La canzon ve lo dicea
Ponchielli, Amilcare
BARNABA
La canzon ve lo dicea:
Un pescator che attende la marea.
Ho la barca laggiù nell'acqua bassa.
È tempora domani, e si digiuna,
(Per mia fortuna)
La mensa magra il pescatore ingrassa.
MARINAI
ridendo
Ha! Ha!
BARNABA
ad Isèpo
(Siam salvi! Han riso. Sono ottanta
Fra marinari e mozzi. Han tre decine
Di remi e nulla più; due colubrine
Di piccolo calibro. Or va, con quanta
Lena ti resta, e disponi le scolte
Colà dove le macchie son più folte.
Io qui rimango a far l'ufficio mio.
Vanne con Dio.)
Isèpo esce
BARNABA
Pescator, affonda l'esca
E sia l'onda a te fedel,
Lieta sera e buona pesca
Ti promette il mare e il ciel.
Va, tranquilla cantilena,
Per l'azzurra immensità;
Questa notte una sirena
Nella rete cascherà.
CORO
ridendo
Ha! Ha! Ha! Ha!
Questa notte una sirena
Nella rete cascherà.
BARNABA
tra sè
(Spia coi fulminei
Tuoi sguardi accorti,
E fra le tenebre
Conta i tuoi morti.
Sì, da quest' isola
Deserta e bruna
Or deve sorgere
La tua fortuna.
Sta in guardia! e il rapido
Sospetto svia,
E ridi e vigila
E canta e spia.)
Ripigliando la canzone
Pescator, propizio è il vento,
Tenta il mare, o pescator.
Là, fra l'alighe e l'argento,
Guizzan pinne d'ambra e d'ôr.
Brilla Venere serena
In un ciel di voluttà.
Una fulgida sirena
Nella rete cascherà.
CORO
ripete ridendo
Ha! Ha! Ha! Ha!
Una fulgida sirena
Nella rete cascherà.