O sia tranquillo il mare

Monteverdi, Claudio

O sia tranquillo il mare o pien d'orgoglio,

mai da quest' onde io rivolgo il piede;

io qui t'aspetto e qui de la tua fede,

tradito amante, mi lamento e doglio.

Spesso salir su queste rupi io soglio

per veder se il tuo legno ancor sen riede;

quivi m'assido e piango, ondo mi crede

il mar un fonte e 'l navigante un scoglio.

E spesso ancor t'invio per messageri,

a ridir la mia pena e 'l mio tormento

dell'aria vaga e zeffiri leggieri,

ma tu non torni, o Filli, e 'l mio lamento

l'aura disperge, e tal mercè ne speri

che fida a donna il cor e i prieghi el vento.