Admeto
Händel, Georg Friedrich
SYSTEMOuverture
SYSTEMATTO PRIMO
SYSTEMIntroduzione
SCENA I
Stanze Reali. Una statua di Apollo nella stanza.
Admeto indisposto nel letto, che dorme. Ballo di Larve con stili sanguinosi in mano.
Admeto si leva in furia dal letto e dice.
SYSTEMRecitativo
ADMETOOrride larve! E che da me volete?
ADMETOPerchè Admeto fuggite? Ah! Sì voi siete,
ADMETOche turbate la mente, e da voi non risente
ADMETOche un affanno penoso: Crude! Non avrò mai
ADMETOdunque riposo? Se volete, ch'io muora, io
ADMETOmorirò; ma che! Voi non potete farmi morir
ADMETOsenza turbar la quiete? Sì, sì: di ferro
ADMETOarmate, sanguinolenti, e crude tornate,
ADMETOomai tornate. Ma! Oh Dio! Ch'io già vi sento
ADMETOche di pietade ignude non volete, che
ADMETOcessi il mio tormento. L'etra si scuota, e con
ADMETOfulminea fiamma fenda la terra, e nel suo
ADMETOcupo letto ov'è de'sogni il regno, là vi
ADMETOritrovi, e là vi sguarci il petto. Così almeno
ADMETOpotrò, se il cor si sface già che morir degg'io,
ADMETOmorir in pace.
Va di nuovo a posarsi
ARIOSOChiudetevi miei lumi
ARIOSOIn un perpetuo oblio,
ARIOSOCosì col morir mio
ARIOSOToglietemi alle pene eterni Numi.
Entra Orindo.
SYSTEMRecitativo
ORINDOSire, l'invitto Alcide a tè m'invia;
ORINDOprima del suo partire la tua destra
ORINDOreal baciar desia.
ADMETOVenga l'eroe, ma prima dimmi:
ADMETOTrasimede che fà?
ORINDODelira per dipinta bellezza.
ADMETODunque anch'egli è in tormenti?
ORINDOl par di te, Signore.
ADMETOSai la bella qual sia?
ORINDODa vicin mai non vidi l'effigie di colei,
ORINDOper cui sospira. Sire, Alcide qui giunge.
SCENA II
SYSTEMRecitativo
ERCOLEA bastanza onorato nella tua Regia fui,
ERCOLETessalo Sire; già costretto a partire
ERCOLEio sono, Admeto, dove mi chiama il fato;
ERCOLEduolmi sol di lasciarti tormentato dal
ERCOLEduol trà queste piume.
ADMETOIl tuo affetto cortese m'incatena, e ad
ADMETOamarti il cor mi muove. Quando partir risolvi?
ERCOLEAl nuovo giorno.
ADMETOPria d'uscir dalla Reggia pregoti far di nuovo
ADMETOa me ritorno.
ERCOLEE verrò ad avvisarti, ove m'invio.
ERCOLEBrama d'immortal gloria mi punge il cor
ERCOLEpiù che non fece un guardo della mia Iole,
ERCOLEo di Cupido il dardo.
SYSTEMAria
ERCOLELa gloria solo
ERCOLEChe ogn'or bramai
ERCOLEDestò il valor
ERCOLENon la beltà.
ERCOLEFrà mostri e orrori,
ERCOLESe il piè portai,
ERCOLECiò non fù amor,
ERCOLENon fù pietà.
Parte.
SCENA III
SYSTEMRecitativo
ORINDOConsolati, Signor, ecco che viene Alceste
ORINDOla Regina col suo aspetto al temprar del
ORINDOcor le pene.
ADMETOAhimè, Regina!
ALCESTESire, mio Re, mio ben, mio sposo!
ADMETOOh, duolo tormentoso! Soccorretemi, oh Dei!
ALCESTESon i martiri tuoi tormenti miei. Soccorri,
ALCESTEApoll', soccorri all'acerbe mie pene!
ALCESTETu che tra' Numi solo, fisico immortal sei,
ALCESTEsana il mio duolo!
LA STATUA (APOLLO)Risanarti non puoi, se alcun per te non muore
LA STATUA (APOLLO)de' più prossimi tuoi.
ADMETOStravagante portento!
ALCESTEDeh, rallegati, Admeto! Già che per me
ALCESTEla sorte apre alla tua salute il ciel le porte.
ADMETOSen' lasci al ciel la cura, e non si tema.
Si addormenta.
ORINDOPerchè il Nume ...
ALCESTETi acqueta! Chiuse ha il Rè le palpebre in
ALCESTEdolce oblio. Vi sarà chi per te morrà, ben mio.
SYSTEMAria
ALCESTELuci care, addio, posate!
ALCESTEStelle amate,
ALCESTESì, dormite,
ALCESTENé stupite
ALCESTERisvegliate che sarete
ALCESTESe voi più non mi vedrete!
ALCESTECi vedremo negli Elisi,
ALCESTEE divisi
ALCESTETorneremo a riunirsi
ALCESTECol fruirsi
ALCESTEFra quell'anime beate,
ALCESTELuci care, addio, posate.
SYSTEMSinfonia Pastorale
SCENA IV
Un bosco. Antigona ed Meraspe, ambi due da pastori.
SYSTEMRecitativo
ANTIGONAAdmeto traditor, iniquo amante. Per la tua
ANTIGONArotta fede entro d'un letto infermo a languir
ANTIGONAti condanna il gran Tonante:
ANTIGONAAdmeto traditor, iniquo amante.
ANTIGONAA che chiedermi al padre in tua sposa reale,
ANTIGONAse ingannar mi volevi, perfidissimo Rege,
ANTIGONAe disleale? Ma Laomendonte, oh Dio, la tua
ANTIGONAmorte compiango, e il viver mio. Del famoso
ANTIGONAIlion l'alta caduta le Regie pompe in veste
ANTIGONAumil mi muta.
MERASPEDà tregua, o Principessa, ai sospiri del
MERASPEcore, a' tuoi lamenti; e desta nel tuo sen
MERASPEdolce conforto.
ANTIGONAMeraspe, oh Dio! Il genitore è morto!
MERASPEChi contradir può mai ciò che il Ciel vuole?
ANTIGONAOr procuriamo intanto, per dar qualche
ANTIGONAsollievo a' miei tormenti d'introdurci Reggia;
ANTIGONAMa se alcun ti richiede nuova dell'esser mio,
ANTIGONAcela il mio trono; dì che tua figlia,
ANTIGONAe pastorella sono.
MERASPEFarò quanto m'imponi; alfin tu spera, che
MERASPEnon sempre fia sorte a noi severa!
