La Battaglia di Legnano
Verdi, Giuseppe
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La Battaglia di Legnano Libretto
SYSTEMAtto primo
Egli vive.
SYSTEMScena I
Parte della riedificata Milano, in vicinanza
delle mura.
Da una parte della città s'inoltrano i Militi piacentini,
ed alcune centurie di Verona, di Brescia, di Novara e di Vercelli:
la contrada è gremita di popolo, come i soprastanti veroni,
da cui pendono arazzi variopinti e giulive ghirlande:
un grido universale di esultanza, un prolungato batter di palme,
ed un nembo di fiori cadente dall'alto sulle squadre attesta
le festevoli accoglienze ad esse prodigate.
Arrigo è tra i guerrieri veronesi.
2. Coro d'introduzione
SYSTEMCoro
Viva Italia! sacro un patto
Tutti stringe i figli suoi:
Esso alfin di tanti ha fatto
Un sol popolo d'eroi!
Le bandiere in campo spiega,
O Lombarda invitta Lega,
E discorra un gel per l'ossa
Al feroce Barbarossa.
Viva Italia forte ed una
Colla spada e col pensier!
Questo suol che a noi fu cuna,
Tomba fia dello stranier!
SYSTEMScena e Cavatina
ARRIGO(O magnanima e prima
ARRIGODelle città lombarde,
ARRIGOO Milan valorosa, io ti saluto,
ARRIGOIo dalla tomba sorto
ARRIGOAl par di te!
ARRIGOS'accese all'ombra delle sacre
ARRIGOTue rinascenti mura
ARRIGOIl fuoco, ond'io eternamente avvamperò.
ARRIGODivina cagion de' miei sospiri,
ARRIGOIo bevo l'aure alfin che tu respiri!
ARRIGOLa pia materna mano
ARRIGOChiuse la mia ferita ...
ARRIGOEppur da te lontano
ARRIGOIo non sentia la vita:
ARRIGOCome in un mar di pianto
ARRIGOParea sepolto il cor ...
ARRIGOAh! solo a te d'accanto
ARRIGOSaprò che io vivo ancor.
SYSTEMScena e Romanza
voci interne che a poco a poco s'avanzano
SYSTEMCoro d'uomini
ARRIGOViva Italia forte ed una
ARRIGOColla spada e col pensier
ecc.
ARRIGOEcco Rolando! ...
SYSTEMScena II
Rolando, altri Duci Milanesi e detti
ARRIGOAmico ...
ROLANDOCiel! ... Non deliro? ...
ROLANDONon è sogno il mio? ...
ROLANDOVivi? ... Sei tu? ...
ARRIGOSon io
stringendogli la destra
ARRIGOFerito caddi, non estinto: a lungo
ARRIGOPrigion di guerra fui, ma reso quindi
ARRIGOAlla natìa Verona,
ARRIGOMaterna cura m'infondea nel petto
ARRIGONuova salute.
ROLANDOSpento tra le fiamme di Susa
ROLANDOLa fama ti narrò. Lagrime sparsi,
ROLANDOCui l'amarezze non temprâr d'imene
ROLANDOPer me le accese faci,
ROLANDONé sul pargolo mio gl'impressi baci ...
ROLANDOAh! m'abbraccia ... d'esultanza
ROLANDOTutta ho l'anima compresa ...
ROLANDOIn te vive, in te mi è resa
ROLANDOUna parte del mio cor!
ROLANDOOh buon Dio, la tua possanza
ROLANDOAdorando io benedico,
ROLANDOTu ridoni a me l'amico,
ROLANDOAll'Italia un difensor!
Odesi uno squillo di trombe
ROLANDOGiuramento
SYSTEMCoro
ROLANDOGiulive trombe!
ROLANDOI Consoli.
SYSTEMScena III
I Consoli con seguito e detti
I. CONSOLESalve, guerrieri.
II. CONSOLEA voi fia d'accoglienze prodiga,
II. CONSOLESiccome a figli suoi,
II. CONSOLEMilan, che dalla polvere
II. CONSOLEGià rialzaste.
GLI ALTRIEd ora tutti giuriam difenderla,
GLI ALTRICol sangue nostro ancora.
GLI ALTRIS'appressa un dì che all'Austro
GLI ALTRIFunesto sorgerà,
GLI ALTRIIn cui di tante ingiurie
GLI ALTRIA noi ragion darà!
TUTTIDomandan vendetta gli altari spogliati,
TUTTILe donne, i fanciulli dall'empio svenati ...
TUTTISull'Istro natìo cacciam queste fiere,
TUTTISian libere e nostre le nostre città.
(I Consoli muovono i primi, tengon dietro le schiere,
quindi il popolo. Arrigo è condotto da Rolando).
SYSTEMScena IV
Sito ombreggiato da.gruppi d'alberi in vicinanza delle fossate
colme d'acqua, che circondano i muri;
essi veggonsi torreggiare nel fondo.
Lida si avanza come assorta in profondi pensieri,
alcune sue donne la seguono, ella siede al rezzo,
ed ivi rimane estatica, figgendo gli occhi al cielo.
3. Coro di donzelle
Donne, Lida
DONNEPlaude all'arrivo Milan dei forti,
DONNECui si commettono le nostre sorti;
DONNESui prodi a spargere nembi di rose
DONNECorron festose le donne ancor.
DONNETu sola fuggi sì lieta vista;
DONNECome da scena orrida e trista:
DONNEPur della patria senti l'affetto,
DONNET'arde nel petto italo cor!
SYSTEMScena e Cavatina
LIDAVoi lo diceste, amiche,
LIDAAmo la patria, immensamente io l'amo!
