Il Pirata
Bellini, Vincenzo
ERNESTO, Duca di Caldora, partigiano della casa d Angiò (Baritono)
IMOGENE, sua moglie, anticamente amante di Gualtiero (Soprano)
GUALTIERO, già Conte di Montalto, e partigiano del Re Manfredi, ora fuoruscito e capo de' Pirati Aragonesi (Tenore)
ITULBO, compagno di Gualtiero (Tenore)
GOFFREDO, tutore un tempo di Gualtiero, ora Solitario (Basso)
ADELE, damigella di Imogene (Mezzosoprano)
COROPescatori, Pescatrici, Pirati, Cavalieri, Dame, Damigelle e comparse
COROLa scena è in Sicilia; nel castello di Caldora, e nelle vicinanze.
SYSTEMATTO PRIMO
SYSTEMSCENA PRIMA
Spiaggia di mare in vicinanza di Caldora.
Sul dinanzi della scena si vede un antico Romitorio, ricetto di un Solitario.
All'alzar del sipario è già cominciata un'orrenda tempesta. Vedesi una nave in grave pericolo, sbattuta qua e là dai venti e dai flutti. La riva egli scogli sono pieni di pescatori, che si sforzano di soccorrere i miseri vicini a naufragare. Il Solitario gli incoraggisce.
A poco a poco tutto il luogo si copre di popolo. La tempesta è al suo colmo.
DONNECiel! qual procella orribile
DONNETerra sconvolge, e mar!
DONNEI miseri a salvar
DONNEVana è ogni cura.
SOLITARIONon disperate, o figli,
SOLITARIONon son perduti ancor:
SOLITARIOV'ha un Nume protettor
SOLITARIODella sventura.
UOMINIUrta la nave...
dagli scogli
DONNEAhi! miseri!
UOMINIPere ciascun...
DONNEChe orror!
SOLITARIOLassi! preghiam per lor.
SOLITARIOPreghiamo amici.
TUTTINume, che imperi ai turbini,
TUTTIChe affreni i venti; il mar,
TUTTIDeh! non abbandonar
TUTTIQuegl'infelici.
UOMINILo schifo, lo schifo. Coraggio! costanza!
UOMINIAl vento resiste... s'innoltra, si avanza...
UOMINIEvita gli scogli... contrasta coll'onde...
UOMINISi appressa alle sponde... più rischio non v'ha.
UOMINISOLITARIO e DONNE
UOMINIAl Nume clemente - sien grazie rendute
UOMINIDi loro salute - di tanta bontà!
TUTTINotizia del caso - si rechi a Caldora.
TUTTIAccorra al riparo - la nobil signora.
TUTTIOspizio conforto - nel proprio castello
TUTTIAi lassi stranieri - cortese darà.
TUTTIUn giorno felice - estimo sol quello,
TUTTIChe puote dar prova - di nuova pietà.
SYSTEMSCENA SECONDA
I cori partono frettolosi; intanto vengono dalle rive i naufraghi salvati dai pescatori.
Gualtiero sostenuto da Itulbo è in mezzo a loro: il Solitario accorre ad essi con sommo interessamento.
GUALTIEROIo vivo ancor! A me nemici io trovo
GUALTIEROFin gli elementi.
SOLITARIO(Oh ciel! qual voce!).
ITULBO(Ah! taci;
ITULBOFrenati per pietà... Tradir ti vuoi?).
GUALTIEROIn qual lido giungemmo? Ove siam noi?
SOLITARIO(Ah! è desso!) In seno amico,
SOLITARIOSventurato, sei tu.
GUALTIEROQuai detti!
ITULBO(Io tremo!).
SOLITARIOAh! Gualtiero!
GUALTIEROGoffredo!
SOLITARIOAl sen ti premo.
GUALTIEROOh! mio secondo padre,
GUALTIEROMio saggio istitutor, tu in queste spoglie?
GUALTIEROIn sì povero tetto?
SOLITARIOAh! te perduto,
SOLITARIOOgni bene io perdei... qui tristo, e solo
SOLITARIOA pianger vivo la tua morta fama,
SOLITARIOLa tua vergogna, e la tua casa in fondo.
SOLITARIOE tu?...
GUALTIERODi mia vendetta ho pieno il mondo...
GUALTIEROMa indarno. Il vile Ernesto,
GUALTIEROIl mio persecutor, vive, ed esulta
GUALTIERODell'ingiusto mio bando, e di mie pene...
GUALTIEROMa dì... Che fa Imogene?
GUALTIEROMi è fida ancora? E d'ogni nodo è sciolta?
SOLITARIOLasso! e pur pensi?...
GUALTIEROA lei soltanto... Ascolta.
GUALTIERONel furor delle tempeste,
GUALTIERONelle stragi del pirata,
GUALTIEROQuella immagine adorata
GUALTIEROSi presenta al mio pensier,
GUALTIEROCome un angelo celeste,
GUALTIERODi virtude consiglier.
GUALTIEROPiango allora in mezzo all'ira,
GUALTIEROPace ai vinti allor concedo,
GUALTIEROE onorato ancor mi credo
GUALTIEROCapitano e cavalier...
GUALTIEROSe Imogene non m'inspira,
GUALTIEROSono un mostro, un masnadier.
SOLITARIOInfelice! ed or che speri?
GUALTIERONulla io spero... Ed amo, e peno.
GUALTIEROMa l'orror de' miei pensieri
GUALTIEROQuesto amor disgombra almeno.
GUALTIEROEgli è un raggio, che risplende
GUALTIERONelle tenebre del cor.
GUALTIEROLa mia vita omai dipende
GUALTIERODa Imogene, dall'amor.
SYSTEMSCENA TERZA
Pescatori, che ritornano, e detti.
CORODel disastro di questi infelici
COROPer noi conscia la nobil signora,
COROElla stessa ne vien da Caldora
COROLe pietose tue cure a partir.
SOLITARIO(Oh! periglio! ti affretta a seguirmi.
SOLITARIOSei perduto, se a lei non ti ascondi).
GUALTIEROSì mutato chi mai può scoprirmi?
SOLITARIOElla al certo.
GUALTIEROChi è dessa?... rispondi.
SOLITARIODeh! nol chiedere.
GUALTIEROCome? che dici?
SOLITARIOTi fia noto: or ti è d'uopo fuggir.
ITULBOVieni, fuggi... tu sei fra nemici.
GUALTIERONé poss'io disfidarli, e morir!
GUALTIEROPer te di vane lagrime
GUALTIEROMi nutro ancor, mio bene:
GUALTIEROSperanza mi fa vivere
GUALTIERODi possederti ancor.
