La Straniera
Bellini, Vincenzo
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La Straniera Libretto
SYSTEMMelodramma in due atti di Felice Romani, musica di Vincenzo Bellini
Prima Assoluta il 14.2.1829 Teatro alla Scala, Milano
PERSONAGGIAlaide,
la straniera,
PERSONAGGISoprano
PERSONAGGIIl signore di Montolino, Basso
PERSONAGGIIsoletta,
di lui figlia, fidanzata ad;
PERSONAGGIMezzosoprano
PERSONAGGIArturo,
conte di Ravenstel,
PERSONAGGITenore
PERSONAGGIIl barone di Valdeburgo, Baritono
PERSONAGGIIl Priore degli Spedalieri, Basso
PERSONAGGIOsburgo,
confidente di Arturo,
PERSONAGGITenore
PERSONAGGICori e comparse
PERSONAGGIDame e Cavalieri, Gondolieri e Pescatrici, Spedalieri, Cacciatori,
PERSONAGGIGuardie, Vassalli di Montolino
L'azioneè? in Brettagna nel Castello di Montolino e nei dintorni.
L'epoca è del 1300, circa.
SYSTEMATTO PRIMO
SYSTEMSCENA PRIMA
Atrio nel Castello di Montolino: di fronte il lago, e al di là del lago veduta del villaggio illuminato. (Quanto si vede indica che si sta celebrando una festa. Si festeggia infatti l'anniversario, in cui la Brettagna è stata restituita dagl'Inglesi a Filippo Augusto, e il vicino matrimonio d'Isoletta di Montolino con Arturo di Ravenstel) Il lago è sparso di navicelle addobbate, e illuminate. Odesi da lontano una lieta armonia e festose voci di applauso. A poco a poco si sente distinto il canto; ed ora da una, ora
dall'altra navicella uomini e donne cantano le seguenti strofe a coro.
COROVoga, voga, il vento tace,
COROSplendon gli astri in cielo azzurro;
COROSol con placido susurro
COROBacia i lidi il dolce umor.
COROVoga, voga: è l'alma pace
COROMessaggiera dell'amor.
COROO Castel di Montolino,
CORODell'amor già sei soggiorno;
COROQuando spunti il nuovo giorno,
COROLo sarai d'Imene ancor.
COROVoga, voga: egli è vicino
CORODi due cori a fare un cor.
COROLievi, lievi in sen del lago
COROTuffan l'ali amiche aurette;
COROE la luna vi riflette
COROIl suo placido splendor.
COROVoga, voga: ella è l'immago
COROD'innocente e casto ardor.
COROA noi reca un'aura pura
COROL'olezzar del suol fiorente;
COROAl rumor della corrente
COROMesce il lido il suo rumor.
COROVoga, voga: è la natura
COROChe si desta, e sente amor.
SYSTEMSCENA SECONDA
COROValdeburgo, e Isoletta.
VALDEBURGOTrista e pensosa, mentre a te d'intorno
VALDEBURGOTutto sorride, abbandonar sì tosto.
VALDEBURGOIsoletta, puoi tu la nobil festa,
VALDEBURGOChe delle nozze tue precede il giorno?
ISOLETTACol cuor trafitto dalla festa io torno.
ISOLETTASì, Valdeburgo, a te d'Arturo amico,
ISOLETTAA te pietoso cor tutte io confido
ISOLETTALe segrete mie pene.
ISOLETTAGioia da questo Imene
ISOLETTAPiù sperar non poss'io... Cambiato è Arturo,
ISOLETTACrudelmente cambiato... Un altro oggetto
ISOLETTASu quell'anima ardente arbitro impera.
VALDEBURGOAltro oggetto! e il sai tu?
ISOLETTASì: la Straniera.
VALDEBURGOChe dici? ignota donna,
VALDEBURGORaminga, errante, e da ciascun fuggita,
VALDEBURGOPreporre a te, spirto gentile e raggio
VALDEBURGOD'innocenza e beltà? Deh! non pensarlo,
VALDEBURGOVano sospetto ei fia.
ISOLETTAFatto, ahi! fatto è certezza all'alma mia.
Dopo aver guardato intorno, prende Dopo con precauzione, e gli dice
ISOLETTAIo la vidi.
VALDEBURGOTu! che ascolto?
VALDEBURGODove? quando?
ISOLETTAIer, sul lago.
VALDEBURGOE ti parve?
ISOLETTAAgli atti, al volto
ISOLETTANon mortal, divina imago...
ISOLETTAMa il suo schifo a me d'innante
ISOLETTAVia sparì com'ombra errante,
ISOLETTAE ne usciva un suon dolente,
ISOLETTAQual sospir d'un cor morente;
ISOLETTAE di Arturo al nome unita
ISOLETTAQuesta voce di dolor:
ISOLETTAOgni speme è a te rapita,
ISOLETTAChe riponi nell'amor.
VALDEBURGOQual mistero!
ISOLETTAIl più funesto...
ISOLETTAIo ne tremo.
VALDEBURGOE Arturo intanto?...
ISOLETTAPiù nol veggo.
VALDEBURGOOh! come presto
VALDEBURGOPer te sorse il dì del pianto!
VALDEBURGOGiovin rosa, il vergin seno
VALDEBURGOSchiudi appena al ciel sereno,
VALDEBURGOE già langui scolorita,
VALDEBURGOGioco al vento struggitor?
VALDEBURGOAh! l'aurora della vita!
VALDEBURGOMa fa core: è forse Arturo
VALDEBURGOMeno reo, che tu non credi.
ISOLETTAMi abbandona lo spergiuro;
ISOLETTAE in che istante, oh Dio! tel vedi.
VALDEBURGOSpera ah! spera...
ISOLETTAOgnor presenti
ISOLETTAAl pensier ho quegli accenti...
ISOLETTAOgni speme è a te rapita
ISOLETTAChe riponi nell'amor.
VALDEBURGOAh! l'aurora della vita
VALDEBURGOÈ l'aurora del dolor!
SYSTEMSCENA TERZA
Odonsi grida lontane. Una navicella bruna attraversa il lago: vedesi in essa la Straniera coperta d'un velo. Molte barche l'inseguono.
COROLa Straniera! la Straniera!
In lontano
ISOLETTACielo! è dessa.
Sbigottita riconoscendola
COROAh! trista festa,
COROSe l'iniqua fattucchiera
CORODel suo aspetto la funesta!
ISOLETTAOdi! Ahi lassa! è vero, è vero.
Tremante a Valdeburgo
VALDEBURGOSgombra, ah! sgombra un van timor.
VALDEBURGOPrecidetele il sentiero.
COROSi raggiunga.
SYSTEMSCENA QUARTA
Accorrono da varie parti il signor di
Montolino, Osburgo, ed altri Cavalieri ecc. Isoletta è tremante appoggiata a Valdeburgo.
MONTOLINOQual rumor!
MONTOLINOChe mai veggo? figlia!...
Veggendo Isoletta, e accorrendo a lei
ISOLETTAAh! padre!
ISOLETTAOdi tu? sciagura a noi.
ISOLETTAMONTOLINO e CORO
ISOLETTAE tu pur di vili squadre
ISOLETTAIl terror divider puoi?
ISOLETTALa Straniera!... Arturo!... oh! ambascia!
ISOLETTATrema il cor, né sa perché.
ISOLETTAOSBURGO, MONTOLINO e CORO
ISOLETTALo spavento al volgo lascia;
ISOLETTATroppo indegno egli è di te.
Isoletta si avvicina a Valdeburgo, e conducendolo in disparte li dice con somma passione
ISOLETTAOh tu, che sai gli spasimi
ISOLETTADi questo cor piagato,
ISOLETTATu solo puoi comprendere,
ISOLETTASe giusto è il mio terror.
