I Puritani
Bellini, Vincenzo
SYSTEMATTO PRIMO
SYSTEMQUADRO PRIMO
Spazioso terrapieno nella fortezza. Si veggono alcune cinte, torri ad altre specie di fortificazioni, con ponti levatoi, ecc. Da lontano si scorgono montagne, che fanno bellissima veduta; mentre il sole che nasce, va gradatamente illuminandole, siccome poi rischiara tutta la scena.
di dentro
BRUNOAll'erta! All'erta! L'alba apparì.
BRUNOLa tromba rimbomba, nunzio del dì.
sulla scena
BRUNOQuando la tromba squilla
BRUNORatto il guerrier si desta:
BRUNOL'arme trememde appresta,
BRUNOAlla vittoria va!
BRUNOPari del ferro al lampo,
BRUNOSe l'ira in core sfavilla,
BRUNODegli Stuardi il campo
BRUNOIn cenere cadrà.
Odesi un suono di campana, poi un preludio di armonia religiosa.
BRUNOO di Cromwell guerrieri
BRUNOPieghiam la mente e il cor
BRUNOA' mattutini cantici
BRUNOSacri al divin Fattor.
I soldati s'inginocchiano.
di dentro il castello
ARTUROLa luna, il sol, le stelle,
ARTUROLe tenebre, il fulgor,
ARTURODan gloria al Creator
ARTUROIn lor favelle.
ARTUROLa terra e i firmamenti
ARTUROEsaltano il Signor.
ARTUROA lui dien laudi e onore,
ARTUROOnor al Creator,
ARTUROTutte le genti,
ARTUROIden gloria al Creator.
BRUNOUdesti?
SOLDATIUdii.
BRUNOFinì.
SOLDATIFinì.
BRUNOAl re che fece il dì
BRUNOL'inno dei puri cor
BRUNOSalì su' venti.
escono
CASTELLANIA festa!
CASTELLANIA tutti, a tutti rida il cor,
CASTELLANICantate un santo amor.
CASTELLANIA festa!
CASTELLANIGarzon, che mira Elvira,
CASTELLANISì bella verginella,
CASTELLANIL'appella la sua stella,
CASTELLANIRegina dell'amor.
CASTELLANIAh! È il riso e il caro viso
CASTELLANIBeltà di paradiso;
CASTELLANIÈ rosa sul suo stel,
CASTELLANIÈ un angiolo del ciel.
CASTELLANISe a nozze invita amor
CASTELLANIA tutti rida il cor.
Tutti partono: Bruno si ferma in disparte, vedendo Riccardo.
a se
RICCARDOOr dove fuggo mai? ... Dove mai celo
RICCARDOGli orrendi affanni miei? Come quei canti
RICCARDOMi risuonano all'alma amari pianti!
RICCARDOO Elvira, Elvira, o mio sospir soave,
RICCARDOPer sempre, per sempre, io ti perdei!
RICCARDOSenza speme ed amor, in questa vita
RICCARDOOr che rimane a me?
BRUNOLa patria e il cielo!
RICCAROQual voce? Che dicesti ... È vero, è vero!
BRUNOApri il tuo core intero
BRUNOAll'amistà, n'avrai conforto ...
RICCAROÈ vano.
RICCAROMa pur t'appagherò. Sai che d'Elvira
RICCAROIl gentior m'acconsentia la mano,
RICCAROQuando al campo volai.
RICCAROIeri, alla tarda sera,
RICCAROQui giunto con mia schiera,
RICCAROPien d'amorosa idea
RICCAROVo al padre ...
BRUNOEd ei dicea?
RICCARDO"Sospira Elvira a Talbo cavaliero,
RICCARDOE sovra il cor non v'ha paterno impero."
BRUNOTi calma, amico.
RICCARDOIl duol che al cor mi piomba
RICCARDOSol calma avrà nel sonno della tomba.
RICCARDOAh! Per sempre io ti perdei,
RICCARDOFior d'amore, o mia speranza;
RICCARDOAh! La vita che m'avanza
RICCARDOSarà piena di dolor!
RICCARDOQuando errai per anni ed anni
RICCARDOIn poter della ventura,
RICCARDOIo sfidai sciagura e affanni
RICCARDONella speme del tuo amor.
BRUNOT'appellan le schiere
BRUNOA lor condottier.
RICCARDODi gloria il sentiero
RICCARDOM'è chiuso al pensier.
BRUNOA patria ed onore
BRUNONon arde il tuo cor?
RICCARDOIo ardo, e il mio ardore
RICCARDOÈ amore, è furor.
BRUNODeh! Poni in obblio
BRUNOL'età che fioriva
BRUNODi speme e d'amor.
RICCARDOBel sogno beato
RICCARDODi pace e contento,
RICCARDOO cangia il mio fato,
RICCARDOO cangia il mio cor.
RICCARDOOh! Come è tormento
RICCARDONel dì del dolore
RICCARDOLa dolce memoria
RICCARDOD'un tenero amor.
BRUNOVien, vieni, ricorda
BRUNOLa patria e l'onor;
BRUNODeh! Poni in obblio
BRUNOL'età che fioriva
BRUNODi speme e d'amor.
RICCARDOBel sogno beato,
ecc.
Partono.
SYSTEMQUADRO SECONDO
Stanze d'Elvira. Le finestre sono aperte. Si vedono le fortificazioni.
ELVIRAO amato zio, mio secondo padre!
GIORGIOPerchè mesta così? M'abbraccia, Elvira.
ELVIRAAh! chiamarmi tua figlia.
GIORGIOO figlia, o nome
GIORGIOChe la vecchiezza mia consola e alletta,
GIORGIOPel dolce tempo ch'io ti veglio accanto,
GIORGIOPel palpitar del mio paterno core
GIORGIOE pel soave pianto
GIORGIOChe in questo giorno d'allegrezza pieno
GIORGIOPiove dal ciglio ad inondarmi il seno ...
GIORGIOO figlia mia diletta,
GIORGIOOggi sposa sarai!
ELVIRASposa! No, mai!
ELVIRASai com'arde in petto mio
ELVIRABella fiamma onnipossente;
ELVIRASai che puro è il mio desio,
ELVIRAChe innocente è questo core.
ELVIRASe tremante all'ara innante
ELVIRAStrascinata
ELVIRAUn dì sarò ...
ELVIRAForsennata -
ELVIRAIn quell'istante
ELVIRADi dolore io morirò!
GIORGIOScaccia omai pensier si nero.
ELVIRAMorir, sì ... sposa, non mai!
GIORGIOChe dirai se il cavaliero
GIORGIOQui vedrai, se tuo sarà?
ELVIRACiel! ripeti, chi verrà?
GIORGIOEgli stesso ...
ELVIRAEgli ... Chi?
GIORGIOArturo!
ELVIRAE fia vero?
GIORGIOO figlia, il giuro!
ELVIRAEgli? Arturo?
ELVIRAO ciel! E fia vero?
GIORGIOSì, oh! sì t'allegra, mia buona Elvira,
GIORGIOAh! sì, t'allegra.
ELVIRAO gioia! O gioia! O gioia!
GIORGIONon è sogno ...
GIORGIOO Arturo!/O Elvira!
GIORGIOO amor!
Elvira s'abbandona fra le braccia dello zio.
GIORGIOPiangi, o figlia, sul mio seno:
GIORGIOPiangi, ah! piangi di contento.
GIORGIOTi cancelli ogni tormento
GIORGIOQuesta lacrima d'amor.
GIORGIOE tu mira, o Dio pietoso,
GIORGIOL'innocenza in uman velo;
GIORGIOBenedici tu dal cielo
GIORGIOQuesto giglio di candor.
ELVIRAAh! quest'alma, al duolo avvezza,
ELVIRAÈ sì vinta dal gioire,
ELVIRAChe ormai non può capir
ELVIRASì gran dolcezza!
