Rigoletto
Verdi, Giuseppe
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Rigoletto Libretto
IL DUCA di Mantova (Tenore)
IL CONTE DI MONTERONE (Baritono)
IL CONTE DI CEPRANO (Basso)
Un USCIERE di corte (Tenore)
Un PAGGIO della Duchessa (Mezzo-Soprano)
COROCavalieri, Dame, Paggi, Alabardieri
SYSTEMATTO PRIMO
SYSTEMNo. 1 - Preludio
SYSTEMSCENA PRIMA
Mantova. Sala magnifica nel palazzo ducale con porte nel fondo che mettono ad altre sale, pure splendidamente illuminate; folla di cavalieri e dame in gran costume nel fondo delle sale; paggi che vanno e vengono. La festa è nel suo pieno. Musica interna da lontano.
Il Duca e Borsa vengono da una porta del fondo.
SYSTEMNo. 2 - Introduzione
DUCADella mia bella incognita borghese
DUCAToccare il fin dell'avventura voglio.
BORSADi quella giovin che vedete al tempio?
DUCADa tre mesi ogni festa.
BORSALa sua dimora?
DUCAIn un remoto calle;
Misterioso un uom v'entra ogni notte.
BORSAE sa colei chi sia
BORSAL'amante suo?
DUCALo ignora.
Un gruppo di dame e cavalieri attraversano la sala.
BORSAQuante beltà!… Mirate.
DUCALe vince tutte di Cepran la sposa.
BORSANon v'oda il Conte, o Duca...
DUCAA me che importa?
BORSADirlo ad altra ei potria.
DUCANé sventura per me certo saria.
DUCAQuesta o quella per me pari sono
DUCAA quant'altre d'intorno mi vedo;
DUCADel mio core l'impero non cedo
DUCAMeglio ad una che ad altra beltà.
DUCALa costoro avvenenza è qual dono
DUCADi che il fato ne infiora la vita;
DUCAS'oggi questa mi torna gradita
DUCAForse un'altra doman lo sarà.
DUCALa costanza, tiranna del core,
DUCADetestiamo qual morbo crudele.
DUCASol chi vuole si serbi fedele;
DUCANon v'è amor se non v'è libertà.
DUCADe' mariti il geloso furore,
DUCADegli amanti le smanie derido;
DUCAAnco d'Argo i cent'occhi disfido
DUCASe mi punge una qualche beltà.
Entra il Conte di Ceprano, che segue da lungi la sua sposa servita da altro cavaliere; dame e signori che entrano da varie parti.
alla signora di Ceprano movendo ad incontrarla con molta galanteria
DUCAPartite? … Crudele!
CONTESSA DI CEPRANOSeguire lo sposo
CONTESSA DI CEPRANOM'è forza a Ceprano.
DUCAMa dee luminoso
DUCAIn corte tal astro qual sole brillare.
DUCAPer voi qui ciascuno dovrà palpitare.
DUCAPer voi già possente la fiamma d'amore
DUCAInebria, conquide, distrugge il mio core.
CONTESSA DI CEPRANOCalmatevi …
Il Duca le dà il braccio ed esce con lei.
Entra Rigoletto che s'incontra nel signor di Ceprano, poi cortigiani.
RIGOLETTOIn testa che avete,
RIGOLETTOSignor di Ceprano?
Ceprano fa un gesto d'impazienza e segue il Duca. Rigoletto dice ai cortigiani.
RIGOLETTOEi sbuffa, vedete?
BORSAChe festa!
RIGOLETTOOh sì...
BORSAIl Duca qui pur si diverte!
RIGOLETTOCosì non è sempre? che nuove scoperte!
RIGOLETTOIl giuoco ed il vino, le feste, la danza,
RIGOLETTOBattaglie, conviti, ben tutto gli sta.
RIGOLETTOOr della Contessa l'assedio egli avanza,
RIGOLETTOE intanto il marito fremendo ne va.
Esce. Entra Marullo premuroso.
MARULLOGran nuova! Gran nuova!
COROChe avvenne? Parlate!
MARULLOStupir ne dovrete...
BORSANarrate, narrate...
MARULLOAh! ah! Rigoletto...
BORSAEbben?
MARULLOCaso enorme!
BORSAPerduto ha la gobba?
BORSANon è più difforme?
MARULLOPiù strana è la cosa... Il pazzo possiede …
BORSAInfine?
MARULLOUn'amante.
BORSAUn'amante! Chi il crede?
MARULLOIl gobbo in Cupido or s'è trasformato.
BORSAQuel mostro? Cupido!...
BORSACupido beato!
MARULLOCupido beato!
Ritorna il Duca seguito da Rigoletto, poi da Ceprano.
a Rigoletto
DUCAAh, più di Ceprano importuno non v'è!
DUCALa cara sua sposa è un angiol per me!
RIGOLETTORapitela.
DUCAÈ detto; ma il farlo?
DUCARlGOLETTO
DUCAStasera.
DUCANon pensi tu al Conte?
RIGOLETTONon c'è la prigione?
DUCAAh, no.
RIGOLETTOEbben... s'esilia.
DUCANemmeno, buffone.
RIGOLETTOAllora la testa...
indicando difarla tagliare
Quell'anima nera!
battendo colla mano una spalla al Conte
DUCAChe di', questa testa?
RIGOLETTOÈ ben naturale …
RIGOLETTOChe far di tal testa? … A cosa ella vale?
infuriato, brandendo la spada
CEPRANOMarrano!
a Ceprano
DUCAFermate!
RIGOLETTODa rider mi fa.
In furia è montato!
a Rigoletto
DUCABuffone, vien qua.
DUCAAh, sempre tu spingi lo scherzo all'estremo.
DUCAQuell'ira che sfidi colpirti potrà.
ai cortigiani a parte
CEPRANOVendetta del pazzo! Contr'esso un rancore
CEPRANODi noi chi non ha? Vendetta!
RIGOLETTOChe coglier mi puote? Di loro non temo;
RIGOLETTODel Duca un protetto nessun toccherà.
a Ceprano
BORSAMa come?
CEPRANOIn armi chi ha core
CEPRANODoman sia da me. A notte.
BORSASì. Sarà.
RIGOLETTOChe coglier mi puote? ecc.
DUCAAh, sempre tu spingi lo scherzo, ecc.
CEPRANOVendetta del pazzo! Contr'esso un rancore
CEPRANOPei tristi suoi modi di noi chi non ha?
CEPRANOSì, vendetta!
ecc.
RIGOLETTOTutto è gioia, tutto è festa!
La folla de' danzatori invade la scena.
TUTTITutto è gioia, tutto è festa!
TUTTITutto invitaci a goder!
TUTTIOh, guardate, non par questa
TUTTIOr la reggia del piacer?
Entra il Conte di Monterone.
MONTERONECh'io gli parli.
DUCANo.
avanzando
MONTERONEIl voglio.
