Aureliano in Palmira
Rossini, Gioachino
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Aureliano in Palmira Libretto
Dramma serio per musica in due atti di Felice Romani, musica di Gioacchino Rossini
Prima Esecuzione il 26.12.1813, Teatro alla Scala, Milano
PERSONAGGIAureliano,
Imperatore di Roma,
PERSONAGGITenore
PERSONAGGIZenobia,
Regina di Palmira,
PERSONAGGIamante di, Soprano
PERSONAGGIArsace,
Principe di Persia,
PERSONAGGIContralto
PERSONAGGIPublia,
figlia di Valeriano,
PERSONAGGIamante segreta di Arsace, Mezzosoprano
PERSONAGGIOraspe,
generale de' Palmireni,
PERSONAGGITenore
PERSONAGGILicinio,
tribuno,
PERSONAGGIBasso
PERSONAGGIGran Sacerdote d'Iside, Basso
PERSONAGGISacerdoti, Donzelle palmirene
PERSONAGGIGuerrieri: palmireni, persiani, romani
PERSONAGGICoro di Pastori
PERSONAGGIPastorelle
PERSONAGGISoldati: romani palmireni persiani
La scena è in Palmira e nelle vicinanze.
SYSTEMATTO PRIMO
Gran tempio d'Iside con simulacro a
destra.
SYSTEMSCENA PRIMA
Sacerdoti che fanno i sacrifici, donzelle,
guerrieri e popolo prostrati alla statua del
nume. Gran Sacerdote.
TUTTISposa del grande Osiride,
TUTTIMadre d'Egitto e Diva,
TUTTIO che ti piaccia scendere
TUTTISovra l'Inachia riva,
TUTTIO in mezzo al Nil settemplice
TUTTITi giovi il crin lavar,
TUTTIMira pietosa il popolo
TUTTISteso al tuo santo altar.
SACERDOTIA te devoti svenano
SACERDOTIVittime i sacerdoti.
LE VERGINILe palpitanti vergini
LE VERGINIT'appendon fiori e voti.
I GUERRIERIInvoca te la supplice
I GUERRIERIGuerriera gioventù.
TUTTISalvi il tremante popolo
TUTTIL'eterna tua virtù.
TUTTIMadre di questo regno,
TUTTIAccorda a noi sostegno.
TUTTIIl tuo tremante popolo
TUTTISalva da tanto orror.
spaventato
GRAN SACERDOTEAhi! L'ara si scuote,
GRAN SACERDOTEIl tempio s'oscura;
GRAN SACERDOTELa dea ci percuote
GRAN SACERDOTECon nuova sciagura;
GRAN SACERDOTENon miro, non sento,
GRAN SACERDOTEChe pianto e lamento,
GRAN SACERDOTEChe stragi e ritorte,
GRAN SACERDOTEChe morte, che orror.
TUTTIOh Diva tremenda!
TUTTIPietate ti prenda
TUTTIDel nostro dolor.
SYSTEMSCENA SECONDA
Zenobia con seguito da una parte, ed
Arsace dall'altra. Appena escono, tutti li
circondano spaventati; Arsace e Zenobia li
rassicurano.
TUTTIZENOBIA e ARSACE
TUTTICoraggio o figli... ahi quale,
TUTTIQual debolezza è questa!
ARSACEZenobia ancor vi resta.
ZENOBIAVi resta Arsace ancor.
TUTTIAh! Se per noi pugnate
TUTTIVinti non siamo ancor.
ARSACESe tu m'ami, o mia regina,
ARSACETornerò da te più degno:
ARSACESola in Asia avrai tu regno,
ARSACECome regni sul mio cor.
ZENOBIAAh! soltanto il ciel, che invoco,
ZENOBIATe conservi, o mio guerriero,
ZENOBIAPerderò corona e impero,
ZENOBIAPurché a me tu resti ognor.
ZENOBIAZENOBIA e ARSACE
ZENOBIADeh! pietosa, o dea, rimira
ZENOBIACosì pura e bella face:
ZENOBIAPlaca il fato di Palmira,
ZENOBIARendi a noi la prima pace,
ZENOBIAE sorridi al nostro amor.
(Musica guerriera).
ZENOBIASenti... ahimè!
DONZELLEQual suon lontano!
ARSACESuon di guerra...
I GUERRIERIOraspe arriva.
ZENOBIAChe fia mai?
SACERDOTICi assisti, oh Diva!
SYSTEMSCENA TERZA
SACERDOTIOraspe frettoloso con soldati e detti.
ARSACEAh! favella
CORO(Che dirà ?)
ORASPEGià l'insegne d'Aureliano
ORASPEDell'Eufrate sono in riva,
ORASPEE l'esercito romano
ORASPEGià minaccia la città .
ARSACEVoliamo al campo. Addio.
ZENOBIATi seguo, o caro, anch'io.
DONZELLEChi salverà Palmira?
GRAN SACERDOTEResta: la dea m'inspira.
(Prostrandosi tutti a Zenobia).
TUTTI I CORIDifendi la città .
ARSACEResta, e mi sia partendo
ARSACEStringerti al sen concesso;
ARSACEMaggiore a questo amplesso
ARSACEIl mio valor si fa.
ZENOBIAResto. Ah! mi sia restando
ZENOBIAStringerti al sen concesso;
ZENOBIAMaggiore a questo amplesso
ZENOBIAIl mio timor si fa.
ZENOBIAGUERRIERI PALMIRENI e PERSIANI
ZENOBIACompagni, all'armi, all'armi;
ZENOBIAGuerrieri, al campo, al campo;
ZENOBIADe' nostri acciari al lampo
ZENOBIARoma tremar dovrà .
(Partono Zenobia da un lato ed
Arsace dall'altro, col loro seguito).
SYSTEMSCENA QUARTA
Gran sacerdote
GRAN SACERDOTESecondino gli Dei,
GRAN SACERDOTEPrincipe generoso, il tuo valore!
GRAN SACERDOTEE se scritto è nel cielo,
GRAN SACERDOTEChe alla sorte di Roma
GRAN SACERDOTEDebba Palmira soggiacer, tua fama
GRAN SACERDOTESarà eterna fra noi; dolce pensiero
GRAN SACERDOTESempre sarai dell'Oriente intero.
GRAN SACERDOTEStava, dirà la terra,
GRAN SACERDOTEContro Palmira il fato:
GRAN SACERDOTEIn sua difesa armato
GRAN SACERDOTEArsace sol pugnò.
GRAN SACERDOTESe nella sua rovina
GRAN SACERDOTERestò l'eroe sommerso,
GRAN SACERDOTEFu, che col fato avverso
GRAN SACERDOTEPugnar l'eroe non può.
(Parte con tutti i sacerdoti).
Vasto campo, tutto in disordine, dopo
sanguinosa battaglia, nella quale i Persiani
sono rimasti sconfitti. Al fondo della scena
si scorge l'Eufrate, e di là dal fiume la città
di Palmira.