GUALTIEROSe questo avessi a perdere
GUALTIEROConforto in tante pene,
GUALTIEROAh! non potrei più reggere,
GUALTIEROVorrei la morte allor.
ITULBODeh! taci, incauto, e frenati;
ITULBONon dar di te sospetto:
ITULBOMill'occhi in te si affissano,
ITULBOTi svela il tuo furor.
in disparte
CORODonde sì cupi gemiti?
COROPerché sì tristo aspetto?
COROQuella, che tanto l'agita,
COROÈ smania, e non dolor.
Il Solitario conduce Gualtiero nella sua abitazione. Indi ritorna ad Itulbo.
SYSTEMSCENA QUARTA
Solitario, Itulbo e Pirati.
SOLITARIOAlla pietosa donna
SOLITARIOItene incontro voi.
Partono i Pescatori. Itulbo ritorna; il Solitario lo prende in disparte.
SOLITARIOGrave periglio
SOLITARIOVi minaccia, o stranier. Tutti in Caldora
SOLITARIOPer legge antica aver dovete albergo
SOLITARIOUn giorno almeno, e di Caldora il Duca
SOLITARIOÈ di Gualtiero il più crudel nemico.
ITULBOTutte dell'odio antico
ITULBOMi son palesi assai
ITULBOLe rie ragioni.
SOLITARIOAh! la più ria non sai.
SOLITARIOEstinto il re Manfredi,
SOLITARIOE Carlo vincitor, fuggìa proscritto
SOLITARIOL'infelice Gualtier, lasciando in preda
SOLITARIOAl fiero Ernesto e all'Angioine squadre
SOLITARIOLa cara amante, e dell'amante il padre.
ITULBOAh! delle sue sventure
ITULBOFu questa la peggior.
SOLITARIORestò Imogene
SOLITARIOD'ogni soccorso priva, all'ire esposta
SOLITARIODel signor di Caldora. Ogni sua speme
SOLITARIOEra posta in Gualtiero, e ai patrii lidi
SOLITARIOElla fidava di vederlo un giorno.
SOLITARIOMa corse fama intorno
SOLITARIOChe gloria, onor, dover posti in non cale,
SOLITARIOCondottier di Pirati Aragonesi
SOLITARIOEra fatto Gualtier... Deserta allora,
SOLITARIOPerduta ogni speranza...
ITULBOProsegui...
SOLITARIOAh! la duchessa a noi si avanza.
SOLITARIOA lei Gualtier si asconda.
SOLITARIOIo corro a lui... Tu cauto parla, e pensa
SOLITARIOChe ogni sospetto esser potria funesto.
ITULBOIn me riposa... (Ah! qual cimento è questo!).
Il Solitario rientra nell'abitazione.
SYSTEMSCENA QUINTA
Imogene, Adele, Damigelle e detti. Tutti le vanno incontro.
IMOGENESorgete: è in me dover quella pietade,
IMOGENEChe al soccorso m'invia degli stranieri,
IMOGENEChe qui tragge a posar caso o tempesta:
IMOGENEAntica legge di Caldora è questa.
IMOGENEChi siete, o sventurati?
IMOGENEDonde scioglieste?
ITULBOLa regal Messina
ITULBOLasciammo ieri; ed a Palermo volte
ITULBOEran le nostre vele.
IMOGENEA Palermo! Ah! solcaste un mar crudele.
IMOGENECampo di orribil guerra,
IMOGENEO stranieri, è quel mar.
ITULBO(Cielo!).
IMOGENEVi occorse
IMOGENEDi quei Pirati alcun?
ITULBOEssi fur vinti,
ITULBOSpersi... distrutti...
IMOGENEE il duce lor?
ITULBOIl duce?
Qual mai richiesta?
ITULBOÈ forse in ceppi, o spento.
IMOGENESpento!...
ADELEAh! che fai? ti frena.
Allontanandola dai Pirati.
IMOGENE(Oh! mio spavento!).
Ad un cenno d’ Adele i Pirati si di scostano. Imogene prende Adele in disparte.
IMOGENELo sognai ferito, esangue,
IMOGENEIn deserta, ignuda, riva...
IMOGENETutta intrisa del suo sangue,
IMOGENEDa miei gridi il ciel feriva...
IMOGENENé una voce rispondea;
IMOGENEL'aura istessa, il mar tacea:
IMOGENEEra sorda la natura
IMOGENEAl mio pianto, al mio dolor.
ADELE(Cessa... deh!... scacciar procura
ADELEQueste immagini d'orror).
CORO(Ella geme: ignota cura
COROL'infelice affligge ognor).
IMOGENEQuando a un tratto il mio consorte
IMOGENEMi si affaccia irato e bieco.
IMOGENEIo, mi grida, il trassi a morte,
IMOGENEE mi afferra, e tragge seco...
IMOGENEMuta, oppressa, sbigottita,
IMOGENELunge, lunge io son rapita...
IMOGENEE mi seguita sui venti
IMOGENEUn sospir di lui che muor...
IMOGENEQuel sospiro io sento ancor.
ADELEVane larve tu paventi:
ADELECalma, incauta, il tuo terror.
ITULBO(Che intendea con quegli accenti?
ITULBOQual sospetto io sento in cor!).
IMOGENEQuesto sogno o mia fedele,
IMOGENEAvverato appien comprendo.
GUALTIEROCielo! è dessa!
Si presenta dall'abitazione del Solitario; ma questi lo ritira e lo astringe a rientrare.
IMOGENEOh Dio! che intendo?
IMOGENEQual mai gemito suonò?
ITULBOEgli è un naufrago dolente...
ITULBOEgro, misero, demente...
ITULBOCui fortuna, e il mar crudele
ITULBOD'ogni bene dispogliò...
IMOGENESi soccorra... (Oh cara Adele!
IMOGENEQual tumulto in me destò!).
IMOGENESventurata, anch'io deliro,
IMOGENETutta assorta in vano affetto:
IMOGENEIo ti vedo in ogni oggetto,
IMOGENEO tormento del mio cor!
IMOGENEAh! sarai, finch'io respiro,
IMOGENEAl pensiero, al cor presente:
IMOGENEAh! cagione eternamente
IMOGENETu sarai del mio dolor.
IMOGENESOLITARIO, ADELE e CORO
IMOGENEAl castel tranquilla riedi;
IMOGENEGli stranieri aita avranno.
IMOGENETu lo vedi; il loro affanno
IMOGENETroppo affligge il tuo bel cor.
Imogene parte col seguito.
SYSTEMSCENA SESTA
Loggia nel Castello di Caldora, che mette ai Giardini. È notte. Entrano i Pirati bevendo e abbandonandosi alla disordinata loro gioja. Sopraggiunge quindi Itulbo a frenarli.