SYSTEMBORSA, RIGOLETTO, MARULLO, CEPRANO, CORO
MONTERONEMonterone!
fissando il Duca, con nobile orgoglio
MONTERONESì, Monteron... La voce mia qual tuono
MONTERONEVi scuoterà dovunque...
al Duca, contraffacendo la voce di Monterone
RIGOLETTOCh'io gli parli.
Si avanza con ridicola gravità.
RIGOLETTOVoi congiuraste contro noi, signore,
RIGOLETTOE noi, clementi invero, perdonammo...
RIGOLETTOQual vi piglia or delirio a tutte l'ore
RIGOLETTODi vostra figlia a reclamar l'onore?
guardando Rigoletto con ira sprezzante
MONTERONENovello insulto!
al Duca
MONTERONEAh sì, a turbare
MONTERONESarò vostr'orgie... verrò a gridare
MONTERONEFino a che vegga restarsi inulto
MONTERONEDi mia famiglia l'atroce insulto;
MONTERONEE se al carnefice pur mi darete,
MONTERONESpettro terribile mi rivedrete,
MONTERONEPortante in mano il teschio mio,
MONTERONEVendetta chiedere al mondo e a Dio.
DUCANon più, arrestatelo.
RIGOLETTOÈ matto.
CEPRANOQuai detti!
al Duca e Rigoletto
MONTERONEOh, siate entrambi voi maledetti!
CEPRANOAh!
MONTERONESianciare il cane a leon morente
MONTERONEÈ vile, o Duca...
a Rigoletto
MONTERONEE tu, serpente,
MONTERONETu che d'un padre ridi al dolore,
MONTERONESii maledetto!
colpito
Che sento! orrore!
a Monterone
CEPRANOO tu che la festa audace hai turbato
CEPRANODa un genio d'inferno qui fosti guidato;
CEPRANOE vano ogni detto, di qua t'allontana,
CEPRANOVa', trema, o vegliardo, dell'ira sovrana, ecc.
CEPRANOTu l'hai provocata, più speme non v'è,
CEPRANOun'ora fatale fu questa per te.
RIGOLETTO(Orrore!
RIGOLETTOChe orrore!
ecc.
MONTERONESii maledetto! e tu serpente,
ecc.
Monterone parte fra due alabardieri; tutti gli altri seguono il Duca in altra stanza.
SYSTEMSCENA SECONDA
L'estremità d'una via cieca. A sinistra, una casa di discreta apparenza con una piccola corte circondata da mura. Nella corte un grosso ed alto albero ed un sedile di marmo; nel muro, una porta che mette alla strada; sopra il moro, un terrazzo sostenuto da arcate. La porta del primo piano dà sul detto terrazzo, a cui si ascende per una scala di fronte. A destra della via è il muro altissimo del giardino e un fianco del palazzo di Ceprano. È notte.
Entra Rigoletto chiuso nel suo mantello; Sparafucile lo segue, portando sotto il mantello una lunga spada.
SYSTEMNo. 3 - Duetto
Quel vecchio maledivami!
SPARAFUCILESignor?...
RIGOLETTOVa', non ho niente.
SPARAFUCILENé il chiesi... a voi presente
SPARAFUCILEUn uom di spada sta.
RIGOLETTOUn ladro?
SPARAFUCILEUn uom che libera
SPARAFUCILEPer poco da un rivale,
SPARAFUCILEE voi ne avete.
RIGOLETTOQuale?
SPARFUCILELa vostra donna è là.
RIGOLETTO(Che sento!) E quanto spendere
RIGOLETTOPer un signor dovrei?
SPARAFUCILEPrezzo maggior vorrei.
RIGOLETTOCom'usasi pagar?
SPARAFUCILEUna metà s'anticipa,
SPARAFUCILEIl resto si dà poi.
RIGOLETTO(Demonio!) E come puoi
RIGOLETTOtanto securo oprar?
SPARAFUCILESoglio in cittade uccidere,
SPARAFUCILEOppure nel mio tetto.
SPARAFUCILEL'uomo di sera aspetto;
SPARAFUCILEUna stoccata e muor.
RIGOLETTO(Demonio!) E come in casa?
SPARAFUCILEÈ facile...
SPARAFUCILEM'aiuta mia sorella …
SPARAFUCILEPer le vie danza... è bella...
SPARAFUCILEChi voglio attira... e allor…
RIGOLETTOComprendo.
SPARAFUCILESenza strepito...
SPARAFUCILEÈ questo il mio strumento.
mostra la spada
SPARAFUCILEVi serve?
RIGOLETTONo al momento.
SPARAFUCILEPeggio per voi...
RIGOLETTOChi sa?
SPARAFUCILESparafucil mi nomino.
RIGOLETTOStraniero?
per andarsene
SPARAFUCILEBorgognone.
RIGOLETTOE dove all'occasione?
SPARAFUCILEQui sempre a sera.
RIGOLETTOVa'.
SPARAFUCILESparafucil.
Sparafucile parte
SYSTEMNo. 4 - Scena e Duetto
guardando dietro a Sparafucile
RIGOLETTOPari siamo!…
RIGOLETTOIo la lingua, egli ha il pugnale.
RIGOLETTOUomo son io che ride, ci quel che spegne!
RIGOLETTOQuel vecchio maledivami…
RIGOLETTOO uomini! o natura!
RIGOLETTOVil scellerato mi faceste voi!…
RIGOLETTOO rabbia! esser difforme, esser buffone!
RIGOLETTONon dover, non poter altro che ridere!
RIGOLETTOIl retaggio d'ogni uom m'è tolto … il pianto
RIGOLETTOQuesto padrone mio,
RIGOLETTOGiovin, giocondo, sì possente, bello,
RIGOLETTOSonnecchiando mi dice:
RIGOLETTOFa' ch'io rida, buffone!
RIGOLETTOForzarmi deggio e farlo! Oh dannazione!...
RIGOLETTOOdio a voi, cortigiani schernitori!
RIGOLETTOQuanta in mordervi ho gioia!
RIGOLETTOSe iniquo son, per cagion vostra è solo…
RIGOLETTOMa in altr'uomo qui mi cangio...
RIGOLETTOQuel vecchio maledivami!…Tal pensiero
RIGOLETTOPerché conturba ognor la mente mia?
RIGOLETTOMi coglierà sventura?... Ah no, è follia!
Apre con chiave ed entra nel cortile.
Gilda esce dalla casa e si getta nelle sue braccia.
RIGOLETTOFiglia!
GILDAMio padre!
RIGOLETTOA te d'appresso
RIGOLETTOTrova sol gioia il core oppresso.
GILDAOh, quanto amore, padre mio!
RIGOLETTOMia vita sei!
RIGOLETTOSenza te in terra qual bene avrei?
RIGOLETTOOh, figlia mia!
GILDAVoi sospirate!... che v'ange tanto?
GILDALo dite a questa povera figlia …
GILDASe v'ha mistero, per lei sia franto:
GILDACh'ella conosca la sua famiglia.
RIGOLETTOTu non ne hai.
GILDAQual nome avete?
RIGOLETTOA te che importa?
