L' Occasione fa il ladro
Rossini, Gioachino
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L' Occasione fa il ladro Libretto
OSSIA IL CAMBIO DELLA VALIGIABurletta per musica in un atto di Luigi Prividali, musica di Gioacchino Rossini
Prima Assoluta il 24.11.1812 Teatro San Moisè, Venezia
PERSONAGGIDon Eusebio, zio di, Tenore
PERSONAGGIBerenice, sposa del, Soprano
PERSONAGGIConte Alberto, Tenore
PERSONAGGIDon Parmenione, Buffo
PERSONAGGIErnestina, Mezzosoprano
PERSONAGGIMartino, Buffo
PERSONAGGICamerieri di locanda che non parlano
PERSONAGGIServi di Don Eusebio "
PERSONAGGILa scena si finge in Napoli e nei suoi contorni.
SYSTEMATTO UNICO
Sala di un albergo di campagna, che
introduce in diverse stanze numerate.
Notte oscura e tempestosa.
SYSTEMSCENA PRIMA
Don Parmenione, che mangia e beve ad una
tavola rusticamente imbandita e rischiarata
da un lucerniere; Martino seduto in disparte,
che approfitta dei di lui avanzi, malgrado lo
spavento che soffre al fragore dei tuoni ed al
chiaror dei lampi.
PARMENIONEFrema in cielo il nembo irato,
PARMENIONEScoppi il tuono e fischi il vento;
PARMENIONEChe qui placido e contento
PARMENIONEIo mi voglio ristorar.
PARMENIONEQuanto è dolce il mar turbato
PARMENIONEDalle sponde il contemplar!
(Tuono).
si spaventa
MARTINOAh saette maledette,
MARTINODeh lasciatemi mangiar!
PARMENIONECos'è stato?
MARTINOEh niente, niente.
PARMENIONEMa tu tremi.
MARTINOAh! Non signore.
PARMENIONETieni, e mangia allegramente.
MARTINOTante grazie...
(Tuono).
MARTINOOimè, che orrore!
(Lascia cadere il piatto ricevuto dal
padrone e vuol fuggire).
PARMENIONESenti, olà !
si ferma
MARTINOChe comandate?
PARMENIONEDove vai?
MARTINONon m'arrestate.
PARMENIONEScaccia, bestia, il tuo timore.
MARTINONon vi posso contentar.
PARMENIONECosa fai là sciocco in piè?
PARMENIONESiedi qui vicino a me.
PARMENIONESe anche vedi il ciel cascar,
PARMENIONEMangia, bevi e non badar.
MARTINOVoi morir mi fate affé,
MARTINOO seduto, o stando in piè.
MARTINOPar che debba il ciel cascar.
MARTINOCome posso non tremar?
(Don Parmenione sforza il suo servo a sedere
vicino a lui, facendolo tacere e mangiare
per quanto è possibile, tranquillamente).
SYSTEMSCENA SECONDA
Il Conte Alberto, accompagnato da un
domestico, il quale, dopo aver gettato la
valigia del padrone a canto a quella di Don
Parmenione si addormenta sopra una panca,
e detti.
ALBERTOIl tuo rigore insano
ALBERTOFiero destin, sospendi:
ALBERTOQuel Dio d'amore offendi,
ALBERTOChe scorta mia si fa.
ALBERTOTu gli elementi invano
ALBERTOA dà nno mio fomenti;
ALBERTODi te, degli elementi
ALBERTOAmor trionferà .
(Tuono e lampo).
MARTINOMisericordia!... Aiuto!
(cade con la sedia).
ALBERTOChi è là ?
PARMENIONESiam noi.
ALBERTOChi siete?
PARMENIONEDal tempo trattenuto
PARMENIONEQui un forestier vedete.
ALBERTOE la cagion medesima
ALBERTOMe pur condotto ha qua.
MARTINOE chi sa quando il diavolo
MARTINODa qui ci porterà !
PARMENIONEDunque facciamo un brindisi
PARMENIONECon questo vin perfetto.
ALBERTOL'amico invito accetto
ALBERTODi vostra urbanità .
(Stando in piedi empiono i bicchieri mentre
timoroso Martino sta in disparte
osservandoli
ALBERTOPARMENIONE e ALBERTO
ALBERTOViva Bacco, il Dio del vino,
ALBERTOViva il sesso femminino!
ALBERTOChe al piacer ogni alma desta,
ALBERTOChe fa i cori giubilar;
ALBERTOE anche in mezzo alla tempesta
ALBERTOSa i perigli disprezzar.
