Il Trovatore
Verdi, Giuseppe
IL CONTE DI LUNA (Baritono)
LEONORA (Soprano)
AZUCENA (Mezzosoprano)
MANRICO (Tenore)
FERRANDO (Basso profondo)
INES (Soprano)
RUIZ (Tenore)
UN VECCHIO ZINGARO (Basso)
UN MESSO (Tenore)
COROCompagne di Leonora e Religiose, Familiari del Conte,
COROUomini d'arme, Zingari e Zingare
SYSTEMSCENA I
Atrio nel palazzo dell'Aliaferia.
Da un lato, porta che mette agli appartamenti del Conte di Luna Ferrando e molti Familiari del Conte giacciono presso la porta; alcuni Uomini d'arme passeggiano in fondo.
ai Familiari vicini ad assopirsi
FERRANDOAll'erta, all'erta! Il Conte
FERRANDON'è d'uopo attender vigilando; ed egli
FERRANDOTalor presso i veroni
FERRANDODella sua cara, intere
FERRANDOPassa le notti.
FAMILIARIGelosia le fiere
FAMILIARISerpi gli avventa in petto!
FERRANDONel Trovator, che dai giardini move
FERRANDONotturno il canto, d'un rivale a dritto
FERRANDOEi teme.
FAMILIARIDalle gravi
FAMILIARIPalpebre il sonno a discacciar, la vera
FAMILIARIStoria ci narra di Garzia, germano
FAMILIARIAl nostro Conte.
FERRANDOLa dirò: venite intorno a me.
I Familiari eseguiscono
accostandosi pur essi
ARMIGERINoi pure...
FAMILIARIUdite, udite.
Tutti accerchiano Ferrando
FERRANDODi due figli vivea padre beato
FERRANDOIl buon Conte di Luna:
FERRANDOFida nutrice del secondo nato
FERRANDODormia presso la cuna.
FERRANDOSul romper dell'aurora un bel mattino
FERRANDOElla dischiude i rai;
FERRANDOE chi trova d'accanto a quel bambino?
COROChi?... Favella... Chi mai?
FERRANDOAbbietta zingara, fosca vegliarda!
FERRANDOCingeva i simboli di una maliarda!
FERRANDOE sul fanciullo, con viso arcigno,
FERRANDOL'occhio affiggeva torvo, sanguigno!...
FERRANDOD'orror compresa è la nutrice...
FERRANDOAcuto un grido all'aura scioglie;
FERRANDOEd ecco, in meno che il labbro il dice,
FERRANDOI servi accorrono in quelle soglie;
FERRANDOE fra minacce, urli e percosse
FERRANDOLa rea discacciano ch'entrarvi osò.
COROGiusto quei petti sdegno commosse;
COROL'insana vecchia lo provocò.
FERRANDOAsserì che tirar del fanciullino
FERRANDOL'oroscopo volea...
FERRANDOBugiarda! Lenta febbre del meschino
FERRANDOLa salute struggea!
FERRANDOCoverto di pallor, languido, affranto
FERRANDOEi tremava la sera.
FERRANDOIl dì traeva in lamentevol pianto...
FERRANDOAmmaliato egli era!
Il Coro inorridisce
FERRANDOLa fatucchiera perseguitata
FERRANDOFu presa, e al rogo fu condannata;
FERRANDOMa rimaneva la maledetta
FERRANDOFiglia, ministra di ria vendetta!...
FERRANDOCompì quest'empia nefando eccesso!...
FERRANDOSparve il fanciullo e si rinvenne
FERRANDOMal spenta brace nel sito istesso
FERRANDOOv'arsa un giorno la strega venne!...
FERRANDOE d'un bambino... ahimè!... l'ossame
FERRANDOBruciato a mezzo, fumante ancor!
COROAh scellerata!... oh donna infame!
CORODel par m'investe odio ed orror!
ALCUNI ARMIGERIE il padre?
FERRANDOBrevi e tristi giorni visse:
FERRANDOPure ignoto del cor presentimento
FERRANDOGli diceva che spento
FERRANDONon era il figlio; ed, a morir vicino,
FERRANDOBramò che il signor nostro a lui giurasse
FERRANDODi non cessar le indagini... ah! fûr vane!...
ARMIGERIE di colei non s'ebbe
ARMIGERIContezza mai?
FERRANDONulla contezza...
FERRANDOOh, dato mi fosse
FERRANDORintracciarla un dì!...
FAMILIARIMa ravvisarla potresti?
FERRANDOCalcolando gli anni trascorsi... lo potrei.
ARMIGERISarebbe tempo presso la madre
ARMIGERIAll'inferno spedirla.
FERRANDOAll'inferno? È credenza che dimori
FERRANDOAncor nel mondo l'anima perduta
FERRANDODell'empia strega, e quando il cielo è nero
FERRANDOIn varie forme altrui si mostri.
con terrore
COROE vero!
ALCUNI ARMIGERISu l'orlo dei tetti alcun l'ha veduta!
ALTRIIn upupa o strige talora si muta!
ALTRIIn corvo tal'altra; più spesso in civetta!
ALTRISull'alba fuggente al par di saetta.
FERRANDOMorì di paura un servo del conte,
FERRANDOChe avea della zingara percossa la fronte!
Tutti si pingono di superstizioso terrore
FERRANDOApparve a costui d'un gufo in sembianza
FERRANDONell'alta quiete di tacita stanza!...
FERRANDOCon l'occhio lucente guardava... guardava,
FERRANDOIl cielo attristando d'un urlo feral!
FERRANDOAllor mezzanotte appunto suonava...
Una campana suona improvvisamente a distesa mezzanotte
TUTTIAh! sia maledetta la strega infernal!
Gli uomini d'arme accorrono in fondo; i Familiari corrono verso la porta
SYSTEMSCENA II
Giardini del palazzo.
Sulla destra marmorea scalinata che mette agli appartamenti. La notte è inoltrata; dense nubi coprono la luna.
Leonora ed Ines
INESChe più t'arresti?... l'ora è tarda: vieni.
INESDi te la regal donna
INESChiese, l'udisti.
LEONORAUn'altra notte ancora
LEONORASenza vederlo...
INESPerigliosa fiamma
INESTu nutri!... Oh come, dove
INESLa primiera favilla
INESIn te s'apprese?
LEONORANe' tornei. V'apparve
LEONORABruno le vesti ed il cimier, lo scudo
LEONORABruno e di stemma ignudo,
LEONORASconosciuto guerrier, che dell'agone
LEONORAGli onori ottenne... Al vincitor sul crine
LEONORAIl serto io posi... Civil guerra intanto
LEONORAArse... Nol vidi più! come d'aurato
LEONORASogno fuggente imago! ed era volta
LEONORALunga stagion... ma poi...
INESChe avvenne?
LEONORAAscolta.