SYSTEMAria
ANTIGONASpera allor che in mar turbato
ANTIGONAIl nocchier vede il periglio,
ANTIGONAE consiglio
ANTIGONAAl suo scampo cerca ogn'or;
ANTIGONAMa se poi dal vento irato
ANTIGONAFra gli scogli a furia è spinto,
ANTIGONAEgli è vinto,
ANTIGONAE l'ardir gli manca, e il cor.
SCENA V
Parte interiore del giardino
Alceste con stile in mano con seguito di damigelle velate che piangono.
SYSTEMRecitativo
ALCESTENon lagrimate o miei seguaci; al meno la pace
ALCESTEnon turbate, a questo seno! Per l'amato consorte
ALCESTEche languendo sen giace, a me convien morir,
ALCESTEdatevi pace!
SYSTEMAria
ALCESTESpera sì, mio caro bene,
ALCESTECh'io per te voglio morir;
ALCESTEAvran fine le tue pene,
ALCESTEAvrà fine il tuo soffrir.
Parte.
SCENA VI
Ercole, Admeto con Guardie.
SYSTEMAria
ADMETOCangiò d'aspetto
ADMETOIl crudo fato,
ADMETOE nel mio petto
ADMETOÈ già rinato
ADMETOTutto il piacer.
ADMETOIo più non sento
ADMETOPene e tormento
ADMETOOr che il mio seno
ADMETOTorna a goder.
SYSTEMRecitativo
ERCOLEQuanto ch'io goda Admeto del tuo felice
ERCOLEstato sallo il ciel, sallo il fato, che per te
ERCOLEdestinò giorno sì lieto.
ADMETOErcole, dal tuo aspetto vienmi in questo momento
ADMETOraddoppiata la gioia, ed il contento.
di dentro
VOCEOh barbaro destino!
di dentro
ORINDOOh caso fiero!
VOCE ED ORINDOColpo crudo e severo!
ADMETOQuali voci son queste? Udisti, Ercole?
ERCOLEUdii, flebili e meste risuonar alte strida.
SCENA VII
SYSTEMRecitativo
ORINDOOh come spesso o Sire, congiunti van con
ORINDOl'allegrezza il pianto: rio turbine improviso
ORINDOdi lacrimoso evento turba in corte il seren
ORINDOd'ogni contento.
ADMETONarrami, oh Dio, che di funesto apporti.
ORINDOCiò che per gran dolor muta la lingua
ORINDOraccontarti non può, mira e del pianto
ORINDOapri le fonti a gli occhi.
Qui s'apre il proscenio, e si vede presso una fonte Alceste svenata col ferro nel petto.
ADMETOOh Dei! Che veggio?
ERCOLEOh Cieli!
ORINDOLeggi su questo foglio prima del suo morire
ORINDOquali note amorose per te scritte lasciò.
ADMETOChe leggo? Ahi, lasso!
ADMETO"Adorato Consorte, per dar a te salute a me dò morte."
ADMETOToglietemi da gli occhi così tragico oggetto,
ADMETOo fidi amici; toglietemi la vita e con essa
ADMETOinvolate il mio tormento!
ERCOLEDeh, ricordati, Admeto, che al dominio
ERCOLEnascesti, e alle corone.
Si chiude il proscenio.
ADMETOErcole, il mio dolor, fatto tiranno,
ADMETOsforza l'anima, e il core a tributargli
ADMETOacerbo pianto e affanno.
ERCOLESe Rè tu sei, da invitto domina del tuo cor
ERCOLEl'alto dolore!
ADMETODa tua robusta mano sol conforto n'attendo,
ADMETOinvitto Alcide: Tu che il varco chiudesti
ADMETOall'oceano, tu che col tergo fosti stabile
ADMETOappoggio alle cadenti sfere, e Teseo liberasti
ADMETOdal baratro infernal, tu solo puoi dall'Erebo
ADMETOprofondo trarne libera Alceste a mondo.
ERCOLEVedi, s'io t'amo, o Sire; voglio per
ERCOLEconsolarti scender a Dite, e in quella Reggia
ERCOLEaccesa in tal giorno tentar sì dura impresa.
Parte.
SYSTEMAria
ADMETOUn lampo è la speranza,
ADMETOFa lume, è ver, ma poi
ADMETOQuel lume ancor a noi
ADMETOBen spesso offende,
ADMETOUn ben con lei s'avanza
ADMETOMa se non resta al cor
ADMETOUn più crudel dolor
ADMETODi nuovo accende.
SCENA VIII
Un bosco. Antigona, e poi Meraspe
SYSTEMRecitativo
ANTIGONAMeraspe, ancor della città non torna, ed io fra
ANTIGONAqueste selve vado ramingo in compagnia di belve.
Entra Meraspe.
MERASPEDà tregua, oh Principessa, ai sospiri del cor,
MERASPEa' tuoi lamenti, odi quai lieti avvisi dalla cittade
MERASPEin questo dì t'apporto.
ANTIGONAE che nuove son queste?
MERASPEÈ sano Admeto, e s'è svenata Alceste.
ANTIGONALa cagion?
MERASPENon l'intesi.
ANTIGONACiò fia ver? Come il sai?
MERASPECosì per la città parla tutta la gente;
MERASPEspera, spera, chisà, or che vedovo è il
MERASPERe, che col mirarti non ritorni ad amarti.
ANTIGONAColà dunque n'andiamo.
MERASPECi vieta il gir più oltre turba di cacciatori,
che vien da quella parte.
ANTIGONARitiriamci in disparte.
SCENA IX
Trasimede col ritratto di Antigona in mano,
e Cacciatori, che lo seguono.
SYSTEMSinfonia
SYSTEMRecitativo
TRASIMEDECara Antigona amata, dal pennello animata,
TRASIMEDEad onta della morte, io pur t'adoro.
MERASPETrasimede è costui.
ANTIGONABen lo conobbi.
MERASPEDi te il principe acceso? Buon mezzo affè
MERASPEper introdurti in corte.
ANTIGONALascia a me oprar.
MERASPET'assista amica sorte.
Si avanzano.
TRASIMEDEAhimè! Numi! Che miro? Di costei nel
TRASIMEDEsembiante stupefatto ravviso d'Antigona
TRASIMEDEl'immago, e il proprio viso.
MERASPEVa cauta nel celarti.
ANTIGONATaci, non dubitar.
TRASIMEDETu, dunque vivi, Antigona, mia vita, sospirato
TRASIMEDEmio ben, mio cor, mia luce?
ANTIGONAChe vaneggi, Signor? Non ti conosco: di
ANTIGONAquesto folto bosco provera abitatrice, figlia
ANTIGONAson io di quel pastor, che miri.
TRASIMEDEPiù che le luci affiso,
TRASIMEDEin quel tuo vago viso ingannato ne resto.
ANTIGONASignor, qual tu ti sia?
TRASIMEDEPrencipe sono.