SYSTEMSCENA QUINTA
Aureliano sopra una biga trionfale. Guerrieri
vinti e prostrati. Licinio e soldati romani.
CORO DE' ROMANIVivi eterno, o grande Augusto,
CORO DE' ROMANIAll'Impero, al mondo, a noi;
CORO DE' ROMANIE rispetti i lauri tuoi
CORO DE' ROMANIOgni gente ed ogni età .
CORO DE' ROMANIAl tuo crine il vinto Eufrate
CORO DE' ROMANINuove palme aggiungerà .
(Aureliano sostenuto dai suoi scende dal
carro).
AURELIANORomani, a voi soltanto
AURELIANODebbo i trionfi miei, spetta a voi tutto
AURELIANODi cotanta vittoria il pregio e il frutto.
AURELIANOCome in battaglia prodi,
AURELIANOPronti l'ire a depor, se cessan l'armi,
AURELIANOIl vinto si risparmi,
fa alzare i prigionieri
AURELIANOE si faccia per voi noto alla terra,
AURELIANOChe Roma è grande in pace e grande in guerra.
AURELIANOCara patria! il mondo trema,
AURELIANOSe coll'armi abbatti i troni,
AURELIANOMa t'adora allor che doni
AURELIANOPace ai vinti e libertà .
COROSì, la terra, in pace e in guerra,
COROSempre Roma vincerà .
AURELIANOA pugnar m'accinsi, o Roma,
AURELIANOCol tuo nome impresso in cor.
AURELIANOPorgi i lauri alla mia chioma,
AURELIANOIo ritorno vincitor.
COROPorgi i lauri alla sua chioma,
COROEi ritorna vincitor.
AURELIANOOlà : venga e si ascolti
AURELIANOIl prence prigionier.
SYSTEMSCENA SESTA
Arsace ed Aureliano.
Esce Arsace, Aureliano gli va incontro.
AURELIANOStretto , in catene,
AURELIANOEccoti, Arsace: invan la Persia intera
AURELIANOArmasti contro me: fur le tue schiere
AURELIANODal romano valor vinte e fugate,
AURELIANOIn riva dell'Oronte e dell'Eufrate.
ARSACEDella fortuna avversa
ARSACENon rammentarmi in van lo sdegno estremo;
ARSACEIo son tuo prigionier; lo veggo e fremo.
ARSACEChe se giustizia sola
ARSACEAssistesse al pugnar, in lacci avvinto
ARSACEOggi Aurelian vedrei
ARSACEAl piede di Zenobia e ai piedi miei.
AURELIANOPrincipe, un folle amore
AURELIANOOh come ti cambiò! nemico a Roma
AURELIANOPer Zenobia ti festi...
AURELIANODovrei punirti; ma pietà mi desti.
ARSACELa tua pietà ? conosce il mondo appieno
ARSACEIl Tebro ed Aureliano.
ARSACENon alberga pietade in cor romano.
AURELIANOFiero sei tanto! e che saria se vinto
AURELIANODa te foss'io?
ARSACEL'Asia dolente ascolta,
ARSACEL'Asia il dirà .
AURELIANOCustodi, al mio cospetto
AURELIANOSi tolga: io t'abbandono alla tua sorte.
ARSACEDa forte io vissi e morirò da forte.
(Partono. Aureliano entra nelle tende.
Arsace è condotto via tra le guardie).
SYSTEMSCENA SETTIMA
Licinio.
Intanto le truppe si vanno ritirando; quando
parte Licinio, la scena resta vuota.
LICINIOGiorno di gloria è questo,
LICINIORoma, per te. Fu vendicato assai
LICINIOTanto sangue latino
LICINIOOnde l'Asia rubella ancor rosseggia.
LICINIONell'infedele reggia
LICINIOTremi Zenobia, e nel destin d'Arsace
LICINIOMiri qual sorte acerba
LICINIOFra poco il Tebro punitor le serba.
(Parte).
Interno d'un magnifico padiglione, che
s'apre a destra e a sinistra.
SYSTEMSCENA OTTAVA
Aureliano e Publia, indi Licinio, in ultimo
Oraspe.
AURELIANOVincemmo, o Publia; ma ci resta ancora
AURELIANOPalmira a soggiogar. Finché Zenobia
AURELIANONella forte città chiusa rimane
AURELIANOSfida impunita l'aquile romane.
con premura
PUBLIAE il prence prigionier!...
AURELIANOPurché nemico
AURELIANODi Zenobia ritorni, io gli perdono,
AURELIANOSciolgo i suoi lacci e lo ripongo in trono.
(Esce Licinio).
LICINIODe' Palmireni il duce, Augusto, chiede
LICINIODi presentarsi a te.
AURELIANOVenga.
PUBLIA(Che fia?)
(Licinio fa avanzare Oraspe).
ORASPEZenobia ad Aurelian salute invia.
ORASPEDi favellarti brama, ove ti piaccia
ORASPEChe venir possa illesa
ORASPEDalle guardate mura
ORASPEAl tuo campo, e partir.
AURELIANOVenga: è sicura.
(Oraspe parte).
AURELIANODe' Persi prigionieri, al manco lato
AURELIANODella tenda, si tragga
AURELIANOIl numeroso stuolo, e qui si schieri
AURELIANOIl drappel de' tribuni e de' guerrieri.
PUBLIASul proprio fato incerta
PUBLIAForse pace sospira.
AURELIANOÈ troppo altera,
AURELIANOOnde s'esponga all'onta
AURELIANODella ripulsa mia. Pensar conviene
AURELIANOChe alta cagion la mova.
PUBLIAElla già viene.
SYSTEMSCENA NONA
S'apre il padiglione a sinistra, ove si scorge
Zenobia sopra un magnifico carro con tutto
il suo seguito, parte del quale porta ricchi
doni. Aureliano si pone sopra una sedia
elevata. Coro di guerrieri romani e di
donzelle palmirene. Oraspe, Licinio e Publia.
CORO DE' ROMANIVenga Zenobia, o Cesare,
CORO DE' ROMANIE da te pace implori.
CORO DE' ROMANIVenga, e in Augusto onori
CORO DE' ROMANIDell'Asia il domator.
CORO DI DONZELLEPossan Zenobia e Cesare
CORO DI DONZELLEDepor lo sdegno antico;
CORO DI DONZELLESi stringa in nodo amico
CORO DI DONZELLEBellezza col valor.
(Durante il canto del coro, Zenobia scende
dal carro ed entra nel padiglione con
Oraspe).
ZENOBIAAugusto, non pensar che pace io venga
ZENOBIAAd implorar da te: se pace io brami,
ZENOBIALo sanno i miei vassalli, il sanno i numi;
ZENOBIAMa pace non vogl'io
ZENOBIAChe oscuri la mia gloria e l'onor mio.
AURELIANONé pace accorda Roma,
AURELIANOChe la gloria del vinto intatta serbi.
AURELIANOQualunque sia, Regina,
AURELIANOLa cagion perché vieni, udir promisi.
AURELIANOSiedi e favella. (Che gentil sembianza!)
