L' Incoronazione di Poppea

Monteverdi, Claudio

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L' Incoronazione di Poppea Libretto

L'incoronazione di Poppea

Opera in un Prologo e tre Atti

Musica attribuita a Claudio Monteverdi (1567-1643)

e Francesco Sacrati (1605-1650)

SYSTEMFinale composto da Francesco Sacrati

e Benedetto Ferrari (1597-1681)

Giovanni Francesco Busenello

PRIMA RAPPPRESENTAZIONECarnevale 1643: Venezia (Teatro SS. Giovanni e Paolo - Grimani)

AMORE (S)OTTONE, Cavaliero principalissimo (A)

DUE SOLDATI PRETORIANI (T / T)POPPEA, Dama nobilissima favorita di Nerone,

DUE SOLDATI PRETORIANI (T / T)che da lui viene assunta all'imperio (S)

DUE SOLDATI PRETORIANI (T / T)NERONE, Imperator romano (S)

DUE SOLDATI PRETORIANI (T / T)ARNALTA, Vecchia nutrice e consigliera di Poppea (A)

DUE SOLDATI PRETORIANI (T / T)OTTAVIA, Imperatrice regnante, che viene repudiata da Nerone (S)

DUE SOLDATI PRETORIANI (T / T)NUTRICE di Ottavia imperatrice (A)

DUE SOLDATI PRETORIANI (T / T)SENECA, Filosofo, maestro di Nerone (B)

DUE SOLDATI PRETORIANI (T / T)VALLETTO, Paggio dell'imperatrice (S)

PALLADE (S)DRUSILLA, Dama di corte innamorata d'Ottone (S)

MERCURIO (B)LIBERTO, Capitano della guardia de' Pretoriani (T)

MERCURIO (B)DAMIGELLA dell' imperatrice (S)

MERCURIO (B)LUCANO, Poeta familiar di Nerone (T)

VENERE (S)CORO DE' FAMIGLIARI di Seneca (A / T / B)

LUOGORoma

EPOCA62 n. Chr.

PROLOGOFortuna, Virtù, Amore

FORTUNADeh, nasconditi, o Virtù,

FORTUNAGià caduta in povertà,

FORTUNANon creduta deità,

FORTUNANume ch'è senza tempio,

FORTUNADiva senza devoti, e senza altari,

FORTUNADissipata,

FORTUNADisusata,

FORTUNAAbborritta,

FORTUNAMal gradita,

FORTUNAEd in mio paragon sempre avvilita.

FORTUNAGià regina, hor plebea, che per comprarti

FORTUNAGl'alimenti e le vesti

FORTUNAI privilegi e i titoli vendesti.

FORTUNAOgni tuo professore,

FORTUNASe da me sta diviso

FORTUNASembra un foco dipinto

FORTUNAChe nè scalda, nè splende,

FORTUNAResta un calor sepolto

FORTUNAIn penuria di luce.

FORTUNAChi professa virtù non speri mai

FORTUNADi posseder richezza, o gloria alcuna,

FORTUNASe protetto non è dalla Fortuna!

VIRTÙDeh, sommergiti, malnata,

VIRTÙRea chimera delle genti,

VIRTÙFatta Dea dagl'imprudenti.

VIRTÙIo son la vera scala,

VIRTÙPer cui natura al sommo ben ascende.

VIRTÙIo son la tramontana,

VIRTÙChe sola insegno agl'intelletti humani

VIRTÙL'arte del navigar verso l'Olimpo.

VIRTÙPuò dirsi, senza adulazione alcuna,

VIRTÙIl puro incorrutibil esser mio

VIRTÙTermine convertibile con dio,

VIRTÙChe ciò non si può dir di te, Fortuna.

AMOREChe vi credete, o dee,

AMOREDivider fra di voi del mondo tutto

AMORELa signoria, e'l governo,

AMOREEscludendone Amore,

AMORENume, ch'è d'ambe voi tanto maggiore ?

AMOREIo le virtudi insegno,

AMOREIo le fortune domo,

AMOREQuesta bambina età

AMOREVince d'antichità

AMOREIl tempo, e ogn'altro dio:

AMOREGemelli siam l'Eternitade ed io.

AMORERiveritemi,

AMOREAdoratemi,

AMOREE di vostro sovrano il nome datemi.

AMOREFORTUNA e VIRTÙ

AMOREUman non è, non è celeste core,

AMOREChe contender ardisca con Amore.

AMOREOggi in un sol certame,

AMOREL'un e l'altra di voi da me abbatutta,

AMOREDirà, che'l mondo a' cenni miei si muta.

AMOREAd un cenno di Amore il cielo svanisce.

SYSTEMATTO PRIMO

SYSTEMSCENA I

AMORESi muta la scena nel palazzo di Poppea.

AMOREOttone, Due Soldati della guardia di Nerone, che dormono.

AMOREOttone, amante di Poppea al schiarir dell'alba visita l'albergo della sua amata, esagerando le sue passioni amorose, e vedendo addormentate in strada le guardie di Nerone, che in casa di Poppea dimora in contenti, compiange le sue miserie.

AMORERitornello

OTTONEE pur io torno qui, qual linea al centro,

OTTONEQual foco a sfera e qual ruscello al mare,

E se ben luce alcuna non m'appare,

OTTONEAh'! so ben io, che sta'l mio sol qui dentro.

OTTONERitornello

OTTONECaro tetto amoroso,

OTTONEAlbergo di mia vita, e del mio bene,

OTTONEIl passo e'l cor ad inchinarti viene.

OTTONERitornello

OTTONEApri un balcon, Poppea,

OTTONECol bel viso in cui son le sorti mie,

OTTONEPrevieni, anima mia, precorri il die.

OTTONERitornello

OTTONESorgi, e disgombra omai,

OTTONEDa questo ciel caligini, e tenebre

OTTONECon il beato aprir di tue palpebre.

OTTONERitornello

OTTONESogni, portate a volo,

OTTONEFate sentire in dolce fantasia

OTTONEQuesti sospir alla diletta mia.

OTTONEMa che veggio, infelice ?

OTTONENon già fantasmi o pur notturne larve,

OTTONESon questi i servi di Nerone; ahi, ahi dunque

OTTONEAgl' insensati venti

OTTONEIo diffondo i lamenti.

OTTONENecessito le pietre a deplorarmi.

OTTONEAdoro questi marmi,

OTTONEAmoreggio con lagrime un balcone,

OTTONEE in grembo di Poppea dorme Nerone.

OTTONEHa condotti costoro,

OTTONEPer custodir se stesso dalle frodi.

OTTONEO salvezza de' Prencipi infelice:

OTTONEDormon profondamente i suoi custodi.

OTTONEAh', ah', perfida Poppea,

OTTONESon queste le promesse e i giuramenti,

OTTONECh'accessero il cor mio ?

OTTONEQuesta è la fede,

OTTONEO dio, dio, dio !

OTTONEIo son quell' Ottone,

OTTONEChe ti seguì,

OTTONEChe ti bramò,

OTTONEChe ti servì, quell' Otton

OTTONEChe t'adorò,

OTTONEChe per piegarti e intenerirti il core

OTTONEDi lagrime imperlò preghi devoti,

OTTONEGli spirti a te sacrificando in voti.

OTTONEM'assicurasti al fine

OTTONECh'abbracciate averei nel tuo bel seno

OTTONELe mie beatitudini amorose;

OTTONEIo di credula speme il seme sparsi,

OTTONEMa l'aria e'l cielo a' danni miei rivolto...

SYSTEMSCENA II

OTTONEOttone e due Soldati, che si risvegliano.

OTTONESoldati di Nerone si svegliano, e da' patimenti sofferti in quella notte malediscono gl'amori di Poppea, e di Nerone, e mormorano della corte.

PRIMO SOLDATOChi parla ?

OTTONE...Tempestò di ruine...

PRIMO SOLDATOChi parla ?

OTTONE...il mio raccolto.

PRIMO SOLDATOChi va lì ?

SECONDO SOLDATOCamerata ?

PRIMO SOLDATOOhimè, ancor non è di !

SECONDO SOLDATOCamerata, che fai ?

SECONDO SOLDATOPar che parli sognando.

PRIMO SOLDATOSorgono pur dell'alba i primi rai.

SECONDO SOLDATOSu, risvegliati tosto,...

PRIMO SOLDATONon ho dormito in tutta notte mai.

SECONDO SOLDATO...Su, risvegliati tosto,

SECONDO SOLDATOGuardiamo il nostro posto.

PRIMO SOLDATOSia maledetto Amor,

PRIMO SOLDATOPoppea, Nerone,

PRIMO SOLDATOE Roma, e la milizia,

PRIMO SOLDATOSoddisfar io no posso alla pigrizia

PRIMO SOLDATOUn'ora, un giorno solo.

SECONDO SOLDATOLa nostra imperatrice

SECONDO SOLDATOStilla se stessa in pianti,

SECONDO SOLDATOE Neron per Poppea la vilipende;

SECONDO SOLDATOL'Armenia si ribella,

SECONDO SOLDATOEd egli non ci pensa.

SECONDO SOLDATOLa Pannonia dà all'armi, ed ei se ne ride,

SECONDO SOLDATOCosì, per quant'io veggio,

SECONDO SOLDATOL'impero se ne va di male in peggio.

PRIMO SOLDATODì pur che il prence nostro ruba a tutti

PRIMO SOLDATOPer donar ad alcuni;

PRIMO SOLDATOL'innocenza va afflitta

PRIMO SOLDATOE i scellerati stan sempre a mandritta.

SECONDO SOLDATOSol del pedante Seneca si fida.

PRIMO SOLDATODi quel vecchio rapace ?

SECONDO SOLDATODi quel volpon sagace !

PRIMO SOLDATODi quel reo cortigiano

PRIMO SOLDATOChe fonda il suo guadagno

PRIMO SOLDATOSul tradire il compagno !

SECONDO SOLDATODi quell' empio architetto

SECONDO SOLDATOChe si fa casa sul sepolcro altrui !

PRIMO SOLDATONon ridire ad alcun quel che diciamo.

PRIMO SOLDATONel fidarti va scaltro;

PRIMO SOLDATOSe gl'occhi non si fidan l'un dell'altro

PRIMO SOLDATOE però nel guardar van sempre insieme.

PRIMO SOLDATOSECONDO e PRIMO SOLDATO

PRIMO SOLDATOImpariamo dagl'occhi,

PRIMO SOLDATOA non trattar da sciocchi.

PRIMO SOLDATOMa, già s'imbianca l'alba, e vien il dì;

PRIMO SOLDATOPRIMO e SECONDO SOLDATO

PRIMO SOLDATOTaciam, Neron' è qui.

SYSTEMSCENA III

PRIMO SOLDATOPoppea, Nerone.

PRIMO SOLDATOPoppea, e Nerone escono

PRIMO SOLDATOal far del giorno amorosamente abbracciati,

PRIMO SOLDATOprendendo commiato l'un dall'altro

PRIMO SOLDATOcon tenerezze affettuose.

POPPEASignor, deh non partire,

POPPEASostien che queste braccia

POPPEATi circondino il collo,

POPPEACome le tue bellezze

POPPEACircondano il cor mio.

NERONEPoppea, lascia ch'io parta.

POPPEANon partir, Signor, deh non partire.

POPPEAAppena spunta l'alba, e tu che sei

POPPEAL'incarnato mio sole,

POPPEALa mia palpabil luce,

POPPEAE l'amoroso dì della mia vita,

POPPEAVuoi sì repente far da me partita ?

POPPEADeh non dir de partir,

POPPEAChe di voce sì amara a un solo accento,

POPPEAAhi perir, ahi spirar quest'alma io sento.

NERONELa nobiltà de' nascimenti tuoi

NERONENon permette che Roma

NERONESappia che siamo uniti,

NERONEIn sin ch'Ottavia...

POPPEAIn sin che...

NERONE...in sin ch'Ottavia non rimane esclusa...

POPPEANon rimane...

NERONE...in sin ch'Ottavia non rimane esclusa

NERONECol repudio da me: vanne, vanne ben mio;

SINFONIAIn un sospir che vien

SINFONIADal profondo del sen,

SINFONIAIncludo un bacio, o cara, ed un addio:

SINFONIASi rivedrem ben tosto, idolo mio.

POPPEASignor, sempre mi vedi,

POPPEAAnzi mai non mi vedi,

POPPEAPerché s'è ver, che nel tuo cor io sia,

POPPEAEntro al tuo sen celata,

POPPEANon posso da' tuoi lumi esser mirata.

NERONEAdorati miei rai,

NERONEDeh restatevi omai !

NERONERimanti, o mia Poppea,

NERONECor, vezzo, e luce mia...

POPPEADeh non dir

POPPEADi partir,

POPPEAChe di voce sì amara a un solo accento,

POPPEAAhi perir, ahi spirar quest'alma io sento.

