Ah! se destarti in seno

Rossini, Gioacchino

(a Clarice)

Ah! se destarti in seno

per me pietà non senti,

lascia ch'io speri almeno

dall'idol mio pietà.

(a Giocondo)

Caro amico, ah! tu lo vedi...

ah! di me che mai sarà?

(a Clarice)

Al mio duol se tu non cedi,

mostro sei di crudeltà.

(all'uno e all'altra)

Non vedrò mai più Clarice:

e fia vero?... oh me infelice!

(a Clarice fissando in lei lo sguardo)

Le sembianze in te ravviso:

il tuo volto in due diviso

m'innamora, e orror mi fa.

Più bramar non so che morte;

altra spema a me non resta:

l'ora estrema, oh dio! fu questa

della mia felicità.