MARTINOChe terribile destino
MARTINOA tal pazzi star vicino!
MARTINORiscaldata han già la testa
MARTINONon san più cos'han da far;
MARTINOMa già un fulmine la festa
MARTINOViene or ora a terminar.
(Toccano i bicchieri e li vuotano,
poi si rimettono a sedere).
ALBERTOGrato conforto è l'incontrar per viaggio
ALBERTOUn passaggier cortese!
PARMENIONEIl fortunato
PARMENIONEIn caso tal son io.
ALBERTOBene obligato.
ALBERTOSe v'aggrada, possiamo
ALBERTOA Napoli recarci in compagnia.
PARMENIONEQuella, signor, non è la strada mia.
MARTINOCome!
PARMENIONEA che c'entri tu?
ALBERTOMe ne dispiace;
ALBERTOPerché in paese ignoto
ALBERTOFra tanta oscurità può facilmente
ALBERTOL'un per l'altro cammin prendere il fallo,
ALBERTOChi solo, come me, viaggia a cavallo.
PARMENIONEEsser deve l'affar di gran premura,
PARMENIONEChe a Napoli vi chiama.
ALBERTOUn matrimonio.
PARMENIONEBravo!
ALBERTOCerto.
PARMENIONELa sposa
PARMENIONEVoi conoscete?
ALBERTOOibò. Molto impaziente
ALBERTOSono anzi di vederla, e giacché parmi
ALBERTOChe la tempesta omai sia per finire,
ALBERTOCon vostra permission voglio partire.
PARMENIONECome v'aggrada.
MARTINOE noi?
PARMENIONETaci.
ALBERTOSu presto
ALBERTOLa valigia riprendi, andiam, che ho fretta.
ALBERTOVi ringrazio di nuovo, e vi saluto.
PARMENIONEMille felicità .
ALBERTOMolto tenuto.
(Alberto scuote il suo servo, che, non ben
desto ancora, prende senza avvedersi la
valigia dell'altro forestiero per quella del suo
padrone, e lentamente con lui s'allontana).
SYSTEMSCENA TERZA
Parmenione, Martino.
MARTINOE noi qui che facciam?
PARMENIONENoi partiremo.
MARTINOPer Napoli?
PARMENIONESi sa.
MARTINOMa perché dire
MARTINODi non volerci andar, perché con l'altro
MARTINOUniti non ci siam?
PARMENIONEPerché non voglio
PARMENIONEFar sapere ad ognuno i fatti miei.
PARMENIONEPerché soffrir non posso,
PARMENIONED'andar con chi può farmi i conti addosso.
MARTINOSarà bene così.
PARMENIONEPaghiamo il conto,
PARMENIONEE poi si vada.
(Va per aprire la valigia dove tiene il denaro).
MARTINOA meraviglia.
PARMENIONEOh bella!
(Si sforza inutilmente d'aprirla valigia).
MARTINOCos'è?
PARMENIONEPer tua indolenza il forestiere
PARMENIONECon la valigia sua cambiò la mia.
MARTINOCredo che un mal per voi questo non sia.
PARMENIONEChe dici?
MARTINOEh c'intendiam.
PARMENIONEPresto, va'...
MARTINODove?
PARMENIONELe mie carte il denaro... il passaporto...
PARMENIONECorri...
MARTINOMa dove mai?
PARMENIONECorri a cercarlo.
MARTINONel suo galoppo, al buio ove trovarlo?
PARMENIONEMa intanto?
MARTINOIntanto approfittar bisogna
MARTINODel favor della sorte.
PARMENIONEE vuoi?...
PARMENIONEMARTINO Lasciate
PARMENIONECh'ei sia l'indagator di tal scoperta.
PARMENIONECosa fai?
MARTINOCosa faccio?
(Spezza il lucchetto, strappa la catena
ed apre la valigia).
MARTINOEccola aperta.
PARMENIONEOh che ribaldo!
MARTINOZitto: ecco una borsa.
PARMENIONELascia star.
MARTINOQuante gioie! Oh, oh! un ritratto.
PARMENIONEMostralo.
MARTINOChe vi par?
PARMENIONEChe bella cosa!
MARTINOChe diavolo sarà ?
PARMENIONEQuest'è la sposa.
MARTINOBuono! Qui c'è un grand'abito da gala.
PARMENIONEOh, che vaga e gentil fisionomia!
MARTINOChe fina biancheria!
PARMENIONEM'incanta.
MARTINOUn passaporto.
PARMENIONEUn passaporto.
(Lo prende).