NERONE...Non temer, tu stai meco a tutte l'ore,

NERONESplendor negl'occhi, e deità nel core.

POPPEATornerai ?

NERONESe ben io vò

NERONEPur teco io sto.

POPPEATornerai ?

NERONE...Il cor dalle tue stelle

NERONEMai non si divelle;...

POPPEATornerai ?

NERONE...Io non posso da te viver disgiunto

NERONESe non si smembra la unità del punto.

POPPEATornerai ?

NERONETornerò.

POPPEAQuando ?

NERONEBen tosto.

POPPEABen tosto,

POPPEAMe'l prometti ?

NERONETe'l giuro.

POPPEAE me l'osserverai ?

NERONEE s'a te non verro, tu a me verrai.

POPPEAAddio...

NERONEAddio...

POPPEANerone, Nerone, addio...

NERONEPoppea, Poppea, addio...

POPPEA...addio, Nerone, addio.

NERONE...addio, Poppea, ben mio.

SYSTEMSCENA IV

NERONEPoppea, Arnalta.

NERONEPoppea con Arnalta vecchia sua consigliera

NERONEdiscorre della speranza sua alle grandezze;

NERONEArnalta la documenta, e ammaestra

NERONEa non fidarsi tanto de' grandi,

NERONEne di confidar tanto nella Fortuna.

POPPEASperanza, tu mi vai

POPPEAIl cor accarezzando,

POPPEASperanza, tu mi vai

POPPEAIl genio lusingando,

POPPEAE mi circondi intanto

POPPEADi regio sì, ma immaginario manto.

POPPEAS' a tue promesse io credo,

POPPEAGià in capo ho le corone,

POPPEAE già 'l divo Nerone

POPPEAConsorte bramatissimo possedo,

POPPEAMa se ricerco il vero

POPPEARegina io sono col semplice pensiero.

POPPEANo, non temo, no, di noia alcuna,

POPPEAPer me guerreggia Amor, e la Fortuna.

ARNALTAAhi figlia, voglia il cielo,

ARNALTAChe questi abbracciamenti

ARNALTANon sian un giorno i precipizi tuoi.

POPPEANo, non temo, no, di noia alcuna.

ARNALTAL'imperatrice Ottavia ha penetrati

ARNALTADi Neron gli amori,

ARNALTAOnd'io pavento e temo

ARNALTACh'ogni giorno, ogni punto

ARNALTASia di tua vita il giorno, il punto estremo.

POPPEAPer me guerreggia Amor, e la Fortuna.

ARNALTALa pratica coi regi è perigliosa,

ARNALTAL'amor e l'odio non han forza in essi,

ARNALTASono gli affetti lor puri interessi.

RITORNELLOSe Neron t'ama, è mera cortesia,

RITORNELLOS'ei t'abbandona, non ten puoi dolere.

RITORNELLOPer minor mal ti converrà tacere.

POPPEANo, non temo, no, di noia alcuna.

ARNALTAIl grande spira onor con la presenza,

ARNALTALascia, mentre la casa empie di vento,

ARNALTARiputazione e fumo in pagamento.

RITORNELLOPerdi l'onor con dir:

RITORNELLONeron mi gode.

RITORNELLOSon inutili i vizi ambiziosi !

RITORNELLOMi piaccion più i peccati fruttuosi.

RITORNELLOCon lui tu non puoi mai trattar del pari,

RITORNELLOE se le nozze hai per oggetto e fine,

RITORNELLOMendicando tu vai le tue ruine.

POPPEANo, non temo, no, di noia alcuna.

ARNALTAMira, mira Poppea,

ARNALTADove il prato è più ameno e dilettoso,

ARNALTAStassi il serpente ascoso.

ARNALTADei casi le vicende son funeste;

ARNALTALa calma è profezia delle tempeste.

POPPEANo, non temo, no, di noia alcuna,

POPPEAPer me guerreggia Amor, e la Fortuna.

ARNALTABen sei pazza, se credi

ARNALTAChe ti possano far contenta e salva

ARNALTAUn garzon cieco ed una donna calva.

ARNALTABen sei pazza se credi...

SYSTEMSCENA V

ARNALTASi muta la scena nella città di Roma.

ARNALTAOttavia, Nutrice.

ARNALTAOttavia imperatrice esagera gl'affanni suoi

ARNALTAcon la nutrice, detestando i mancamenti

ARNALTAdi Nerone suo consorte.

ARNALTALa Nutrice scherza seco sopra novelli amori

ARNALTAper traviarla da' cupi pensieri;

ARNALTAOttavia resistendo constantemente

ARNALTApersevera nell'afflizioni.

OTTAVIADisprezzata regina,

OTTAVIADel monarca romano afflitta moglie,

OTTAVIAChe fo, ove son, che penso ?

OTTAVIAO delle donne miserabil sesso:

OTTAVIASe la natura e'l cielo

OTTAVIALibere ci produce,

OTTAVIAIl matrimonio c'incatena serve.

OTTAVIASe concepiamo l'uomo,

OTTAVIAO delle donne miserabil sesso,

OTTAVIAAl nostr'empio tiran formiam le membra,

OTTAVIAAllattiamo il carnefice crudele

OTTAVIAChe ci scarna e ci svena,

OTTAVIAE siam forzate per indegna sorte

OTTAVIAA noi medesme partorir la morte.

OTTAVIANerone, empio Nerone,

OTTAVIANerone, marito, o dio, marito

OTTAVIABestemmiato pur sempre

OTTAVIAE maledetto dai cordogli miei,

OTTAVIADove, ohimè, dove sei ?

OTTAVIAIn braccio di Poppea,

OTTAVIATu dimori felice e godi, e intanto

OTTAVIAIl frequente cader de' pianti miei

OTTAVIAPur va quasi formando

OTTAVIAUn diluvio di specchi, in cui tu miri,

OTTAVIADentro alle tue delizie i miei martiri.

OTTAVIADestin, se stai lassù,

OTTAVIAGiove ascoltami tu,

OTTAVIASe per punir Nerone

OTTAVIAFulmini tu non hai,

OTTAVIAD'impotenza t'accuso,

OTTAVIAD'ingustizia t'incolpo;

OTTAVIAAhi, trapasso tropp'oltre e me ne pento,

OTTAVIASopprimo e seppelisco

OTTAVIAIn taciturne angoscie il mio tormento.

NUTRICEOttavia, Ottavia...

OTTAVIAO ciel, deh, l'ira tua s'estingua,

OTTAVIANon provi i tuoi rigori il fallo mio,...

NUTRICEOttavia, o tu dell'universe genti

NUTRICEUnica Imperatrice;...

OTTAVIA...Errò la superficie, il fondo è pio,

OTTAVIAInnocente fu il cor, peccò la lingua.

NUTRICE...odi, odi

NUTRICEDi tua fida nutrice, odi gli accenti.

NUTRICESe Neron perso ha l'ingegno,

NUTRICEDi Poppea ne' godimenti, scegli alcun, che di te degno,

NUTRICED'abbracciarti si contenti.

NUTRICESe l'ingiuria a Neron tanto diletta,

NUTRICEAbbi piacer tu ancor

NUTRICENel far vendetta.

RITORNELLOE se pur aspro rimorso

RITORNELLODell'onor t'arreca noia,

RITORNELLOFa riflesso al mio discorso,

RITORNELLOCh'ogni duol ti sarà gioia.

OTTAVIACosi sozzi argomenti

OTTAVIANon intesi più mai da te, nutrice !

NUTRICEFa...fa riflesso al mio discorso,

NUTRICECh'ogni duol ti sarà gioia.

NUTRICEL'infamia sta gl'affronti in sopportarsi,

NUTRICEE consiste l'onor nel vendicarsi.

NUTRICEHan poi questo vantaggio

NUTRICEDelle regine gli amorosi errori,

NUTRICESe li sà l'idiota, non li crede,

NUTRICESe l'astuto li penetra, li tace,

NUTRICEE'l peccato taciuto e non creduto

Sta segreto e sicuro in ogni parte,

NUTRICECom'un che parli in mezzo un sordo, e un muto.

OTTAVIANo, mia cara nutrice:

OTTAVIALa donna assasinata dal marito

OTTAVIAper adultere brame,

OTTAVIAResta oltraggiata sì, ma non infame !

OTTAVIAPer il contrario resta

OTTAVIAlo sposo inonorato,

OTTAVIASe il letto marital li vien macchiato.

NUTRICEFiglia e signora mia, tu non intendi

NUTRICEDella vendetta il principale arcano.

NUTRICEL'offesa sopra il volto

NUTRICED'una sola guanciata

NUTRICESi vendica col ferro e con la morte.

NUTRICEChi ti punge nel senso,

NUTRICEPungilo nell'onore,

NUTRICESe bene a dirti il vero,

NUTRICENè pur così sarai ben vendicata;

NUTRICENel senso vivo te punge Nerone,

NUTRICEE in lui sol pungerai l'opinione.

NUTRICEFa riflesso al mio discorso,

NUTRICECh'ogni duol ti sarà gioia.

OTTAVIASe non ci fosse né l'onor, né dio,

OTTAVIASarei nume a me stessa, e i falli miei

OTTAVIACon la mia stessa man castigherei,

OTTAVIAE però lunge dagli errori intanto

OTTAVIADivido il cor tra l'innocenza e l'pianto.

SYSTEMSCENA VI

OTTAVIASeneca, Ottavia, Valletto.

OTTAVIASeneca consola Ottavia ad esser constante.

OTTAVIAValletto paggio d'Ottavia per trattenimento

OTTAVIAdell'imperatrice burla Seneca

OTTAVIAal quale Ottavia si raccomanda,

OTTAVIAe va a porger preghiere al tempio.

SENECAEcco la sconsolata

SENECADonna, assunta all'impero

SENECAPer patir il servaggio: o gloriosa

SENECADel mondo imperatrice,

SENECASovra i titoli eccelsi

SENECADegl'insigni avi tuoi conspicua e grande,

SENECALa vanità del pianto

SENECADegl' occhi imperiali è ufficio indegno.

SENECARingrazia la fortuna,

SENECAChe con i colpi suoi

SENECATi cresce gl'ornamenti.

SENECALa cote non percossa

SENECANon può mandar faville;

SENECATu dal destin colpita

SENECAProduci a te medesma alti splendori

SENECADi vigor, di fortezza,

SENECAGlorie maggiori assai, che la bellezza.

SENECALa vaghezza del volto, i lineamenti,

SENECACh'in apparenza illustre

SENECARisplendon coloriti, e delicati,

SENECADa pochi ladri dì ci son rubati.

SENECAMa la virtù costante

SENECAUsa a bravar le stelle, il fato, e'l caso,

SENECAGiammai non vede occaso.

OTTAVIATu mi vai promettendo

OTTAVIABalsamo dal veleno,

OTTAVIAE glorie da tormenti.

OTTAVIAScusami, questi son,

OTTAVIASeneca mio,

OTTAVIAVanità speciose,

OTTAVIAStudiati artifici,

OTTAVIAInutili rimedi agl'infelici.

VALLETTOMadama, con tua pace,

VALLETTOIo vo' sfogar la stizza, che mi move

VALLETTOIl filosofo astuto, il gabba Giove.

VALLETTOM'accende pure a sdegno,

VALLETTOQuesto miniator di bei concetti.

VALLETTONon posso star al segno,

VALLETTOMentre egli incanta altrui con aurei detti.

VALLETTOQueste del suo cervel mere invenzioni,

VALLETTOLe vende per misteri e son canzoni !

VALLETTOMadama, s'ei...sternuta o s'ei sbadiglia...

VALLETTOPresume d'insegnar cose morali,

VALLETTOE tanto l'assotiglia,

VALLETTOChe moverebbe il riso a' miei stivali.

VALLETTOScaltra filosofia dov'ella regna,

VALLETTOSempre al contrario fa di quel ch'insegna.

VALLETTOFonda sempre il pedante

VALLETTOSu l'ignoranza d'altri il suo guadagno,

VALLETTOE accorto argomentante

VALLETTONon ha Giove per Dio, ma per compagno,

VALLETTOE le regole sue di modo intrica,

VALLETTOCh'al fin neanch'egli sa ciò, ch'ei si dica.

OTTAVIANeron tenta il ripudio

OTTAVIADella persona mia

OTTAVIAPer isposar Poppea.

OTTAVIASi divertisca,

OTTAVIASe divertir si può sì indegno esempio.

OTTAVIATu per me prega il popol e'l senato,

OTTAVIACh'io mi riduco, a porger voti al tempio.

VALLETTOSe tu non dai soccorso

VALLETTOAlla nostra regina, in fede mia,

VALLETTOChe vo'accenderti il foco,

VALLETTOE nella toga, e nella libreria...in fede mia.