ELVIRAChi mosse a' miei desir
ELVIRAIl genitor?
GIORGIOAscolta.
GIORGIOSorgea la notte folta,
GIORGIOTacea la terra e il cielo,
GIORGIOParea natura avvolta,
GIORGIOAvvotla in mesto vel.
GIORGIOL'ora propizia ai miseri,
GIORGIOIl tuo pregar, tue lacrime,
GIORGIOM'avvalorar sì l'anima
GIORGIOChe volo al genitor.
ELVIRAOh! mio consolator!
GIORGIOIo cominciai: "Germano",
GIORGIONe più potei parlar;
GIORGIOAllor bagnai sua mano
GIORGIOD'un muto lagrimar.
GIORGIOPoi ripigliai tra gemiti:
GIORGIO"L'angelica tua Elvira
GIORGIOPel prode Artur sospira;
GIORGIOSe ad altre nozze andrà ...
GIORGIOMisera, perirà!"
ELVIRAO angiol di pietà
ELVIRASceso dal ciel per me!
ELVIRAE il padre?
GIORGIOOgnor tacea ...
ELVIRAE poi?
GIORGIOEi dicea: "Riccardo
GIORGIOChiese e ottenea mia fede ...
GIORGIOEi la mia figlia avrà!"
ELVIRACiel! Solo a udirti io palpito!
ELVIRAE tu?
GIORGIO"La figlia misera",
GIORGIOIo ripetea, "morrà"!
GIORGIO"Ah, viva!" ei mi dicea,
GIORGIOE stringemi al cor.
GIORGIO"Sia Elvira felice,
GIORGIOSia lieta d'amor."
Odesi in lontananza un suono di corni da caccia.
ELVIRAOdi ... qual suon si desta?
GIORGIOAscoltiam!
GIORGIOÈ il segnal di gente d'arme.
fuori della fortezza
SOLDATIVieni il prode e nobil conte.
GIORGIOSenti?
ELVIRATaci.
SOLDATIArturo Talbo!
GIORGIOAh! non tel dissi?
ELVIRAAh, non resisto!
GIORGIODeh! ti calma!
SOLDATICavalier!
abbracciando Giorgio
ELVIRAAh! padre mio!
SOLDATILord Arturo varchi in ponte.
SOLDATIFate campo al pro' guerriero.
ELVIRAA quel nome, al mio contento,
ELVIRAAl mio core io credo appena.
ELVIRATanta gioia, o Dio, pavento,
ELVIRANon ho lena a sostener!
GIORGIOA quel suono, al nome amato,
GIORGIOAl tuo core or presta fede!
GIORGIOQuesto giorno venturato
GIORGIOD'ogni gioia sia forier.
CASTELLANIAd Arturo de' cavalier
CASTELLANIIn giostra e amore
CASTELLANILe donzelle ed i guerrieri
CASTELLANIFanno festa e fanno onor.
ELVIRASenti?
GIORGIOSei paga?
ELVIRAAppieno.
GIORGIOLe grida ascolta di gioia e onore.
ELVIRAGli fanno onor!
ELVIRALo senti?
ELVIRAA quel nome, al mio contento,
ecc.
GIORGIOA quel suono, al nome amato,
ecc.
SYSTEMQUADRO TERZO
Sala d'arme. Dal lato desto esce Lord Arturo con alcuni scuderi e paggi, i quali recano vari doni nuziali, e fra questi si vedrà un magnifico velo bianco. Dal lato sinistro escono Elvira, Valton, Sir Giorgio, damigelle con castellani e castellane, portano festoni di fiorni; che intracciano alle colonne. Dal fondo della scena escono i soldati guidati da Bruno.
CASTELLANIAd Arturo onore, ad Elvira onore.
CASTELLANIAmor unisca beltà e valor!
CASTELLANERosa ell'è di verginelle,
CASTELLANEBella al par di primavera;
CASTELLANECome l'astro della sera
CASTELLANESpira all'alma pace e amor!
CASTELLANIBello egli è tra cavalieri,
CASTELLANICom'è il cedro alla foresta:
CASTELLANIIn battaglia egli è tempesta,
CASTELLANIÈ campione in giostra e amor.
ARTUROA te, o cara, amor talora
ARTUROMi guidò furtivo e in pianto;
ARTUROOr mi guida a te d'accanto
ARTUROTra la gioia e l'esultar.
ELVIRAO contento!
ARTUROAh, mio bene!
ELVIRAAh! mio Arturo! Or son tua!
ARTUROAh, Elvira mia, sì, mia tu sei!
GIORGIOSenza occaso quest'aurora
GIORGIOMai null'ombra, o duol vi dia,
GIORGIOSanta in voi la fiamma sia,
GIORGIOPace ogno v'allieti il cor!
CASTELLANICielo arridi a voti miei,
CASTELLANIBenedici a tanto amor.
ARTUROAl brillar di sì bell'ora,
ARTUROSe rammento il mio tormento
ARTUROSi raddoppia il mio contento,
ARTUROM'è più caro il palpitar d'amor.
GIORGIOSenza occaso quest'aurora, ecc
CASTELLANICielo arridi a voti miei,
ecc.
VALTONIl rito augusto si compia senza me.
ad Arturo
VALTONMercè di questo foglio
VALTONVoi sino al tempio libero passo avrete.
a Giorgio
VALTONTu gli accompagnerai.
ad Enrichetta, che esce accompaniata da Bruno
VALTONO, nobil dama,
VALTONL'alto Anglican sovrano Parlamento
VALTONTi chiama al suo cospetto: io ti son scorta.
a se
ENRICHETTAAhimè, che sento!
a Valton
ENRICHETTAE che si vuol da me?
a se
ENRICHETTAMia speme è morta!
VALTONA me s'addice
VALTONObbedir e tacer. Altro non lice.
a Giorgio in disparte
ARTUROÈ de' Stuardi amica?
GIORGIOÈ prigioniera
GIORGIODa moltre lune, e fu da ognun creduta
GIORGIOAmica de' Stuardi e messaggiera
GIORGIOSotto mentito nome.
guardando pietosamente Enrichetta
ARTUROO Dio! Che ascolto!
ARTURODeciso è il suo fato: essa è perduta.
ARTUROO sventurata!
accorgendosi d'Arturo
ENRICHETTAQual pietade in quel volto!
VALTONOh, figli! al rito, alle pompose feste
VALTONS'appresti ognun. La nunziale veste
VALTONVa, o diletta, a indossar.
alle damigelle
VALTONIte voi seco.
a Bruno
VALTONFuori del vallo i miei destrier sian presti.
ad Enrichetta
VALTONLa nostra andata c'è forza d'affrettar.
ai figli
VALTONCom'io v'unisca il cielo, o coppia amata.
Valton parte colle guardie: Giorgio ed Elvira partono colle damigelle. Arturo fa sembiante di partire, ma guarda attentamente all'intorno, quasi per assicurarsi che tutti sono andati.
guardando attentamente Arturo
ENRICHETTAPietà e dolore ha in fronte!
dopo un poco di silenzio
ENRICHETTACavalier!
ARTUROSe t'è d'uopo di consiglio,
ARTURODi soccorso, d'aita, in me t'affida!
ENRICHETTASe mi stesse sul capo alto periglio?
ARTUROAh! parla ... O Dio! che temi?
ENRICHETTABrev'ora e sarò spenta! Ma tu fremi!
ARTUROPer te, per me, pel padre mio che spento
ARTUROCadea fido ai Stuardi.
ENRICHETTAAh!
ARTUROMa tu chi sei?
ARTUROAh! chi tu sii, ti vo' salvar.
ENRICHETTAÈ tardi!
ENRICHETTAFiglia a Enrico, a Carlo sposa,
ENRICHETTAPari ad essi avrò la sorte.
s'ingiocchia
ARTUROAh! tu, regina!
ENRICHETTASì ... Attendo morte!