(Zenobia siede).
Ascoltiam.
LICINIO(Che dirà ?)
Mio cor, costanza.
ZENOBIACesare, a te mi guida
ZENOBIAGratitudine e amor.
ZENOBIADe' Persi il prence
ZENOBIAPer me pugnò: vinto rimase, e dura
ZENOBIANel roman campo servitù sostiene;
ZENOBIAVengo a scioglier, signor, le sue catene.
PUBLIA(Ah! lo previdi.)
AURELIANOInvan chiedi, Regina,
AURELIANOLa libertà d'Arsace: egli di Roma
AURELIANOSi è fatto traditor; né invendicato
AURELIANORoma lasciar può mai cotanto oltraggio.
AURELIANO(Che sembianza gentil!)
ZENOBIA(Alma, coraggio!)
mostra i doni che ha recato
ZENOBIAPrezzo d'Arsace io t'offro
ZENOBIAQuanto l'Asia produce
ZENOBIADi più raro per noi; se quel tesoro
ZENOBIAChe in dono a te recai
ZENOBIAPoco ti sembra, altro maggior n'avrai.
ORASPE(Che risponder potrà ?)
AURELIANOPoco, o Regina,
AURELIANORoma conosci e me: dove accordassi
AURELIANOLa libertà d'Arsace,
AURELIANOMi recheresti invano i doni tuoi...
AURELIANODona Aurelian, non vende, i servi suoi.
AURELIANOPerch'io ti renda il prence,
AURELIANOForza è ceder Palmira,
AURELIANOA Roma, ad Aurelian porgere omaggio.
Respiro.
ORASPE(Ah! lo previdi.)
ZENOBIA(Alma, coraggio!)
ZENOBIAMale tu pur conosci
ZENOBIAArsace e me: la libertà di lui
ZENOBIAIo non compro a tal prezzo; ei non l'accetta.
ZENOBIAForse avverrà che il ferro,
ZENOBIAPiù che i tesori miei, porga a lui scampo.
AURELIANODunque guerra tu vuoi?
ZENOBIAT'invito in campo.
(S'apre la tenda dalla parte destra, e si
vedono prostrati tutti i prigionieri).
AURELIANOPria di partir, mira e contempla in loro
AURELIANOIl tuo destin: cedi, Zenobia, e tutti
AURELIANOA te li dono, ed a te rendo Arsace.
ZENOBIANo: di viltà non è il mio cor capace.
stendendo le braccia a Zenobia
PRIGIONIERICedi, cedi: a lui t'arrendi...
PRIGIONIERISenti, o Dio, di noi pietà !
PRIGIONIERIAh! Regina, a noi tu rendi
PRIGIONIERIPace, patria e libertà .
DONZELLEDeh cedi...
interrompe con sdegno
ZENOBIAAh! no: voi lo sperate invano.
ZENOBIAGiacché tanto Aureliano
ZENOBIASeppe negar, che il prigioniero io veda
ZENOBIAPermetta almen; per pochi istanti il chiedo.
PUBLIA(Che pretende?)
LICINIO(Che vuole?)
AURELIANOIo lo concedo.
AURELIANOTi fia scorta Licinio. - Ah pensa in pria,
AURELIANOChe ti prepari la rovina estrema.
AURELIANOMira il periglio a cui sei presso, e trema.
ZENOBIATremar Zenobia? ah! finché resta un brando,
ZENOBIATremar degg'io? non è, non è fecondo
ZENOBIAIl Tebro sol d'eroi:
ZENOBIASi sa morir da forti anche fra noi.
ZENOBIAE son mortali anche i Romani, e sanno
ZENOBIAQuai piaghe e stragi fanno
ZENOBIALe palmirene spade; e, se noi pure
ZENOBIAVincer sapemmo in prima,
ZENOBIANe sia fede il fatal campo di Tima.
ZENOBIALà pugnai; la sorte arrise
ZENOBIAPalmira e al braccio mio:
ZENOBIAgran giorno non oblio,
ZENOBIAgran giorno ancor verrà .
CORO DE' ROMANISe non vuoi da Roma pace,
CORO DE' ROMANICeppi e morte a te darà .
CORO DE' ROMANIDONZELLE e CORI DI PRIGIONIERI
CORO DE' ROMANISenti oh Dio! pietà d'Arsace,
CORO DE' ROMANISenti oh Dio! di noi pietà .
ZENOBIANon piangete, o sventurati,
ZENOBIAIn catene, è ver, gemete;
ZENOBIAMa fratelli e figli avrete
ZENOBIAPer donarvi libertà .
ZENOBIAROMANI, PRIGIONIERI e DONZELLE
ZENOBIACedi, cedi; il fato istesso
ZENOBIATutti, tutti opprimerà .
ZENOBIAPalpito insieme, oh Dio!
ZENOBIAE di furore avvampo.
Ai prigionieri
ZENOBIAVoi rimanete: addio;
ai Romani
ZENOBIAVoim'attendete in campo;
ZENOBIAUn Dio mi sprona all'armi,
ZENOBIAUn Dio mi reggerà .
PRIGIONIERIVanne: fra il sangue e l'armi
PRIGIONIERIIl cor ti seguirà .
ROMANIVanne: fra il sangue e l'armi
ROMANIL'orgoglio tuo cadrà .
(Zenobia parte scortata da Licinio, indi
Oraspe e seguaci).
SYSTEMSCENA DECIMA
Aureliano e Publia.
AURELIANOChi mai creduto avria
AURELIANOTanta costanza in lei
AURELIANOE sì rara beltà ? Quasi io cedea;
AURELIANOE s'ella in atto umile
AURELIANOChiesto pietà m'avesse, in quell'istante.
AURELIANOForse io poteva...
PUBLIA(Ah! fosse Augusto amante!)
PUBLIATroppo Zenobia è altera,
PUBLIAOnde possa al tuo piè giammai prostrata
PUBLIAChieder pietade e pace.
AURELIANOLa sventura d'Arsace
AURELIANOE il suo stesso periglio a questo passo
AURELIANOForse la ridurrà : potrebbe il prence
AURELIANOIn lei temprare quell'orgoglio insano.
PUBLIAVoglian gli Dei che tu non speri invano!
AURELIANOMa se non cede e sfida
AURELIANOIl mio rigor, per sé, per lui paventi;
AURELIANONon tradirò di Roma
AURELIANOLa gloria mai, né tradirò la mia:
AURELIANOM'avrà qual più desìa,
AURELIANOGeneroso o crudele; o in questo giorno
AURELIANOChiede la mia pietade,
AURELIANOO coll'amante suo Zenobia cade.
(Parte).
SYSTEMSCENA UNDICESIMA
Publia sola.
PUBLIASe Zenobia s'arrende, amante Augusto
PUBLIAPotrebbe divenir: potrebbe Arsace
PUBLIAAmarmi forse un dì. Da voi mi viene
PUBLIACosì dolce conforto,
PUBLIANumi, da voi; ma per pietà non sia
PUBLIAPoscia tradita la speranza mia.
