Placa quell'ira, o Cara perdono, amata Fille

J. Dussek

Placa quell'ira, o Cara perdono, amata Fille,

pena per me più amara del ira tua non è.

Se di geloso sdegno contro di te m'acciesi,

alfin d'amore è sdegno e merito pietà, e merito pietà.

Senso un estremo affetto della mortal mia pena

che nel fuggir dal petto sul labro si fermo.

Io tacerò penando s'il vuoi mia Fille addio;

ma penerò sperando, ma sempre t'amero, addio, addio!