LEONORATacea la notte placida
LEONORAe bella in ciel sereno
LEONORALa luna il viso argenteo
LEONORAMostrava lieto e pieno...
LEONORAQuando suonar per l'aere,
LEONORAInfino allor sì muto,
LEONORADolci s'udiro e flebili
LEONORAGli accordi d'un liuto,
LEONORAE versi melanconici
LEONORAUn Trovator cantò.
LEONORAVersi di prece ed umile
LEONORAQual d'uom che prega Iddio
LEONORAIn quella ripeteasi
LEONORAUn nome... il nome mio!...
LEONORACorsi al veron sollecita...
LEONORAEgli era! egli era desso!...
LEONORAGioia provai che agli angeli
LEONORASolo è provar concesso!...
LEONORAAl core, al guardo estatico
LEONORALa terra un ciel sembrò.
INESQuanto narrasti di turbamento
INESM'ha piena l'alma!... Io temo...
LEONORAInvano!
INESDubbio, ma triste presentimento
INESIn me risveglia quest'uomo arcano!
INESTenta obliarlo...
LEONORAChe dici!... oh basti!...
INESCedi al consiglio dell'amistà...
INESCedi...
LEONORAObliarlo! Ah, tu parlasti
LEONORADetto, che intendere l'alma non sa.
LEONORADi tale amor che dirsi
LEONORAMal può dalla parola,
LEONORAD'amor che intendo io sola,
LEONORAIl cor s'inebriò! Il mio destino compiersi
LEONORANon può che a lui dappresso...
LEONORAS'io non vivrò per esso,
LEONORAPer esso io morirò!
INES(Non debba mai pentirsi
INESChi tanto un giomo amò!)
Ascendono agli appartamenti
SYSTEMSCENA III
Conte
CONTETace la notte! immersa
CONTENel sonno, è certo, la regal Signora;
CONTEMa veglia la sua dama...
CONTEOh! Leonora,
CONTETu desta sei; mel dice,
CONTEDa quel verone, tremolante un raggio
CONTEDella notturna lampa...
CONTEAh! l'amorosa fiamma
CONTEM'arde ogni fibra!...
CONTECh'io ti vegga è d'uopo,
CONTEChe tu m'intenda...
CONTEVengo... A noi supremo
CONTEÈ tal momento...
Cieco d'amore avviasi verso la gradinata. Odonsi gli accordi d'un liuto: egli s'arresta
CONTEIl Trovator! Io fremo!
fra le piante
LA VOCE DEL TROVATOREDeserto sulla terra,
LA VOCE DEL TROVATORECol rio destino in guerra
LA VOCE DEL TROVATOREE sola spese un cor
LA VOCE DEL TROVATOREAl Trovator!
LA VOCE DEL TROVATOREMa s'ei quel cor possiede,
LA VOCE DEL TROVATOREBello di casta fede,
LA VOCE DEL TROVATOREE d'ogni re maggior
LA VOCE DEL TROVATOREIl Trovator!
CONTEOh detti!... Oh gelosia!...
CONTENon m'inganno...
CONTEElla scende!
S'avvolge nel suo mantello
SYSTEMSCENA IV
Leonora e il Conte
correndo verso il Conte
LEONORAAnima mia!
Che far?
LEONORAPiù dell'usato
LEONORAÈ tarda l'ora; io ne contai gl'istanti
LEONORACo' palpiti del core!...
LEONORAAlfin ti guida
LEONORAPietoso amor tra queste braccia...
LEONORALa voce del Trovatore
LEONORAInfida!...
La luna mostrasi dai nugoli, e lascia scorgere una persona, di cui la visiera nasconde il volto
SYSTEMSCENA V
Manrico e detti
LEONORAQual voce!... Ah, dalle tenebre
LEONORATratta in errore io fui!
riconoscendo entrambi, e gettandosi ai piedi di Manrico, agitatissima
LEONORAA te credei rivolgere
LEONORAL'accento e non a lui...
LEONORAA te, che l'alma mia
LEONORASol chiede, sol desìa...
LEONORAIo t'amo, il giuro, io t'amo
LEONORAD'immenso, eterno amor!
CONTEEd osi?
sollevando Leonora
Ah, più non bramo!
CONTEAvvampo di furor!
CONTESe un vil non sei discovriti.
Ohimè!
CONTEPalesa il nome...
sommessamente a Manrico
LEONORADeh, per pietà!...
sollevando la visiera dell'elmo
MANRICORavvisami, Manrico io son.
CONTETu!... Come!
CONTEInsano temerario!
CONTED'Urgel seguace, a morte
CONTEProscritto, ardisci volgerti
CONTEA queste regie porte?
MANRICOChe tardi?... or via, le guardie
MANRICOAppella, ed il rivale
MANRICOAl ferro del carnefice
MANRICOConsegna.
CONTEIl tuo fatale istante
CONTEAssai più prossimo
CONTEÈ, dissennato! Vieni...
LEONORAConte!
CONTEAl mio sdegno vittima
CONTEÈ d'uopo ch'io ti sveni...
LEONORAOh ciel! t'arresta...
CONTESeguimi...
MANRICOAndiam...
LEONORA(Che mai farò?
LEONORAUn sol mio grido perdere
LEONORALo puote..) M'odi...
CONTENo!
CONTEDi geloso amor sprezzato
CONTEArde in me tremendo il foco!
CONTEIl tuo sangue, o sciagurato,
CONTEAd estinguerlo fia poco!
a Leonora
CONTEDirgli, o folle, - Io t'amo - ardisti!...
CONTEEi più vivere non può...
CONTEUn accento proferisti
CONTEChe a morir lo condannò!
LEONORAUn istante almen dia loco
LEONORAIl tuo sdegno alla ragione...
LEONORAIo, sol io, di tanto foco
LEONORASon, pur troppo, la cagione!
LEONORAPiombi, ah! piombi il tuo furore
LEONORASulla rea che t'oltraggiò...
LEONORAVibra il ferro in questo core,
LEONORAChe te amar non vuol, né può.
MANRICODel superbo vana è l'ira;
MANRICOEi cadrà da me trafitto.
MANRICOIl mortal che amor t'ispira,
MANRICODall'amor fu reso invitto.
al Conte
MANRICOLa tua sorte è già compita...
MANRICOL'ora ormai per te suonò!
MANRICOIl suo core e la tua vita
MANRICOIl destino a me serbò!
I due rivali si allontanano con le spade sguainate; Leonora cade, priva di sentimenti
SYSTEMSCENA I
Un diruto abituro sulle falde di un monte della Biscaglia.
Nel fondo, quasi tutto aperto, arde un gran fuoco. I primi albori. Azucena siede presso il fuoco. Manrico le sta disteso accanto sopra una coltrice ed avviluppato nel suo mantello; ha l'elmo ai piedi e fra le mani la spada, su cui figge immobilmente lo sguardo. Una banda di Zingari è sparsa all'interno
ZINGARIVedi! Le fosche notturne spoglie
ZINGARIDe' cieli sveste l'immensa volta;
ZINGARISembra una vedova che alfin si toglie
ZINGARII bruni panni ond'era involta.
