Ecco, piegando le ginocchia a terra

Monteverdi, Claudio

Ti disprezzai superbo:

ecco, piegando le ginocchia a terra,

riverente t'adoro

e ti cheggio perdon, ma non già vita.

Ecco gli strali e l'arco;

ma non ferir già tu gli occhi o le mani,

colpevoli ministri

d'innocente voler; ferisci il petto,

ferisci questo mostro,

di pietate e d'amore aspro nemico;

ferisci questo cor che ti fu crudo:

eccoti il petto ignudo.