MARTINOCerto: e molte cambiali.
MARTINOIo ve l'ho detto,
MARTINOChe non vi pentirete.
PARMENIONEOh che bel colpo!
PARMENIONEPiù resister non posso.
MARTINOEbben?...
PARMENIONESi faccia.
MARTINOCome!
PARMENIONERiponi presto entro ogni cosa.
PARMENIONEMARTINO E volete?..
PARMENIONEPer me voglio la sposa.
PARMENIONEChe sorte, che accidente,
PARMENIONEChe sbaglio fortunato!
PARMENIONEAmor mi vuol beato,
PARMENIONEEd io ringrazio amor.
PARMENIONEMartino, allegramente!
PARMENIONEAndiamo a farci onor.
MARTINOMa come?...
PARMENIONEChe scioccone!
PARMENIONENon sai capir?
MARTINOChe cosa?
PARMENIONEOsserva che boccone,
PARMENIONEChe pasta deliziosa
PARMENIONEConsidera il mio cor.
MARTINOPiuttosto d'un bastone
MARTINOVi toccherà il favor.
PARMENIONEChe bestia, che buffone,
PARMENIONEChe ignobile timor!
PARMENIONED'arrogarsi un nome finto
PARMENIONEVeramente il passo è ardito,
PARMENIONEE può mettermi in procinto
PARMENIONEDi mangiare il pan pentito;
PARMENIONEMa se l'oro all'altro io rendo,
PARMENIONESe rinunzio a ogn'altro effetto,
PARMENIONEL'interesse non offendo,
PARMENIONENon pregiudico l'onor.
PARMENIONEE poi questo bel visetto
PARMENIONEFa scusabile ogni error.
MARTINOEbben Don Parmenione?...
PARMENIONEIo sono il Conte Alberto.
MARTINOAlberto voi?
PARMENIONESi certo
PARMENIONEÈ questo il passaporto,
PARMENIONEChe mi conduce in porto;
PARMENIONEE' questo il gran ricapito,
PARMENIONEChe ha sottoscritto amor.
MARTINOMa per pietà ...
PARMENIONEFiniscila:
PARMENIONENon odo i tuoi consigli,
PARMENIONENon curo più perigli:
PARMENIONEAmore bricconcello,
PARMENIONEM'ha colto nel cervello;
PARMENIONEE questa cara immagine
PARMENIONEMi pizzica, mi stuzzica,
PARMENIONEIn petto mi fa crescere
PARMENIONEDall'allegrezza il cor.
(Martino ripone tutti gli effetti nella valigia e,
portandola seco, segue il padrone, che pieno
d'entusiasmo lo ha preceduto).
PARMENIONEGrand'atrio terreno in casa della Marchesa
PARMENIONEelegantemente addobbato con ampio verone
PARMENIONEdi prospetto che mette nel giardino e con
PARMENIONEvarie porte laterali che introducono ai
PARMENIONErispettivi loro appartamenti.
SYSTEMSCENA QUARTA
Don Eusebio, Ernestina, servi.
EUSEBIONon lo permetto.
ERNESTINAIl mio dover...
EUSEBIOScusate:
EUSEBIODell'urbano trattar so la maniera.
ERNESTINAMa in questa casa io son per cameriera.
EUSEBIOIl caso vostro esige
EUSEBIORispetto e compassione, e mia nipote
EUSEBIOSua compagna vi chiama, e non sua serva.
ERNESTINASo che molta bontà per me conserva,
ERNESTINAMa in circostanze tali...
EUSEBIOÈ ver, si tratta
EUSEBIOD'un sposalizio in grande;
EUSEBIOE lo sposo da noi splendidamente
EUSEBIOOggi si accoglierà .
ERNESTINADunque...
EUSEBIOPer questo
EUSEBIOIn uffizi servili il vostro grado
EUSEBIONon dovete abbassar; ché se vi piace
EUSEBIOManifestar per noi qualche premura,
EUSEBIOAgli altri il comandar sia vostra cura.
ERNESTINAEbben, permetterete?...
EUSEBIOAnzi: a voi, presto
EUSEBIOAttenti i cenni suoi tutti ascoltate.
EUSEBIOE quanto essa dirà , fate e disfate.
(Via).
ERNESTINAEppur del mio destino
ERNESTINANon mi posso lagnar, se in mezzo a tante
ERNESTINAMie sciagure infinite...
ERNESTINABasta, non ci pensiam: voi mi seguite.
(Parte con i servi).
SYSTEMSCENA QUINTA
Berenice, indi Ernestina, e detta.