ANTIGONAE come tal t'inchino.
TRASIMEDEQuesti ossequi ricuso da te Antigona mia.
TRASIMEDELasso! Che dico! Scusami, pastorella,
TRASIMEDEio son deluso. Qual è dunque il tuo nome?
ANTIGONARosilda.
TRASIMEDEE tu?
MERASPEFidalbo.
TRASIMEDEGià che avezza tu sei a trattar con le piante,
TRASIMEDEse col tuo genitore alla corte verrai,
TRASIMEDEtu del giardin real l'assunto avrai.
MERASPEFiglia, non ricusar sì buon partito.
ANTIGONAAggradisco l'invito.
ad uno de' suoi seguaci, il quale parte.
TRASIMEDEE tu raccogli in tanto
TRASIMEDEgli sparsi cacciatori qui d'intorno
TRASIMEDEchè alla Reggia io ritorno.
MERASPESignor, se quindi parti
MERASPEsarem tosto alla Reggia ad inchinarti.
SYSTEMAria
TRASIMEDESe l'arco avessi e i strali,
TRASIMEDEdirei che in forma umana
TRASIMEDEVenuta sia Diana
TRASIMEDEAl saettar le belve.
TRASIMEDESe non, dimmi, mortali
TRASIMEDEO bella Ninfa i lumi,
TRASIMEDESe nacquero fra i Numi,
TRASIMEDEO pur fra queste selve.
Parte.
SCENA X
Antigona e Meraspe.
SYSTEMRecitativo
ANTIGONANon potrà meglio il fato
ANTIGONAil Prence aver guidato in questo bosco.
MERASPENon sì tosto lo vidi,
MERASPEche io conobbi, e ti conobbe ancora.
ANTIGONAIl ritratto vagheggia,
ANTIGONAe somiglianza in me più l'innamora;
ANTIGONAma il crudo Admeto, o Dio! per me vorrei
ANTIGONAche così rispondesse a' voti miei.
MERASPESpera; la speme nostra è quasi in porto:
MERASPENon ti stancar, fa cuore,
MERASPEdopo gli affanni ancor viene il conforto.
SYSTEMAria
ANTIGONASen' vola lo sparvier
ANTIGONAPer ogni estraneo lido,
ANTIGONASpiando in ogni nido
ANTIGONASe potrà mai veder
ANTIGONAPreda novella.
ANTIGONAS'egli la trova poi
ANTIGONACon forza e con vigor
ANTIGONARivolge i vanni suoi
ANTIGONASopra di quella.
Fine dell'Atto primo
SYSTEMATTO SECONDO
SYSTEMOuverture
SCENA I
Inferno, nel quale si vede Alceste incatenata ad un sasso, e tormentata da due Furie.
Si apre la Scena al suono di orrida Sinfonia.
SYSTEMRecitativo
con Clava, che conduce Cerbero incatenato.
ERCOLEIn van ti scuoti, in vano,
ERCOLEChiudi nelle tue gole i rei latrati;
ERCOLEimprigiona i tuoi fiati nell'ingordo tuo
ERCOLEventre! In questi sassi, tra due ferri,
ERCOLEio t'incateno i passi.
Getta Cerbero nella voragine dalla quale forte quantità di fumo, e fiamme.
ALCESTEAlcide, Alcide?
ERCOLEAlceste?
ALCESTEPietà de' miei tormenti.
ERCOLEPer te discesi in queste soglie ardenti.
Segue la Sinfonia; Ercole discende nella voragine, percuote con la clava le Furie, che tormentavano Alceste, le quali impaurite fuggono a volo per l'aria, e la conduce fuori dell'inferno, facendola montar seco per le rupi; si chiude la gola, e poi così tardamente sparisce.
SYSTEMSinfonia
ERCOLEEcco Alceste spezzati
ERCOLEi tartarei legami,
ERCOLEseguimi, se tu brami
ERCOLEda sì tristo soggiorno
ERCOLEritornar ravvivata ai rai del giorno.
ERCOLEDel supremo Tonante mio genitor
ERCOLEquest'è l'alto decreto,
ERCOLEperchè Alceste ritorni al Rege Admeto.
ALCESTELiberator pietoso.
ERCOLERegina liberata, ritorniamo al tuo sposo.
ALCESTEDalla morte alla vita io son rinata.
SYSTEMAria
ALCESTEQuanto godrà
ALCESTEAllor che mi vedrà,
ALCESTEL'amato sposo mio,
ALCESTEIl caro ben.
ALCESTESò che dirà,
ALCESTEMio dolce e bel desio,
ALCESTEIdolo del cor mio,
ALCESTETi stringo al sen.
Partono.
SCENA II
Giardino. Antigona ed Orindo.
SYSTEMRecitativo
ANTIGONAE che sperar poss'io,
ANTIGONAse il bell'idolo mio,
ANTIGONAvago del mio dolor, che l'alma strugge,
ANTIGONAlungi da questo seno (o Dio! sen' fugge?)
ORINDONon t'affligger, o bella,
ORINDOche servi alle tue voglie
ORINDOgià mille cori avrai; e il primo
ORINDOad amarti io sarò.
ANTIGONAAmarmi? o questo nò!
ORINDOSì rigida! perchè?
Accenna di vezzeggiarla.
ANTIGONAFrena la destra audace.
ORINDOTanto rigor?
ANTIGONACotanto ardir?
ORINDOIncolpa la tua beltade.
ANTIGONAIndegno,
ANTIGONAtu cerchi amor, e incontrerai lo sdegno.
SYSTEMAria
ORINDOBella, non t'adirar;
ORINDOE che ci posso far,
ORINDOSe a me rubasti il cor?
ORINDONon posso no ben mio
ORINDOCangiar il mio desio
ORINDOPerchè lo sforza Amor.
SCENA III
Trasimede con il ritratto in mano,
Antigona ed Orindo in disparte.
SYSTEMRecitativo
TRASIMEDEGodo, o bella, vederti in questo loco.
ANTIGONASignor, grazie ti rendo
ANTIGONAde' tuoi regi favori.
TRASIMEDEMio bellissimo foco,
TRASIMEDEtu sei dolce cagion de' miei dolori.
ANTIGONAA chi parli?
TRASIMEDEAl mio bene.
ANTIGONAA quel dipinto?
TRASIMEDENo, no, a quello che io miro,
TRASIMEDEAhi! l'altro è estinto.
ORINDOOr so, perchè mi sprezza:
ORINDOElla ama il Prence, e l'amor mio non cura.
TRASIMEDESì, sì, più che vi miro
guardando Antigona
TRASIMEDESospirate vaghezze sì, voi siete,
TRASIMEDEche l'anima m'ardete:
TRASIMEDEd'una beltà dipinta,
TRASIMEDEqual conforto sperar posso al mio duolo?