GILDASe non volete
GILDADi voi parlarmi...
interrompendola
RIGOLETTONon uscir mai.
GILDANon vo che al tempio.
RIGOLETTOOh, ben tu fai.
GILDASe non di voi, almen chi sia
GILDAFate ch'io sappia la madre mia.
RIGOLETTODeh, non parlare al misero
RIGOLETTODel suo perduto bene.
RIGOLETTOElla sentia, quell'angelo,
RIGOLETTOPietà delle mie pene.
RIGOLETTOSolo, difforme, povero,
RIGOLETTOPer compassion mi amò.
RIGOLETTOMoria... le zolle coprano
RIGOLETTOLievi quel capo amato.
RIGOLETTOSola or tu resti al misero...
RIGOLETTOO Dio, sii ringraziato!
singhiozzando
GILDAOh quanto dolor! che spremere
GILDASì amaro pianto può?
GILDAPadre, non più, calmatevi...
GILDAMi lacera tal vista.
GILDAIl nome vostro ditemi,
GILDAIl duol che sì v'attrista.
RIGOLETTOA che nomarmi? è inutile!
RIGOLETTOPadre ti sono, e basti...
RIGOLETTOMe forse al mondo temono,
RIGOLETTOD'alcuni ho forse gli asti...
RIGOLETTOAltri mi maledicono...
GILDAPatria, parenti, amici
GILDAVoi dunque non avete?
RIGOLETTOPatria!... parenti! amici!
RIGOLETTOCulto, famiglia, la patria,
RIGOLETTOIl mio universo è in te!
GILDAAh, se può lieto rendervi,
GILDAGioia è la vita a me!
GILDAGià da tre lune son qui venuta
GILDANé la cittade ho ancor veduta;
GILDASe il concedete, farlo or potrei...
RIGOLETTOMai! mai! Uscita, dimmi, unqua sei?
GILDANo.
GILDARlGOLETTO
GILDAGuai!
Ah! Che dissi!
RIGOLETTOBen te ne guarda!
RIGOLETTO(Potrien seguirla, rapirla ancora!
RIGOLETTOQui d'un buffone si disonora
RIGOLETTOLa figlia, e se ne ride... Orror!)
verso la casa
RIGOLETTOOlà?
Giovanna esce dalla casa.
GIOVANNASignor?
RIGOLETTOVenendo mi vede alcuno?
RIGOLETTOBada, di' il vero.
GIOVANNAAh, no, nessuno.
RIGOLETTOSta ben... La porta che dà al bastione
RIGOLETTOÈ sempre chiusa?
GIOVANNAOgnor si sta.
RIGOLETTOBada, di' il ver.
RIGOLETTOAh, veglia, o donna, questo fiore
RIGOLETTOChe a te puro confidai;
RIGOLETTOVeglia, attenta, e non sia mai
RIGOLETTOChe s'offuschi il suo candor.
RIGOLETTOTu dei venti dal furore
RIGOLETTOCh'altri fiori hanno piegato,
RIGOLETTOLo difendi, e immacolato
RIGOLETTOLo ridona al genitor.
GILDAQuanto affetto! quali cure!
GILDAChe temete, padre mio?
GILDALassù in cielo presso Dio
GILDAVeglia un angiol protettor.
GILDADa noi stoglie le sventure
GILDADi mia madre il priego santo;
GILDANon fia mai disvelto o franto
GILDAQuesto a voi diletto fior.
Il Duca in costume borghese viene dalla strada.
RIGOLETTOAh, veglia, o donna, questo fiore
RIGOLETTOChe a te puro confi...
RIGOLETTOAlcun v'è fuori!
Apre la porta della corte e, mentre esce a guardar sulla strada, il Duca guizza furtivo nella corte e si nasconde dietro l'albero; gettando a Giovanna una borsa la fa tacere.
GILDACielo!
GILDASempre novel sospetto!
a Giovanna, tornando
RIGOLETTOAlla chiesa vi seguiva mai nessuno?
GIOVANNAMai.
Rigoletto!
RIGOLETTOSe talor qui picchian,
RIGOLETTOGuardatevi d'aprire...
GIOVANNANemmeno al Duca?
RIGOLETTOMen che ad altri a lui.
RIGOLETTOMia figlia, addio.
Sua figlia!
GILDAAddio, mio padre.
RIGOLETTOAh! veglia, o donna,
ecc.
RIGOLETTOMia figlia, addio!
GILDAOh, quanto affetto!
ecc.
GILDAMio padre, addio!
S'abbracciano e Rigoletto parte chiudendosi dietro la porta. Gilda, Giovanna e il Duca restano nella corte.
SYSTEMNo. 5 - Scena e Duetto
GILDAGiovanna, ho dei rimorsi...
GIOVANNAE perché mai?
GILDATacqui che un giovin ne seguiva al tempio.
GIOVANNAPerché ciò dirgli? Uodiate dunque
GIOVANNACotesto giovin, voi?
GILDANo, no, ché troppo è bello e spira amore …
GIOVANNAE magnanimo sembra e gran signore.
GILDASignor né principe io lo vorrei;
GILDASento che povero più l'amerei.
GILDASognando o vigile sempre lo chiamo,
GILDAE l'alma in estasi gli dice: t'a...
Esce improvviso, fa cenno a Giovanna d'andarsene, e inginocchiandosi ai piedi di Gilda termina la frase
DUCAT'amo!
DUCAT'amo; ripetilo sì caro accento:
DUCAUn puro schiudimi ciel di contento!
GILDAGiovanna?… Alti, misera! non v'è più alcuno
GILDAChe qui rispondami!… Oh Dio! nessuno?
DUCASon io coll'anima che ti rispondo...
DUCAAh, due che s'amano son tutto un mondo!
GILDAChi mai, chi giungere vi fece a me?
DUCASe angelo o demone, che importa a te?
DUCAlo t'amo.
GILDAUscitene.
DUCAUscire! … adesso!...
DUCAOra che accendene un fuoco istesso!
DUCAAh, inseparabile d'amore il Dio
DUCAStringeva, o vergine, tuo fato al mio!
DUCAÈ il sol dell'anima, la vita è amore,
DUCASua voce è il palpito del nostro core.
DUCAE fama e gloria, potenza e trono,
DUCAUmane, fragili qui cose sono,
DUCAUna pur avvene sola, divina:
DUCAÈ amor che agl'angeli più ne avvicina!
DUCAAdunque amiamoci, donna celeste;
DUCAD'invidia agli uomini sarò per te.
GILDA(Ah, de' miei vergini sogni son queste
GILDALe voci tenere sì care a me!)
DUCAChe m'ami, deh, ripetimi.
GILDAL'udiste.
DUCAOh, me felice!
GILDAIl nome vostro ditemi...
GILDASaperlo non mi lice?
Ceprano e Borsa compariscono sulla strada
a Borsa
CEPRANOIl loco è qui.
pensando
DUCAMi nomino...
a Ceprano
BORSASta ben.
Ceprano e Borsa partono.