LIDAMa dove spande un riso
LIDALa gioja, per me loco
LIDAIvi non è. Sotterra
LIDAGiacciono i miei fratelli, ambo i parenti.
LIDAE ... troppe in sen m'aperse orrendo fato
LIDAInsanabili piaghe! ... A me soltanto
LIDAÈ retaggio il dolor, conforto il pianto!
(I suoi occhi riempionsi di lagrime:
le donne, onde concedere libero sfogo al suo cordoglio,
si aggruppano in fondo)
LIDAQuante volte come un dono
LIDAAl Signor la morte ho chiesta!
LIDAL'esistenza è a me funesta ...
LIDAÈ la tomba il mio sospir.
LIDAMa son madre! ... madre io sono!
LIDADarmi un figlio Iddio volea!
LIDAAh! per me divenne rea
LIDAFin la brama di morir.
SYSTEMScena V
Marcovaldo, e dette
indignata in vederlo
LIDAChe, Signor! Tu qui? Tu stesso?
MARCOVALDODella torre a me le porte
MARCOVALDOSol confin, t'è noto, ha messo
MARCOVALDOGeneroso il tuo consorte.
a voce bassa ma fremente
LIDAE tu ardisci, ingratamente,
LIDASguardi alzar frattanto audaci
LIDASulla sposa!
sommessamente
MARCOVALDOUn cieco amore
MARCOVALDOPer te nutro ...
LIDACessa ... taci ...
In atto di allontanarsi
SYSTEMScena VI
Imelda e detti
accorrendo frettolosa
IMELDAAh! Signora!
LIDAImelda, ebbene? ...
IMELDAFede al ver non presterai ...
IMELDAIl tuo sposo.
LIDAParla ...
IMELDAEi viene ...
IMELDAE lo segue ...
LIDACiel! ... Chi mai? ...
LIDAChi? Rispondi ...
IMELDAArrigo!
LIDACome!
LIDAEgli vive! ...
IMELDAAh sì ...
MARCOVALDO(Quel nome
MARCOVALDOLa scuotea! ... Di vivo foco
MARCOVALDOIl suo volto rosseggiò!)
LIDA(Vive! ... Oh gioja! ... Qui fra poco ...
LIDAQui ... fia ver? ... Lo rivedrò?
LIDAA frenarti, o cor, nel petto
LIDAPiù potere in me non trovo ...
LIDASì, quei palpiti ch'io provo
LIDASono i palpiti d'amor!
LIDAAh! Se colpa è questo affetto
LIDAChe mi parla un solo istante,
LIDAA punirla sia bastante
LIDAUna vita di dolor)
MARCOVALDO(Leggerò nel tuo sembiante
MARCOVALDOI segreti del tuo cor!)
MARCOVALDOImelda, Donne
MARCOVALDO(Par che tregua un breve istante
MARCOVALDOLe conceda il suo dolor!)
SYSTEMScena VII
4. Scena e Duetto
Rolando, Arrigo e detti
ROLANDOSposa ...
Oh momento!
Lida!
ROLANDOIl tuo bel cor divida
ROLANDOLa gioia del cor mio ... Vive l'amico
ROLANDOLagrimato cotanto!
ROLANDOEccolo ... Ciel! ... Che fu? ...
ROLANDOTremi! ... Scolori! ...
Oh Dio!
(che ha seguito attentamente
i moti di Lida e di Arrigo)
No, non m'inganno
ARRIGOTi rassicura ... Un brivido talvolta ...
ARRIGODi mie ferite avanzo ...
ARRIGOMi scorre in sen ... Ma passeggier ...
ARRIGOLo vedi ...
ARRIGOCessò.
Mentisci!
Qual terror m'invase!
accennando Lida
ROLANDODel padre suo nelle ospitali case,
ROLANDOMessaggier di Verona,
ROLANDOSoggiornasti altra volta, or dell'amico
ROLANDOA te fia stanza la magion ...
S'ode tocco di tamburo, e chiamata di trombe
ROLANDOChi viene?
SYSTEMScena VIII
Un araldo e detti
(Ad un cenno di Rolando
le donne e Marcovaldo si ritirano)
ROLANDOEbben?
ARALDOGiunser dall'Alpi
ARALDOEsploratori: avanza
ARALDOD'imperiali esercito possente.
ARALDOAd assembrar Duci e Senato un cenno
ARALDODe' consoli provvede.
ROLANDOTi lascio, Arrigo ... il mio dover lo chiede.
(Parte affrettatamente seguito dall'Araldo.
Lida è rimasta come incatenata al suolo:
Arrigo si accosta vivamente ad essa,
scuotendola d'un braccio)
ARRIGOÈ ver? ... Sei d'altri? ... Ed essere
ARRIGOPer sempre mia giurasti!
ARRIGOIl ciel t'udiva! E frangere
ARRIGOQuel giuramento osasti!
ARRIGOD'altri sei tu? Per credere
ARRIGOA verità sì orrenda,
ARRIGOÈ duopo che ripetere
ARRIGODa' labbri tuoi l'intenda.
ARRIGODillo ... Che tardi? ...
ARRIGOUccidimi ... è pietà!
LIDASpento un fallace annunzio
LIDATi disse in aspra guerra ...
LIDAMancava il padre ... ed orfana
LIDAIo rimaneva in terra ...
LIDAEi fra gli estremi aneliti
LIDAFormò le mie ritorte ...
LIDAPeso la vita, il talamo
LIDALetto mi fu di morte! ...
LIDAMai sopportato un'anima
LIDAPiù della mia non ha!
in tuono di virulenta ironia
ARRIGOQuanto la nuova infausta
ARRIGODi mia caduta, oh! quanto
ARRIGOAll'alma tua sensibile
ARRIGOLutto costava e pianto!