ZINGARIAll'opra! all'opra!
ZINGARIDàgli, martella.
Dànno di piglio ai loro ferri del mestiere; al misurato tempestar dei martelli cadenti sulle incudini, or uomini, or donne, e tutti in un tempo infine intonano la cantilena seguente:
ZINGARIChi del gitano i giorni abbella?
ZINGARILa zingarella!
alle donne, sostando un poco dal lavoro
UOMINIVersami un tratto; lena e coraggio
UOMINIIl corpo e l'anima traggon dal bere.
Le donne mescono ad essi in rozze coppe
TUTTIOh guarda, guarda! del sole un raggio
TUTTIBrilla più vivido nel mio/tuo bicchiere!
TUTTIAll'opra, all'opra...
TUTTIDàgli, martella...
TUTTIChi del gitano i giorni abbella?
TUTTILa zingarella!
Canta: gli Zingari le si fanno allato
AZUCENAStride la vampa! - la folla indomita
AZUCENACorre a quel fuoco - lieta in sembianza;
AZUCENAUrli di gioia - intorno echeggiano:
AZUCENACinta di sgherri - donna s'avanza!
AZUCENASinistra splende - sui volti orribili
AZUCENALa tetra fiamma - che s'alza al ciel!
AZUCENAStride la vampa! - giunge la vittima
AZUCENANerovestita, - discinta e scalza!
AZUCENAGrido feroce - di morte levasi;
AZUCENAL'eco il ripete - di balza in balza!
AZUCENASinistra splende - sui volti orribili
AZUCENALa tetra fiamma - che s'alza al ciel!
ZINGARIMesta è la tua canzon!
AZUCENADel pari mesta
AZUCENAChe la storia funesta
AZUCENADa cui tragge argomento!
Rivolge il capo dalla parte di Manrico e mormora sommessamente:
AZUCENAMi vendica... Mi vendica!
L'arcana parola ognor!
VECCHIO ZINGAROCompagni, avanza il giorno
VECCHIO ZINGAROA procacciarci un pan, su, su!... scendiamo
VECCHIO ZINGAROPer le propinque ville.
UOMINIAndiamo.
Ripongono sollecitamente nel sacco i loro arnesi
DONNEAndiamo.
Tutti scendono alla rinfusa giù per la china; tratto tratto e sempre a maggior distanza odesi il loro canto
ZINGARIChi del gitano i giorni abbella?
ZINGARILa zingarella!
sorgendo
MANRICOSoli or siamo; deh, narra
MANRICOQuesta storia funesta.
AZUCENAE tu la ignori,
AZUCENATu pur!... Ma, giovinetto, i passi tuoi
AZUCENAD'ambizion lo sprone
AZUCENALungi traea!... Dell'ava il fine acerbo
AZUCENAE quest'istoria... La incolpò superbo
AZUCENAConte di malefizio, onde asserìa
AZUCENAColto un bambin suo figlio... Essa bruciata
AZUCENAVenne ov'arde quel foco!
rifuggendo con raccapriccio dalla fiamma
MANRICOAhi! Sciagurata!
AZUCENACondotta ell'era in ceppi al suo destin tremendo!
AZUCENACol figlio sulle braccia, io la seguìa piangendo.
AZUCENAInfino ad essa un varco tentai, ma invano, aprirmi...
AZUCENAInvan tentò la misera fermarsi e benedirmi!
AZUCENAChé, fra bestemmie oscene, pungendola coi ferri,
AZUCENAAl rogo la cacciavano gli scellerati sgherri!
AZUCENAAllor, con tronco accento: Mi vendica! esclamò.
AZUCENAQuel detto un'eco eterna in questo cor lasciò.
MANRICOLa vendicasti?
AZUCENAIl figlio giunsi a rapir del Conte:
AZUCENALo trascinai qui meco...
AZUCENALe fiamme ardean già pronte.
con raccapriccio
MANRICOLe fiamme!... oh ciel!... tu forse?...
AZUCENAEi distruggeasi in pianto...
AZUCENAIo mi sentiva il core dilaniato, infranto!...
AZUCENAQuand'ecco agli egri spirti, come in un sogno, apparve
AZUCENALa vision ferale di spaventose larve!
AZUCENAGli sgherri ed il supplizio!... La madre smorta in volto...
AZUCENAScalza, discinta!... il grido, il noto grido ascolto...
AZUCENAMi vendica!... La mano convulsa tendo... stringo
AZUCENALa vittima... nel foco la traggo, la sospingo...
AZUCENACessa il fatal delirio... L'orrida scena fugge...
AZUCENALa fiamma sol divampa, e la sua preda strugge!
AZUCENAPur volgo intorno il guardo e innanzi a me vegg'io
AZUCENADell'empio Conte il figlio...
MANRICOAh! come?
AZUCENAIl figlio mio,
AZUCENAMio figlio avea bruciato!
MANRICOChe dici! quale orror!
AZUCENASul capo mio le chiome
AZUCENASento rizzarsi ancor!
Azucena ricade trambasciata sul proprio seggio, Manrico ammutolisce colpito d'orrore e di sorpresa. Momenti di silenzio
MANRICONon son tuo figlio?
MANRICOE chi son io, chi dunque?
con la sollecitudine di chi cerca emendare il proprio fallo
AZUCENATu sei mio figlio!
MANRICOEppur dicesti...
AZUCENAAh!... forse...
AZUCENAChe vuoi! quando al pensier s'affaccia il truce
AZUCENACaso, lo spirto intenebrato pone
AZUCENAStolte parole sul mio labbro... Madre,
AZUCENATenera madre non m'avesti ognora?
MANRICOPotrei negarlo?
AZUCENAA me, se vivi ancora,
AZUCENANol dêi? Notturna, nei pugnati campi
AZUCENADi Pelilla, ove spento
AZUCENAFama ti disse, a darti
AZUCENASepoltura non mossi?
AZUCENALa fuggente aura vital
AZUCENANon iscovrì, nel seno
AZUCENANon t'arrestò materno affetto?...
AZUCENAE quante cure non spesi
AZUCENAA risanar le tante ferite! ...
con nobile orgoglio
MANRICOChe portai nel dì fatale...
MANRICOMa tutte qui, nel petto!... Io sol, fra mille
MANRICOGià sbandati, al nemico
MANRICOVolgendo ancor la faccia!... Il rio De Luna
MANRICOSu me piombò col suo drappello; io caddi,
MANRICOPerò da forte io caddi!
AZUCENAEcco mercede
AZUCENAAi giorni, che l'infame
AZUCENANel singolar certame
AZUCENAEbbe salvi da te!... Qual t'acciecava
AZUCENAStrana pietà per esso?