ARTUROTaci, taci, per pietà!
ARTUROFuor le mura, a tutti ascosa
ARTUROTi trarrò per vie sicure.
ARTUROTu n'andrai, di qui n'andrai.
ENRICHETTADi qui, di qui alla scure!
ENRICHETTAScampo e speme, Artur, non v'è.
ARTURONo, Regina.
ENRICHETTANo, ah! non v'è speme.
ARTURONo, Regina, ancor v'ha speme:
ARTUROo te salva, o spenti insieme.
ENRICHETTACangia, ah cangia di consiglio,
ENRICHETTAPensa, o Arturo, al tuo periglio,
ENRICHETTAPensa, Artur, pensa a Elvira, il tuo tesor
ENRICHETTAChe t'attende al sacro altar!
ARTUROAh! cessa, per pietà!
ENRICHETTAVa!
ARTUROAh! cessa, per pietà!
ARTURONon parlar di lei che adoro;
ARTURODi valor non mi spogliar.
ARTUROSarai salva, o sventurata,
ARTUROO la morte incontrerò;
ARTUROE la vergin mia adorata
ARTURONel morire invocherò.
ENRICHETTAPensa, o Arturo, al periglio!
ARTURONo!
ENRICHETTAPensa a Elvira
ENRICHETTAChe t'attende al sacro altar.
ARTUROAh! deh taci!
ENRICHETTAPensa, Arturo, al periglio,
ecc.
ARTURONo! Non parlar di lei che adoro,
ecc.
di dentro
ELVIRAAh! sì!
Escono Elvira e Giorgio. Lei ha il capo coronato di rose, ha un bellissimo monile di perle al collo; si vede peraltro che le manca il compimento della pompa nuziale. Entra in scena avendo nelle mani il magnifico velo bianco regalatole da Arturo.
ELVIRASon vergin vezzosa
ELVIRAIn vesta di sposa;
ELVIRASon bianca ed umile
ELVIRAQual giglio d'april;
ELVIRAHo chiome odorose
ELVIRACui cinser tue rose;
ELVIRAHo il seno gentile
ELVIRADel tuo monil.
ENRICHETTASe miro il suo candore,
ENRICHETTAMi par la luna allor
Che tra le nubi appare
ENRICHETTALa notte a consolar.
GIORGIOSe ascolto il suo cantare
GIORGIOUn rosignuol mi par,
GIORGIOChe insegni al primo albore
GIORGIOA sospirar d'amor.
ELVIRASon bianca ed umile
ELVIRAQual giglio d'aprile,
ELVIRASon bianca, sì, sì, sì!
ELVIRASon vergin vezzosa,
ecc.
ARTUROL'ascolto e un rosignuol mi par,
ARTUROSì, mi par, sì, sì, sì!
ARTUROSe miro il suo candore,
ecc.
ad Enrichetta
ELVIRADama, s'è ver che m'ami ...
ENRICHETTADimmi, o gentil, che brami?
ELVIRAQual mattutina stella
ELVIRABella vogl'io brillar:
ELVIRADel crin le molli anella
ELVIRAMi giova ad aggraziar.
ENRICHETTASì, son presta al tuo pregar
ENRICHETTADiletta fanciulletta, son presta,
ENRICHETTASon presta al tuo pregar,
ENRICHETTAO vera Dea d'april.
ELVIRAA illegiadrir la prova,
ELVIRADeh! non aver a vil
ELVIRAIl velo in foggia nuova
ELVIRASul capo tuo gentil.
ARTUROSull'ali della vita
ARTUROComminicia ora volar
ARTURODeh! scusa e tu l'aita
ARTURONel semplice aleggiar
ARTUROTi presta al suo pregar;
ARTUROSe miro il suo candor
ARTUROMi par la luna allor
ARTUROChe tra le nubi appar,
ARTUROLa notte a consolar.
GIORGIODeh! scusa, l'aita
GIORGIONel semplice aleggiar
GIORGIOTi presta al suo pregar;
GIORGIOSe miro il suo candor
GIORGIOMi par la luna allor
GIORGIOChe tra le nubi appar,
GIORGIOLa notte a consolar.
ENRICHETTASì, sì, sì!
Elvira pone il velo sul capo d'Enrichetta.
ELVIRAO bella, ti celo
ELVIRALe anella del crin,
ELVIRACom'io nel bel velo
ELVIRAMi voglio celar.
ELVIRAAscosa vezzosa
ELVIRANel velo divin
ELVIRAOr sembri la sposa
ELVIRAChe vassi all'altar.
a se
ENRICHETTAAscosa dentro il vel,
ENRICHETTAOr posso almen celar
ENRICHETTAL'affanno, il palpitar,
ENRICHETTAL'angoscia del mio cor!
ENRICHETTADeh! tu, pietoso ciel,
ENRICHETTARaccogli con favor
ENRICHETTALa prece ch'oso a te levar!
a se
ARTUROO! come da quel vel
ARTUROChe le nasconde il crin
ARTUROVeggio un splendor divin
ARTURODi speme a balenar.
ARTURODeh! tu, pietoso ciel,
ARTUROM'accorda il tuo favor
ARTUROLa vittima salvar!
GIORGIOElvira col suo vel
GIORGIOUn zeffiretto appar,
GIORGIOUn'iride sul mar,
GIORGIOUn silfo in grembo ai fior.
GIORGIOT'arrida, o cara, il ciel
GIORGIOCol roseo suo favor,
GIORGIOTal ch'io ti vegga ognor gioir.
di dentro
CASTELLANIElvira, Elvira, il dì, l'ora, avanza!
ELVIRAAh! se il padre s'adira
ELVIRAIo volo a mia stanza.
a se
ENRICHETTAAscosa dentro il vel,
ecc.
a se
ARTURODeh tu, pietoso ciel,
ecc.
GIORGIODeh! riedi a tua stanza;
GIORGIOSarà il tuo fedele
GIORGIOChe t'orni del vel.
di dentro
CASTELLANIElvira, Elvira, il dì, l'ora, avanza!
ELVIRAAh! poscia, o fedel,
ELVIRATu posami il vel, ah!
ELVIRAMi posa il vel.
a se
ENRICHETTADeh! tu, pietoso ciel,
ecc.
a se, poi a Elvira
ARTURODeh! tu, pietoso ciel,
ARTURORaccogli con favor
ARTUROLa prece di dolor
ARTUROChe oso a te levar,
ARTUROLa vittima salvar.
ARTUROIl tuo fedel sarà
ARTUROChe t'orni del vel,
ecc.
GIORGIODeh! riedi a tua stanza,
ecc.
Elvira parte con Giorgio.
ENRICHETTASulla verginea testa d'una felice
ENRICHETTAUn bianco vel s'addice,
ENRICHETTAA me non già ...
in atto di deporre il velo
ARTUROT'arresta!
ARTUROÈ chiaro don del ciel! Così ravvolta
ARTURODeluderai la vigilante scolta!
ARTUROMia sposa parrai.
ARTUROVieni.
ENRICHETTAChe dici mai?
ENRICHETTATu corri a tua ruina, a infame sorte!
afferandole la mano in atto di forzarla a partire
ARTUROVieni, ah, vieni, per pietà ... t'involo a certa morte.
colla spada sguainata
RICCARDOFerma!
RICCARDOInvan, invan rapir pretendi
RICCARDOOgni ben ch'io aveva in terra!
RICCARDOInvan! Invan! Ferma!
RICCARDOQui ti sfido a mortal guerra,
RICCARDOTrema, ah! trema del mio acciar!
ARTUROSprezzo, audace, il tuo furore;
ARTUROLa mortal disfida accetto!
ARTUROVien, vien, vieni!
ARTUROQuesto ferro nel tuo petto
ARTUROSino all'elsa io vo' piantar.
