Canto della Neve

G. Malipiero

Chi colla neve solazzar si vuole,

si faccia al balcon fuora;

chè s'ell'è si bell'ora,

forse doman l'avrà distrutta il sole.

La neve,

donne,

dà di sè vaghezza,

ma poco tempo dura ch'al paragon di lei,

vostra bellezza fece proprio natura:

perché chi rettamente in lei pon cura

la vede men dura che neve al sole.

Or ch'egli è 'l tempo,

donne, egli erra assai colui che'l tempo aspetta,

benchè tal giuoco non occorre mai farlo con troppa fretta:

chè chi riceve mal.

quando l'uom getta,

spesso invan dell'error si pente e duole.

Orsù,

donne,

al balcon fatevi avanti,

gittate e ricevete;

perché di questo i vostri cari amanti contenti esser vedrete,

e se'nsieme al gittar rincontrerete,

più bel colpo di quel far non si suole.

Di gentilezza e di galanteria alla neve giuochiamo;

ma per non la straziar nè gittar via,

a fante non ne diamo:

chè chilcon lor s'affronta

ognor veggiamo,

che di lor bestial'atti alfin si duole.