Otello

Verdi, Giuseppe

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Otello Libretto

OTELLO, moro, generale dell'Armat Veneta (Tenore)

JAGO, alfiere (Baritono)

CASSIO, capo di Squadra (Tenore)

RODERIGO, gentiluomo Veneziano (Tenore)

LODOVICO, Ambasciatore della Repubblica Veneta (Basso)

MONTANO, predecessore di Otello nel governo dell'Isola di Cipro (Basso)

Un ARALDO (Basso)

DESDEMONA, moglie di Otello (Soprano)

EMILIA, moglie di Jago (Mezzosoparno)

COROSoldati e Marinai della Repubblica Veneta, Gentildonne e Gentiluomini Veneziani,

COROPopolani Ciprioti, Uomini d'arme Greci, Dalmati e Albanesi, Fanciulli dell'isola

SYSTEMATTO PRIMO

SYSTEMSCENA I

L'esterno del Castello.

Una taverna con pergolato. Gli spaldi nel fondo e il mare. È sera. Lampi, tuoni, uragano.

Jago, Roderigo, Cassio, Montano, più tardi Otello. Ciprioti e Soldati veneti.

CIPRIOTIUna vela! Una vela! Un vessillo! Un vessillo!

Lampi e tuoni

MONTANOÈ l'alato Leon!

Entro le scene lontano

CASSIOOr la folgor lo svela.

ALTRI CHE SOPRAGGIUNGONOUno squillo!

Colpo di cannone

TUTTIHa tuonato il cannon!

CASSIOÈ la nave del Duce.

MONTANOOr s'affonda or s'inciela. . .

CASSIOErge il rostro dall'onda.

continui lampi

ALCUNI CIPRIOTTINelle nubi si cela e nel mar,

ALCUNI CIPRIOTTIe alla luce dei lampi ne appar.

TUTTILampi, un Tuono

TUTTILampi! tuoni! gorghi! turbi tempestosi e fulmini!

un fulmine

TUTTITreman l'onde! treman l'aure! treman basi e culmini.

entrano dal fondo molte donne del popolo

TUTTIFende l'etra un torvo e cieco spirto di vertigine.

TUTTIIddio scuote il cielo bieco, come un tetro vel.

TUTTITutto è fumo! tutto è fuoco! l'orrida caligine

TUTTIsi fa incendio, poi si spegne più funesta.

TUTTISpasima l'universo, accorre a valchi l'aquilon fantasima,

TUTTIi titanici oricalchi squillano nel ciel.

con gesti dipavento e di supplicazione e rivolti verso lo spaldo

Fulmini, lampi, e tuoni continui

TUTTIDio, fulgor della bufera!

TUTTIDio, sorriso della duna!

TUTTISalva l'arca e la bandiera

TUTTIdella veneta fortuna!

TUTTITu, che reggi gli astri e il Fato!

TUTTITu, che imperi al mondo e al ciel!

TUTTIFa che in fondo al mar placato

TUTTIposi l'àncora fedel.

un lampo

JAGOÈ infranto l'artimon!

altro lampo

RODERIGOIl rostro piomba su quello scoglio!

COROAita! Aita!

a Roderigo

ancora un lampo

L'alvo frenetico del mar sia la sua tomba!

CIPRIOTIÈ salvo! è salvo!

VOCI INTERNEGittate i palischermi!

Tuono lontano. Un lampo

VOCI INTERNEMano alle funi! Fermi!

Tuono lontano

CIPRIOTIForza ai remi! Alla riva!

scendono la scala dello spaldo

VOCI INTERNEAll'approdo! allo sbarco!

CIPRIOTIEvviva! Evviva! Evviva!

dalla scala della spiaggia salendo sullo spaldo con seguito di marinai e soldati

OTELLOEsultate! L'orgoglio musulmano

OTELLOsepolto è in mar; nostra e del ciel è gloria!

OTELLODopo l'armi lo vinse l'uragano.

CIPRIOTIEvviva Otello! Evviva! evviva! evviva!

CIPRIOTIVittoria! Vittoria! Vittoria!

CIPRIOTIStermino, dispersi, distrutti, sepolti nell'orrido

CIPRIOTITumulto piombâr

CIPRIOTIAvranno per requie la sferza dei flutti,

CIPRIOTIla ridda dei turbini,

CIPRIOTIl'abisso del mar.

CIPRIOTISi calma la bufera.

in disparte a Roderigo

JAGORoderigo, ebben, che pensi?

RODERIGOD'affogarmi.

JAGOStolto è chi s'affoga per amor di donna.

Alcuni del popolo formano da un lato una castasta di legna: la folla s'accalca intorno turbolenta e curiosa

RODERIGOVincer nol so.

JAGOSuvvia, fa senno, aspetta

JAGOl'opra del tempo. A Desdemona bella,

JAGOche nel segreto de' tuoi sogni adori,

JAGOpresto in uggia verranno i foschi baci

JAGOdi quel selvaggio dalle gonfie labbra.

JAGOBuon Roderigo, amico tuo sincero

JAGOmi ti professo, nè in più forte ambascia

JAGOsoccorrerti potrei. Se un fragil voto

JAGOdi femmina non è tropp'arduo nodo

JAGOpel genio mio nè per l'inferno, giuro

JAGOche quella donna sarà tua. M'ascolta -

JAGObenchè finga d'amarlo, odio quel Moro.

Entra Cassio: poi s'unisce a un crocchio di soldati

sempre in disparte a Roderigo

JAGOE una cagion dell'ira, eccola, guarda.

Indicando Cassio

JAGOQuell'azzimato capitano usurpa

continua il passaggio della bassa ciurma nel fondo

JAGOil grado mio, il grado mio che in cento

JAGOben pugnate battaglie ho meritato;

JAGOtal fu il voler d'Otello, ed io rimango

JAGOdi sua Moresca Signoria. . .l'alfiere!

dalla catasta incominciano ad alzarsi dei globi di fumo sempre più

JAGOMa, come è ver che tu Roderigo sei

JAGOcosi è pur vero che se il Moro io fossi

JAGOvedermi non vorrei d'attorno un Jago.

JAGOSe tu m'ascolti...

Il fuoco divampa. I tavernieri illuminano a festa il pergolato

COROFuoco di gioia, l'ilare vampa

COROfuga la notte col suo splendor.

COROGuizza, sfavilla, crepita, avvampa

COROfulgido incendio che invade il cor.

CORODal raggio attratti vaghi sembianti

COROmovono intorno mutando stuol,

COROe son fanciulle dai lieti canti,

COROe son farfalle dall'igneo vol.

COROArde la palma col sicomoro,

COROcanta la sposa col suo fedel;

COROsull'aurea fiamma, sul lieto coro

COROsoffia l'ardente spiro del ciel.

COROFuoco di gioia, rapido brilla!

CORORapido passa, fuoco d'amor!

COROSplende, s'oscura, palpita, oscilla,

COROl'ultimo guizzo, lampeggia e muor.

il fuoco si spegne a poco a poco: la bufera è cessata

Jago, Roderigo, Cassio e parecchi altri uomini d'arme intorno a un tavolo dove c'è del vino: parte in piedi, parte seduti

JAGORoderigo, beviam! Qua la tazza, Capitano.

CASSIONon bevo più.

avvicinando il boccale alla tazza di Cassio

JAGOIngoia questo sorso.

Ritirando il bicchiere

CASSIONo.

JAGOGuarda! Oggi impazza tutta Cipro!

JAGOÈ una notte di gioia, dunque…

CASSIOCessa. Già m'arde il cervello

CASSIOper un nappo vuotato.

JAGOSì, ancora bever devi.

JAGOAlle nozze d'Otello e Desdemona!

CIPRIOTIEvviva!

alzando il bicchiere e bevendo un poco

CASSIOEssa infiora questo lido.

sottovoce a Roderigo

Lo ascolta

CASSIOCol vago suo raggiar chiama i cuori a raccolta.

RODERIGOPur modesta essa è tanto.

CASSIOTu, Jago, canterai le sue lodi!

piano a Roderigo

Lo ascolta

forte a Cassio

JAGOIo non sono che un critico.

CASSIOEd ella d'ogni lode è più bella.

come sopra, a Roderigo, a parte

Ti guarda da quel Cassio

RODERIGOChe temi?

ancora a piano a Roderigo

JAGO(Ei favella

JAGOgià con troppo bollor, la gagliarda

JAGOgiovinezza lo sprona, è un astuto

JAGOseduttor che t'ingombra il cammino.

JAGOBada… )

RODERIGOEbben?

ancora a piano a Roderigo

JAGO(S'ei inebria è perduto!

JAGOFallo ber)

ai tavernieri

JAGOQua, ragazzi, del vino!

Jago riempie tre bicchieri: un per sé, uno per Roderigo, uno per Cassio.

I tavernieri circolano colle anfore.

a Cassio, col bicchiere in mano: la folla gli si avvicina e lo guarda curiosamente

JAGOInaffia l'ugola!

JAGOTrinca, tracanna!

JAGOPrima che svampino

JAGOcanto e bicchier.

a Jago, col bicchiere in mano

CASSIOQuesta del pampino

CASSIOverace manna

CASSIOdi vaghe annugola

CASSIOnebbie il pensier.

a tutti

JAGOChi all'esca ha morso

JAGOdel ditirambo

JAGOspavaldo e strambo

JAGObeva con me! beva con me,

JAGObeva, beva, beva con me!

