La serenata del marinaro

F. Hiller

Riposa ognuno, e placida

cresce la notte bruna,

splende l'argentea luna,

tacciono i venti e il mar.

Ah! forse il ciglio languido

tu chiudi al sonno, Elvira,

mentre per te sospira

l'afflitto marinar,

mentre dolente e pallido

la sua barchetta ei guida

e il nome tuo confida

al lido, all' aura, al mar.

Elvira, ah! calma i palpiti

d'un mesto cor che geme,

desta la morta speme

in petto al marinar.

Digli: Io veglio, o misero,

ed al tuo crudo affanno

soltanto eco non fanno

le vaste onde del mar;

vedi, furtive lagrime

spargo al tuo mesto canto,

odo il lamento, il pianto

del fido marinar!