A rispettarmi apprenda

Rossini, Gioacchino

A rispettarmi apprenda

chi ad obbedir sol nacque,

né seco più discenda

a patti vili un re.

Io deggio al ben del regno

ogni mi cura, o sposa:

è quell'affanno indegno

del tuo bel cor, di te.

Oh quanto grato

al tuo consiglio,

saggio mio figlio,

è il genitor!

Se ognora a lato,

caro, mi sei,

nemico agguato

non temo allor.

(ad Amaltea)

Ti calma, e taci.

(ad Osiride)

Miei cenni adempi

e se quegli empi

resisteranno,

destar sapranno

più il mio furor.

(parte)