ARTURONo, non ti temo, ti sprezzo, audace;
ARTUROLa tua mortale disfida accetto,
ARTURONon temo il tuo furor.
ENRICHETTAV'arrestate. Pace, ah! pace;
ENRICHETTAPer me sangue, ah, non versate!
RICCARDOVa, ti scosta!
ARTUROOh! ciel, che fai?
scoprendosi e gettandosi in mezzo ad essi
ENRICHETTANo, v'arrestate;
ENRICHETTAPer me sangue, ah! non versate.
ARTUROAh! che festi?
con stupore
RICCARDOLa prigioniera!
ENRICHETTADessa io son.
ARTUROVien ...
ARTUROTua voce altera
ARTUROOr col ferro sosterrai.
freddamente
RICCARDONo, con lei tu illeso andrai.
ARTUROCon lei? E fia ver?
ENRICHETTAQual favellar!
RICCARDOPiù non vieto a voi l'andar.
ENRICHETTASogno?
ARTUROAndiam, andiam.
RICCARDOParti.
ARTUROAndiam.
a se
RICCARDOO stolto!
a se
ARTUROAddio, o Elvira,
ARTUROAddio, mio ben.
di dentro
CASTELLANIAl tempio andiam,
CASTELLANIA festa andiam!
ARTUROAh! partiam ... alcun s'appressa.
RICCARDOSì, n'andate ... il vuole Iddio.
di dentro
CASTELLANIA festa!
ARTUROPria che siam oltre le mura
ARTUROParlerai?
RICCARDONo, t'assicura.
ARTUROEbben, lo giura.
RICCARDOSì, lo giuro.
ENRICHETTAAddio.
RICCARDOAddio.
ARTUROAh! Elvira mia io lungi e in guai
ARTUROSì, t'amerò com'io t'amai.
ENRICHETTAAh! sì, n'andrò al figlio accanto.
RICCARDOSì, patria, amor, tu perderai,
RICCARDOSarà la tua vita un mar di guai.
Enrichetta e Arturo partono.
osservando
RICCARDOÈ già al ponte, passa il forte,
RICCARDOÈ alla porta, già ne andò.
Sortono Elvira, Giorgio, Valton, Bruno, castellani e castellane.
ELVIRADov'e Arturo?
RICCARDOEgli era qui.
GIORGIOOve sei, o Arturo?
CASTELLANIArtur! Artur!
GIORGIOOve sei?
BRUNOPartì da qui.
GIORGIOPartì?
CASTELLANIPartì!
GIORGIOGià fuor delle mura.
ELVIRALaggiù alla pianura.
GIORGIOLa tua prigioniera!
ELVIRALa rea messaggiera!
GIORGIOCol vil cavaliero!
CASTELLANICiascun su un destriero
CASTELLANISpronando, volando mirate colà!
ELVIRAAh!
GIORGIOSoldati, correte, coi bronzi tuonate,
GIORGIOAll'arme appellate, correte, volate.
GIORGIOPel crin trascinate i due traditor!
CASTELLANIAll'arme! All'arme!
CASTELLANICorrete sui traditor.
BRUNOSoldati, correte, coi bronzi tuonate,
BRUNOPel crin trascinate i due traditor.
CASTELLANIAll'arme! All'arme!
CASTELLANIPel crin trascinate i traditor!
ELVIRAAhimè! Ahimè! Ahimè!
VALTONAh! come nel seno
VALTONSi mesce il veleno
VALTONDi sdegno e d'amor!
GIORGIOCoi bronzi tuonate,
GIORGIOPel crin trascinate i traditor!
CASTELLANICiel!
con dolore
ELVIRALa dama d'Arturo è in bianco velate
ELVIRALa guarda e sospira -
ELVIRASua sposa la chiama.
ELVIRAElvira è la dama?
ELVIRANon sono più Elvira?
ELVIRALa dama?
CASTELLANILa misera è pallida
CASTELLANIÈ immobile e squallida.
CASTELLANICiel!
ELVIRAArturo!
CASTELLANICiel!
ELVIRAAhimè!
CASTELLANIElvira! Che dici?
ELVIRAIo Elvira! No, no!
CASTELLANITi scuota, o Elvira.
CASTELLANIDemente vivrà, demente vivrà.
CASTELLANIDolente morrà!
nel suo delirio, crede vedere Arturo
ELVIRAArturo, tu ritorni? T'appressa ancor ... ancor ...
ELVIRAAh! vieni, ah! vieni.
ELVIRAO! viene al tempio, fedele Arturo,
ELVIRAEterna fede, mio ben, ti giuro!
ELVIRAComm'oggi è puro,
ELVIRASempre avrò il cor.
ELVIRAAh! vieni, con te vivrò d'amor,
ELVIRAD'amor morrà.
CASTELLANIO ciel, pietà!
RICCARDOO come ho l'anima triste e dolente
RICCARDOUdendo i pianti dell'innocente!
GIORGIOO come ho l'anima triste e dolente
GIORGIOO come perfido fu il traditor!
ELVIRAO contento! Ah! mio bene! Vieni a me!
BRUNOO come ho l'anima triste e dolente!
GIORGIOFia sempre infame il traditor,
GIORGIOChe in tante pene lascia quel cor.
ELVIRAAh! vieni al tempio, fedele Arturo, ecc
CASTELLANEO come ho l'alma lassa e dolente,
CASTELLANEUdendo i pianti dell'innocente!
CASTELLANEO come crudo fu il traditor
CASTELLANEChe in tante pene lasciò quel cor!
CASTELLANISi crede all'ara, giura ad Arturo,
CASTELLANIElla sì fida, ei si spergiuro
CASTELLANIElla sì pura, ei traditore!
CASTELLANIMisera figlia morrà d'amor.
CASTELLANIO traditor!
ELVIRAAh! vieni, t'affretta, o Arturo.
ELVIRAAh! vieni, ah! vieni a me.
ELVIRAAh! vieni, Artur, vivrò d'amor,
ELVIRAMorrò d'amor,
ecc.
RICCARDOO come ho l'alma triste e dolente,
RICCARDOUdendo i pianti dell'innocente!
RICCARDOO come crudo fu il traditore!
RICCARDOSì, più la miro, ho più doglia profonda,
RICCARDOE più l'alma s'accende in amor,
RICCARDOMa più avvampa tremedo il furore,
RICCARDOContro chi tanto ben m'involò!
GIORGIODio di clemenza, t'offro mia vita
GIORGIOSe all'innocenza giovi d'aita.
GIORGIODeh sii clemente a un puro core;
GIORGIOSì, la mia prece pietosa e profonda
GIORGIOChe a te vien sui sospir del dolor,
GIORGIOTu, clemente, consola, o Signore,
GIORGIOPer la vergin cui l'empio immolò!
CASTELLANESi crede all'ara, giura ad Arturo,
CASTELLANEElla sì fida, ei si spergiuro
CASTELLANEElla sì pura, ei traditore!
CASTELLANEMisera figlia morrà d'amor!
CASTELLANIO come ho l'alma triste e dolente,
CASTELLANIUdendo i pianti dell'innocente!
CASTELLANIO come crudo fu il traditore,
CASTELLANIChe in tante pene lasciò quel cor!
CASTELLANIMisera figlia morrà d'amor.
fa un moto, quasi tornando a vedere Arturo, che fugge
ELVIRAMa tu già mi fuggi? Crudele, abbandoni
ELVIRAChi tanto t'amò! Ah, crudel!
CASTELLANIAhi! dura sciagura!
CASTELLANIAhi! lutto e dolore!
ELVIRAQual febbre vorace
ELVIRAM'uccide mi sface.
ELVIRAAh! qual fiamma,
ELVIRAAh, qual ira m'avvampa!
ELVIRAFantasmi perversi,
ELVIRAFuggite dispersi,
ELVIRAO in tanto furor
ELVIRASbranetemi il cor!
CASTELLANIAhi! lutto e dolor! ahi!
