Dal ciel discesce, e col mortal suo, poi

Shostakovich, Dmitri

Dal ciel discesce, e col mortal suo, poi

che visto ebbe l'inferno giusto e 'l pio,

ritornò vivo a còntemplare Dio,

per dar di tutto il vero lume a noi:

Lucente stella, che co' raggi suoi

fe chiaro, a torto, el nido ove naqqu' io;

nè sare 'l premio tutto 'l mondo rio:

Tu sol, che la creasti, esser quel puoi.

Di Dante dico, che mal conosciute

fur l'opre suo da quel popolo ingrato,

che solo a' iusti manca di salute.

Fuss' io pur lui! C'a tal fortuna nato,

per l'aspro esilio suo, son la virtute,

dare' del mondo il più felice stato.