TRASIMEDEVanne Antigona al suolo,
Getta il ritratto, ed Orindo ascosamente lo raccoglie, e parte.
TRASIMEDEA te, a te mi volgo,
TRASIMEDEsplendor di mie pupille,
TRASIMEDEbella effigie animata,
TRASIMEDEcara Antigona amata.
ANTIGONAFuggirò col partir la tua follia.
TRASIMEDEFerma Antigona mia.
SYSTEMAria
TRASIMEDEDa te più tosto partir vogl'io,
TRASIMEDEBel idol mio,
TRASIMEDEMa con te resta questo mio cor.
TRASIMEDEDeh, ti sovvenga, ch'io vivo in pene,
TRASIMEDECaro mio bene,
TRASIMEDEE per te abrucio d'un vivo ardor.
Parte.
SCENA IV
SYSTEMRecitativo
sola
ANTIGONAPer me si strugge Trasimede, o Dio!
ANTIGONAMa se amarlo non posso,
ANTIGONAE che mai far degg'io?
ANTIGONAAd un oggetto solo è il cor costante,
ANTIGONAe Admeto è quello, per cui vivo amante.
SYSTEMAria
ANTIGONAE per monti, e per piani, e per selve
ANTIGONATra bruti, e tra belve
ANTIGONAIo costante il mio ben seguirò.
ANTIGONASe pietà non ha poi di mie pene
ANTIGONAL'amato mio bene,
ANTIGONAIo per esso contenta morrò.
Parte.
SCENA V
Admeto, ed Orindo con il ritratto
SYSTEMRecitativo
ORINDOSire; da che bramasti
ORINDOla cagion de' trasporti saper di Trasimede;
ORINDOio col pensiero rivolto a ricercarla,
ORINDOe a compiacerti, seguiva il Prence;
ORINDOe nel seguirlo al fine conobbi,
ORINDOch'era questa.
Gli porge l'immagine di Antigona.
ORINDOL'immago di colei, per cui sospira;
ORINDOAntigona la chiama,
ORINDOmorta la crede, e in vita ogn'or la brama.
ADMETOCome l'avesti?
ORINDOImmerso nel suo duolo,
ORINDOvanne Antigona al suolo,
ORINDOei disse, e la gettò: io non veduto,
ORINDOla raccolsi, e qui venni.
ADMETOAssai di lei più vago,
ADMETOha il volto suo questa bizzarra immago;
ADMETOd'Antigona non è, che Trasimede
ADMETOun tempo già l'effigie sua mi diede.
ORINDOForse di qualche bella,
ORINDOch'ha d'Antigona in nome egli sarà.
ADMETOE si sprezza così tanta beltà?
ADMETOVanne Orindo, ed osserva,
ADMETOcome facesti, il Prence; e torna,
ADMETOquando credi saper di lui.
ORINDOLegge è il commando.
Parte.
ADMETODove mi trasportate
ADMETOVanità di pensieri!
ADMETOAd Alceste tornate,
ADMETOE col pensier mirate
ADMETOTra l'ombre il mio bel sole.
ADMETODeh torna o invitta prole
ADMETODel Monarca del Ciel;
ADMETOTornami, oh Dio!
ADMETOAlceste il mio tesor,
ADMETOL'idolo mio.
SYSTEMAria
ADMETOSparite, o pensieri,
ADMETOSe solo volete,
ADMETOTiranni severi,
ADMETOCh'io peni così!
ADMETOSe pur lo potete,
ADMETORendete l'oggetto,
ADMETOChe grato diletto
ADMETOMi diè notte e dì!
SCENA VI
Mentre Admeto stà per entrare in scena, vien sopragiunto da Antigona e Meraspe;
Trasimede gli osserva in disparte.
SYSTEMRecitativo
ANTIGONAEcco chi tanto adoro.
MERASPEA lui ti scuopri.
ANTIGONAIo vado.
S'inginocchia a' piedi del Re.
ANTIGONASignor; già che la sorte a me ti guida,
ANTIGONAumil qual sono anch'io, bramo inchinarti:
ANTIGONAqui nel Real Giardino,
ANTIGONAdi questi fior la cura a me fu data.
ADMETOErgiti, o bella;
ADMETOapprovo in te la scelta.
La solleva da terra.
ANTIGONAAhi! troppo,
ANTIGONAtroppo mi onori, o Sire.
Admeto osserva il ritratto, e poi Antigona.
TRASIMEDEChe vedo! tra le braccia
TRASIMEDEdel Re la bella mia!
ADMETODimmi, chi sei?
ANTIGONARosilda m'appello
ANTIGONAe figlia son di quel pastore.
Accennando Meraspe.
ADMETOConosci questa effigie?
ANTIGONASì, mio Signor; la vidi in mano a Trasimede:
ANTIGONAQuesta è quella, per cui egro d'amor delira;
ANTIGONAe d'Antigona morta la perdita fatal piange,
ANTIGONAe sospira.
ADMETOChe parli tu d'Antigona?
ANTIGONARacconto quanto so.
ADMETOLa vedesti?
ANTIGONASu le Trojane Arene già tempo è,
ANTIGONAil piè portai; vidi quella infelice,
ANTIGONAe l'ammirai.
ADMETOCome sai, che di lei sia
ADMETOTrasimede acceso?
ANTIGONALo sò, perchè sovente Antigona mi chiama,
ANTIGONAperchè forse assomiglio a quel ritratto;
ANTIGONAe la sua fiamma scopre e il suo tormento.
ADMETOChe ascolto? Ah Trasimede,
ADMETOil tuo fallo comprendo,
ADMETOla tua fiamma discuopro,
ADMETOe la tua frode intendo.
ADMETOD'Antigona invaghito
ADMETOda Troja mi portasti
ADMETOl'effigie d'altra donna, e m'hai tradito.
ANTIGONANume del ciel, che sento!
TRASIMEDEL'immago, che poc'anzi al suol gettai
TRASIMEDEla mia frode ha svelata:
TRASIMEDEFatto ben io, che resti al Re involata.
Parte.
ADMETOSe l'aura tu respiri,
ADMETOdegli Elisi beati, Antigona condona
ADMETOil mio commesso errore:
ADMETOAl tribunal d'amore non m'accusar d'ingrato
ADMETOm'ingannò Trasimede.
ANTIGONAAh scellerato!
ADMETOStimi Antigona morta?
ANTIGONAIn mezzo alle armi
ANTIGONAda ferro ostil restò svenata in corte:
ANTIGONAma se viva qui fosse, or che disciolto sei,
ANTIGONAseco celebreresti i promessi imenei?
ADMETONon so ciò che farei.
Parte.
ANTIGONANon so ciò che farei?