CASTELLANIAhi dolor! Ella sì pura!
CASTELLANISì bella, sì pura,
CASTELLANIDel ciel creatura!
CASTELLANIAhi! avrà vendetta!
CASTELLANIAhi! dolor!
CASTELLANIAhi! sta maledetta,
CASTELLANISì, la coppia rea, sì, la figlia avrà vendetta,
CASTELLANIAndrà maledetta la coppia fuggente
CASTELLANIVendetta cadrà sul vil traditor, sì!
CASTELLANINon casa, non spiaggia raccolga i fuggenti!
CASTELLANIIn odio del cielo, in odio ai viventi
CASTELLANIBattuti dai venti,
CASTELLANIDa orrende tempesta, le odiate
CASTELLANILor teste non possan posar.
CASTELLANIErranti piangenti
CASTELLANIIn orrida guerra,
CASTELLANICol cielo e la terra,
CASTELLANIIl mar, gli elementi,
CASTELLANIOgnor maledetti,
CASTELLANIIn vita ed in morte,
CASTELLANISia eterna lor sorte,
CASTELLANIEterno il penar.
SYSTEMATTO SECONDO
Sala con porte laterali. Vedesi per una di esse il campo ingelese e qualche fortificazioni.
CASTELLANIAh! dolor! Ah! terror! Ah! terror! Ah! pietà!
CASTELLANIPiangon le ciglia si spezza il cor.
CASTELLANIL'afflitta morrà d'amor.
CASTELLANIAh! terror! Ah! dolor!
CASTELLANIIl duol l'invase.
CASTELLANILa vidi errante tra folte piante
CASTELLANIPer le sue case gridando va.
CASTELLANIPietà!
CASTELLANIQual dolor!
CASTELLANISi spezza il cor.
CASTELLANIMorrà d'amor.
CASTELLANIAhi! qual terror!
a Giorgio
CASTELLANIQual novella?
Or prende posa.
CASTELLANIMiserella! Miserella!
CASTELLANIE ognor dolente?
GIORGIOMesta ... e lieta ...
CASTELLANIMa ... non ha tregua?
GIORGIOSplende il senno … e si dilegua
GIORGIOAlla misera innocente.
CASTELLANICome mai? Come mai?
GIORGIODirlo poss'io?
GIORGIOTanto affanno m'ange il seno
GIORGIOCh'ogni voce trema e muor!
CASTELLANIAh! favella.
GIORGIOVoi chiedete?
CASTELLANITen preghiam.
GIORGIOAh! cessate.
CASTELLANITen preghiam.
GIORGIODeh! cessate.
CASTELLANITen preghiam per quel dolor
CASTELLANIChe soffriamo al tuo dolor.
GIORGIOEbben, se volete, v'appressate.
GIORGIOCinta di fiori e col bel crin disciolto
GIORGIOTalor la cara vergine s'aggira,
GIORGIOE chiede all'aura, ai fior con mesto volto:
GIORGIO"Ove andò Elvira? Ove andò? Ove andò?"
CASTELLANIMisero cor!
GIORGIOBianco vestita, e qual se all'ara innante
GIORGIOAdempie il rito, e va cantado: "il giuro";
GIORGIOPoi grida, per amor tutta tremante:
GIORGIO"Ah, vieni, Arturo, ah, vieni, Artur!"
CASTELLANIAh! quanto fu barbaro il traditor!
CASTELLANIMisero cor, morrà d'amor!
GIORGIOGeme talor qual tortora amorosa,
GIORGIOOr cade vinta da mortal sudore,
GIORGIOOr l'odi, al suon dell'arpa lamentosa,
GIORGIOCantar d'amor, d'amor.
CASTELLANIMisero cor!
GIORGIOOr scorge Arturo nell'altrui sembiante,
GIORGIOPoi del suo inganno accorta, e di sua sorte,
GIORGIOGeme, piange, s'affanna e ognor più amante,
GIORGIOInvoca morte, morte.
GIORGIOCada il folgor sul traditor!
GIORGIOAhi! la misera morrà d'amor!
entra con un foglio
RICCARDOE di morte lo stral non sarà lento!
RICCARDOAlla scure Artur Talbo è condannato
RICCARDODall'Anglican Sovranno Parlamento.
RICCARDOEcco il suo fato!
SYSTEMRICCARDO, GIORGIO, CASTELLANI, CASTELLANE
RICCARDOQuaggiù nel mal che questa valle serra,
RICCARDOAi buoni e ai tristi è memorando esempio
RICCARDOSe la destra di Dio possente afferra
RICCARDOIl crin dell'empio.
RICCARDODi Valton l'innocenza a voi proclama
RICCARDOIl Parlamento e ai primi onor lo chiama.
CASTELLANIQual doglia, Valton, se vedran tue ciglia
CASTELLANIInsana ancor la tua diletta figlia!
RICCARDOE non v'ha speme alcuna?
GIORGIOMedic arte n'assicura che una subita gioia,
GIORGIOO gran sciagura postria sanare la mente sua smarrita.
CASTELLANIQual mai merita Artur pena infinita!
RICCARDOIl me, duce primiero, parla Cromvello.
RICCARDOIl vil, che ancora è in fuga,
RICCARDOE di sagnue civil bagnò Inghilterra,
RICCARDOIte, cercate or voi.
RICCARDOE se sua rea fortuna,
RICCARDOO malizia, lo tragga a questa terra,
RICCARDONon abbia grazia, nè pietade alcuna.
Partono i castellani e le castellane.
di dentro
ELVIRAO rendetemi la speme,
ELVIRAO lasciate, lasciatemi morir!
GIORGIOEssa qui vien … la senti?
GIORGIOOh! com'è grave il suon de' suoi lamenti.
Esce Elvira scapigliata. Il volto, il guardo o ogni passo di Elvira palesano la sua pazzia.
ELVIRAQui la voce sua soave
ELVIRAMi chiamava e poi sparì.
ELVIRAQui giurava esser fedele,
ELVIRAQui il giurava,
ELVIRAE poi crudele, mi fuggì!
ELVIRAAh! mai più qui assorti insieme
ELVIRANella gioia dei sospir.
ELVIRAAh! rendetemi la speme,
ELVIRAO lasciate, lasciatemi morir!
GIORGIOQuanto amor è mai raccolto
GIORGIOIn quel volto, in quel dolor!
Elvira a poco a poco si avvicina a Giorgio, lo guarda, e sforzandosi di risovvenirsi chi esso sia, gli dice:
ELVIRAChi sei tu?
GIORGIONon mi ravvisi?
riconoscendolo con allegrezza
ELVIRASì, sì, mio padre … E Arturo? E l'amore?
ELVIRAParla, parla …
ELVIRAAh! tu sorridi e asciughi il pianto!
ELVIRAA Imene, a Imen mi guidi … al ballo, al canto!
ELVIRAOgnun s'appresta a nozze, a festa,
ELVIRAE meco in danze esulterà. A festa!
a Giorgio
ELVIRATu per meco danzerai?
ELVIRAVieni a nozze. Vien.
si volge e vede Riccardo, lo prende per mano
ELVIRAEgli piange!
RICCARDOO Dio!
GIORGIOO Dio!
a Giorgio
ELVIRAEgli piange … forse amò.
ELVIRAPiange … amò!
GIORGIOOr chi il pianto frenar può?
GIORGIOChi frenar lo può?
a Riccardo
ELVIRAM'odi, e dimmi: amasti mai?
RICCARDOGli occhi affissa sul mio volto,
RICCARDOBen mi guarda e lo vedrai …
ELVIRAAh! se piangi … ancor tu sai
ELVIRAChe un cor fido nell'amor
ELVIRASempre vive nel dolor!
GIORGIODeh! t'acqueta, o mia diletta.
GIORGIOTregua al duol dal cielo aspetta.
ELVIRAMai!