TUTTIChi all'esca ha morso

TUTTIdel ditirambo

TUTTIspavaldo e strambo

TUTTIBeve con te.

a Roderigo indicando Cassio

Un altro sorso è brillo egli è

a Jago

Un altro sorso è brillo egli è

JAGOIl mondo palpita quand'io son brillo!

JAGOSfido l'ironico Nume e il destin!

bevendo ancora

CASSIOCome un armonico

CASSIOliuto oscillo;

CASSIOLa gioia scalpita

CASSIOsul mio cammin!

JAGOChi all'esca ha morso, etc…

TUTTIChi all'esca ha morso, etc…

a Roderigo

JAGOUn altro sorso e brillo egli è!

a Jago

RODERIGOUn altro sorso e brillo egli è!

a tutti

JAGOFuggan dal vivido nappo i codardi…

interrompendo

CASSIOIn fondo all'anima ciascun mi guardi!

beve

JAGO… che in cor nascondono frodi.

CASSIONon temo, non temo il ver.

JAGOChi all'esca ha…

JAGO… morso del ditirambo…

barcollando

CASSIOnon temo il ver, …

CASSIO… non temo il ver.

JAGO… bevi con me …

CASSIOnon temo il ver…

JAGObevi, bevi con me.

CASSIOe bevo e bevo e bevo…

La metà del Coro. Ridendo

CIPRIOTIAh! Ah Ah! Ah ah! Ah ah!…

CIPRIOTI… Ah ah! Ah ah! Ah ah!

vorrebbe ripetere il primo motivo, ma non si sovviene

CASSIODel calice…

a Roderigo

Egli è briaco fradicio

CASSIOdel calice…

CASSIO… gli orli …

JAGO(Ti scuoti.

JAGOLo trascina a contesa.

JAGOè pronto all'ira)

gli altri ridono di Cassio

CIPRIOTIAh ah! Ah ah!

t'offenderà. . .ne seguirà tumulto!

ripiglia, ma con voce soffocata

CASSIOdel calice… gli orli…

JAGO(Pensa che puoi così del lieto Otello

JAGOturbar la prima vigilia d'amor!)

risoluto

Ed è ciò che mi spinge

CASSIO… s'impor… s'impor… s'imporporino.

CIPRIOTIAh! Ah ah! Ah ah!

RODERIGO, JAGO, CASSIO, CIPRIOTIBevi, bevi con me, bevi con me.

Tutti bevono

venendo dal Castello, si rivolge a Cassio

MONTANOCapitano,

MONTANOv'attende la fazione ai baluradi.

barcollando

CASSIOAndiamo.

MONTANOChe vedo?

a Montano

JAGO(Ogni notte in tal guisa

JAGOCassio preludia al sonno)

a Jago

Otello il sappia

CASSIOAndiamo ai baluardi.

CASSIORODERIGO e CIPRIOTI

CASSIOAh, ah! Ah, ah!

CASSIOChi ride?

provocandolo

RODERIGORido d'un ebro…

scagliandosi contro Roderigo

CASSIOBada alle tue spalle! Furfante!

difendendosi

RODERIGOBriaco ribaldo!

CASSIOMarrano! Nessun più ti salva!

separandoli a forza e dirigendosi a Cassio

MONTANOFrenate la mano, Signor, ve ne prego.

a Montano

CASSIOTi spacco il cerebro se qui t'interponi.

MONTANOParole d'un ebro. . .

sguainando la spada. Montano s'arma anch'esso. Assalto furibondo. La folla si ritrae

CASSIOD'un ebro?!

a parte a Roderigo

JAGO(Va al porto, con quanta più possa

JAGOti resta, gridando: sommossa! sommossa!

JAGOVa! spargi il tumulto, l'orror. Le campane

JAGOrisuonino a stormo)

Roderigo esce correndo. Jago si rivolge rapidamente ai due combattenti

JAGOFratelli! l'immane conflitto cessate!

fuggendo

DONNE CIPRIOTIFuggiam!

JAGOCiel! già gronda di sangue Montano!

JAGOTenzon furibonda!

LE DONNEFuggiam, fuggiam!

JAGOTregua!

UOMINITregua!

LE DONNES'uccidono!

UOMINIPace!

agli astanti

JAGONessun più raffrena quel nembo pugnace!

JAGOSi gridi l'allarme! Satana gl'invade!!

Continua il combattimento. Donne fuggendo ed altre entro le scene

COROAll'armi!! All'armi!! Soccorso!! Soccorso!!

Campane a stormo

SYSTEMSCENA II

Otello, Jago, Cassio, Montano, popolo, soldati; più tardi Desdemona.

seguito da genti con fiaccole

OTELLOAbbasso le spade!

I Combattenti s'arrestano. Le nubi si diradano a poco a poco

OTELLOOlà! Che avvien? Son io fra i Saraceni?

OTELLOO la turchesa rabbia è in voi trasfusa

OTELLOda sbranarvi l'un l'altro? Onesto Jago,

OTELLOper quell'amor che tu mi porti, parla.

JAGONon so. . . qui tutti eran cortesi amici,

JAGOdianzi, e giocondi. . .ma ad un tratto, come

JAGOse un pianeta maligno avesse a quelli

JAGOsmagato il senno, sguainando l'arme

JAGOs'avventano furenti. . .avess'io prima

JAGOstroncati i pie' che qui m'addusser!

OTELLOCassio,

OTELLOcome obliasti te stesso a tal segno?

CASSIOGrazia. . . perdon. . . parlar non so. . .

OTELLOMontano. . .

sostenuto da un soldato

MONTANOSon ferito. . .

OTELLOFerito!. . . pel cielo

OTELLOGià il sangue mio ribolle. Ah! l'ira volge

OTELLOl'angelo nostro tutelare in fuga!

accorendo a Desdemona

OTELLOChe? La mia dolce Desdemona anch'essa

OTELLOper voi distolta da' suoi sogni?

OTELLOCassio, non sei più capitano.

Cassio lascia cadere la spada che è raccolta da Jago

pergendo la spada di Cassio ad un soldato

a sé stesso

Oh, mio trionfo!

OTELLOJago, tu va nella città sgomenta

OTELLOcon quella squadra a ricompor la pace.

Jago esce

OTELLOSi soccorra Montano. Al proprio tetto

Montano è accompagnato nel Castello

OTELLORitorni ognun. Io da qui non mi parto

a tutti con gesto imperioso

OTELLOse pria non vedo deserti gli spaldi.

La Scena si vuota. Otello fa cenno agli uomini colle fiaccole che lo accompagnano di rientrare nel castello.

SYSTEMSCENA III

Otello e Desdemona

OTELLOGià nella notte densa

OTELLOs'estingue ogni clamor.

OTELLOGià il mio cor fremebondo

OTELLOs'ammansa in quest'amplesso e si rinsensa.

OTELLOTuoni la guerra e s'inabissi il mondo

OTELLOse dopo l'ira immensa

OTELLOvien quest'immenso amor!

DESDEMONAMio superbo guerrier! Quanti tormenti,

DESDEMONAquanti mesti sospiri e quanta speme

DESDEMONAci condusse ai soavi abbracciamenti!

DESDEMONAOh! com'è dolce il mormorare insieme:

DESDEMONAte ne rammenti!

DESDEMONAQuando narravi l'esule tua vita

DESDEMONAe i fieri eventi e i lunghi tuoi dolor,

DESDEMONAed io t'udia coll'anima rapita

DESDEMONAin quei spaventi e coll'estasi in cor.

OTELLOPingea dell'armi il fremito, la pugna

OTELLOe il vol gagliardo alla breccia mortal,

OTELLOl'assalto, orribil edera, coll'ugna

OTELLOal baluardo e il sibilante stral.

DESDEMONAPoi mi guidavi ai fulgidi deserti,

DESDEMONAall'arse arene, al tuo materno suol;

DESDEMONAnarravi allor gli spasimi sofferti

DESDEMONAe le catene e dello schiavo il duol.

OTELLOIngentilia di lagrime la storia

OTELLOil tuo bel viso e il labbro di sospir;

OTELLOscendean sulle mie tenebre la gloria,

OTELLOil paradiso e gli astri a benedir.

DESDEMONAEd io vedea fra le tue tempie oscure

DESDEMONAsplender del genio l'eterea beltà.

OTELLOE tu m'amavi per le mie sventure

OTELLOed io t'amavo per la tua pietà.

DESDEMONAEd io t'amavo per le tue sventure

DESDEMONAe tu m'amavi per la mia pietà.

OTELLOE tu m'amavi…

DESDEMONAE tu m'amavi…

OTELLOEd io t'amavo…

DESDEMONA… per la tua, (mia) pietà.

sempre dolce

OTELLOVenga la morte! e mi colga nell'estasi

OTELLOdi quest'amplesso

OTELLOil momento supremo!

Il cielo si sarà tutto rasserenato: si vedranno alcune stelle e sul lembo dell'orizzonte il riflesso ceruleo della nascente luna

OTELLOTale è il gaudio dell'anima che temo,

OTELLOtemo che piu non mi sara concesso

OTELLOquest'attimo divino

OTELLOnell'ignoto avvenir del mio destino.

DESDEMONADisperda il ciel gli affanni

DESDEMONAe amor non muti col mutar degli anni.

OTELLOA questa tua preghiera

OTELLO"Amen" risponda la celeste schiera.

DESDEMONA"Amen" risponda.

appoggiandosi ad un rialzo degli spaldi

OTELLOAh! la gioia m'innonda

OTELLOsi fieramente… che ansante mi giacio…

OTELLOUn bacio…

DESDEMONAOtello!