SYSTEMSCENA VII

SENECASeneca fa considerazione

SENECAsopra le grandezze transitorie del mondo.

SENECALe porpore regali e imperatrici,

SENECAD'acute spine e triboli conteste,

SENECASotto forma di veste

SENECASono il martirio a prencipi infelici;

SENECAle corone eminenti

SENECAServono solo a indiademar tormenti.

SENECADelle regie grandezze

SENECASi veggono le pompe e gli splendori,

SENECAMa stan sempre invisibili i dolori.

SYSTEMSCENA VIII

SENECAPallade, Seneca.

SENECAPallade in aria predice la morte a Seneca,

SENECApromettendoli che se doverà certo morire

SENECAglielo farà di novo intender per bocca

SENECAdi Mercurio, e ciò per esser

SENECAcome uomo virtuoso suo caro e diletto;

SENECAvenendo ringraziata sommamente da Seneca.

PALLADESeneca, io miro in cielo infausti rai

PALLADEChe minacciano te d'alte ruine;

PALLADES'oggi verrà della tua vita il fine,

PALLADEPria da Mercurio avvisi certi avrai.

SENECAVenga la morte pur; costante e forte,

SENECAVincerò gli accidenti e le paure;

SENECADopo il girar delle giornate oscure

SENECAÈ di giorno infinito alba la morte.

SYSTEMSCENA IX

SENECANerone, Seneca.

SENECANerone con Seneca discorre,

SENECAdicendo voler adempire alle sue voglie.

SENECASeneca moralmente, e politicamente

SENECAgli risponde dissuadendolo, Nerone si sdegna,

SENECAe lo scaccia dalla sua presenza.

NERONESon risoluto insomma

NERONEO Seneca, o maestro,

NERONEDi rimover Ottavia

NERONEDal posto di consorte,

NERONEE di sposar Poppea.

SENECASignor, nel fondo alla maggior dolcezza

SENECASpesso giace nascosto il pentimento.

SENECAConsiglier scellerato è'l sentimento

SENECACh'odia le leggi e la ragion disprezza.

NERONELa legge è per chi serve, e se vogl'io,

NERONEPosso abolir l'antica

NERONEE indur le nove;

NERONEÈ partito l'impero, è'l ciel di Giove,

NERONEMa del mondo terren lo scettro è mio.

SENECASregolato voler non è volere,

SENECAMa (dirò con tua pace) egli è furore.

NERONELa ragione è misura rigorosa

NERONEPer chi ubbidisce e non per chi comanda.

SENECAAnzi l'irragionevole comando

SENECADistrugge l'ubbidienza.

NERONELascia i discorsi, io voglio a modo mio.

SENECANon irritar il popolo e'l senato.

NERONEDel senato e del popolo non curo.

SENECACura almeno te stesso, e la tua fama.

NERONETrarrò la lingua a chi vorrà biasmarmi.

SENECAPiù muti che farai, più parleranno.

NERONEOttavia è infrigidita ed infeconda.

SENECAChi ragione non ha, cerca pretesti.

NERONEA chi può ciò che vuol ragion non manca.

SENECAManca la sicurezza all'opre ingiuste.

NERONESarà sempre più giusto il più potente.

SENECAMa chi non sa regnar sempre può meno.

NERONELa forza è legge in pace...

SENECALa forza accende gli odi...

NERONE... e spada in guerra,

SENECAe turba il sangue;...

NERONE...E bisogno non ha della ragione.

SENECALa ragione regge gl'uomini e gli dei.

NERONETu mi forzi allo sdegno; al tuo dispetto,

NERONEE del popol in onta e del senato

NERONEE d'Ottavia, e del cielo, e del abisso,

NERONESiansi giuste od ingiuste le mie voglie,

NERONEOggi Poppea sarà mia moglie !

SENECASiano innocenti i regi

SENECAO s'aggravino sol di colpe illustri;

SENECAS'innocenza si perde,

SENECAPerdasi sol per guadagnar i regni,

SENECACh'il peccato commesso

SENECAPer agrandir l'impero

SENECASi assolve da sè stesso;

SENECAMa ch'una femminella abbia possanza

SENECADi condurti agli errori,

SENECANon è colpa da rege o semideo:

SENECAÈ un misfatto plebeo.

NERONELevamiti dinnanzi,

NERONEMaestro impertinente

NERONEFilosofo insolente !

SENECAIl partito peggior sempre sovrasta

SENECAQuando la forza alla ragion contrasta.

SYSTEMSCENA X

SENECAPoppea, Nerone, Ottone in disparte.

SENECAPoppea con Nerone discorrono de' contenti passati,

SENECArestando Nerone preda delle bellezze di Poppea,

SENECApromettendoli volerla crear imperatrice,

SENECAe da Poppea venendo messo in disgrazia di lui Seneca,

SENECANerone adirato gli decreta la morte,

SENECAPoppea fa voto ad Amore

SENECAper l'esaltazione delle sue grandezze,

SENECAe da Ottone, che se ne sta in disparte,

SENECAviene inteso e osservato il tutto.

SENECAQuesto passaggio, si riferisce al testo finale

SENECAdi Poppea non musicato.

POPPEACome dolci, signor, come soavi

POPPEARiuscirono a te la notte andata

POPPEADi questa bocca i baci ?

NERONEPiù cari i più mordaci.

POPPEADi questo seno i pomi ?

NERONEMertan le mamme tue più dolci nomi.

POPPEADi queste braccia gli stretti amplessi ?

NERONEIdolo mio, deh in braccio ancor,

NERONEin braccio ancor t'avessi !

POPPEADimmi, Signor, e come t' arrivano al' core

POPPEATante mie tenerezze innamorate ?

NERONEGioconde, o lascive, o delicate.

POPPEATanti sospiri miei ?

NERONEConsolarli, o diletta, ogn' hor vorrei.

POPPEAI fervori dell' anima infiammata,

POPPEATranshumanata in estasi amorosa ?

NERONEO graditi, mia luce, o dilettosi.

POPPEALanguida ancora io sono,

POPPEAE' l mio spirto morto.

POPPEADentro alle tue dolcezze,

POPPEAResuscitato per morire ancora

POPPEAIl mio caro Neron stringe, et adora.

POPPEAPoppea respiro appena;

POPPEAMiro le labbra tue,

POPPEAE mirando recupero con gl'occhi

POPPEAQuello spirto infiammato,

POPPEAChe nel bacciarti, o cara, in te diffusi.

POPPEANon è più in cielo il mio destino,

POPPEAMa sta dei labbri tuoi nel bel rubino.

POPPEASignor, le tue parole son sì dolci,

POPPEACh'io nell'anima mia

POPPEALe ridico a me stessa,

POPPEAE l'interno ridirle necessita al deliquio il cor amante.

POPPEACome parole le odo,

POPPEACome baci io le godo;

POPPEASon de' tuoi cari detti

POPPEAI sensi sì soavi e sì vivaci,

POPPEAChe, non contenti di blandir l'udito,

POPPEAMi passano al stampar sul cor i baci.

NERONEQuell'eccelso diadema ond'io sovrasto

NERONEDegl'uomini, e de regni alla fortuna,

NERONETeco divider voglio,

NERONEE allor sarò felice

NERONEQuando il titol avrai d'imperatrice;

NERONEMa che dico, o Poppea!

NERONETroppo picciola è Roma ai merti tuoi,

NERONETroppo angusta è l'Italia alle tue lodi,

NERONEE al tuo bel viso è basso paragone

NERONEL'esser detta consorte di Nerone;

NERONEE han questo svantaggio i tuoi begl'occhi,

NERONEChe, trascendendo i naturali esempi,

NERONEE per modestia non tentando i cieli,

NERONENon ricevon tributo d'altro onore,

NERONEChe di silenzio e di stupore.

POPPEAA speranze sublimi il cor innalzo

POPPEAPerché tu lo comandi,

POPPEAE la modestia mia riceve forza;

POPPEAMa troppo s'attraversa e impedisce

POPPEADelle regie promesse il fin sovrano.

POPPEASeneca, il tuo Maestro,

POPPEAQuello stoico sagace,

POPPEAQuel filosofo astuto,

POPPEAChe sempre tenta persuader altrui

POPPEACh'il tuo scettro dipende sol da lui...

NERONEChe ? che ?

POPPEACh'il tuo scettro dipende sol da lui...

NERONEQuel decrepito pazzo...

POPPEAQuel, quel!

NERONE...ha tanto ardire ?

POPPEAHa tanto ardire.

NERONEOlà, vada un di voi

NERONEA Seneca volando, e imponga a lui,

NERONECh'in questo giorno ei mora.

NERONEVo' che da me l'arbitrio mio dipenda,

NERONENon da concetti e da sofismi altrui;

NERONERinnegherei per poco

NERONELe potenze dell'alma, s'io credessi

NERONEChe servilmente indegne

NERONESi movessero mai col moto d'altre.

NERONEPoppea, sta di buon core,

NERONEOggi vedrai ciò che sa far Amore.

POPPEASe mi conduci, Amor,

POPPEAA Regia Maestra,

POPPEAAl tuo tempio il mio cor,

POPPEAVoto si apprenderà

POPPEASpirami tutto in sen

POPPEAFonte d' ogni mio ben,

POPPEAAl Trono innalza me,

POPPEAAmor, ogni mia speme io pongo in te.

POPPEALe meraviglie, Amor,

POPPEASon opre di tua man,

POPPEATrascende gli stupor

POPPEAIl tuo poter sovran.

POPPEAConsola i miei sospir,

POPPEAAdempi i miei desir,

POPPEAAl Trono innalza me,

POPPEAAmor, ogni mia speme io pongo in te.

SYSTEMSCENA XI

POPPEAOttone, Poppea, Arnalta in disparte.

POPPEAOttone con Poppea palesa

POPPEAle sue morte speranze con lei,

POPPEAe da passione amorosa la rinfaccia,

POPPEAPoppea si sdegna, e sprezzandolo

SYSTEMparte dicendo esser soggetta a Nerone.

OTTONEAd altri tocca in sorte

OTTONEBere il licor, a me guardar il vaso,

OTTONEAperte stan le porte

OTTONEA Neron, ed Otton fuori è rimaso;

OTTONESiede egli a mensa a satollar sue brame,

OTTONEIn amaro digiun mor'io di fame.

POPPEAChi nasce sfortunato

POPPEADi se stesso si dolga, e non d'altrui;

POPPEADel tuo penoso stato

POPPEAAspra cagion,

Otton, non son, nè fui; il destin getta i dadi e i punti attende:

POPPEAL'evento, o buono o reo, da lui dipende.

OTTONELa messe sospirata

OTTONEDalle speranze mie, da' miei desiri,

OTTONEIn altra mano è andata,

OTTONEE non consente Amor che più v'aspiri;

OTTONENeron felice i dolci pomi tocca,

OTTONEE solo il pianto a me bagna la bocca.

POPPEAA te le calve tempie,

POPPEAAd altri il crine la fortuna diede;

POPPEAS'altri i desiri adempie

POPPEAEbbe di te più fortunato piede.

POPPEALa disventura tua non è mia colpa,

POPPEATe solo dunque e'l tuo destino incolpa.

OTTONESperai che quel macigno,

OTTONEBella Poppea, che ti circonda il core,

OTTONEFosse d'amor benigno

OTTONEIntenerito a pro del mio dolore,

OTTONEOr del tuo bianco sen la selce dura

OTTONEDi mie morte speranze è sepoltura.

POPPEADeh, non più rinfacciarmi,

POPPEAPorta, deh porta il martellino in pace,

POPPEACessa di più tentarmi,

POPPEAAl cenno imperial Poppea soggiace;

POPPEAAmmorza il foco omai, tempra li sdegni;

POPPEAIo lascio te per arrivar ai regni.

OTTONEE così l'ambizione

OTTONESovra ogni vizio tien la monarchia.

POPPEACosì, così la mia ragione

POPPEAIncolpa i tuoi capprici di pazzia.

OTTONEÈ questo del mio amor il guiderdone ?

POPPEAModestia, olà...

OTTONEÈ questo del mio amor il guiderdone ?

POPPEA...olà, non più,...

OTTONEÈ questo del mio amor il guiderdone ?

POPPEA...non più, son di Nerone.

OTTONEAhi, ahi, chi si fida

OTTONEIn un bel volto,

OTTONEFabbrica in aria, e sopra il vacuo fonda,

OTTONETenta palpare il vento,

OTTONEEd immobili afferma il fumo, e l' onda.

ARNALTAInfelice ragazzo

ARNALTAMi move a compassion il miserello;

ARNALTAPoppea non ha cervello

ARNALTAA non gl'aver pietà,

ARNALTAQuand' ero in altra età

ARNALTANon volevo gl'amanti

ARNALTAIn lacrime distrutti,

ARNALTAPer compassion gli contentavo tutti.