ISOLETTADeh! per pietà, confortami,
ISOLETTAConduci a me l'ingrato;
ISOLETTAOppur mi assisti a reggere
ISOLETTAAl peso del dolor.
VALDEBURGONascondi altrui le lagrime,
VALDEBURGOAcqueta il cor turbato;
VALDEBURGOIo spero, io voglio riedere
VALDEBURGOA te consolator.
VALDEBURGOMa se restar tu vittima
VALDEBURGODovessi di un ingrato,
VALDEBURGOUn seno dove piangere
VALDEBURGONel mio ti resta ancor.
Ritorna ai Giochi, e mostrati
MONTOLINOCon volto men turbato;
MONTOLINONon far che il nostro giubbilo
MONTOLINORattristi il tuo timor.
Isoletta parte con Valdeburgo seguitata dal Coro. A poco a poco la scena rimane vuota
SYSTEMSCENA QUINTA
MONTOLINOMontolino, ed Osburgo.
MONTOLINOOsburgo!... Io non divido
MONTOLINOLa sicurezza tua.
OSBURGOTu pur col volgo
OSBURGOTemerai la Straniera?
MONTOLINOArturo io temo.
MONTOLINOQuesto disprezzo estremo
MONTOLINOD'Isoletta e di me, questo sì strano
MONTOLINODe' suoi doveri oblio, d'onde in lui nato?
OSBURGODa un cor, ben tel diss'io, sempre agitato,
OSBURGOUn inquieto istinto
OSBURGODi tristezza lo pasce, e lo trascina
OSBURGOOve geme, l'affanno e la sventura.
OSBURGONelle vietate mura,
OSBURGOOve nascosta ad ogni sguardo alberga
OSBURGOLa bandita dal trono e dagli altari,
OSBURGOAgnese di Merania, osò l'insano
OSBURGOCon suo periglio penetrare un giorno,
OSBURGOSaper lo dèi.
MONTOLINOFama ne corse intorno.
MONTOLINOGiusta lo spinse allora
MONTOLINOPietà d'Agnese, ché la sua caduta
MONTOLINODi stupore colmò l'Europa intiera.
MONTOLINOMa d'ignota Straniera
MONTOLINOPerché tanto pensier?...
OSBURGOPietade istessa
OSBURGOLo guida a lei, perché la crede oppressa.
MONTOLINOFunesta al suo riposo
MONTOLINOIndole è questa...
OSBURGOE la lusinga e nutre
OSBURGOQuesto Stranier, misterioso anch'esso,
OSBURGOChe di tanta amistade a lui si è stretto.
MONTOLINOBen dici: e aver sospetto
MONTOLINODobbiam di tutti.
OSBURGOE sovra tutti attento
OSBURGOIo veglio quindi ad ogni costo, sposo
OSBURGOFia d'Isoletta tua l'unico germe
OSBURGODe' nostri Prenci...
MONTOLINOMe possente a un tempo,
MONTOLINOE te ricco farai. Purché si stringa
MONTOLINOCodesto nodo, l'avvenir non curo.
OSBURGOIn me riposa È ne' miei lacci Arturo.
Partono
SYSTEMSCENA SESTA
Interno della capanna ove abita la Straniera. Arturo entra guardingo.
ARTUROÈ sgombro il loco... Rimaner degg'io,
ARTUROO non visto partir? Beato albergo!
ARTUROIrresistibil forza
ARTUROCome un magico cerchio in te m'arresta:
ARTUROL'aura, sì l'aura ch'ella spira è questa.
S'inoltra
ARTUROOh potess'io scoprire
ARTUROCara donna, chi sei; scioglier potessi
ARTUROIl velo in cui ti copri anco a te stessa!...
S'accorge di un ritratto
ARTUROUn ritratto?... veggiam... è dessa, è dessa.
ARTURORicco manto la copre; il crin le cinge
ARTUROSerto di gemme... Eri tu dunque un tempo
ARTUROPiù felice, mio ben! Parla, deh! parla.
ARTUROPiù felice di pria può farti Arturo,
ARTUROSe confidarti all'amor suo consenti...
Odesi da lontano un suono di liuto
ARTUROQual suon!... Essa è Alaide... o cari accenti!
Una voce canta da lontano
ISventurato il cor che fida
INel sorriso dell'amor:
IBrilla e muor qual luce infida,
IChe smarrisce il viator.
ARTUROÈ mesta la sua voce,
ARTUROMeste come il suo cor son le sue note.
Voce più vicina
IIInfelice il cor che apprezza
IIAlto stato e verde età.
IIUna larva è la grandezza,
IIFior caduco è la beltà.
ARTUROFortunato chi puote
ARTURODar conforto a quell'alma, e far che un riso
ARTUROTorni a brillar su quell'amabil viso!
Voce vicinissima
IIIOgni speme, ogni ventura
IIILunghi dì durar non può.
IIISolo, ahi! solo il pianto dura,
IIIE per sempre io piangerò.
SYSTEMSCENA SETTIMA
Arturo va per uscire: s'incontra con Alaide. essa è vestita di nero.
ARTUROAlaide!
ALAIDEChe miro! In queste soglie,
ALAIDESciagurato, che cerchi?
ARTUROA te vicino,
ARTUROUn istante di pace.
ALAIDEÈ meco il lutto,
ALAIDELa sventura, il dolor.
ARTURODivider teco
ARTUROTutto il peso vogl'io de' mali tuoi.
ALAIDEDividere i miei mali? ah tu nol puoi!
ALAIDECompiangimi soltanto;
ALAIDEAltro non ti è concesso.
ARTUROIn tuo soccorso
ARTUROForse il cielo m'invia. Credilo a questo,
ARTUROChe mi spinge ver te potere arcano;
ARTUROCredilo all'amor mio. T'amo, lo sai,
ARTUROE son tuo, tuo per sempre, io tel giurai.
ALAIDETenero cor! (che dico?
ALAIDEOve trascorro?) Va, lasciami, fuggi,
ALAIDENon t'appressar. Insuperabil pose
ALAIDEFra noi barriera il ciel. Deh! non punírlo
ALAIDEDell'amor suo, gran Dio!
ALAIDESola io merto soffrir... la rea son io.
ARTUROChe ascolto? e fia verace
ARTURODunque la fama? E tu proscritta, errante,
ARTUROInfamata, avvilita...
ALAIDECessa! ah cessa! qual voce hai profferita!
ALAIDENon io, non io t'avrei
ALAIDEOltraggiato così, se al mio cospetto
ALAIDEAccusato ti avesse il mondo intero.
ALAIDEEsci.
ARTUROAh! m'odi: io t'offesi, è vero, è vero.
ARTUROSerba, serba i tuoi segreti;
ARTURORispettarli ognor prometto:
ARTUROMa ch'io t'ami invan mi vieti;
ARTUROMio destino è questo affetto:
ARTUROTu sei l'aura ch'io respiro.
ARTUROSei la luce, il sol ch'io miro:
ARTUROQuanti beni ha il mondo e il cielo
ARTUROL'amor tuo mi può donar.
ALAIDETaci, taci, è l'amor mio
ALAIDECondannato sulla terra;
ALAIDEAssociarti non poss'io
ALAIDEAl destin che mi fa guerra:
ALAIDESegui il tuo, del mio migliore,
ALAIDEMe cancella dal tuo core...
ALAIDEAh! così potessi anch'io
ALAIDETe dal cuore cancellar!
ARTUROM'ami dunque? oh gioia estrema!
ARTUROM'ami, e speri d'obbliarmi?...
ALAIDEIo lo debbo... parti, trema...
ALAIDEPiù infelice almen non farmi.
ARTUROTe vo' lieta, te felice;
ARTUROFarti tale ancor mi lice.
ARTURODa regnanti io son disceso,
ARTUROPosso un serto a te recar.
ALAIDEAhi! funesto, ahi tristo peso!
ALAIDEQui deserta io vo' spirar.
