I Masnadieri
Verdi, Giuseppe
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I Masnadieri Libretto
MASNADIERIMassimiliano, Conte
MASNADIERICarlo, figlio di Massimiliano
MASNADIERIFrancesco, figlio di Massimiliano
MASNADIERIAmalia, un orfano
MASNADIERIArminio, aiutante nella Contea
MASNADIERIMoser, un pastore
MASNADIERIRolla, uno della compagnia di Carlo Giovani, Banditi, Donne, Bambini, Servitori, ecc.
SYSTEMAtto I
SYSTEMSCENA I
MASNADIERITaverna al confine della Sassonia.
MASNADIERICarlo Moor immerso nella lettura d'un libro.
CARLOQuando io leggo in Plutarco, ho noia, ho schifo
CARLOdi questa età d'imbelli!. . .
CARLOOh, se nel freddo cenere de' miei padri
CARLOancor vivesse dello spirito d'Arminio una scintilla!
CARLOVorrei Lamagna tutta
CARLOfar libera così che Sparta e Atene
CARLOsarieno al paragon serve in catene.
fra le scene
VOCIUna banda, una banda; eroi di strada. . .
VOCICol pugnale e col bicchier
VOCInessun vale il masnadier!
CARLOSon gli ebbri, inverecondi
CARLOmiei compagni d'errore!. . .
CARLOQuanto, o padre, mi tarda il tuo perdono
CARLOPer lasciar tai perversi in abbandono!
CARLOO mio castel paterno,
CARLOcolli di verde eterno,
CARLOcome fra voi quest'anima
CARLOredenta esulterà !
CARLOAmalia! a te m'appresso,
CARLOm'apri il tuo casto amplesso!
CARLOFammi, o gentil, rivivere
CARLOnella mia prima età .
Parecchi giovani entrano frettolosi.
a Carlo
COROEcco un foglio a te diretto. . .
Carlo lo strappa loro di mano.
COROTremi tu?
CARLOBeato io sono!
CARLOQuesto, amici, è il mio perdono. (Apre e legge la lettera.)
fra loro
COROCome imbianca e muta aspetto!
CARLOTristo me! di mio fratello! (Fugge precipitoso lasciando cadere la lettera.)
raccogliendola
ROLLAPer mia fe', lo scritto è bello!
ROLLA"T'annuncia il padre tuo per la mia bocca
ROLLAdi non far sul ritorno alcun pensiero,
ROLLASe non vuoi solitario e prigioniero
ROLLAd'acqua e pane cibarti in una rôcca."
COROPane ed acqua! il cibo è grasso!
ritorna fieramente agitato
CARLOFiere umane, umane fiere,
CARLOdure più d'alpestre sasso!. . .
CARLOCosì calde e pie preghiere
CARLOnon l'han tocco, intenerito?
CARLOAh, potessi il mar, la terra,
CARLOsollevar con un riggito,
CARLOcontro l'uomo unirli in guerra!
COROSenti, o Moor!
CARLODov'è la spada
CARLOche dà morte a tai serpenti?
CORONoi l'abbiam. Ti calma e senti.
COROComporremo una masnada. . .
con un sobbalzo
CARLOLadri noi? chi v'ha piovuoto,
CARLOspirti iniqui, un tal pensiero?
COROE tu capo condottiero.
CARLOPer la morte, io non rifiuto!
CORONostro?
CARLOVostro! Ecco la mano.
con grido di gioia, traendo le spade
COROViva, viva il Capitano!
CARLONell'argilla maledetta
CARLOl'ira mia que' ferri immerga!
CARLOVo'la strage alle mie terga,
CARLOlo spavento innanzi a me.
CARLOFurie voi della vendetta,
CARLOmeco avvolti in una sorte,
CARLOqui dovete a questa forte
CARLOmano mia giurare la fe'.
CORONoi giuriamo a questa forte
COROmano tua la nostra fe'.
Partono tumultuosamente.
SYSTEMSCENA II
COROFranconia. Camera nel castello dei Moor.
COROFrancesco Moor solo.
dopo qualche meditazione
FRANCESCOVecchio! spiccai da te quell'odiato
FRANCESCOprimogenito tuo! La piangolosa lettera
FRANCESCOch'ei ti scrisse io l'ho distrutta:
FRANCESCOUna mia ne leggesti, ove tel pinsi
FRANCESCOcon sì cari colori. . .Alfin la colpa
FRANCESCOdella natura, che minor mi fece,
FRANCESCOcastigai nel fratello; ora nel padre
FRANCESCOpunir la debbo. . .Il dritto!
FRANCESCOLa coscienza! Spauracchi egregi
FRANCESCOper le fiacche animucce. Osa, Francesco!
FRANCESCOSpà cciati del vecchiardo. . .È vivo a stento
FRANCESCOquesto logoro ossame; un buffo. . .è spento.
FRANCESCOLa sua lampada vitale
FRANCESCOlangue, è ver, ma troppo dura.
FRANCESCOSe va lenta la natura,
FRANCESCOgiuro al ciel! l'affretterò.
FRANCESCOMente mia, trova un pugnale
FRANCESCOche trapassi il core umano,
FRANCESCOnè svelare possa la mano
FRANCESCOche lo strinse e lo vibrò.
Ricade nei suoi pensieri, indi prosegue:
FRANCESCOTrionfo, trionfo! colpito ho nel segno. . .
FRANCESCOArminio, t'avanza!
Entra Arminio
ARMINIOSignor, che volete?
FRANCESCOMi sei tu fedele?
