Lamento

B. Strozzi

Lagrime mie, à che vi trattenete?

Perchè non isfogate il fier dolore

che mi toglie 'l respiro e opprime il core?

Lidia che tant'adoro,

perch'un guardo pietoso, ahi, mo donò

il paterno rigor l'impriggionò.

Tra due mura rinchiusa

sta la bella innocente

dove giunger non può raggio di sole;

e quel che più mi duole

ed accresc'al mio mal tormenti e pene,

è che per mia cagione

provi male il mio bene.

E voi, lumi dolenti, non piangete?

Lagrime mie, à che vi trattenete?

Lidia, ahimè, veggo mancarmi

l'idol mio che tanto adoro;

sta colei tra duri marmi,

per cui spiro e pur non moro.

Se la morte m'è gradita,

hor che son privo di speme,

deh, togliete mi la vita,

ve ne prego, aspre mie pene.

Ma ben m'accorgo

che per tormentar mi maggiormente

la sorte mi niega anco la morte.

Se dunque è vero, o Dio,

che sol del pianto mio

il mio destino ha sete;

lagrime mie, à che vi trattenete?