MANRICOOh madre!... Non saprei dirlo a me stesso!
MANRICOMal reggendo all'aspro assalto,
MANRICOEi già tocco il suolo avea:
MANRICOBalenava il colpo in alto
MANRICOChe trafiggerlo dovea...
MANRICOQuando arresta un moto arcano,
MANRICONel discender, questa mano...
MANRICOLe mie fibre acuto gelo
MANRICOFa repente abbrividir!
MANRICOMentre un grido vien dal cielo,
MANRICOChe mi dice: Non ferir!
AZUCENAMa nell'alma dell'ingrato
AZUCENANon parlò del cielo un detto!
AZUCENAOh! se ancor ti spinge il fato
AZUCENAA pugnar col maledetto,
AZUCENACompi, o figlio, qual d'un Dio,
AZUCENACompi allora il cenno mio!
AZUCENASino all'elsa questa lama
AZUCENAVibra, immergi all'empio in cor.
MANRICOSì, lo giuro, questa lama
MANRICOScenderà dell'empio in cor.
Odesi un prolungato suono di corno
MANRICOL'usato messo Ruiz invia!
MANRICOForse...
Dà fiato anch'esso al corno che tiene ad armacollo
AZUCENAMi vendica!
Resta concentrata quasi inconsapevole di ciò che succede
SYSTEMSCENA II
Messo e detti
al Messo
MANRICOInoltra il piè.
MANRICOGuerresco evento, dimmi, seguìa?
porgendo il foglio che Manrico legge
MESSORisponda il foglio che reco a te.
MANRICO"In nostra possa è Castellor; ne dêi
MANRICOTu, per cenno del prence,
MANRICOVigilar le difese. Ove ti è dato,
MANRICOAffrettati a venir...
MANRICOGiunta la sera,
MANRICOTratta in inganno di tua morte al grido,
MANRICONel vicin Chiostro della croce il velo
MANRICOCingerà Leonora".
con dolorosa esclamazione
MANRICOOh giusto cielo!
scuotendosi
Che fia!
al Messo
MANRICOVeloce scendi la balza,
MANRICOE d'un cavallo a me provvedi...
MESSOCorro...
frapponendosi
AZUCENAManrico!
MANRICOIl tempo incalza...
MANRICOVola, m'aspetta del colle a' piedi.
Il Messo parte frettolosamente
AZUCENAE speri, e vuoi?...
MANRICO(Perderla?... Oh ambascia!...
MANRICOPerder quell'angelo?..)
È fuor di sé!
postosi l'elmo sul capo ed afferrando il mantello
MANRICOAddio...
AZUCENANo... ferma... odi...
MANRICOMi lascia...
autorevole
AZUCENAFerma... Son io che parlo a te!
AZUCENAPerigliarti ancor languente
AZUCENAPer cammin selvaggio ed ermo!
AZUCENALe ferite vuoi, demente,
AZUCENARiaprir del petto infermo?
AZUCENANo, soffrirlo non poss'io...
AZUCENAIl tuo sangue è sangue mio!...
AZUCENAOgni stilla che ne versi
AZUCENATu la spremi dal mio cor!
MANRICOUn momento può involarmi
MANRICOIl mio ben, la mia speranza!...
MANRICONo, che basti ad arrestarmi
MANRICOTerra e ciel non han possanza...
MANRICOAh!... mi sgombra, o madre, i passi...
MANRICOGuai per te s'io qui restassi! ...
MANRICOTu vedresti ai piedi tuoi
MANRICOSpento il figlio dal dolor!
S'allontana, indarno trattenuto da Azucena
SYSTEMSCENA III
Atrio interno di un luogo di ritiro in vicinanza di Castellor. Alberi nel fondo. È notte.
Il Conte, Ferrando ed alcuni Seguaci inoltrandosi cautamente avviluppati nei loro mantelli
CONTETutto è deserto, né per l'aura ancora
CONTESuona l'usato carme...
CONTEIn tempo io giungo!
FERRANDOArdita opra, o Signore,
FERRANDOImprendi.
CONTEArdita, e qual furente amore
CONTEEd irritato orgoglio
CONTEChiesero a me. Spento il rival, caduto
CONTEOgni ostacol sembrava a' miei desiri;
CONTENovello e più possente ella ne appresta...
CONTEL'altare! Ah no, non fia
CONTED'altri Leonora!...
CONTELeonora è mia!
CONTEIl balen del suo sorriso
CONTED'una stella vince il raggio!
CONTEIl fulgor del suo bel viso
CONTENovo infonde in me coraggio!...
CONTEAh! l'amor, l'amore ond'ardo
CONTELe favelli in mio favor!
CONTESperda il sole d'un suo sguardo
CONTELa tempesta del mio cor.
Odesi il rintocco de' sacri bronzi
CONTEQual suono!... oh ciel...
FERRANDOLa squilla
FERRANDOVicino il rito annunzia!
CONTEAh! pria che giunga
CONTEAll'altar... si rapisca!...
FERRANDOAh bada!
CONTETaci!...
CONTENon odo... andate... di quei faggi all'ombra
CONTECelatevi...
Ferrando e gli altri Seguaci si allontanano
CONTEAh! fra poco
CONTEMia diverrà... Tutto m'investe un foco!
Ansioso, guardingo osserva dalla parte donde deve giungere Leonora, mentre Ferrando e i Seguaci dicono sottovoce:
FERRANDOArdire!... Andiam... celiamoci
FERRANDOFra l'ombre... nel mister!
FERRANDOArdire!... Andiam!... silenzio!
FERRANDOSi compia il suo voler.
nell'eccesso del furore
CONTEPer me, ora fatale,
CONTEI tuoi momenti affretta:
CONTELa gioia che m'aspetta
CONTEGioia mortal non è!...
CONTEInvano un Dio rivale
CONTES'oppone nemmeno un Dio,
CONTEDonna, rapirti a me!
S'allontana a poco a poco e si nasconde col Coro fra gli alberi
CORO INTERNO DI RELIGIOSEAh!... se l'error t'ingombra,
CORO INTERNO DI RELIGIOSEO figlia d'Eva, i rai,
CORO INTERNO DI RELIGIOSEPresso a morir, vedrai
CORO INTERNO DI RELIGIOSEChe un'ombra, un sogno fu,
CORO INTERNO DI RELIGIOSEAnzi del sogno un'ombra
CORO INTERNO DI RELIGIOSELa speme di quaggiù!
CORO INTERNO DI RELIGIOSEVieni e t'asconda il velo
CORO INTERNO DI RELIGIOSEAd ogni sguardo umano!
CORO INTERNO DI RELIGIOSEAura o pensier mondano
CORO INTERNO DI RELIGIOSEQui vivo più non è.