DUCAGualtier Maldè.
DUCAStudente sono... e povero...
tornando spaventata
GIOVANNARumor di passi è fuori!
GILDAForse mio padre...
DUCA(Ah, cogliere
DUCAPotessi il traditore
DUCAChe sì mi sturba!)
a Giovanna
GILDAAdducilo
GILDADi qua al bastione... or ite...
DUCADi', m'amerai tu?
GILDAE voi?
DUCAL'intera vita... poi...
GILDANon più, non più... partite.
TUTT'E DUEAddio... speranza ed anima
TUTT'E DUESol tu sarai per me.
TUTT'E DUEAddio... vivrà immutabile
TUTT'E DUEL'affetto mio per te.
Il Duca esce scortato da Giovanna.
Gilda resta fissando la porta ondè partito.
SYSTEMNo. 6 - Aria
GILDAGualtier Maldè... nome di lui sì amato,
GILDATi scolpisci nel core innamorato!
GILDACaro nome che il mio cor
GILDAFesti primo palpitar,
GILDALe delizie dell'amor
GILDAMi dei sempre rammentar!
GILDACol pensier il mio desir
GILDAA te sempre volerà,
GILDAE fin l'ultimo mio sospir,
GILDACaro nome, tuo sarà.
Sale al terrazzo con una lanterna.
GILDAGualtier Maldè!
Marullo, Ceprano, Borsa, corttgiani, armati e mascberati, vengono dalla via. Gilda entra tosto in casa.
GILDACaro nome,
ecc.
BORSAÈ là.
CEPRANOMiratela.
COROOh quanto è bella!
MARULLOPar fata od angiol.
COROL'amante è quella
COROdi Rigoletto?
CEPRANOOh, quanto è bella!
Rigoletto, concentrato, entra
SYSTEMNo. 7 - Finale Primo
Riedo! perché?
BORSASilenzio... All'opra… badate a me.
Ah, da quel vecchio fui maledetto!
urta in Borsa
RIGOLETTOChi va là?
ai compagni
BORSATacete … c'è Rigoletto.
CEPRANOVittoria doppia! l'uccideremo.
BORSANo, che domani più rideremo.
MARULLOOr tutto aggiusto...
RIGOLETTOChi parla qua?
MARULLOEhi, Rigoletto?... Di'?
RIGOLETTOChi va là?
MARULLOEh, non mangiarci!... Son…
RIGOLETTOChi?
RIGOLETTOIn tanto buio lo sguardo è nullo.
MARULLOQui ne condusse ridevol cosa...
MARULLOTorre a Ceprano vogliam la sposa.
RIGOLETTO(Ahimè! respiro!) Ma come entrare?
a Ceprano
MARULLOLa vostra chiave!
a Rigoletto
MARULLONon dubitare.
MARULLONon dee mancarci lo stratagemma...
Gli dà la chiave avuta da Ceprano.
MARULLOEcco la chiave.
palpando
RIGOLETTOSento il suo stemma.
Ah, terror vano fu dunque il mio!
RIGOLETTON'è là il palazzo... con voi son io.
MARULLOSiam mascherati...
RIGOLETTOCh'io pur mi mascheri;
RIGOLETTOA me una larva.
MARULLOSì, pronta è già.
Gli mette una maschera e nello stesso tempo lo benda con un fazzoletto, e lo pone a reggere una scala, che hanno appostata al terrazzo.
MARULLOTerrai la scala.
RIGOLETTOFitta è la tenebra.
MARULLOLa benda cieco e sordo il fa.
CEPRANOZitti, zitti, moviamo a vendetta;
CEPRANONe sia colto or che meno l'aspetta.
CEPRANODerisore sì audace, costante
CEPRANOA sua volta schernito sarà!
CEPRANOCheti, cheti, rubiamgli l'amante
CEPRANOE la Corte doman riderà.
CEPRANOCheti, cheti,
ecc.
CEPRANODerisore sì audace,
ecc.
CEPRANOZitti... cheti... attenti all'opra.
Alcuni salgono al terrazzo, rompono la porta del primo piano, scendono, aprono ad altri che entrano dalla strada e riescono trascinando Gilda, la quale ha la bocca chiusa da un fazzoletto; nel traversare la scena ella perde una sciarpa.
da lontano
GILDASoccorso, padre mio!
da lontano
CEPRANOVittoria!
più lontano
GILDAAita!
RIGOLETTONon han finito ancor! …qual derisione!
Si tocca gli occhi.
RIGOLETTOSono bendato! … Gilda!
Si strappa impetuosamente la benda e la maschera, ed al chiarore d'una lanterna scordata riconosce la sciarpa, vede la porta aperta: entra, ne trae Giovanna spaventata; la fissa con istupore, si strappa i capelli senza poter gridare; finalmente, dopo molti sforzi, esclama:
RIGOLETTOAh! la maledizione!
Sviene
SYSTEMATTO SECONDO
Salotto nel palazzo ducale. Vi sono due porte laterali, una maggiore nel fondo che si schiude. Ai suoi lati pendono i ritratti, in tutta figura, a sinistra del Duca, a destra della sua sposa. V'ha un seggiolone presso una tavola coperta di velluto e altri mobili.
SYSTEMNo. 8 - Scena ed Aria
entrando, agitato
DUCAElla mi fu rapita!
DUCAE quando, o ciel?... ne' brevi
DUCAIstanti, prima che il mio presagio interno
DUCASull'orma corsa ancora mi spingesse!
DUCASchiuso era l'uscio! e la magion deserta!
DUCAE dove ora sarà quell'angiol caro?
DUCAColei che prima poté in questo core
DUCADestar la fiamma di costanti affetti?
DUCAColei sì pura, al cui modesto sguardo
DUCAQuasi spinto a virtù talor mi credo!
DUCAElla mi fu rapita!
DUCAE chi l'ardiva?... ma ne avrò vendetta.
DUCALo chiede il pianto della mia diletta.
DUCAParmi veder le lagrime
DUCAScorrenti da quel ciglio,
DUCAQuando fra il dubbio e l'ansia
DUCADel subito periglio,
DUCADell'amor nostro memore
DUCAIl suo Gualtier chiamò.
DUCANed ci potea soccorrerti,
DUCACara fanciulla amata;
DUCAEi che vorria coll'anima
DUCAFarti quaggiù beata;
DUCAEi che le sfere agli angeli
DUCAPer te non invidiò.
Marullo, Ceprano, Borsa ed altri cortigian, entrano dal mezzo.
CEPRANODuca, Duca!
DUCAEbben?
CEPRANOL'amante
CEPRANOFu rapita a Rigoletto.
DUCACome? E d'onde?
CEPRANODal suo tetto.
DUCAAh! Ah! dite, come fu?
Siede
CEPRANOScorrendo uniti remota via,
CEPRANOBrev'ora dopo caduto il dì,
CEPRANOCome previsto ben s'era in pria,
CEPRANORara beltà ci si scopri.
CEPRANOEra l'amante di Rigoletto,
CEPRANOChe vista appena si dileguò.