(Parte).
Interno d'un antico castello che serve di
prigione ad Arsace.
SYSTEMSCENA DODICESIMA
Arsace mestamente seduto sopra un sasso, e Zenobia di dentro.
ARSACEEccomi, ingiusti Numi,
ARSACEOppresso e prigionier! come un sol giorno
ARSACELa sorte mia cangiò! soffrir costante
ARSACEPotrei tutto l'Orror de' mali miei...
ARSACEMa Zenobia... ah! Zenobia! io ti perdei.
ARSACEChi sa dirmi, o mia speranza,
ARSACESe mai più ti rivedrò?
ARSACEAh! la vita che m'avanza
ARSACETe chiamando io perderò.
di dentro
ZENOBIAArsace... Arsace mio...
ARSACEQual voce!
SYSTEMSCENA TREDICESIMA
Zenobia scortata da Licinio che parte.
ZENOBIAArsace!...
ZENOBIAVieni, caro, al mio sen.
ARSACEZenobia! oh Dio!
ARSACESei pur tu? ti riveggo? ah! qual mi trovi?
ARSACEQual m'è forza lasciarti!
ZENOBIAAh! tutto io sento
ZENOBIAIn sì fiero momento
ZENOBIAL'orror del mio destin...
ARSACECara! io formai
ARSACEQuest'unico desire...
ARSACERivederti una volta e poi morire.
ZENOBIANo, non morrai: tutto a versar son pronta
ZENOBIAIl sangue mio pur che tu viva... ah! spera:
ZENOBIAPer te combatto, avrò vittoria intera.
ARSACEAh! non voler, mia speme,
ARSACEAvventurar tuoi giorni: io ti scongiuro...
ARSACESalvati per pietà : l'empio nemico
ARSACEDi tua sconfitta aver non possa il vanto.
ZENOBIADeh! taci... ahimè... parlar mi vieta il pianto.
ARSACEVa': m'abbandona, e serba
ARSACEI tuoi bei giorni, o cara:
ARSACEDeh! vivi, e meno amara
ARSACESarà la morte a me.
ZENOBIANo: non ti lascio: io moro
ZENOBIASe a te non vivo unita.
ZENOBIADipende la mia vita
ZENOBIAIdolo mio da te.
ARSACESolo rammenta almeno
ARSACEDell'amor nostro i dì.
ZENOBIAMi strappi il cor dal seno
ZENOBIANel favellar così.
ZENOBIAZENOBIA e ARSACE
ZENOBIAChe barbara stella
ZENOBIAMirò la mia cuna!
ZENOBIASe coppia sì bella
ZENOBIADivide fortuna!
ZENOBIAAh! solo al dolore
ZENOBIAAmore ci unì.
SYSTEMSCENA QUATTORDICESIMA
Aureliano con seguito e detti.
alle guardie che tolgono le catene ad Arsace
AURELIANOEseguite. Arsace, ascolta,
AURELIANOSento ancor di te pietà ,
AURELIANOAd offrirti un'altra volta
AURELIANOVita io vengo e libertà .
ZENOBIAOh! gioia!
a Zenobia
ARSACEAh! mia tu sei!
AURELIANOMala Regina...
ARSACEParla.
AURELIANOAbbandonar la dei.
ZENOBIAChe sento?
ARSACEAbbandonarla!
AURELIANOIl voglio.
ARSACEA questo prezzo
ARSACELa libertà disprezzo,
ARSACEMorte terror non ha.
AURELIANOE il beneficio mio...
ARSACEIo lo ricuso...
AURELIANOIndegno!
accorrendo ora all'uno ora all'altro
ZENOBIAArsace... Augusto... oh Dio!
AURELIANOPiombi su te lo sdegno...
ZENOBIAIo lo difendo.
rivolgendosi a Zenobia
AURELIANOTrema.
AURELIANOS'appressa l'ora estrema...
AURELIANOL'audace...
ZENOBIAAhimè!
AURELIANOMorrà .
(Pausa. Aureliano li contempla con furore.
Arsace e Zenobia restano addolorati, indi corrono ad abbracciarsi).
AURELIANOAh! sento che assai
AURELIANOLo sdegno frenai.
AURELIANOIn ambi l'offesa
AURELIANOPunita sarà ...
AURELIANOMa calma il rigore
AURELIANOAmore e pietà .
AURELIANOZENOBIA e ARSACE
AURELIANOSerena i bei rai,
AURELIANOMorire mi fai.
AURELIANOIn nostra difesa
AURELIANOAmor pugnerà ...
AURELIANOQual barbaro core
AURELIANOOrrore mi fa.
SYSTEMSCENA QUINDICESIMA
Licinio e coro di Romani; Oraspe e coro di
Palmireni con tutto il seguito di Zenobia; gli
uni rivolgendosi a Zenobia, gli altri ad
Aureliano.
COROVieni all'armi: i tuoi guerrieri
CORODi novello ardor son pieni.
COROVieni all'armi; al campo vieni
COROA pugnar e a trionfar.
ad Arsace
ZENOBIAVado: addio;
ad Aureliano
ZENOBIAColà t'aspetto.
AURELIANOSi dividano.
(Son divisi).
ARSACEO tormento!
ARSACEMia Regina!
ZENOBIAMio diletto!
COROVieni; corrasi: al cimento.
(Le donzelle di Zenobia la circondano
supplichevoli).
DONZELLEVa': tu sola, Arsace e il regno
DONZELLEPuoi difendere e salvar.
DONZELLEZENOBIA e ARSACE
correndo di nuovo ad abbracciarsi
DONZELLECaro/Cara amante, nel lasciarti
DONZELLEIo mi sento il cor gelar.
AURELIANOO mio cor, per vendicarti
AURELIANODevi l'ira soffocar!
AURELIANOZENOBIA e ARSACE
AURELIANOAncora un addio...
AURELIANOMancare mi sento...
AURELIANOCoraggio cor mio...
AURELIANOAll'armi, al cimento.
Ad Aureliano
AURELIANOTu vinto sarai,
Arsace a Zenobia, Zenobia ad Arsace
AURELIANOTu spera: vivrai,
AURELIANOSaprò di quel perfido
AURELIANOSaprai L'orgoglio domar.
a Zenobia ed Arsace
AURELIANOQuest'ultimo addio
AURELIANOVi accresca tormento...
ai Romani
AURELIANOVendetta desio...
AURELIANOAll'armi... al cimento.
ad Arsace
AURELIANOTu trema, morrai,
a Zenobia
AURELIANOTu vinta sarai.
Da sé
AURELIANO(Saprò di quei perfidi
AURELIANOL'orgoglio domar.)
AURELIANOLICINIO, ORASPE e CORO
AURELIANODi nostra vendetta
AURELIANOÈ giunto il momento
AURELIANODeh! vieni... ti affretta...
AURELIANOAll'armi... al cimento...
AURELIANOLICINIO e ROMANI
a Zenobia
AURELIANOTu vinta sarai.