PIRATIViva! viva!... Chi risponde?
PIRATIRipetiamo... Viva! viva!...
Pongono l'orecchio: l'eco ripete gli evviva.
PIRATIEgli è il vento... il suon dell'onde
PIRATIChe si frangon sulla riva...
PIRATIAlla gioja de' pirati
Prende parte e terra, e mar.
PIRATIZitto, zitto, sconsigliati,
PIRATINon ci stiamo a palesar.
PIRATIAscoltate... alcun s'appressa.
PIRATIEgli è Itulbo... prendi... senti...
Vanno incontro a lui, e tumultuosamente gli offrono da bere.
Si avvicina la duchessa;
ITULBOSeparatevi, imprudenti.
COROLa duchessa.
ITULBOGuai se viene
ITULBOChi noi siamo a sospettar!
COROGuai, sì, guai! tacer conviene:
COROBever tosto, e lungi andar.
COROVersa... tocca... presto... presto...
ITULBOPiano amici...
COROUn solo evviva.
COROChi risponde... Il vento è questo...
COROL'onda infranta in sulla riva...
COROAlla gioja de' pirati
Prende parte e terra, e mar.
ITULBOSconsigliati!
COROAllegri, allegri!
COROLa bottiglia ci rintegri
CORODi cotanto faticar.
Si ritirano, e a poco a poco le loro voci si perdono in lontananza.
SYSTEMSCENA SETTIMA
Imogene, e Adele.
IMOGENEEbben?
Incontrandola.
ADELEVerrà. Lungi da' suoi, sepolto
ADELEIn profondi pensieri, io lo rinvenni,
ADELEE il tuo desir gli esposi.
IMOGENEEd ei ti disse?
ADELENulla. In me gli occhi affisse
ADELEMuto, perplesso; indi sull'orme mie
ADELEMosse tacito sempre, e a passo lento.
IMOGENEVanne, e veglia qui presso ad ogni evento.
Adele parte.
SYSTEMSCENA OTTAVA
Imogene, indi Gualtiero.
IMOGENEPerché cotanta io prendo
IMOGENED'uno stranier pietà? Mesto sul cuore
IMOGENETuttor mi suona il gemer suo dolente.
IMOGENEEccolo. - Oh! come io tremo a lui presente!
Gualtiero giunge infondo al teatro a passi lenti, e resta ravvolto nel suo mantello senza guardare Imogene.
IMOGENEStranier... la tua tristezza
IMOGENENella gioja de' tuoi, prova mi è certa,
IMOGENEChe a te fortuna fu più cruda assai...
IMOGENEParla... Ti avrebbe mai
IMOGENETutto rapito il mar? Poss'io con l'oro!...
GUALTIERONulla... Il mondo per me non ha tesoro.
IMOGENEIntendo... Hai tu nell'onde
IMOGENEPerduto forse un adorato oggetto,
IMOGENEUn congiunto, un amico! Ah! non poss'io
IMOGENEConsolarti, o stranier... Io stessa, io stessa
IMOGENEInconsolabil vivo.
GUALTIEROÈ ver, d'ogni conforto il ciel m'ha privo
GUALTIEROSono orrendi i miei mali...
IMOGENEEppur sollievo
IMOGENESperar puoi di tua famiglia in seno,
IMOGENENel patrio suol...
GUALTIEROIo!... son deserto in terra:
GUALTIEROFamiglia, e patria empio destin mi ha tolto.
IMOGENE(Si accresce il mio terror, se più l'ascolto).
IMOGENEPoiché d'alcuna aita
IMOGENEGiovarti non mi lice, addio... Se un giorno
IMOGENEFia che ti tragga degli altari al piede
IMOGENEIl tuo dolor prega per me, che sono
IMOGENEPiù di te sventurata.
per partire
appressandosi con violenza
GUALTIEROOdimi... arresta...
GUALTIEROInvan ricusi:.. a me fuggir non puoi.
IMOGENEFuggirti non poss'io?... Chi sei? che vuoi?
GUALTIEROCh'io parli ancor? Voce suonava un giorno
GUALTIEROChe ognun potea scordar senza delitto,
GUALTIEROFuor che tu sola...
IMOGENEOh! chi sei tu? favella...
IMOGENERispondi per pietà...
GUALTIEROPuò la sventura
GUALTIEROMutar di travagliato esule il volto
GUALTIEROAd ogni sguardo, non a quel d'amante,
GUALTIERONel di cui seno è impresso.
Si scopre.
IMOGENEGiusto cielo!...
GUALTIEROAh! Imogene!
IMOGENEÈ desso! è desso!
Si abbandona tremante nelle sue braccia, indi se ne allontana sbigottita.
IMOGENETu sciagurato! Ah! fuggi...
IMOGENEQuesta d'Ernesto è Corte.
GUALTIEROLo so... Ma tu distruggi
GUALTIERODubbio peggior di morte.
GUALTIEROQui dove impera Ernesto
GUALTIEROCome sei tu? perché?
IMOGENENodo fatal, funesto,
IMOGENEA me l'unisce...
GUALTIEROAh te!!
GUALTIERONo, non è ver: nol credo...
GUALTIERONo, non mi fosti tolta.
IMOGENEMisera me!
GUALTIEROChe vedo?
GUALTIEROPiangi? Oh! furor!
IMOGENEMi ascolta.
IMOGENEIl genitor cadente,
IMOGENEIn ria prigion languente,
IMOGENEPerìa se al duca unirmi
IMOGENEIo ricusava ancor...
GUALTIEROEmpia!... così tradirmi!
IMOGENEPeriva il genitor.
GUALTIEROPietosa al padre! e meco
GUALTIEROEri sì cruda intanto!
GUALTIEROEd io deluso, e cieco
GUALTIEROVivea per te soltanto!
GUALTIEROMille soffria tormenti,
GUALTIEROL'onde sfidava, i venti,
GUALTIEROSol per vederti in seno
GUALTIERODel mio persecutor,
GUALTIEROPerfida! ha colmo appieno
GUALTIERODe' mali miei l'orror.
IMOGENEAh! tu d'un padre antico
IMOGENETu non tremasti accanto:
IMOGENEScudo al pugnal nemico
IMOGENEEi non avea che il pianto...
IMOGENEI lunghi suoi tormenti
IMOGENENon furo a te presenti,
IMOGENENon lo vedesti pieno
IMOGENED'affanno e di squallor...
IMOGENENon maledirmi almeno;
IMOGENETi basti il mio dolor.
IMOGENEAlcun s'appressa... Ah! lasciami,
IMOGENEGuai se tu fossi udito!
