Il mio padrone è un uomo

Rossini, Gioacchino

Il mio padrone è un uomo,

ognun che il vede il sa:

rassembra un galantuomo,

e forse tal sarà.

Vecchio non è, né giovine,

né brutto, né avvenente,

non è un villan, né un principe,

né ricco, né indigente.

È in somma un di quegli esseri

comuni in società.

Portato è per le femmine,

gli piace il vino, e il gioco,

amante è di far debiti,

ma di pagarli poco;

tutto censura, e critica,

benché sia un ignorante,

con tutti fa il sensibile,

ma di sé solo è amante,

procura ognor di vivere

in pace, e in sanità;

è in somma di quegli esseri

comuni in società.