ARTUROAh! se tu vuoi fuggir
ARTUROIl mondo e il suo splendor,
ARTUROIo ti saprò seguir
ARTUROIn un deserto ancor.
ARTUROQualunque sia sentier,
ARTUROAmeno fia con te;
ARTUROParrà la vita a me
ARTUROUn sogno di piacer.
ALAIDEAh! non ti lusingar!
ALAIDETi perde il tuo desir.
ALAIDEIo nacqui per penar,
ALAIDEPer fare altrui soffrir.
ALAIDESi oscura il ciel per me,
ALAIDEPer me si attrista il sol;
ALAIDEMi regge appena il suol,
ALAIDEPerché coprir mi dè.
Si sente lontano suono di caccia
ALAIDEOdi... qual suon!
ARTUROSi adunano
ARTUROI cacciatori intorno.
ALAIDEIrne dèi tu: festeggiano
ALAIDEDelle tue nozze il giorno.
ARTUROIo del castel la vergine
ARTUROSposata ancor non ho.
ALAIDEInsano! e me far vuoi
ALAIDERea dei spergiuri tuoi?
ALAIDEE sempre a far dei miseri
ALAIDEDannata, o ciel! sarò?
ALAIDEMe sciagurata!...
ARTUROAh! calmati!
ALAIDEAddio per sempre...
ARTUROAh! no!
ALAIDEUn ultimo addio
ALAIDERecevi, infelice;
ALAIDEDi più non poss'io;
ALAIDEDi più non ti lice:
ALAIDEQuel pianto mi cela
ALAIDEChe il ciglio ti vela
ALAIDEPregare tu dèi,
ALAIDENon pianger per me.
ALAIDENell'ore serene
ALAIDEChe il ciel ti sorride,
ALAIDEDeh! pensa che in pene
ALAIDELasciasti Alaide;
ALAIDEE un raggio di calma
ALAIDEImplora ad un'alma,
ALAIDEChe forse più misera
ALAIDEÈ fatta per te.
ARTUROChe io possa lasciarti!
ARTUROCrudel, non ho core:
ARTURODovevi mostrarti
ARTUROMen degna d'amore.
ARTUROPer chi t'ha veduta,
ARTUROPer chi t'ha perduta,
ARTUROUn peso è la vita,
ARTUROSoffribil non è.
ARTUROSe l'ira ti preme
ARTURODegli astri tiranni,
ARTUROCi colgano insieme,
ARTUROCi oppriman gli affanni:
ARTUROÈ mia la tua sorte
ARTUROIn vita ed in morte,
ARTUROO teco sommerso,
ARTUROO salvo con te.
SYSTEMSCENA OTTAVA
Foresta nelle vicinanze di Montolino. Vedesi in distanza la capanna di Alaide. Odonsi da lontano i suoni di corno e grida confuse coi suoni, indizio di rumorosa caccia. Le grida a poco a poco si avvicinano, e suonano distinte: attraversano quindi la scena varii cacciatori: indi Osburgo e Coro. Voci lontane.
ARTURO1 Campo ai veltri.
ARTURO2 Il cervo è uscito.
ARTURO3 Corre, vola.
ARTURO4 Si dilegua.
TUTTIVia pei clivi è già sparito...
Sortono
TUTTIGiù pel piano ognun l'insegua.
TUTTIOSBURGO e CORO
TUTTILungo il lago, dove i boschi
TUTTISon più densi, son più foschi,
TUTTIUn drappel veloce scenda
TUTTIOgni varco a rinserrar...
TUTTICorra un altro, e i colli ascenda,
TUTTIL'ardue cime ad occupar.
Alcuni cacciatori corrono a sinistra della selva; altri salgono di fronte, e si perdono fra i dirupi. Rimane Osburgo e trattiene porzione di cacciatori
OSBURGOQuesto è il luogo... là... in quel tetto
OSBURGOLa Straniera fa soggiorno.
COROAbborrito, orrendo oggetto!
OSBURGODi punirla è presso il giorno.
COROSì punirla.
OSBURGOVi frenate;
OSBURGOLa promessa rammentate...
TUTTIQui non visti - qui segreti,
TUTTIAppiattati - queti, queti,
TUTTIEsploriam, spiam gl'indegni
TUTTISuoi pensieri, suoi disegni...
TUTTICon qual arte, con che modi
TUTTITragge Arturo a vaneggiar.
TUTTIScoprirem le inique frodi;
TUTTILe sapremo vendicar.
Si disperdono
SYSTEMSCENA NONA
TUTTIValdeburgo e Arturo.
VALDEBURGOTi trovo alfin.
Incontrandosi
ARTUROTu di me in traccia?
VALDEBURGOTutti
VALDEBURGOSono in traccia di te. Stupisce ognuno
VALDEBURGOChe delle nozze tue fugga tu stesso
VALDEBURGOIl lieto festeggiar; ma un cor ne geme,
VALDEBURGOUn cor non preparato a tal ferita.
ARTUROOh Valdeburgo! a me tu porgi aita.
ARTUROIo d'Isoletta apprezzo
ARTUROLa candid'alma, la beltà ne ammiro,
ARTUROIl dolce favellar, gli atti soavi;
ARTUROMa...
VALDEBURGOProsegui.
ARTUROIo non l'amo.
VALDEBURGOAh! tu l'amavi.
VALDEBURGOSì, tu l'amavi, Arturo,
VALDEBURGOPria che i tuoi sensi affascinar sapesse
VALDEBURGODonna indegna di te, proscritta, oscura,
VALDEBURGOE infame forse; tal d'intorno è grido,
VALDEBURGOTal ogni labbro con orror ne parla.
ARTUROO amico, odila pria di condannarla.
ARTUROVuoi tu del cieco volgo
ARTUROPrestar fede alle accuse?
VALDEBURGOE tu più cieco
VALDEBURGOAl desìo che t'illude? Ah! squarcia, amico,
VALDEBURGOSquarcia la benda alfin: ricovra in seno
VALDEBURGODell'innocenza: ella t'attende ancora,
VALDEBURGOBella senza prestigi, e a te sorride...
ARTUROE tu vedi, o crudel, vedi Alaide
ARTUROSì: questa grazia imploro,
ARTUROValdeburgo in te... Vedila e poi,
ARTUROSe consigliar mi puoi
ARTUROChe per sempre io la fugga... io tel prometto...
ARTUROLa fuggirò.
VALDEBURGOLa tua promessa accetto.
SYSTEMSCENA DECIMA
Mentre si avviano verso la capanna di Alaide, vedesi ella stessa uscire dalla foresta.
ARTUROEccola.
ALAIDECielo!
Veggendo Valdeburgo
VALDEBURGOAgn...
Correndo a lei
ALAIDETaci!
ALAIDEAh! qual gioja...
Si abbandona nelle braccia di Valdeburgo che la stringe
Oh sospetto!
Guardando entrambi turbato
VALDEBURGOArturo! sgombra
accorgendosi dell'agitazione d'Arturo
VALDEBURGOI dubbi tuoi: de' miei prim'anni io vedo
VALDEBURGOLa compagna in costei.
VALDEBURGOCredi.
ARTUROTel credo.
ARTUROPoiché la stringi al seno,
ARTUROElla è scolpata assai: libero io posso
ARTUROSenza rimorso amarla.
Si appressa con trasporto ad Alaide. Valdeburgo lo prende per un braccio e lo allontana
VALDEBURGOAh! fuggi: più che mai tu dèi scordarla.
ARTUROIo! che mai dici?...
ALAIDEAhi! misera!
VALDEBURGOFuggir, fuggir la dèi.
ARTUROParla: perché?
VALDEBURGONol chiedere.
ARTUROÈ forse colpa in lei?
VALDEBURGONo.
ARTUROD'altri amante è forse?
VALDEBURGONo.
ARTUROD'altri sposa?
