È un riso gentile
Leoncavallo, Ruggero
È un riso gentile
qual alba d'aprile
che inebria e conquide le fibre del cuor!
È un brivido arcano
se porge la mano,
e baldi si destano i sogni d'amor!
Soavi misteri
han gli occhi severi
e par che dischiudan del cielo il confin;
e l'anima oblìa
per dolce malìa:
al suon di sua voce, la vita, il destin!
Pur belle cotanto
ci passano accanto,
ma è lei che il destino ci impone adorar!
Chi folle d'amore
la strinse sul cuore
a lei sempre vinto dovrà ritornar!
È l'ebbro vicino
al nappo di vino.
Se fugge lontano resister potrà.
Se il nappo egli tocca,
se il porta alla bocca,
sin l'ultima goccia del nappo berrà!