ARRIGOAlta n'è prova il subito Imene!
LIDAArrigo ...
Singhiozzante
ARRIGOE fede ebbi da te ... rammentalo ...
ARRIGOChe dell'Eterno al piede
ARRIGOIl difensor d'Italia
ARRIGORaggiungeresti, ov'esso
ARRIGOPer lei cadrebbe!
LIDAAhi misera!
(Coprendosi il volto
d'ambe le mani)
ARRIGOParla ... Rispondi adesso ...
ARRIGOScolpar ti puoi? ...
ARRIGORispondimi.
Furente
(volgendo gli occhi al cielo
con fremito angoscioso)
LIDAPadre!
ARRIGOLo stil de' rei
ARRIGOEcco! In altrui ritorcere
ARRIGOLe proprie colpe!
LIDAAh! sei tremendo, inesorabile
LIDAPiù del mio fato ancor!
ARRIGOSpergiura!
In atto di allontanarsi
LIDAM'odi!
ARRIGOVa ... tu mi desti orror! ...
Nel colmo dell'ira
ARRIGOT'amai, t'amai qual angelo,
ARRIGOOr qual demon t'aborro!!
ARRIGOPer me la vita è orribile ...
ARRIGONel campo a morte io corro ...
ARRIGOIn tua difesa, o patria,
ARRIGOCadrò squarciato il seno ...
ARRIGOFia benedetto almeno
ARRIGOIl sangue mio da te!
LIDAA così lungo strazio
LIDARegger può dunque un core? ...
LIDANo, non è ver che uccidono
LIDAGli eccessi del dolore
LIDASon rea ... son rea ... puniscimi ...
LIDAQuel ferro in sen mi scenda ...
LIDAD'un'esistenza orrenda
LIDAMeglio è spirarti al piè!
(Arrigo la respinge ed esce velocemente:
ella si allontana nella piu viva desolazione)
SYSTEMATTO II
Barbarossa
Scena I
Sala magnifica nel Municipio di Como:
veroni chiusi nel fondo.
A poco a poco vanno assembrandosi Duci e Magistrati.
5. Coro d'introduzione
ALCUNIUdiste? La grande, la forte Milano
ALCUNIA patti discende!
GLI ALTRIMa tardi ed invano.
TUTTISì tardi ed invano. Scordò la superba
TUTTII danni mortali a Como recati!
TUTTIMa qui la memoria ogni uomo ne serba!
TUTTIMa l'odio qui vive ne' cori oltraggiati!
TUTTIQuest'odio col sangue ribolle confuso,
TUTTINé volger di tempo scemarlo potrà!
TUTTIDai padri, dagli avi in noi fu trasfuso!
TUTTIAi figli, ai nepoti trasfuso verrà!
SYSTEMScena II
Scena e Duetto
Il Podestà e detti
PODESTÀInvia la baldanzosa
PODESTÀLombarda Lega messaggieri a Como.
PODESTÀAscoltarli vi piaccia.
Tutti seggono
SYSTEMScena III
Ad un cenno del Podestà
vengono introdotti Rolando ed Arrigo.
I suddetti
ROLANDONovella oste di barbari minaccia
ROLANDOLa sacra Italia: il varco
ROLANDODell'Adige contende l'agguerrito
ROLANDOVeronese a quell'orda; essa le terre
ROLANDODe' Grigioni attraversa, e Federico
ROLANDORaggiungerla non può, ch'entro Pavia
ROLANDOStassi: ben lieve fia
ROLANDORespinger quindi l'Alemanno, siepe
ROLANDOD'armi e d'armati ergendo in sulla riva
ROLANDODel vostro lago
ROLANDOTaccia il reo livore antico
ROLANDODi Milano e di Como: un sol nemico,
ROLANDOSola una patria abbiamo,
ROLANDOIl Teutono e l'Italia; in sua difesa
ROLANDOLeviam tutti la spada.
COROEd obliasti
COROQual patto ne costringe
COROA Federico?
ARRIGOVergognoso patto,
ARRIGOCui sacra mano infranse ...
ARRIGOAh! rammentarlo,
ARRIGOO Comaschi, potete
ARRIGOSenza arrossirne? ... Ed Itali voi siete?
ROLANDOAh! ben vi scorgo nel sembiante
ROLANDOL'alto, ausonico lignaggio,
ROLANDOOdo il numero sonante
ROLANDODell'Italico linguaggio,
ROLANDOMa nell'opre, nei pensieri
ROLANDOOh! Siete barbari stranieri!
Movimento dell'assemblea
ARRIGOTempi forse avventurosi
ARRIGOPer Italia volgeranno,
ARRIGOE nepoti generosi
ARRIGOArrossir di voi dovranno!
ROLANDOOh! la storia non v'appelli
ROLANDOAssassini dei fratelli!
ROLANDODella patria non vi gridi
ROLANDOTraditori e parricidi!
ROLANDOInfamati e maledetti
ROLANDOVoi sareste in ogni età!
PODESTÀFavellaste acerbi detti!
ROLANDOMa più acerbe verità!
ARRIGOQual risposta a chi ne invia
ARRIGOQual risposta recar dessi?
SYSTEMScena IV
Federico e detti
FEDERICOIo la darò!
(Presentandosi d'improvviso,
e lasciando cadere il suo lungo mantello)
TUTTIFederico!
Sorgendo e nella più viva sorpresa
Ah! da Pavia qui l'inferno lo guidò!
(avanzandosi fieramente
verso Rolando ed Arrigo)
FEDERICOA che smarriti e pallidi
FEDERICOVi scorgo al mio cospetto?
FEDERICOSul labbro temerario
FEDERICOA che vien manco il detto?