ARMINIOQual dubbio n'avete?
FRANCESCOOr ben!
FRANCESCOSecondarmi tu devi un disegno.
FRANCESCOTravèstiti in modo
FRANCESCOche niun ti ravvisi;
FRANCESCOpoi vanne a mio padre; gli narra che spento
FRANCESCOsul campo di Praga, fra un monte d'uccisi,
FRANCESCOlasciasti il suo Carlo.
ARMINIOMa s'io vi consento
ARMINIOdarammi poi fede?
FRANCESCOBerrà la tua nova,
FRANCESCOmel credi; fornirti vogl'io di tale una prova,
FRANCESCOche l'uom più sagace cadrebbe in errore.
Arminio parte.
FRANCESCOFra poco, Francesco, sarai qui signore!
FRANCESCOTremate, o miseri, voi mi vedrete
FRANCESCOnel mio verace terribile aspetto;
FRANCESCOd'un vecchio debole che non temete,
FRANCESCOpiù non vi modera la stanca man.
FRANCESCOAl riso, al giubilo succederanno
FRANCESCOsingulti, lagrime, timor, sospetto;
FRANCESCOl'inedia, il carcere, l'onta, l'affanno
strazio ineffabile di voi faran. (Parte.)
SYSTEMSCENA III
FRANCESCOCamera da letto nel castello.
FRANCESCOMassimiliano Moor addormentato sur una seggiola.
FRANCESCOAmalia si accosta pian piano e si ferma acontemplarlo.
AMALIAVenerabile, o padre, è il tuo sembiante
AMALIAcome il volto d'un santo. Oh, sia tranquillo
AMALIAil sonno tuo! T'involi
AMALIAal dolor della vita, e ti consoli.
AMALIAM'hai bandito il mio Carlo; ogni mia gioia
AMALIAper tua cagion perdei,
AMALIAma con te corrucciarmi non potrei.
come côlta da pensiero improvviso
AMALIALo sguardo avea degli angeli
AMALIAche Dio creò d'un riso. . .
AMALIAI baci suoi stillavano
AMALIAgioir di paradiso.
AMALIANelle sue braccia!. . .un vortice
AMALIAd'ebbrezza n'avvolgea,
AMALIAcome due voci unisone
AMALIAsul core il cor battea.
AMALIAAnima uniasi ad adima
AMALIAfuse ad un foco isttesso;
AMALIAe terra e ciel pareano
AMALIAstemprarsi in quell'amplesso.
AMALIADolcezze ignote all'estasi
AMALIAd'un immortal gustai;
AMALIAsogno divin! ma sparvero,
AMALIAnè torneran più mai.
in sogno
MASSIMILIANOMio Carlo. . .
AMALIAEi sogna.
MASSIMILIANOOh, quanto misero sei!
AMALIATi sveglia, amato padre;
AMALIAe le tue larve spariran.
sempre sognando
MASSIMILIANOFrancesco!
MASSIMILIANOPur nel sogno mel togli?
AMALIAIo son, mi guarda;
AMALIAla tua figlia son io.
apre gli occhi.
MASSIMILIANOTu qui? . . .pur or sognava
MASSIMILIANOdi Carlo nostro. O povera fanciulla!
MASSIMILIANOL'april delle tue gioie disfiorai.
MASSIMILIANONon maledirmi. . .
AMALIAMaledirti? oh mai!!
MASSIMILIANOCarlo! io muoio. . .ed, ahi! lontano
MASSIMILIANOtu mi sei nell'ultim'ore;
MASSIMILIANOuna fredda, ingrata mano
MASSIMILIANOnell'avel mi comporrà .
MASSIMILIANOCaro è il pianto all'uom che muore,
MASSIMILIANOma per me chi piangerà ?
AMALIAOh, lasciarti io pur vorrei
AMALIAdolorosa umana vita,
AMALIAor che tutto io qui perdei,
AMALIAnè la terra un fior mi dà !
con entusiasmo
AMALIAE per sempre a Carlo unita
AMALIAspazïar l'eternità !(Entrano Francesco ed Arminio travestito.)
FRANCESCOUn messaggero di trista novella!
FRANCESCOVi piace udirlo?
ad Arminio
MASSIMILIANOChe porti? favella!
ARMINIODi Carlo vostro conteszza vi reco. . .
AMALIADov'è?
MASSIMILIANOViv'egli?. . .
ARMINIOCompagno fu meco
ARMINIOfra le colonne di re Federico
ARMINIOche lo raccolse fuggiasco, mendico.
AMALIAMisero!
ARMINIOA Praga pugnò quell'ardito,
ARMINIOfin che nel corpo fu tutto ferito. . .
avventandosi ad Arminio
FRANCESCOTaci, spietato!
Massimiliano fa cenno ad Arminio di continuare.
ARMINIOParlavami a stento. . .
ARMINIO"Porta a mio padre quel ferro cruento,
ARMINIOe digli: il figlio da voi rubttato
ARMINIOfra l'armi e le stragi morì disperato."
con uno scoppio di dolore
MASSIMILIANOSon io quel padre dal ciel maledetto!
ARMINIOEd era Amalia l'estremo suo detto.
con disperazione
AMALIALa trista io sono che al pianto sorvisse!
mostra ad Amalia la spada.
FRANCESCOLeggi! il tuo Carlo col sangue vi scrisse:
FRANCESCO"Dal giuro, Amalia, ci scioglie la morte.
FRANCESCOSi tu, Francesco, d'Amalia consorte."