BERENICEVicino è il momento
BERENICEChe sposa sarò.
BERENICEEppure contento
BERENICEIl core non ho.
BERENICEIl solito ardire
BERENICENon trovo più in me,
BERENICEMi sento languire,
BERENICENé intendo perché.
BERENICEMa dal timore oppressa
BERENICELa mia ragion non resti:
BERENICEArbitra di se stessa
BERENICEL'anima mia si desti;
BERENICEE ceda solo ai palpiti
BERENICED'un corrisposto amor.
BERENICESposarsi ad un che non s'è mai veduto,
BERENICESenza saper se brutto o bello ei sia,
BERENICEMi sembra una pazzia;
BERENICEMa un certo non so che se in lui non trovo,
BERENICEChe col mio modo di pensar combina...
BERENICEOh, te appunto io volea, cara Ernestina!
ERNESTINAComandate.
BERENICEIo per te non ho comandi.
ERNESTINAMa almen...
BERENICEGià sai che al figlio d'un suo amico
BERENICEIl mio buon genitor pria di morire
BERENICEDestinò la mia man.
ERNESTINALo intesi a dire.
BERENICEE sai che dopo i viaggi suoi lontani
BERENICEQuesto sposo a me ignoto
BERENICEOggi qui giungerà ?
ERNESTINACiò pur m'è noto.
BERENICENell'incertezza ch'ei mi piaccia, e ch'io
BERENICEA lui possa piacer, mia dolce amica,
BERENICEHo bisogno di te.
ERNESTINAParlate.
BERENICEIo voglio
BERENICECambiar teco di nome.
ERNESTINAIn qual maniera?
BERENICEDiventando tu sposa, io cameriera.
ERNESTINAChe dirà vostro zio?
BERENICECon noi d'accordo
BERENICESeconderà il progetto.
ERNESTINAE qual motivo
ERNESTINAV'induce?
BERENICEE che, non lo conosci ancora?
BERENICEDi noi due vo' scoprir chi l'innamora.
ERNESTINAPensate...
BERENICEHo già pensato.
ERNESTINAUn tal pretesto...
BERENICETu pensa a compiacermi, io penso al resto.
SYSTEMSCENA SESTA
Parmenione in abito da gala e Martino.
PARMENIONEEccomi al gran cimento.
MARTINOAiuto!
PARMENIONECosa fai?
MARTINOTremo all'aspetto
MARTINODella tempesta, che per noi s'imbruna.
PARMENIONEEh, bisogna arrischiar, per far fortuna.
MARTINOMa se...
PARMENIONETaci, ubbidisci, e fa' che ognuno
PARMENIONESia dell'arrivo tuo tosto informato.
MARTINOGià non guarisce mai chi pazzo è nato.
(Via).
PARMENIONEL'unico dubbio mio sta nel sapere
PARMENIONESe sono il preceduto o il precedente;
PARMENIONEMa d'ogni inconveniente
PARMENIONEMi trarran questi fogli: e giacché a tutto
PARMENIONESon pronto a rinunziar, fuorché alla Sposa,
PARMENIONENon sarà il fallo mio poi sì gran cosa.
PARMENIONEChi mai s'avanza? È dessa... oh che portento!
PARMENIONEFatti onor Parmenione, il primo omaggio
PARMENIONESi vada a tributarle.
SYSTEMSCENA SETTIMA
Ernestina e Parmenione.
ERNESTINA(Alma coraggio!)
PARMENIONEQuel gentil, quel vago oggetto,
PARMENIONEChe a voi sposo il ciel destina,
PARMENIONETutto foco s'avvicina
PARMENIONEAlla cara sua metà .
ERNESTINAIo m'inchino con rispetto
ERNESTINAAlla vostra civiltà .
Non s'accorda col ritratto.
È bizzarro, ma grazioso.
PARMENIONE(Eh non serve! il colpo è fatto.)
S'egli fosse almen mio sposo.
ERNESTINAERNESTINA e PARMENIONE
ERNESTINA(Ma non parla?... Cosa fa?...)
PARMENIONEMarchesina!
ERNESTINAMio Contino.
PARMENIONEIo son qui.
ERNESTINAQui sono anch'io.
PARMENIONEPosso?...
ERNESTINAAndiamo da mio zio,
ERNESTINAChe al vedervi esulterà .
PARMENIONECon voi sono, a voi m'arrendo
PARMENIONELucidissima mia stella!
PARMENIONEQual s'arrende il pulcinella
PARMENIONEA chi muovere lo fa.