ANTIGONADunque sì poco m'amasti, traditor?
MERASPEO Principessa,
MERASPEperchè non ti scopristi?
ANTIGONAPerchè ancor non è tempo.
MERASPEForse nociva a te fia la tardanza?
ANTIGONAIn mar d'affanni assorta,
ANTIGONAMeraspe, io vedo già la mia speranza.
SYSTEMAria
ANTIGONADa tanti affanni oppressa
ANTIGONATalor dico a me stessa:
ANTIGONAVivere tu non puoi, misera amante.
ANTIGONAPar che il confermi amore,
ANTIGONADicendo, che dal core
ANTIGONAPartirà solo il duol, con l'alma errante.
Partono.
SCENA VII
Bosco. Ercole, ed Alceste, travestita da guerriero.
SYSTEMRecitativo
ERCOLEA qual fine, o Regina,
ERCOLEsotto guerriero manto il sen copristi?
ALCESTEErcole; del mio core
ALCESTEvo' scoprirti gli arcani.
ALCESTESappi, che questi arnesi
ALCESTEvestirmi fece gelosia d'amore.
ALCESTESe il consorte adorai,
ALCESTEtu il vedesti, e lo sai.
ALCESTEOr, che mercè della tua destra invitta
ALCESTEdall'abisso alla luce io son tornata,
ALCESTEvo' scoprir, se nel cor del mio consorte
ALCESTEver me spento è il suo amor con la mia morte.
ERCOLECredimi, che doglioso il tuo fatto deplora,
ERCOLEe il nome tuo và proferendo ogn'ora.
ALCESTESe il mi piange dirò,
ALCESTEch'egli è il primo marito,
ALCESTEche vedovo restando
ALCESTEfra tormentose voglie
ALCESTEs'abbia veduto a lacrimar la moglie.
ERCOLEAh, come al tuo apparir, tosto il vedrai,
ERCOLEnascergli d'improviso la gioia al core,
ERCOLEe al mesto labbro il riso.
ALCESTEDeh; contentati Alcide pria di me,
ALCESTEricondurti entro la Reggia
ALCESTEove giunto dirai, che in van per me calcasti
ALCESTEle vie d'abisso, e che non mi trovasti.
ERCOLEAlla trista novella
ERCOLEl'eccessivo dolor potria svenarlo.
ALCESTESarò presta al soccorso
ALCESTEe a risanarlo.
ERCOLEGià che così t'aggrada,
ERCOLEparto, Alceste, a servirti.
ALCESTEStarò poco a servirti.
SYSTEMAria
ALCESTEGelosia spietata Aletto,
ALCESTEMeco uscisti dall'inferno,
ALCESTEE m'entrasti a forza in petto
ALCESTEPer affligger questo cor.
ALCESTETi vorrei scacciar dal seno,
ALCESTEMa non ho vigore bastante;
ALCESTEChi prova il tuo veleno,
ALCESTENò, non sa, che cosa è amor.
Parte.
SCENA VIII
Admeto, solo.
SYSTEMRecitativo
ADMETOQuivi tra questi solitari orrori,
ADMETOlontan dall'altre cure
ADMETOvengo a sfogar gl'interni miei dolori.
ADMETOAdmeto, e che farai?
ADMETOFra l'ombre della notte
ADMETOquando tutto s'oblia
ADMETOper doppio foco l'alma tua s'affanna.
ADMETOLa sorte ti condanna,
ADMETOdi due belle, che estinte
ADMETOgià negli Elisi son, d'essere amante:
ADMETODove trarrai le piante
ADMETOper trovar il tuo bene?
ADMETOSe il trovi poi, chi ti trarrà di pene?
ADMETOAh! che se abbraccio Alceste,
ADMETOAntigona disprezzo, e al mio cor,
ADMETObenchè avezzo a penar sempre,
ADMETOun tal dolor è troppo.
ADMETOGiusti numi del ciel, se deste aita
ADMETOa questa afflitta vita,
ADMETOfate, che il duolo abbia in me fine omai.
ADMETOAdmeto, e che farai?
SYSTEMAria
ADMETOAh, sì, morrò,
ADMETOE allor potrò
ADMETODividere quel cor,
ADMETOChe in vita è poco.
ADMETOCosì nel doppio amor
ADMETOAll'una, e l'altra bella
ADMETORisplenda una facella
ADMETOIn doppio foco.
Parte.
SCENA IX
Antigona condotta a forza da soldati e Trasimede.
SYSTEMRecitativo
ANTIGONALasciatemi, oh felloni,
ANTIGONAvoi nell'opre imitate
ANTIGONAi barbari pirati, empi ladroni!
TRASIMEDEIncolpa, o bella, incolpa
TRASIMEDEin te la somiglianza,
TRASIMEDEche d'Antigona porti,
TRASIMEDEe non l'offese mie, non i miei torti.
ANTIGONAQuest'è l'amor, la fede
ANTIGONAche ad Antigona serbi?
TRASIMEDEO rimproveri giusti, o mia mancanza!
TRASIMEDEPer vana somiglianza
TRASIMEDEdovrò rendermi infido?
TRASIMEDEResta in pace Rosilda, e se t'offesi
TRASIMEDEdi già pentiti i sensi miei son resi.
I soldati lasciano Antigona, ed ella si ritira.
SCENA X
Trasimede, a cui giunge un paggio che gli presenta un ritratto; ed Antigona in disparte.
SYSTEMRecitativo
TRASIMEDEQuesto dunque è il ritratto
TRASIMEDEche per me tu involasti
TRASIMEDEdal real gabinetto?
TRASIMEDEMa che vegg'io?
Guarda il ritratto.
TRASIMEDEQuesta non è l'immago d'Antigona
TRASIMEDEil mio bene, ma l'immago del Re;
TRASIMEDEprendila o stolto, e ritornala in corte!
Nel partire che fa il paggio con il ritratto del Re, le cade disavvedutamente.
TRASIMEDEAnche un bene dipinto
TRASIMEDEmi contende la sorte.
SYSTEMAria
TRASIMEDEChi è nato alle sventure
TRASIMEDENon può mai ritrovar
TRASIMEDEConforto e pace.
Incontra ogn'or sciagure,
TRASIMEDENè il ben sa mai trovar,
TRASIMEDESe parla, o tace.
Parte.
SCENA XI
Antigona sola, e poi Alceste.
SYSTEMRecitativo
ANTIGONAIl ritratto d'Admeto ha nel corso
ANTIGONAperduto il servo incauto;
ANTIGONAnon è poco, o fortuna,
ANTIGONAche in mano mi presenti il ritratto
ANTIGONAgradito di colui, che nel cor
ANTIGONAporto scolpito.
ANTIGONAO caro Admeto, o idolatrato volto!