AMALIAAh Carlo, Carlo, mai non m'amasti!
a se stesso
MASSIMILIANOTigre feroce, qual sangue versasti!
MASSIMILIANOSul capo mio colpevole
MASSIMILIANOl'ira de ciel discenda!
Si getta sopra Francesco.
MASSIMILIANOMa tu che svelta, o perfido
MASSIMILIANOm'hai la bestemmia orrenda,
MASSIMILIANOrendimi tu, tu rendimi
MASSIMILIANOl'ucciso mio figliuol!
AMALIAPadre! lo assunse ai martiri
AMALIAil Dío dei travagliati,
AMALIAperché quaggiù non fossimo
AMALIAcome nel ciel beati;
AMALIAma lo vedrem, consolati!
AMALIAlà tra le stelle e 'l sol.
fra sè
FRANCESCOGrazie, o dimòn! lo assalgono
FRANCESCOdolor, rimorso ed ira.
FRANCESCOLa disperanza or mescivi,
FRANCESCOpotente, ultima dira;
FRANCESCOfenda quel cor! ne dissipi
FRANCESCOla poca aura vital.
fra sè
ARMINIONon so, non so più reggere
ARMINIOal suo dolor paterno!
ARMINIOQuesta menzogna orribile
ARMINIOmi fia rimorso eterno;
ARMINIOfitto l'ho già nell'anima
ARMINIOcome infocato stral.
Massimiliano sviene.
AMALIAEi muore!. . .è morto. . .oh Dio!. . . (Manda un grido e fugge.)
giubilante
FRANCESCOMorto?. . .Signor son io!
SYSTEMAtto II
SYSTEMSCENA I Recinto attiguo alla chiesa del castello.
FRANCESCOVi sorgono in disparte alcuni sepolcri gotici.
FRANCESCOIn uno recente è scolpito il nome di Massimiliano Moor.
AMALIA(genuflessa innanzi al sepolcro di Massimiliano.
AMALIADopo breve silenzio alzandosi:)
AMALIADall'infame bachetto io m'involai,
AMALIApadre, e qui mi rifuggo, all'obliato
AMALIAsepolcro tuo che sola
AMALIAla furtiva mia lagrima consola.
interno
COROGodiam, chè fugaci
COROson l'ore del riso:
CORODai calici ai baci
COROne guida il piacer.
COROLa fossa, una croce
COROne manda un avviso:
COROLa vita è veloce,
COROt'affretta a goder.
AMALIAEmpio!
COROLasciamo i lamenti
COROdi stupido rito;
COROplorar sugli spenti
COROè folle dolor.
AMALIAEmpio!
CORONon turbino i negri
COROcolori il convito,
COROqui brilli e n'allegri
COROla tazza e l'amor.
AMALIATripudia, esulta, iniquo,
AMALIAsull'ossa di tuo padre!
COROLa sorte futura
COROde'fiacchi è terrore,
COROma sillaba oscura
COROde'forti al pensier.
COROGodiam, chè fugaci
COROdel riso son l'ore;
COROdai calici ai baci
COROne guidi il piacer.
AMALIAOh! mia la pace
AMALIAche nella vita gli rapisti, in morte
AMALIAfunestar non gli puoi! No! non penetra
AMALIAl'esecrata tua voce in quella pietra.
volgendosi alla tomba
AMALIATu del mio Carlo al seno
AMALIAvolasti, alma beata,
AMALIAe il tuo soffrir terreno
AMALIAor si fa gioia in ciel.
AMALIASol io qui vivo in pianto
AMALIAdeserta e sconsolata;
AMALIAoh! quanto invidio! oh, quanto,
AMALIAil tuo felice avel!
entra agitato.
ARMINIOAh, signora!
AMALIAChe vuoi!
ARMINIOD'un gran misfatto
ARMINIOchieggo perdone. . .
AMALIAMi lascia!
ARMINIOUditemi. . .
AMALIAImportuno!
ARMINIOIl vostro Carlo. . .vive!
AMALIAChe parli?
ARMINIOIl vero: e vostro zio. . .
ARMINIOvive ancor esso. . . (Fugge.)
AMALIAArrèstati!. . .gran Dìo!
dopo un momento di stupore
AMALIACarlo vive? O caro accento,
AMALIAmelodia di paradiso!
AMALIADio raccolse il mio lamento,
AMALIAfu pietoso al mio dolor.
AMALIACarlo vive?. . .Or terra e cielo
AMALIAsi riveston d'un sorriso;
AMALIAgli astri, il sol non han più velo;
AMALIAl'universo è tutto amor.
Entra Francesco
FRANCESCOPerchè fuggisti al canto
FRANCESCOdel festivo convito?
AMALIAUn'altra voce
AMALIAmi sonava nel cor; la pia preghiera
AMALIAche trasse a quella tomba il padre tuo.
FRANCESCOVuoi piangerlo in eterno?. . .Ah, smetti alfine
FRANCESCOquesto cordoglio che m'irrita, e questa
FRANCESCOche mi cela i tuoi vezzi oscura vesta.
FRANCESCOIo t'amo, Amalia! io t'amo
FRANCESCOd'immenso ardente armore!
FRANCESCOMeco a regnar ti chiamo
FRANCESCOt'offro la mano e il core;
FRANCESCOil tuo sovrano ed arbitro
FRANCESCOschiavo ti cade al pie'.
AMALIATu che pur dianzi a morte
AMALIAtraevi il mio diletto,
AMALIAm'inviti or tua consorte
AMALIAa nuzïal banchetto?
