Sovente, allor

S. d'India

Sovente, allor che in su gli estivi ardori

giacean le pecorelle a I'ombra assise,

ne la scorza de' faggi e de gli allori

segnò l'amato nome in mille guise,

e de' suoi strani et infelici amori

gli aspri successi in una scorza incise,

e in rileggendo poi le proprie note

rigò di belle lagrime le gote.

E dicea piangendo: "In voi serbate

questa dolente istoria, amiche piante;

perché se fia ch'a le vostr'ombre grate

giarnai soggiorni alcun fedele amante,

senta svegliarsi al cor dolce pietate

de le sventure mie sì varie e tante,

e dica: Ah troppo ingiusta empia mercede

diè Fortuna et Amor a sì gran fede!

"Forse avverrà, se 'l Ciel benigno ascolta

affettuoso alcun prego mortale,

che venga in queste selve anco tal volta

quegli a cui di me forse or nulla cale;

e rivolgendo gli occhi ove sepolta

giacerà questa spoglia inferma e frale,

tardo premio conceda a i miei martiri

di poche lagrimette e di sospiri."