VALDEBURGONo.
ARTURODunque chi puote opporse?
VALDEBURGOTutto...
ALAIDEAh! non dirlo.
con impeto
ARTUROIl so.
ARTUROTu sol t'opponi, o perfido...
ARTUROOmai squarciato è il velo.
Per impugnare la spada
ALAIDECessa...
VALDEBURGOInsensato? ascoltami.
ARTUROTu mi tradisci.
ALAIDEOh! cielo!
ARTUROAlmen tu parla, aita!
Ad Alaide
ARTUROLa mente mia smarrita.
ARTUROPronunzia un solo accento:
ARTURODì, che rival non ho.
ALAIDEDeh! m'odi...
ARTUROUn solo accento.
Con tutto l'impeto della gelosia
ARTURORival mi è desso?
ALAIDEAh! no.
Un momento di silenzio. Alaide si volge come supplichevole a Valdeburgo che la guarda fisamente come in aria di rimprovero, Arturo si avvicina a lui
VALDEBURGONo: non ti son rivale;
VALDEBURGONon io ti tolgo a lei:
VALDEBURGONecessità fatale
VALDEBURGOTi vieta amar costei:
VALDEBURGOTi arrendi al prego estremo
VALDEBURGODi chi ti è amico ancor.
ARTUROAh! se non mi è rivale,
ARTUROChe vuol da me costui?
ARTUROPer qual poter fatale
ARTUROTremi dinanzi a lui?
ARTUROQualunque ei sia, nol temo.
ARTUROIl mio potere è amor.
ALAIDENo: tu non hai rivale...
ALAIDEIo più non amo, il sai...
ALAIDEMa se di me ti cale,
ALAIDELasciami in pace omai.
ALAIDEPer me disastro estremo
ALAIDEÈ il tuo funesto amor.
VALDEBURGOPoiché senno in lui non resta,
VALDEBURGONé virtù di cavalier, Tu mi siegui.
Ad Alaide
snuda la spada
ARTUROArresta, arresta;
ARTUROUn di noi quì dee cader.
VALDEBURGOSconsigliato!
Ponendo la mano sulla spada
ALAIDEAh! ver non sia...
ALAIDELa tua vita, Arturo, è mia.
ARTUROOh! Alaide! parla, imponi,
ARTUROQual più vuoi di me disponi.
ARTUROTutto, fuor che altrui lasciarti,
ARTUROTutto Artur per te farà.
ALAIDECedi adunque, ah! cedi e parti...
ARTUROTi vedrò?
ALAIDELo giuro... Va.
ARTUROCedo, cedo; a te m'involo,
ARTUROMa un accento mi conforti.
ARTURODimmi almeno, dimmi solo
ARTUROChe perdoni a' miei trasporti,
ARTUROChe la smania non t'offende,
ARTUROIl tumulto del mio cor.
ALAIDEMi vedrai, mia fè n'avesti,
ALAIDEMa deh! va, se amor mi porti...
ALAIDETu mi perdi se più resti,
ALAIDESe rinnovi i tuoi trasporti...
ALAIDEDa te sol, da te dipende
ALAIDEOgni ben ch'io spero ancor.
VALDEBURGOVanne alfine, o sciagurato,
VALDEBURGOAl dover più non opporti,
VALDEBURGOArrossir, in te tornato,
VALDEBURGOTu dovrai de' tuoi trasporti!
VALDEBURGODel furore che t'accende
VALDEBURGOProverai rimorso in cor.
Si dividono e partono per diversa via
SYSTEMSCENA UNDICESIMA
Luogo remoto, ove è posta la capanna della Straniera, ombreggiata da piante silvestri. Di prospetto s'innalzano alcune rupi, a' piedi delle quali è il lago. Arturo, indi Osburgo e Cacciatori. Comincia a poco a poco ad oscurarsi il cielo, e a minacciare tempesta, che nell'ultima scena scoppia con estrema violenza. Arturo rimane lungamente immobile, e assorto in profondi pensieri.
ARTUROChe mai penso? Un dubbio atroce
ARTUROMi rimane, e il cor mi preme...
ARTUROSi discacci... ah! la sua voce
ARTURONon si acqueta; e ognor più freme...
ARTURORio presagio!... il ciel si oscura...
ARTUROTrista e squallida è natura...
ARTUROOgni oggetto il lutto veste
ARTURODi un tradito e morto amor,
ARTUROAh! fuggiam... son larve queste...
ARTUROSogni son del mio timor.
Si avvia per partire: esce Osburgo da lato opposto col Coro
ARTUROOSBURGO e CORO
ARTUROOdi, Artur...
ARTUROMi lascia.
COROAh! riedi;
CORONon partir... tu sei tradito.
ARTUROIo? da chi.
Ritorna in dietro
CORODa, chi più credi
Circondandolo
COROFido a te, l'inganno è ordito....
ARTUROCome? dove?
COROLa Straniera
COROA cui fè tu presti intera...
COROValdeburgo, a cui tu cieco
COROTi abbandoni e ognora hai teco,
CORODa gran tempo accesi in petto
CORODa segreto e vile affetto,
COROPaventando che il tuo scorno
COROPossa alcuno a te scoprir,
CORODi nascosto al nuovo giorno
COROHan deciso di fuggir.
ARTUROCiel! che sento!
CORONoi nel bosco,
CORONon veduti dagl'indegni,
COROCol favor dell'aer fosco,
COROTutti udimmo i lor disegni.
COROHanno entrambi a te celato,
COROA te finto nome e stato...
COROAmbidue dai patrii liti
COROFur cacciati, fur banditi...
COROAccusati d'inudite,
CORODi esecrande reità.
ARTUROAh! cessate... non seguite...
ARTUROCoppia rea! tremar dovrà.
COROTaci, taci... acqueta l'ire...
COROFingi ancor, non ti scoprire.
CORONon dar campo a' menzognieri
COROD'inventar più rei misteri...
COROTi convinci da te stesso
CORODove giunga il loro eccesso...
COROPoi prorompi, e sia bandita
COROOgni voce di pietà...
ARTUROOh! perfidia!
COROFia punita.
ARTUROOh! furor!
COROSi sfogherà.
Il Coro tragge seco Arturo e si disperde
SYSTEMSCENA DODICESIMA
Alaide e Valdeburgo escono dalla ca panna; indi Arturo, che si cela.,
ALAIDEAh! non partir: già stende
ALAIDEOscura notte il velo:
ALAIDEFosco, nebbioso è il cielo,
ALAIDENon una stella appar.
VALDEBURGOFinché un sol raggio splende,
VALDEBURGOE gli elementi han posa,
VALDEBURGOPer la foresta ombrosa
VALDEBURGOSaprò la via trovar.
ALAIDETi rivedrò?
VALDEBURGODomani.
Ecco gl'indegni insieme!
ALAIDEPensa che a me rimani
ALAIDEUnica guida e speme.
Perfida!
VALDEBURGOE tu sovvienti
VALDEBURGODe' sacri giuramenti:
VALDEBURGOTu dèi fuggire Arturo,
VALDEBURGOTu dèi con me partir.
ALAIDEOh! Leopoldo! io giuro
ALAIDEI passi tuoi seguir.
ALAIDEVALDEBURGO e ALAIDE
ALAIDEAddio per poco! addio
ALAIDEFino alla nuova aurora!
ALAIDESaremo uniti allora
ALAIDEPer non lasciarci più.
ARTURO(Empio! l'estremo addio
ARTUROAll'infedel dà i tu)
SYSTEMSCENA TREDICESIMA
Valdeburgo riconduce Alaide alla capanna: quand'essa è rientrata, esce Arturo dal suo nascondiglio.
ARTUROLéopoldo!
dall'alto
VALDEBURGOOh! ciel! qual nome!
ARTUROLèopoldo!
VALDEBURGOArtur!