AMALIAEmpio! all'infame talamo
AMALIAnon salirai con me!
FRANCESCOTracotante! or ben sapranno
FRANCESCOrabbassar la tua cervice
FRANCESCOquattro mura. . .
AMALIAO vil tiranno,
AMALIAda te lungi io son felice.
FRANCESCOTu lo speri? oh no, proterva!
FRANCESCOQui starai! mia druda e serva.
AMALIAAh!. . .
FRANCESCOSì, mia druda! Al sol tuo nome
FRANCESCOvo'che arrossi ogni persona:
FRANCESCOvoglio tratri per che chiome. . . (Cerca trascinarla con sè.)
AMALIAIo t'offesi. . .A me perdona!
Simula d'abbracciarlo e gli strappa la spada.
AMALIATi scosta, o malnato,
AMALIAse pur non t'è caro
AMALIAsentirti l'acciaro
AMALIAconfitto nel cor!
AMALIAMi regge, mi guida
AMALIAla spada omicida
AMALIAlo spirto indignato
AMALIAdel tuo genitor.
FRANCESCOO vil femminetta,
FRANCESCOchi sfidi non sai;
FRANCESCOcol sangue dovrai
FRANCESCOl'oltraggio scontar.
FRANCESCOCatene, flagelli,
FRANCESCOtormenti novelli
FRANCESCOper te la vendetta
FRANCESCOmi debbe insegnar.
SYSTEMSCENA II
FRANCESCOLa selva boema.
FRANCESCOPraga in lontananza mezzo ascosa fra gli alberi.
Entrano alcuni masnadieri.
entrando
ALCUNITutto quest'oggi le mani in mano.
accorrendo
ALTRIOh! non sapete?
I PRIMIChe v'ha di strano?
I SECONDIRolla è prigione!
I PRIMIPrigion? che sento!
I SECONDIDarà , vi dico, de'calci al vento.
I PRIMIChe disse il Capo?
I SECONDIDisse e giurò
I SECONDIche far di Praga vuole un falò.
I SECONDITu n'hai pietà ?
I SECONDIPovero il Rolla che va tra poco. . .
Una fiamma lontana vedesi rosseggiare fra gli alberi.
I SECONDIOh! non vedete quel vasto foco?
I PRIMIEccovi il cero! là non è fola,
I PRIMIil Capitano tenne parola.
TUTTIChe fuoco orrendo! che mai seguì?
TUTTI(Grida interne; quindi sbucano dagli alberi
TUTTIdonne scapigliate con fanciulli.)
DONNELa terra trema, s'abbuia il dì,
DONNEOh! noi perdute!. . .soccorso! auito!
DONNEIl finimondo certo è venuto.
Spariscono di nuovo fra gli alberi.
Entrano Rolla ed altri masnadieri.
MASNADIERIMorte e demonio! chi si fa presso?
MASNADIERIL'ombra del Rolla?. . .per Dio, egli è desso!
MASNADIERID'onde ne vieni così serrato?
anelante
ROLLAIo?. . .dalla forca dritto filato.
ROLLADell'acquavite! non reggo più.
Gli mescono un bicchiere d'acquavite.
MASNADIERIBevi e poi narra.
ad uno della masnada
ROLLANarralo tu.
ALCUNII cittadini correano alla festa
ALCUNIe noi, lanciate più cà nape ardenti,
ALCUNIgridammo: "al foco!" da questa e da quella.
ALCUNIEd ecco pressa, tumulto, lamenti. . .
ALCUNILa polveriera scoppiò con tempesta,
ALCUNIe la paura confuse i sergenti;
ALCUNIil duce allora piombò sulla folla
ALCUNIe trasse il lacchio dal capo del Rolla.
ALTRIViva! Vittoria di braccio e pensier;
ALTRIchi gli sovrasti non ha il masnadier.
ROLLASì! m'ha tirato fuor dalla fossa.
Carlo entra pensieroso.
MASNADIERIEccolo!
MASNADIERIHa l'aria mesta e commossa!
MASNADIERICapitano! qual'è la tua mente?
CARLONoi partiam coll'aurora vegnente. (La masnada si perde nella selva.)
MASNADIERIViva, viva il masnadier!
solo, contemplando il sole che tramonta.
CARLOCome splendido e grande il sol tramonta!
CARLODegno è ben che s'adori! In questa forma
CARLOcade un eroe!. . .Natura! oh, sei pur bella!
CARLOSei pur bella e stupenda; ed io deforme,
CARLOorribile così!. . .Tutto è qui riso,
CARLOio sol trovo l'inferno in paradiso!
CARLODi ladroni attornïato,
CARLOal delitto incatenato
CARLOdalla terra io son reietto,
CARLOmaledetto io son dal ciel.
CARLOCara vergine innocente!
CARLOse mi corre a te la mente,
CARLOpiù mi duol la mia catena,
CARLOla mia pena è più crudel.
Entra la masnada precipitosa.
MASNADIERICapitano! noi siamo cerchiati. . .
CARLODa quant'armi?
MASNADIERIDa mille soldati.
CARLOSu, fratelli; stringetevi insieme,
CARLOnon temete di gente che teme!
TUTTISu, fratelli, corriamo, alla pugna
TUTTIcome lupi di questa boscaglia!
TUTTITrïonfar d'una schiava ciurmaglia
TUTTIne farà disperato valor.
TUTTINella destra un esercito impugna
TUTTIchi bandisce la libera spada;
TUTTIbasta un sol della nostra masnada
per la rotta di tutti costor. (Partono precipitosi.)