OTELLOUn bacio… ancora un bacio,

alzandosi e mirando il cielo

OTELLOGia la pleiade ardente al mar discende.

DESDEMONATarda e la notte.

OTELLOVien… Venere splende.

DESDEMONAOtello!

s'avviano abbracciati verso il castello

SYSTEMATTO SECONDO

SYSTEMSCENA I

Una sala terrena nel Castello.

Una invetriata la divide da un grande giardino. Un verone.

Jago al di qua del verone. Cassio al di là.

al di qua del verone, a Cassio

JAGONon ti crucciar. Se credi a me, tra poco

JAGOfarai ritorno ai folleggianti amori

JAGOdi Monna Bianca, altiero capitano,

JAGOcoll'elsa d'oro e col balteo fregiato.

al di là del verone

CASSIONon lusingarmi. . .

JAGOAttendi a ciò ch'io dico.

JAGOTu dêi saper che Desdemona è il Duce

JAGOdel nostro Duce, sol per essa ei vive.

JAGOPregala tu, quell'anima cortese

JAGOper te interceda e il tuo perdono è certo.

CASSIOMa come favellarle?

JAGOè suo costume

JAGOgirsene a meriggiar fra quelle fronde

JAGOcolla consorte mia. Quivi l'aspetta.

JAGOOr t'è aperta la via di salvazione.

JAGOVanne.

Cassio s'allontana

SYSTEMSCENA II

Jago solo

seguendo coll'occhio Cassio

JAGOVanne; la tua meta già vedo.

JAGOTi spinge il tuo dimone,

JAGOe il tuo dimon son io.

JAGOE me trascina il mio, nel quale io credo,

JAGOinesorato Iddio.

allontanandosi dal verone seza più guardar Cassio che sarà scomparso fra gli alberi

JAGOCredo in un Dio crudel che m'ha creato

JAGOsimile a sè e che nell'ira io nomo.

JAGODalla viltà d'un germe o d'un atòmo

JAGOvile son nato.

JAGOSon scellerato

JAGOperchè son uomo;

JAGOe sento il fango originario in me.

JAGOSì! questa è la mia fe'!

JAGOCredo con fermo cuor, siccome crede

JAGOla vedovella al tempio,

JAGOche il mal ch'io penso e che da me procede,

JAGOper il mio destino adempio.

JAGOCredo che il guisto è un istrion beffardo,

JAGOe nel viso e nel cuor,

JAGOche tutto è in lui bugiardo:

JAGOlagrima, bacio, sguardo,

JAGOsacrificio ed onor.

JAGOE credo l'uom gioco d'iniqua sorte

JAGOdal germe della culla

JAGOal verme dell'avel.

JAGOVien dopo tanta irrision la Morte.

JAGOE poi? E poi? La Morte è il Nulla.

JAGOè vecchia fola il Ciel.

Si vede passare nel giardino Desdemona con Emilia. Jago si slacia al verone, al di là del quale è appostato

a Cassio

JAGOEccola …Cassio… a te… Questo è il momento.

JAGOTi scuoti… vien Desdemona.

Cassio va verso Desdemona, la saluta, le s'accosta

JAGOS'è mosso; la saluta

JAGOe s'avvicina.

JAGOOr qui si tragga Otello! …aiuta, aiuta

JAGOSàtana il mio cimento!

JAGOGià conversano insieme … ed essa inclina,

JAGOsorridendo, il bel viso.

si vedono ripassare nel giardino Cassio e Desdemona

JAGOMi basta un lampo sol di quel sorriso

JAGOper trascinare Otello alla ruina.

fa per avviarsi rapido all'uscio del lato destro, ma s'arresta subitamente

JAGOAndiam… Ma il caso in mio favor s'adopra.

JAGOEccolo… al posto, all'opra.

Si colloca immoto al verone, guardando fissamente verso il giardino, dove stanno Cassio e Desdemona

SYSTEMSCENA III

Jago e Otello

simulando di non aver visto Otello e fingendo di parlare fra sè

JAGOCiò m'accora.

OTELLOChe parli?

JAGONulla … voi qui? una vana

JAGOvoce m'uscì dal labbro …

OTELLOColui che s'allontana

OTELLOdalla mia sposa, è Cassio?

JAGOCassio? No …quei si scosse

JAGOcome un reo nel vedervi.

OTELLOCredo che Cassio ei fosse.

JAGOMio signore…

OTELLOChe brami?

JAGOCassio, nei primi dì del vostro amor,

JAGODesdemona non conosceva?

OTELLOSì.

OTELLOPerchè fai tale inchiesta?

JAGOIl mio pensiero è vago d'ubbie,

JAGOnon di malizia.

OTELLODi' il tuo pensiero, Jago.

JAGOVi confidaste a Cassio?

OTELLOSpesso un mio dono o un cenno

OTELLOportava alla mia sposa.

JAGODassenno?

OTELLOSi, dassenno.

OTELLONol credi onesto?

imitando Otello

JAGOOnesto?

OTELLOChe ascondi nel tuo core?

JAGOChe asondo in cor, signore?

OTELLO"Che ascondo in cor, signore?"

OTELLOPel cielo, tu sei l'eco dei detti miei, nel chiostro

OTELLOdell'anima ricetti qualche terribil mostro.

OTELLOSì,

declamato

OTELLOben t'udii poc'anzi mormorar: "Ciò m'accora."

OTELLOMa di che t'accoravi? Nomini Cassio e allora

OTELLOtu corrughi la fronte. Suvvia, parla, se m'ami.

JAGOVoi sapete ch'io v'amo.

OTELLODunque senza velami

OTELLOt'esprimi, e senza ambagi.

OTELLOT'esca fuor dalla gola

OTELLOil tuo più rio pensiero colla più ria parola.

JAGOS'anco teneste in mano tutta l'anima mia

JAGOnol sapreste.

OTELLOAh!

avvicinandosi molto ad Otello e sottovoce

JAGOTemete, signor, la gelosia!

JAGOè un'idra fosca, livida, cieca, col suo veleno

JAGOsè stessa attosca, vivida piaga le squarcia il seno.

OTELLOMiseria mia! No! il vano sospettar nulla giova.

OTELLOPria del dubbio l'indagine, dopo il dubbio la prova,

OTELLOdopo la prova (Otello ha sue leggi supreme),

OTELLOamore e gelosia vadan dispersi insieme!

JAGOUn tal proposto spezza di mie labbra il suggello.

JAGONon parlo ancor di prova, pur, generoso Otello,

JAGOvigilate. . .soventi le oneste e ben create

JAGOcoscienze non vedono la frode:

sottovoce

JAGOvigilate.

JAGOScrutate le parole di Desdemona, un detto

JAGOpuò ricondur la fede, può affermare il sospetto.

VOCI LONTANODove guardi splendono

VOCI LONTANOraggi, avvampan cuori,

VOCI LONTANOdove passi scendono

VOCI LONTANOnuvole di fiori.

VOCI LONTANOQui fra gigli e rose,

VOCI LONTANOcome a un casto altare,

VOCI LONTANOpadri, bimbi, spose

VOCI LONTANOvengono a cantar.

Si vede ricomparire Desdemona nel giardino, dalla vasta apertura del fondo: esse è circondata da donne dell'isola, da fanciulle, da marinai cipriotti e albanesi che si avanzano e le offrono fiori e rami fioriti ed altri doni. Alcuni s'accompagnano, cantando, sulla guzla (una specie di Mandòla), altri hanno delle piccole arpe ad armascollo.

JAGOEccola. . .vigilate.

Una parte del Coro in scena; uniti a questa vi sarrano dei figuranti con Mandolini, Chitarre e Cornamuse. L'altra parte resterà dietro la tela, unitamente ai suonatori di Mandolini, Chittare e Cornamuse.

VOCIDove guardi splendono

VOCIraggi, avvampan cuori,

VOCIdove passi scendono

VOCInuvole di fiori.

VOCIQui fra gigli e rose,

VOCIcome a un casto altare,

VOCIpadri, bimbi, spose

VOCIvengono a cantar.

spargendo al suolo fiori di giglio

FANCIULLIT'offriamo il giglio soave stel

FANCIULLIche in man degl'angeli fu assunto in ciel,

FANCIULLIche abbella il fulgido manto

FANCIULLIe la gonna della Madonna

FANCIULLIe il santo vel.

DONNE E MARINAIMentre all'aura vola

DONNE E MARINAIlieta la canzon,

DONNE E MARINAIl'agile mandòla

DONNE E MARINAIne accompagna il suon.

offrendo a Desdemona dei monili di corallo e di perle

MARINAIA te le porpore, le perle e gli ostri,

MARINAInella voragine còlti del mar.

MARINAIVogliam Desdemona coi doni nostri

MARINAIcome un'immagine sacra adornar.

DONNE E FANCIULLIMentre all'aura vola

DONNE E FANCIULLIlieta la canzon,

DONNE E FANCIULLIl'agile mandòla

DONNE E FANCIULLIne accompagna il suon.

spargendo fronde e fiori

LE DONNEA te la florida messe dai grembi

LE DONNEspargiam al suolo, a nembi, a nembi.

LE DONNEL'april circonda la sposa bionda

LE DONNEd'un etra rorida che vibra al sol.

FANCIULLI E MARINAIMentre all'aura vola

etc…

TUTTIDove guardi splendono raggi

etc…

DESDEMONASplende il cielo, danza

DESDEMONAl'aura, olezza il fior.