Riconoscendo la voce
ARTURODiscendi.
VALDEBURGOChe vuoi tu?
ARTUROVendetta.
Con voce repressa e con tutto l'impeto del furore
VALDEBURGOCome?
ARTUROMal t'infingi: ti difendi.
VALDEBURGOQual furor!
ARTUROEstremo è desso.
VALDEBURGOChi lo accende?
ARTUROTu... tu stesso.
VALDEBURGOIo?...
ARTUROSì... taci e il ferro stringi,
ARTUROSe pur senso è in te d'onor.
VALDEBURGOSciagurato, a che mi astringi?...
Combattono. Valdeburgo retrocede incalzato da Arturo fino alla riva del lago: è ferito, e vacilla
ARTUROMori.
VALDEBURGOOh! Arturo!
Cade nel lago
SYSTEMSCENA QUATTORDICESIMA
VALDEBURGOComparisce dalla capanna Alaide con una face in mano.
ALAIDEQual rumor!
(S'incontra in Arturo che scende furioso).
ALAIDEChi vegg'io?
ARTUROSon vendicato.
ALAIDEQual parlar?... ohimè! qual sangue?
ARTURODel fellon da me svenato...
ALAIDEAh! dov'è?
ARTURONel lago, esangue.
ALAIDEChe mai festi?
ARTUROIl tuo tesoro...
ARTUROLéopoldo... ucciso... io l'ho.
ALAIDEAh! il fratel...
ARTUROFratello?
Spaventato
ALAIDEIo moro!
dopo un momento di silenzio
ARTUROTi fia reso, o anch'io morrò.
Ascende velocemente alla riva: Alaide lo segue sbigottita
ALAIDEOdi... arresta.
Arturo si precipita nel lago
VOCI LONTANEUn uom nell'onda!
ALAIDECiel! soccorso!
Cade in ginocchio nel luogo ove fu ferito Valdeburgo
VOCI PIÙ VICINEAita, aita!...
SYSTEMSCENA QUINDICESIMA
Accorrono da varie parti gli abitanti delle rive del lago con fiaccole. Osburgo seguito da uomini armati si presenta sulla rupe ov'è prostrata Alaide; la vede, la solleva da terra.
COROLa Straniera! sangue gronda!
ALAIDESangue!... o ciel!...
Scende inorridita: tutti la seguono
COROPerché smarrita?
COROParla... parla... quale eccesso...
COROQual misfatto hai tu commesso?
OSBURGOQuesto acciar di sangue intriso
OSBURGORiconosci?
ALAIDEAh lo ravviso!...
ALAIDELo ascondete agli occhi miei...
ALAIDECh'io nol vegga!... orror mi fa!
COROEmpia! forse!...
fuori di sé
ALAIDEAh! sì, son tale...
ALAIDEL'amor mio fu a lui fatale...
ALAIDEIo l'uccisi, lo perdei...
ALAIDEPer me pena il ciel non ha.
COROTu omicida!... ah! si, lo sei...
COROTe la scure punirà.
Un momento di silenzio: tuona, lampeggia, fischia il vento nella foresta, Alaide è delirante
ALAIDEUn grido io sento
ALAIDESuonar per l'onda...
ALAIDEEgli è un lamento
ALAIDEDi lui che muor.
ALAIDECiascun si taccia...
ALAIDENessun risponda...
ALAIDEEi mi rinfaccia
ALAIDEUn empio amor.
ALAIDEA suoi lamenti
ALAIDEVi unite, o venti!
ALAIDEProrompi, o tuono
ALAIDEAccusator!
ALAIDEIo l'ho perduto...
ALAIDEIo l'ho voluto...
ALAIDENon v'è perdono
ALAIDEA tanto error.
COROPaventa, indegna,
COROIl ciel si sdegna;
COROT'annunzia il folgore
COROIl suo furor.
La tempesta è al colmo. Osburgo egli armati la circondano e la traggono seco. Cala il sipario
SYSTEMATTO SECONDO
SYSTEMSCENA PRIMA
Gran sala, ove si raduna il Tribunale degli Ospedalieri, alla cui giurisdizione è soggetta la provincia: porta in prospetto. All'alzarsi del sipario i Giudici sono tutti assisi sui loro scanni, e in mezzo a loro, in seggio più elevato, è il Priore, che presiede al Tribunale: da un lato, dinanzi ai Giudici, è Osburgo accompagnato dai terrazzani, che, da lui sedotti, deposero contra Alaide. La sala è circondata da guardie.
IL PRIOREUdimmo. Il tuo racconto
IL PRIOREAvvalora i sospetti. A lei dinante
IL PRIORESosterrai tu quanto hai riferto a noi?
IL PRIORERifletti ancora.
OSBURGOE dubitar ne puoi?
OSBURGOQuel che vid'io soltanto, e vider meco
OSBURGOTutti costor, narrai. Piacesse al cielo
OSBURGOCh'ella sgombrar potesse ogni sospetto!
IL PRIOREL'accusata si guidi al mio cospetto.
OSBURGO(Ardir. Non puote Arturo
OSBURGOCustodito smentirmi, e compro ha l'oro
OSBURGOChi lo trasse dall'onde, e a lui soccorse)
COROEccola.
SYSTEMSCENA SECONDA
Alaide in mezzo alle guardie: essa è coperta da un gran velo: nobile n'è il contegno, e nel tempo istesso modesto. Il Priore l'osserva alcuni momenti, quasi colpito da qualche rimembranza.
E a tanto error costei trascorse?
IL PRIORETi appressa... e il ver rispondi.
IL PRIOREChi sei tu?
ALAIDELa Straniera. A me tal nome
ALAIDEDie' la sventura, e cancellò per sempre
ALAIDEIl nome, ch'io portava ai dì ridenti.
ALAIDEIo l'obbliai.
Qual voce! e quali accenti!...
IL PRIOREIeri fu morto, e spinto
IL PRIOREValdeburgo nel lago, e tu sul lido,
IL PRIOREDi sangue intrisa, e rinvenuta fosti
IL PRIORESbigottita, tremante. Il tuo terrore,
IL PRIOREIl tuo stesso parlar, ed il mistero
IL PRIOREIn cui ti avvolgi, son bastanti a farti
IL PRIOREComparir delinquente.
IL PRIOREDiscolparti puoi tu?
ALAIDESono innocente.
IL PRIOREFosti di tanto eccesso
IL PRIORETu spettatrice?
ALAIDENo.
IL PRIOREVedesti almeno
IL PRIORELa vittima?
ALAIDENeppur.
IL PRIOREPerché dicesti
IL PRIORECh'era all'ucciso l'amor tuo funesto?
tace vivamente commossa
IL PRIOREPerché? favella.
ALAIDEMio segreto è questo.
IL PRIORESciagurata! Lo svela
IL PRIOREIl segreto ti perde.
COROIn tua difesa
CORONulla produr puoi tu?
ALAIDENulla.
IL PRIOREE non sai
IL PRIOREQual t'aspetta destin?
COROMorte è sospesa
COROSul capo tuo.
SYSTEMSCENA TERZA
Arturo si precipita nella sala affannoso, ed anelante.
ARTUROMorte cadrà sul mio.
TUTTIArturo!
ARTUROElla è innocente: il reo son io.
OSBURGOGiudici, nol credete...
OSBURGOEgro ei giacea... vaneggia ancor... delira.
ARTURORibaldo! E chi t'inspira
ARTUROSì ria menzogna? Io Valdeburgo uccisi,
ARTUROLo giuro, o Cavalier; io che furente,
ARTUROE ben lo sa costui,
ARTUROUn mio rival credea punire in lui.
Misero!
Ei si è perduto
Ei il ver parlò?
IL PRIOREStraniera, udisti il Conte.
IL PRIOREÈ desso l'uccisor? Tu taci? Assolta
IL PRIORENon sei perciò: complice sua creduta
IL PRIOREEsser tu puoi.