ALCESTEO caro Admeto! chi è costei,
ALCESTEche ascolto?
ANTIGONAAmor lo sà, quanto, o mio ben,
ANTIGONAt'adoro: Lasciate, ch'io vi baci,
ANTIGONAadorate sembianze, ond'io mi moro.
ALCESTECostei sopra il ritratto
ALCESTEdel Rege mio consorte và
ALCESTEgemendo così per darmi morte.
ANTIGONAChi m'osserva?
ALCESTEUn guerriero
ALCESTEche le tue voci udì.
ANTIGONAChi è trafitta d'amor, parla così.
ALCESTEResisti, o cor!
ALCESTEDeh, dimmi:
ALCESTEAmi tu quell'aspetto?
ANTIGONAIo l'amo, è vero,
ANTIGONAe se ben mel contese
ANTIGONAil destino severo,
ANTIGONAspero che un dì la sorte
ANTIGONAmel conceda in consorte.
ALCESTEQuesto è troppo! Chi sei?
ANTIGONADell'esser mio non posso
ANTIGONAdarti notizia alcuna;
ANTIGONAsol ti dirò, ch'io sono
ANTIGONAuno scherzo del fato e di fortuna.
ALCESTEE dove abiti?
ANTIGONAIn corte.
ALCESTEMai non la vidi.
A' tetti tuoi ritorna.
ANTIGONAAddio.
ALCESTEVa in pace; ah no!
ALCESTEFermati, ascolta, dimmi:
ALCESTEAmi il Tessalo Re?
ANTIGONADi lui m'accesi.
ALCESTEE speri tu di conseguirlo in sposo?
ANTIGONAPiù non mi chieder, no, più dir non oso.
SYSTEMAria
ANTIGONALa sorte mia vacilla
ANTIGONACome scintilla in ciel
ANTIGONATremula stella;
ANTIGONATalor s'oscura, e poi
ANTIGONASpargendo i raggi suoi
ANTIGONAAppar più bella.
Parte.
SCENA XII
SYSTEMRecitativo
ALCESTEQuest'è dunque la fede,
ALCESTEche mi serba colui, per cui già volsi
ALCESTEperder la propria vita?
ALCESTEIngratissimo Re, empio consorte!
ALCESTEMa, che deliri, o Alceste?
ALCESTEForse involò costei l'effigia amata
ALCESTEe s'infinge così, per nascondere a me,
ALCESTEche l'ha rubata.
SYSTEMAria
ALCESTEVedrò fra poco
ALCESTESe l'idol mio
ALCESTECangiò desio,
ALCESTEO se costante
ALCESTEEi pur m'adora
ALCESTEQual m'adorò.
ALCESTEPoi s'egli a giuoco
ALCESTEPrende il mio affetto,
ALCESTEA suo dispetto
ALCESTECostante ancora
ALCESTEIo l'amerò.
Fine dell'Atto secondo.
SYSTEMATTO TERZO
SCENA I
Cortile. Admeto, e poi Meraspe ed Orindo.
ADMETOA languir ed a penar
ADMETOm'ha destinato Amor -
SYSTEMRecitativo
MERASPEAh! Sire, imploro alle pianti reali
MERASPEd'Astrea la spada ultrice:
MERASPEAntigona infelice -
ADMETOChe lagrime son quelle
ADMETOche col nome d'Antigona confondi?
MERASPEQuesto mio core afflitto,
MERASPEd'un oltraggiato onore;
MERASPEla vendetta ti chiede,
MERASPEo Sire invitto.
MERASPEIncognita masnada ...
ADMETOE che mai sia?
MERASPERosilda m'involò.
ORINDOIo le lor colpe attesto
ORINDOche le vidi, e lo sò.
MERASPEMa! che dico Rosilda?
MERASPEAntigona è colei, che fu involata;
MERASPEnon permette l'offesa,
MERASPEch'io la tenga,
MERASPESignor, più a te celata.
ADMETOCome? Antigona è viva?
MERASPEÈ viva, sì.
ADMETOOh fortuna, che intendo!
MERASPEDopo la gran sconfitta
MERASPEda Ilio fuggì, e meco qui si trasse;
MERASPEfiglia mia poi si finse,
MERASPEed or che il fato t'ha di moglie
MERASPEprivato, la misera sperava, col divenir
MERASPEtua sposa tra felici contenti
MERASPEdar tregua a' suoi tormenti.
ADMETODestin, che udir mi fai!
ADMETOErgiti pure, Orindo;
Meraspe si leva da terra.
ADMETOVanne con questa scorta
ADMETOa rintracciar d'Antigona i vestigi
ADMETOe qui con essa i rei ben tosto apporta.
ORINDODeggio pria dirti, o Sire,
ORINDOch'è la voce comun, ch'Ercole invitto
ORINDOsia da Stige tornato.
ADMETOÈ solo o accompagnato?
ORINDOAlcun seco non è.
Vanne, ubbidisci, poi ritorna a me.
Orindo parte.
ADMETOQual'è tuo nome vero?
MERASPEIo son Meraspe.
ADMETOBen te udii ricordar:
ADMETOLa tua richiesta adempita sarà;
ADMETOma in corte resta.
SYSTEMAria
MERASPESignor, lo credi a me,
MERASPETi serba amore, e fè,
MERASPEE ogn'or per te sarà
MERASPEFida e costante.
MERASPEGiammai più fido amor
MERASPESi vide entro d'un cor
MERASPEdi quel che a te donò
MERASPEQuest'almo amante.
Parte.
SCENA II
Admeto solo.
SYSTEMRecitativo
ADMETOAmor, qual nova fiamma mi risvegli nel core?
ADMETOChe vaneggio? sì tosto perdo d'Alceste mia la
ADMETOmemoria, e l'ardore? Ma che? dovrò lasciare
ADMETOad uno lascivo in preda soggetta a sozzi baci,
ADMETOquella beltà ch'alle mie nozze aspira?
ADMETONo no, m'arda nel petto se non fiamma
ADMETOd'Amore incendio d'ira.
SYSTEMAria
ADMETOLa tigre arde di sdegno,
ADMETOSe perde il caro pegno,
ADMETOMa se lo trova poi,
ADMETOLo stringe al petto e annoda,
ADMETOE ogn'or godendo va.
ADMETOLa tortora si lagna,
ADMETOSe persa ha la compagna,
ADMETOSe la rivede poi,
ADMETOLa voce al canto snoda
ADMETOE seco in gioia sta.
SCENA III
Mentre Admeto vuol partire, viene da Ercole incontrato.
SYSTEMRecitativo
ERCOLEDalla Reggia dell'ombre
ERCOLEritornato alla luce, a te m'inchino.
ADMETOTra le braccia ti accolgo;
ADMETOe qual novella d'Alceste mia m'arrechi?