CORO INTERNO DI RELIGIOSEAl ciel ti volgi e il cielo
CORO INTERNO DI RELIGIOSESi schiuderà per te.
SYSTEMSCENA IV
Leonora con seguito muliebre. Ines, poi il Conte, Ferrando, Seguaci, indi Manrico.
LEONORAPerchè piangete?
DONNEAh!... dunque
DONNETu per sempre ne lasci!
LEONORAO dolci amiche,
LEONORAUn riso, una speranza, un fior la terra
LEONORANon ha per me! Degg'io
LEONORAVolgermi a Quei che degli afflitti è solo
LEONORASostegno e dopo i penitenti giorni
LEONORAPuò fra gli eletti al mio perduto bene
LEONORARicongiungermi un dì!... Tergete i rai
LEONORAE guidatemi all'ara!
incamminandosi
irrompendo ad un tratto
CONTENo, giammai!...
DONNEIl Conte!
LEONORAGiusto ciel!
CONTEPer te non havvi
CONTEChe l'ara d'imeneo.
DONNECotanto ardìa!...
LEONORAInsano!... E qui venisti?...
CONTEA farti mia.
E sì dicendo scagliasi verso Leonora, onde impadronirsi di lei, ma fra esso e la preda trovasi, qual fantasma sorto di sotterra, Manrico. Un grido universale irrompe
LEONORAE deggio... e posso crederlo?
LEONORATi veggo a me d'accanto!
LEONORAÈ questo un sogno, un'estasi,
LEONORAUn sovrumano incanto!
LEONORANon regge a tanto giubilo
LEONORARapito, il cor sospeso!
LEONORASei tu dal ciel disceso,
LEONORAO in ciel son io cor te?
CONTEDunque gli estinti lasciano
CONTEDi morte il regno eterno;
CONTEA danno mio rinunzia
CONTELe prede sue l'inferno!
CONTEMa se non mai si fransero
CONTEDe' giorni tuoi gli stami,
CONTESe vivi e viver brami,
CONTEFuggi da lei, da me. Manrico
CONTENé m'ebbe il ciel, né l'orrido
CONTEVarco infernal sentiero...
CONTEInfami sgherri vibrano
CONTEMortali colpi, è vero!
CONTEPotenza irresistibile
CONTEHanno de' fiumi l'onde!
CONTEMa gli empi un Dio confonde!
CONTEQuel Dio soccorse a me.
a Leonora
DONNEIl cielo in cui fidasti
DONNEPietade avea di te.
al Conte
FERRANDOTu col destin contrasti:
FERRANDOSuo difensore egli è.
SYSTEMSCENA V
Ruiz seguito da una lunga tratta di Armati, e detti
RUIZUrgel viva!
MANRICOMiei prodi guerrieri!
RUIZVieni...
a Leonora
MANRICODonna, mi segui.
opponendosi
CONTEE tu speri?
LEONORAAh!
al Conte
MANRICOT'arresta...
sguainando la spada
CONTEInvolarmi costei! No!
accerchiando il Conte
RUIZVaneggi!
FERRANDOChe tenti, Signor?
Il Conte è disarmato da quei di Ruiz
con gesti ed accenti di maniaco furore
CONTEDi ragione ogni lume perdei!
M'atterrisce..
CONTEHo le furie nel cor!
a Manrico
RUIZVien: la sorte sorride per te.
al Conte
FERRANDOCedi; or ceder viltade non è.
Manrico tragge seco Leonora, il Conte è respinto; le donne rifuggono al cenobio.
Scende subito la tela
FERRANDOPARTE TERZA - Il figlio della Zingara
SYSTEMSCENA I
Accampamento. A destra il padiglione del Conte di Luna, su cui sventola la bandiera in segno di supremo comando; da lungi torreggia Castellor. Scolte di Uomini d'arme dappertutto; alcuni giuocano, altri puliscono le armi, altri passeggiano, poi Ferrando dal padiglione del Conte
ALCUNI ARMIGERIOr co' dadi, ma fra poco
ALCUNI ARMIGERIGiocherem ben altro gioco.
ALTRIQuest'acciar, dal sangue or terso,
ALTRIFia di sangue in breve asperso!
Un grosso drappello di balestrieri attraversa il campo
ALCUNI ARMIGERIIl soccorso dimandato!
ALTRIHan l'aspetto del valor!
TUTTIPiù l'assalto ritardato
TUTTIOr non fia di Castellor.
FERRANDOSì, prodi amici; al dì novello è mente
FERRANDODel capitan la rocca
Investir d'ogni parte.
FERRANDOColà pingue bottino
FERRANDOCertezza è rinvenir più che speranza.
FERRANDOSi vinca; è nostro.
TUTTITu c'inviti a danza!
TUTTISquilli, echeggi la tromba guerriera,
TUTTIChiami all'armi,
TUTTIalla pugna, all'assalto;
TUTTIFia domani la nostra bandiera
TUTTIDi quei merli piantata sull'alto.
TUTTINo, giammai non sorrise vittoria
TUTTIDi più liete speranze finor!...
TUTTIIvi l'util ci aspetta e la gloria,
TUTTIIvi opimi la preda e l'onor.
Si disperdono
SYSTEMSCENA II
Il Conte
Uscito dalla tenda volge uno sguardo bieco a Castellor
CONTEIn braccio al mio rival! Questo pensiero
CONTECome persecutor demone ovunque
CONTEM'insegue!... In braccio al mio rival!... Ma corro,
CONTESurta appena l'aurora,
CONTEIo corro a separarvi... Oh Leonora!
Odesi tumulto
SYSTEMSCENA III
Ferrando e detto
CONTEChe fu?
FERRANDODappresso il campo
FERRANDOS'aggirava una zingara: sorpresa
FERRANDODa' nostri esploratori,
FERRANDOSi volse in fuga; essi, a ragion temendo
FERRANDOUna spia nella trista,
FERRANDOL'inseguir...
CONTEFu raggiunta?
FERRANDOÈ presa.
CONTEVista
CONTEL'hai tu?
FERRANDONo; della scorta
FERRANDOIl condottier m'apprese
FERRANDOL'evento.
CONTEEccola.
Tumulto più vicino
SYSTEMSCENA IV
Detti, Azucena, con le mani avvinte, trascinata dagli Esploratori, un codazzo d'altri soldati
ESPLORATORIInnanzi, o strega, innanzi...
AZUCENAAita!... Mi lasciate... O furibondi,
AZUCENAChe mal fec'io?
CONTES'appressi.
Azucena è tratta innanzi al Conte
CONTEA me rispondi
CONTEE trema dal mentir!
AZUCENAChiedi!
CONTEOve vai?
AZUCENANol so.
CONTEChe?
AZUCENAD'una zingara è costume
AZUCENAMover senza disegno
AZUCENAIl passo vagabondo,
AZUCENAEd è suo tetto il ciel,
AZUCENASua patria il mondo.