OTELLOQuel canto mi conquide.

OTELLOS'ella m'inganna, il ciel se stesso irride!

JAGOBeltà ed amor in dolce inno concordi!

JAGOI vostri infrangerò soavi accordi.

DESDEMONAGioia, amor, speranza

DESDEMONAcantan nel mio cor.

CIPRIOTIVivi felice! vivi felice!

CIPRIOTIAddio. Qui regna Amor.

OTELLOQuel canto mi conquide.

SYSTEMSCENA IV

Finito il Coro, Desdemona bacia la testa d'alcuni tra i fanciulli, e alcune donne le baciano il lembo della veste, ed essa porge una borsa ai marinai. Il Coro s'allontana. Desdemona, seguita poi da Emilia, entra nella sala e s'avanza verso Otello.

a Otello

DESDEMONAD'un uom che geme sotto il tuo disdegno

DESDEMONAla preghiera ti porto.

OTELLOChi è costui?

OTELLOEra lui

OTELLOche ti parlava sotto quelle fronde?

DESDEMONALui stesso, e il suo dolor che in me s'infonde

DESDEMONAtanto è verace che di grazia è degno.

DESDEMONAIntercedo per lui, per lui ti prego.

DESDEMONATu gli perdona.

con asprezza

OTELLONon ora.

DESDEMONANon oppormi il tuo diniego.

DESDEMONAGli perdona.

OTELLONon ora.

DESDEMONAPerchè torbida suona la voce tua?

DESDEMONAQual pena t'addolora?

OTELLOM'ardon le tempie.

spiegando il suo fazzoletto come per fasciare la fronte d'Otello

DESDEMONAQuell'ardor molesto

DESDEMONAsvanirà, se con questo

DESDEMONAmorbido lino la mia man ti fascia.

getta il fazzoletto a terra

OTELLONon ho d'uopo di ciò.

DESDEMONATu sei crucciato, signor.

aspramente

OTELLOMi lascia! mi lascia!

Emilia raccoglie il fazzoletto dal suolo.

DESDEMONASe inconscia, contro te, sposo, ho peccato,

DESDEMONAdammi la dolce e lieta parola del perdono.

a parte

OTELLO(Forse perchè gl'inganni

OTELLOd'arguto amor non tendo. . )

DESDEMONALa tua fanciulla io sono

DESDEMONAumile e mansueta;

DESDEMONAma il labbro tuo sospira,

DESDEMONAhai l'occhio fiso al suol.

DESDEMONAGuardami in volto e mira

DESDEMONAcome favella amor.

DESDEMONAVien ch'io t'allieti il core,

DESDEMONAch'io ti lenisca il duol.

DESDEMONAGuardami in volto e mira,

etc…

OTELLO(… forse perchè discendo

OTELLOnella valle degli anni,

OTELLOforse perchè ho sul viso

OTELLOquest'atro tenebror. . .

OTELLOforse perchè gl'inganni d'arguto

OTELLOamor non tendo,

etc…

OTELLOElla è perduta è irriso

OTELLOio sono e il core m'infrango

OTELLOe ruinar nel fango

OTELLOvedo il mio sogno d'or.

OTELLOElla è perduta e irriso,

etc…

a Emilia sottovoce

JAGO(Quel vel mi porgi

JAGOch'or hai raccolto.)

sottovoce a Jago

EMILIA(Qual frode scorgi?

EMILIATi leggo in volto.)

JAGOT'opponi a vôto

JAGOquand'io commando.

EMILIAIl tuo nefando

EMILIAlivor m'è noto.

JAGOSospetto insano!

EMILIAGuardia fedel

EMILIAè questa mano.

JAGODammi quel vel!

afferra violentemente il braccio di Emilia

JAGOSu te l'irosa mia man s'aggrava!

EMILIASon la tua sposa,

EMILIAnon la tua schiava.

JAGOLa schiava impura

JAGOtu sei di Jago.

EMILIAHo il cor presago

EMILIAd'una sventura.

JAGONé mi paventi?

EMILIAUomo crudel!

JAGOA me.

EMILIAChe tenti?

JAGOA me quel vel!

con un colpo di mano Jago ha carpito il fazzoletto ad Emilia

EMILIAUomo crudel!

a sé stesso

JAGO(Già la mia brama

JAGOconquido, ed ora

JAGOsu questa trama

JAGOJago lavora!)

a sé stessa

EMILIA(Vinser gli artigli

EMILIAtruci e codardi.

EMILIADio dai perigli

EMILIAsempre ci guardi)

DESDEMONADammi la dolce e lieta parola del perdon.

OTELLOEscite! Solo vo' restar.

sottovoce ad Emilia che sta per escire

JAGOTi giova tacer. Intendi?

Desdemona ed Emilia escono. Jago finge d'escire dalla porta del fondo, ma giuntovi s'arresta.

SYSTEMSCENA V

Otello, Jago sul fondo

accasciato, su d'un sedile

OTELLODesdemona rea!

nel fondo guardando di nascosto il fazzoletto, poi riponendolo con cura nel giustacuore

JAGO(Con questi fili tramerò la prova

JAGOdel peccato d'amor. Nella dimora

JAGOdi Cassio ciò s'asconda)

OTELLOAtroce idea!

fissando Otello

Il mio velen lavora

OTELLORea contro me! contro me!

cupo

Soffri e ruggi!

OTELLOAtroce! atroce!

JAGONon pensateci più.

dopo essersi portato accanto ad Otello, bonariamente

balzando

OTELLOTu? Indietro! fuggi!

OTELLOM'hai legato alla croce! Ahimè!

OTELLOPiù orrendo d'ogni orrenda ingiuria

OTELLOdell'ingiuria è il sospetto.

OTELLONell'ore arcane della sua lussuria

OTELLO(e a me furate!) m'agitava il petto

OTELLOforse un presagio! Ero baldo, giulivo.

OTELLONulla sapevo ancora; io non sentivo

OTELLOsul suo corpo divin che m'innamora

OTELLOe sui labbri mendaci

OTELLOgli ardenti baci

OTELLOdi Cassio! Ed ora! ed ora…

OTELLOOra e per sempre addio sante memorie,

OTELLOaddio, sublimi incanti del pensier!

OTELLOAddio schiere fulgenti, addio vittorie,

OTELLOdardi volanti e volanti corsier!

OTELLOAddio, vessillo trionfale e pio,

OTELLOe diane squillanti in sul mattin!

OTELLOClamori e canti di battaglia, addio!

OTELLODella gloria d'Otello è questo il fin.

JAGOPace, signor.

OTELLOSciagurato! mi trova una prova secura

OTELLOche Desdemona è impura. . .

OTELLONon sfuggir! nulla ti giova!

OTELLOVo' una secura, una visibil prova!

OTELLOO sulla tua testa

OTELLOs'accenda e precipiti il fulmine

OTELLOdel mio spaventoso furor che si desta!

Afferra Jago alla gola e lo atterra.

JAGODivina grazia difendimi!

Alzandosi

JAGOIl cielo vi protegga. Non son più vostro alfiere.

JAGOVoglio che il mondo testimon mi sia

JAGOche l'onestà è periglio.

fa per andarsene

OTELLONo… rimani. Forse onesto tu sei.

sulla soglia fingendo d'andarsene

JAGOMeglio varebbe ch'io fossi un ciurmador.

OTELLOPer l'universo!

OTELLOCredo leale Desdemona e credo

OTELLOche non lo sia. Te credo onesto e credo

OTELLOdisleale. . .La prova io voglio!

OTELLOVoglio la certezza!

ritornando verso Otello

JAGOSignor, frenate l'ansie.

JAGOE qual certezza v'abbisogna?

JAGOAvvinti verderli forse?

OTELLOAh, morte e dannazione!

JAGOArdua impresa sarebbe; e qual certezza

JAGOsognate voi se quell'immondo fatto

JAGOsempre vi sfuggirà? Ma pur se guida

JAGOè la ragione al vero, una sì forte

JAGOcongettura riserbo che per poco alla

JAGOcertezza vi conduce. Udite.

avvicinandosi molto ad Otello e sottovoce

JAGOEra la notte, Cassio dormìa,

JAGOgli stavo accanto.

JAGOCon interrotte voci tradia

JAGOl'intimo incanto.

JAGOLe labbra lente, lente movea,

JAGOnell'abbandono

JAGOdel sogno ardente, e allor dicea,

JAGOcon flebil suono:

sottovoce parlate

JAGO"Desdemona soave! Il nostro amor s'asconda.

JAGOCauti vegliamo! L'estasi del ciel

JAGOtutto m'innonda."

JAGOSeguìa più vago l'incubo blando;

JAGOcon molle angoscia

JAGOl'interna imago quasi baciando,

JAGOei disse poscia:

sempre sottovoce

JAGO"Il rio destino impreco

JAGOche al Moro ti donò".

JAGOE allora il sogno

JAGOin cieco letargo si mutò.

OTELLOOh! mostuosa colpa!

JAGOIo non narrai che un sogno.

OTELLOUn sogno che rivela un fatto.

JAGOUn sogno che può dar forma di prova

JAGOad altro indizio.

OTELLOE qual?

JAGOTalor vedeste

JAGOin mano di Desdemona un tessuto trapunto

JAGOa fior e più sottil d'un velo?

OTELLOÈ il fazzoletto ch'io le diedi,

OTELLOpegno primo d'amor.

JAGOQuel fazzoletto ieri

JAGO(certo ne son) lo vidi in man di Cassio.