GUALTIEROOr che tu m'hai tradito,
GUALTIERONessun tremar mi fa.
Escono le damigelle di Imogene col figlio suo. Essa lo vede, e grida atterrita.
IMOGENEAh!! figlio mio!
percosso
GUALTIEROChe ascolto?
GUALTIEROScostati...
Afferra il fanciullo e ne allontana Imogene.
spaventata
IMOGENEOh ciel!
contemplandolo fremente
GUALTIEROQual volto!
GUALTIEROFiglio è d'Ernesto...
La sua mano si arresta sul pugnale.
IMOGENEAh! è mio...
IMOGENEÈ figlio mio... Pietà!
Al grido d'Imogene, Gualtiero si arresta perplesso, indi commosso le restituisce il figlio.
GUALTIEROBagnato dalle lagrime
GUALTIEROD'un cor per te straziato,
GUALTIEROLo rendo alle tue braccia,
GUALTIEROLo dono al tuo dolor.
GUALTIEROTi resti per memoria
GUALTIEROD'un nodo sciagurato;
GUALTIEROEterno sia rimprovero
GUALTIERODel mio tradito amor.
IMOGENENon è la tua bell'anima,
IMOGENENon è, Gualtier, cambiata...
IMOGENEIn queste dolci lagrime
IMOGENEIo la ritrovo ancor.
IMOGENEDeh! fa che pegno scorrano
IMOGENECh'io moia perdonata...
IMOGENESian dono amaro ed ultimo
IMOGENED'un infelice amor.
Gualtiero si scioglie da lei, e rapidamente si allontana.
SYSTEMSCENA NONA
Imogene e damigelle, indi Adele.
IMOGENEGrazie, pietoso ciel! grazie ti rende
IMOGENEIl materno mio cor.
Abbraccia il fan ciullo, indi lo rende alle damigelle.
IMOGENEIte... vegliate
IMOGENESull'innocente, e non ardisca alcuna,
IMOGENESe pur cara le sono,
IMOGENERammentar quel che vide.
Le damigelle partono col fanciullo: odesi musica guerriera.
IMOGENEAhimè! qual suono?
IMOGENEChe rechi, Adele?
ADELEInaspettato arriva
ADELEIl duca vincitor.
IMOGENEEgli!... gran Dio!
IMOGENEIn qual momento ei giunge!
ADELEIl popol vola
ADELEIncontro al suo signor, e di festiva
ADELEE lieta pompa già Caldora splende.
ADELEVieni: te sola attende
ADELEIl nobile corteggio.
IMOGENEAndiamo. Ah! questo
IMOGENED'ogni fiero mio caso è il più funesto!
Partono.
SYSTEMSCENA DECIMA
Esterno del Palazzo di Caldora illuminato. Marcia militare: applauso de' cavalieri: indi Ernesto.
CORO DI GUERRIERIPiù temuto, più splendido nome
CORO DI GUERRIERIDel possente signor di Caldora
CORO DI GUERRIERINon intese Sicilia finora
CORO DI GUERRIERIDella fama sui vanni volar.
CORO DI GUERRIERILa fortuna gli porse le chiome,
CORO DI GUERRIERILa vittoria seguì le sue vele;
CORO DI GUERRIERISallo appieno il Pirata crudele,
CORO DI GUERRIERIChe la possa ne ardiva sfidar.
CORO DI GUERRIERIIn un giorno le squadre fur dome,
CORO DI GUERRIERIChe dell'onde usurpavan l'impero;
CORO DI GUERRIERIIn un giorno fu vinto Gualtiero,
CORO DI GUERRIERIIn un giorno fu libero il mar.
CORO DI GUERRIERIPiù temuto, più splendido nome
CORO DI GUERRIERINon si udì per Sicilia echeggiar.
ERNESTOSì, vincemmo, e il pregio io sento
ERNESTODi sì nobile vittoria;
ERNESTOMa che vostra è la mia gloria
ERNESTOCavalieri, io sento ancor.
ERNESTOSe divisi nel cimento
ERNESTOFur gli affanni e le fatiche,
ERNESTODividete in mura amiche
ERNESTOLa mia gioja, il mio splendor.
COROCome in guerra invitto e audace,
COROSei cortese e umano in pace;
COROLa bontade nel tuo cuore
COROVa del pari col valor.
ERNESTO(Nel sangue nemico,
ERNESTOMi tinsi furente,
ERNESTOMa l'anima ardente
ERNESTOSaziarsi non può.
ERNESTOTu vivi, o Gualtiero,
ERNESTOTu fuggi impunito,
ERNESTOQuel sangue abborrito
ERNESTOVersato non ho).
SYSTEMSCENA UNDICESIMA
Imogene, Adele, damigelle, e detti. Ernesto va incontro ad Imogene.
ERNESTOMi abbraccia, o donna...
ERNESTOChe vegg'io? dimessa,
ERNESTOAfflitta tanto troveranno i prodi
ERNESTOLa consorte del duce? Al mio trionfo
ERNESTOTal prendi parte?
IMOGENEDi vederti illeso
IMOGENEMi allegro io solo; altro non lice ad egra
IMOGENELanguente donna, ed a qual punto il sai.
ERNESTOTristo è il tuo stato; e mi è palese assai.
ERNESTOMa volto in meglio ei fia, ché a te por mente
ERNESTOQuindi io potrò... né più lasciarti io spero.
ERNESTOIl traditor Gualtiero
ERNESTOFugge sconfitto, né che più risorga
ERNESTOA nuova guerra, e ancor mi sfidi, io temo.
IMOGENE(E s'ei giungesse? Oh mio terrore estremo!).
ERNESTOMa di: qual sei pietosa.
ERNESTODesti a' naufraghi asilo?
Oh! ciel!
ERNESTOContezza
ERNESTODell'esser loro hai certa?
IMOGENEAgl'infelici
IMOGENEDar pria soccorso, e interrogarli poscia
IMOGENEFu il mio pensier.
ERNESTOA me dinanzi io quindi
ERNESTOIl duce loro appello,
ERNESTOCol Solitario, che dal mar fremente
ERNESTOLi ricettò primiero.
ERNESTOEccoli.
SYSTEMSCENA DODICESIMA
Solitario, Gualtiero, Itulbo, Pirati e detti. Si fermano infondo.
Aita, o cielo!
piano a Gualtiero
SOLITARIO(Ardir, Gualtiero).
Si avanza.
SOLITARIODegli stranieri accolti
SOLITARIONell'ospidal tua terra, eccoti innanzi,
SOLITARIOSignore, il condottier.
ERNESTOA me si appressi.
ERNESTOE sincero risponda.
Gualtiero vorrebbe presentarsi, ed è prevenuto da Itulbo.
