Vivrò fra i miei tormenti e le mie cure

Monteverdi, Claudio

Vivrò fra i miei tormenti e le mie cure,

mie giuste furie, forsennato, errante;

paventarò l'ombre solinghe e scure

che 'l primo error mi recheranno inante,

e del sol che scoprí le mie sventure,

a schivo ed in orrore avrò il sembiante.

Temerò me medesmo; e da me stesso

sempre fuggendo, avrò me sempre appresso.

Ma dove, oh lasso me!, dove restaro

le reliquie del corpo e bello e casto?

Ciò ch'in lui sano i miei furor lasciaro,

dal furor de le fère è forse guasto.

Ahi troppo nobil preda! ahi dolce e caro

troppo e pur troppo prezioso pasto!

ahi sfortunato! in cui l'ombre e le selve

irritaron me prima e poi le belve.

Io pur verrò là dove sète; e voi

meco avrò, s'anco sète, amate spoglie.

Ma s'egli avien che i vaghi membri suoi

stati sian cibo di ferine voglie,

vuo' che la bocca stessa anco me ingoi,

e 'l ventre chiuda me che lor raccoglie:

onorata per me tomba e felice,

ovunque sia, s'esser con lor mi lice.