SYSTEMSCENA XII

OTTONEOttone amante disperato imperversa

OTTONEcon l'animo contro Poppea

OTTONEOtton, torna in te stesso,

OTTONEIl più imperfetto sesso

OTTONENon ha per sua natura

OTTONEAltro d'uman in sé che la figura.

OTTONEOtton, torna in te stesso,

OTTONECostei pensa al comando, e se ci arriva

OTTONELa mia vita è perduta,...

OTTONEOtton, torna in te stesso,...ella temendo

OTTONEChe risappia Nerone

OTTONEI miei passati amori,

OTTONEOrdirà insidie all'innocenza mia,

OTTONEIndurrà colla forza un che m'accusi

OTTONEDi lesa maestà di fellonia,

OTTONELa calunnia, da' grandi favorita,

OTTONEDistrugge agl'innocenti onor e vita.

OTTONEVo' prevenir costei

OTTONECol ferro o col veleno,

OTTONENon mi vo' più nutrir il serpe in seno.

OTTONEA questo fine

OTTONEDunque arrivar dovea

OTTONEL'amor tuo, perfidissima Poppea!

SYSTEMSCENA XIII

OTTONEDrusilla, Ottone.

OTTONEOttone di già amante di Drusilla dama di corte,

OTTONEvedendosi sprezzato da Poppea

OTTONErinnova seco gl'amori promettendoli lealtà.

OTTONEDrusilla resta consolata del ricuperato suo affetto,

SYSTEMe fornisse l'atto primo.

DRUSILLAPur sempre di Poppea,

DRUSILLAO con la lingua, o col pensier discorri.

OTTONEDiscacciato dal cor viene alla lingua,

OTTONEE dalla lingua è consegnato ai venti

OTTONEIl nome di colei

OTTONECh'infedele tradì gl'affetti miei.

DRUSILLAIl tribunal d'Amor

DRUSILLATalor giustizia fa:

DRUSILLADi me non hai pietà,

DRUSILLAAltri si ride, Otton, del tuo dolor.

OTTONEA te di quanto son,

OTTONEBellissima donzella

OTTONEOr fo libero don;

OTTONEAd altri mi ritolgo,

OTTONEE solo tuo sarò, Drusilla mia.

OTTONEPerdona, o dio, perdona

OTTONEIl passato scortese mio costume;

OTTONEBenchè tu del mio error non mi riprenda,

OTTONEConfesso i falli andati,

OTTONEEccoti l'alma mia pronta all'emenda.

OTTONEFin ch'io vivrò

OTTONEt'amerà sempre, o bella

OTTONEquest'alma che ti fu cruda e rubella

OTTONEgià pentita dall'error antico

OTTONEmi ti consacra omai servo et amico.

DRUSILLAGià l'oblio seppellì

DRUSILLAGl'andati amori ?

DRUSILLAÈ ver, Otton, è ver,

DRUSILLACh'a questo fido cor il tuo s'unì ?

OTTONEÈ ver, Drusilla, è ver, sì, sì.

DRUSILLATemo che tu mi dica la bugia.

OTTONENo, no, Drusilla, no.

DRUSILLAOtton, non so, non so.

OTTONETeco non può mentir la fede mia.

DRUSILLAM'ami ?

OTTONETi bramo.

DRUSILLAE come in un momento ?

OTTONEAmor è foco, e subito s'accende.

DRUSILLASì subite dolcezze

DRUSILLAGode lieto il mio cor, ma non l'intende.

DRUSILLAM'ami ?

OTTONETi bramo.

OTTONETi dican l'amor mio le tue bellezze.

OTTONEPer te nel cor ho nova forma impressa,

OTTONEI miracoli tuoi credi a te stessa.

DRUSILLALieta m'en vado:

DRUSILLAOtton, resta felice;

DRUSILLAM'indirizzo a riverir l'imperatrice.

OTTONELe tempeste del cor, tutte tranquilla;

OTTONED'altri Otton non sarà che di Drusilla;

OTTONEE pur al mio dispetto, iniquo Amore,

OTTONEDrusilla ho in bocca, e ho Poppea nel core.

SYSTEMATTO SECONDO

SYSTEMSCENA I

OTTONESi muta la scena nella villa di Seneca.

OTTONESeneca, Mercurio.

OTTONEMercurio in terra mandato da Pallade

OTTONEannunzia a Seneca dover egli certo morire

OTTONEin quel giorno, il quale senza punto smarirsi

OTTONEdegl'orrori della morte,

OTTONErende grazie al Cielo, e Mercurio

OTTONEdopo fatta l'ambasciata se ne vola al Cielo.

SENECASolitudine amata,

SENECAEremo della mente,

SENECARomitaggio a' pensieri,

SENECADelizie all'inteletto

SENECAChe discorre e contempla

SENECAL'immagini celesti

SENECASotto le forme ignobili, terrene,

SENECAA te l'anima mia lieta sen viene,

SENECAE lunge dalla corte,

SENECACh'insolente e superba

SENECAFa della mia pazienza anatomia

SENECAQui tra le frondi, e l'herbe,

SENECAM'assido in grembo della pace mia.

MERCURIOVero amico del Cielo

MERCURIOAppunto in questa solitaria chiostra

MERCURIOVisitarti io volevo.

SENECAE quando, e quando mai

SENECALe visite divine io meritai ?

MERCURIOLa sovrana virtù di cui sei pieno

MERCURIODeifica i mortali,

MERCURIOE perciò son da te ben meritate

MERCURIOLe celesti ambasciate.

MERCURIOPallade a te mi manda,

MERCURIOE t'annunzia vicina l'ultim'ora

MERCURIODi questa frale vita,

MERCURIOE'l passaggio all'eterna ed infinita.

SENECAOh me felice, adunque

SENECAS'ho vivuto sinora

SENECADegl'uomini la vita,

SENECAVivrò dopo la morte

SENECALa vita degli dei.

SENECANume cortese, tu'l morir m'annunzi ?

SENECAOr confermo i miei scritti,

SENECAAutentico i miei studi;

SENECAL'uscir di vita è una beata sorte,

SENECASe da bocca divina esce la morte.

MERCURIOLieto dunque t'accingi

MERCURIOAl celeste viaggio,

MERCURIOAl sublime passaggio,

MERCURIOT'insegnerò la strada,

MERCURIOChe ne conduce allo Stellato Polo;

MERCURIOSeneca or colà sù io drizzo il volo.

SYSTEMSCENA II

MERCURIOSeneca, Liberto.

MERCURIOSeneca riceve da Liberto, Capitano della Guardia

MERCURIOdi Nerone, l'annunzio di morte d'ordine di Nerone;

MERCURIOSeneca costante si prepara all'uscir di vita.

LIBERTOIl comando tiranno

LIBERTOEsclude ogni ragione,

LIBERTOE tratta solo o violenza, o morte.

LIBERTOIo devo riferirlo, e non dimeno

LIBERTORelator innocente

LIBERTOMi par d'esser partecipe del male,

LIBERTOCh'a riferire io vado.

LIBERTOSeneca, assai m'incresce di trovarti

LIBERTOMentre pur ti ricerco.

LIBERTODeh, non mi riguardar con occhio torvo

LIBERTOSe a te sarò d'infausto annunzio il corvo.

SENECAAmico, è già gran tempo,

SENECACh'io porto il seno armato

SENECAContro i colpi del Fato.

SENECALa notizia del secolo in cui vivo,

SENECAForestiera non giunge alla mia mente;

SENECASe m'arrechi la morte,

SENECANon mi chieder perdono:

SENECARido, mentre mi porti un sì bel dono.

SENECANon più, non più...

LIBERTO... a te mi manda

SENECANon più, t'ho inteso, e ubbidisco or ora.

LIBERTOE come intendi me pria ch'io m'esprima ?

SENECALa forma del tuo dir e la persona

SENECACh'a me ti manda, son due contrassegni

SENECAMinacciosi e crudeli

SENECADel mio fatal destino;

SENECAGià, già son indovino.

SENECANerone a me t'invia

SENECAA imponermi la morte,

SENECAEd io sol tanto tempo

SENECAFrappongo ad ubbidirlo

SENECAQuanto bast'a formar ringraziamenti

SENECAAlla sua cortesia, che mentre vede

SENECADimenticato il Ciel de' casi miei,

SENECAGli vuol far sovvenir ch'io vivo ancora,

SENECAPer liberar e l'aria e la natura

SENECADal pagar l'ingustissima angheria

SENECADe' fiati e i giorni alla vecchia mia.

SENECAMa di mia vita il fine

SENECANon sazierà Nerone;

SENECAL'alimento d'un vizio all'altro è fame,

SENECAIl varco ad un eccesso a mille è strada,

SENECAEd è lassù prefisso,

SENECAChe cento abissi chiami un sol abisso

LIBERTOSignor, indovinasti;

LIBERTOMori, e mori felice,

LIBERTOChe come vanno i giorni

LIBERTOAll'impronto del sole

LIBERTOA marcarsi di luce,

LIBERTOCosì alle tue scritture

LIBERTOVerran per prender luce i scritti altrui.

LIBERTOI nostri imperatori

LIBERTODiventan dopo morte eterni numi,

LIBERTOE trionfante Roma,

LIBERTOQuando un prencipe perde, acquista un dio.

LIBERTOMa tu morendo, o Seneca felice,

LIBERTOAvrai la deitade.

LIBERTONon l'avrà mai Nerone,

LIBERTOChe non s' ammette in Ciel, nume fellone.

LIBERTOMori, mori felice.

SENECAVanne, vattene omai,

SENECAE se parli a Nerone avanti sera,

SENECACh'io son morto, e sepolto gli dirai.

SYSTEMSCENA III

SENECASeneca, Famigliari.

SENECASeneca consola i suoi famigliari,

SENECAquali lo dissuadono a morire,

SENECAe ordina a quelli di prepararli

SENECAil bagno per ricever la morte.

SENECAAmici è giunta l'ora

SENECADi praticare in fatti

SENECAQuella virtù, che tanto celebrai.

SENECABreve angoscia è la morte;

Un sospir peregrino esce dal core,

SENECAOv'è stato molt'anni,

SENECAQuasi in ospizio, come forastiero,

SENECAE se ne vola all'Olimpo,

SENECADella felicità soggiorno vero.

FAMIGLIARINon morir, Seneca, no.

FAMIGLIARIIo per me morir non vo'.

RITORNELLOI°: Questa vita è dolce troppo,

RITORNELLOII°: Questo ciel troppo è sereno,

RITORNELLOIII°: Ogni amar, ogni veleno

I TREFinalmente è lieve intoppo.

RITORNELLOI°: Se mi corco al sonno lieve,

RITORNELLOII°: Mi risveglio in sul mattino,

RITORNELLOIII°: Ma un avel di marmo fino,

I TREMai no dà quel che riceve.

I TREIo per me morir non vo'.

I TRENon morir, Seneca.

SENECASupprimete i singulti,

SENECARimandate quei pianti

SENECADai canali degl'occhi

SENECAAlle fonti dell'anime, o miei cari.

SENECAVada quell'acqua omai

SENECAA lavarvi dai cori

SENECADell'incostanza vil le macchie indegne.

SENECAAltr'esequie ricerca,

SENECACh'un gemito dolente

SENECASeneca moriente.

SENECAItene tutti, a prepararmi il bagno,

SENECAChe se la vita corre

SENECACome il rivo fluente,

SENECAIn un tepido rivo

SENECAQuesto sangue innocente io vo' che vada

SENECAA imporporarmi del morir la strada.

SYSTEMSCENA IV

SENECASeneca, Coro di Virtù

SENECACHORO di Virtù

SENECALieto, e ridente

SENECAAl fin t'affretta,

SENECAChe il ciel t'aspetta.

SENECABreve coltello,

SENECAFerro minuto

SENECASarà la chiave

SENECAChe m'aprirà

SENECALe vene in terra,

SENECAE in Ciel le porte dell'eternità.

CHOROLieto, e ridente...ecc.

SENECAA Dio grandezze,

SENECAPompe di vetro

SENECAGlorie di polve

SENECALarve d' error

SENECAChe in un momento

SENECAAffascinate, assassinate il cor.

CHOROLieto, e ridente...ecc.

SENECAGià, già dispiego il volo

SENECADa questa mia decrepita mortale

SENECAE verso il choro vostro,

SENECAAdorate virtudi, inalzo l' ale.

SYSTEMScena IV

SENECASi muta la scena nella città di Roma.

SENECAValletto, Damigella.

SENECAValletto, paggio, e Damigella dell'imperatrice

SENECAscherzano amorosamente insieme.

VALLETTOSento un certo non so che,

VALLETTOChe mi pizzica, e diletta,

VALLETTODimmi tu che cosa egli è,

VALLETTODamigella amorosetta.

VALLETTOTi farei, ti direi,

VALLETTOMa non so quel ch'io vorrei.