SYSTEMAtto III
SYSTEMSCENA I
TUTTILuogo deserto che mette alla foresta presso al castello.
AMALIADio, ti ringrazio!
AMALIAIn questa solitudine ingnota io mi sottrassi
AMALIAagli artigli dell'empio . . .
AMALIAOve son io?
AMALIAQual deserto mi cinge? Ormai non veggo
AMALIAdi battuto sentier, ma sterpi e sassi
AMALIAche fanno inciampo agli stanchi miei passi.
grida e canti nell'interno del bosco
VOCILe rube, gli stupri, gl'incendi, le morti,
VOCIper noi son balocchi, son meri diporti.
AMALIAQuai voci? . . . Ohimé! caduta
AMALIAsono in man de' ladroni . . . o ciel, m'auita!
Entra Carlo Moor.
AMALIAS'appressano . . .
riconoscendola
CARLOGran Dío!
senza guardare
AMALIAPietà , crudeli, d'un'felice!
CARLOAmalia!
AMALIAOh, chi mi appella?
CARLOGuardami.
alza gli occhi.
AMALIAChi sei tu? . . .
CARLOPiù non ravvisi
CARLOnel mio volto abbronzato . . .
AMALIAEi non m'è novo . . .
CARLOCarlo . . .
AMALIASpirti del ciel, alfin ti trovo.
Si getta nelle braccia di Carlo.
AMALIAT'abbraccio, o Carlo (Amalia)
AMALIAabbracciami!
AMALIAPremi il tuo cor sul mio!
AMALIAMai più, mai più dividerci
AMALIApotrà né l'uom, né Dío!
sciogliendosi dalle sue braccia
AMALIACarlo, Carlo fuggiamo! orrende voci
AMALIAmi giunsero pur or . . .
CARLODi che Paventi
CARLOse qui teco son io?
fra sè
CARLONon sappia mai
CARLOa che mostri d'abisso io mi legai!
AMALIAQual mare, qual terra da me t'ha diviso?
CARLODeh! cessa, infelice, l'inchiesta crudel!
AMALIAMendaci novelle ti dissero ucciso.
CARLOBeato se chiuso m'avesse l'avel!
AMALIATu pure, o mio Carlo, provasti gli affanni?
CARLOLi possa il tuo core per sempre ignorar!
AMALIAAnch'io, derelitta, ti piansi lung'anni.
CARLOE un angelo osava per me lagrimar?
AMALIAMa un'iri di pace
AMALIAfugò le tempeste:
AMALIAFinîro i tormenti,
AMALIAle angoscie finîr.
AMALIAE l'estasi o caro, (o cara),
AMALIAd'un'ora celeste
AMALIAcancella i ricordi di tanto soffrir.
CARLOQui nel bosco? solinga? smarrita?
CARLOPerché sei dal castello fuggita?
AMALIAOdi, o Carlo: tuo padre sepolto . . .
fra sè
CARLOA qual pianto; a qual'onta fu tolto.
AMALIAM'ha Francesco, il novello signore,
AMALIAminacciato la vita e l'onore!
CARLOAh, ribaldo!
AMALIAMa Dío mi ti guida!
CARLONel tuo Carlo, cor mio, ti confida.
CARLOVieni meco!
con entusiasmo
AMALIACon te nella vita,
AMALIApoi nel cielo!
fra sè
CARLOBell'alma tradita!
AMALIALassù risplendere
AMALIApiù lieta e bella
AMALIAvedrem la stella
AMALIAdel nostro amor.
AMALIALassù fra l'anime
AMALIAbeate in Dio
AMALIAberrem l'oblio
AMALIAd'ogni dolor.
SYSTEMSCENA II
AMALIAInterno della foresta.
AMALIASorgono in mezzo le ruine di antica rôcca.
AMALIAÈ notte. La masnada sdraita per terra.
COROLe rube, gli stupri, gl'incendi, le morti
COROper noi son balocchi, son meri diporti:
COROFratelli! cacciamo quest'oggi la noia,
COROché forse domani
COROci strà ngola il boia.
CORONoi meniam la vita libera,
COROvita colma di piacer,
COROporge un antro a noi ricovero,
COROserve un bosco di quartier.
COROQui ci sfama una pinzochera,
COROlà c'impinza un fittaiuol,
COROtien Mercurio il nostro bandolo,
COROè la luna il nostro sol.
COROGli estremi aneliti
COROd'uccisi padri,
COROle grida, gli ululi
COROdi spose e madri,
COROsono una musica,
COROsono uno spasso
COROpel nostro ruvido
COROcuore di sasso.
COROMa quando quell'ora d'un tratto risuoni
COROche il boia ne conci pel dì delle feste,
COROsbrattà ti dal fango stivali e giubboni,
COROcogliam la mercede dell'inclite geste.
COROPoi tocca la meta del breve cammino
COROle canne inaffiando dell'ultimo vino . . .
COROLa, rà . . . la la rà . . .
CORON'andremo d'un salto nel mondo di là .
Entra Carlo Moor. I Masnadieri s'alzano e lo salutano.
COROBen guinto, o Capitano!
CARLOA qual segno è la notte?
COROA mezzo il corso.
CARLODormite, io veglio.
COROla rà . . . la la rà . . .
La masnada si corica e s'abbormenta.
CARLOTi delusi, Amalia!
CARLOTuo per sempre mi credi, ed io per sempre
CARLOson diviso da te . . .
Contempla la masnada; dopo una pausa:
CARLOAnche i malvagi trovano il sonno . . .