ITULBOEccomi.
IMOGENEIl suo disegno, o ciel, seconda!).
Gualtiero rimane confuso fra i Pirati; Ernesto osserva attentamente Itulbo.
ERNESTOAll'accento, al manto, all'armi
ERNESTOTu non sei di questi lidi.
GUALTIERO(Oh furor! e ho da frenarmi?).
ITULBOIn Liguria il giorno io vidi.
ERNESTOE tu sei?
IMOGENEDi quello Stato
IMOGENECapitano venturier.
ERNESTOQuelle terre asilo han dato
ERNESTOA un fellóne, al vil Gualtier.
GUALTIERO(Vile!!).
SOLITARIO(Ah! taci sconsigliato!).
ITULBOLà si accoglie ogni stranier.
ERNESTOMa soccorso ei vi rinviene
ERNESTODi navigli e di Corsari...
ERNESTOMi è sospetto ognun, che viene
ERNESTODa quei lidi, e da quei mari...
ERNESTOFinché meglio a me dimostro
ERNESTONon è il nome, e l'esser vostro,
ERNESTOIn Caldora resterete
ERNESTORispettati prigionier.
ITULBO(Prigionieri!).
IMOGENE(Ahimè!).
SOLITARIO(Ti frena).
ITULBOCruda legge, o duca, imponi.
ITULBOTu che sai la nostra pena,
a Imogene
ITULBONobil donna, t'interponi.
IMOGENEAh! Signor... così inclemente
IMOGENENon ti trovi amica gente.
IMOGENEDa fortuna afflitti, oppressi,
IMOGENEInfelici assai son essi;
IMOGENEIl ritorno ai patri lidi
IMOGENEAi dolenti non negar.
Traditor!
Deh! taci!
dopo aver pensato
ERNESTOIl vuoi?
ERNESTOPartan dunque al nuovo albore.
ITULBOGenerosa!... a' piedi tuoi
ITULBORendiam grazie del favore.
Tutti i Pirati si prostrano ad Imogene. Gualtiero con essi.
GUALTIERO(Imogene!... un solo accento...).
IMOGENE(Sorgi... oh!... Dio!... non ti svelar!).
Itulbo, e il Solitario si volgono ad Ernesto: egli parla sotto voce ai Cavalieri.
Gualtiero sorge fra i Pirati, e parla furtivamente ad Imogene.
TUTTI(Parlarti ancor per poco,
TUTTIPria di partir, pretendo...
TUTTIIn solitario loco,
TUTTIQual più tu vuoi, t'attendo...
TUTTISe tu ricusi... trema...
TUTTIPer te, per lui, pel figlio...
TUTTINotte per tutti estrema
TUTTIQuesta, o crudel, sarà).
IMOGENE(Scostati... oh! Dio! tel chiedo,
IMOGENEL'impongo a te piangendo...
IMOGENEL'ultimo mio congedo
IMOGENEAbbi in tal punto orrendo.
IMOGENENon ti ostinar... ti prema
IMOGENEDel tuo mortal periglio...
IMOGENEDella mia pena estrema,
IMOGENEDel mio terror pietà!).
ERNESTOIo volgo in cor sospetti,
ERNESTOCh'io stesso non comprendo:
ERNESTOAll'opre loro, ai detti
ERNESTOGiovi vegliar fingendo...
CAVALIERIQuesti esplorar ci prema
CAVALIERISe approdi alcun naviglio:
CAVALIERISe v'ha cagion di tema
CAVALIERIL'acciar li prevarrà.
CAVALIERIITULBO e SOLITARIO
CAVALIERIOsserva... ah! tutto ancora
CAVALIERIIl mio timor riprendo...
CAVALIERILo sconsigliato ignora
CAVALIERIIl suo periglio orrendo...
CAVALIERIADELE e DAMIGELLE
CAVALIERIA questa prova estrema
CAVALIERIReggiam con fermo ciglio:
CAVALIERISi asconda altrui la tema,
CAVALIERIChe palpitar ci fa.
GUALTIEROEbben, cominci, o barbara,
si muove furibondo verso d'Ernesto
GUALTIEROLa mia vendetta.
con un grido
IMOGENEAh!... io moro.
S'abbandona fra le braccia delle sue damigelle.
volgendosi
ERNESTOChe avvenne?
Accorrendo da lei.
ERNESTOITULBO e SOLITARIO
a Gualtiero allontanandolo
ERNESTO(Insano! scostati).
GUALTIERO(Oh! qual furor divoro!).
ERNESTOD'onde sì strano e subito
ERNESTODolore in lei! perché?
DAMIGELLAEgra, languente, e debole
DAMIGELLAPiù dell'usato forse,
DAMIGELLATal non dovea l'improvvida
DAMIGELLAAl ciel notturno esporse...
ERNESTOAlle sue stanze traggasi.
Vedi: ritorna in sé.
Imogene si scuote... cerca sbigottita Gualtiero e veggendolo in distanza fra
i suoi prorompe in un grido,
TUTTIAh! partiamo: i miei tormenti
TUTTISian celati ad ogni sguardo.
TUTTITremo, avvampo... gelo ed ardo...
TUTTIGonfio in sen mi scoppia il cor.
ERNESTOImogene! (Quali accenti!).
CAVALIERIInfelice! (Quali accenti!).
CAVALIERIQual delirio in lei si desta?
CAVALIERIPena, ambascia non è questa,
CAVALIERIMa trasporto, ma furor.
GUALTIERORaffrenar mie furie ardenti
GUALTIEROLa ragione invan si attenta;
GUALTIEROAll'acciar la man si avventa,
GUALTIEROAlla strage anela il cor.
GUALTIEROITULBO e SOLITARIO
GUALTIEROVieni, fuggi, omai cimenti
GUALTIEROColla tua la nostra vita...
GUALTIERODeh! risparmia la smarrita,
GUALTIEROElla more di terror.
DAMIGELLEAh! signor, sì strani accenti
DAMIGELLETu condona a donna oppressa...
DAMIGELLE(Per pietade di te stessa
DAMIGELLEVieni, ascondi il tuo dolor!).
Imogene è tratta altrove dalle sue Damigelle. Gualtiero da Itulbo e dal Solitario trascinato fuori. Ernesto, in mezzo ai suoi cavalieri, rimane assorto in gravi pensieri.
Cala il sipario.
SYSTEMATTO SECONDO
SYSTEMSCENA PRIMA
Sala che mette alle stanze d'Imogene.
Coro di Damigelle, indi Adele.
DAMIGELLEChe rechi tu? non cessa
DAMIGELLEElla dal pianto ancora?
ADELEMeno agitata e oppressa,
ADELESonno cercar sembrò.
