Alla luna
D. Zannoni
O mesta Luna, o pallido pianeta
che l'ombre schiari co' tuoi bianchi rai,
irradia tu de l'anima irrequieta
la vita piena di tormenti e guai.
Tu, Solitaria, per la notte queta
eterna incedi e non t'arresti mai;
e, camminando verso la tua meta,
muta risplendi, o Pellegrina, e vai.
Vegli, bianca facella, e sol ti veli
qualor le umane innumeri lordure
giungono su a contaminare i cieli.
Imperi, o Dea! Da l'alto le bassure
scruti del Caos cui parte fosti, e sveli
tutte de l'uom l'infamie e le sciagure.