RITORNELLOSe sto teco il cor mi batte,

RITORNELLOSe tu parti, io sto melenso,

RITORNELLOAl tuo sen di vivo latte,

RITORNELLOSempre aspiro e sempre penso.

RITORNELLOTi farei, ti direi,

RITORNELLOMa non so quel ch'io vorrei.

DAMIGELLAAstutello, garzoncello,

DAMIGELLABamboleggia amor in te.

DAMIGELLASe divieni amante, affè,

DAMIGELLAPerderai tosto il cervello.

DAMIGELLAMa sete amor, e tu due malandrini.

VALLETTODunque Amor così comincia ?

VALLETTOÈ una cosa molto dolce ?

VALLETTOIo darei per godere il tuo diletto

VALLETTOI cireggi, le pera, ed il confetto.

VALLETTOMa se amaro divenisse

VALLETTOQuesto miel, che sì mi piace,

VALLETTOL'addolciresti tu ?

VALLETTODimmelo vita mia, dimmelo, di' ?

DAMIGELLAL'addolcirei, sì, sì.

DAMIGELLADAMIGELLA e VALLETTO

DAMIGELLAO caro, godiamo! / O cara, cantiamo!

DAMIGELLAGodiamo, cantiamo,

DAMIGELLAAndiamo a godere.

DAMIGELLAAllunga il morire

DAMIGELLAChi tarda il piacere.

DAMIGELLAGodiamo, cantiamo,

DAMIGELLAAndiamo a godere.

DAMIGELLAO caro, godiamo! / O cara, cantiamo!

VALLETTODunque Amor così commincia ?

VALLETTOÈ una cosa molto dolce ?

VALLETTOIo darei per goder il tuo diletto

VALLETTOI cireggi, le pere, ed il confetto.

VALLETTOMa se amaro divenisse

VALLETTOQuesto miel che sì mi piace, l'addolciresti tu ?

VALLETTODimmelo vita mia, dimmelo di'!

DAMIGELLAS'a te piace così

DAMIGELLAL' addolcirei, sì, sì.

VALLETTOMa come, come poi faresti ?

DAMIGELLAChe, che, dunque non lo sai ?

VALLETTONol so, cara, nol so.

VALLETTODimmi, come si fa;

VALLETTOFa ch'io lo sappia espresso,

VALLETTOPerché se la superbia si ponesse

VALLETTOSul grave del sussiego

VALLETTOIo sappia raddolcirmi da me stesso.

VALLETTOMi par che per adesso,

VALLETTOSe mi dirai, che m'ami,

VALLETTOIo mi contentarò.

VALLETTODimmelo, dimmelo dunque, o cara, cara

VALLETTOE se vivo mi vuoi, non dir di no.

DAMIGELLAT'amo caro, caro Valletto,

DAMIGELLAE nel mezzo del cor sempre t'avrò.

VALLETTOE se vivo mi vuoi, non dir di no.

VALLETTONon vorrei, speme mia, starti nel core,

VALLETTOVorrei starti più in su.

VALLETTONon so, se mia voglia o saggia, o sciocca,

VALLETTOIo vorrei, che'l mio cor facesse nido

VALLETTONelle fossette belle, e delicate,

VALLETTOChe stan poco discoste, alla tua bocca.

DAMIGELLASe ti mordessi poi ?

DAMIGELLATi lagneresti in pianti tutt'un dì.

VALLETTOMordimi quanto sai, mordimi sì.

VALLETTOMain mai non mi lagnarò;

VALLETTOMorditure sì dolci

VALLETTOVorrei, goderle sempre,

VALLETTOPurché baciat'io sia da tuoi rubini

VALLETTOMi mordan pur le perle.

VALLETTOMordimi quanto sai, mordimi sì.

SYSTEMSCENA V

VALLETTONerone, Lucano.

VALLETTONerone intesa la morte di Seneca,

VALLETTOcanta amorosamente con Lucano

VALLETTOpoeta suo famigliare deliriando nell'amor di Poppea.

NERONEOr che Seneca è morto,

NERONECantiam, cantiam Lucano,

NERONEAmorose canzoni

NERONEIn lode d'un bel viso,

NERONEChe di sua mano Amor nel cor, m'ha inciso.

LUCANOCantiam, Signore, cantiamo,

LUCANONERONE e LUCANO

LUCANODi quel viso ridente,

LUCANOChe spira glorie, ed influisce amori; cantiam

LUCANODi quel viso beato,

LUCANOIn cui l'idea d'Amor se stessa pose,

LUCANONERONE e LUCANO

LUCANOE seppe su le nevi

LUCANOCon nova meraviglia,

LUCANOAnimar, incantar la granatiglia.

LUCANOCantiam, di quella bocca

LUCANOA cui l'India e l'Arabia

LUCANOLe perle consacrò, donò gli odori.

LUCANOBocca, che se ragiona o ride,

LUCANOCon invisibil arme punge, e all'alma

LUCANODonna felicità mentre l'uccide.

LUCANOBocca, che se mi porge

LUCANOLasciveggiando il tenero rubino

LUCANOM'inebria il cor di nettare divino.

NERONEBocca, ahi, destino !

LUCANOTu vai, signor, tu vai

LUCANONell'estasi d'amor deliciando,

LUCANOE ti piovon dagl'occhi

LUCANOStille di tenerezza,

LUCANOLacrime di dolcezza.

NERONEIdolo mio,

NERONECelebrarti io vorrei,

NERONEMa son minute fiaccole, e cadenti,

NERONEDirimpetto al tuo sole i detti miei.

RITORNELLOSon rubin preziosi

RITORNELLOI tuoi labri amorosi,

RITORNELLOIl mio core costante

RITORNELLOÈ di saldo diamante,

RITORNELLOCosì le tue bellezze, ed il mio core

RITORNELLODi care gemme ha fabbricato Amore.

LUCANOO felice Poppea

LUCANOSignor nelle tue lodi.

LUCANOO felice Nerone

LUCANOIn grembo di Poppea.

LUCANOLUCANO e NERONE

LUCANODi Neron, di Poppea

LUCANOcantiamo i vanti.

NERONEApra le cataratte il ciel d'amore.

LUCANOE diluvi, ed inondi a tutte l'ore

LUCANONERONE e LUCANO

LUCANOFelicità sovra gli amati amanti.

NERONESon rose senza spine

NERONELe guance tue divine,

NERONEGigli, e ligustri eccede

NERONEIl candor di mia fede,

NERONECosi tra' l tuo bel viso, ed il mio core

NERONELa primavera sua divide Amore.

NERONEOnd'io lieto men vivo or tra gli amanti.

TIGELLINOO felice Poppea

TIGELLINOSignor nelle tue lodi.

PETRONIOO felice Nerone

PETRONIOIn grembo di Poppea.

PETRONIOTIGELLINO e PETRONIO

PETRONIODi Neron, di Poppea

PETRONIOcantiamo i vanti.

LUCANOApra le cataratte il ciel d'amore.

LUCANOPETRONIO e TIGELLINO

LUCANOE diluvi, ed inondi a tutte l'ore

TUTTIFelicità sovra gli amati amanti.

NERONESon rose senza spine

NERONELe tue guancie divine,

NERONEGigli, e ligustri eccede

NERONEIl candor di mia fede,

NERONECosi tra' l tuo bel viso, ed il mio core

NERONELa primavera sua divide Amore.

SYSTEMSCENA VII

NERONENerone, Poppea.

NERONEÒ come, ò come a tempo,

NERONEBella adorata mia, mi sopragiungi.

NERONEIo stavo contemplando

NERONECol pensier il tuo volto,

NERONEHor con occhi idolatri io lo vagheggio;

NERONEOcchi cari, Occhi dolci,

NERONEAl cui negro amoroso

NERONECede la luce del più caro dì,

NERONEDa voi lo strale uscì,

NERONEChe mi piagò soavemente il core,

NERONEPer voi vive Nerone, e per voi more.

POPPEAEt io non trovo giorno,

POPPEADove tu non risplendi,

POPPEAE non vuole il cor mio,

POPPEACh' alcun aria da me sia respirata,

POPPEASe non è dal tuo viso illuminata,

POPPEAViso che circondato

POPPEADi maestà amorosa,

POPPEAPassando per quest' occhi al cor m' entrò,

POPPEAOnd' io per sempre havrò,

POPPEADel tuo divin sembiante, ò mio Signore,

POPPEAUn ritratto negl' occhi, et un nel core.

NERONEDeh perche non son' io

NERONESottile, e respirabile elemento,

NERONEPer entrar mia diletta

NERONEIn quella bocca amata,

NERONEChe passerei per uscio di rubino

NERONEA' baciar di nascosto un cor divino.

POPPEADeh perche non son' io

POPPEAL' ombra del tuo bel corpo, ò mio Signore,

POPPEAPer assisterti sempre

POPPEAIn compagnia d' amore,

POPPEADeh faccia il Ciel, per consolar mio duolo

POPPEADi te, di me, Signor, un corpo solo.

POPPEANERONE e POPPEA

POPPEAPartiam partiamo,

POPPEABen tosto si unirà.

POPPEANè più si scioglierà la destra, e' l core;

POPPEATu di là,

POPPEAIo di quà.

POPPEAAhi che di pianto hormai le luci hò piene,

POPPEAMa ben presto verran l' hore serene.

SYSTEMSCENA VI (1a versione)

POPPEAOttavia sola.

OTTAVIAEccomi quasi priva

OTTAVIADell' Impero e'l consorte,

OTTAVIAMa, lassa me, non priva

OTTAVIADel ripudio, e di morte.

OTTAVIAMartiri, o m' uccidete,

OTTAVIAO speranze alla fin non m'affliggete.

OTTAVIANeron, Nerone mio

OTTAVIAChi mi ti toglie, oh dio,

OTTAVIACome, come ti perdo, ohimè,

OTTAVIACade l'affetto tuo, mancò la fé.

OTTAVIAPoppea crudel,

OTTAVIAPoppea, cruda Poppea,

OTTAVIASe lo stato mi togli,

OTTAVIASe de' miei regni, e d'ogni ben mi spogli

OTTAVIANon me ne curo, no, no, prendil'in pace,

OTTAVIACh'io cedendoli a te, credi, che sono

OTTAVIAFuor d'ogni strazio rio, priva di lutto,

OTTAVIANulla pretendo, e ti concedo il tutto.

OTTAVIAMa non mi negar, no,

OTTAVIAIl mio sposo gradito,

OTTAVIARendimi, rendimi il mio marito.

OTTAVIALasciami questo sol, soffri a ragione,

OTTAVIASe mi togli l'imper, dammi Nerone.

OTTAVIASperanze, e che chiedete,

OTTAVIASe disperata son, no, non m'affliggete.

OTTAVIADisumanato cor, barbaro seno;

OTTAVIANeron, Poppea tiranni,

OTTAVIACagioni de' miei danni,

OTTAVIAFarò che'l ferro giunghi

OTTAVIAA recider lo stame

OTTAVIAD'un affetto impudico, un petto infame,

OTTAVIACosì, così fia, che riposi, e non deliri,

OTTAVIAChe vendicata offesa

OTTAVIAA chi d'oprarla o di trattarla è vaga,

OTTAVIADisacerba la piaga,

OTTAVIAMitiga il duol, e fuor d'ingiuria ascosa,

OTTAVIARende la cicatrice piu gloriosa:

OTTAVIAMa, ma che parlo ? che parlo ? che tento ?

OTTAVIAUccidemi tormento;

OTTAVIALaceratemi o pene;

OTTAVIAStraziatemi martiri;

OTTAVIASoffocatemi voi, caldi sospiri.

OTTAVIAMemorie, memorie, e che volete ?

OTTAVIAO lasciate i pensieri o m'uccidete.

SYSTEMSCENA VI (2a versione)

OTTONEOttone s'adira contro a se medesimo

OTTONEdelli pensieri avuti di voler offendere Poppea

OTTONEnel disperato affetto

OTTONEdella quale si contenta viver soggetto.

OTTONEI miei subiti sdegni,

OTTONELa politica mia già poco d'ora

OTTONEM'indussero a pensare

OTTONED'uccidere Poppea ?

OTTONEOh mente maledetta,

OTTONEPerché se' tu immortale, ond'io non posso

OTTONESvenarti, e castigarti ?

OTTONEPensai, parlai d'ucciderti, mio bene ?

OTTONEIl mio genio perverso,

OTTONERinnegati gl'affetti,

OTTONECh'un tempo mi donasti,

OTTONEPiegò, cadè, proruppe

OTTONEIn un pensier sì detestando, e reo ?

OTTONECambiatemi quest'anima deforme,

OTTONEDatemi un'altro spirito meno impuro

OTTONEPer pietà vostra, o dei !

OTTONERifiuto un inteletto,

OTTONEChe discorre impietadi

OTTONEChe pensò sanguinario, ed infernale

OTTONED'offendere il mio bene, e di svenarlo.