OTELLOAh! Mille vite gli donasse Iddio!

OTELLOUna è povera preda al furor mio!!

OTELLOJago, ho il cor di gelo.

OTELLOLungi da me le pietose larve!

OTELLOTutto il mio vano amor escalo al cielo;

OTELLOGuardami, ei sparve.

OTELLONelle suespire d'angue

OTELLOL'idra m'avvince!

OTELLOAh! Sangue, sangue, sangue!

S'inginocchia

OTELLOSi, pel ciel marmoreo giuro!

OTELLOPer le attorte folgori!

OTELLOPer la Morte e per l'oscuro mar sterminator!

OTELLOD'ira e d'impeto tremendo

OTELLOpresto fia che sfolgori

OTELLOQuesta man ch'io levo e stendo!

Levando la mano al cielo. Otello fa per alzarsi; Jago lo trattiene inginocchiato

s'inginocchia anch'esso

JAGONon v'alzate ancor!

JAGOTestimon è il Sol ch'io miro,

JAGOche m'irradia e inanima

JAGOl'ampia terra e il vasto spiro

JAGOdel Creato inter,

JAGOche ad Otello io sacro ardenti,

JAGOcore, braccio ed anima

JAGOs'anco ad opere cruenti

JAGOs'armi il suo voler!

JAGOJAGO e OTELLO

alzando le mani al cielo come chi giura

JAGOSì, pel ciel marmoreo giuro!

JAGOPer le attorte folgori!

JAGOPer la Morte e per l'oscuro mar sterminator!

JAGOD'ira e d'impeto tremendo presto fia

JAGOche sfolgori questa man ch'io levo e stendo!

JAGODio vendicator!

SYSTEMATTO TERZO

SYSTEMSCENA I

La gran sala del Castello. A destra un vasto peristilio a colonne. Questo peristilio è annesso ad una sala di minori proporzioni; nel fondo della sala un verone.

Otello, Jago, l'Araldo.

dal peristilio, a Otello che sarà con Jago nella sala

ARALDOLa vedetta del porto ha segnalato

ARALDOla veneta galea che a Cipro adduce

ARALDOgli ambasciatori.

Otello fa cenno all'Araldo di allontanarsi

a Jago

OTELLOBene sta.

OTELLOContinua.

JAGOQui trarrò Cassio e con astute inchieste

JAGOlo adescherò a ciarlar.

indicando il vano del verone

JAGOVoi là nascosto

JAGOscrutate i modi suoi, le sue parole,

JAGOi lazzi, i gesti. Paziente siate

JAGOo la prova vi sfugge. Ecco Desdemona.

JAGOFinger conviene… io vado.

dicendo io vado, s'allontana come per escire, poi s'arresta e si riavvinca ad Otello per dirgli l'ultima parola

JAGOIl fazzoletto…

OTELLOVa! volentieri obliato l'avrei.

Jago esce

SYSTEMSCENA II

Otello, Desdemona

dalla porta di sinistra, ancora presso alla soglia

DESDEMONADio ti giocondi, o sposo dell'alma mia sovrano.

andando incontro a Desdemona

OTELLOGrazie, madonna, datemi la vostra eburnea mano.

le prende la mano

OTELLOCaldo mador ne irrora la morbida beltà.

DESDEMONAEssa ancor l'orme ignora del duolo e dell'età.

con eleganza

OTELLOEppur qui annida il demone gentil del mal consiglio,

OTELLOche il vago avorio allumina del piccioletto artiglio.

OTELLOMollemente alla prece s'atteggiae al pio fervore.

DESDEMONAEppur con questa mano io v'ho donato il core…

DESDEMONAMa riparlar vi debbo di Cassio.

OTELLOAncor l'ambascia

OTELLOdel mio morbo m'assale; tu la fronte mi fascia.

sciogliendo un fazzoletto

DESDEMONAA te.

OTELLONo; il fazzoletto voglio ch'io ti donai.

DESDEMONANon l'ho meco.

OTELLODesdemona, guai se lo perdi! guai!

OTELLOUna possente maga ne ordia lo stame arcano.

OTELLOIvi è riposta l'alta malia d'un talismano.

OTELLOBada! smarrirlo, oppur donarlo, è ria sventura!

DESDEMONAIl vero parli?

OTELLOIl vero parlo.

DESDEMONAMi fai paura!

OTELLOChe? l'hai perduto forse?

DESDEMONANo.

OTELLOLo cerca.

DESDEMONAFra poco…lo cercherò…

OTELLONo, tosto!

con eleganza

DESDEMONATu di me ti fai gioco.

DESDEMONAStorni cosi l'inchiesta di Cassio;

DESDEMONAastuzia è questa del tuo pensier.

OTELLOPel cielo! l'anima mia si desta!

OTELLOIl fazzoletto…

DESDEMONAÈ Cassio l'amico tuo diletto.

più marcato

OTELLOIl fazzoletto!

DESDEMONAA Cassio, a Cassio perdona …

terribile

OTELLOIl fazzoletto!

DESDEMONAGran Dio! nella tua voce v'è un grido di minaccia!

OTELLOAlza quegli occhi!

DESDEMONAAtroce idea!

prendendola a forza sotto il mento e per le spalle e obbligandola a guardarlo

OTELLOGuardami in faccia! Dimmi chi sei!

DESDEMONALa sposa fedel d'Otello

OTELLOGiura!

OTELLOGiura e ti danna …

DESDEMONAOtello fedel mi crede.

OTELLOImpura ti credo.

DESDEMONAIddio m'aiuta!

OTELLOCorri alla tua condanna,

OTELLOdi' che sei casta.

fissandolo

DESDEMONACasta … Io son …

OTELLOGiura e ti danna!

DESDEMONAEsterrefatta fisso lo sguardo tuo tremendo,

DESDEMONAin te parla una Furia, la sento e non l'intendo.

DESDEMONAMi guarda! il volto e l'anima ti svelo; il core infranto

DESDEMONAmi scruta…io prego il cielo per te con questo pianto,

DESDEMONAper te con queste stille cocenti aspergo il suol.

DESDEMONAGuarda le prime lagrime, che da me spreme il duol.

OTELLOS'or ti scorge il tuo demone, un angelo ti crede

OTELLOe non t'afferra.

con energia

DESDEMONAVede l'Eterno la mia fede!

OTELLONo! la vede l'inferno.

DESDEMONALa tua giustizia impetro, sposo mio!

OTELLOAh! Desdemona! Indietro! indietro! indietro!

DESDEMONATu pur piangi?…e gemendo freni del cor lo schianto!

DESDEMONAE son io l'innocente cagion di tanto pianto!

DESDEMONAQual è il mio fallo?

OTELLOE il chiedi?…Il più nero delitto

OTELLOsovra il candido giglio della tua fronte è scritto.

DESDEMONAAhimé!

OTELLOChe? non sei forse una vil cortigiana?

DESDEMONACiel! No…no…pel battesmo della fede cristiana!

OTELLOChe?

DESDEMONAAh!…non son ciò che esprime quella parola orrenda.

Otello mutando d'un tratto l'ira nella più terribile calma dell'ironia, prende Desdemona per mano e la conduce alla porta d'onde entrò.

OTELLODatemi ancor l'eburnea mano, vo' fare ammenda.

marcato, a voce spiegata

OTELLOVi credea

a voce bassa parlando

perdonate se il mio pensiero è fello

a voce spiegata

OTELLOquella vil cortigana

cupo e terribile

OTELLOche è la sposa d'Otello.

Otello sforza con un'inflessione del braccio, ma senza scomporsi, Desdemona ad escire. Poi ritorna verso il contro della scena nel massimo grado dell'abbattimento.

SYSTEMSCENA III

Otello

OTELLODio! mi potevi scagliar tutti i mali

OTELLOdella miseria, della vergogna,

OTELLOfar de' miei baldi trofei trionfali

OTELLOuna maceria, una menzogna…

OTELLOE avrei portàto la croce crudel

OTELLOd'angoscie e d'onte

OTELLOcon calma fronte

OTELLOe rassegnato al volere del ciel.

OTELLOMa, o pianto, o duol! m'han rapito il mirraggio

OTELLOdov'io, giulivo, l'anima acqueto.

OTELLOSpento è quel sol, quel sorriso, quel raggio

OTELLOche mi fa vivo, che mi fa lieto!

OTELLOTu alfin, Clemenza, pio genio immortal

OTELLOdal roseo riso,

OTELLOcopri il tuo viso

OTELLOsanto coll'orrida larva infernal!

SYSTEMSCENA IV

Otello, poi Jago

OTELLOAh! Dannazione!

OTELLOPria confessi il delitto e poscia muoia!

OTELLOConfession! Confession!

OTELLOLa prova!

entra Jago

indicando l'ingresso

JAGOCassio è là!

OTELLOLà? Cielo! Oh, gioia!

con raccapriccio

OTELLOOrror! Supplizi immondi!

JAGOTi frena! Ti nascondi!

conduce rapidamente Otello nel fondo a sinistra dove c'è il vano del verone.; corre verso il fondo del peristilio dove incontra Cassio che esita ad entrare.

SYSTEMSCENA V

Otello nascosto, Jago e Cassio

a Cassio

JAGOVieni, l'aula è deserta.

JAGOT'inoltra, o Capitano.

CASSIOQuesto nome d'onor suona ancor vano per me.

JAGOFa cor, la tua causa è in tal mano

JAGOche la vittoria è certa.

CASSIOIo qui credea di ritrovar Desdemona.

nascosto

OTELLOEi la nomò!