CARLOed io nol trovo! . . .
CARLOOh vita, tenebroso mistero! E voi non meno,
CARLOmorte ed eternità , profondi arcani,
CARLOchi vi sa penetrar?
Cava dalla cintura una pistola
CARLOQuest'arma vile
CARLOFranger mi potrebbe il gran sigillo . . .
CARLOFrangasi!
La monta.
CARLOE lo farò per lo sgomento
CARLOd'un viver angoscioso?
CARLONo, no!
Getta l'arma.
CARLOSoffrire io voglio;
CARLOdee sul dolore trïonfar l'orgoglio.
entrando
ARMINIOTutto è buio e silenzio . . . Esci al cancello,
ARMINIOmisero abitator di questa rôca,
ARMINIOgiunta è la cena tua. (S'accosta all'inferriata della torre.)
fra sè
CARLOChe sento!
di sotterra
UNA VOCEArminio! Sei tu?
ARMINIOSon io; ti ciba.
UNA VOCEOmai la fame mi divorava.
ARMINIOAddio!
ARMINIOCala nella tua fossa; è mal consiglio
ARMINIOlo starsene qui teco!
avviandosi
ARMINIOIniquo figlio!
tagliandogli la strada
CARLOT'arresta!
spaventato
ARMINIOOhimè! son côlto!
CARLOChi sei?
ARMINIOPietà , signore!
ARMINIOSon reo . . . non ebbi il core . . .
UNA VOCEArminio! . . . Un altro ascolto . . .
CARLOChi parla in quella torre?(Carlo s'appressa al cancello.
CARLOArminio cerca impedirglielo.)
ARMINIOSignor!
minaccioso
CARLOTi scosta! o ch'io . . .
(Arminio fugge. Carlo scrolla ed apre il cancello, entra
CARLOe ne tira fuori un vecchio attenuato come uno scheletro.)
MASSIMILIANOChi sei? chi mi soccorre?
CARLOQual voce? . . . il padre mio! . . .
CARLOOmbra del Moor! che pena
CARLOda' morti a noi ti mena?
MASSIMILIANOOmbra non son, né privo
MASSIMILIANOdi vita ancor.
con crescente stupore
CARLOSotterra
CARLOposto non t'han?
accennando il sotterraneo
MASSIMILIANOSì, vivo
MASSIMILIANOlà dentro!
CARLOOh cielo e terra!
CARLOQual anima d'inferno
CARLOvi ti cacciò?
MASSIMILIANOMio figlio
CARLOOh caos eterno!
MASSIMILIANOOdi, ed inarca il ciglio!
CARLOOh caos eterno!
MASSIMILIANOUn ignoto, tre lune or saranno,
MASSIMILIANOmi narrò che il mio Carlo era spento;
MASSIMILIANOsvenni, oppresso da subito affanno,
MASSIMILIANOe creduto fu morte il sopor.
MASSIMILIANORisensando, mi trovo serrato
MASSIMILIANOfra quattr'assi: mi scuoto, lamento . . .
MASSIMILIANOS'alza il panno . . . Francesco ho da lato.
MASSIMILIANO"Come?
esclama
MASSIMILIANOrisusciti ancor?"
MASSIMILIANORicomposto e qui tratto il ferétro,
MASSIMILIANOne levà ro il coperchio di nuovo;
MASSIMILIANO"Rovesciate laggiù quello spettro,
MASSIMILIANOtroppo ei visse!" mio figlio gridò.
MASSIMILIANOPreghi, pianti suonarono invano,
MASSIMILIANOm'han gittato in quell'orrido covo:
MASSIMILIANOe fu desso, il mio figlio inumano,
MASSIMILIANOche dell'antro le porte serrò.
Sviene.
CARLO(rimane alcun tempo senza moto:
CARLOtornato in sé stesso spara una pistola.)
CARLODestatevi, o pietre!
balzando in piedi
COROChe fu? chi n'assale?
additando loro Massimiliano svenuto
CARLOVedete quel vecchio? sotterra vivente
CARLOl'han fitto le branche d'un figlio infernale!
CARLOE quegli è mio padre!
stupiti
COROQuel vecchio cadente?
CARLOVendetta, vendetta! La grido a' tuoi cieli,
CARLODivin Punitore di tutti i perversi!
CARLOChe tenebra eterna lo sguardo mi veli
CARLOse pria dell'aurora quel sangue io non versi.
CARLOE voi, Masnadieri, quest'oggi sarete
CARLOministri dell'alta Giustizia divina!
CARLOPiegate le fronti! nel fango cadete
CARLOdinanzi al Potente ch'a tal vi destina:
CARLOPoi tutti sorgete sublimi, tremendi
CARLOcom'angeli d'ira!
I Masnadieri s'inginocchiano.
COROChe vuoi? ce l'apprendi.
pone una mano sul vecchio svenuto.
CARLOGiuri ognun questo canuto
CARLOsanto crin di vendicar!
COROTi giuriam questo canuto
COROsanto crin di vendicar!
CARLODi qui trarmi il parricida
CARLOdal banchetto o dall'altar!
CORODi qui trarti il parricida
COROdal banchetto o dall'altar!
CARLODi serbarlo al ferro mio
CARLOvivo, intatto!
sorgendo impetuosi
COROLo giuriam!
COROStruggitrice ira di Dio,
COROla tua spada oggi noi siam.
CORO(Fuggono tutti in tumulto.
COROCarlo rimane e s'inginocchia innanzi al padre.)
SYSTEMAtto IV
SYSTEMSCENA I
COROFuga di parecchie stanze.