CEPRANOGià di rapirla s'avea il progetto,
CEPRANOQuando il buffone ver noi spuntò;
CEPRANOChe di Ceprano noi la contessa
CEPRANORapir volessimo, stolto, credé;
CEPRANOLa scala, quindi, all'uopo messa,
CEPRANOBendato ei stesso ferma tené.
CEPRANOSalimmo, e rapidi la giovinetta
CEPRANOA noi riusciva quindi asportar.
CEPRANOQuand'ei s'accorse della vendetta
CEPRANORestò scornato ad imprecar.
Cielo!… È dessa, la mia diletta!
ai cortigiani
DUCAMa dove or trovasi la poveretta?
CEPRANOFu da noi stessi addotta or qui.
Ah, tutto il ciel non mi rapì!
alzandosi con gioia
DUCA(Possente amor mi chiama,
DUCAVolar io deggio a lei:
DUCAIl serto mio darei
DUCAPer consolar quel cor.
DUCAAh! sappia alfin chi l'ama
DUCAConosca alfin chi sono,
DUCAApprenda ch'anco in trono
DUCAHa degli schiavi Amor.)
CEPRANOOh qual pensier or l'agita?
CEPRANOCome cangiò d'umor!
Il Duca esce frettoloso dal mezzo. Rigoletto entra canterellando con represso dolore.
SYSTEMNo. 9 - Scena ed Aria
MARULLOPovero Rigoletto!
RIGOLETTOLa ra, la ra, la la...
COROEi vien… silenzio!
CEPRANOOh, buon giorno, Rigoletto.
Han tutti fatto il colpo!
CEPRANOCh'hai di nuovo, buffon?
RIGOLETTOCh'hai di nuovo, buffon?
RIGOLETTOChe dell'usato
RIGOLETTOPiù noioso voi siete.
CEPRANOAh! ah! ah!
RIGOLETTOLa ra, la ra, la la...
spiando inquieto dovunque
Ove l'avran nascosta?...
Guardate com'è inquieto!
RIGOLETTOLa ra, la ra, la la...
Sì! Guardate com'è inquieto!
a Marullo
RIGOLETTOSon felice
RIGOLETTOChe nulla a voi nuocesse
RIGOLETTOL'aria di questa notte...
MARULLOQuesta notte!
RIGOLETTOSì … Ah, fu il bel colpo!
MARULLOS'ho dormito sempre!
RIGOLETTOAh, voi dormiste!... Avrò dunque sognato!
RIGOLETTOLa ra, la ra, la la...
S'allontana e vedendo un fazzoletto sopra una tavola ne osserva inquieto la cifra.
Ve', ve' come tutto osserva!
gettandolo
Non è il suo.
RIGOLETTODorme il Duca tuttor?
CEPRANOSi, dorme ancora.
Comparisce un paggio della Duchessa.
PAGGIOAl suo sposo parlar vuol la Duchessa.
CEPRANODorme.
PAGGIOQui or or con voi non era?
BORSAÈ a caccia.
PAGGIOSenza paggi!... senz'armi!
CEPRANOE non capisci
CEPRANOChe per ora vedere non può alcuno?
che a parte è stato attentissimo al dialogo, balzando improvviso tra loro prorompe:
RIGOLETTOAh! Ella è qui dunque! Ella è col Duca!
CEPRANOChi?
RIGOLETTOLa giovin che stanotte
RIGOLETTOAl mio tetto rapiste.
RIGOLETTOMa la saprò riprender!… Ella è là…
CEPRANOSe l'amante perdesti, la ricerca
CEPRANOAltrove.
RIGOLETTOlo vo'mia figlia!
CEPRANOLa sua figlia!
RIGOLETTOSì, la mia figlia! d'una tal vittoria...
RIGOLETTOChe? adesso non ridete?
RIGOLETTOElla è là... la vogl'io... la renderete.
Corre verso la porta di mezzo, ma i cortigiani gli attraversano il passaggio.
RIGOLETTOCortigiani, vil razza dannata,
RIGOLETTOPer qual prezzo vendeste il mio bene?
RIGOLETTOA voi nulla per l'oro sconviene,
RIGOLETTOMa mia figlia è impagabil tesor.
RIGOLETTOLa rendete! o, se pur disarmata,
RIGOLETTOQuesta man per voi fora cruenta;
RIGOLETTONulla in terra più l'uomo paventa,
RIGOLETTOSe dei figli difende l'onor.
RIGOLETTOQuella porta, assassini, m'aprite!
Si getta ancor sulla porta che gli è nuovamente contesa dai gentiluomini; lotta alquanto, poi ritorna spossato.
RIGOLETTOAh! voi tutti a me contro venite...
piange
RIGOLETTOTutti contro me!...
RIGOLETTOAh! Ebben, piango Marullo... Signore,
RIGOLETTOTu ch'hai l'alma gentil come il core,
RIGOLETTODimmi tu ove l'hanno nascosta?
RIGOLETTOÈ là... non è vero?... Tu taci... ahimè!...
RIGOLETTOMiei signori... perdono, pietate...
RIGOLETTOAl vegliardo la figlia ridate...
RIGOLETTORidonarla a voi nulla ora costa,
RIGOLETTOTutto al mondo tal figlia è per me.
RIGOLETTOSignori, perdono, pietà …
RIGOLETTORidate a me la figlia,
RIGOLETTOTutto al mondo tal figlia è per me.
RIGOLETTOPietà, pietà, Signori, pietà.
Gilda esce dalla stanza a sinistra e si getta nelle paterne braccia.
SYSTEMNo. 10 - Scena e Duetto
GILDAMio padre!
RIGOLETTODio! mia Gilda!
RIGOLETTOSignori, in essa è tutta
RIGOLETTOLa mia famiglia... Non temer più nulla,
RIGOLETTOAngelo mio...
ai cortigiani
RIGOLETTOFu scherzo, non è vero?
RIGOLETTOlo, che pur piansi, or rido …
a Gilda
RIGOLETTOE tu a che piangi?
GILDAAh, l'onta, padre mio!
RIGOLETTOCielo! che dici?
GILDAArrossir voglio innanzi a voi soltanto...
ai cortigiani
RIGOLETTOIte di qua voi tutti!
RIGOLETTOSe il Duca vostro d'appressarsi osasse,
RIGOLETTOCh'ei non entri, gli dite, e ch'io ci sono!
Si abbandona sul seggiolone.
CEPRANO(Coi fanciulli e co' dementi
CEPRANOSpesso giova il simular;
CEPRANOPartiam pur, ma quel ch'ei tenti
CEPRANONon lasciamo d'osservar.)
Escono dal mezzo e chiudono la porta.
RIGOLETTOParla... siam soli.
Ciel! dammi coraggio!
GILDATutte le feste al tempio
GILDAMentre pregava Iddio,
GILDABello e fatale un giovine
GILDAOffriasi al guardo mio...
GILDASe i labbri nostri tacquero,
GILDADagli occhi il cor parlò.