FEDERICOLombardi, estremo fato
FEDERICOHa già per voi segnato
FEDERICOUn cor che non perdona,
FEDERICODi Federico il cor!
ROLANDODetti non val rispondere
ROLANDOA' tuoi superbi modi,
ROLANDOPugna di vane ingiurie,
ROLANDOPugna non è di prodi.
ROLANDODell'armi al fiero lampo
ROLANDOCi rivedremo in campo:
ROLANDOCol brando sol ragiona
ROLANDOL'oppresso all'oppressor!
CORO(Su te, Milan, già tuona
COROIl fulmin punitor!)
(Odesi rimbombo di militari strumenti,
che sempre più si approssima)
FEDERICOLe mie possenti squadre
FEDERICOS'appressan già!
(Ad un suo cenno vengono dischiusi i veroni,
a traverso de' quali scorgonsi le colline circostanti
ingombre di falangi alemanne)
FEDERICOMirate!
SYSTEMCoro
A Rolando ed Arrigo
FEDERICOOh quale e quanto esercito!
FEDERICORisposta e ben tremenda
FEDERICOEccovi - Ormai l'annunzio
FEDERICODi sua caduta intenda
FEDERICOMilan.
Accennando agli ambasciatori di partire
ROLANDODi tue masnade
ROLANDOLe mercenarie spade
ROLANDONon vinceranno un popolo
ROLANDOChe sorge a libertà.
ARRIGONé il gran destin d'Italia
ARRIGOPer esse cangerà!
FEDERICOIl destino d'Italia son io!
Con terribile accento
FEDERICOSoggiogata essa in breve fia tutta!
FEDERICOE Milano due volte distrutta
FEDERICOAi ribelli spavento sarà!
ROLANDOUn possente diletto da Dio.
ROLANDONe promette vittoria in suo nome!
ROLANDOTu cadrai, le tue squadre fian dome! ...
ROLANDOGrande e libera Italia sarà.
COROIte omai ... la ragion del più forte
COROTanta lite nel campo sciorrà.
TUTTIGuerra dunque! ... terribile! ... a morte! ...
Rolando ed Arrigo partono
SYSTEMATTO III
L'infamia
Scena I
Volte sotterranee nel tempio di S. Ambrogio
sparse di recenti sepolcri:
gradinata in fondo per la quale vi si discende:
una fioca lampada getta intorno qualche incerto raggio.
I Cavalieri della Morte scendono a poco a poco, ed in silenzio:
ognun d'essi porta una ciarpa ad armacollo,
su cui avvi effigiato il capo d'uno scheletro umano.
6. Introduzione, Scena, e Giuramento
CAVALIERIFra queste dense tenebre,
CAVALIERIFra il muto orror di questi consci avelli,
CAVALIERISull'invocato cenere
CAVALIERIDe' padri qui giacenti e dei fratelli,
CAVALIERIRipetasi l'accento
CAVALIERIDel sacro e formidabil giuramento.
SYSTEMScena II
Arrigo, e detti
sull'alto della scala
ARRIGOCampioni della morte, un altro labbro
ARRIGOA proferir s'accinge
ARRIGOIl magnanimo voto, un altro core
ARRIGOA mantenerlo è presto,
ARRIGOPugnando al nuovo di contro al rapace
ARRIGOFulvo Signor, che avanza
ARRIGOPe' campi di Legnano.
CAVALIEREArrigo! ... E vuoi? ...
ARRIGOCon voi morire, o trionfar con voi.
CAVALIERELombardo, e prode egli è!
ARRIGOSon per valore l'ultimo forse,
ARRIGOMa per santo amore della patria
ARRIGOcomun primier m'estimo.
ARRIGOO secondo a nessuno.
CAVALIERESia, qual ei chiese, del bel numer'uno.
(Al più anziano fra essi, che pone Arrigo
in ginocchio a piè d'una tomba,
e lo fregia della propria ciarpa:
allora tutti i cavalieri incrocicchiano i brandi
sul capo di Arrigo, quindi lo sollevano
e gli porgono l'amplesso fraterno:
da ultimo denudata anch'egli la Spada,
si pronunzia ad una voce il seguente giuramento)
CAVALIEREGiuriam d'Italia por fine ai danni,
CAVALIERECacciando oltr'Alpe i suoi tiranni.
CAVALIEREPria che ritrarci, pria ch'esser vinti,
CAVALIERECader fra l'armi giuriamo estinti.
CAVALIERESe alcun fra noi, codardo in guerra,
CAVALIEREMostrarsi al voto potrà rubello,
CAVALIEREAl mancatore nieghi la terra
CAVALIEREVivo un asilo, spento un avello:
CAVALIERESiccome gli uomini Dio l'abbandoni,
CAVALIEREQuando l'estremo suo dì verrà:
CAVALIEREIl vil suo nome infamia suoni
CAVALIEREAd ogni gente, ad ogni età.
Partono
SYSTEMScena III
Appartamenti nel Castello di Rolando.
7. Scena e Duetto
Lida ed Imelda
(Lida si avanza a rapidi passi;
pallida è la sua fronte, incerto il suo sguardo)
IMELDALida, Lida? ... Ove corri?
LIDAOve? Che dirti,
LIDAS'io medesma lo ignoro?
IMELDAAhimè, turbata sei tanto! ...
IMELDADianzi, fra singulti, un foglio vergasti ...
con impeto
LIDAUn foglio? ... non è ver ... Che ardisci? ...
LIDAQual foglio? ... Tu mentisci ...
LIDAInnocente son io ...
IMELDARipor lo scritto
IMELDAIn sen ti vidi.
con delirio sempre crescente
LIDAE il seno qual aspide mi squarcia,
LIDAE il suo veleno
LIDADel cor le più segrete
LIDAFibre mi tenta! Or vanne ... il fallo svela,
LIDAM'accusa ... Ed accusarmi
LIDAA chi potresti? A Dio?