CONTEE vieni?
AZUCENADa Biscaglia, ove finora
AZUCENALe sterili montagne ebbi a ricetto!
Da Biscaglia!
Che intesi!... O qual sospetto!
AZUCENAGiorni poveri vivea,
AZUCENAPur contenta del mio stato;
AZUCENASola speme un figlio avea...
AZUCENAMi lasciò!... m'oblìa, l'ingrato!
AZUCENAIo deserta, vado errando
AZUCENADi quel figlio ricercando,
AZUCENADi quel figlio che al mio core
AZUCENAPene orribili costò!...
AZUCENAQual per esso provo amore
AZUCENAMadre in terra non provò!
Il Suo volto!
CONTEDi', traesti
CONTELunga etade tra quei monti?
AZUCENALunga, sì.
CONTERammenteresti
CONTEUn fanciul, prole di conti,
CONTEInvolato al suo castello,
CONTESon tre lustri, e tratto quivi?
AZUCENAE tu, parla... sei?...
CONTEFratello del rapito.
Ah!
notando il mal nascosto terrore di Azucena
Sì!
CONTENe udivi
CONTEMai novella?
AZUCENAIo?... No... Concedi
AZUCENAChe del figlio l'orme io scopra.
FERRANDOResta, iniqua...
Ohimè!..
FERRANDOTu vedi
FERRANDOChi l'infame, orribil opra
FERRANDOCommettea...
CONTEFinisci.
FERRANDOÈ dessa.
piano a Ferrando
Taci
FERRANDOÈ dessa che il bambino
FERRANDOArse!
CONTEAh! perfida!
COROElla stessa!
AZUCENAEi mentisce...
CONTEAl tuo destino
CONTEOr non fuggi.
AZUCENADeh!...
CONTEQuei nodi
CONTEPiù stringete.
I soldati eseguiscono
AZUCENAOh! Dio!... Oh Dio!...
COROUrla pure.
con disperazione
AZUCENAE tu non m'odi,
AZUCENAO Manrico, o figlio mio?...
AZUCENANon soccorri all'infelice
AZUCENAMadre tua?
CONTESarebbe ver?
CONTEDi Manrico genitrice?
FERRANDOTrema!...
CONTEOh sorte!... in mio poter!
AZUCENADeh, rallentate, o barbari,
AZUCENALe acerbe mie ritorte...
AZUCENAQuesto crudel supplizio
AZUCENAÈ prolungata morte...
AZUCENAD'iniquo genitore
AZUCENAEmpio figliuol peggiore,
AZUCENATrema... V'è Dio pe' miseri,
AZUCENAE Dio ti punirà!
CONTETua prole, o turpe zingara,
CONTEColui, quel traditore?...
CONTEPotrò col tuo supplizio
CONTEFerirlo in mezzo al core!
CONTEGioia m'innonda il petto,
CONTECui non esprime il detto!...
CONTEMeco il fraterno cenere
CONTEPiena vendetta avrà!
COROInfame pira sorgere,
COROAh, sì, vedrai tra poco...
CORONé solo tuo supplizio
COROSarà terreno foco!...
COROLe vampe dell'inferno
COROA te fina rogo eterno;
COROIvi penare ed ardere
COROL'anima tua dovrà!
Al cenno del Conte i Soldati traggon seco Azucena. Egli entra nella sua tenda, seguito da Ferrando
SYSTEMSCENA V
Sala adiacente alla Cappella in Castellor, con il verone nel fondo.
Manrico, Leonora e Ruiz
LEONORAQuale d'armi fragor poc'anzi intesi?
MANRICOAlto è il periglio! vano
MANRICODissimularlo fora!
MANRICOAlla novella aurora
MANRICOAssaliti saremo!...
LEONORAAhimè!... che dici!...
MANRICOMa de' nostri nemici
MANRICOAvrem vittoria... Pari
MANRICOAbbiam al loro ardir, brando e coraggio!...
a Ruiz
MANRICOTu va'; le belliche opre,
MANRICONell'assenza mia breve, a te commetto.
MANRICOChe nulla manchi!...
Ruiz parte
SYSTEMSCENA VI
Manrico e Leonora
LEONORADi qual tetra luce
LEONORAIl nostro imen risplende!
MANRICOIl presagio funesto,
MANRICODeh, sperdi, o cara!...
LEONORAE il posso?
MANRICOAmor... sublime amore,
MANRICOIn tale istante ti favelli al core.
MANRICOAh! sì, ben mio, coll'essere
MANRICOIo tuo, tu mia consorte,
MANRICOAvrò più l'alma intrepida,
MANRICOIl braccio avrò più forte;
MANRICOMa pur se nella pagina
MANRICODe' miei destini è scritto
MANRICOCh'io resti fra le vittime
MANRICODal ferro ostil trafitto,
MANRICOFra quegli estremi aneliti
MANRICOA te il pensier verrà
MANRICOE solo in ciel precederti
MANRICOLa morte a me parrà!
Odesi il suono dell'organo della vicina cappella
A DUEL'onda de' suoni mistici
A DUEPura discende al cor!
A DUEVieni; ci schiude il tempio
A DUEGioie di casto amor.
Mentre s'avviano giubilanti al tempio, Ruiz sopraggiunge frettoloso
RUIZManrico?
MANRICOChe?
RUIZLa zingara,
RUIZVieni, tra ceppi mira...
MANRICOOh Dio!
RUIZPer man de' barbari
RUIZAccesa è già la pira...
accostandosi al verone
MANRICOOh ciel! mie membra oscillano...
MANRICONube mi copre il ciglio!
LEONORATu fremi!
MANRICOE il deggio!... Sappilo. Io son...
LEONORAChi mai?
MANRICOSuo figlio!...
MANRICOAh! vili!... il rio spettacolo
MANRICOQuasi il respir m'invola...
MANRICORaduna i nostri, affrettati...
MANRICORuiz... va... torna... vola...
Ruiz parte
MANRICODi quella pira l'orrendo foco
MANRICOTutte le fibre m'arse. avvampò!...
MANRICOEmpi, spegnetela, o ch'io fra poco
MANRICOCol sangue vostro la spegnerò...
MANRICOEra già figlio prima d'amarti,
MANRICONon può frenarmi il tuo martir.
MANRICOMadre infelice, corro a salvarti,
MANRICOO teco almeno corro a morir!
LEONORANon reggo a colpi tanto funesti...
LEONORAOh, quanto meglio sarìa morir!
Ruiz torna con Armati
RUIZAll'armi, all'armi! eccone presti
RUIZA pugnar teco, teco a morir.
Manrico parte frettoloso seguito da Ruiz e dagli Armati, mentre odesi dall'interno fragor d'armi e di bellici strumenti
SYSTEMSCENA I
Un'ala del palazzo dell'Aliaferia. All'angolo una torre con finestre assicurate da spranghe di ferro. Notte oscurissima.
