Ch'io mi scordi di te?

Mozart, Wolfgang Amadeus

Ilia:

Non più. Tutto ascoltai, tutto compresi.

D'Elettra e d'Idamante noti sono gli amori,

al caro imegno omai mancar non dei,

va, scordati di me, donati a lei.

Idamante:

Ch'io mi scordi di te? Che a lei mi doni

Puoi consigliarmi? E puoi voler ch'io viva?

Ilia:

Non congiurar, mia vita,

Contro la mia costanza!

Il colpo atroce mi distrugge abbastanza!

Idamante:

Ah no, sarebbe il viver mio di morte

Assai peggior! Fosti il mio primo amore,

E l'ultimo sarai. Venga la morte!

Intrepido l'attendo, ma ch'io possa

Struggermi ad altra face, ad altr'oggetto

Donar gl'affetti miei,

Come tentarlo? Ah! di dolor morrei!

Non temer, amato bene,

Per te sempre il cor sarà.

Più non reggo a tante pene,

L'alma mia mancando va.

Tu sospiri? o duol funesto!

Pensa almen, che istante è questo!

Non mi posso, oh Dio! spiegar.

Stelle barbare, stelle spieiate,

Perché mai tanto rigor?

Alme belle, che vedete

Le mie pene in tal momento,

Dite voi, s'egual tormento

Può soffrir un fido cor!