Pensa, ch'io t'amo, o caro

Leo

Pensa, ch'io t'amo, o caro,

che ti sei il mio diletto;

non essermi sì avaro

d'amore, e di pietà.

(guardando Alessandro, il quale sta smaniando)

(Quei smania per dispetto,

io godo, ed ho piacer.)

Inganno, e tradimento

non merto io già da te;

saresti un rio tiranno,

sarebbe crudeltà.

(guardando Alessandro come sopra)

(Io credo, che tormento

più crudo ei non può aver.)