ARTUROComplice mia!
COROLa scure
COROAmbidue può colpir nel punto istesso.
SYSTEMSCENA QUARTA
Si apre la porta in fondo, e si presenta Valdeburgo pallido, ed avvolto in un bianco manto. Sorpresa generale.
VALDEBURGOAmbi fian sciolti.
GRIDO GENERALEAh! Valdeburgo!
arretrandosi sbigottita
ALAIDEÈ desso.
Silenzio e terrore generale
VALDEBURGOSì, li sciogliete, o Giudici;
VALDEBURGONon avvi in lor delitto:
VALDEBURGOIn singolar conflitto
VALDEBURGOCaddi d'Arturo al piè.
COROOh! qual prodigio!
IL PRIOREE sorgere
IL PRIORETe dalla tomba io miro!
VALDEBURGOBando al terror: miratemi:
VALDEBURGOL'aura vital respiro:
VALDEBURGODel lago in mezzo ai vortici
VALDEBURGOUn Dio soccorse a me.
TUTTITu vivi?
Alaide si getta nelle sue braccia
per correre a lui
ARTUROAh! gioia!
VALDEBURGOScostati:
VALDEBURGOMorto son io per te.
VALDEBURGOMeco tu vieni, o misera,
VALDEBURGOLunge da queste porte,
VALDEBURGOOve celar le lagrime
VALDEBURGOTi scorgerà la sorte:
VALDEBURGOTomba, ove ignota scendere,
VALDEBURGOLa terra a te darà.
Per trarla seco
ARTUROOh! Valdeburgo!
VALDEBURGOArrestati:
VALDEBURGOA me straniero or sei.
COROOdi: partirsi incognita
CORONon può da noi costei.
COROLa legge il vieta: scoprasi.
tornando in dietro, prendendo a parte il Priore
VALDEBURGOA te si scoprirà.
ritira il velo in modo che sia veduta dal solo Priore
IL PRIOREAh!
Maravigliato
ALAIDETaci.
al Coro
IL PRIOREUscir può libera...
ad Alaide
IL PRIOREA noi, perdona e va.
Il Coro che avea circondato Alaide e Valdeburgo, rispettosamente si scioglie, e lascia libero il passo a Valdeburgo
CORO(Tanto confuso il Preside!
COROCosì per lei commosso!)
ARTURO(Me la rapisce il barbaro,
ARTUROE oppormi a lui non posso!)
CORO(Mistero inesplicabile!
COROCostei chi mai sarà?)
VALDEBURGOElla perdona; ed ultimo,
VALDEBURGOEterno addio. vi dà.
Valdeburgo conduce seco Alaide. la porta del fondo si chiude. Il Coro rimane maravigliato. Arturo si allontana in atto di estrema desolazione
SYSTEMSCENA QUINTA
VALDEBURGOIl Priore, Osburgo, Cavalieri, e popolo.
IL PRIORETu, che osasti mentir a questo in faccia
IL PRIOREAugusto tribunal, trema. Se astretto
IL PRIOREDa possente cagion, lascio per ora
IL PRIOREImpunito il misfatto, io nol perdono.
OSBURGOSe reo son io, nol sono
OSBURGOChe di soverchio zel...
IL PRIOREAlla tua colpa
IL PRIOREScuse non ricercar, se investigarne
IL PRIORELe cagioni io non cerco Esci, e presente
IL PRIOREAbbi al pensiero ognor che i passi tuoi
IL PRIORESono esplorati, e a me fuggir non puoi.
Osburgo parte col popolo
SYSTEMSCENA SESTA
II Priore, e i Cavalieri.
IL PRIOREVoi, che presenti foste
IL PRIOREA sì mirabil caso, e interrogarmi
IL PRIORENon vi attentate, forse un dì potrete
IL PRIOREDi tanto arcano sollevare il velo.
IL PRIOREPer or vi basti, e il cielo
IL PRIORENe chiamo testimon, che la Straniera
IL PRIOREGiustificata è appien; che donna in terra
IL PRIORENon avvi al par di lei scevra di colpa;
IL PRIOREChe non è Cavalier chi ancor l'incolpa.
Parte
SYSTEMSCENA SETTIMA
Foresta come alla Scena viri dell Atto Primo. Arturo, indi Valdeburgo.
ARTUROA tempo io giungo... Ei non partì... qui trasse
ARTUROLa soffrente Alaide Udirmi, udirmi
ARTURODovranno entrambi, o di mia man trafitto
ARTUROVedermi qui... sulle vietate soglie.
ARTUROVadasi or tosto Ahi! qual timor mi coglie!
ARTUROCon qual cor, con qual fronte
ARTURODi Valdeburgo sosterrò l'aspetto,
ARTUROIo sciagurato, io tinto
ARTURODel sangue dell'amico?... Ebben, vendetta
ARTUROPrenda di me qual vuol, purch'ei m'ascolti,
ARTUROPur che un istante sol vegga il mio pianto!
Va per entrare: si presenta Valdeburgo
VALDEBURGOTu qui!
ARTURODeh! Valdeburgo...
VALDEBURGOE osar puoi tanto?
VALDEBURGOChi ti conduce a me?
ARTURODolor, rimorso
ARTUROVergogna, amor, tutti gli affetti insieme,
ARTUROChe più straziano un cor. Oh! tu, che amico
ARTUROMi hai stretto al sen, del mio soffrire estremo
ARTUROTu non avrai pietade? A me per sempre
ARTUROChiuder vorrai le braccia?
VALDEBURGOIl sangue sparso
VALDEBURGOFra noi s'innalza, e ci divide, e tronca
VALDEBURGOOgni legame, che nostr'alme unia.
VALDEBURGOLasciami.
ARTURONon andrai... mi uccidi in pria.
Arrestandolo
VALDEBURGOChe vuoi da me? Che ardisci
VALDEBURGOSperar ancor?
ARTUROIl tuo perdono, e quello
ARTURODell'offesa Alaide.
VALDEBURGOIl mio... s'ei puote
VALDEBURGOConsolarti un istante... io nol ricuso;
VALDEBURGOQuel d'Alaide... solo in ciel l'avrai.
ARTUROCh'io l'implori da lei...
VALDEBURGODa lei! giammai.
ARTUROE chi potria vietarmi?
ARTUROCh'io mi prostri al suo piè?
VALDEBURGOTu il chiedi? Il vieta
VALDEBURGOD'Alaide la vita, e la sua pace.
VALDEBURGOEgra, languente giace,
VALDEBURGOPriva di sensi quasi...
ARTUROElla! gran Dio!
ARTUROSgombrami il passo... io son furente, insano...
VALDEBURGOFermati, e un'altra volta arma la mano.
VALDEBURGOSulla salma del fratello
VALDEBURGOT'apri il passo, a lei t'invia:
VALDEBURGODel mio sen tu sai la via,
VALDEBURGONon ti resta che ferir.
ARTUROAh! pietà... non io favello;
ARTUROÈ un amore disperato...
ARTUROÈ il dolor d'un cor piagato,
ARTUROÈ l'angoscia del morir.
VALDEBURGOInfelice!
ARTUROA te mi prostro...
Supplichevole
ARTUROCh'io la vegga un solo istante!
VALDEBURGOVanne dunque, e reca, o mostro,
VALDEBURGOMorte a lei col tuo sembiante...
VALDEBURGOLeggi in volto alla giacente
VALDEBURGOIl terror di te presente;
VALDEBURGODa quel labbro scolorito
VALDEBURGOOdi un muto maledir...
ARTUROAh! non più... così abborrito?...
VALDEBURGOTu lo merti...
ARTUROOh! rio martir!
VALDEBURGOTu togliesti alla dolente
VALDEBURGOOgni speme di riposo...