AURELIANOORASPE e PALMIRENI
ad Aureliano
AURELIANOTu vinto sarai.
AURELIANOLICINIO, ORASPE e CORO
AURELIANOCon noi vincerai
AURELIANOSaprem della perfida/di quel perfido
AURELIANOL'orgoglio domar.
SYSTEMATTO SECONDO
Vaste stanze sotterranee, dove Zenobia
avrà riposto i suoi tesori; scala tortuosa
che vi dà l'accesso, e diverse altre entrate.
SYSTEMSCENA PRIMA
Donzelle e Grandi del regno in attitudine di
spavento e di estrema agitazione.
GRANDI DEL REGNODel Cielo, ahi! miseri!
GRANDI DEL REGNOPiombata è l'ira.
DONZELLEVinta è Zenobia Cadde Palmira.
TUTTICeppi e ritorte,
TUTTIRovina e morte,
TUTTIIl fato barbaro
TUTTICi preparò.
GRANDIO Dei! ricovero
GRANDIPiù non rimane.
DONZELLEPer tutto innondano
DONZELLEL'armi romane.
TUTTIEd il furore
TUTTIDel vincitore
TUTTIForse in Zenobia
TUTTISi consumò.
GRANDIDolente popolo,
GRANDIChi ti mantiene!
DONZELLECadente patria,
DONZELLEChi ti sostiene!
TUTTICeppi e ritorte,
TUTTIRovina e morte,
TUTTIIl fato barbaro
TUTTICi preparò.
SYSTEMSCENA SECONDA
Zenobia senz'elmo, tutta dimessa,
comparisce sulla sommità delle scale e
discende.
ZENOBIATutto è perduto. Per Augusto e Roma
ZENOBIAIl Ciel si dichiarò. Cadde Palmira,
ZENOBIAEd alla sua caduta invan sostegno
ZENOBIAL'Asia intera si fece: in un sol giorno
ZENOBIAL'Asia intera fu vinta... oh pena! oh scorno!
(rivolgendosi ai Grandi e alle donzelle che
la circondano)
ZENOBIAMiseri... ahimè! non resta
ZENOBIAPatria per voi... la patria è serva, e servi
ZENOBIAI figli vostri... unica speme è morte...
ZENOBIANulla d'amaro ha questa,
ZENOBIAQuando toglie all'infamia... ed io... ma parmi
ZENOBIAUdir d'armati e d'armi
ZENOBIALo strepito appressar... giunge Aureliano...
ZENOBIAOve fuggo?... ogni via
ZENOBIAChiusa al mio scampo io miro...
ZENOBIALassa! dove mi celo? ove m'aggiro?
(Esce Aureliano: tutti si affollano
supplichevoli innanzi a lui).
SYSTEMSCENA TERZA
Aureliano fa cenno a loro d'alzarsi e di
partire, indi si volge a Zenobia, la quale
sarà in disparte, disdegnosa ecc.
AURELIANOInvan, Zenobia, in queste
AURELIANORemote stanze il tuo rossor nascondi:
AURELIANOTi segue in ogni lato
AURELIANOL'ira di Roma, e in pochi istanti fia
AURELIANOPubblico il tuo rossore e l'ira mia.
ZENOBIAVincesti, Augusto; è giunta
ZENOBIAPalmira in tuo poter: l'Asia sconfitta
ZENOBIAPiega la fronte incatenata e doma;
ZENOBIAMa per Augusto e Roma
ZENOBIAIl maggior a domar nemico avanza...
AURELIANOUn nemico? e qual è...
ZENOBIALa mia costanza.
AURELIANOAudace! e che pretendi? esci, e d'intorno
AURELIANOMira in un breve giorno
AURELIANOQuanta strage de' tuoi fece il mio brando:
AURELIANOQuanto in catene, e quando
AURELIANOStrascinata sarai sul Campidoglio,
AURELIANOAllor, superba, deporrai l'orgoglio.
ZENOBIALieve impresa non è: poche finora
ZENOBIADi Asia Regine de' romani duci
ZENOBIAIl trionfo adornar; l'odio nel mondo
ZENOBIAContro il Tebro oppressor vive tutt'ora:
ZENOBIAVi son Cleopatre e Sofonisbe ancora.
AURELIANOSe udir volessi, ingrata,
AURELIANOLa maestà di Roma, in pochi istanti
AURELIANODovrei punirti; ma per te mi parla
AURELIANOUn'altra voce più soave al core:
AURELIANOPuoi disarmar, Regina, il mio furore.
AURELIANOSe libertà t'è cara,
AURELIANOSe brami regno e pace
AURELIANOCedi, abbandona Arsace:
AURELIANOIo ti offro gloria e amor.
ZENOBIATaci: è mia gloria sola
ZENOBIAD'Arsace il puro affetto:
ZENOBIASe vivo in quel bel petto
ZENOBIASono Regina ancor.
AURELIANOLo fosti.
ZENOBIAAncor lo sono.
AURELIANOTutto perdesti.
ZENOBIAIl trono.
AURELIANOInsana! e che t'avanza?
ZENOBIAFama, virtute e onor.
AURELIANO(Prima costanza mia,
AURELIANOInvan ti chiamo al cor:
AURELIANOBenché crudel mi sia
AURELIANOMi piace il suo rigor.)
ZENOBIA(Prima costanza mia,
ZENOBIANon ti partir dal cor:
ZENOBIABenché fatal mi sia
ZENOBIANon curo il suo rigor.)
SYSTEMSCENA QUARTA
Publia e Licinio, frettolosi, e detti.
ZENOBIAPUBLIA e LICINIO
ZENOBIACorri Augusto, Arsace è sciolto.
ZENOBIAZENOBIA e AURELIANO
ZENOBIAPer qual mano?... oh Ciel!... che ascolto:
ZENOBIAPUBLIA e LICINIO
ZENOBIAImprovviso Oraspe armato
ZENOBIADi gran turba secondato
ZENOBIAIl suo carcere assalì.
AURELIANOEd il prence?
con gioia
ZENOBIAOh Dei!
ZENOBIAPUBLIA e LICINIO
ZENOBIAFuggì!
AURELIANOAccorrete, la fuga impedite.
AURELIANONon perdete, guerrieri, un istante.
ZENOBIASanti Dei, l'opra vostra compite,
ZENOBIAEd in salvo guidate l'amante.
AURELIANONon sperarlo, fra pochi momenti
AURELIANOA' suoi lacci ritorno farà .
ZENOBIAIl favore degli astri clementi
ZENOBIAAl tuo sdegno sottrarlo saprà .
(Licinio parte con guerrieri).
AURELIANONon sperar che si cangi tua sorte;
AURELIANOSarà breve il tuo folle contento:
AURELIANOQuanto scende il castigo più lento,
AURELIANOTrema ingrata, più crudo sarà .
ZENOBIAAh! compensa l'acerba mia sorte
ZENOBIAQuesto nuovo improvviso contento:
ZENOBIAVenga pure l'estremo momento,
ZENOBIAMen crudele la morte sarà .
(Partono).