Si avanzano due persone ammantellate: sono Ruiz e Leonora
sommessamente
RUIZSiam giunti; ecco la torre, ove di Stato
RUIZGemono i prigionieri... ah, l'infelice
RUIZIvi fu tratto!
LEONORAVanne,
LEONORALasciami, né timor di me ti prenda...
LEONORASalvarlo io potrò forse.
Ruiz si allontana
LEONORATimor di me?... sicura,
LEONORAPresta è la mia difesa.
I suoi occhi figgonsi ad una gemma che le fregia la mano destra
LEONORAIn quest'oscura
LEONORANotte ravvolta, presso a te son io,
LEONORAE tu nol sai... Gemente
LEONORAAura che intorno spiri,
LEONORADeh, pietosa gli arreca i miei sospiri...
LEONORAD'amor sull'ali rosee
LEONORAVanne, sospir dolente:
LEONORADel prigioniero misero
LEONORAConforta l'egra mente...
LEONORACom'aura di speranza
LEONORAAleggia in quella stanza:
LEONORALo desta alle memorie,
LEONORAAi sogni dell'amor!
LEONORAMa deh! non dirgli, improvvido,
LEONORALe pene del mio cor!
Suona la campana dei morti
VOCI INTERNEMiserere d'un'alma già vicina
VOCI INTERNEAlla partenza che non ha ritomo!
VOCI INTERNEMiserere di lei, bontà divina,
VOCI INTERNEPreda non sia dell'infernal soggiorno!
LEONORAQuel suon, quelle preci solenni, funeste,
LEONORAEmpiron quest'aere di cupo terror!...
LEONORAContende l'ambascia, che tutta m'investe,
LEONORAAl labbro il respiro, i palpiti al cor!
Rimane assorta; dopo qualche momento scuotesi, ed è in procinto di partire, allorché viene dalla torre un gemito e quindi un mesto suono: ella si ferma
dalla torre
MANRICOAh, che la morte ognora
MANRICOÈ tarda nel venir
MANRICOA chi desia morir!...
MANRICOAddio, Leonora!
LEONORAOh ciel!... sento mancarmi!
VOCI INTERNEMiserere d'un'alma già vicina
VOCI INTERNEAlla partenza che non ha ritorno!
VOCI INTERNEMiserere di lei, bontà divina
VOCI INTERNEPreda non sia dell'infernal soggiorno!
LEONORASull'orrida torre, ah! par che la morte
LEONORACon ali di tenebre librando si va!
LEONORAAhi! forse dischiuse gli fian queste porte
LEONORASol quando cadaver già freddo sarà!
dalla torre
MANRICOSconto col sangue mio
MANRICOL'amor che posi in te!...
MANRICONon ti scordar di me!
MANRICOLeonora, addio!
LEONORADi te, di te scordarmi!!...
LEONORATu vedrai che amore in terra
LEONORAMai del mio non fu più forte;
LEONORAVinse il fato in aspra guerra,
LEONORAVincerà la stessa morte.
LEONORAO col prezzo di mia vita
LEONORALa tua vita io salverò,
LEONORAO con te per sempre unita
LEONORANella tomba io scenderò.
SYSTEMSCENA II
S'apre una porta; n'escono il Conte ed alcuni Seguaci. Leonora si pone in disparte
CONTEUdite? Come albeggi,
CONTELa scure al figlio ed alla madre il rogo.
I Seguaci entrano nella torre
CONTEAbuso io forse del poter che pieno
CONTEIn me trasmise il prence! A tal mi traggi,
CONTEDonna per me funesta!... Ov'ella è mai?
CONTERipreso Castellor, di lei contezza
CONTENon ebbi, e furo ondarne
CONTETante ricerche e tante!
CONTEAh! dove sei, crudele?
avanzandosi
LEONORAA te davante.
CONTEQual voce!... come!... tu, donna?
LEONORAIl vedi.
CONTEA che venisti?
LEONORAEgli è già presso
LEONORAAll'ora estrema; e tu lo chiedi?
CONTEOsar potresti?...
LEONORAAh sì, per esso
LEONORAPietà dimando...
CONTEChe! tu deliri!
CONTEIo del rival sentir pietà?
LEONORAClemente Nume a te l'ispiri...
CONTEÈ sol vendetta mio Nume... Va.
Si getta disperatamente a' suoi piedi
LEONORAMira, di acerbe lagrime
LEONORASpargo al tuo piede un rio:
LEONORANon basta il pianto? svenami,
LEONORATi bevi il sangue mio...
LEONORACalpesta il mio cadavere,
LEONORAMa salva il Trovator!
CONTEAh! dell'indegno rendere
CONTEVorrei peggior la sorte:
CONTEFra mille atroci spasimi
CONTECentuplicar sua morte;
CONTEPiù l'ami, e più terribile
CONTEDivampa il mio furor!
Vuol partire, Leonora si avviticchia ad esso
LEONORAConte...
CONTENé cessi?
LEONORAGrazia!...
CONTEPrezzo non havvi alcuno
CONTEAd ottenerla... scostati...
LEONORAUno ve n'ha... sol uno!...
LEONORAEd io te l'offro.
CONTESpiegati, Qual prezzo, di'.
stendendo la destra con dolore
LEONORAMe stessa!
CONTECiel!... tu dicesti?...
LEONORAE compiere
LEONORASaprò la mia promessa.
CONTEÈ sogno il mio?
LEONORADischiudimi
LEONORALa via fra quelle mura...
LEONORACh'ei m'oda... Che la vittima
LEONORAFugga, e son tua.
CONTELo giura.
LEONORALo giuro a Dio che l'anima
LEONORATutta mi vede!
CONTEOlà!
correndo all'uscio della torre. Si presenta un custode; mentre il Conte gli parla all'orecchio, Leonora sugge il veleno chiuso nell'anello
M'avrai, ma fredda esanime spoglia
a Leonora
CONTEColui vivrà.
alzando gli occhi, cui fanno velo lagrime di gioia
LEONORA(Vivrà!... contende il giubilo
LEONORAI detti a me, Signore...
LEONORAMa coi frequenti palpiti
LEONORAMerce' ti rende il core!
LEONORAOra il mio fine impavida,
LEONORAPiena di gioia attendo...
LEONORAPotrò dirgli morendo:
LEONORASalvo tu sei per me!)
CONTEFra te che parli?... volgimi,
CONTEVolgimi il detto ancora,
CONTEO mi parrà delirio
CONTEQuanto ascoltai finora...
CONTETu mia!... tu mia!... ripetilo.
CONTEIl dubbio cor serena...
CONTEAh!... ch'io lo credo appena
CONTEUdendolo da te!
LEONORAAndiam...
CONTEGiurasti... pensaci!
LEONORAÈ sacra la mia fe'!