LIDAMa Dio mi volle ad ogni costo rea!
LIDAAgli uomini? E qual pena
LIDADar ponno i crudi? Morte? E morte io bramo,
LIDAMorte domando e chiamo!
Gettandosi convulsa sopra un seggio
IMELDAVaneggi! ...
(risorge, guarda all'intorno, fissa Imelda,
prorompe in lagrime, e si abbandona nelle braccia di lei)
LIDAAita!
LIDAUn forsennato
LIDAS'avventa nella tomba, e seco tragge
LIDALa madre sua infelice,
LIDAChe Lida maledice.
LIDACon l'ultimo singhiozzo!
O mio sospetto!
IMELDASvelami ... Arrigo forse? ...
LIDAAh! tu l'hai detto.
LIDAQuesto foglio stornar potria cotanta
LIDASciagura.
IMELDAPorgi.
LIDAOh, bada che non ti scerna
LIDAOcchio mortal d'Arrigo
LIDAVarcar le soglia!
IMELDANon temer ... lo scritto
IMELDAAlcun de' suoi gli recherà ...
Per uscire
SYSTEMScena IV
Rolando, e dette
ROLANDOT'arresta.
Oh ciel!
Imelda cela rapidamente il foglio
ROLANDOPria di partir, te donna, e il frutto
ROLANDODel nostro imene a riveder mi trasse
ROLANDOAmor!--L'adduci al sen paterno.
Ad Imelda che rientra
Il ciglio molle ha di pianto!
Commosso e cercando reprimersi
Chi mi regge?
ROLANDOO figlio! ...
(Imelda riede col fanciullo,
lo depone in braccio a Rolando,
ed esce veloce per l'opposto lato.
Rolando sta in lungo amplesso
tra il figlio e la sposa)
ROLANDOVittoria il ciel promise
ROLANDOAll'armi nostre, ma vittoria è prezzo
ROLANDODi sangue! e dove il mio
ROLANDOTutto spargessi ...
LIDANon seguir!
ROLANDOTu resti
ROLANDOInsegnatrice di virtude a lui.
Accennando il figlio
Ed a tanti martir serbata io fui!
ROLANDODigli ch'è sangue italico,
ROLANDODigli ch'è sangue mio,
ROLANDOChe dei mortali è giudice
ROLANDOLa terra no, ma Dio!
ROLANDOE dopo Dio la patria
ROLANDOGli apprendi a rispettar
LIDASperda ogni tristo augurio
LIDALa man che tempra il fato ...
LIDANon sai che a tanto strazio
LIDAMal regge il cor spezzato! ...
LIDAChe il dì novello un orfano
LIDApotrebbe in lui trovar!
Serrandosi nel petto il fanciullo
(fa inginocchiare il fanciulletto,
ed alzati gli occhi al cielo
stende a destra sul capo di lui)
ROLANDODeh! meco benedici
ROLANDOIl figlio mio, Signor!
LIDADall'ire dei nemici
LIDAGli salva il genitor.
ROLANDOE dopo dio ...
ROLANDOLida, Rolando
ROLANDOLa patria!
(Rolando ritorna il fanciullo nelle braccia materne:
Lida si ritragge col fanciullo)
SYSTEMScena V
8. Scena ed Aria
Arrigo, e detto
non cinge la negra ciarpa
ARRIGOTu m'appellasti ...
(va incontro ad Arrigo, lo conduce sul davanti
ed osserva attentamente all'intorno
che altri non possa udirlo)
ROLANDOSui lombardi campi
ROLANDOPiù volte al lato noi pugnammo ...
ARRIGOE salva in un di quei conflitti
ARRIGOEbbi la vita dal tuo valor.
ROLANDOBen sai di quale ardita
ROLANDOEsultanza guerriera io sfavillava,
ROLANDOQuando all'armi chiamava
ROLANDOLa tromba, ed or! ... le pieghe
ROLANDOPiù riposte dell'alma
ROLANDOA te svolger poss'io fremito arcano
ROLANDOTutto m'investe! Or son marito e padre!
Si asciuga una lagrima
ARRIGOO Rolando ...
ROLANDODi equestri elette squadre
ROLANDOA capo muover deggio innanzi l'alba
ROLANDOPrecursor dell'esercito: rimani
ROLANDOCoi Veronesi tu, ché della guerra
ROLANDOIl Consesso vi scelse
ROLANDODi Milano custodi.
Ignaro è ch'io poc'anzi!
(stringendo la mano d'Arrigo,
e portandola al suo cuore)
ROLANDOArrigo ... m'odi ...
ROLANDOSe al nuovo dì pugnando
ROLANDOAl giorno io chiudo il ciglio,
ROLANDOAffido e raccomando
ROLANDOA te la sposa e il figlio ...
ROLANDOÈ pegno sacro ed ultimo
ROLANDOChe all'amistade imploro! ...
ROLANDOEsser tu dèi per loro
ROLANDOL'angelo tutelar!
ARRIGO(Ho pieno il cor di lagrime,
ARRIGONon posso lagrimar!)
ROLANDOA me lo giura.
(Arrigo pone la sua nella destra di Rolando,
come in segno di giuramento)
ROLANDOM'abbraccia adesso ...
ROLANDOChe! dell'amico fuggi l'amplesso? ...
Arrigo lo abbraccia
ROLANDOAddio!
(Arrigo rientra singhiozzante e precipitoso:
Rolando s'avvia per l'opposto lato e già tocca la soglia,
quando ascolta sommessamente richiamarsi)
SYSTEMScena VI
Marcovaldo, e detto
MARCOVALDORolando? M'ascolta
MARCOVALDOOffeso, tradito fosti!