Amena collina alle sponde dell'Eufrate: al
fondo varie montagne scoscese con cadute
d'acqua che si perdono nel fiume. Varie
capanne di pastori sparse qua e là .
SYSTEMSCENA QUINTA
Pastori e pastorelle a gruppi sparsi per la
scena, in festa e in gioia.
PASTORIL'Asia in faville è volta,
PASTORICombattono i possenti,
PASTORISol tra pastori e armenti
PASTORIDiscordia entrar non sa.
TUTTIO care selve, o care
TUTTIStanze di libertà !
PASTORELLENon fia che ferro ostile
PASTORELLEBrillar fra noi si veda,
PASTORELLEChé non alletta a preda
PASTORELLELa nostra povertà .
TUTTIO care selve, o care
TUTTIStanze di libertà !
PASTORITranquilli il sol ci lascia
PASTORIAllor che si ritira.
PASTORELLETranquilli il sol ci mira
PASTORELLEQuando ritorno fa.
TUTTIO care selve, o care
TUTTIStanze di libertà !
(Si allontanano tutti, e si vedono di tempo in
tempo in distanza come occupati a qualche
campestre lavoro).
SYSTEMSCENA SESTA
Arsace discende da una strada montuosa,
avviandosi all'amena collina.
ARSACEDolci silvestri orrori, amiche sponde!
ARSACECome è soave dopo tanti affanni
ARSACEL'aura che da voi spira! ahimè! lontano
ARSACEDalle umane grandezze in seno a voi
ARSACEVolentieri vivrei
ARSACEI pochi giorni miei; ma più possente,
ARSACEAmor mi sprona all'armi, e a voi m'invola
ARSACEColei che nel mio seno imperio ha sola.
ARSACEPerché mai le luci aprimmo,
ARSACECaro bene, in regia cuna,
ARSACESe ci toglie la fortuna
ARSACEQuanto a noi promise amor?
ARSACEPiù felice in mezzo ai boschi
ARSACEAl tuo fianco, oh Dio! vivrei:
ARSACENel tuo core io regno avrei,
ARSACETu l'avresti nel mio cor.
ARSACEQual lieto suono!...
SYSTEMSCENA SETTIMA
I pastori che si erano dispersi entrano di
nuovo in iscena.
ARSACEAh!, son pastori...! Oh! voi
ARSACEFortunate famiglie! almen son puri
ARSACEFra questi ameni chiostri
ARSACECome l'onda tranquilla i giorni vostri!
(Al vedere un guerriero i pastori restano
sbigottiti; Arsace di un cenno li rassicura).
UN PASTOREAh! che vedo?
UN PASTOREUn guerriero! O che tu in questo
UN PASTORESolingo albergo arrivi, e mostri in volto
UN PASTORESembianze di pietà , quali novelle
UN PASTORERechi a noi di Palmira?
ARSACEInfauste nove...
ARSACETutto è perduto
UN PASTOREE Arsace?
ARSACEO buon pastore!
ARSACENon chiedermi di lui...
UN PASTORETu gemi... Oh! parla...
avvicinandosi ad Arsace, e ravvisandolo
UN PASTOREDimmi... che miro?... qual aspetto... Dio!
UN PASTOREDi quella voce il suono...
UN PASTOREAh! prence...
ARSACENon t'inganni. Arsace io sono,
ARSACESì, vinto e fuggitivo
ARSACEVedi di Persia il prence...
UN PASTOREA piedi tuoi
UN PASTORECi prostriamo, signor.
TUTTI I PASTORIResta fra noi.
ARSACENo! non posso al mio tesoro
ARSACESacri sono i giorni miei,
ARSACEE ch'io spiri appresso a lei
ARSACEVuole amore, il vuole onor.
SYSTEMSCENA OTTAVA
Oraspe con gran numero di Palmireni e
Persiani.
ARSACEORASPE e GUERRIERI
ARSACEVieni, o prence: è già compita
ARSACEDi Palmira la rovina:
ARSACECadde, oh Dio!, la tua Regina
ARSACEIn poter del vincitor.
ARSACEAh! che sento... ahimè, che pena!
ARSACEAh! si corra... o cor, costanza!
ARSACEPerché darmi, o ciel, speranza,
ARSACEE piombarmi in nuovo orror!
PASTORIResta, o prence: ah contro il fato
PASTORINon ha forza uman valor.
PASTORIORASPE e GUERRIERI
PASTORIVinceremo e Roma e il fato
PASTORISe ci guida il tuo valor.
ARSACENon lasciarmi in tal momento,
ARSACEBel pensier di gloria e amor.
ARSACESe mi segui nel cimento
ARSACELieta è l'alma e balza il cor.
Volgendosi ai guerrieri
ARSACEA seguitarmi in campo
ARSACEOgnuno di voi si appresti:
ARSACEAbbia Palmira scampo,
ARSACESalva Zenobia resti,
ARSACEE forse l'Asia intera
ARSACESi tolga a Roma ancor.
PASTORIAh! se ritorni in campo
PASTORIForse non hai più scampo,
PASTORIE con Zenobia perdi
PASTORII tuoi bei giorni ancor.
PASTORIARSACE e GUERRIERI
PASTORIAh! sì, ci guida in campo,
PASTORITrovi Zenobia scampo,
PASTORIE colla patria resti
PASTORILibera l'Asia ancor.
(Arsace parte con Oraspe e col seguito; i
pastori si ritirano e si disperdono).
Atrio della reggia abitata dal vincitore.
SYSTEMSCENA NONA
Aureliano e Publia.
PUBLIALa sicurezza tua, perdona Augusto,
PUBLIAEsser potria fatale. È manifesto
PUBLIAAl popol tutto omai,
PUBLIAChe Arsace i vinti aduna, e tu nol sai!
AURELIANOGl'aduni pur; che fia perciò? qual ponno
AURELIANOForza opporre al destin le genti dome?
PUBLIAMolta, o signore: il lor coraggio.
AURELIANOE come?
AURELIANONon fugge Arsace! oh! fugga pur: mi basta,
AURELIANOChe a me resti Zenobia. Io l'amo, o Publia,
AURELIANOE se consente amarmi,
AURELIANOIl braccio punitor fia che disarmi.
PUBLIAMa non vedesti? ella t'aborre, e solo,
PUBLIABenché misero, adora
PUBLIADi Persia il prence. Ah, sai che in nobil petto
PUBLIALa fiamma che l'accende eterna dura,
PUBLIAAnzi s'accresce amor colla sventura.
PUBLIAEcco Zenobia...
AURELIANOSu quel cor si tenti
AURELIANOL'ultimo sforzo.
SYSTEMSCENA DECIMA
Zenobia, indi Licinio, e detti.
AURELIANOE tuo, Zenobia, ancora
AURELIANOQuesto trono, se vuoi; placati, e meco
AURELIANOA regnar sulla terra...
LICINIOPiomba Arsace, signor, a nuova guerra.
ad Aureliano
PUBLIA(Non tel dicea?)
AURELIANO(Che sento!)
