Secchi e Sberlecchi

V. Mortari

Secchi e Sberlecchi

non avevano più stecchi,

non avevano giornali

nuovi o vecchi,

solamente avean gli occhiali

che non eran certo tali

da poterli riscaldare,

e l'inverno era tremendo,

che facea proprio tremare.

Disse Secchi alla compagna:

"Ce ne andrem per la campagna

a cercare un po' di legna!"

"Dicon che è una cosa indegna

e la chiamano rubare!"

la Sberlecchi mormorò.

Le rispose Secchi: "Ohibò!

Non potrem sempre tremare.

Non abbiam dove dormire,

finiremo per morire!"

Tutti e due sotto un mantello

se ne andarono bel bello

via fra i campi e fra la neve

dietro il suono di una pieve.

Ma il mantello era tarlato

e il buon Secchi starnutì;

la Sberlecchi che l'udì

disse: "Dio, sei raffreddato!"

Secchi disse: "Non è niente

se mi piglia un accidente!

Sono stanco della vita,

meglio è farla finita,

ché con questo inverno cane

se le bestie hanno le tane,

noi dobbiam dormire fuori

come fanno i malfattori."

La Sberlecchi lacrimò.

Secchi allor le disse: "No!

Se tu piangi, piango anch'io,

sta' buonina, santo Dio,

che qualcun ci aiuterà."

Ed infatti un fraticello

offrì loro un grande ombrello,

tutto intiero un baccalà,

e del pane e molto cacio.

Poi, scaldati ad un fornello,

disse Secchi: "Dammi un bacio!"