CASSIOVorrei parlarle ancora,

CASSIOper saper se la mia grazia è profferta.

gaiamente

JAGOL'attendi…

conducendo Cassio accanto alla prima colonna del peristilio

JAGOE intanto, giacchè non si stanca

JAGOmai la tua lingua nelle fole gaie,

JAGOnarrami un po' di lei che t'innamora.

CASSIODi chi?

sottovoce assai

JAGODi Bianca

Sorride!

CASSIOBaie!

JAGOEssa t'avvince coi vaghi rai.

CASSIORider mi fai.

JAGORide chi vince.

ridendo

CASSIOIn tal disfide, per verità,

CASSIOvince chi ride - Ah! Ah!

ridendo

JAGOAh! Ah!

dal verone

OTELLO(L'empio trionfa, il suo scherno m'uccide.

OTELLODio frena l'ansia che in core mi sta!)

CASSIONel segno hai côlto. Sì, lo confesso.

CASSIOM'odi…

assai sottovoce

JAGOSommesso parla. T'ascolto.

Jago conduce Cassio in posto più lontano da Otello.

molto sottovoce

CASSIOJago, t'è nota la mia dimora …

le parole si perdono

avvicinandosi un poco e cautamente per udir le parole

Or gli racconta il modo, il luogo e l'ora. .

sempre sottovoce

CASSIO… da mano ignota …

le parole si perdono ancora

OTELLO(Le parole non odo…

OTELLOLasso! e udir le vorrei! Dove son giunto!)

CASSIO… un vel trapunto …

come sopra

JAGOè strano! è strano!

D'avvicinarmi Jago mi fa cenno

passa con cautela e si nasconde dietro le colonne

sottovoce

JAGODa ignota mano?

molto forte

JAGOBaie!

fa cenno a Cassio di parlare ancora sottovoce

CASSIODa senno.

CASSIOQuanto mi tarda saper chi sia…

guardando rapidamente dalla parte d'Otello - fra sè

Otello spia

a Cassio ad alta voce

JAGOL'hai teco?

estrae dal giustacuore il fazzoletto di Desdemona

CASSIOGuarda.

prendendo il fazzoletto

JAGOQual meraviglia!

a parte

JAGO(Otello origlia.

JAGOEi s'avvicina con mosse accorte)

a Cassio scherzando

JAGOBel cavaliere,

mettendo le mani dietro la schiena perchè Otello possa osservare il fazzoletto

JAGOnel vostro ostello perdono gli angeli l'aureola e il vel.

avvicinandosi assai al fazzoletto, dietro le spalle di Jago e nascosta dalla prima colonna

è quello! è quello!

OTELLORuina e morte!

Origlia Otello

a parte sottovoce

OTELLO(Tutto è spento! Amore e duol.

OTELLOL'alma mia nessun più smuova)

a Cassio indicando il fazzoletto

JAGOQuesta è una ragna

JAGOdove il tuo cuor

JAGOcasca, si lagna,

JAGOs'impiglia e muor.

JAGOTroppo l'ammiri,

JAGOtroppo la guardi;

JAGObada ai deliri

JAGOvani e bugiardi.

JAGOQuesta è una ragna,

etc…

guardando il fazzoletto che avrà ritolto a Jago

CASSIOMiracolo vago

CASSIOdell'aspo e dell'ago

CASSIOche in raggi tramuta

CASSIOle fila d'un vel,

CASSIOpiù bianco, più leve

CASSIOche fiocco di neve,

CASSIOche nube tessuta

CASSIOdall'aure del ciel.

JAGOQuesta è una ragna

JAGOdove il tuo cuor…

JAGO… casca, si lagna,

JAGOs'impiglia e muor.

JAGOTroppo l'ammiri,

JAGOtroppo la guardi;

JAGObada ai deliri

JAGOvani e bugiardi.

JAGOAh bada,

JAGOquesta è una ragna

JAGOdove il tuo cuor

JAGOcasca, si lagna,

JAGOs'impiglia e muor.

CASSIOMiracolo vago…

CASSIOPiù bianco, più leve

CASSIOche fiocco di neve,

CASSIOche nube tessuta

CASSIOdalla'aure del ciel.

CASSIOMiracol, miracolo vago!

nascosto dietro la colonna e guardando di tratto in tratto il fazzoletto nelle mani di Cassio

OTELLO(Tradimento, tradimento, tradimento,

OTELLOla tua prova, la tua prova

OTELLOspaventosa mostri al Sol)

CASSIOMiracolo vago!

Tradimento!

a Cassio

JAGOTroppo l'ammiri.

Tradimento!

JAGOBada! Bada!

Trombe interne in Do; ben lontano. Rispondono dal Castello

JAGOQuest'è il segnale che annuncia

JAGOl'approdo della trireme veneziana.

Trombe da altra parte

JAGOAscolta.

JAGOTutto il castel co'suoi squilli risponde.

JAGOSe qui non vuoi con Otello scontrarti,

JAGOfuggi.

CASSIOAddio.

JAGOVa.

Cassio esce velocemente dal fondo.

SYSTEMSCENA VI

Jago e Otello

avvicinandosi a Jago

OTELLOCome la ucciderò?

JAGOVedeste ben com'egli ha riso?

OTELLOVidi.

JAGOE il fazzoletto?

OTELLOTutto vidi.

Coro interno

CIPRIOTIEvviva! Alla riva!

VOCI LONTANEAllo sbarco!

OTELLOÈ condannata.

TUTTIEvviva!

OTELLOFa ch'io m'abbia un velen per questa notte.

TUTTIEvviva il Leon di San Marco!

JAGOIl tosco, no - Val meglio soffocarla,

JAGOlà nel suo letto, là, dove ha peccato.

OTELLOQuesta giustizia tua mi pace.

a mezza voce

JAGOA Cassio - Jago provvederà.

OTELLOJago, fin d'ora mio Capitano t'eleggo.

JAGOMio Duce, grazie vi rendo.

JAGOEcco gli Ambasciatori.

JAGOLi accogliete. Ma ad evitar sospetti,

JAGODesdemona si mostri a quei Messeri.

OTELLOSi, qui l'adduci.

Jago esce dalla porta di sinistra; Otello s'avvia verso il fondo per ricevere gli Ambasciatori.

SYSTEMSCENA VII

Otello, Lodovico, Roderigo, l'Araldo. Dignitari della Repubblica Veneta. Gentiluomini e Dame. Soldati. Trombettieri dal fondo, poi Jago con Desdemona ed Emilia dalla sinistra.

TUTTIViva! Evviva!

TUTTIViva il Leon di San Marco.

TUTTIEvviva, evviva! etc…

tenendo una pergamena avvoltolata in mano

LODOVICOIl Doge ed il Senato

LODOVICOsalutano l'eroe trionfatore

LODOVICOdi Cipro. Io reco nelle vostre mani

LODOVICOil messaggio dogale.

prendendo il messaggio e baciando il suggello

OTELLOIo bacio il segno della Sovrana Maestà.

poi lo spiega e legge

avvicinandosi a Desdemona

LODOVICOMadonna,

LODOVICOv'abbia il ciel in sua guardia.

DESDEMONAE il ciel v'ascolti.

a Desdemona, a parte

Come sei mesta!

ad Emilia, a parte

DESDEMONA(Emilia, una gran nube

DESDEMONAturba il senno d'Otello e il mio destino)

a Lodovico

JAGOMessere, son lieto di vedervi.

Si sarà formato un crocchio tra Desdemona, Lodovico e Jago

LODOVICOJago, quali nuove?…ma in mezzo a voi

LODOVICOnon trovo Cassio.

JAGOCon lui crucciato è Otello.

DESDEMONACredo che in grazia tornerà.

sempre in atto di leggere. A Desdemona rapidamente

OTELLONe siete certa?

DESDEMONAChe dite?

LODOVICOEi legge, non vi parla.

JAGOForse che in grazia tornerà.

DESDEMONAJago, lo spero;

DESDEMONAsai se un verace affetto io porti a Cassio…

sempre in atto di leggere, ma febbrilmente a Desdemona, sottovoce

OTELLOFrenate dunque le labbra loquaci…

DESDEMONAPerdonate, signor…

avventandosi contro Desdemona

OTELLODemonio, taci!

arrestando il gesto d'Otello

LODOVICOFerma!

TUTTIOrrore! Orrore!

LODOVICOLa mente mia non osa

LODOVICOpensar ch'io vidi il vero.

all'Araldo, con accento imperioso

OTELLOA me Cassio!

ad Otello a bassa voce

Che tenti?

l'Araldo esce

a Jago sottovoce

Guardala mentre ei giunge

GENTILUOMINIAh! triste sposa!

si avvicina a Jago e gli dice a parte

LODOVICOQuest'è dunque l'erore? quest'è il querriero

LODOVICOdai sublimi ardimenti?

JAGOÈ quel ch'egli è.

LODOVICOPalesa il tuo pensiero.

JAGOMeglio è tener su ciò la lingua muta.

SYSTEMSCENA VIII

Cassio seguito dall'Araldo e detti

che avrà sempre fissato la porta

OTELLO(Eccolo!

appare Cassio

OTELLOè lui!

a Jago

OTELLOnell'animo lo scruta)

ad alta voce a tutti

OTELLOMesseri! Il Doge…

a parte a Desdemona

ben tu fingi il pianto

ad alta voce a tutti

OTELLO…mi richiama a Venezia…

Infida sorte!