Francesco entra precipitoso e stravolto.
con spavento
FRANCESCOTradimento! . . . Risorgono i defunti! . . .
FRANCESCOMi gridano: assassino! Olà !
accorrendo con alcuni servi
ARMINIOSignore!
FRANCESCONon udisti rumor?
ARMINIONo, signor mio.
FRANCESCONo? . . . Va! corri al Pastore e qui lo guida.
ad Arminio che s'incammina
FRANCESCORimanti! Un altro invia. (I servi si allontanano.)
ARMINIOChe! voi tremate?
FRANCESCOIo? . . . no, non tremo . . . Arminio,
afferrandolo pel braccio
FRANCESCODi! risorgono i morti? o v'ha ne' sogni
FRANCESCOnulla di ver? Pur ora
FRANCESCOun terribile io n'ebbi . . .
ARMINIOOh, come in volto pallido siete!
FRANCESCOAscoltami!
ARMINIOV'ascolto.
FRANCESCOPareami che sorto da lauto convito
FRANCESCOdormissi fra l'ombre di lieto giardino:
FRANCESCOQuand'ecco, percosso da sordo muggito,
FRANCESCOmi sveglio,
FRANCESCOed in fiamme la terra m'appar:
FRANCESCOE dentro quel fuoco squagliati, consunti
FRANCESCOgli umani abituri . . ., poi sorgere un grido:
FRANCESCO"O terra, rigetta dal grembo i defunti!
FRANCESCOrigetta i defunti dal bartro, o mar!"
FRANCESCOEd ossa infinite coprir le pianure . . .
FRANCESCOFui tratto a quel punto
FRANCESCOsui gioghi del Sina;
FRANCESCOe tre m'abbagliaro splendenti figure . . .
ARMINIOL'immagine è questa dell'ultimo dì!
FRANCESCOArmata la prima d'un codice arcano,
FRANCESCOsclamava: "Infelice chi manca di fede!"
FRANCESCOE l'altra, uno speglio recandosi in mano,
FRANCESCOdicea: "La menzogna confondesi qui."
FRANCESCOIn alto una lance la terza librava,
FRANCESCOgridando: "Venite, figliuoli d'Adamo."
FRANCESCOE primo il mio nome
FRANCESCOfra nembi tuonava,
FRANCESCOche il Sina copriano d'un orrido vel.
FRANCESCOOgni ora, passando, d'un nuovo misfatto
FRANCESCOgravava una coppa
FRANCESCOche crebbe qual monte;
FRANCESCOma il sangue nell'altra del nostro riscatto
FRANCESCOtenea la gran mole sospesa nel ciel.
FRANCESCOQuand'ecco un vegliardo,
FRANCESCOper fame distrutto.
FRANCESCOSpiccosi una ciocca di bianchi capelli,
FRANCESCOe dentro la tazza di colpe, di lutto
FRANCESCOquel veglio a me noto la ciocca gittò.
FRANCESCOAllor, cigolando, la coppa giù scese,
FRANCESCObalzò l'avversaria sublime alle nubi,
FRANCESCOe tosto una voce di tuono s'intese:
FRANCESCO"Per te, maledetto, l'Uom Dío non penò."
Arminio parte con atti di raccapriccio. Entra Moser.
MOSERM'hai chiamato in quest'ora a farti giuoco
MOSERdella Fe', come suoli? o già t'incalza
MOSERl'Eternità ?
FRANCESCOChimere.
MOSERA me lo svela il tuo pallor: tu tremi!
FRANCESCODi che?
MOSERDel Dío che neghi e che ti rugge
MOSERNell'anima confusa.
tremando
FRANCESCOAh!
MOSERGià lo senti
MOSERchiederti ragion de tuoi delitti.
FRANCESCOChe far mi può? Se l'alma
FRANCESCOnon è mortale, provocar vo' tanto
FRANCESCOquel tuo Dío che la strugga.
FRANCESCOOr qual peccato più lo mette in furor?
MOSERSon due le colpe:
MOSERil parricidio e 'l fratricidio.
con ira
FRANCESCOTaci, spirito menzognero!
MOSERMa non può concepirle uman pensiero.
Arminio torna spaventato.
ARMINIOPrecipita dal monte un furibondo
ARMINIOstuolo di cavalieri . . .
in grande agitazione
FRANCESCOAl tempio tutti!
FRANCESCOTutti preghin per me!
VOCI E GRIDA INTERNELa rôcca in polve!
a Moser in atto di minaccia
FRANCESCOM'assolvi!
MOSERIddío lo può, l'uom non t'assolve.
inginocchiandosi
FRANCESCOÈ la prima! . . . Odimi, Eterno! . . .
FRANCESCOE sarà la volta estrema,
FRANCESCOch'io ti prego . . .
S'alza in furore.
FRANCESCOAh no, l'inferno
FRANCESCOnon si dee beffar di me!
MOSERTrema, iniquo! il lampo, il tuono
MOSERti sta sopra . . . iniquo, trema!
MOSERDío ti nega il suo perdono,
MOSERsta l'abisso innanzi a te.
SYSTEMSCENA II
MOSERForesta, come nell'ultima scena dell'Atto terzo.
MOSERSorge il mattino, Massimiliano seduto sopra un sasso.
MOSERCarlo al suo fianco.
MASSIMILIANOFrancesco! mio figlio!
CARLOChe! lo compiangi?