VALDEBURGOTu tradisti un'innocente,
VALDEBURGOChe ti amò, ti elesse a sposo...
VALDEBURGOUn amico hai tu trafitto...
VALDEBURGOViolato onore e fè...
VALDEBURGOQual ti resta a far delitto?
VALDEBURGOChi più reo sarà di te?
ARTUROAh! non sai d'un cor ardente
ARTUROIl delirio tormentoso...
ARTUROOffuscata è la mia mente,
ARTUROPer me il cielo è tenebroso...
ARTUROAltra luce non vegg'io
ARTUROChe Alaide innanzi a me.
ARTUROAh! morir, morir desio,
ARTUROSe più guida a me non è.
VALDEBURGOForsennato! e insisti ancora?
ARTUROChe far debbo? chi mi regge?
VALDEBURGOAlaide all'ultim'ora
VALDEBURGOTi favella e a te dà legge...
ARTUROParla... parla...
VALDEBURGOEstingui in petto
VALDEBURGOUn dannato e cieco affetto...
VALDEBURGOD'Isoletta alfin pietoso,
VALDEBURGOPorgi a lei la man di sposo,
VALDEBURGOE tranquilla e consolata
VALDEBURGOAlaide ancor vivrà.
ARTUROViva, ah! viva, e sia placata...
ARTUROIl mio cor s'immolerà.
ARTUROMa in mercede almen di questo
ARTUROSacrificio a cui m'appresto...
ARTUROSia presente in quel momento...
ARTUROMi sostenga nel cimento...
ARTUROLa virtù, ch'io non avrei,
ARTUROUn suo sguardo a me darà.
VALDEBURGOE ubbidir prometti a lei?
ARTUROLo prometto.
VALDEBURGOEbben verrà.
VALDEBURGOTergi il pianto, e vanne omai
VALDEBURGOA mertar perdono e pace:
VALDEBURGODel coraggio, che non hai,
VALDEBURGOAll'altar sarai capace...
VALDEBURGOIl tuo cor rigenerato
VALDEBURGONuovi sensi acquisterà...
VALDEBURGOLa memoria del passato
VALDEBURGOCome sogno sparirà.
ARTUROAh! se me non vuoi spergiuro,
ARTUROSe a soffrir mi vuoi capace,
ARTURONon parlarmi del futuro,
ARTURONon offrirmi un ben fallace...
ARTUROQuanto io sono sventurato
ARTUROIl tuo core appien lo sa...
ARTUROLa memoria del passato.
ARTUROSol con me morir potrà.
Partono
SYSTEMSCENA OTTAVA
Gabinetto d'Isoletta nel castello di Montolino. Isoletta sola: essa è in abito dimesso, e profondamente addolorata.
ARTURONé alcun ritorna?... Oh! cruda,
ARTURODolorosa incertezza! Ognun mi lascia!
ARTUROQuel che avvenne ignorar Tutto è mistero,
ARTUROÈ tristezza, è squallor quanto qui vedo.
ARTUROArtur m'abbandonò... che più richiedo...
S'abbandona sopra una sedia
ARTUROE di mie nozze il giorno
ARTUROEra pur questo!... E sul mio petto ancora
ARTUROStassi il pegno d'amor, che di sua mano
ARTUROVi appese l'infedel! Eccolo... ei sembra
si stacca dal seno un ritratto
ARTURODi un suo tenero sguardo ancor bearmi...
ARTUROSembra, ah! sembra che ancor giuri d'amarmi.,
Sorge e contempla il ritratto, e con esso favella
ARTUROAh! se non m'ami più,
ARTUROPerché sì dolce ancor
ARTUROSembra parlar d'amor
ARTUROIl tuo sorriso?
ARTUROAh! se non m'ami più,
ARTUROMi rendi il core almen.
ARTUROIl core che dal sen
ARTUROTu m'hai diviso.
ARTUROMa che parlo? a chi favello?
ARTUROLunge è Artur...
SYSTEMSCENA NONA
Coro di Damigelle, e detta.
COROEsulta; ei riede.
Accorrendo lietamente
ISOLETTAChe mai dite?...
COROÈ nel castello.
ISOLETTAA che vien?
COROPerdono ei chiede;
COROTe fin d'oggi all'ara ei brama,
COROE il consente il genitor.
ISOLETTAE fia ver?
COROEi t'ama, ei t'ama,
COROÈ pentito dell'error.
ISOLETTAIo sua sposa!... Oh! lieto giorno!
ISOLETTAMi ama ancora!... Oh sommo bene!
ISOLETTASe il dolor tal premio ottiene,
ISOLETTAFortunato il mio dolor.
ISOLETTAAl mio sguardo un roseo velo
ISOLETTAVeste il cielo il suol s'infiora;
ISOLETTAOgni oggetto amor colora
ISOLETTADella gioja del mio cor.
COROSì, vincesti, esulta alfine:
COROOrna il seno, ingemma il crine,
COROVagheggiata invidiata
COROAll'altar ti attende amor.
Partono
SYSTEMSCENA DECIMA
Atrio che mette al tempio degli Spedalieri. Il luogo è occupato dal corteggio nuziale. Dame e Cavalieri. Coro.
DAMEÈ dolce la Vergine
DAMEQual luna modesta,
DAMEChe i teneri desta.
DAMEPensieri del cor.
CAVALIERIÈ fervido il giovine
CAVALIERIQual sole di maggio,
CAVALIERIChe avviva d'un raggio
CAVALIERILa prole dei fior.
DAMEOh! quanti costarono
DAMESospiri agli amanti
DAMEQuegli occhi brillanti
DAMEDi onesto pudor!
CAVALIERIOh! quante destarono
CAVALIERID'amor scintille
CAVALIERILe ardenti pupille
CAVALIERISpiranti valor!
TUTTIMa fu di mill'anime
TUTTIla fiamma negletta:
TUTTID'Arturo è Isoletta:
TUTTIÈ scelta d'amor.
TUTTITal gode all'anemone
TUTTISuperbo fiorente
TUTTIViola innocente
TUTTIUnire il cultor.
SYSTEMSCENA UNDICESIMA
Il Conte di Montolino, Isoletta e Arturo; indi Valdeburgo e Alaide. Isoletta ha in capo una corona di rose.
MONTOLINODolce di un padre al cor suona la voce,
MONTOLINOChe plaude al lieto evento, onde son paghi
MONTOLINODell'Armorica i voti, e il desìr mio.
Impallidisce Artur
Dove son io!
MONTOLINOSiate presenti al rito,
MONTOLINOEd ai paterni augurj unisca i suoi
MONTOLINOLa sincera amistà, l'amor, la fede.
Esce dalla folla Valdeburgo. Una donna coperta d'un gran velo si presenta da lontano e si nasconde dietro i monumenti dell'atrio, non veduta da alcuno. Arturo si accorge di Valdeburgo, e gli corre incontro
ARTUROValdeburgo!
Coraggio: ella ti vede
ISOLETTAArturo!
senza badare a Isoletta
ARTURO(Io tremo... il piede
a Valdeburgo
ARTUROMi sostiene a fatica.)
ISOLETTAArtur! non m'odi?
Avvicinandosi a lui
ISOLETTANé un guardo sol, né un detto
ISOLETTAA me rivolgi?...
ARTUROIo... sì... t'ascolto... io debbo
Scuotendosi
ARTUROA te sola pensar... ed in te sola
ARTUROSono assorti i miei sensi.
Suona la squilla del tempio, il quale s'illumina
SYSTEMSCENA DODICESIMA
Il Priore con alcuni Cavalieri si presenta alla gran porta.
IL PRIOREGià all'altare del piè fuman gl'incensi.
IL PRIOREVoi soli attesi siete.
MONTOLINOAndiam: la destra
MONTOLINOPorgi alla sposa tua...
ARTUROVa... mi precedi...