OTTONEIsvieni, tramortisci,

OTTONEScellerata memoria, in ricordarlo.

RITORNELLOSprezzami quanto sai,

RITORNELLOOdiami quanto vuoi,

RITORNELLOVoglio esser Clizia al sol de' lumi tuoi.

RITORNELLOAmerò senza speme

RITORNELLOAl dispetto del Fato,

RITORNELLOFia mia delizia amarti disperato.

RITORNELLOBlandirò i mie tormenti,

RITORNELLONati dal tuo bel viso,

RITORNELLOSarò dannato, sì, ma in paradiso.

SYSTEMSCENA VII

RITORNELLOOttavia, Ottone.

RITORNELLOOttavia imperatrice comanda ad Ottone,

RITORNELLOche uccida Poppea sotto pena della sua indignazione,

RITORNELLOe che per sua salvezza si ponga in abito femminile,

Ottone tutto si contrista e parte confuso.

OTTAVIATu che dagli avi miei

OTTAVIAAvesti le grandezze,

OTTAVIASe memoria conservi

OTTAVIADe' benefici avuti, or dammi aita.

OTTONEMaestade, che prega

OTTONEÈ destin che necessita: son pronto

OTTONEAd ubbidirti, o regina,

OTTONEQuando anco bisognasse

OTTONESacrificare a te la mia ruina.

OTTAVIAVoglio che la tua spada

OTTAVIAScriva gl'obblighi miei

OTTAVIACol sangue di Poppea; vuo' che l'uccida.

OTTONEChe uccida chi ?

OTTONEChi ?

OTTONEChe uccida, che uccida chi ?

OTTONEPoppea ? Poppea ?

OTTONEChe uccida Poppea ?

OTTAVIAPoppea, Poppea, perché ?

OTTAVIADunque ricusi

OTTAVIAQuel che già promettesti ?

OTTONEIo ciò promisi ?

OTTONEUrbanità di complimento umile,

OTTONEModestia di parole costumate,

OTTONEA che pena mortal mi condannate !

OTTAVIAChe discorri fra te ?

OTTONEDiscorro il modo

OTTONEPiù cauto, e più sicuro

OTTONED'una impresa sì grande.

OTTONEO Ciel, o dei,

OTTONEIn questo punto orrendo

OTTONERitoglietemi i giorni, e i spirti miei.

OTTAVIAChe mormori ?

OTTONEFo voti alla Fortuna,

OTTONEChe mi doni attitudine a servirti.

OTTAVIAE perché l'opra tua

OTTAVIAQuanto più presta fia tanto più cara,

OTTAVIAPrecipita gl'indugi.

OTTONESì tosto ho da morir ?

OTTAVIAMa che frequenti

OTTAVIASoliloqui son questi ?

OTTAVIATi protesta

OTTAVIAL'imperial mio sdegno,

OTTAVIAChe se non vai veloce al maggior segno,

OTTAVIAPagherai la pigrizia con la testa.

OTTONESe Neron lo saprà ?

OTTAVIACangia vestiti.

OTTAVIAAbito muliebre ti ricopra,

OTTAVIAE con frode opportuna

OTTAVIASagace esecutor t'accingi all'opra.

OTTONEDammi tempo, dammi tempo, ond'io possa

OTTONEInferocir i sentimenti miei,

OTTONEDisumanare il core...

OTTAVIAPrecipita gl'indugi.

OTTONEDammi tempo, dammi tempo, ond'io possa

OTTONEImbarbarir la mano;

OTTONEAssuefar non posso in un momento

OTTONEIl genio innamorato

OTTONENell'arti del carnefice spietato.

OTTAVIASe tu non m'ubbidisci,

OTTAVIAT'accuserò a Nerone,

OTTAVIACh'abbi voluto usarmi

OTTAVIAViolenze inoneste,

OTTAVIAE farò sì, che ti si stancheranno intorno

OTTAVIAIl tormento, e la morte in questo giorno.

OTTONEAd ubbedirti, imperatrice, io vado.

OTTONEO Ciel,

OTTONEO dei,

OTTONEIn questo punto orrendo

OTTONERitoglietemi i giorni e i spirti miei.

OTTAVIAVattene, vattene pure; la vendetta è un cibo,

OTTAVIAChe col sangue inimico si condisce.

OTTAVIADella spenta Poppea su'l monumento

OTTAVIAQuasi a felice mensa

OTTAVIAPrenderò così nobile alimento.

OTTAVIAMora, mora la rea,

OTTAVIAMora, mora Poppea,

OTTAVIAGià, già la punta del coltel la svena

OTTAVIAScellerata, scellerata Poppea

OTTAVIAVerrà teco in sepolcro ogni mia pena,

OTTAVIARisanarà il mio duolo,

OTTAVIADel tuo sangue odiato un sorso solo;

OTTAVIAGioirò vendicata,

OTTAVIANascerà il mio seren da la tua morte.

OTTAVIAE uccisa te, o malnata,

OTTAVIANon sarà più tiranno il mio consorte !

OTTAVIAE tornerà giocondo

OTTAVIAIl popolo, il senato e Roma, e' l mondo.

SYSTEMSCENA VIII

OTTAVIADrusilla, Valletto, Nutrice.

OTTAVIADrusilla vive consolata dalle promesse amorose di Ottone,

OTTAVIAe Valletto scherza con la Nutrice sopra la sua vecchiaia.

DRUSILLAFelice cor mio

DRUSILLAFesteggiami in seno,

DRUSILLADopo i nembi, e gl'orror godrò il sereno.

DRUSILLAOggi spero ch'Ottone

DRUSILLAMi riconfermi il suo promesso amore,

DRUSILLAFelice cor mio

DRUSILLAFesteggiami in seno,

DRUSILLAFesteggiami nel sen, lieto mio core.

VALLETTONutrice, quanto pagheresti un giorno

VALLETTOD'allegra gioventù, com' ha Drusilla ?

NUTRICETutto l'oro del mondo io pagherei.

NUTRICEL'invidia del ben d'altri,

NUTRICEL'odio di sè medesma,

NUTRICELa fiachezza dell'alma,

NUTRICEL'infermità del senso,

NUTRICESon quattro ingredienti,

NUTRICEAnzi i quattro elementi

NUTRICEDi questa miserabile vecchiezza,

NUTRICEChe canuta, e tremante,

NUTRICEDell'ossa proprie è un cimitero andante.

DRUSILLANon ti lagnar così, sei fresca ancora;

DRUSILLANon è il sol tramontato

DRUSILLASe ben passata è la vermiglia aurora.

NUTRICEIl giorno femminil

NUTRICETrova la sera sua nel mezzo dì.

NUTRICEDal mezzo giorno in là

NUTRICESfiorisce la beltà;

NUTRICECol tempo si fa dolce

NUTRICEIl frutto acerbo, e duro,

NUTRICEMa in ore guasto vien quel, ch'è maturo.

RITORNELLOCredetel pure a me,

RITORNELLOO giovanette fresche in sul mattin;

RITORNELLOPrimavera è l'età

RITORNELLOCh'Amor con voi si stà;

RITORNELLONon lasciate che passi

RITORNELLOIl verde april o'l maggio

RITORNELLOSi suda troppo il luglio a far viaggio.

VALLETTOAndiam a Ottavia omai

VALLETTOSignora nonna mia,...

NUTRICETi darò una guanciata !

VALLETTO...Venerabile antica,...

NUTRICEBugiardello !

VALLETTO...Del buon Caronte idolatrata amica.

NUTRICEChe sì,

NUTRICEBugiardello insolente, che sì.

VALLETTOAndiam, che in te è passata

VALLETTOLa mezza notte, nonché il mezzo dì.

SYSTEMSCENA IX

VALLETTOOttone, Drusilla.

VALLETTOOttone palesa a Drusilla dover egli uccider Poppea

VALLETTOper commissione d'Ottavia imperatrice,

VALLETTOe chiede per andar sconosciuto all'impresa

VALLETTOgl'abiti di lei la quale promette

VALLETTOnon meno gl'abiti che secretezza, ed aiuto.

OTTONEIo non so dov'io vada;

OTTONEIl palpitar del core

OTTONEEd il moto del piè non van d'accordo.

L'aria che m'entra in seno, quand'io respiro,

OTTONETrova il mio cor sì afflitto,

OTTONECh'ella si cangia in subitaneo pianto;

OTTONEE così mentr'io peno,

OTTONEL'aria per compassion mi piange in seno

DRUSILLAE dove signor mio ?

OTTONEDrusilla, Drusilla !

DRUSILLADove, dove, signor mio ?

OTTONETe sola io cerco.

DRUSILLAEccomi a tuoi piaceri.

OTTONEDrusilla, io vuo' fidarti

OTTONEUn secreto gravissimo; prometti

OTTONEE silenzio e soccorso ?

DRUSILLACiò che del sangue mio, non che dell'oro,

DRUSILLAPuò giovarti, è servirti,

DRUSILLAÈ gia tuo più che mio.

DRUSILLAPalesami il secreto,

DRUSILLAChe del silenzio poi

DRUSILLATi do l'anima in pegno, e la mia fede.

OTTONENon esser più gelosa

OTTONEDi Poppea...

DRUSILLANo, no.

OTTONE...di Poppea.

DRUSILLAFelice cor mio,

DRUSILLAFesteggiami in seno.

OTTONESenti, senti.

DRUSILLAFesteggiami in seno...

OTTONESenti, senti, io devo

OTTONEOr ora per terribile comando

OTTONEImmergerle nel sen questo mio brando.

OTTONEPer ricoprir me stesso

OTTONEIn misfatto sì enorme

OTTONEIo vorrei le tue vesti.

DRUSILLAE le vesti e le vene io ti darò...

OTTONESe occultarmi potrò, vivremo poi

OTTONEUniti sempre in dilettosi amori;

OTTONESe morir converrammi,

OTTONENell'idioma d'un pietoso pianto

OTTONEDimmi esequie, oh Drusilla,

OTTONESe dovrò fuggitivo

OTTONEScampar l'ira mortal di chi comanda,

OTTONESoccorri a mie fortune.

DRUSILLAE le vesti e le vene

DRUSILLATi darò volentieri;

DRUSILLAMa circospetto va', cauto procedi.

DRUSILLANel rimanente sappi

DRUSILLAChe le fortune, e le richezze mie

DRUSILLATi saran tributarie in ogni loco;

DRUSILLAE proverai Drusilla

DRUSILLANobile amante, e tale,

DRUSILLAChe mai, l'antica età non ebbe uguale.

DRUSILLAAndiam, andiam.

DRUSILLAFelice cor mio,

DRUSILLAFesteggiami in seno.

DRUSILLAAndiam, andiam pur, ch'io mi spoglio,

DRUSILLAE di mia man travestirti io voglio.

DRUSILLAMa vuo' da te saper più a dentro, e a fondo

DRUSILLADi così orrenda impresa la cagione.

OTTONEAndiam, andianne omai,

OTTONEChe con alto stupore il tutto udrai.

SYSTEMSCENA X

OTTONESi muta la scena nel giardino di Poppea.

OTTONEPoppea, Arnalta.

OTTONEPoppea godendo della morte di Seneca perturbatore

OTTONEdelle sue grandezze prega Amor

OTTONEche prosperi le sue fortune,

OTTONEe promette ad Arnalta sua nutrice continuato affetto,

OTTONEed'essendo colta dal sonno

OTTONEse fa adagiar riposo nel giardino,

OTTONEdove da Arnalta con nanna soave vien addormetata.

POPPEAOr che Seneca è morto,

POPPEAAmor ricorro a te,

POPPEAGuida mia speme in porto,

POPPEAFammi sposa al mio re.

ARNALTAPur sempre sulle nozze

ARNALTACanzoneggiando vai.

POPPEAAd altro, Arnalta mia, non penso mai.

ARNALTAIl più inquieto affetto

ARNALTAÈ la pazza ambizione;

ARNALTAMa se arrivi agli scettri, e alle corone,

ARNALTANon ti scordar di me,

ARNALTATiemmi appresso di te,

ARNALTANé ti fidar giammai di cortigiani,

ARNALTAPerché in due cose sole

ARNALTAGiove è reso impotente:

ARNALTAEi non può far che in Cielo entri la morte,

ARNALTANé che la fede mai si trovi in corte.

POPPEANon dubitar, che meco

POPPEASarai sempre la stessa,

POPPEAE non fia mai che sia

POPPEAAltra che tu la secretaria mia.

POPPEAAmor, ricorro a te,

POPPEAGuida mia speme in porto,

POPPEAFammi sposa...

POPPEAPar che'l sonno m'alletti

POPPEAA chiuder gl'occhi alla quiete in grembo.

