÉNIERIl tuo amor, sublime amante,
CHÉNIERè mare, è ciel, luce di sole
CHÉNIERe d'astri ...
CHÉNIER... È il mondo! È il mondo!
MADDALENAAmante! Amante!
MADDALENALa nostra morte è il trionfo dell'amor!
CHÉNIERAh benedico, benedico la sorte!
MADDALENANell'ora che si muore
MADDALENAeterni diveniamo!
CHÉNIERMorte!
MADDALENAInfinito!
MADDALENAAmore! Amore!
Il rullo dei tamburi annuncia l'arrivo della carretta.
MADDALENAÈ la morte!
CHÉNIERElla vien col sole!
MADDALENAElla vien col mattino!
CHÉNIERAh, viene come l'aurora!
MADDALENACol sole che la indora!
CHÉNIERNe viene a noi dal cielo,
CHÉNIERentro un vel di rose e viole!
MADDALENAAmor! Amor! Infinito!
MADDALENAAmor! Amor!
SCHMIDTAndrea Chénier!
CHÉNIERSon io!
SCHMIDTIdia Legray!
MADDALENASon io!
salendo sulla carretta
MADDALENAViva la morte insiem!
Mentre s'allontana la carretta Gérard riappare.
Tiene in mano il biglietto scritto da Robespierre per non vederlo: "Perfino Platone bandì i poeti dalla sua Repubblica.''