OTELLO…e in Cipro elegge

OTELLOmio successor colui che stava accanto

OTELLOal mio vessillo, Cassio.

fieramente e sorpreso

Inferno e morte!

continuando e mostrando la pergamena

OTELLOLa parola Ducale è nostra legge.

inchinandosi ad Otello

CASSIOObbedirò.

rapidamente a Jago ed accennando a Cassio

Vedi?… non par che esulti l'infame?

risponde a Otello

No

ancora ad alta voce a tutti

OTELLOLa ciurma e la coorte…

sottovoce a Desdemona

Continua i tuoi singulti…

a tutti

OTELLO…e le navi e il castello

OTELLOlascio in poter del nuovo Duce.

additando Desdemona che s'avvicina supplichevole

LODOVICOOtello, per pietà la conforta o il cor le infrangi.

a Lodovico e Desdemona

OTELLONoi salperem domani.

afferra Desdemona furiosamente

a Desdemona

OTELLOA terra!…e piangi!

Desdemona cade. Otello avrà, nel suo gesto terribile, gettata la pergamena al suolo, e Jago la raccoglie e legge di nascosto. Emilia e Lodovico sollevano pietosamente Desdemona.

DESDEMONAA terra!…sì…nel livido

DESDEMONAfango…percossa…io giacio…

DESDEMONApiango…m'agghiaccia il brivido

DESDEMONAdell'anima che muor.

DESDEMONAE un dì sul mio sorriso

DESDEMONAfioria la speme e il bacio,

DESDEMONAed or…l'angoscia in viso

DESDEMONAe l'agonia nel cor.

DESDEMONAQuel Sol sereno e vivido

DESDEMONAche allieta il cielo e il mare

DESDEMONAnon può asciugar le amare

DESDEMONAstille del mio dolor.

EMILIA(Quell 'innocente un fremito

EMILIAd'odio non ha né un gesto,

EMILIAtrattiene in petto il gemito

EMILIAcon doloroso fren.

EMILIALa lagrima si frange

EMILIAmuta sul volto mesto;

EMILIAno, chi per lei non piange

EMILIAnon ha pietade in sen)

CASSIO(L'ora è fatal! un fulmine

CASSIOsul mio cammin l'addita.

CASSIOGià di mia sorte il culmine

CASSIOs'offre all'inerte man

CASSIOL'ebbra fortuna incalza

CASSIOla fuga della vita.

CASSIOQuesta che al ciel m'innalza

CASSIOè un'onda d'uragan)

RODERIGO(Per me s'oscura il mondo,

RODERIGOs'annuvola il destin,

RODERIGOl'angiol soave e biondo

RODERIGOscompar dal mio cammin)

LODOVICO(Egli la man funerea

LODOVICOscuote anelando d'ira,

LODOVICOessa la faccia eterea

LODOVICOvolge piangendo al ciel.

LODOVICONel contemplar quel pianto

LODOVICOla carità sospira,

LODOVICOe un tenero compianto

LODOVICOstempra del core il gel)

DESDEMONAE un dì sul mio sorriso

DESDEMONAfioria la speme e il bacio,

DESDEMONAed or…l'angoscia in viso

DESDEMONAe l'agonia nel cor.

DESDEMONAA terra…nel fango…

DESDEMONApercossa…io giacio…

DESDEMONAm'agghiaccia il brivido

DESDEMONAdell'anima che muor…

DAMEPietà! Pietà! Pietà!

DAMEAnsia mortale, bieca,

DAMEne ingombra, anime assorte in lungo orror.

DAMEVista crudel!

DAMEEi la colpi! Quel viso santo, pallido,

DAMEblando, si china e tace e piange e muor.

DAMEPiangon così nel ciel lor pianto gli angeli

DAMEquando perduto giace il peccator.

CAVALIERIMistero! Mistero! Mistero!

CAVALIERIQuell'uomo nero è sepolcrale, e cieca

CAVALIERIun'ombra è in lui di morte e di terror!

CAVALIERIStrazia coll'ugna l'orrido

CAVALIERIpetto! Gli sguardi figge immoti al suol.

CAVALIERIPoi sfida il ciel coll'atre pugna, l'ispido

CAVALIERIaspetto ergendo ai dardi alti del Sol.

avvicinandosi a Otello che si sarà accasciato su d'una sedia

Una parola

E che?

JAGO(T'affretta! Rapido

JAGOslancia la tua vendetta! Il tempo vola).

OTELLO(Ben parli).

JAGO(È l'ira inutil ciancia. Scuotiti!

JAGOAll'opra ergi tua mira! All'opra sola!

JAGOIo penso a Cassio. Ei le sue trame espia.

JAGOL'infame anima ria l'averno inghiotte!)

Chi gliela svelle?

JAGO(Io).

Tu?

JAGO(Giurai).

Tal sia

Tu avrai le sue novelle questa notte

ironicamente a Roderigo

JAGO(I sogni tuoi saranno in mar domani

JAGOe tu sull'aspra terra).

a Jago

Ahi triste!

JAGO(Ahi stolto! stolto!

JAGOSe vuoi, tu puoi sperar; gli umani,

JAGOorsù! cimenti afferra, e m'odi).

RODERIGO(T'ascolta).

JAGO(Col primo albor salpa il vascello.

JAGOOr Cassio è il Duce.

JAGOEppur se avvien che a questi

toccando la spada

JAGOaccada

JAGOsventura - allor qui resta Otello).

Lugubre luce d'atro balen!

JAGO(Mano alla spada!

JAGOA notte folta io la sua traccia vigilo,

JAGOe il varco e l'ora scruto; il resto a te.

JAGOSarò tuo scolta. A caccia! a caccia!

JAGOCingiti l'arco!)

RODERIGO(Sì! t'ho venduto onore e fe').

a sé stesso

JAGO(Corri al miraggio! Il fragile tuo senno

JAGOha già confuso un sogno menzogner.

JAGOSegui l'astuto ed agile mio cenno,

JAGOamante illuso, io seguo il mio pensier)

a sé stesso

RODERIGO(Il dado è tratto! Impavido t'attendo,

RODERIGOultima sorte, occulto mio destin.

RODERIGOMi sprona amor, ma un avido, tremendo

RODERIGOastro di morte infesta il mio cammin)

ergendosi e rivolto alla folla, terribilmente

OTELLOFuggite!

TUTTICiel!

slanciandosi contro la folla

OTELLOTutti fuggite Otello!

a tutti

JAGOLo assale una malìa

JAGOche d'ogni senso il priva.

con forza

OTELLOChi non si scosta è contro me rubello.

Desdemona sciogliendosi da Lodovico e accorrendo verso Otello.

fa per trascinare lontano Desdemona

LODOVICOMi segui.

di dentro

CIPRIOTIEvviva!

DESDEMONAMio sposo!

terribile a Desdemona

OTELLOAnima mia, ti maledico!

TUTTIOrror!

Desdemona, fra Emilia e Lodovico, esce. Tutti escono inorriditi.

SYSTEMSCENA IX

Otello e Jago, soli

OTELLOFuggirmi io sol non so! Sangue

OTELLOAh! l'abbietto pensiero! "Ciò m'accora!"

OTELLOVederli insieme avvinti…

OTELLOil fazzoletto! il fazzoletto! il fazzoletto!

OTELLOAh! Ah! Ah!

sviene

Fanfara interna

Il mio valen lavora

interno

CIPRIOTIViva Otello!

JAGOL'eco della vittoria…

interno

CIPRIOTIEvviva, viva!

JAGO…porge sua laude estrema.

osserva Otello disteso a terra tramortito

interno

CIPRIOTIEvviva!

JAGOChi può vietar che questa fronte prema

JAGOCol mio tallone?

interno e più vicino

CIPRIOTIEvviva! Evviva Otello!

CIPRIOTIGloria al Leon di Venezia!

ritto e con gesto d'orrendo trionfo, indicando il corpo inerte d'Otello

JAGOEcco il Leone!

CIPRIOTIViva! Viva! Viva Otello!

SYSTEMATTO QUARTO

SYSTEMSCENA I

La Camera di Desdemona. Letto, inginocchiatoio, tavolo, specchio, sedie. Una lampada arde appesa davanti all'immagine della Madonna che sta al disopra dell'inginocchiatoio. Porta a destra. Un lume acceso sul tavolo. È notte.

Desdemona ed Emilia

EMILIAEra più calmo?

DESDEMONAMi parea. M'ingiunse

DESDEMONAdi coricarmi e d'attenderlo. Emilia,

DESDEMONAte ne prego, distendi sul mio letto

DESDEMONAla mia candida veste nuziale.

Emilia eseguisce

DESDEMONASenti. Se pria di te morir dovessi

DESDEMONAmi seppellisci con un di quei veli.

EMILIAScacciate queste idee.

sedendo macchinalmente davanti allo specchio

DESDEMONASon mesta, tanto, tanto.

DESDEMONAMia madre aveva una povera ancella,

DESDEMONAinnamorata e bella.

DESDEMONAEra il suo nome

DESDEMONABarbara. Amava

DESDEMONAun uom che poi l'abbandonò; cantava

DESDEMONAun canzone: „la canzon del Salice“.

Ad Emilia

DESDEMONAMi disciogli le chiome…

DESDEMONAIo questa sera ho la memoria piena

DESDEMONAdi quella cantilena…

DESDEMONA„Piangea cantando

DESDEMONAnell'erma landa,

DESDEMONApiangea la mesta…

DESDEMONAO Salce! Salce! Salce!