GIORGIOClemente il ciel ti fia.
ELVIRAMai!
GIORGIOL'ingrato obblia, ah, sì!
ELVIRAMai!
ELVIRAAh! mai più ti rivedrò.
ELVIRAAh! toglietemi la vita
ELVIRAO rendete, rendetemi il mio amor!
GIORGIOAh! sì, fa mia la sua ferita,
GIORGIOMi dispera e squarcia il cor.
Elvira si volge in atto furente verso Riccardo e Giorgio. Dopo un poco ella sorride e attegia il volto alla maniera de' pazzi.
GIORGIOTornò il riso sul suo aspetto.
GIORGIOQual pensiero a lei brillò?
crede esser con Arturo
ELVIRANon temer del padre mio,
ELVIRAAlla fine lo placherò.
ELVIRAAh, non temer, lo placherò.
ELVIRAOgni duolo si andrà in obblio;
ELVIRASì, felice io ti farò.
RICCARDOQual bell'alma innamorata
RICCARDOUn rival toglieva a me! sì!
GIORGIOElla in pene abbandonata
GIORGIOSogna il bene che perdè! sì!
ELVIRAVien, diletto, è in ciel la luna!
ELVIRATutto tace intorno, intorno;
ELVIRAFinchè spunti in ciel il giorno,
ELVIRAAh, vien, ti posa sul mio cor!
ELVIRADeh! t'affretta, o Arturo mio,
ELVIRARiedi, o caro, alla tua Elvira;
ELVIRAEssa piange e ti sospira,
ELVIRAVien, o caro, all'amore.
GIORGIOPossa tu, bell'infelice,
GIORGIOMercè aver di tanto affetto,
GIORGIOPossa un giorno nel diletto
GIORGIOObbliare il suo dolor, sì.
ELVIRAVien, diletto, è in ciel la luna, ecc
ELVIRAArtur, riedi al primo amor.
GIORGIOAh! Ricovrarti omai t'addice,
GIORGIOStende notte il cupo orror, sì.
Parte Elvira.
GIORGIOIl rival salvar tu dêi,
GIORGIOIl rival salvar tu puoi.
RICCARDOIo nol posso.
GIORGIONo? Tu nol vuoi.
con sdegno
RICCARDONo.
GIORGIOTu il salva!
RICCARDONo, ah! no, ei perirà!
GIORGIOTu quell'ora or ben rimembri
GIORGIOChe fuggì la prigioniera.
RICCARDOSì.
GIORGIOE d'Arturo fu colpa intera?
quasi sdegnandosi
RICCARDOTua favella ormai …
GIORGIOÈ vera.
RICCARDOParla aperto.
GIORGIOHo detto assai.
RICCARDOFu il voler del Parlamento,
RICCARDOSe ha colui la pena estrema;
RICCARDODei ribelli l'ardimento
RICCARDOIn Artur si domerà.
RICCARDOIo non l'odio, io nol pavento,
RICCARDOMa l'indegno perirà.
GIORGIONo! Un reo tormento
GIORGIOOr t'invade e acceca … ah! trema!
GIORGIOIl rimorso e lo spavento
GIORGIOLa tua vita strazierà.
GIORGIOSe il rival per te fia spento
GIORGIOUn'altr'alma seco andrà.
RICCARDOChi?
GIORGIOPensa, o figlio!
GIORGIODue vittime farai!
GIORGIOE dovunque tu n'andrai
GIORGIOL'ombra lor ti seguirà!
GIORGIOSe tra il buio un fantasma vedrai
GIORGIOBianco, lieve … che geme e sospira,
GIORGIOSarà Elvira che s'aggira,
GIORGIOE ti grida: io son morta per te.
GIORGIOQuando il cielo è in tempasta più scuro,
GIORGIOS'odi un'ombra affannosa, che freme,
GIORGIOSarà Arturo che t'incalza, ti preme,
GIORGIOTi minaccia de' morti il furor.
RICCARDOSe d'Elvira il fantasma dolente
RICCARDOM'apparisca e m'incalzi e s'adiri,
RICCARDOLe mie preci, i sospiri,
RICCARDOMi sapranno ottenere mercè.
RICCARDOSe l'odiato fantasma d'Arturo
RICCARDOSanguinoso sorgesse d'Averno,
RICCARDORipiombarlo agli abissi in eterno
RICCARDOLo ferebbe il mio immenso furor.
abbracciando Riccardo
GIORGIORiccardo! Riccardo!
GIORGIOIl duol che si mi accora
GIORGIOVinca la tua bell'anima.
RICCARDOHan vinto le tue lacrime …
RICCARDOVedi, ho bagnato il ciglio.
GIORGIOChi ben la patria adora
GIORGIOOnora la pietà!
RICCARDOForse, forse dell'alba al sorgere
RICCARDOL'oste ci assalirà.
RICCARDOS'ei vi sarà …
GIORGIOS'ei vi sarà? Ei perirà.
RICCARDOEi perirà, sì, perirà.
GIORGIOMia man non è ancor gelida!
GIORGIOCon te combatterò, sì, sì.
RICCARDOSe armato ei poi verrà,
RICCARDOPer questa mano ei perirà.
GIORGIOSia voce di terror:
GIORGIOPatria, vittoria, vittoria, onor.
GIORGIOSuoni la tromba, e intrepido
GIORGIOIo pugnerò da forte;
GIORGIOBello è affrontar la morte
GIORGIOGridando: libertà!
GIORGIOAmor di patria impavido
GIORGIOMieta i sanguigni allori,
GIORGIOPoi terga i bei sudori
GIORGIOE i pianti la pietà.
GIORGIOAll'alba!
SYSTEMATTO TERZO
Un giardino a boschetto, vicino alla fortezza. Entra Arturo pallido, ansante; si toglie il grande mantello che l'avvolge.
ARTUROSon salvo, alfin son salvo. I miei nemici
ARTUROFalliro il colpo, e mi smarrir di traccia.
ARTUROO patria … o amore, onnipossenti nomi!
ARTUROAd ogni passo
ARTUROMi balza il cor nel seno, e benedico
ARTUROOgni fronda, ogni sasso.
ARTUROO! come dolce è un esule infelice
ARTUROVedere il suo tesoro
ARTUROE, dopo tanto errar di riva in riva,
ARTUROBaciar alfin la terra sua nativa!
ARTUROQual suon!
di dentro
ELVIRAA una fonte afflitto e solo
ELVIRAS'assideva un trovator,
ELVIRAE a sfogar l'immenso duolo
ELVIRASciolse un cantico d'amor.
ELVIRAAh!
ARTUROLa mia canzon d'amore! O Elvira, o Elvira,
ARTUROOve t'aggiri tu? Nessun risponde, nessun.
ARTUROA te così cantava
ARTURODi queste selve tra le dense fronde,
ARTUROE tu allor eco facevi al canto mio!
ARTURODeh! se ascoltasti l'amoroso canto …
ARTUROOdi quel dell'esiglio,
ARTUROOdi il mio pianto.
ARTUROA una fonte afflitto e solo
ARTUROS'assideva un trovator;
ARTUROToccò l'arpa e suonò duolo,
ARTUROSciolse un canto, e fu dolor.
ARTUROBrama il sol allor ch'è sera,
ARTUROBrama sera allor ch'è sol.
ARTUROGli par verno primavera,
ARTUROOgni gioia gli par duol!
Odesi il suono di tamburo.
ARTUROQual suon!
ARTUROAlcun s'appressa!
va a coprirsi col suo mantello e cerca di celarsi
di dentro
SOLDATIAgli spalti. Alle torri andiam.
ARTUROAncor di me in traccia?
SOLDATISi cercherà … si troverà …
ARTUROO Dio! Ove m'ascondo?
SOLDATINo, no, non fuggirà.
SOLDATISi troverà.
SOLDATIAgli spaldi, alle torri,
SOLDATISi cercherà, non sfuggirà!
