Sino alla morte

B. Strozzi

Sino alla morte

Mi protesto d'adorarvi,

Voglio amarvi

A dispetto del tempo

E della sorte,

Sino alla morte

L'inanellato crine,

Che biondeggia superbo in masse d'oro,

Per le man dell'età divenga argento;

L'amorose rovine

Della vostra beltà ch'io tanto adoro,

Calpesti il tempo a consumarle intento.

Resti ogni lume spento

Delle pupille, e d'ostri e di cinabri

Veggansi impoverir le guance e i labri.

Pur del pensiero

Che nudre l'alma,

Havrà la palma

Il cieco Arciero.

Al desio ch'a voi s'aggira,

Che per voi sempre sospira,

Goderò del mio core aprir le porte

Sino alla morte.

Turbi la fede mia

Il tosco de gl'amanti,

La ministra de' pianti,

L'origin d'ogni mal: la gelosia.

Servirò la tiranna

Ch'a morir mi condanna,

Tra cure ne' martir, fra le ritorte

Sino alla morte.

Scuota la mia costanza

La nemica d'amore,

La madre del dolore,

La furia d'ogni cor: la lontananza.

In adorar costei

Con tutti i voti miei,

Mi vedrà quale Anteo sorger più forte

Sino alla morte.

Può la fortuna

Trarmi lontano,

Ma sempre invano

Gl'affanni aduna.

Aque non serba il fiume dell'oblio,

Che bastino a temprar l'incendio mio,

Poiché ad estinguer l'amoroso foco

Ci vuol un mare, anzi ch'un mare è poco.

Io so ch'alle faville degl'amanti,

Tutti i mari alla fin non son bastanti.