POPPEAQui nel giardin, o Arnalta,

POPPEAFammi apprestar del riposare il modo,

POPPEACh'alla fresc'aria addormentarmi godo.

ARNALTAUdiste, ancelle, olà !

POPPEASe mi trasporta il sonno

POPPEAOltre gli spazi usati,

POPPEAA risvegliar mi vieni,

POPPEANé conceder l'ingresso nel giardino

POPPEAFuor ch'a Drusilla, o ad altre confidenti.

ARNALTAAdagiati, Poppea,

ARNALTAAcquietati, anima mia:

ARNALTASarai ben custodita.

ARNALTAOblivion soave

ARNALTAI dolci sentimenti

ARNALTAIn te, figlia, addormenti.

ARNALTAPosatevi occhi ladri,

ARNALTAAperti deh che fate,

ARNALTASe chiusi anco rubate ?

ARNALTAPoppea, rimanti in pace;

ARNALTALuci care e gradite,

ARNALTADormite omai dormite.

ARNALTAAmanti vagheggiat'

ARNALTAIl miracolo novo:

ARNALTAÈ luminoso il dì, sì come suole,

ARNALTAE pur vedete, addormentato il sole.

SYSTEMSCENA XI

AMOREAmore scenda dal Cielo mentre Poppea dorme

AMOREper impedirli la morte, e si nasconde vicino a lei.

AMOREDorme, l'incauta dorme,

AMOREElla non sa,

AMORECh'or or verrà

AMOREIl punto micidiale;

AMORECosì l'umanità vive all'oscuro

AMOREE quando ha chiusi gl'occhi

AMORECrede essersi dal mal posta in sicuro.

ARIAO sciocchi, o frali

ARIASensi mortali

ARIAMentre cadete in sonnacchioso oblio

ARIASul vostro sonno è vigilante dio.

RITORNELLOSiete rimasi

RITORNELLOGioco dei casi,

RITORNELLOSoggetti al rischio, e del periglio prede,

RITORNELLOSe Amor, genio del mondo, non provvede.

RITORNELLODormi, o Poppea,

RITORNELLOTerrena dea;

RITORNELLOTi salverà dall'armi altrui rubelle,

RITORNELLOAmor che move il sol e l'altre stelle.

RITORNELLIGia s'avvicina

RITORNELLILa tua ruina;

RITORNELLIMa non ti nuocerà strano accidente,

RITORNELLICh'Amor picciolo è sì, ma onnipotente.

SYSTEMSCENA XII

RITORNELLIOttone, Amore, Poppea, Arnalta

RITORNELLIOttone travestito da Drusilla capita nel giardino

RITORNELLIdove sta addormentata Poppea per ucciderla,

RITORNELLIe Amor lo vieta. Poppea nel fatto si sveglia,

RITORNELLIe inseguito (Ottone creduto Drusilla)

RITORNELLIdalle serventi di Poppea fugge.

RITORNELLIAmor, protestando voler oltre la difesa di Poppea

RITORNELLIincoronarla in quel giorno imperatrice,

RITORNELLIse ne vola al Cielo, e fornisse l'atto Secondo.

OTTONEEccomi trasformato,

OTTONED'Otton in Drusilla,

OTTONEMa d'uom in serpe, al cui veleno, e rabbia

OTTONENon vide il mondo, e non vedrà simile.

OTTONEMa che veggio infelice ?

OTTONETu dormi anima mia ?

OTTONEChiudesti gl'occhi

OTTONEPer non aprirli più ?

OTTONECare pupille,

OTTONEIl sonno vi serrò

OTTONEAffinché non vediate

OTTONEQuesti prodigi strani:

OTTONELa vostra morte uscir dalle mie mani.

OTTONEOhimè, trema il pensiero, il moto langue, ohimè,

OTTONEE'l cor fuor del suo sito

OTTONERamingo per le viscere tremanti

OTTONECerca un cupo recesso, per celarsi,

OTTONEO involto in un singulto,

OTTONEEi tenta di scampar fuor di me stesso,

OTTONEPer non partecipar d'un tanto eccesso.

OTTONEMa che tardo ? Che bado ?

OTTONECostei m'aborre, e sprezza, e ancor io l'amo ?

OTTONEHo promesso ad Ottavia: se mi pento

OTTONEAccelero a miei dì funesto il fine.

OTTONEEsca di corte chi vuol esser pio.

OTTONEColui ch'ad altro guarda,

OTTONECh'all'interesse suo, merta esser cieco.

OTTONEIl fatto resta occulto,

OTTONELa macchiata coscienza

OTTONESi lava con l'oblio.

OTTONEPoppea, Poppea, t'uccido;

OTTONEAmor, rispetti: addio, addio.

AMOREForsennato, scellerato,

AMOREInimico del mio nume,

AMORETanto adunque si presume ?

AMOREFulminarti io dovrei,

AMOREMa non merti di morire

AMOREPer la mano degli dei.

AMOREIlleso va da questi strali acuti,

AMORENon tolgo al manigoldo i suoi tributi.

POPPEADrusilla, in questo modo ?

POPPEACon l'armi ignude in mano,

POPPEAMentre nel mio giardin dormo soletta ?

ARNALTAAccorrete, accorrete,

ARNALTAO servi, o damigelle,

ARNALTAInseguir Drusilla, dalli, dalli,

ARNALTATanto mostro a ferir non sia chi falli,

ARNALTAdalli, dalli, dalli, dalli.

AMOREHo difesa Poppea,

AMOREVuo' farla imperatrice,

AMOREHo difesa Poppea.

SYSTEMFinale della Scena

AMOREHor al cielo men vado,

AMOREO bellissime Dame, o Cavalieri,

AMOREVado, e fra d' hora a voi ritorno.

AMORESe forse impatienti

AMOREDelle dimore mie voleste ritrovarmi,

AMORECercatemi per l' orme delle bellezze amate,

AMORENel cor de Cavalieri, negl' occhi delle Dame,

AMORESe voi ben guarderete,

AMORESempre con l' armi in man mi troverete.

AMORERITORNELLO o SINFONIA

SYSTEMATTO TERZO

SYSTEMSCENA I

AMORESi muta la scena nella città di Roma.

DRUSILLADrusilla gioisce sperando di breve intender

DRUSILLAla morte di Poppea sua rivale

DRUSILLAper goder degl'amori di Ottone.

DRUSILLAO felice Drusilla, o che spero, che sper'io;

DRUSILLACorre adesso per me l'ora fatale,

DRUSILLAPerirà, morirà la mia rivale,

DRUSILLAE Otton finalmente sarà mio.

DRUSILLAO che spero, che sper'io!

DRUSILLASe le mie vesti

DRUSILLAAvran servito

DRUSILLAA ben coprirlo,

DRUSILLACon vostra pace, o dei,

DRUSILLAAdorar io vorrò gl'arnesi miei.

DRUSILLAO felice Drusilla, o che spero, che sper'io!

SYSTEMSCENA II

DRUSILLAArnalta, Drusilla, Littore con molti simili.

DRUSILLAArnalta nutrice di Poppea,

DRUSILLAcon Littore con molti simili fa prender Drusilla,

DRUSILLAla quale si duole di se medesma.

ARNALTAEcco la scellerata

ARNALTAChe pensando occultarsi,

ARNALTADi vesti s'è mutata.

DRUSILLAE qual peccato, qual, qual pecc...

LITTOREFermati, morta sei.

DRUSILLAE qual peccato mi conduce a morte ?

LITTOREAncor t'infingi, sanguinaria indegna ?

LITTOREA Poppea dormiente

LITTOREMacchinasti la morte.

DRUSILLAAhi caro amico, ahi sorte, sorte,

DRUSILLAAhi mie vesti innocenti!

DRUSILLADi me dolermi deggio, e non d'altrui;

DRUSILLACredula troppo, e troppo, troppo incauta fui.

SYSTEMSCENA III

DRUSILLAArnalta, Nerone, Drusilla, Littore con molti simili.

DRUSILLANerone interroga Drusilla del tentato omicidio,

DRUSILLAlei per salvar dall'ira di Nerone,

DRUSILLAOttone suo amante, confessa per odio antico

DRUSILLA(benché innocente) aver voluto uccider Poppea,

DRUSILLAove da Nerone vien sentenziata a morte.

ARNALTASignor, ecco la rea

ARNALTAChe trafigger tentò

ARNALTALa matrona Poppea;

ARNALTADormiva l'innocente

ARNALTANel suo proprio giardino,

ARNALTASopraggiunse costei col ferro ignudo,

ARNALTASe no si risvegliava

ARNALTALa tua devota ancella,

ARNALTASopra di lei cadeva il colpo crudo.

NERONEOnde tanto ardimento ?

NERONEE chi t'indusse

NERONERubella al tradimento ?

DRUSILLAInnocente son io,

DRUSILLALo sa la mia coscienza, e lo sa dio.

NERONENo, no, confessa ormai,

NERONES'attentasti per odio o ti spinse

NERONEL'autoritade, o l'oro al gran misfatto.

DRUSILLAInnocente son io,

DRUSILLALo sa la mia coscienza, e lo sa dio.

NERONETormenti, funi e fochi

NERONECavino da costei

NERONEIl mandante, e i correi.

DRUSILLAMisera me, piuttosto

DRUSILLACh'un atroce tormento

DRUSILLAMi sforzi a dir quel

DRUSILLAche tacer vorrei,

DRUSILLASopra me stessa toglio

DRUSILLALa sentenza mortal, e'l monumento.

DRUSILLAO voi, ch'al mondo vi chiamate amici,

DRUSILLADeh specchiatevi in me:

DRUSILLAQuesti del vero amico son gl'uffici.

ARNALTAChe cinguetti ribalda ?

LITTOREChe vaneggi assasina ?

NERONEChe parli traditrice ?

DRUSILLAContrastano in me stessa

DRUSILLACon fiera concorrenza

DRUSILLAAmor e l'innocenza.

NERONEPrima ch'aspri tormenti

NERONETi facciano sentir il mio disdegno,

NERONEOr persuadi all'ostinato ingegno

NERONEDi confessar gl'orditi tradimenti.

DRUSILLASignor, io fui la rea, ch'uccider volli

DRUSILLAL'innocente Poppea.

DRUSILLAQuest'alma, e questa mano

DRUSILLAFur le complici sole;

DRUSILLAA ciò m'indusse un odio occulto antico;

DRUSILLANon cercar più, la verità ti dico.

NERONEConducete costei

NERONEAl carnefice omai,

NERONEFate ch'egli ritrovi,

NERONECon una morte a tempo,

NERONEQualche lunga, amarissima agonia,

NERONECh'inasprisca la morte a questa ria.

DRUSILLAAdorato mio bene

DRUSILLAAmami anche sepolta,

DRUSILLAE sul sepolcro mio

DRUSILLAMandino gl'occhi tuoi sol una volta

DRUSILLADalle fonti del core

DRUSILLALacrime di pietà se non d'amore;

DRUSILLACh'io vado fida amica e vera amante

DRUSILLATra i manigoldi irati

DRUSILLAA coprir col mio sangue i tuoi peccati.

NERONEChe si tarda, o ministri,

NERONECon una atroce fine

NERONEProvi, provi costei

NERONEMille morti oggi mai, mille ruine.

SYSTEMSCENA IV

NERONEOttone, Nerone, Drusilla, Littore con molti simili.

NERONEOttone vedendo rea l'innocente Drusilla

NERONEpalesa se medesimo, colpevole del fatto

NERONEconfessando aver voluto commettere il delitto

NERONEper commissione d'Ottavia imperatrice,

NERONENerone inteso ciò li salva la vita, dandoli l'esilio,

NERONEe spogliandolo di fortune, Drusilla chiede in grazia

d'andar in esilio seco e partono consolati,

NERONENerone decreta il repudio d'Ottavia imperatrice,

NERONEe che oltre all'esilio sia posta

NERONEin una barca nel mare a discrezione de'venti.

OTTONENo, no, questa sentenza

OTTONECada sopra di me che ne son degno.

DRUSILLAIo fui la rea

DRUSILLAch'uccider volli

DRUSILLAL'inocente Poppea.

OTTONESiatemi testimoni, o cieli, o dei,

OTTONEInnocente è costei.

DRUSILLAQuest'alma, e questa mano

DRUSILLAFur le complici sole;

DRUSILLAA ciò m'indusse un odio occulto antico;

DRUSILLANon cercar più, la verità ti dico.

OTTONEInnocente, innocente è costei.

OTTONEIo con le vesti di Drusilla andai,

OTTONEPer ordine di Ottavia imperatrice

OTTONEAd attentar la morte di Poppea.

OTTONEDammi signor, con la tua man la morte.

DRUSILLAIo fui la rea, ch'uccider volli

DRUSILLAL'innocente Poppea.

OTTONEGiove, Nemesi, Astrea

OTTONEFulminate il mio capo,

OTTONEChe per giusta vendetta

OTTONEIl patibolo orrendo a me s'aspetta.