Io spero ancora.
AURELIANOSenza frappor dimora
AURELIANOVa', Licinio, a punir la nuova offesa.
LICINIOArdua è, signor, l'impresa:
LICINIODe' fuggitivi Persi
LICINIOAdunò le falangi, e forti schiere
LICINIOS'accompagnar per via. Come torrente
LICINIOChe soverchia la sponda,
LICINIOUrta i Romani e la cittade inonda.
PUBLIA(Oh periglio!)
AURELIANO(Oh furor!)
ZENOBIA(Oh gioia!)
LICINIOAvanti
LICINIOIl popolo gli corre, e freme, e seco
LICINIOArmato entra in Palmira; all'improvviso
LICINIOColte le tue legioni, oppor difesa
LICINIOTentaro invan, volte ne andaro in fuga.
LICINIOEstremo è il danno, e il braccio tuo richiede.
AURELIANOCorrasi... Io fremo... A me rapirti ei crede?
AURELIANOFuggia quel vile! bramerà ben tosto
AURELIANOChe al mio furor nascosto
AURELIANOL'avessero per sempre
AURELIANOI libici deserti... Oh! qual gli appresto
AURELIANOSupplizio atroce!... Ultimo oltraggio è questo.
AURELIANOPiù non vedrà quel perfido
AURELIANODel nuovo giorno i rai:
AURELIANOAltro che il freddo cenere,
AURELIANOBarbara, non avrai
AURELIANOIl tuo dolor da pascere,
AURELIANOIl tuo fatale amor.
(Zenobia rimane spaventata; Aureliano la
guarda, e comincia ad intenerirsi).
AURELIANOMa tu piangi! ah! si, lo vedo,
AURELIANODi placarmi hai tempo ancor.
AURELIANOI suoi giorni a te concedo
AURELIANOSe mi doni il tuo bel cor.
(Odesi gran tumulto di dentro e voci che
confusamente gridano).
COROArrestate... olà ... vendetta...
COROChe spavento!... che timor!
COROPUBLIA e LICINIO
COROSenti... Augusto... va'... ti affretta;
COROForse Arsace è vincitor.
AURELIANOSì, vendetta! assai d'inciampo
AURELIANOFu l'indegna al mio valor...
AURELIANOTrema... attendi... smanio, avvampo,
AURELIANOMille furie io sento in cor.
(Parte minaccioso con Licinio).
SYSTEMSCENA UNDICESIMA
Publia e Zenobia.
PUBLIAVedesti? oh come irato
SYSTEMParte Aurelian da noi; per te pavento,
PUBLIAE tremo per Arsace.
ZENOBIAAvvi nel Cielo
ZENOBIAUn Nume, che combatte
ZENOBIADegl'oppressi a favor contro Aureliano.
PUBLIANume non v'ha contro il destin romano.
PUBLIAMa!... s'appressa alla reggia
PUBLIAD'armi fragor.
ZENOBIASuono guerrier s'ascolta...
ZENOBIANon tradirmi una volta
ZENOBIAOh speranza fallace!
PUBLIACorrasi; ah! forse è già vicino Arsace.
(Parte).
SYSTEMSCENA DODICESIMA
Zenobia, indi Oraspe.
ZENOBIAGià manca il dì: Numi, che imploro, ah! fate
ZENOBIAChe quest'orribil notte
ZENOBIAL'ultima sia de' mali miei... più presso
ZENOBIAIl tumulto si fa... che stato è il mio!...
ZENOBIAChe orror!... ma... veggo, oh Dio!
ZENOBIASbigottiti fuggir veggo i custodi...
ZENOBIAUn guerrier s'avvicina...
ORASPEAh! ti ritrovo, o mia regina!...
ORASPEFuggi, vien via con me.
ZENOBIADimmi... d'Arsace
ZENOBIAChe fu?
ORASPECombatte ancor, mala vittoria
ORASPECerca invano afferrar; io disperato
ORASPEInfino a te la via m'apersi; ah vieni...
ORASPEPria che tutto si perda, i giorni tuoi
ORASPESalva, e ti serba a miglior fato.
ZENOBIAOh pena!
ORASPET'affretta...
ZENOBIAOve fuggir?... mi reggo appena.
Luogo remoto presso la reggia. Notte con
luna.
SYSTEMSCENA TREDICESIMA
Arsace, indi Zenobia ed Oraspe.
ARSACEInutil ferro!... che fai meco?... Io sono
ARSACEUn'altra volta fuggitivo e vinto.
ARSACEOh Zenobia, per te! - Notte funesta,
ARSACEAddensa i veli tuoi: lume di giorno
ARSACEMai più risplenda alla mia trista vita,
ARSACESe Zenobia è per sempre a me rapita.
ARSACEAlcun si appressa... Ah! fui scoperto...
(si ritira in disparte).
(Esce Zenobia con Oraspe).
ORASPEAl mio
ORASPEBraccio ti reggi.
ZENOBIAOve mi guidi?
ZENOBIAORASPE In salvo,
ZENOBIASe lo concede il Ciel.
ZENOBIATremante e incerta
ZENOBIAFra quest'ombre m'aggiro.
ARSACEQual voce il cor mi scosse!
appressandosi
ZENOBIAAh! qual sospiro!
ARSACEZenobia!
ZENOBIAArsace!
ARSACEÈ dessa...
(correndo a lei con gioia).
ZENOBIAOh! gioia!
(Intanto Oraspe si aggira in fondo alla
scena come per esplorare e si perde).
ARSACEAlfine
ARSACETi stringo a questo petto.
ZENOBIAPur ti abbraccio una volta, o mio diletto.
ZENOBIAMille sospiri e lagrime
ZENOBIAConforta un sol contento.
ZENOBIAPer così bel momento
ZENOBIASi può soffrire ancor.
ARSACECari mi sono i gemiti
ARSACESparsi da te, lontano.
ARSACEAh! che non piansi invano,
ARSACESe a te mi rende amor.
ZENOBIADolce notte!
ARSACEAmiche tenebre!
ZENOBIASempre insieme!
ARSACEUniti ognor!
ARSACESe la tua bella immagine
ARSACESfidar mi fe' la sorte,
ARSACEIo sfiderò la morte
ARSACEOr che ti stringo al cor.
(Si sente strepito d'armi. I due amanti
corrono ansiosi a vedere e ritornano).
ZENOBIAGiunge Augusto...
ARSACEUn'altra via...
(per avviarsi alla sinistra).
ZENOBIAVien Licinio...
disperato
ARSACEIl brando ho ancora...
(raccogliendo la spada).
ZENOBIAAh! che fai?
ARSACEMorire in pria...
ZENOBIATeco io moro...
per ferirla
ARSACEEbben, si mora...
ARSACEAh! che tento!... ora funesta!
(allontanandosi precipitoso).
ZENOBIAVibra il colpo.
per ferirsi
ARSACEIo solo...
(Aureliano e Licinio sopravvengono
se guiti da numeroso drappello con faci.
Arsace è trattenuto).