ROLANDOIo!
MARCOVALDOVilipeso
MARCOVALDOÈ l'onor tuo!
ROLANDOGran Dio! l'onore!
MARCOVALDODa un'empia!
ROLANDOCome?
MARCOVALDODa un seduttore!
ROLANDONòmali.
MARCOVALDOArrigo, Lida.
(la sua destra corre sul pugnale,
ma s'arresta ad un tratto)
ROLANDOTi giova l'essere inerme!
MARCOVALDOSecura prova
MARCOVALDOEcco del fallo.
Gli porge un foglio
ROLANDOCifre di Lida! ...
MARCOVALDODel ver presago vegliai l'infida ...
MARCOVALDOLa man che il foglio recar dovea
MARCOVALDOFu da me compra.
(legge con voce tremula
e rotta dal furore)
ROLANDO"Tutto apprendea.
ROLANDOFra i Cavalieri sacri alla morte
ROLANDOTi sei votato ... Move il consorte
ROLANDOEi primo incontro a Federigo ...
ROLANDOAnzi la pugna vederti, Arrigo,
ROLANDOM'è duopo ...
ROLANDOVieni ... te ne scongiuro ...
ROLANDOPel nostro ..."
MARCOVALDOSegui.
ROLANDO"Antico ... amor ...."
(La parola vien meno sul di lui labbro,
ma l'occhio scintillante e le membra convulse
attestano l'estremo della rabbia)
MARCOVALDO(Di mia vendetta è già maturo
MARCOVALDOL'ambito istante!)
ROLANDOMi scoppia il cor.
ROLANDOAhi! scellerate alme d'inferno,
ROLANDOSposo ed amico tradir così!
ROLANDONé la tua folgore, o Nume eterno,
ROLANDOLe inique teste incenerì?
ROLANDOTrema, ah! trema, coppia esecrata ...
ROLANDOSe il ciel t'assolve, io punirò!
ROLANDOL'ira tremenda in me destata.
ROLANDONel reo tuo sangue io spegnerò!
MARCOVALDO(La tua repulsa, donna ostinata,
MARCOVALDOIn odio atroce l'amor cangiò)
Partono
SYSTEMScena VII
Una stanza sull'alto della torre: ferrea porta da un lato,
in fondo verone che risponde sulle fossate delle mura.
La bruna ciarpa d'Arrigo pende dallo schiniere d'un seggio.
9. Scena e Terzetto
Arrigo
egli è sul verone
ARRIGORegna la notte ancor, né s'ode intorno
ARRIGOChe il mormorar del fiume
ARRIGOScorrente a piè di queste mura! Il foglio
ARRIGOAlla madre infelice.
ARRIGOCompiasi.
Siede presso un tavolino e scrive
SYSTEMScena VIII
Lida, e detto
(s'inoltra tacitamente
e figge gli sguardi sullo scritto)
LIDAVuoi morir!
ARRIGOChe!
(Corre smarrito alla porta
e la chiude)
LIDAMorir vuoi,
LIDAEd alla madre puoi
LIDAScriver la ria parola?
LIDAO crudo, ignori
LIDAChe sia l'amor de' figli! ...
ARRIGOAh! Lida ...
LIDAFra i perigli di guerra,
LIDAIl forte per la patria espone
LIDALa vita, e s'egli cade,
LIDAAl pianto del cordoglio
LIDAMescono i cari suoi pianti d'orgoglio.
LIDAMa tal non è di te, di te che fermo
LIDAAd ogni costo hai di morir.
ARRIGOCessasti d'amarmi, viver più non posso.
LIDAArrigo! ...
LIDAIo t'amo! ...
ARRIGOCiel!
LIDASì, t'amo ...
ARRIGOLida! ...
LIDAMa noi dobbiamo fuggirci,
LIDAE viver sin che Dio lo impone,
LIDATu per la madre, ed io pel figlio!
ARRIGOAh!
LIDASordo fosti al mio scritto, e quindi
LIDALa speme di cangiarti
LIDAQui mi trasse ...
ARRIGOIo non ebbi ...
(Odesi battere alla porta, essi tendono l'orecchio silenziosi:
la voce di Rolando appella)
dentro la scena
ROLANDOArrigo?
(Arrigo e Lida
restano come tocchi da fulmine.
La voce ripete)
ROLANDOArrigo?
ARRIGOSu ... quel ... veron ...
(Lida fugge sul verone,
ed Arrigo ne serra le imposte,
quindi apre la porta)
SYSTEMScena IX
Rolando, e detto
dopo aver guardato all'intorno
ROLANDOM'è noto che fra i guerrieri della morte il voto
ROLANDOSciogliesti, e pio riguardo
ROLANDOTi consigliò poc'anzi
ROLANDOCerto il silenzio coll'amico.
ARRIGOÈ vero ...
ROLANDOMa stringe il tempo, e vengo
ROLANDOAd affrettarti ...
ARRIGOSì ... Pur denso il velo
ARRIGOÈ della notte ancor ... Va ... mi procedi ...
T'inganni: l'alba già si mostra ... Vedi ...
Sì dicenda spalanca il verone
SYSTEMScena X
Lida, e detti
(cercando dissimulare invano il suo terrore
e tremando da capo a piedi)
LIDAQui trassi ... Volli scorgere ...
ARRIGOSì ... le falangi armate ...
ARRIGOChe in breve ...
(Uno sguardo di Rolando
lo costringe a tacersi)
con forzata calma
ROLANDOIo non v'interrogo,
ROLANDOPerché vi discolpate?
(Un momento di spaventevole silenzio.
