Bella lucente luna

I. Pizzetti

Bella lucente luna che scendi al tuo tramonto,

salutami chi amo, chi l'amor mio rubò.

Mi baciava, e diceva: mai t'abbandonerò.

E poi m'abbandonava, come canna nel campo,

come chiesa interdetta, come città predata.

Io maledirlo voglio, ma poi io lo compiango:

e mi piangon le viscere, e l'anima mi piange.

Meglio ch'io 'l maledica, e faccia

Dio che vuole dei miei sospiri e gèmiti,

e dell'ardore e delle imprecazioni.

Salga sopra un cipresso per il fiore:

precipiti dall'alto, a terra cada;

come vetro si spezzi, come cera si strugga;

cada su turche spade e su franchi coltelli.

Lo tengan cinque medici ma dieci lo guariscano.

Ed io lì accanto passi, ed io li scorga.

Ben lavorate, o medici, e in bene sia la prova.

Taglino i ferri vostri, né l'anima vi pianga:

perch' egli si lodava e mai, diceva, t'abbandonerò.

E poi m'abbandonava come canna nel campo.

Tutte le piaghe aprite ch'egli ha nel corpo suo.

Io panni ho da far fila, lenzuoli io ho da stendergli;

e se non fanno i panni, io taglio il mio grembiule,

e se non fa 'l grembiule taglio la mia gonnella.

E se vuol sangue, sangue a medicina,

dal cuore mio, dal cuore mio prendetelo.