Entrano nella torre
SYSTEMSCENA III
Orrido carcere. In un canto finestra con inferriata. Porta nel fondo. Smorto fanale pendente dalla volta.
Azucena giacente sopra una specie di rozza coltre, Manrico seduto a lei dappresso
MANRICOMadre?... non dormi?
AZUCENAL'invocai più volte,
AZUCENAMa fugge il sonno a queste luci... Prego...
MANRICOL'aura fredda è molesta
MANRICOAlle tue membra forse?
AZUCENANo; da questa
AZUCENATomba di vivi sol fuggir vorrei,
AZUCENAPerché sento il respiro soffocarmi!...
torcendosi le mani
MANRICOFuggir!
sorgendo
AZUCENANon attristarti:
AZUCENAFar di me strazio non potranno i crudi!
MANRICOAh! come?
AZUCENAVedi?... Le sue fosche impronte
AZUCENAM'ha già stampato in fronte
AZUCENAIl dito della morte!
MANRICOAhi!
AZUCENATroveranno
AZUCENAUn cadavere muto, gelido!... anzi
AZUCENAUno scheletro!
MANRICOCessa!
AZUCENANon odi?... gente appressa...
AZUCENAI carnefici son... vogliono al rogo
AZUCENATrarmi!... Difendi la tua madre!
MANRICOAlcuno,
MANRICOTi rassicura, qui non volge...
senza badare a Manrico, con ispavento
AZUCENAIl rogo!
AZUCENAParola orrenda!
MANRICOOh madre!... oh madre!
AZUCENAUn giorno, turba feroce l'ava tua condusse
AZUCENAAl rogo... Mira la terribil vampa!
AZUCENAElla n'è tocca già! già l'arso crine
AZUCENAAl ciel manda faville!...
AZUCENAOsserva le pupille
AZUCENAFuor dell'orbita lor!... ahi... chi mi toglie
AZUCENAA spettacol sì atroce?
cadendo tutta convulsa fra le braccia di Manrico
MANRICOSe m'ami ancor, se voce
MANRICODi figlio ha possa d'una madre in seno,
MANRICOAi terrori dell'alma
MANRICOOblìo cerca nel sonno, e posa e calma.
La conduce presso alla coltre
AZUCENASì, la stanchezza m'opprime, o figlio...
AZUCENAAlla quîete io chiudo il ciglio...
AZUCENAMa se del rogo arder si veda
AZUCENAL'orrida fiamma, destami allor.
MANRICORiposa, o madre: Iddio conceda
MANRICOMen tristi immagini al tuo sopor.
tra il sonno e la veglia
AZUCENAAi nostri monti... ritorneremo...
AZUCENAL'antica pace... ivi godremo..
AZUCENATu canterai... sul tuo lîuto...
AZUCENAIn sonno placido... io dormirò!
MANRICORiposa, o madre: io prono e muto
MANRICOLa mente al cielo rivolgerò.
Azucena si addormenta. Manrico resta genuflesso accanto a lei
SYSTEMSCENA ULTIMA
Si apre la porta, entra Leonora: gli anzidetti, in ultimo il Conte con seguito di Armati
MANRICOCiel!.. non m'inganna quel fioco lume?...
LEONORASon io, Manrico...
MANRICOOh, mia Leonora!
MANRICOAh, mi concedi, pietoso Nume,
MANRICOGioia sì grande, anzi ch'io mora?
LEONORATu non morrai... vengo a salvarti...
MANRICOCome!... a salvarmi?, fia vero!
LEONORAAddio...
LEONORAtronca ogni indugio... t'affretta... parti...
accennandogli la porta
MANRICOE tu non vieni?
LEONORARestar degg'io!...
MANRICORestar!...
LEONORADeh! fuggi!...
MANRICONo.
cercando di trarlo verso l'uscio
LEONORAGuai se tardi!
MANRICONo...
LEONORALa tua vita!...
MANRICOIo la disprezzo...
MANRICOPur figgi, o donna, in me gli sguardi!...
MANRICODa chi l'avesti?... ed a qual prezzo?...
MANRICOParlar non vuoi?... Balen tremendo!...
MANRICODal mio rivale!... intendo... intendo!...
MANRICOHa quest'infame l'amor venduto...
MANRICOVenduto un core che mi giurò!
LEONORAOh, come l'ira ti rende cieco!
LEONORAOh, quanto ingiusto, crudel sei meco!
LEONORAT'arrendi... fuggi, o sei perduto!
LEONORANemmeno il cielo salvar ti può!
Leonora si getta ai piedi di Manrico
dormendo
AZUCENAAi nostri monti... ritorneremo...
AZUCENAL'antica pace... ivi godremo...
AZUCENATu canterai... sul tuo liuto...
AZUCENAIn sonno placido... io dormirò...
MANRICOTi scosta...
LEONORANon respingermi...
LEONORAVedi?... languente, oppressa, io manco...
MANRICOVa'... ti abbomino...
MANRICOTi maledico...
LEONORAAh, cessa!
LEONORANon d'imprecar, di volgere
LEONORAPer me la prece a Dio
LEONORAÈ questa l'ora!
MANRICOUn brivido
MANRICOCorse nel petto mio!
Cade bocconi
LEONORAManrico!
accorrendo a sollevarla
MANRICODonna, svelami...
MANRICONarra.
LEONORAHo la morte in seno...
MANRICOLa morte!...
LEONORAAh, fu più rapida
LEONORALa forza del veleno
LEONORACh'io non pensava!...
MANRICOOh fulmine!
LEONORASenti! la mano è gelo...
toccandosi il petto
LEONORAMa qui... qui foco orribile
LEONORAArde...
MANRICOChe festi!... o cielo!
LEONORAPrima che d'altri vivere...
LEONORAIo volli tua morir!...
MANRICOInsano!... ed io quest'angelo
MANRICOOsava maledir!
LEONORAPiù non resisto!
MANRICOAhi misera!...
Entra il Conte, arrestandosi sulla soglia
LEONORAEcco l'istante... io moro...
stringendogli la destra in segno d'addio
LEONORAManrico! Or la tua grazia...
LEONORAPadre del cielo... imploro...
LEONORAPrima... che... d'altri vivere...
LEONORAIo volli... tua morir!
Spira
CONTE(Ah! volle me deludere,
CONTEE per costui morir!)
additando agli armati Manrico
CONTESia tratto al ceppo!
partendo tra gli armati
MANRICOMadre... oh madre, addio!
destandosi
AZUCENAManrico!... Ov'è mio figlio?
CONTEA morte corre!...
AZUCENAAh ferma!... m'odi...
trascinando Azucena verso la finestra
CONTEVedi?...
AZUCENACielo!
CONTEÈ spento!
AZUCENAEgli era tuo fratello!..
CONTEEi!... quale orror!...
AZUCENASei vendicata, o madre!
inorridito
CONTEE vivo ancor!