Il vago e bell'Armillo

L. Marenzio

Il vago e bell'Armillo

pagava il dritto al mare

con sue lagrime amare,

mentre in cima d'un scoglio

lagrimando sfogava il suo cordoglio.

E dicea: "O beate

onde, che specchi sete

a tanta alma beltade,

I miei sospir benigne raccogliete

serbando del mio viso ogn'hora in voi

l'imagine dogliosa,

né la confonda il vostro moto poi,

acciò quando a mirar quella ritrosa

empia verrà la sua gentil sembianza,

veda il mio duol che tutti gl'altri avanza."