ERCOLETra gli orrori più cechi
ERCOLEdell'impero Tartareo il piè portai;
ERCOLEma tra quell'ombre invano
ERCOLEAlceste tua cercai.
ERCOLEFra l'alme a Giove amiche goder
ERCOLEdeve gli Elisi, ove il Tonante,
ERCOLEa me negando il passo, non mi permesse
ERCOLEil poter gir più innante.
ADMETOCara Antigona mia,
ADMETOpugnano a tuo favore il ciel,
ADMETOla sorte e amore.
ERCOLEPar che nulla si turbi al finto avviso.
ADMETOGrazie ti rendo, Alcide,
ADMETOdi quanto per me oprasti;
ADMETOil tuo invitto valor sempre ammirai
ADMETOe appresso tante illustri
ADMETOtue famose fatiche anco
ADMETOaggiungere di più questa potrai.
Parte.
SYSTEMParte il Re, nè rimiro
ERCOLEsegno alcun di tristezza in lui
ERCOLEraccolto; nè pure un sol sospiro
ERCOLEtrasse al mio dir, nè si turbò nel volto.
ERCOLEChe vicende son queste?
ERCOLEAh! con ragion vive gelosa Alceste.
SYSTEMAria
ERCOLEAmor è un tiranno,
ERCOLEChe ai sensi fa guerra,
ERCOLEPassente gli atterra
ERCOLEPer vaga beltà.
ERCOLEAggiunge all'affanno
ERCOLEGeloso tormento,
ERCOLEE un solo contento
ERCOLEGià mai non le dà.
Parte.
SCENA IV
Piazza. Antigona, poi Alceste.
SYSTEMRecitativo
ANTIGONAOh Dio! Non formo passo che in contemplar
ANTIGONAquest'adorata immago non dia qualche
ANTIGONAconforto al mio cor lasso.
ANTIGONASì, ti bacio, bella immago
ANTIGONADel mio vago idolo mio.
ANTIGONAMa, oh Dio!
Entra Alceste, e le toglie a forza il ritratto di mano.
ALCESTELabbro vile ed indegno,
ALCESTEch'a un effigie real tenti accostarti,
ALCESTEio dovrei castigarti;
ALCESTEma perchè tu rubasti con sacrileghi
ALCESTEbaci qualche piccolo raggio
ALCESTEdi maestade a questa regia immago;
ALCESTEperciò con cor devoto
ALCESTEvenerar a me tocca anche l'indegno
ALCESTEerror della tua bocca.
SCENA V
Orindo con soldati, e dette.
SYSTEMRecitativo
ORINDOOlà, soldati!
ORINDOecco qui il rapitore
I soldati circondano Alceste, e l'incatenano.
ORINDOE con Antigona unito;
ORINDOa lui si tolga il brando!
ORINDOA voi tocca l'impresa,
ORINDOa me il commando.
ALCESTETemerari, che fate?
ALCESTEA me catene? a me?
ORINDOCosì comanda il Re,
ORINDOpronto ubbidisci.
ANTIGONAImpara ad oltraggiarmi
ANTIGONAcon aspra villania;
ANTIGONAsi castiga così la tua pazzia.
Disdegnosa gli toglie di nuovo dalle mani il ritratto.
SYSTEMAria
ANTIGONAIo ti bacio, o bella immago,
ANTIGONADel mio vago idol mio;
ANTIGONAOr con te vado a far pago
ANTIGONAil costante mio desio.
Parte.
SCENA VI
Ercole, Alceste incatenata ed Orindo.
SYSTEMRecitativo
ERCOLEChe veggio, o ciel, che veggio?
ERCOLEAlceste prigioniera?
ERCOLEAh sacrileghi indegni.
Alza la clava.
ORINDOFerma, signor, che fai?
ERCOLEE tanto ardire avete
ERCOLEd'incatenar nobil campion sì degno?
ORINDOIl Re così comanda.
ERCOLEOlà sciogliete
I soldati sciogliono Alceste.
ERCOLEgli empi legami, ed ad Admeto dite,
ERCOLEch'io rispondo di lui; su via partite.
Parte Orindo con le guardie.
ALCESTENon mi conobbe Orindo
ALCESTEsotto il guerriero arnese;
ALCESTEma penetrar non seppi
ALCESTEl'alta cagione, onde prigion me rese.
ERCOLEPortati, Alceste, in corte,
ERCOLEe stupita vedrai negli affetti mutato
ERCOLEil tuo consorte.
ALCESTECome?
ERCOLES'io non m'inganno,
ERCOLEtemo, che tu gli scuopri
ERCOLEnuovo incendio al cor nato
ERCOLEa tuo danno.
ALCESTEQuesta nuova m'uccide;
ALCESTEo da qual fonte son prodotti
ALCESTEi miei guai?
ERCOLEVieni in corte, e il vedrai.
ALCESTEAh! con ragione il core
ALCESTEda gelosia crudel vien tormentato;
ALCESTEma con giusto rigore io schernir la
ALCESTEsaprò, Admeto amato.
SYSTEMAria
ALCESTELà dove gli occhi io giro
ALCESTEE l'erba e i fior rimiro
ALCESTEFarsi più vaghi e belli,
ALCESTEPerchè il mio ben frà lor
ALCESTEMosse le piante,
ALCESTEOgn'aura e dolce vento,
ALCESTEA me porge contento,
ALCESTEE il canto degli augelli
ALCESTEPar, che a me dica ogn'or:
ALCESTEEgli è costante.
Parte.
SCENA VII
Sala Regia. Meraspe, Trasimede e poi Antigona.
SYSTEMRecitativo
MERASPEPrence, meco gioisci:
MERASPEAntigona è tornata;
MERASPEè nella Regia, e in questo lieto giorno
MERASPEavran l'ultimo fine i suoi dolori.
TRASIMEDEE come?
MERASPEPer la corte una voce s'è sparsa
MERASPEch'oggi Admeto la prende in sua consorte.
TRASIMEDEMisero Trasimede!
MERASPEMa vedi, ella qui viene:
MERASPEMeglio da lei sapremo
MERASPEl'evento del suo fato.
Antigona entra.
ANTIGONAQui vengo a rivederti, Admeto amato.
MERASPEAntigona felice e fortunata,
MERASPEdopo fieri contrasti la tua sorte
MERASPEcrudel s'è al fine placata.
TRASIMEDEAntigona tu sei?
ANTIGONASì, quella sono.
TRASIMEDEConcedi a me'l perdono
TRASIMEDEdelle trascorse offese.
ANTIGONAOdio serbar non so per il germano
ANTIGONAdell'idol mio che adoro.
TRASIMEDEEd è ver che mi lasci?
TRASIMEDEAh cieli, io moro.