MASSIMILIANOMe non vendica il ciel per le tue mani,
MASSIMILIANOme sol castiga! . . . al padre tuo perdona,
MASSIMILIANOspirito del mio Carlo!
intenerito
CARLOEi ti perdona.
MASSIMILIANOPer sempre io l'ho perduto!
CARLOAh sì! per sempre!
MASSIMILIANOEd io misero vivo?
fra sè
CARLO(Il ciel m'ispira! . . .
CARLOse carpir gli potessi . . .) Or dammi il prezzo
CARLOdel tuo riscatto, o vecchio, e benedici
CARLOil tuo liberator!(S'inginocchia.)
MASSIMILIANOMisericorde così sia teco Iddío
MASSIMILIANOcome il sei tu!
CARLOMi bacia, o vecchio pio.
lo bacia.
MASSIMILIANOCome il bacio d'un padre amoroso
MASSIMILIANOl'abbi tu, ben amato stranier;
MASSIMILIANOcome il bacio d'un figlio pietoso
MASSIMILIANOa me pur lo figuri il pensier.
CARLOTutto il dolce d'un labbro paterno
CARLOdal tuo labbro nel cor mi passò.
CARLODel mio cielo perduto in eterno
CARLOun fuggente splendor mi beè.
(Parecchi Masnadieri entrano e s'accostano a Carlo
CARLOa passo lento e fronte dimessa.)
atterrito
CARLOQui son essi!
MASNADIERICapitano! Capitan!
senza guardare
CARLOChi siete voi?
MASNADIERINon è qua . . . n'uscì di mano . . .
leva le mani al cielo.
CARLOGrazie a Te che tutto puoi!
Entrano altri Masnadieri e Amalia.
trascinando Amalia
MASNADIERIAllegri, compagni! stupendo bottino!
coi capelli sparsi
AMALIALasciatemi, o crudi . . .
AMALIAMio Carlo, ove sei?
MASSIMILIANOAmalia!
AMALIATu vivo?
CARLOChi guida costei?
s'avvede di Carlo e gli getta le braccia al collo.
AMALIATu, tu mi difendi!
tenta sciogliersene
CARLOVincesti, o destino!
con meraviglia
AMALIAVaneggi, o mio sposo?
MASSIMILIANOTuo sposo?
ai Masnadieri
CARLOStrappate costei dal mio collo!
CARLOquel vecchio svenate!
CARLOLei pur trafiggete, me stesso, voi tutti!
CARLOOh, fossero i vivi d'un colpo distrutti! . . .
fra loro
MASNADIERIDelira?
al padre
CARLOQuel figlio da te maledetto
CARLOfu pur dal Signore percosso, reietto!
CARLO(Trae la spada e s'avventa alla masnada
CARLOminaccioso e terribile.)
CARLOMa voi che nel fondo
CARLOdal ciel mi traeste,
CARLOministri esecrati dell'ira celeste . . .
volgendosi con subito moto ad Amalia ed al padre
CARLOAmalia, m'ascolta! Ascoltami e muori,
CARLOmiserrimo padre! que' tuoi salvatori
CARLOSon ladri, assassini!
CARLOil guida il tuo Carlo!
stupore universale
AMALIASventura, sventura!
MASNADIERIPerchè non celarlo?
dopo lunga pausa, abbattuto
CARLOCaduto è il reprobo! l'ha côlto Iddìo.
CARLOSogni di guadio, per sempre addio!
CARLOI ceppi, il carcere, la scure, il rogo,
CARLOson questi i pronubi del nostro amor.
AMALIA(uscita di stupore,
si getta di nuovo fra le braccia di Carlo.)
AMALIAAngelo o demone . . . no, non t'abbandono!
AMALIAL'inseparabile tua sposa sono:
AMALIACon te dividere vo'scettro e giogo,
AMALIAvo' cielo ed erebo, gioia e dolor.
in eccesso di guadio
CARLOM'ama quest'angelo . . . m'ama ed oblia!
AMALIAMio Carlo!
CARLOAmalia!
AMALIAPer sempre mio (mia)!
AMALIAMorranno i secoli, cadranno i mondi,
AMALIAin noi coll'anima l'amor vivrà .
uscito anch'esso di stupore, fra sè
MASSIMILIANOEd io colpevole di questa prole
MASSIMILIANOla pia contamino luce del sole?
MASSIMILIANONé s'apre un bà ratro che mi sprofondi?
MASSIMILIANOTremuoti e turbini Dio più non ha?
avanzandosi
COROSpergiuro, ascoltaci! più non rammenti
COROgl'irrevocabili tuoi giuramenti?
CARLOÈ ver! è ver!
AMALIAAh!
scoprendosi i petti
CORONostro ti fecero queste ferite;
COROmirale, o perfido! le abbiam per te.
CARLOÈ ver!
CARLOmi strappano dagli occhi il velo;
CARLOdal mio precipito sognato cielo!
CARLODi me son arbitre quest'empie vite,
CARLOm'ingoia un vortice, mi trae con sè.
AMALIASe non puoi frangere la tua catena,
AMALIAvanne! allontanati . . . ma pria mi svena!
AMALIAInsopportabile vita mi resta . . .
AMALIADammi quest'ultimo pegno d'amor.
alla masnada
CARLOM'udite, o démoni! m'avete offerto
CARLOun capo orribile d'onta coperto . . .
CARLOIo v'off ro un angelo! (Cava il pugnale e ferisce Amalia.)
MASNADIERIChe fai? t'arresta!
CARLOOra al patibolo! (parte.)
tutti intorno ad Amalia
MASNADIERITardi! ella muor!
SYSTEMF I N E