GILDAFurtivo fra le tenebre
GILDASol ieri a me giungeva...
GILDASono studente e povero,
GILDACommosso mi diceva,
GILDAE con ardente palpito
GILDAAmor mi protestò.
GILDAPartì… il mio core aprivasi
GILDAA speme più gradita,
GILDAQuando improvvisi apparvero
GILDAColor che m'han rapita,
GILDAE a forza qui m'addussero
GILDANell'ansia più crudel.
RIGOLETTO(Ah! Solo per me l'infamia
RIGOLETTOA te chiedeva, o Dio …
RIGOLETTOCh'ella potesse ascendere
RIGOLETTOQuanto caduto er'io.
RIGOLETTOAh, presso del patibolo
RIGOLETTOBisogna ben l'altare!
RIGOLETTOMa tutto ora scompare,
RIGOLETTOL'altare si rovesciò!)
RIGOLETTOAh! piangi, fanciulla, scorrer
RIGOLETTOFa il pianto sul mio cor.
GILDAPadre, in voi parla un angiol
GILDAPer me consolator.
RIGOLETTOCompiuto pur quanto a fare mi resta,
RIGOLETTOLasciare potremo quest'aura funesta.
GILDASì.
E tutto un sol giorno cangiare poté!
Entra un usciere seguito dal Conte di Monterone, che attraversa il fondo della sala fra gli alabardieri.
USCIERESchiudete! ire al carcere Monteron dee.
fermandosi verso il ritratto
MONTERONEPoiché fosti invano da me maledetto,
MONTERONENé un fulmine o un ferro colpiva il tuo petto,
MONTERONEFelice pur anco, o Duca, vivrai.
Esce fra le guardie dal mezzo.
RIGOLETTONo, vecchio, t'inganni … un vindice avrai.
Si volge con impeto al ritratto.
RIGOLETTOSì, vendetta, tremenda vendetta
RIGOLETTODi quest'anima è solo desio...
RIGOLETTODi punirti già l'ora s'affretta,
RIGOLETTOChe fatale per te tuonerà.
RIGOLETTOCome fulmin scagliato da Dio,
RIGOLETTOTe colpire il buffone saprà.
GILDAO mio padre, qual gioia feroce
GILDABalenarvi negli occhi vegg'io!
GILDAPerdonate: a noi pure una voce
GILDADi perdono dal cielo verrà.
GILDAPerdonate, perdonate!
RIGOLETTOVendetta! Vendetta! No! No!
GILDA(Mi tradiva, pur l'amo; gran Dio,
GILDAPer l'ingrato ti chiedo pietà!)
RIGOLETTOCome fulmin scagliato,
ecc.
GILDAPerdonate,
ecc.
Escono dal mezzo.
SYSTEMATTO TERZO
La sponda destra del Mincio. A sinistra è una casa a due piani, mezzo diroccata, la cui fronte lascia vedere per una grande arcata l'interno d'una rustica osteria al pian terreno, ed una rozza scala che mette al granaio, entro cui, da un balcone senza imposte, si vede un lettuccio. Nella facciata che guarda la strada è una porta che s'apre per di dentro; il muro poi è sì pieno difessure, che dal di fuori si può facilmente scorgere quanto avviene nell'interno. Infondo, la deserta parte del Mincio, che scorre dietro un parapetto in mezza ruina; di là dal fiume è Mantova.
È notte. Gilda e Rigoletto inquieti sono sulla strada, Sparafucile nell'interno dell'osteria.
SYSTEMNo. 11 - Scena e Canzone
RIGOLETTOE l'ami?
GILDASempre.
RIGOLETTOPure
RIGOLETTOTempo a guarirne t'ho lasciato.
GILDAIo l'amo.
RIGOLETTOPovero cor di donna! Ah, il vile infame! …
RIGOLETTOMa ne avrai vendetta, o Gilda.
GILDAPietà, mio padre...
RIGOLETTOE se tu certa fossi
RIGOLETTOCh'ei ti tradisse, l'ameresti ancora?
GILDANol so, ma pur m'adora.
RIGOLETTOEgli?
GILDASì.
RIGOLETTOEbben,
RIGOLETTOOsserva dunque.
La conduce presso una delle fessure del muro, ed ella vi guarda.
GILDAUn uomo
GILDAVedo.
RIGOLETTOPer poco attendi.
Il Duca, in assisa di semplice ufficiale di cavalleria, entra nella sala terrena per una porta a sinistra.
trasalendo
GILDAAh, padre mio!
a Sparafucile
DUCADue cose
DUCAE tosto...
SPARAFUCILEQuali?
DUCAUna stanza e del vino!
Son questi i suoi costumi!
Oh, il bel zerbino!
Entra nella stanza vicina.
DUCALa donna è mobile
DUCAQual piuma al vento,
DUCAMuta d'accento
DUCAE di pensiero.
DUCASempre un amabile
DUCALeggiadro viso,
DUCAIn pianto o in riso
DUCAÈ menzognero.
DUCAÈ sempre misero
DUCAChi a lei s'affida,
DUCAChi le confida
DUCAMal cauto il core!
DUCAPur mai non sentesi
DUCAFelice appieno
DUCAChi su quel seno
DUCANon liba amore!
DUCALa donna è mobile,
ecc.
Sparafucile rientra con una bottiglia di vino e due bicchieri che depone sulla tavola: quindi batte col pomo della sua lunga spada due colpi al soffitto. A quel segnale una ridente giovane, in costume di zingara, scende a salti la scala. Il Duca corre per abbracciarla, ma ella gli sfugge. Frattanto Sparafucile, uscito sulla via, dice a parte a Rigoletto:
SPARAFUCILEÈ là il vostr'uomo …viver dee o morire?
RIGOLETTOPiù tardi tornerò l'opra a compire.
Sparafucile s'allontana dietro la casa verso il fiume.
SYSTEMNo. 12 - Quartetto
DUCAUn dì, se ben rammentomi,
DUCAO bella, t'incontrai…
DUCAMi piacque di te chiedere
DUCAE intesi che qui stai.
DUCAOr sappi che d'allora
DUCASol te quest'alma adora.
Iniquo!
MADDALENAAh! Ah!... e vent'altre appresso
MADDALENALe scorda forse adesso?
MADDALENAHa un'aria il signorino
MADDALENADa vero libertino...
DUCASì... un mostro son …
per abbracciarla
GILDAAh, padre mio!
MADDALENALasciatemi,
MADDALENAStordito.
DUCAIh, che fracasso!
MADDALENAStia saggio!
DUCAE tu sii docile,
DUCANon farmi tanto chiasso.
DUCAOgni saggezza chiudesi
DUCANel gaudio e nell'amore.
Le prende la mano.
DUCALa bella mano candida!
MADDALENAScherzate voi, signore.
DUCANo, no.
MADDALENASon brutta.
DUCAAbbracciami.
Iniquo!
MADDALENAEbbro!
DUCAD'amore ardente,
MADDALENASignor, l'indifferente
MADDALENAvi piace canzonar?