Lida più non reggendo alla sua terribile confusione
cade genuflessa a piè del marito.
Arrigo è come trascinato a seguirne l'esempio)
ROLANDOAh! d'un consorte, o perfidi,
ROLANDOScempio faceste orrendo! ...
ROLANDOMa sacro è questo titolo,
ROLANDOSacro, e del par tremendo,
ROLANDOPoi ch'ambo nella polvere
ROLANDOVi tengo, ed al mio pie'!
LIDA(E non mi coglie un fulmine? ...
LIDANon s'apre il suol per me?)
LIDARolando? ...
ROLANDOTaci ... arretrati ...
ROLANDOEsci da' lari miei ...
ROLANDOÈ franto il nostro vincolo,
ROLANDOPiù sposa mia non sei.
ARRIGOCiel!
LIDAChe dicesti?
ARRIGOAh! placati ...
ARRIGOElla è innocente ... lo giuro ...
ROLANDOEd osi tu difenderla? ...
ROLANDOChiudi quel labbro impuro ...
ROLANDOPaventa le mie furie! ...
Stringendo l'elsa del pugnale
ARRIGOColpisci ...
Offrendogli il petto
ARRIGOMorte io vo' ...
ROLANDOEmpio!
(Sguainando la lama
e scagliandosi contro Arngo)
LIDAT'arresta ...
Rattenendolo
ARRIGOM'uccidi ...
(la porta ricorre al suo sguardo,
egli come preso da nuova risoluzione
si ferma ad un tratto)
ROLANDONo.
ROLANDOVendetta d'un momento
ROLANDOSarebbe il trucidarti ...
ROLANDOPoco dal sen strapparti
ROLANDOA brani a brani il cor ...
ROLANDODi cento morti e cento
ROLANDOSupplizio avrai maggior!
ARRIGOAh! no: trafitto, esangue
ARRIGOA' piedi tuoi m'atterra ...
ARRIGOPurgar tu dei la terra
ARRIGOD'un vil ... d'un seduttor ...
ARRIGONon può lavar che il sangue
ARRIGOLa macchia dell'onor! ...
Odesi un appello di trombe
ROLANDOLe trombe i prodi appellano ...
ARRIGOÈ ver.
(Correndo a guardar presso il verone,
mentre Rolando avvicinasi alla porta)
LIDATerribil dì! ...
ROLANDOTua pena sia ... l'infamia! ...
ARRIGOCome! ... L'infamia? ...
ROLANDOSì!
(Esce con la rapidità del baleno,
e serrata la porta, ascoltasi per difuori
strepito di chiavi e catenacci)
(nel colmo dello spavento si slancia sulla porta,
la percorre con gli occhi la tocca con le mani
cerca indarno ogni modo d'aprirla)
ARRIGOAh! Rolando! ... Il ciel ne attesto,
ARRIGOL'onor tuo non fu macchiato ...
ARRIGOSchiudi.
LIDAArrigo ...
ARRIGOS'io qui resto,
ARRIGOD'ignominia non fia notato!
ARRIGOIl mio nome! ...
LIDAPiù non reggo ...
(Cade sovra un seggio.
Comincia a sentirsi rumore d'armati,
e scalpitì o di cavalli)
tornando al verone
ARRIGODi Rolando la coorte già procede ...
Echeggian prolungati squilli di trombe
ARRIGOAh!
(Con grido acutissimo
e cacciandosi le mani fra i capelli)
ARRIGOSì ... lo veggo ...
ARRIGOÈ il drappello della morte! ...
(La disperazione, il delirio
si pingono nel suo volto)
ARRIGOOh furor! ... Quei prodi vanno
ARRIGOA salvar la patria, ed io! ...
ARRIGO"v'è Arrigo?'' sclameranno,
ARRIGO"Si nascose ... "
LIDAGiusto Iddio! ...
Levando desolata le mani al cielo
ARRIGO"Teme il ferro dei nemici ...
ARRIGOUn infame, un vile egli è!"
ARRIGONo ... vi seguo ...
Afferrando la ciarpa
LIDACiel! ... Che dici? ...
Balzando in piedi
ARRIGOViva Italia!
Si precipita dal verone
SYSTEMATTO IV
Morire per la Patria
Scena I
Piazza di Milano ove sorge un vestibolo di Tempio.
Le imbelli donne, i tremuli vecchi, e gl'innocenti fanciulli
son parte nel vestibolo e parte sulla via:
Lida vi è pur essa con Imelda e tutti genuflessi
odono in religioso raccoglimento le salmodie
che partono dall'interno.
9. Preghiera
SYSTEMCoro interno
ARRIGODeus meus, pone illos ut rotam
ARRIGOet sicut stipulam ante faciem venti
ARRIGOet sicut flamma comburens montes.
ARRIGOIta persequeris illos in tempestate tua
ARRIGOet in ira tua turbabis eos.
ARRIGOImple facies eorum ignominia
ARRIGOet quaerent nomen tuum, Domine.
LIDASei certa dunque? ...
IMELDANon temer: fu visto
Sommessamente fra esse
IMELDAUscir dal fiume illeso,
IMELDAE raggiungere le squadre.
(alzando gli occhi al cielo
irrigati di lagrime riconoscenti)
LIDAIo ti ringrazio, o de' portenti Padre.
POPOLOO tu che desti il fulmine,
POPOLOChe ciel governi e terra,
POPOLOI figli della patria
POPOLOReggi nell'aspra guerra,
POPOLONoi l'imploriamo in lagrime
POPOLODei sacri altari al pie'.
LIDAAh se d'Arrigo, e di Rolando
LIDAA te la vita raccomando,
LIDASalvi d'Italia, pietoso Iddio,
LIDAGli eroi più grandi io chieggo a te.