ERNESTINA(Più lo guardo, più m'accendo
ERNESTINAA quel garbo, a tanto brio.)
ERNESTINAAndiam presto da mio zio,
ERNESTINAChe al vedervi esulterà .
(Via).
SYSTEMSCENA OTTAVA
Alberto e Berenice da parti opposte
incontrandosi.
ALBERTOSe non m'inganna il core
ALBERTOCoi palpiti ch'io provo,
ALBERTOQuella beltà in voi trovo,
ALBERTOChe sposa mia sarà .
BERENICEDegna d'un tanto onore
BERENICENo, mio signor, non sono,
BERENICEAltra l'illustre dono Di
BERENICEvostra man godrà .
ALBERTOCome?...
BERENICEVi ho detto il vero.
ALBERTODunque?...
BERENICEIn error voi siete.
ALBERTOMa voi?...
BERENICENon conta un zero.
ALBERTOLa sposa mia?...
BERENICEVedrete
ALBERTOMi sembra un impossibile.
BERENICEVero vi sembrerà .
ALBERTOOh sventurato errore,
ALBERTOOh perdita affannosa!
ALBERTOPerché non è mia sposa
ALBERTOQuesta gentil beltà ?
BERENICEOh generoso amore,
BERENICEOh mio destin beato!
BERENICESposo di lui più grato
BERENICEL'alma brama non sa.
SYSTEMSCENA NONA
Don Eusebio e detti, indi Don Parmenione
con Ernestina.
EUSEBIODov'è questo sposo?
BERENICEÈ qui per l'appunto.
EUSEBIOOh siete alfin giunto!
ALBERTOVi son servitor.
PARMENIONEDov'è questo zio?
ERNESTINAÈ lì, nol vedete?
PARMENIONEOh alfin permettete...
EUSEBIOChi siete, signor?
PARMENIONEIo son Don Alberto
PARMENIONEOr vostro parente.
BERENICEVoi proprio?
PARMENIONESì certo.
ALBERTOEd io?...
PARMENIONENon so niente.
PARMENIONEBERENICE, ERNESTINA ed EUSEBIO
PARMENIONEChe strana sorpresa,
PARMENIONEChe caso inaudito!
PARMENIONEChi è il vero marito,
PARMENIONEChi è mai l'impostor?
PARMENIONEALBERTO e PARMENIONE
PARMENIONERavviso il rivale,
PARMENIONEConosco l'imbroglio;
PARMENIONEMa ardito esser voglio,
PARMENIONEQui vano è il timor.
EUSEBIOOrsù, spiegatevi.
EUSEBIOALBERTO e PARMENIONE
EUSEBIOCosa ho io da dire?
BERENICELegittimatevi.
ERNESTINAFate sentire...
ALBERTOIo son lo sposo.
PARMENIONEQuello son io.
EUSEBIOLe prove io voglio, perché son zio.
PARMENIONELe prove? Subito: eccole qua.
ALBERTOLe prove? Oh perfida temerità !
EUSEBIOTutto va in regola.
PARMENIONEMi son spiegato.
PARMENIONEBERENICE ed ERNESTINA
PARMENIONEVoi state mutolo.
ALBERTOSono ingannato.
PARMENIONENon gli credete, non gli badate;
PARMENIONEQueste son frottole male inventate,
PARMENIONECh'io son lo sposo provato è già .
EUSEBIODunque lasciateci in libertà .
ALBERTOLa mia valigia, gli effetti miei
ALBERTOPrima tu rendere, vile, mi dei,
ALBERTOE poi del resto si parlerà .
EUSEBIODunque lasciateci in libertà .
ALBERTOSpoglia quell'abito.
PARMENIONEMeglio parlate.
EUSEBIOQuesta è una cabala.
PARMENIONENon v'alterate.
EUSEBIOPosso
PARMENIONETacete.
ALBERTOVoglio
PARMENIONEFinite.
EUSEBIOSono
EUSEBIOPARMENIONE Cedete.
ALBERTOSento
PARMENIONEPartite.
PARMENIONEBERENICE ed ERNESTINA
PARMENIONEMa via calmatevi per carità .
TUTTIDi tanto equivoco, di tal disordine
TUTTINel cupo, orribile, confuso vortice
TUTTIUrta, precipita, s'avvolge, rotola,
TUTTIPerduto il cerebro per aria va.
TUTTIMa si dissimuli, che senza strepito
TUTTIGià tutto in seguito si scoprirà .
SYSTEMSCENA DECIMA
Martino, poi Don Eusebio.
MARTINONon so più cosa far.