DESDEMONASedea chinando

DESDEMONAsul sen la testa!

DESDEMONASalce! Salce! Salce!

DESDEMONACantiamo! Cantiamo! il Salce funebre

DESDEMONAsarà la mia ghirlanda.“

ad Emilia

DESDEMONAAffrettati; fra poco giunge Otello.

DESDEMONA„Scorreano i rivi fra le zolle in fior,

DESDEMONAgemea quel core affranto,

DESDEMONAe dalle ciglia le sgorgava il cor

DESDEMONAl'amara onda del pianto.

DESDEMONASalce! Salce! Salce!

DESDEMONACantiamo! Cantiamo! Il Salce funebre

DESDEMONAsarà la mia ghirlanda.

DESDEMONAScendean 'augelli a vol dai rami cupi

DESDEMONAverso quel dolce canto.

DESDEMONAE gli occhi suoi piangean tanto, tanto,

DESDEMONAda impietosir le rupi.“

a Emilia, levandosi un anello dal dito

DESDEMONARiponi quest'anello.

alzandosi

DESDEMONAPovera Barbara! Solea la storia

DESDEMONAcon questo semplice suono finir:

DESDEMONA„Egli era nato per la sua gloria,

DESDEMONAio per amar…“

ad Emilia

DESDEMONAAscolta.

Emilia fa qualche passo

DESDEMONAOdo un lamento.

DESDEMONATaci. Chi batte a quella porta?

EMILIAÈ il vento.

DESDEMONA„Io per amarlo e per morir…

DESDEMONACantiamo! Cantiamo!

DESDEMONASalce! Salce! Salce!“

DESDEMONAEmilia, addio. Come m'ardon le ciglia!

DESDEMONAè presagio di pianto. Buona notte.

Emilia si volge per partire

DESDEMONAAh! Emilia, Emilia,

Emilia ritorna e Desdemona l'abbraccia

DESDEMONAAddio, Emilia, addio!

Emilia esce

SYSTEMSCENA II

Desdemona sola

va all'inginocchiatoio

DESDEMONAAve Maria, piena di grazia, eletta

DESDEMONAfra le spose e le vergini sei tu,

DESDEMONAsia benedetto il frutto, o benedetta,

DESDEMONAdi tue materne viscere, Gesù.

DESDEMONAPrega per chi adorando a te si prostra,

DESDEMONAprega nel peccator, per l'innocente,

DESDEMONAe pel debole oppresso e pel possente,

DESDEMONAmisero anch'esso, tua pietà dimostra.

DESDEMONAPrega per chi sotto l'oltraggio piega

DESDEMONAla fronte e sotto la malvagia sorte;

DESDEMONAper noi, per noi tu prega, prega

DESDEMONAsempre e nell'ora della morte nostra,

DESDEMONAprega per noi, prega per noi, prega.

Resta ancora inginocchiata e appoggiando la fronte sull'inginocchiato io ripete mentalmente l'orazione di cui non s'odono che le prime e le ultime parole

DESDEMONAAve Maria…

DESDEMONAnell'ora della morte.

DESDEMONAAve!…Amen!

Si alza e va a coricasi

SYSTEMSCENA III

Desdemona e Otello

Otello entra da una porta segreta, depone una scimitarra sul tavolo, s'arresta davanti alla face, titubante se spegnerla o no. Guarda Desdemona. Spegne la face. La scena resta rischiarata dal solo lume dell'inginocchiatoio. Otello, spinto da un impeto di furore, s'avvicina al letto, ma là s'arresta. Contempla Desdemona che dorme. la bacia tre volte. All'ultimo bacio Desdemona si desta.

si alza

DESDEMONAChi è là? Otello?

OTELLOSì! Diceste questa sera le vostre preci?

DESDEMONAOrai…

OTELLOSe vi sovviene

OTELLOdi qualche colpa commessa che attenda

OTELLOgrazia dal ciel, imploratela tosto.

DESDEMONAPerché?

OTELLOT'affretta. Uccidere non voglio

OTELLOl'anima tua.

DESDEMONAD'uccider parli?

OTELLOSì.

DESDEMONAPietà di me, mio Dio!

OTELLOAmen.

DESDEMONAE abbiate pietà voi pure.

OTELLOPensa ai tuoi peccati.

DESDEMONAMio peccato è l'amor.

OTELLOPerciò tu muori.

DESDEMONAE perché t'amo m'uccidi?

OTELLOAmi Cassio.

DESDEMONANo! sull'anima mia!

OTELLOQuel fazzoletto ch'io ti donai gli desti.

DESDEMONANon è vero.

OTELLONella sua man lo vidi.

DESDEMONAIo rea non sono!

OTELLOConfessa!

DESDEMONAGiuro!

OTELLOBada allo spergiuro…

OTELLOPensa che sei sul tuo letto di morte.

DESDEMONANon per morir.

OTELLOPer morir tosto.

DESDEMONAAita!

DESDEMONACassio non amo…ch'ei qui venga…ei parli.

OTELLOMuto è per sempre.

DESDEMONACielo! Morto?

freddo

OTELLOMorto.

DESDEMONASon perduta! ei tradito!

con forza

OTELLOE pianger l'osi?

DESDEMONAOtello…non uccidermi…

OTELLOTu invano ti difendi.

DESDEMONACh'io viva ancor…ch'io viva ancor…

DESDEMONAch'io viva ancor…

OTELLOGiù! cadi, giù, cadi, prostituta…

DESDEMONAPietà!

OTELLOMuori!!

DESDEMONACh'io viva questa notte…

OTELLONo!

DESDEMONAUn'ora…

OTELLONo!

DESDEMONAUn istante…

OTELLONo!

DESDEMONASol ch'io dica un'Ave.

OTELLOÈ tardi!

La soffoca. un grido di Desdemona. S'ode bussare alla porta

contemplando il corpo di Desdemona inerte

OTELLOCalma come la tomba.

picchia di nuovo

EMILIAAprite! Aprite!

trabalzando

OTELLOChi è là? Chi batte?

EMILIASignor mio…ven prego, lasciate

EMILIAch'io vi parli…Aprite!

aprendo

OTELLOEmilia! che avvenne?

entrando

EMILIAUn gran delitto! Cassio uccise Roderigo.

OTELLOE Cassio?

EMILIAVive.

OTELLOCassio vive!

dal letto

DESDEMONAIngiustamente…uccisa ingiustamente…

accorrendo al letto

EMILIAChi geme là?…Orror!

DESDEMONAMuoio innocente…

EMILIAGran Dio!…Chi fu? chi fu?

DESDEMONANessuno…io stessa…Al mio

DESDEMONASignor mi raccomanda…muoio innocente…

DESDEMONAAddio.

muore

OTELLOO mentitrice! io l'uccisi.

EMILIAAssassino!

OTELLOFu di Cassio la druda. A Jago il chiedi.

EMILIAA Jago?

OTELLOA Jago.

EMILIAStolto!! E tu il credesti?

fa per avventarsi contro Emilia

OTELLONegarlo ardisci?

EMILIANon ti temo.

la afferra

OTELLOBada!

EMILIAOlà! Soccorso! Aiuto!

si svincola e corre verso la porta, gridando disperatamente

EMILIAOtello uccise Desdemona!

SYSTEMSCENA IV

Otello, Emilia, Lodovico, Cassio e Jago, più tardi Montano con gente armata

vedendo Desdemona

CASSIO, JAGO, LODOVICOQuai grida!

CASSIO, JAGO, LODOVICOOrrore! Orror!

a Jago

EMILIAJago, smentisci quel vile assassino.

EMILIAHai tu creduto Desdemona infida?

EMILIAParla!

JAGOTal la credea.

OTELLOQuel fazzoletto che un dì le diedi,

OTELLOa Cassio essa donava.

EMILIAO potenza divina!

ad Emilia

JAGOTaci!

EMILIANo, tutto rivelo!

JAGOTaci!

EMILIANo! Costui

EMILIAdalla mia man quel fazzoletto svelse

EMILIAa viva forza.

CASSIOE nella mia dimora

CASSIOtrovai quel vel.

Entrando ed indicando Jago

MONTANORodrigo morente mi svelò di quest'uom l'arti nefande.

a Jago

OTELLOAh! discolpati!

fuggendo

JAGONo!

LODOVICOFerma!

MONTANOS'insegua.

CASSIO, LODOVICOAfferratelo!

alcuni escono inseguendo Jago

slanciandosi per afferrar la spada

OTELLOE il ciel non ha più fulmini?

LODOVICOLa spada a me!

OTELLOTant'osi?…

OTELLONiun mi tema

OTELLOs'anco armato mi vede. Ecco la fine

OTELLOdel mio camin…Oh! Gloria! Otello fu.

Lascia cadere la spada. Va presso al letto, contemplando Desdemona

OTELLOE tu…come sei pallida! e stanca, e muta, e bella,

OTELLOpia creatura nata sotto maligna stella.

OTELLOFredda come la casta tua vita…

OTELLOe in cielo assorta.

OTELLODesdemona! Desdemona!…Ah…morta! morta! morta!…

estraendo furtivamente dalle vesti un pugnale

OTELLOHo un'arma ancor!

si ferisce

CASSIOAh! ferma!

LODOVICO, MONTANOSciagurato!

OTELLOPria d'ucciderti…sposa…ti baciai.

OTELLOOr morendo…nell'ombra…

OTELLOin cui mi giacio…

OTELLOUn bacio…un bacio ancora…ah!…un altro bacio…

muore