SYSTEMSCENA QUATTORDICESIMA
Aureliano e detti.
AURELIANOArresta.
AURELIANOSi disarmi il traditor.
(Arsace è disarmato).
AURELIANOPoca pena, indegni, è morte:
AURELIANOVoi vivrete in pianto amaro:
AURELIANODel rossor che vi preparo
AURELIANOSarà il Tebro spettator.
ZENOBIAPer pietà ...
AURELIANOPietà non sento.
ARSACEMorte io voglio...
AURELIANONo: vivrai.
ARSACEL'onta mia tu non vedrai.
ZENOBIANon godrai del mio rossor.
AURELIANOAh! perché mai quell'anime
AURELIANONate non sono in Roma!
AURELIANOCori sì grandi e intrepidi
AURELIANOInvidio all'Asia doma,
AURELIANOE mille ignoti palpiti
AURELIANOCalmano il mio rigor.
AURELIANOZENOBIA e ARSACE
AURELIANOVivi: saran nostr'anime
AURELIANOEsempio al mondo e a Roma;
AURELIANOTutto non resta al barbaro
AURELIANOL'onor dell'Asia doma,
AURELIANOQuando il mio cor non palpita,
AURELIANOQuando non hai timor.
AURELIANOEntro carcere distinto...
AURELIANOLi traete, o fidi miei.
ARSACEInfierir tu sai nel vinto,
ARSACESei Romano...
ZENOBIAE Augusto sei.
AURELIANOAlme audaci!
a Zenobia
AURELIANOParti,
ad Arsace
AURELIANOVa'.
AURELIANOZENOBIA e ARSACE
AURELIANOIo parto... (oh dolore!)
AURELIANOM'abbraccia, mio bene.
AURELIANODeh! scemi l'orrore
AURELIANODi nostre catene,
AURELIANOL'amor, che seguace
AURELIANOD'entrambi sarà ...
AURELIANO(Il pianto s'asconda,
AURELIANOChe il seno m'innonda,
AURELIANOChe freno non ha.)
AURELIANO(Cotanto valore
AURELIANOSorpreso mi tiene.)
AURELIANOAggravi l'orrore
AURELIANODi vostre catene
AURELIANOL'idea che la pace
AURELIANOGiammai vi unirà ...
AURELIANO(La nova s'asconda,
AURELIANOChe il seno m'innonda
AURELIANOIngiusta pietà .)
(Partono).
Atrio come sopra.
SYSTEMSCENA QUINDICESIMA
Publia sola.
PUBLIAÈ deciso il destino
PUBLIADi Zenobia e dell'Asia. Oh! Arsace! o caro
PUBLIAE sventurato Arsace!
PUBLIAQuanto ti costa il tuo funesto amore!
PUBLIAZenobia il tuo bel core
PUBLIAA me rapisce, a te la vita invola...
PUBLIAPosso salvarti io sola,
PUBLIAE salvarti vogl'io
PUBLIACol sacrificio d'ogni affetto mio.
PUBLIANon mi lagno che il mio bene
PUBLIADoni ad altra Amor tiranno;
PUBLIAMa soffrir non so l'affanno
PUBLIADi vederlo, oh Dio! spirar.
PUBLIAGoda pur di quella pace
PUBLIAChe godere a me non lice;
PUBLIAPur che viva e sia felice
PUBLIASaprò tutto sopportar.
SYSTEMSCENA SEDICESIMA
Aureliano con gran seguito, Publia che
ritorna, indi Licinio.
AURELIANO(Scacciar mi è forza alfine
AURELIANOQuesto malnato amor... Solo si ascolti
AURELIANOL'offesa maestà : della superba
AURELIANOSi abbassi omai l'orgoglio,
AURELIANOMi segua con Arsace al Campidoglio.)
PUBLIA(Coraggio, o cor; è necessario il passo,
PUBLIASe lo comanda amor.)
PUBLIAA' piedi tuoi Vedi Augusto...
(per inginocchiarsi).
trattenendola
AURELIANOChe fai? Publia! Che vuoi?
PUBLIALa tua clemenza imploro;
PUBLIADi Persia il prence adoro
PUBLIASenza speranza io pur; ma non poss'io
PUBLIASoffrir che il tuo rigore
PUBLIAMorte e infamia gli appresti. Al mondo e a lui
PUBLIASommo di tua virtute esempio dona,
PUBLIAOgni oltraggio ti scorda, e gli perdona.
LICINIOTutti, o Signore, di Palmira i Grandi
LICINIOSul destino tremanti
LICINIODella vinta città , vengon pietade
LICINIOAd implorar da te.
PUBLIAPlacati, Augusto...
PUBLIATu non rispondi!... e che ti costa mai
PUBLIAUn atto di virtù, perché i miei voti
PUBLIAE d'un popolo intiero il pianto sdegni?
AURELIANOSon quegli audaci di perdono indegni.
SYSTEMSCENA ULTIMA
Escono i Grandi del regno: addolorati e
supplichevoli si prostrano ad Aureliano, indi
Arsace, Zenobia ed Oraspe fra le guardie.
GRANDINel tuo core unita sia
GRANDILa clemenza col valor!
GRANDISiam tuoi figli. Augusto, oblìa
GRANDIChe sei nostro vincitor.
alle guardie, che partono
AURELIANOI prigionieri a me.
GRANDI(Che mai risolve?)
PUBLIA(Che mi lice sperar?)
AURELIANO(Onta non faccia
AURELIANOUn estremo rigore al nome mio.
AURELIANODegna vendetta è un generoso oblìo.)
(Escono Arsace, Zenobia ed Oraspe).
AURELIANOMirate; ognun per voi perdono implora:
AURELIANOE d'ottenerlo ancora
AURELIANOSpeme vi resta. Eterna fede a Roma
AURELIANOIn faccia al vinto e al vincitor giurate;
AURELIANOLiberi siete, ed a regnar tornate.
ZENOBIA(Oh generoso!)
ARSACE(Oh grande!)
PUBLIA(Oh magnanimo eroe!)
ZENOBIAVincesti. A Roma
ZENOBIAGiuro salda amistà .
ARSACEGiuro in tua mano
ARSACEPace al Tebro e tributo ad Aureliano.
AURELIANOCopra un eterno obblìo
AURELIANOOgni passato errore:
AURELIANOVi stringa a noi l'amore,
AURELIANOChe le vostr'alme unì.
TUTTIe ORASPE
TUTTITorni sereno a splendere
TUTTIAll'Asia afflitta il dì.
ZENOBIAIl giuramento mio
ZENOBIAPorterò sempre in core;
ZENOBIALo custodisca amore,
ZENOBIAChe le nostr'alme unì.
TUTTITorni sereno a splendere
TUTTIAll'Asia afflitta il dì.
ARSACEAmico a te son io,
ARSACESarò Romano in core:
ARSACESerbi il gran voto amore,
ARSACEChe le nostr'alme unì.
TUTTITorni sereno a splendere
TUTTIAll'Asia afflitta il dì.
SYSTEMF I N E