Già d'insolito ardore nel petto

Rossini, Gioacchino

Già d'insolito ardore nel petto

agitare, avvampare mi sento:

un ignoto soave contento

mi trasporta, brillare mi fa.

(ad Elvira)

Voi partite... Né più m'annoiate.

(a Zulma)

Tu va seco. Che smorfie... Ubbidite.

(ad Haly)

Voi la bella al mio seno guidate,

v'apprestate a onorar la beltà.

Al mio foco, al trasporto, al desio,

non resiste l'acceso cor mio:

questo caro trionfo novello

quanto dolce a quest'alma sarà.