MARTINOCauto m'impone
MARTINOIl timor del bastone
MARTINOD'evitar chi si sia; vuol l'appetito,
MARTINOChe ad incontrar qualche pagnotta io vada;
MARTINOOnde trovando, o non trovando alcuno,
MARTINOBastonato morir devo, o digiuno.
EUSEBIOVoi chi siete?
Ecco il caso.
EUSEBIOEbben?
MARTINOSignore!
MARTINOIo sono il servitore
EUSEBIODel forestiero?
MARTINOAppunto.
EUSEBIOE qui che fate?
MARTINOIo? Niente.
EUSEBIODunque andate.
MARTINOVorrei...
EUSEBIONon serve il replicar.
MARTINOMa almeno
EUSEBIOAndate dico.
MARTINOE dove?
EUSEBIOOh che insensato!
EUSEBIOIn cucina a mangiar.
Ripiglio fiato.
Via
SYSTEMSCENA UNDICESIMA
Ernestina indi Alberto.
ERNESTINAOh qual destino è il mio! Perdo un ingrato
ERNESTINAChe mi sedusse: a vagheggiarmi un nuovo
ERNESTINAAmante arriva, e questi...
ALBERTOOh alfin vi trovo!
ERNESTINAChe cercate, signor?
ALBERTORagione io cerco
ALBERTODell'insulto sofferto.
ERNESTINAE sostenete ancor?...
ALBERTOD'essere Alberto.
ERNESTINAIl vostro ardir.
ALBERTOÈ quell'ardir, che nasce
ALBERTODal vero onor. Da un impostor tradito,
ALBERTODall'apparenza condannato io sono;
ALBERTOMa il dritto mio, lo sbaglio vostro in breve
ALBERTORisarcito sarà .
ERNESTINAQualunque dritto
ERNESTINAMeco, signor, voi richiamate invano,
ERNESTINAChe vostra esser non può mai questa mano.
ALBERTOVoi pur dunque in mio danno
ALBERTOI torti vostri agli altrui torti unite?
ALBERTOSe un preventivo e fortunato affetto
ALBERTOOccupa il vostro cor, approvo e lodo
ALBERTOSì bella ingenuità , ma se v'induce
ALBERTOUn error tanto ingiusto ad insultarmi,
ALBERTOTrovar la via saprò di vendicarmi.
ALBERTOD'ogni più sacro impegno
ALBERTOSciolta pur sia la fede,
ALBERTOAmor da voi non chiede
ALBERTOChi amor per voi non ha.
ALBERTOPera, chi vuol costringere
ALBERTOD'un cor la libertà .
ALBERTOMa se un sospetto indegno
ALBERTODi soverchiarmi intende,
ALBERTOQuel generoso sdegno,
ALBERTOChe il mio decoro accende,
ALBERTODalla ragione armato,
ALBERTOUn vano ardir confondere,
ALBERTOE impallidir farà .
(Parte).
BERENICEQuei fermi accenti, quel sicuro aspetto
BERENICENel mirar, nel sentire,
BERENICEImpossibile par ch'abbia a mentire.
SYSTEMSCENA DODICESIMA
Berenice, indi Don Parmenione.
BERENICEPer conoscere l'inganno, un espediente
BERENICEChi m'insegna a trovar? Ho un gran sospetto,
BERENICEChe questo sposo un temerario sia,
BERENICEUn basso avventuriere;
BERENICEMa il vero come mai si può sapere?
Fino adesso va ben.
Voglio provarmi.
PARMENIONEOh! chi vedo?
inchinandosi
BERENICESignor!...
PARMENIONEBrava, ragazza:
PARMENIONETu mi piaci.
BERENICEDavver?
PARMENIONECerto: e se trovo
PARMENIONEIn te condotta, e abilità discreta,
PARMENIONEDella mia protezione
PARMENIONEForse ti onorerò.
BERENICE(Che mascalzone!)
PARMENIONECosa?
BERENICETroppo favore.
PARMENIONEIo già ho fissato.
PARMENIONEDopo il mio sposalizio
PARMENIONEDi tener varie donne al mio servizio;
PARMENIONEOnde...
BERENICEDopo?
PARMENIONESi sa.
BERENICEBadate bene
BERENICEA quel proverbio, che facendo il conto
BERENICESenza l'oste, talvolta
BERENICESi va a rischio di farlo un'altra volta.
PARMENIONEOlà ! Men confidenza: e se ti preme
PARMENIONEDi stare in questa casa,
PARMENIONEBada di non mi far mai la dottora,
PARMENIONEO ch'io...