DUCANo, no, ti vo' sposar…
MADDALENANe voglio la parola…
ironico
DUCAAmabile figliuola!
a Gilda che avrà tutto osservato ed inteso
RIGOLETTOE non ti basta ancor?
GILDAIniquo traditor!
DUCABella figlia dell'amore,
DUCASchiavo son dei vezzi tuoi;
DUCACon un detto sol tu puoi
DUCALe mie pene consolar.
DUCAVieni e senti del mio core
DUCAIl frequente palpitar.
MADDALENAAh! ah! rido ben di core,
MADDALENAChe tai baie costan poco
MADDALENAQuanto valga il vostro gioco,
MADDALENAMel credete, so apprezzar.
MADDALENASon avvezza, bel signore,
MADDALENAAd un simile scherzar.
GILDAAh, così parlar d'amore
GILDAA me pur intame ho udito!
GILDAInfelice cor tradito,
GILDAPer angoscia non scoppiar.
a Gilda
RIGOLETTOTaci, il piangere non vale...
RIGOLETTOCh'ei mentiva sei sicura.
RIGOLETTOTaci, e mia sarà la cura
RIGOLETTOLa vendetta d'affrettar.
RIGOLETTOSì, pronta fia, sarà fatale,
RIGOLETTOIo saprollo fulminar.
RIGOLETTOM'odi! ritorna a casa.
RIGOLETTOOro prendi, un destriero
RIGOLETTOUna veste viril che t'apprestai,
RIGOLETTOE per Verona parti.
RIGOLETTOSarovvi io pur doman.
GILDAOr venite...
RIGOLETTOImpossibil.
GILDATremo.
RIGOLETTOVa'.
Il Duca e Maddalena stanno sempre fra loro parlando, ridendo, bevendo. Partita Gilda, Rigoletto va dietro la casa, e ritorna parlando con Sparafucile e contandogli delle monete.
SYSTEMNo. 13 - Scena, Terzetto e Tempesta
RIGOLETTOVenti scudi hai tu detto? Eccone dieci,
RIGOLETTOE dopo l'opra il resto.
RIGOLETTOEi qui rimane?
SPARAFUCILESì.
RIGOLETTOAlla mezzanotte
RIGOLETTORitornerò.
SPARAFUCILENon cale;
SPARAFUCILEA gettarlo nel fiume basto io solo.
RIGOLETTONo, no; il vo' far io stesso.
SPARAFUCILESia... il suo nome?
RIGOLETTOVuoi sapere anche il mio?
RIGOLETTOEgli è Delitto, Punizion son io.
Parte; il cielo si oscura e tuona.
SPARAFUCILELa tempesta è vicina!...
SPARAFUCILEPiù scura fia la notte.
DUCAMaddalena?
per prenderla
sfuggendogli
MADDALENAAspettate... mio fratello
MADDALENAViene.
DUCAChe importa?
MADDALENATuona!
entrando
SPARAFUCILEE pioverà tra poco.
DUCATanto meglio!
DUCATu dormirai in scuderia...
DUCAAll'ínferno … ove vorrai.
SPARAFUCILEOh, grazie.
piano al Duca
MADDALENAAh no! partite.
a Maddalena
DUCACon tal tempo?
piano a Maddalena
SPARAFUCILESon venti scudi d'oro.
al Duca
SPARAFUCILEBen felice
SPARAFUCILED'offrirvi la mia stanza. Se a voi piace
SPARAFUCILETosto a vederla andiamo.
Prende un lume e s'avvia per la scala.
DUCAEbben, sono con te … presto, vediamo.
Dice una parola all'orecchio di Maddalena e segue Sparafucile.
MADDALENA(Povero giovin!... grazioso tanto!
MADDALENADio! qual notte è questa!)
giunto al granaio, vedendone il balcone senza imposte
DUCASi dorme all'aria aperta? bene, bene.
DUCABuona notte,
SPARAFUCILESignor, vi guardi Iddio!
DUCABreve sonno dormiam; stanco son io.
Depone il cappello, la spada e si stende sul letto. Maddalena frattanto siede presso la tavola. Sparafucile beve dalla bottiglia lasciata dal Duca. Rimangono ambedue taciturni per qualche istante, e preoccupati da gravi pensieri.
DUCALa donna è mobile,
ecc.
S'addormenta.
MADDALENAÈ amabile invero cotal giovinotto.
SPARAFUCILEOh sì … venti scudi ne dà di prodotto.
MADDALENASol venti!… son pochi! …valeva di più.
SPARAFUCILELa spada, s'ci dorme, va', portami giù.
Maddalena sale al granaio e contempla il dormente, poi ripara alla meglio il balcone e scende portando con sé la spada. Nel frattempo Gilda comparisce dal fondo della via in costume virile, con stivali e speroni, e lentamente si avanza verso l'osteria, mentre Sparafucile continua a bere. Spessi lampi e tuoni.
GILDAAh, più non ragiono!
GILDAAmor mi trascina … mio padre, perdono!
tuono
GILDAQual notte d'orrore! Gran Dio, che accadrà?
posata la spada del Duca sulla tavola
MADDALENAFratello?
osservando per la fessura
GILDAChi parla?
frugando in un credenzone
SPARAFUCILEAl diavol ten vaI
MADDALENASomiglia un Apollo, quel giovine …io l'amo...
MADDALENAEi m'ama … riposi... né più l'uccidiamo.
ascoltando
GILDAOh cielo!
gettandole un sacco
SPARAFUCILERattoppa quel sacco!
MADDALENAPerché?
SPARAFUCILEEntr'esso il tuo Apollo, sgozzato da me,
SPARAFUCILEGettar dovrò al fiume.
GILDAL'inferno qui vedo!
MADDALENAEppure il danaro salvarti scommetto
MADDALENASerbandolo in vita.
SPARAFUCILEDifficile il credo.
MADDALENAM'ascolta... anzi facil ti svelo un progetto.
MADDALENADe' scudi già dieci dal gobbo ne avesti;
MADDALENAVenire cogli altri più tardi il vedrai...
MADDALENAUccidilo, e venti allor ne avrai:
MADDALENACosì tutto il prezzo goder si potrà.
GILDAChe sento!... Mio Padre!
SPARAFUCILEUccider quel gobbo!... che diavol dicesti!
SPARAFUCILEUn ladro son forse? Son forse un bandito?
SPARAFUCILEQual altro cliente da me fu tradito?
SPARAFUCILEMi paga quest'uomo... fedele m'avrà.
MADDALENAAh, grazia per esso!
SPARAFUCILEÈ d'uopo ch'ei muoia.
MADDALENAFuggire il fo adesso.
Va per salire.
GILDAOh, buona figliuola!
trattenendola
SPARAFUCILEGli scudi perdiamo.
MADDALENAÈ ver!
SPARAFUCILELascia fare...
MADDALENASalvarlo dobbiamo.
SPARAFUCILESe pria ch'abbia il mezzo la notte toccato
SPARAFUCILEAlcuno qui giunga, per esso morrà.