ARTUROAl altro lato vanno i furenti.
Si ritira, e vedesi un drappello d'armigeri traversare il fondo della scena; appena che sono passati, Arturo esce e guarda lor dietro.
ARTUROSon già lontani. Perchè mai non posso
ARTUROPorre il piede entro l'adorate soglie,
ARTURODire a Elvira il mio duol, la fede mia?
per inoltrarsi, poi s'arresta
ARTUROAh! no … perder potrei
ARTUROMe stesso e lei. Or si ripigli il canto.
ARTUROForse a me verrà, se al cor le suona
ARTUROCome ne dì felici,
ARTUROQuando uniti dicemmo: io t'amo, io t'amo.
ARTUROCorre a valle, corre a monte
ARTUROL'esiliato pellegrin,
ARTUROMa il dolor gli è sempre a fronte,
ARTUROGli è compagno nel cammin.
ARTUROCerca il sonno a notte scura
ARTUROL'esiliato pellegrin;
ARTUROSogna, e il desta la sciagura
ARTURODella patria e il suo destin.
ARTUROSempre eguali ha i luoghi e l'ore
ARTUROL'infelice trovator.
ARTUROL'esiliato allor che muore
ARTUROHa sol posa al suo dolor.
si mostra e porge l'orecchio
ELVIRAFinì … me lassa! O! come dolce all'alma
ELVIRAMi scendea quella voce … O Dio! finì …
ELVIRAMi parve … Ahi! rimembranze! Ahi! vani sogni!
ELVIRAAh! mio Arturo, ah! dove sei?
inginocchiandosi
ARTUROA' piedi tuoi,
ARTUROElvira, ah! mi perdona!
ELVIRAArturo? Sì, è desso!
ELVIRAArtur! Mio ben! O gioia!
ARTUROAh! mia Elvira!
ELVIRAMio ben!
ELVIRASei pur tu? Or non m'inganni?
ARTUROIngannarti? Ah! no, giammai.
ELVIRADunque han fin per me gli affanni?
ARTURONon temer … finiro i guai.
ELVIRASì …
ARTUROSì, mio ben, finiro i guai;
ARTUROOra alfin ci unisce amor.
ELVIRAO Arturo! Arturo, per mai più lasciarci?
ARTUROLo credi, mio ben, per mai più lasciarci;
ARTUROMio ben, non temer … finiro i guai …
ARTUROOra alfin ci unisce amor!
ELVIRAAh! che alfin ci unisce amor!
ARTURONel mirarti un solo istante
ARTUROIo sospiro e mi consolo
ARTUROD'ogni pianto e d'ogni duolo
ARTUROChe provai lontan da te.
fra se, cercando di risovvenirsi
ELVIRAChe provò lontan da me?
ELVIRAQuanto tempo? Lo rammenti?
ARTUROFur tre mesi …
ELVIRANo, no; fur tre secoli
ELVIRADi sospiri e di tormenti;
ELVIRAFur tre secoli d'orror!
ELVIRATi chiamava ad ogni istante:
ELVIRARiedi, Arturo, e mi consola.
ELVIRATi chiamava ad ogni istante:
ELVIRAVieni, ah! vieni, e mi consola,
ELVIRAE rompeva la parola
ELVIRAIl singulto del mio cor!
ARTUROAh! perdona … Ell'era misera,
ARTUROPrigioniera … abbandonata,
ARTUROIn periglio …
ELVIRAE l'hai tu amata?
ARTUROIo!
ELVIRANon è tua sposa?
ARTUROSposa! Chi dir l'osa?
ARTUROChi? Parla … Chi?
ELVIRAIo il chiedo, io il chiedo, Arturo.
ARTUROMi credevi sì spergiuro?
ARTURODa quel dì che ti mirai
ARTUROPalpitai per te d'amore,
ARTURODa quel giorno all'ultim'ore,
ARTUROSì, questo cor per te palpiterà.
ARTUROLa mia vita io ti sacrai
ARTURONella gioia e nel dolore,
ARTUROFin la morte in questo amore
ARTURODolce e cara a me sarà.
ELVIRAO parole d'amor! Lieta son io!
ELVIRAEi non l'amava dunque? O Arturo mio!
ELVIRASì - fede eterna ti giurai,
ELVIRATi giurai eterno ardore,
ELVIRADa quel girono all'ultim'ore
ELVIRAPer te il mio cor avvamperà.
ELVIRALa mia vita ti sacrai
ELVIRANella gioia, nel dolor.
ARTUROFin la morte in questo amore
ARTURODolce e cara a me sarà.
ARTUROQuesto giuro sì puro di fede,
ARTUROO dell'alma motor sempiterno,
ARTUROTu l'accogli e consola in eterno,
ARTUROBenedici e sventura ed amor.
ARTUROAh! perdona … Ell'era misera,
ARTUROPrigioniera … abbandonata …
ELVIRADi': se a te non era cara,
ELVIRAA che mai seguir colei?
ARTUROOr t'infingi, o ignori ch'ella
ARTUROPresso a morte …
ELVIRAChi? Favella.
ARTUROTu non sai? La regina!
ELVIRALa regina!
ARTUROUn'indugio … e la meschina
ARTUROSu d'un palco a morte orrenda …
ELVIRAAh! E fia ver? Qual lume rapido
ELVIRAOr la mente mi rischiara!
ELVIRADunque m'ami?
ELVIRAE puoi temer?
ELVIRADunque vuoi?
ARTUROStar teco ognor
ARTUROTra gli amplessi dell'amore.
ELVIRADunque m'ami, mio Arturo? Sì?
ARTUROVieni, vieni fra queste braccia,
ARTUROAmor, delizia e vita,
ARTUROVieni, non mi sarai rapita
ARTUROFinchè ti stringo al cor.
ARTUROAd ogni istante ansante
ARTUROTi chiamo e te sol bramo.
ARTUROAh! vieni, vien, tel ripeto t'amo,
ARTUROAh, t'amo d'immenso amore.
ELVIRACaro, caro, non ho parola
ELVIRACh'esprima il mio contento;
ELVIRAL'alma elevar mi sento
ELVIRAIn estasi d'amor.
ELVIRAAd ogni istante ansante
ELVIRATi chiamo e te sol bramo,
ELVIRAAh! caro, vien, tel ripeto, t'amo,
ELVIRAT'amo d'immenso amore,
ELVIRASì, tel ripeto, sentilo, Artur, dal mio cor.
ARTUROSì, mel ripeti, ah! mio ben!
ARTUROAd ogni istante ansante
ARTUROTi chiamo e te sol bramo!
ELVIRAAd ogni istante ansante, ecc
ARTUROAh! mio ben!
ELVIRAAh! mio Arturo!
ARTUROSempre uniti!
ELVIRASempre insieme!
ARTUROSempre insieme!
ELVIRADunque m'ami, mio Arturo, sì!
ELVIRACaro, caro, non ho parola
ELVIRACh'esprima il mio contento,
ecc.
ARTUROVieni fra queste braccia,
ARTUROAmor, delizia, e vita,
ecc.
ELVIRAAd ogni instante ansante
ELVIRATi chiamo e te sol bramo.
ARTUROAh! deh! vieni, vien, ti ripeto, t'amo,
ARTUROT'amo d'immenso amore,
ecc.
ELVIRAMio ben!
ARTUROMia vita!
ARTUROSempre con te vivrò d'amor !
Al suono del tamburo mostra Elvira una fisonomia alterata ed una espressione di derisione.
s'agita e va a spiare
ARTUROAncor s'ascolta questo suon molesto.
ARTUROI miei nemici!
comincia a vacillare
ELVIRASì, quel suono funesto;
ELVIRAIo conosco quel suon … ma tu non sai
ELVIRAChe più nol temo,
ELVIRAAh! no, io più nol temo ormai.