Con sommo turbamento
ARTUROTutto all'uopo disponi... ultimo io chiedo
ARTUROCon lei venirne.
MONTOLINOAl tuo volere io cedo.
Parte
SYSTEMSCENA TREDICESIMA
MONTOLINOArturo, Isoletta, Valdeburgo, e Alaide nascosta.
VALDEBURGO(Che far vuoi tu? Rammenta
VALDEBURGOI giuramenti tuoi)
Misero!
ISOLETTAE quale
Osservando Arturo con somma ansietà
ISOLETTASul tuo volto pallor? Che volgi in mente?
ARTURONon so... Qual uom demente,
ARTURONon conosco me stesso... Ah! quel ch'io soffro
ARTUROImmaginar non può pensiero umano.
Infedel!
ARTUROMa son tuo... Ecco la mano.
ARTUROStringila omai... ti affretta
ARTUROPria che tolta ti venga.
Isoletta stende la mano tremando. Si mostra Alaide: le sfugge un sospiro, e piega il capo su un monumento
ALAIDEAh!
veggendo Alaide
ARTUROCielo!
ISOLETTAÈ fredda...
ISOLETTAFredda come il tuo cor... Oh! Arturo! Arturo!
ISOLETTAPerché mi hai lusingata?
ISOLETTANon più Imene per me... non sono amata!
Si copre il volto lagrimando. Valdeburgo la sostiene
VALDEBURGOSì! tu il sei.
Con fermezza, prendendo per un braccio Isoletta, e dando un'occhiata di rimprovero ad Arturo
ISOLETTANol fui giammai.
ISOLETTADal mio ciglio è il vel caduto.
ARTUROOh! Isoletta!... tu non sai...
ISOLETTAIo so tutto.
Oh! cielo, ajuto!
(A4)VALDEBURGO, ISOLETTA, ARTURO e ALAIDE
(A4)(Sei presente ad Alaide...
Ad Arturo
(A4)Ella t'ode, o mancator)
(A4)(Qual sarà dolor che uccide,
(A4)S'io resisto al mio dolor!)
ARTURODeh! perdona...
ISOLETTATaci, Arturo
ISOLETTAInfelice io non vo' farti:
ISOLETTADa' miei mali i tuoi misuro...
ISOLETTASciolto sei... da me ti parti.
ISOLETTALungi, o rose: a me si addice
ISOLETTATrista benda di squallor.
Si strappa la ghirlanda nuziale. Alaide si scuote e si avanza risolutamente
ALAIDEFerma.
È dessa
Oh! me infelice!
ISOLETTAA che vieni?
ALAIDEA farti cor.
Raccoglie la ghirlanda
ISOLETTAChi sei tu, che in tal momento
ISOLETTAHai per me cotanto zelo?...
ALAIDELa Straniera.
(Scoprendosi
attonita
ISOLETTAOh mio spavento!
li prende entrambi per mano
ALAIDEAll'altar vi chiama il cielo:
ALAIDEUbbidite: me seguite...
ALAIDELà comincia il vostro amor.
Alaide strascina seco nel tempio Arturo ed Isoletta, senza dar loro il tempo di riaversi. Valdeburgo li segue
SYSTEMSCENA QUATTORDICESIMA
Dopo alcuni momenti esce dal tempio Alaide. ella è tremante, agitata, e quasi fuori di sé.
ALAIDESono all'ara... Barriera tremenda
ALAIDEFra noi sorge... ed io stessa l'alzai!
ALAIDEPiù non veggo... ardo, agghiaccio a vicenda...
ALAIDENon l'amore, la speme lasciai.
S'inginocchia, e stende le mani al cielo pregando
ALAIDECiel pietoso, in sì crudo momento
ALAIDEAl mio labbro perdona un lamento...
ALAIDEÈ l'estrema favilla d'un foco,
ALAIDEChe fra poco più vita non ha.
ALAIDESe i sospiri, se i pianti versati
ALAIDEI tuoi sdegni non hanno placati,
ALAIDEQuesto almeno ti renda propizio
ALAIDESacrifizio che il core ti fa.
Odesi musica religiosa nel tempio: un Coro intona l'inno nuziale. Alaide sorge sbigottita, e porge l'orecchio
COROPari all'amor degli angioli,
CORONume, è il lor casto affetto...
COROAscenda al tuo cospetto
COROCome d'incensi odor.
durante il canto
ALAIDEAhimè! Comincia
ALAIDEIl rito nuzial!... Fuggiam... non posso...
ALAIDEVacilla il piè... Tutto vuotar, gran Dio,
ALAIDEQuesto nappo crudel, tutto degg'io.
COROStringi le due bell'anime
COROCome i beati in cielo...
COROCome in un solo stelo
COROFiore si unisce a fior.
ALAIDEAh! sì felici
ALAIDEVivan insiem... Mai più non oda Arturo
ALAIDEIl mio nome suonar. Udiam... silenzio
Cessa la musica
ALAIDESuccede ai canti del devoto Coro...
ALAIDEIl giuramento... è profferito... io moro!
Si abbandona a' piedi d'un monumento
SYSTEMSCENA QUINDICESIMA
Odesi tumulto dal tempio e gridare di molte voci. Da lì a poco n'esce Arturo precipitosamente, e come fuori di sé. Alaide si scuote.
COROVaneggia... Il passo sgombrisi...
Di dentro
COROSostengasi Isoletta...
ARTUROAncor ti trovo.
Veggendo Alaide
ALAIDEAhi! misera!
ARTUROSeguimi... il passo affretta.
ARTURODa me volean dividerti...
ARTUROGiammai... tu sei con m'e.
L'afferra per un braccio
ALAIDEAh! che mai tenti?
ARTUROO vivere,
ARTUROO morir teco io tento.
ALAIDELasciami.
ARTUROVieni
ALAIDEAh! sentimi...
ARTUROSol le mie furie io sento.
Strascinandola
ALAIDEAita, aita!
ARTUROIn vano...
ARTURONon mi uscirai di mano;
ARTUROChi primo s'avvicina,
ARTUROMorto cadrammi al piè.
(Snuda la spada).
SYSTEMSCENA ULTIMA
Il Priore degli Spedalieri, Coro, e Popolo: tutti accorrendo. Poi Valdeburgo.
IL PRIOREChi veggio? La Regina!
TUTTIRegina!
ARTUROQuale! ov'è?
Vivamente percosso
IL PRIORETu l'hai presente... Mirala;
IL PRIOREOnora Agnese in lei.
IL PRIORESpenta è Isemberga, e riedere,
IL PRIORERegina, al soglio dèi.
IL PRIOREMi annunzia il lieto evento
IL PRIORECon questo foglio il Re.
ARTUROSovra il mio corpo spento
si scuote e si precipita innanzi ad Agnese
Ritorna al soglio.
Si trafigge
inorriditi
TUTTIAhimè!
ALAIDEArturo! Arturo!
Per accorrere a lui
arrestandola
VALDEBURGOScostati.
VALDEBURGODeh! si soccorra.
TUTTIEi muore.
ALAIDEMuore!! D'Agnese è vittima,
ALAIDEDel mio funesto amore...
IL PRIORERegina!
VALDEBURGOAgnese?
confortandola
TUTTICalmati,
TUTTIRiedi, deh! riedi in te.
nell'estrema disperazione
ALAIDEOr sei pago, o ciel tremendo...
ALAIDEOr vibrato è il colpo estremo...
ALAIDEPiù non piango più non temo
ALAIDETutto io sfido il tuo furor.
ALAIDEMorte io chiedo, morte attendo;
ALAIDEChe più tarda, e in me non piomba?...
ALAIDESolo il gelo della tomba
ALAIDESpegner puote un tanto amor!
TUTTIAh! lo spirto l'abbandona...
TUTTICiel perdona un tanto error.
Alaide si abbandona fra le braccia del Coro
SYSTEMFINE