ADELEItene voi per ora:
ADELEQui sola io veglierò.
TUTTEProlunghi il ciel pietoso
TUTTEIl breve suo riposo:
TUTTEPace per lei sia questa,
TUTTEChe desta - aver non può.
Le Damigelle si ritirano.
SYSTEMSCENA SECONDA
Adele e Imogene.
ADELEVieni; siam sole alfin...
ADELENell'atrio estremo
ADELEScender potrem non viste.
per partire indi reggendosi appena
IMOGENEAh! no, non posso.
IMOGENEE da terror percosso,
IMOGENESbigottito è il mio cor.
Gualtier non parte,
ADELESe te non vede... ei giurò pur ora.
ADELEE vicina, tu il vedi, è ormai l'aurora.
IMOGENEFunesto passo è questo
IMOGENESpaventoso, mel credi...
IMOGENEEppur mi è forza
IMOGENECompirlo, e prevenir colpa maggiore.
IMOGENEAndiam... Ma qual rumore!
IMOGENEAlcun s'appressa.
ADELEA queste soglie! in questa
ADELEOra sì tarda!... Ah! fuggi, è il Duca.
SYSTEMSCENA TERZA
Ernesto e dette.
ad Imogene che vuol ritirarsi
ERNESTOArresta:
ad un cenno d'Ernesto, Adele parte
ERNESTOOgnor mi fuggi!...
ERNESTOOmai venuto è il tempo
ERNESTOCh'io mi ti ponga al fianco, e squarci il velo
ERNESTODi cui ti copri del tuo sposo al guardo.
ERNESTOMorbo accusar bugiardo.
ERNESTOPiù del tuo duol non vai...
ERNESTOEgro è il tuo cuore.
ERNESTOIl tuo cor solo.
IMOGENEAh! sì, d'affanno ei muore.
IMOGENELontana, il sai, profonda
IMOGENEE inesauribil fonte
IMOGENEHanno i miei mali.
IMOGENEUna famiglia oppressa,
IMOGENEUn genitor estinto...
interrompendola
ERNESTOE un nodo, aggiungi,
ERNESTOUn detestato nodo, e il non mai spento
ERNESTOPel tuo Gualtiero amor...
IMOGENEOh ciel! che sento?
IMOGENEChe mai rimembri? Ahi crudo!
IMOGENETi basti ch'io son tua, che madre io sono
IMOGENEDel figlio tuo; né ritentar mia piaga...
IMOGENECh'ella gema in segreto almen t'appaga.
ERNESTOTu mi apristi in cor ferita
ERNESTODella tua più sanguinosa
ERNESTOEmpia madre e iniqua sposa,
ERNESTOMal tu celi un cieco amor.
IMOGENEQuando al padre io fui rapita
IMOGENEQuesto amor non era arcano:
IMOGENETu volesti la mia mano,
IMOGENENé curasti avere il cuor.
ERNESTOOh furore! E il vil Gualtiero
ERNESTOAmi dunque... ed io t'ascolto!
ERNESTOL'ami? parla...
con somma espressione sempre crescendo
IMOGENEIo l'amo, è vero;
IMOGENEMa qual s'ama un uom sepolto;
IMOGENEMa d'amor che non ha speme,
IMOGENEChe desio, che ben non ha:
IMOGENECol mio cuor si strugge insieme,
IMOGENECol mio cuore insiem morrà.
ERNESTOAh! lo veggo; per sempre mi è tolta
ERNESTOOgni speme di un tenero affetto:
ERNESTONon mi resta che il tristo diletto
ERNESTODi straziar chi dolente mi fa.
IMOGENEAh! Lo sento: fra poco disciolta
IMOGENEFia quest'alma dal fragil suo velo;
IMOGENEE trovar le fia dato nel cielo
IMOGENEQuel riposo che in terra non ha.
SYSTEMSCENA QUARTA
Si presenta un Cavaliere, che consegna un foglio ad Ernesto.
ERNESTOChe rechi?
IMOGENE(Ahimè! che fia?).
leggendo
ERNESTOGualtiero! in queste sponde!
IMOGENECiel!
ERNESTONella corte mia
ERNESTOIl malfattor s'asconde!
IMOGENEAh! nol pensare...
ERNESTOOh! rabbia!
ERNESTOLa sposa a lui parlò!
ERNESTOEmpia! che in mano io l'abbia...
ERNESTOParla... dov'è?
IMOGENENol so.
ERNESTOIo... io... lo rinverrò.
IMOGENEAh! fuggi, spietato,
IMOGENEL'incontro fatale:
IMOGENEIgnudo il pugnale
IMOGENESul capo ti sta.
IMOGENEDi sangue assetato
IMOGENEGià scende... già piomba;
IMOGENEAh! teco alla tomba
IMOGENEIl figlio trarrà.
ERNESTOAl giusto suo fato
ERNESTOUn nume lo guida;
ERNESTOChe più ci divida
ERNESTOBarriera non v'ha.
ERNESTOTrafitto, svenato
ERNESTOGià cade, già langue...
ERNESTOCol vile suo sangue
ERNESTOIl tuo scorrerà.
Ernesto si scioglie furiosamente da Imogene - essa lo segue smarrita.
SYSTEMSCENA QUINTA
Loggia nel castello di Caldora come nell'atto primo. L'alba è vicina. Gualtiero, ed Itulbo.
GUALTIEROLasciami: forza umana
GUALTIERONon può mutar mia voglia.
ITULBOA morte esponi
ITULBOTe stesso, e i tuoi, se indugi ancor, se fugge
ITULBOL'ora prefissa dal feroce Ernesto.
GUALTIEROIo nol pavento: alla vendetta io resto.
GUALTIEROElla sarà tremenda,
GUALTIEROSe ricusa Imogene udir l'estrema
GUALTIEROProposta mia... Non replicar. Stian pronti
GUALTIEROI nostri fidi al cenno: a caro prezzo,
GUALTIEROSe mi seconda Itulbo,
GUALTIEROVenderem nostre vite a quel superbo.
ITULBOLa mia risposta io serbo
ITULBOAll'ora del cimento.
GUALTIEROOdo di passi
GUALTIEROIncerto calpestìo,
GUALTIEROÈ dessa, è dessa... Omai ti scosta.
ITULBOAddio.
Parte.
SYSTEMSCENA SESTA
Imogene e Gualtiero.
IMOGENEEccomi a te, Gualtiero
IMOGENEL'ultima volta a te... Sian brevi i detti,
IMOGENEPoiché scoperto sei.
IMOGENEParla: che brami?
GUALTIEROOrmai saper tel dei.