DRUSILLAA me s'aspetta.

OTTONEA me s'aspetta.

DRUSILLAA me.

OTTONEA me.

DRUSILLAA me.

OTTONEA me s'aspetta.

OTTONEDammi, signor, con la tua man la morte;

OTTONEE se non vuoi che la tua mano adorni

OTTONEDi decoro il mio fine,

OTTONEMentre della tua grazia io resto privo

OTTONEAll'infelicità lasciami vivo.

OTTONESe tu vuoi tormentarmi

OTTONELa mia coscienza ti darà i flagelli;

OTTONES'a leoni, ed a gl'orsi espormi vuoi,

OTTONEDammi in preda al pensier delle mie colpe,

OTTONEChe mi divorerà l'ossa e le polpe.

NERONEVivi, ma va ne' più remoti lidi

NERONEDi titoli spogliato, e di fortune,

NERONEE serva a te mendico, e derelitto,

NERONEDi flagello, e spelonca il tuo delitto.

NERONEE tu ch'ardisti tanto,

NERONEO nobile matrona,

NERONEPer ricoprir costui

NERONED'apportar salutifere bugie

NERONEVivi alla fama della mia clemenza,

NERONEVivi alle glorie della tua fortezza,

NERONEE sia del sesso tuo nel secol nostro

NERONELa tua costanza un adorabil mostro.

DRUSILLAIn esilio con lui

DRUSILLADeh, signor mio, consenti,

DRUSILLACh'io tragga i giorni ridenti.

NERONEVanne come ti piace.

OTTONESignor, non son punito, anzi beato;

OTTONELa virtù di costei

OTTONESarà richezza, e gloria a'giorni miei.

DRUSILLACh'io viva, o mora teco: altro non voglio.

DRUSILLADono alla mia fortuna

DRUSILLATutto ciò che mi diede,

DRUSILLAPurché tu riconosca

DRUSILLAIn cor di donna una costante fede.

LITTOREOrsù, orsù finiamola, andate alla malora.

NERONEDelibero e risolvo

NERONECon editto solenne

NERONEIl ripudio d'Ottavia,

NERONEE con perpetuo esilio

NERONEDa Roma io la proscrivo.

NERONESia pur condotta

NERONEal più vicino lido.

NERONELe s'appresti in momenti

NERONEQualche spalmato legno,

NERONEE sia commessa al bersagliao de'venti.

NERONEConvengo giustamente risentirmi.

NERONEVolate ad ubbidirmi.

SYSTEMSCENA V

NERONEPoppea, Nerone.

NERONENerone giura a Poppea,

NERONEche sarà in quel giorno sua sposa.

POPPEASignor, oggi rinasco,

POPPEAe i primi fiati

POPPEADi questa nova vita,

POPPEAVoglio che sian sospiri

POPPEAChe ti facciano fede

POPPEAChe, rinata per te, languisco e moro,

POPPEAE morendo e vivendo ogn'or t'adoro.

NERONENon fu, non fu Drusilla, no,

NERONECh'ucciderti tentò.

POPPEAChi fu, chi fu il fellone ?

NERONEIl nostro amico Ottone.

POPPEAEgli da sé ?

NERONED'Ottavia fu il pensiero.

POPPEAOr hai giusta cagione

POPPEADi passar al ripudio.

NERONEOggi, come promisi,

NERONEMia sposa tu sarai.

POPPEASì caro dì veder non spero mai.

NERONEPer il nome di Giove, e per il mio,

NERONEOggia sarai, ti giuro,

NERONEDi Roma imperatrice,

NERONEIn parola regal te n'assicuro.

POPPEAIn parola, in parola...

NERONEIn parola regal.

POPPEAIn parola regal ?

NERONEIn parola regal te n'assicuro.

POPPEAIdolo del cor mio, giunta è pur l'ora

POPPEACh'io del mio ben godrò.

POPPEANERONE e POPPEA

POPPEANe più s'interporrà noia o dimora.

POPPEACor nel petto non ho:

POPPEAMe'l rubasti, sì, sì,

POPPEADal sen me lo rapì

POPPEADe' tuoi begl'occhi il lucido sereno,

POPPEAPer te, ben mio, non ho più core in seno,

POPPEAStringerò tra le braccia innamorate

POPPEAChi mi trafisse... ohimè,

POPPEANon interrotte avrò l'ore beate,

POPPEASe son perduta/o in te,

POPPEAIn te mi cercarò,

POPPEAIn te mi trovarò,

POPPEAE tornerò a riperdermi ben mio,

POPPEAChe sempre in te perduto/a mi trovarò,

POPPEAin te perduto/a esser vogl'io.

SYSTEMSCENA VI

POPPEAOttavia.

POPPEAOttavia repudiata da Nerone deposto l'abito imperiale

SYSTEMparte sola miseramente piangendo

POPPEAin abbandonare la patria ed i parenti.

OTTAVIAAddio Roma, addio patria, amici addio.

OTTAVIAInnocente da voi partir convengo.

OTTAVIAVado a patir l'esilio in pianti amari,

OTTAVIANavigo disperata i sordi mari.

OTTAVIAL'aria, che d'ora in ora

OTTAVIARiceverà i miei fiati,

OTTAVIALi porterà, per nome del cor mio,

OTTAVIAA veder, a baciar le patrie mura,

OTTAVIAEd io, starò solinga,

OTTAVIAAlternando le mosse ai pianti, ai passi,

OTTAVIAInsegnando pietade ai tronchi, e ai sassi.

OTTAVIARemigate oggi mai perversa genti,

OTTAVIAAllontanatevi omai dagli amati lidi.

OTTAVIAAhi, sacrilego duolo,

OTTAVIATu m'interdici il pianto

OTTAVIAMentre lascio la patria,

OTTAVIANé stillar una lacrima poss'io

OTTAVIAMentre dico ai parenti e a Roma: addio.

Qui entra in barca.

SYSTEMSCENA VII

ARNALTAArnalta, nutrice e consigliera di Poppea,

ARNALTAgode in vedersi assunta al grado di confidente

ARNALTAd'una imperatrice, e giubila de' suoi contenti.

ARNALTAOggi sarà Poppea

ARNALTADi Roma imperatrice;

ARNALTAIo, che son la nutrice,

ARNALTAAscenderò delle grandezze i gradi:

ARNALTANo, no, col volgo io non m'abbasso più;

ARNALTAChi mi diede del tu,

ARNALTAOr con nova armonia

ARNALTAGorgheggierammi il "Vostra Signoria"

Chi m'incontra per strada

ARNALTAMi dice: "fresca donna e bella ancora",

ARNALTAEd io, pur so che sembro

ARNALTADelle Sibille il leggendario antico;

ARNALTAMa ogn'un così m'adula,

ARNALTACredendo guadagnarmi

ARNALTAPer interceder grazie da Poppea:

ARNALTAEd io fingendo non capir le frodi,

ARNALTAIn coppa di bugia bevo le lodi.

ARNALTAIo nacqui serva, e morirò matrona.

ARNALTAMal volentier morrò;

ARNALTASe rinascessi un di,

ARNALTAVorrei nascer matrona, e morir serva.

ARNALTAChi lascia le grandezze

ARNALTAPiangendo a morte va;

ARNALTAMa, ma, chi servendo sta,

ARNALTACon più felice sorte,

ARNALTACome fin degli stenti ama la morte.

SYSTEMSCENA VIII

ARNALTASi muta la scena nella reggia di Nerone.

ARNALTANerone, Poppea, Consoli, Tribuni, Amore,

ARNALTAVenere in Cielo e Coro d'Amori

ARNALTANerone sollennemente assiste alla Coronazione di Poppea,

ARNALTAla quale a nome del popolo, del senato romano

ARNALTAviene indiademata da Consoli e Tribuni,

ARNALTAAmor parimenti cala dal Cielo con Venere,

ARNALTAGrazie ed Amori, e medesimamente

ARNALTAincorona Poppea come dea delle bellezze

ARNALTAin terra, e fornisse l'opera.

NERONEAscendi, o mia diletta,

NERONEDella sovrana altezza

NERONEAll'apice sublime, o mia diletta,

NERONEBlandita dalle glorie

NERONECh'ambiscono servirti come ancelle,

NERONEAcclamata dal mondo e dalle stelle;

NERONEScrivi del tuo trionfo

NERONETra i più cari trofei,

NERONEAdorata Poppea, gl'affetti miei.

POPPEALa mia mente confusa,

POPPEAAl non usato lume,

POPPEAQuasi perde il costume,

POPPEASignor, di ringraziarti.

POPPEASu quest'eccelse cime,

POPPEAOve mi collocasti,

POPPEAPer venerarti a pieno,

POPPEAIo non ho cor che basti.

POPPEADoveva la natura,

POPPEAAl sopra più degli eccesivi affetti,

Un core a parte fabbricar ne' petti.

POPPEAPassacaglio

NERONEPer capirti negl'occhi

NERONEIl sol s'impicciolì,

NERONEPer albergarti in seno

NERONEL'alba dal ciel partì,

NERONEPassacaglio

NERONEE per farti sovrana a donne e a dee,

NERONEGiove, nel tuo bel volto,

NERONEStillò le stelle e consumò l'idee.

POPPEADà licenza al mio spirto,

POPPEACh'esca dall'amoroso laberinto

POPPEADi tante lodi e tante,

POPPEAE che s'umilii a te, come conviene,

POPPEAMio re, mio sposo, mio signor, mio bene.

NERONEEcco vengono i consoli e i tribuni

NERONEPer riverirti, o cara

NERONENel solo rimirarti,

NERONEIl popol e'l senato

NERONEOmai comincia a divenir beato.

NERONERITORNELLO o SINFONIA

CONSOLIA te sovrana augusta,

CONSOLICONSOLI e TRIBUNI

CONSOLICon il consenso universal di Roma,

CONSOLIIndiademiam la chioma.

CONSOLIA te l'Asia, a te l'Africa s'atterra;

TRIBUNIA te l'Europa, e'l mar che cinge e serra

TRIBUNICONSOLI e TRIBUNI

TRIBUNIQuest'impero felice,

TRIBUNIOra consacra e dona

TRIBUNIQuesta del mondo imperial corona.

TRIBUNIRITORNELLO o SINFONIA

AMOREScendiam, scendiamo,

AMORECompagni alati.

AMOREAMORE II°, AMORE III° e AMORE

AMOREVoliam, voliamo, ai sposi amati.

AMOREAl nostro volo,

AMORERisplendano assistenti, i sommi divi.

AMOREAMORE III°, AMORE II° e AMORE

AMOREDall'alto polo

AMORESi veggian fiammeggiar raggi più vivi.

AMORESe i consoli e i tribuni,

AMOREPoppea, t'han coronato

AMORESopra provincie e regni,

AMOREOr ti corona Amor, donna felice,

AMORECome sopra le belle imperatrice.

AMOREMadre, madre, sia con tua pace

AMOREIn ciel tu sei Poppea,

AMOREQuesta è Venere in terra.

VENEREIo mi compiaccio, o figlio

VENEREDi quanto aggrada a te;

VENEREDiasi pur a Poppea

VENEREIl titolo di dea.

VENEREPOPPEA e NERONE

VENERESu, Venere ed Amor, su,

VENERELodi l' alma, e salti il cor.

VENERENessun fugga l' aurea face

VENEREBen che strugga sempre piace.

VENERESu, Venere ed Amor, su,

VENERELodi l' alma, e salti il cor.

CORO D' AMORIAMORE, AMORE I°, AMORE II° e AMORE III°

CORO D' AMORIOr cantiamo giocondi,

CORO D' AMORIIn terra, e in Cielo

CORO D' AMORIIl gioir sovrabbondi,

CORO D' AMORIE in ogni clima, in ogni regione

CORO D' AMORISi senta rimbombar "Poppea e Nerone".

RITORNELLOPOPPEA e NERONE

RITORNELLOPur ti miro,

RITORNELLOPur ti godo,

RITORNELLOPur ti stringo,

RITORNELLOPur t'annodo,

RITORNELLOPiù non peno,

RITORNELLOPiù non moro,

RITORNELLOO mia vita, o mi tesoro.

RITORNELLOIo son tua...

RITORNELLOTuo son io...

RITORNELLOSpeme mia, dillo, dì,

RITORNELLOTu sei pur, speme mia

RITORNELLOL'idol mio, dillo, dì,

RITORNELLOTu sei pur,

RITORNELLOSì, mio ben,

RITORNELLOSì, mio cor, mia vita, sì.

RITORNELLOPur ti miro,

RITORNELLOPur ti godo,

RITORNELLOPur ti stringo,

RITORNELLOPur t'annodo,

RITORNELLOPiù non peno,

RITORNELLOPiù non moro,

RITORNELLOO mia vita, o mi tesoro.