Zefiro torna

Monteverdi, Claudio

Zefiro torna e di soavi accenti

l'aer fa grato e'il pié discioglie a l'onde

e, mormoranda tra le verdi fronde,

fa danzar al bel suon su'l prato i fiori.

Inghirlandato il crin Fillide e Clori

note temprando lor care e gioconde;

e da monti e da valli ime e profond

raddoppian l'armonia gli antri canori.

Sorge più vaga in ciel l'aurora, e'l sole,

sparge più luci d'or; più puro argento

fregia di Teti il bel ceruleo manto.

Sol io, per selve abbandonate e sole,

l'ardor di due begli occhi e'l mio tormento,

come vuol mia ventura, hor piango hor canto.