BERENICESignor! Non siete sposo ancora.
PARMENIONESe no 'l son, lo sarò.
BERENICECi son dei dubbi.
PARMENIONEQuai dubbi?
BERENICEChe appianar prima dovete,
BERENICEE poi ci parlerem.
PARMENIONECome! In tal guisa
PARMENIONEUna vil serva in faccia mia favella,
PARMENIONEE non trema?
BERENICESbagliate: io non son quella.
PARMENIONEE chi sei dunque?
BERENICEIo sono un farfarello,
BERENICEChe girar fa 'l cervello.
BERENICEA chi non ha giudizio.
PARMENIONEOrsù! T'accheta,
PARMENIONELasciami.
BERENICEIo son…
PARMENIONEVia dillo, in tua malora.
PARMENIONEBERENICE Io sono...
PARMENIONEUna servaccia ardimentosa.
BERENICEOh! Tutt'altro, signore, io son
BERENICEla sposa.
PARMENIONEVoi la sposa!
BERENICEAppunto io stessa.
PARMENIONEMa quell'altra?
BERENICEÈ mia sorella.
Se ciò è ver, l'ho fatta bella.
S 'incomincia a imbarazzar.
PARMENIONED'un parlar sì stravagante
PARMENIONENon son molto persuaso;
PARMENIONEPur se quella siete a caso,
PARMENIONEIl mio sbaglio è da scusar.
BERENICEPer un vero e gran birbante
BERENICEPresso ognun qui voi passate;
BERENICEMa il contrario se provate,
BERENICEAnch'io so quel ch'ho da far.
PARMENIONELe mie lettere...
BERENICEHo vedute.
PARMENIONEI ricapiti?...
BERENICELi ho letti.
PARMENIONEQuai son dunque i miei difetti?
BERENICEOr vi voglio esaminar.
BERENICEIl padre vostro si porta bene?
PARMENIONEEgli sanissimo è sempre stato.
BERENICEMa se ci ha scritto ch'era ammalato?
PARMENIONEEgli ha voluto così scherzar.
BERENICECome si chiama vostra sorella?
PARMENIONEHa un brutto nome, detta è Pandora.
BERENICENelle sue lettere si scrive Aurora.
PARMENIONEIo la più giovine volli indicar.
BERENICEE del processo che nuove avete?
PARMENIONEIl tribunale ci dà ragione.
BERENICEMa qual è il punto della questione?
PARMENIONENon so spiegarvelo, lungo è l'affar.
BERENICENon c'è più equivoco, mi trovo a segno,
BERENICEScoperto è il perfido vile impostore.
BERENICEUn foco, un impeto mi sento in core,
BERENICENon so la collera dissimular.
PARMENIONESempre più critico divien l'impegno,
PARMENIONED'un passo simile quasi mi pento:
PARMENIONEUn certo brivido al cor mi sento,
PARMENIONEMa forza e spiritro convien mostrar.
BERENICEE così, Contino mio?
PARMENIONECosa far per voi poss'io?
BERENICEMi saluti il genitore.
PARMENIONELo farò con tutto il core.
BERENICEE la cara sua sorella?
PARMENIONESempre è buona quanto bella.
BERENICEGuadagnato è già il processo?
PARMENIONECosì almen mi fu promesso.
BERENICEDunque tutto va a dovere?
PARMENIONETutto va come ha d'andar.
BERENICEAh uomo petulante,
BERENICEIncomodo, arrogante!
BERENICECessate di mentire,
BERENICEScoperto è il vostro ardire;
BERENICEVoi siete un impostore,
BERENICEUn vile avventuriere,
BERENICEE queste le maniere
BERENICENon sono di trattar.
BERENICEPer forza o per amore
BERENICEDa qui dovrete andar.
PARMENIONERagazza impertinente,
PARMENIONERidicola, imprudente!
PARMENIONEA te non rendo conti,
PARMENIONEDa te non voglio affronti;
PARMENIONEIo sono un uom d'onore,
PARMENIONEUn cavalier son io,
PARMENIONESo dire il fatto mio,
PARMENIONESo il modo di trattar.
PARMENIONEPer forza o per amore
PARMENIONEMi voglio vendicar.
SYSTEMSCENA TREDICESIMA
Don Eusebio, Ernestina e Martino.
EUSEBIOQui non c'è scampo.
ERNESTINAQui parlar bisogna.
MARTINOCosa ho da far?
EUSEBIOLa verità ci spiega.
MARTINOLa verità ! Ma come mai, signore,
MARTINOPretenderla si può da un servitore?