MADDALENAÈ buia la notte, il ciel troppo irato,
MADDALENANessuno a quest'ora da qui passerà.
GILDAOh, qual tentazione!… morir per l'ingrato?
GILDAMorire!… e mio padre! … Oh cielo, pietà!
Battono le undici e mezzo.
SPARAFUCILEAncor c'è mezz'ora.
piangendo
MADDALENAAttendi, fratello...
GILDAChe! piange tal donna! …Né a lui darò aita! …
GILDAAh, s'egli al mio amore divenne rubello,
GILDAIo vo' per la sua gettar la mia vita.
Picchia alla porta.
MADDALENASi picchia?
SPARAFUCILEFu il vento.
Gilda torna a bussare.
MADDALENASi picchia, ti dico.
SPARAFUCILEÈ strano!... Chi è?
GILDAPietà d'un mendico;
GILDAAsil per la notte a lui concedete.
MADDALENAFia lunga tal notte!
SPARAFUCILEAlquanto attendete.
Va a cercare nel credenzone.
MADDALENASu, spicciati, presto, fa' l'opra compita:
MADDALENAAnelo una vita con altra salvar.
SPARAFUCILEEbbene, son pronto; quell'uscio dischiudi,
SPARAFUCILEPiù ch'altro gli scudi mi preme salvar.
GILDA(Ah! presso alla morte, sì giovine sono!
GILDAOh ciel, per quegl'empi ti chieggo perdono!
GILDAPerdona tu, o padre, a quest'infelice!
GILDASia l'uomo felice ch'or vado a salvar.)
MADDALENASpicciati!
SPARAFUCILEApri!
MADDALENAEntrate!
Dio! Loro perdonate!
SPARAFUCILEEntrate!
Sparafucile va a postarsi con un pugnale dietro alla porta; Maddalena apre e poi corre a chiudere la grande arcata di fronte, mentre entra Gilda, dietro a cui Sparafucile chiude la porta, e tutto resta sepolto nel silenzio e nel buio.
SYSTEMNo. 14 - Scena e Duetto Finale
Rigoletto solo si avanza chiuso nel suo mantello. La violenza del temporale è diminuita, né più si vede e sente che qualche lampo e tuono.
RIGOLETTODella vendetta alfin giunge l'istante!
RIGOLETTODa trenta dì l'aspetto
RIGOLETTODi vivo sangue a lagrime piangendo,
RIGOLETTOSotto la larva del buffon... Quest'uscio...
esaminando la casa
RIGOLETTOÈ chiuso!... Ah, non è tempo ancor! S'attenda.
RIGOLETTOQual notte di mistero!
RIGOLETTOUna tempesta in cielo!…
RIGOLETTOIn terra un omicidio!
RIGOLETTOOh, come invero qui grande mi sento!
Suona mezzanotte.
RIGOLETTOMezzanotte!
Picchia alla porta.
uscendo di casa
SPARAFUCILEChi è là?
per entrare
RIGOLETTOSon io.
SPARAFUCILESostate.
Rientra e torna trascinando un sacco.
SPARAFUCILEÈ qua spento il vostro uomo.
RIGOLETTOOh gioia! … un lume!
SPARAFUCILEUn lume?... No, il danaro.
Rigoletto gli dà una borsa.
SPARAFUCILELesti all'onda il gettiam...
RIGOLETTONo, basto io solo.
SPARAFUCILECome vi piace... Qui men atto è il sito.
SPARAFUCILEPiù avanti è più profondo il gorgo. Presto,
SPARAFUCILEChe alcun non vi sorprenda. Buona notte.
Rientra in casa.
RIGOLETTOEgli è là! … morto!... Oh sì! vorrei vederlo! …
RIGOLETTOMa che importa?... è ben desso!…
RIGOLETTOEcco i suoi sproni!
RIGOLETTOOra mi guarda, o mondo!
RIGOLETTOQuesti è un buffone, ed un potente è questo!
RIGOLETTOEi sta sotto ai miei piedi!... È desso! O gioia!
RIGOLETTOÈ giunta alfine! la tua vendetta, o duolo! …
RIGOLETTOSia l'onda a lui sepolcro,
RIGOLETTOUn sacco il suo lenzuolo!
RIGOLETTOAll'onda! All'onda!
Fa per trascinare il sacco verso la sponda, quando è sorpreso dalla lontana voce del Duca, che nel fondo attraversa la scena.
DUCALa donna è mobile,
ecc.
RIGOLETTOQual voce!... Illusion notturna è questa!
trasalendo
RIGOLETTONo!… No! egli è desso...
verso la casa
RIGOLETTOMaledizione! Olà … dimon bandito!
RIGOLETTOChi è mai, chi è qui in sua vece?
Taglia il sacco.
RIGOLETTOIo tremo … È umano corpo!
Lampeggia
RIGOLETTOMia figlia!... Dio! mia figlia!...
RIGOLETTOAh no... è impossibil!... per Verona è in via!
RIGOLETTOFu vision...
inginocchiandosi
RIGOLETTOÈ dessa!
RIGOLETTOO mia Gilda: fanciulla, a me rispondi!
RIGOLETTOL'assassino mi svela …Olà?...
Picchia disperatamente alla porta.
RIGOLETTONessuno?
RIGOLETTONessun!...
tornando presso Gilda
RIGOLETTOMia figlia?... Mia Gilda?... Oh, mia figlia!
GILDAChi mi chiama?
RIGOLETTOElla parla! … si muove! … È viva! … oh Dio!
RIGOLETTOAh, mio ben solo in terra...
RIGOLETTOMi guarda... mi conosci...
GILDAAh, padre mio!
RIGOLETTOQual mistero!... Che fu?... Sei tu ferita? … Dimmi!...
indicando al core
GILDAL'acciar qui mi piagò...
RIGOLETTOChi t'ha colpita?
GILDAVho ingannato... colpevole fui...
GILDAL'amai troppo... ora muoio per lui!
RIGOLETTO(Dio tremendo! Ella stessa fu colta
RIGOLETTODallo stral di mia giusta vendetta!)
RIGOLETTOAngiol caro, mi guarda, m'ascolta...
RIGOLETTOParla … parlami, figlia diletta.
GILDAAh, ch'io taccia... a me... a lui perdonate!
GILDABenedite alla figlia, o mio padre...
GILDALassù in cielo, vicino alla madre...
GILDAIn eterno per voi pregherò.
GILDANon più... Addio!
RIGOLETTONon morir, mio tesoro, pietate...
RIGOLETTOMia colomba, lasciarmi non dei!
RIGOLETTOSe t'involi, qui sol rimarrei.
RIGOLETTONon morire, o ch'io teco morrò!
RIGOLETTOOh, mia figlia! Oh, mia Gilda!
Gilda muore.
RIGOLETTOGilda! mia Gilda!... è morta!
RIGOLETTOAh, la maledizione!
Strappandosi i capelli, cade sul cadavere della figlia.