GUALTIEROMi cerca Ernesto... Offrirmi
GUALTIEROA lui degg'io... Pronto è l'acciar... io vibro,
GUALTIEROSe non mi segui.
IMOGENEOh! che dì tu?
GUALTIERODue navi
GUALTIEROMi raggiunser de' miei... Pugnar poss'io;
GUALTIEROPur vo' fuggir... ti ama il crudele: ei provi
GUALTIERODi perderti l'affanno.
IMOGENEAh! no: giammai...
IMOGENESon rea, Gualtiero, ed infelice assai.
IMOGENEParti.
GUALTIERONon lo sperar. Il mio destino
GUALTIEROQui m'incatena: qui vendetta; o morte
GUALTIEROAvrò fra poco.
IMOGENEE speri tu?
GUALTIEROL'ignoro.
GUALTIEROAltro non so, che di te privo io moro.
Imogene vorria rispondere, e piange. Gualtiero è intenerito.
GUALTIEROVieni: cerchiam pei mari
GUALTIEROAl nostro duol conforto.
GUALTIEROPer noi tranquillo un porto
GUALTIEROL'ampio Oceàno avrà.
IMOGENETaci: rimorsi amari
IMOGENECi seguirìan per l'onda:
IMOGENELido che a lor ci asconda
IMOGENEL'immenso mar non ha.
GUALTIEROCrudele! e vuoi?..
IMOGENECorreggere
IMOGENEL’ error, di cui siam rei.
GUALTIEROE deggio dunque?
IMOGENEVivere,
IMOGENEE perdonar tu dei.
GUALTIEROOh! legge amara e barbara!
IMOGENEMa giusta... addio, Gualtier.
SYSTEMSCENA SETTIMA
Ernesto in fondo alla scena, e detti.
ERNESTO(Gualtiero!.. È desso).
GUALTIEROAh! sentimi.
ERNESTO(Oh! gioia! è in mio poter).
GUALTIEROCedo al destino orribile,
GUALTIEROChe d'ogni ben mi priva;
GUALTIEROMa comandar ch'io viva,
GUALTIEROBarbara, non puoi tu.
IMOGENETutto è ad un cor possibile,
IMOGENEQuando lo guida onore:
IMOGENEDel tuo destin maggiore
IMOGENETi renderà virtù.
ERNESTO(Empi! su voi terribile
ERNESTOIl mio furor già pende;
ERNESTOPiù spaventoso ei scende
ERNESTOQuando frenato è più).
IMOGENEParti alfine... il tempo vola.
GUALTIEROAh! un addio.
avanzandosi
ERNESTOL'estremo ci sia.
IMOGENECielo!
arretrandosi
GUALTIEROErnesto!
ponendosi in mezzo
IMOGENEAh! va: t'invola!
ERNESTOFuggi invano all'ira mia...
GUALTIEROIo fuggir furente, insano,
GUALTIEROTi cercai due lustri invano...,
GUALTIERONé la sete del tuo sangue
GUALTIEROPer due lustri in me scemò.
GUALTIEROEsci meco.
ERNESTOSi, ti seguo.
IMOGENEAh! pietade!
IMOGENEGUALTIERO e ERNESTO
IMOGENESangue io vo';
IMOGENEMe ferite, me soltanto...
IMOGENECh'io perisca... io sola, io sola...
IMOGENEAh dal cielo, o sol, t'invola,
IMOGENENega il giorno a tanto orror.
IMOGENEGUALTIERO ed ERNESTO
IMOGENETi allontana... è vano il pianto...
IMOGENESangue io voglio, e fia versato.
IMOGENESei pur giunto, o dì bramato
IMOGENEDi vendetta e di furor!
Partono.
Esce Adele colle Damigelle, Imogene si getta nelle sue braccia.
SYSTEMSCENA OTTAVA
Adele, Imogene e Damigelle.
ADELESventurata! fa core...
ADELEAlle tue stanze riedi... Ella non m'ode;
ADELEPallida, fredda, muta. Oh! ciel! rimovi
ADELEDa queste mura l'infortunio orrendo,
ADELEChe ne minaccia!
Odesi da lontano strepito, e tumulto di battaglia.
IMOGENEOve son io?... Che intendo?
Riscuotendosi.
IMOGENECozzar di brandi, e voci,
IMOGENEDi tumulto e furor... Ah! ch'io divida,
IMOGENECh'io disarmi i crudeli!
ADELEE tu vorresti?...
IMOGENESepararli, o perir. - Invan mi arresti!
Parte frettolosa Adele, e le Damigelle la seguono.
SYSTEMSCENA NONA
Atrio terreno nel castello: d'ambi i lati passaggi, che mettono alle altre sale: di fronte grandi arcate, oltre le quali vedesi l'esterno; con cascata d'acqua, su cui passa un ponte, che conduce al castello.
Al suono di lugubre marcia i soldati di Ernesto entrano coll'armi di lui, e ne fanno un trofeo. - Vengono quindi i Cavalieri, tutti afflitti e pensosi, indi Adele e le Damigelle. Tutti si aggruppano intorno al trofeo.
IMOGENECAVALIERI e DAMIGELLE
IMOGENELasso! perir così
IMOGENEDegli anni suoi sul fior
IMOGENEE per chi mai? per chi?
IMOGENEPer man d'un traditor,
IMOGENED'un vil Pirata!
IMOGENEADELE e DAMIGELLE
IMOGENEOh! sciagurato regno,
IMOGENEChe perdi il tuo sostegno
IMOGENEMa tu, per cui morì,
IMOGENEIn sì funesto dì,
IMOGENEPiù sventurata!
TUTTIVendetta intiera, atroce,
TUTTIGiuriamo/Giurate ad una voce
TUTTIÈ vile; e senza onor
TUTTIChi non persegue ognor
TUTTIIl rio Pirata.
I Cavalieri giurano vendetta sull'armi d'Ernesto.
SYSTEMSCENA DECIMA
Da una delle Gallerie del fondo si avanza Gualtiero avvolto nel suo manto, in aria cupa, e pensoso.
ADELEGiusto cielo! Gualtiero!
COROGualtiero! Ed osi
COROMostrarti a noi? Pera il fellon.
con voce imponente
GUALTIEROFermate.
GUALTIERONessun si appressi.
GUALTIEROUomo non v'ha che possa
GUALTIERONé spaventar, né disarmar Gualtiero.
GUALTIEROLargo al partir sentiero
GUALTIEROApersi a' miei seguaci, e all'ira vostra
GUALTIEROMe volontario espongo.
GUALTIEROVendicatevi alfin: l'acciar depongo.
Getta il ferro.
ADELEChe sento?
COROOh! insano ardir!