ANTIGONAPrence; deh ti consola;
ANTIGONAamo, chi sempre amai; da me t'invola.
TRASIMEDECruda, perfida, ingrata;
TRASIMEDEcosì dunque mi lasci? ah! sì, spietata,
TRASIMEDEtu mi vedrai morir, se non ottengo
TRASIMEDEquella, ch'io tanto bramo.
ANTIGONAE che ci posso far? Meraspe;
ANTIGONAandiamo.
Vuol partire.
MERASPEDatti pace, signor.
TRASIMEDEDa me, tu parti?
ANTIGONASì, lo sposo m'attende.
TRASIMEDES'egli a me ti contende,
TRASIMEDEsaprà punire il cielo l'oltraggio
TRASIMEDEch'ambi fate all'alma amante;
TRASIMEDEe poi tu mi vedrai spirarti avante.
SYSTEMAria
ANTIGONAE che ci posso far
ANTIGONASe non ti posso amar?
ANTIGONATu piangi, tu peni,
ANTIGONAMa colpa mia non è
ANTIGONASe ad altri diedi il cor.
ANTIGONAConsolati! Chi sà, chi sà,
ANTIGONARitrovi altra beltà,
ANTIGONAChe fida più di me
ANTIGONAApprezzi un tanto amor.
Parte Antigona e Meraspe.
SYSTEMRecitativo
TRASIMEDEMie speranze abbattute,
TRASIMEDEdove, dove andrete,
TRASIMEDEdal destino tradite, e dalla sorte?
TRASIMEDEMa per qual causa incolpo del
TRASIMEDEdestino i rigori? Ah, che il germano
TRASIMEDEsolo causa il mio mal; empio inumano.
SYSTEMAria
TRASIMEDEArmati, o core,
TRASIMEDEDi cieco sdegno!
TRASIMEDESveni l'indegno
TRASIMEDEFiera impietà.
TRASIMEDEGià so che amore
TRASIMEDEDentro il suo regno
TRASIMEDELegge non ha.
SYSTEMRecitativo
Ma giunge il Re; da questa parte ascoso
TRASIMEDEal varco attenderò l'empio rivale;
TRASIMEDEdarà la morte sua fine al mio male.
SCENA VIII
Admeto, Antigona e Trasimede ed Alceste in disparte.
SYSTEMRecitativo
ADMETOVieni Antigona mia, deh vieni,
ADMETOe godi ad onta delle frodi
ADMETOdi Trasimede; in questo giorno il fato
ADMETOsul trono di Tessaglia caro ben
ADMETOti destina, mia sposa, e mia Regina.
ALCESTEOcchi miei che mirate!
ANTIGONASospirato idolo mio.
TRASIMEDEPiù soffrir non poss'io.
ADMETODolce foco gradito.
ALCESTECari vezzi d'amor, gentil marito.
SYSTEMDuetto
ADMETOAlma mia, dolce ristoro
ADMETOIo ti stringo/Io t'abbraccio in questo sen.
ADMETODolce e caro è ogni martoro,
ADMETOSe ritrovo il caro ben.
Trasimede va per ferire Admeto, ed incontrandosi con Alceste, ella gli toglie il ferro di mano; ed egli parte inosservato.
SYSTEMRecitativo
TRASIMEDEMuori.
ALCESTEFermati, iniquo.
ADMETOAh traditore?
ADMETOContro me tanto ardir? Olà!
SCENA IX
Orindo con tutte le guardie.
SYSTEMRecitativo
ORINDOSignore.
ADMETOSia arrestato costui.
ANTIGONAAh scellerato.
Le guardie circondano Alceste per condurla via.
ALCESTEDalla Regia presenza
ALCESTEempi non mi togliete.
ADMETOA me lo conducete.
ADMETOChe miro, ah ciel!
ALCESTEDi che stupisci ingrato?
ALCESTETemi forse infedel, che questa destra
ALCESTEche per darti salute, con un colpo
ALCESTEdal sen l'alma si trasse, contro te
ALCESTEinfellonita machinato in tal punto
ALCESTEabbia a tua vita?
ADMETOVeglio, sogno o vaneggio!
ADMETOAlceste!
ANTIGONAAlceste? Oh Dei!
ANTIGONASua consorte è costui.
SCENA X
Ercole e detti.
SYSTEMRecitativo
ERCOLEOpportuno qui giungo.
ALCESTEOmbra o Re qui non vengo;
ALCESTEAlceste io sono: Mentii spoglie virili.
ERCOLEEd io miei detti.
ALCESTECosì a fingere teco io lo pregai,
ALCESTEe qui a tempo arrivata di serbarti la vita,
ALCESTEdi mano a Trasimede questo ferro involai.
ADMETOAh! Dov'è l'empio?
ALCESTEFuggì.
SCENA ULTIMA
Trasimede e detti.
TRASIMEDENo, no, signor, son qui;
TRASIMEDEcastiga pur castiga un mostro
TRASIMEDEdi furore, agitato da amore.
S'inginocchia.
ADMETOOggi è giorno di gioia,
ADMETOnon si funesti, no,
ADMETOcon l'altrui morte.
Lo leva da terra.
ADMETOIo ti perdono. In me vuol sol la sorte
ADMETOche rimanga il dolore in tanta gioia.
ADMETOAntigona, Alceste: Oh cielo! o stelle!
ADMETOChi di voi seguirò?
ADMETOQual di voi lascierò?
ALCESTEAntigona è costei! Numi, che ascolto?
ANTIGONANo, signore; ad Alceste
ANTIGONAdevi la vita; ad ella io devo ancora
ANTIGONAla vita tua, che preservò due volte:
ANTIGONAsi conservi fra noi salda memoria
ANTIGONAd'un atto illustre. Alceste,
ANTIGONAcede a un fervido amor, l'amor di gloria.
Prende Alceste per mano, e la presenta ad Admeto.
ALCESTEGenerosa rivale.
ADMETOChi vide mai alma più bella in terra?
ANTIGONAStringi la sposa Admeto;
ANTIGONAindi saper mi basta, che non è amor,
ANTIGONAquel che a virtù contrasta.
ALCESTELa gioia in me si avanza.
TRASIMEDEComincia a ravvivarsi in me speranza.
SYSTEMAria
ALCESTESì caro, caro sì,
ALCESTETi stringo al fin così
ALCESTENel sen amato.
ALCESTENon dà più gelosia
ALCESTETormento all'alma mia
ALCESTENè al sen piangato.
SYSTEMRecitativo
ADMETOAd Alceste la vita, a te l'onore
ADMETOdevo Antigona bella, ambe impresse
ADMETOvi avrò sempre nel core.
COROSe un core è contento
CORONon sa più bramar.
CORONè fa più il tormento
COROUn alma penar.
Fine.