Arturo cominicia a turbarsi sorpreso dal parlare di Elvira.
ELVIRANella mia stanza
ELVIRASquarciai quel vel di cui ornò sua testa,
ELVIRACalpestai le sue pompe … ed all'aurora …
ELVIRACon me tu ancora
ELVIRAVerrai a festa, a danza?
ARTUROO Dio! che dici?
ELVIRACosì come tu mi guardi,
ELVIRAMi guardan essi, e intender non sanno
ELVIRAIl mio parlar … il duol, l'affanno!
spaventato dallo stato di follia che investe Elvira
ARTUROO, ti scuoti … o ciel!
ARTUROVageggi!
di dentro
SOLDATIAlto là!
SOLDATIFedel drapello!
ARTUROVien, vien!
SOLDATIE chi viva?
ELVIRAAh! tu vuoi fuggirmi ancor?
SOLDATIAnglia, Cromvello!
ARTUROAh! no.
SOLDATIViva!
ELVIRANo, no, colei più non t'avrà!
SOLDATIVincerà! Vincerà!
ELVIRANo!
ARTUROTaci! ah! taci, infelice, ah!
ARTUROTaci per pietade,
ARTUROAh! non ti fuggerò …
ELVIRAAh! t'arresti, t'arresti il mio dolore.
ELVIRAAiuto! O genti!
ELVIRAAiuto!
Si sente da tutte le parti calpestio di gente che s'avanza correndo.
ARTUROAh! taci!
ELVIRAPietà! Pietà!
Arturo resta impietrito di dolore, guardando immoto Elvira nè curandosi di tutto ciò che accade d'intorno a lui.
CASTELLANIArturo? Arturo? Lo sciagurto!
RICCARDOCavalier, ti colse il Dio
RICCARDOPunitor de' tradimenti.
GIORGIOTu qui, o Arturo? Qual destin rio
GIORGIOA tal spiaggia te guidò!
SOLDATIPera ucciso fra tormenti
SOLDATIChi tradiva patria e onor!
ELVIRACredi, o Arturo, ella non t'ama;
ELVIRASol felice io ti farò, sì.
SOLDATITalbo Arturo, la patria e Dio
SOLDATITe alla morte condannò!
GIORGIOChe orror!
ELVIRAMorte!
Alla parola "Morte" vedesi che Elvira cangia di aspetto, ed ogni suo moto ed atto palesa che questo avvenimento produsse una commozione nel suo cervello ed un totale cangiamento intelletuale.
GIORGIOAh! quel terror!
SOLDATIDio raggiunge i traditor.
ELVIRAChe ascoltai?
CASTELLANISi tramutò!
CASTELLANISi fè smorta avvampò!
ARTUROCredeasi, misera!
ARTURODa me tradita,
ARTUROTraea sua vita
ARTUROIn tal martir!
ARTUROOr sfido i fulmini,
ARTURODisprezzo il fato,
ARTUROSe teco allato
ARTUROPotrò morir!
ELVIRAQual mai funerea
ELVIRAVoce funesta
ELVIRAMi scuote e desta
ELVIRADal mio martir!
ELVIRASe fui sì barbara
ELVIRANel trarlo a morte
ELVIRAM'avrà consorte
ELVIRANel suo morir!
GIORGIOQual suon funereo
GIORGIOFeral rimbomba
GIORGIONel sen mi piomba,
GIORGIOM'agghiaccia il cor!
GIORGIONon ha più lagrime
GIORGIOIl mio dolor.
SOLDATIQuel suon funereo,
SOLDATICh'apre una tomba,
SOLDATICupo rimbomba,
SOLDATIMi piomba al cor.
SOLDATIE Dio terribile
SOLDATIIn sua vendetta
SOLDATIGli empi saetta
SOLDATICon rigor.
SOLDATIQuel suon funereo,
SOLDATICh'apre una tomba,
SOLDATICupo rimbomba,
SOLDATIMi piomba al cor.
SOLDATIE Dio lo vuol
SOLDATISenza pietà!
RICCARDOQuel suon funereo
RICCARDOCh'apre una tomba
RICCARDOAl cor mi piomba,
RICCARDOLor sorte orribil
RICCARDOMi piomba al cor.
RICCARDOAh, pietà.
DONNEQuel suon funereo
DONNEDi tromba ci piomba al cor.
DONNEPur fra le lagrime
DONNESpeme ci affida,
DONNESì, che Dio
DONNECi arrida con pietà.
ARTUROTraea sua vita
ARTUROIn tal martir!
ARTUROAh! sì, disprezzo il fato,
ARTUROSe teco allato
ARTUROPotrò morir!
I soldati, impazienti, si rivolgono a Giorgio ed a Riccardo, e diconon loro sottovoce.
SOLDATIChe s'aspetta?
SOLDATIAlla vendetta!
s'avvicina ad Arturo
ELVIRAArturo!
ARTUROElvira, Elvira!
GIORGIOSol ferocia or parla in vol!
SOLDATIDio comanda a' figli suoi
SOLDATIChe giustizia ormai si renda
SOLDATICada alfin l'ultrice spada
SOLDATISovra il capo al traditor!
lo abbraccia
ELVIRAArtur! Artur, tu vivi ancor!
GIORGIOLa pietade Iddio v'apprenda!
ARTUROTeco io sono.
piangendo
ELVIRAIl tuo perdono!
ELVIRAPer me a morte, o Arturo mio!
ARTUROAh un amplesso!
ELVIRASì, mio bene.
ARTUROAh, un addio!
ELVIRAUn addio!
ARTUROArrestatevi, scostate,
ARTUROCrudeli, crudeli!
ARTUROElla è tremante,
ARTUROElla è spirante,
ARTUROAnime perfide,
ARTUROSorde a pietà.
ARTUROUn solo istante,
ARTUROAh, l'ira frenate
ARTUROPoi vi straziate
ARTURODi crudeltà.
GIORGIOCessate, cessate un istante,
GIORGIOUn istante per pietà!
GIORGIODeh! cessate!
SOLDATIVendetta s'affretta, Dio lo vuole,
SOLDATINon si tardi!
DONNEDeh cessate per pietà,
DONNEUn istante, deh, cessate!
Odesi un suono di corni da caccia.
CASTELLANISuon d'araldi?
CASTELLANIUn messaggio?
ARTUROChe sarà?
SOLDATIEsploriam.
Fanno un movimento per sortire, ma s'arrestano vedendo entrare un messaggero che reca delle lettere. Riccardo e Giorgio le leggono.
GIORGIOEsultate!
RICCARDOEsultate!
GIORGIOGià Stuardi vinti sono …
RICCARDOI cattivi han già perdono …
GIORGIOL'Anglia terra ha libertà!
CASTELLANIL'Anglia terra ha libertà.
CASTELLANIA Cromvello eterna gloria!
CASTELLANILa vittoria il guiderà.
CASTELLANISiam liete, alme amorose
CASTELLANIQual già foste un dì dolente
CASTELLANILunghi dì per voi ridenti
CASTELLANIQuest'istante segnerà.
ARTUROAh! mia Elvira!
ELVIRAOh! contento!
ELVIRAAh! sento, o mio bell'angelo,
ELVIRAChe poco intera è un'anima
ELVIRAAd esaltar nel giubilo
ELVIRAChe amor ci donerà.
ELVIRABenedite le lacrime,
ELVIRAL'ansia, i sospiri,
ELVIRAI gemiti; vaneggerò nel palpito
ELVIRADi tanta cara voluttà!
SYSTEMRICCARDO, GIORGIO, CASTELLANI, CASTELLANE
ELVIRASì, sì, l'amor coronerà di giubilo
ELVIRAGli spasimi di tanta fedeltà.
ELVIRAAmor pietoso e tenero
ELVIRACoronerà di giubilo
ELVIRAL'ansia, i sospiri, i palpiti
ELVIRADi tanta fedeltà.