GUALTIEROLa morte attendo
GUALTIEROSenza tremar.
COROLa morte? Eppur conviene
COROChe t'oda in prima, e ti condanni il pieno
CORODe' Cavalier consiglio.
GUALTIEROEbben si aduni,
GUALTIEROSenza indugiar. Potria fuggirvi ancora
GUALTIEROLa vittima di mano..: Ancor possenti
GUALTIEROE a tutto osar capaci
GUALTIEROIo conosco, o guerrieri, i miei seguaci.
Breve silenzio. Gualtiero volge gli occhi d'intorno, ravvisa Adele, e a lei si avvicina commosso.
GUALTIEROTu vedrai la sventurata
GUALTIEROChe di pianto oggetto io resi;
GUALTIEROLe dirai che s'io l'offesi,
GUALTIEROPur la seppi vendicar.
GUALTIEROForse un dì con me placata,
GUALTIEROAlzerà per me preghiera,
GUALTIEROE verrà pietosa a sera
GUALTIEROSul mio sasso a lagrimar.
Odesi suono di trombe dalla sala del consiglio.
CAVALIERIGià si aduna il gran consesso;
CAVALIERIVieni, e pensa a discolparti.
GUALTIEROCondannato da me stesso,
GUALTIEROIo non penso che a morir.
CAVALIERIAh! costretti a detestarti,
CAVALIERIPur diam lode a tanto ardir.
GUALTIEROMa non fia sempre odiata
GUALTIEROLa mia memoria, io spero;
GUALTIEROSe fui spietato e fiero,
GUALTIEROFui sventurato ancor.
GUALTIEROE parlerà la tomba
GUALTIEROAlle pietose genti
GUALTIERODe' lunghi miei tormenti,
GUALTIERODel mio tradito amor.
CAVALIERIAh! parlerà la tomba
CAVALIERIDe' tuoi misfatti ancor.
Parte coi Cavalieri.
SYSTEMSCENA UNDICESIMA
Adele, e Damigelle.
ADELEUdiste?... È forza, amiche.
ADELECompiangere il crudel; gemere è forza
ADELEUn magnanimo cuor degenerato
ADELEPer avverso destin... Ma chi s'appressa?
ADELELa misera Imogene,
ADELEAssorta in suo dolor...
COROLassa! a che viene?
SYSTEMSCENA DODICESIMA
Imogene tenendo il figlio per mano, s'inoltra a lenti passi, guardando intorno smarrita. Ella è delirante.
IMOGENEOh! s'io potessi dissipar le nubi
IMOGENEChe mi aggravan la fronte!... è giorno, o sera?
IMOGENESon io nelle mie case, o son sepolta?
ADELELassa! vaneggia.
prendendola in disparte
IMOGENEAscolta...
IMOGENEGeme l'aura d'intorno... Ecco l'ignuda
IMOGENEDeserta riva, ecco giacer trafitto
IMOGENEAl mio fianco un guerrier... ma non è questo,
IMOGENENon è questo Gualtier... È desso Ernesto.
IMOGENEEi parla... ei chiama il figlio...
IMOGENEIl figlio è salvo... io lo sottrassi ai colpi
IMOGENEDei malfattori... a lui si rechi... il vegga
IMOGENELo abbracci, e mi perdoni anzi ch'ei mora.
IMOGENEDeh! tu, innocente, tu, per me l'implora!
IMOGENECol sorriso d'innocenza,
IMOGENECollo sguardo dell'amor,
IMOGENEDi perdono, di clemenza,
IMOGENEDeh! favella al genitor.
IMOGENEDigli, ah! digli che respiri,
IMOGENEChe sei libero per me;
IMOGENEChe pietoso un guardo ei giri
IMOGENEA chi tanto oprò per te.
Odesi dalla sala del consiglio un lugubre suono.
IMOGENEQual suono ferale Echeggia, rimbomba?
IMOGENEDel giorno finale È questa la tromba!
IMOGENEUdite...
dalle sale
CAVALIERIIl consiglio
CAVALIERICondanna Gualtier.
IMOGENEGualtiero! oh periglio!...
IMOGENEEgli è prigionier!
IMOGENESpezzate i suoi nodi,
IMOGENECh'ei fugga lasciate...
IMOGENEChe veggo? ai custodi
IMOGENEIn mano lo date...
IMOGENEIl palco funesto,
IMOGENEPer lui s'innalzò.
IMOGENEOh, sole! ti vela
IMOGENEDi tenebre oscure...
IMOGENEAl guardo mi cela
IMOGENELa barbara scure...
IMOGENEMa il sangue già gronda;
IMOGENEMa tutta m'innonda...
IMOGENED'angoscia, d'affanno,
IMOGENED'orrore morrò.
IMOGENEADELE e DAMIGELLE
IMOGENEAh! vieni: riparati
IMOGENEA stanze più chete:
IMOGENEAltrove procurati
IMOGENEConforto, quiete.
IMOGENE(Delira, demente,
IMOGENEConsiglio non sente...
IMOGENEAl duol, che l'opprime
IMOGENEPiù regger non può).
Parte correndo: le Damigelle la seguono.
SYSTEMSCENA ULTIMA
Gualtiero in mezzo alle Guardie, e Cavalieri, indi Itulbo e Pirati, per ultimo Imogene colle sue Damigelle.
CAVALIERILa tua sentenza udisti,
CAVALIERIIl tuo destin ti è noto;
CAVALIERIMa noi possiam di un voto
CAVALIERIFarti contento ancor.
CAVALIERIParla che vuoi?
GUALTIERONull'altro,
GUALTIEROFuor che spedita morte;
GUALTIEROIncontro alla sua sorte
GUALTIEROVola ansioso il cor.
CAVALIERIPago sarai... Guidatelo
CAVALIERITosto a morir... Quai grida!...
Odesi un gran tumulto di dentro.
VOCI LONTANEViva Gualtier.
CAVALIERICi assalgono
CAVALIERII fidi suoi... si uccida.
Si precipitano da varie parti i Pirati.
ITULBOVoi soli, voi morrete...
ITULBOCompagni, il difendete...
Si azzuffano e si disviano combattendo; esce Imogene trattenuta dalle sue Damigelle.
IMOGENELasciatemi, lasciatemi,
IMOGENEIo vo' saper chi muor.
Gualtiero attraversa il ponte inseguito da' suoi ecc.
IMOGENEGualtiero! Gualtier...
ai Pirati
GUALTIEROScostatevi,
GUALTIEROL'impone il vostro Duce.
GUALTIEROUna abborrita luce
GUALTIEROFuggo così.
Si precipita dal ponte.
con un grido sviene nelle braccia delle sue Damigelle.
TUTTIChe orror!