LIDAVoto d'un popolo è il voto mio!
LIDAAmor di patria favella in me!
11. Gran scena, Terzettino, ed Inno de vittoria
entro le scene
VOCIVittoria! vittoria!
(tutti sorgono: un'ansia vivissima
si dipinge in ogni volto)
LIDAVoi pur l'udiste? ... o mi tradì la speme?
LIDALontan lontano un grido
LIDANon suonò di vittoria? ...
GLI ALTRIE più dappresso,
GLI ALTRIPiù distinto si fa! ...
SYSTEMScena II
Secondo Console e Senatori,
seguiti da grossa calca di Cittadini e detti.
II. CONSOLEPopol, gioisci! ...
II. CONSOLEVincemmo!
II. CONSOLELida, Imelda, popolo
II. CONSOLEDio clemente!
II. CONSOLEOr or giungea
II. CONSOLEDa Legnano un messaggio ... appien sconfitto
II. CONSOLEEgli disse il nemico ...
II. CONSOLELo stesso imperator spento, o piagato
II. CONSOLEFu di sella balzato
II. CONSOLEDal veronese Arrigo!
IMELDAUdisti?
A Lida
LIDA(O core, una volta di gioia
LIDAin sen mi balzi!)
II. CONSOLEL'inno di grazie al Re dei re s'innalzi ...
(Entra nel tempio coi Senatori.
I cittadini abbracciansi l'un l'altro,
mescendo baci e lagrime di giubilo e di tenerezza.
Intanto veggonsi passare in lontano
alcune coorti reduci dalla battaglia,
e l'aria echeggia al giulivo clangore dei bellici strumenti
ed al rintocco de' sacri bronzi suonanti a festa)
TUTTIDall'Alpi a Cariddi echeggi vittoria!
TUTTIVittoria risponda l'Adriaco al Tirreno!
TUTTIItalia risorge vestita di gloria! ...
TUTTIInvitta e regina qual era sarà!
LIDANon può questa gioia comprender appieno
LIDAChi lombardo non è!
Odonsi lugubri squilli di trombe
LIDAQual mesto suon! ...
IMELDAChe fia? ...
ALCUNI DEL POPOLOTratto qui viene
ALCUNI DEL POPOLOFerito un cavalier! ...
LIDAPerché le vene
LIDAGelar m'intesi? ...
ALTRI POPOLANIGli è feral corteggio
ALTRI POPOLANIIl drappel della morte ...
(Movendo qualche passo
incontro ai sopravegnenti)
LIDAArrigo!
IMELDAInfausta sorte!
SYSTEMScena III
Arrigo ferito mortalmente,
e sorretto da alcuni Cavalieri della Morte:
più Duci milanesi lo seguono, fra i quali Rolando,
che si avanza taciturno ed a capo chino.
I suddetti
ARRIGOQui ... qui presso il trofeo di quell'eroe,
ARRIGONel cui nome il gran colpo vibrai ...
ARRIGORender qui l'alma al suo Fattore desio ...
(Lo adagiano sui gradini del tempio:
Lida prorompe in dirotto pianto,
egli si rivolge udendone i singhiozzi)
Ahi! sventurata!
Scorge Rolando
ARRIGOQuesta man ... Rolando ...
ARRIGOPria che l'agghiacci della morte il gelo ...
ARRIGOStringer non vuoi? ... L'ora è suonata!
Oh Cielo!
(Rolando muto, incerto,
come tratto da invincibile potere
si accosta ad Arrigo)
(si getta al collo di Rolando:
i cavalieri indietreggiano alquanto)
ARRIGOPer la salvata Italia ...
Raccogliendo le forze estreme
ARRIGOPer questo sangue il giuro ...
ARRIGOSiccome è puro un Angelo
ARRIGOIl cor di Lida è puro ...
che si è pur ella avvicinata al morente
LIDATi parli a pro del misero
LIDAIl dolce affetto antico ...
LIDACh'ei fra gli estremi aneliti
LIDARitrovi ancor l'amico ...
ROLANDO(Pietà mi scende all'anima ...
ROLANDOL'ire gelose ammorza ...
ROLANDOQuel detto ... quell'anelito
ROLANDOA lagrimar mi sforza ... )
(Nella più viva commozione stringe Lida al cuore,
e porge ad Arrigo la destra)
ROLANDOArrigo, poi Lida e Rolando
ROLANDONon mento ... error nefando
ROLANDOSarìa mentir ... spirando ...
ROLANDOChi muore per la patria
ROLANDOAlma sì rea non ha!
GLI ALTRI(Di sue virtudi il premio
GLI ALTRIIn ciel fra poco avrà!)
SYSTEMScena ultima
Il primo Console seguito da lunga tratta di armati,
e dal carroccio trionfante.
SYSTEMCoro nel tempio
GLI ALTRITe Deum laudamus.
GLI ALTRITe Dominum confitemur.
GLI ALTRITe aeternum Patrem omnis terra veneratur.
ARRIGOAh! ... quell'insegna ...
(Accennando il vessillo
di cui è sormontato il carroccio)
ARRIGOÈ l'ultimo
ARRIGOVoto d'un cor ...
ARRIGOmorente! ...
GLI ALTRIQual mai, qual perde Ausonia
GLI ALTRINobil guerrier possente!
(I cavalieri porgono ad Arrigo lo stendardo:
intanto dal tempio intuonasi l'inno di grazie)
ARRIGOÈ salva Italia! ... io spiro ...
ARRIGOE ... benedico ... il ... ciel!
(Bacia la bandiera, e cade morto,
stringendone il lembo sul cuore)
TUTTIApri Signor, l'empiro
TUTTIAl tuo guerrier fedel.