ERNESTINAMeno pretesti.
EUSEBIOIl tuo padron vogliamo
EUSEBIOConoscere da te.
MARTINOVorrei
ERNESTINAPalesa.
ERNESTINAIl suo nome.
MARTINOMi spiace
EUSEBIOIl suo casato
MARTINOV'assicuro...
ERNESTINAIl suo stato...
EUSEBIOQuel che fa.
ERNESTINAQuel che pensa.
MARTINOE voi bramate?...
ERNESTINATutto scoprir da te.
MARTINODunque ascoltate.
MARTINOIl mio padrone è un uomo,
MARTINOOgnun che il vede il sa:
MARTINORassembra un galantuomo.
MARTINOE forse tal sarà .
MARTINOVecchio non è, né giovine,
MARTINONé brutto, né avvenente,
MARTINONon è un villan, né un principe,
MARTINONé ricco, né indigente.
MARTINOÉ in somma un di quegli esseri
MARTINOComuni in società .
MARTINOPortato è per le femmine,
MARTINOGli piace il vino e il gioco,
MARTINOAmante è di far debiti,
MARTINOMa di pagarli poco;
MARTINOTutto censura e critica,
MARTINOBenché sia un ignorante,
MARTINOCon tutti fa il sensibile,
MARTINOMa di sé solo è amante,
MARTINOProcura ognor di vivere
MARTINOIn pace e in sanità ;
MARTINOÈ in somma un di quegli esseri
MARTINOComuni in società .
(Fugge).
EUSEBIOSenti, aspetta, ove vai?
(Lo insegue).
ERNESTINASe fosse vero,
ERNESTINACiò che vero pur sembra, io spererei
ERNESTINADi vedere appagati i voti miei.
(Parte).
SYSTEMSCENA QUATTORDICESIMA
Don Parmenione ed Alberto incontrandosi.
ALBERTOVoi qui appunto io cercava.
PARMENIONEEd io correva
PARMENIONEGiusto in traccia di voi.
ALBERTODopo l'eccesso
ALBERTODella vostra impostura
ALBERTONon arrossite ancor?
PARMENIONEDopo d'avermi
PARMENIONETolta la mia valigia
PARMENIONEMostrate tanto ardir?
ALBERTODei cenci vostri
ALBERTOIo non ne so che far.
PARMENIONEIo non mi curo
PARMENIONEDelle vostre ricchezze.
ALBERTOEbben, sul fatto
ALBERTOIo le voglio.
PARMENIONELe avrete,
PARMENIONEQuando gli effetti miei mi renderete.
ALBERTOE il finto nome, il compromesso onore,
ALBERTOGli ingiusti oltraggi, la mal tolta sposa
ALBERTOChiedon riparo.
PARMENIONEOh questa è un'altra cosa!
ALBERTOResistete?
PARMENIONESi sa.
ALBERTOCosì a un par mio?...
PARMENIONEUn mio pari risponde.
ALBERTOSoffrir non so...
PARMENIONECeder non posso...
ALBERTOIo giuro,
ALBERTOChe vi farò pentir.
PARMENIONEEd io protesto,
PARMENIONEChe non mi pentirò.
SYSTEMSCENA QUINDICESIMA
Berenice e detti.
BERENICEQual chiasso è questo?
PARMENIONETu qui che vuoi?
BERENICEPiù flemma.
ALBERTO(Oh quanto è bella!)
PARMENIONEEbben, che cerchi?
BERENICESe per mia disgrazia
BERENICELo sposo foste voi, nulla io ricevo;
BERENICEMa se poi...
ALBERTOSe la prova
ALBERTOChe lo sposo son io fosse evidente?...
BERENICEAllora parlerei diversamente.
PARMENIONETanto meglio.
BERENICEEh, già so ch'altra v'accende
BERENICEDi me più vaga, e più gentil donzella.
PARMENIONELa tua padrona, e la mia sposa è quella.
BERENICEBravo da ver.
ALBERTODunque restiam d'accordo,
ALBERTOChe se l'altra è la sposa, io ve la cedo,
ALBERTOE gli insulti sofferti a voi perdono.
PARMENIONEOttimamente.
ALBERTOMa del vero Alberto
ALBERTOSe il premio è questo, l'usurpato nome,
ALBERTOI lesi dritti, l'onor mio tradito
ALBERTOE questa man, che m'appartiene, io voglio.
PARMENIONEE così finirà qualunque imbroglio.
BERENICEMa se incerti voi siete,
BERENICEQuale la sposa sia, dubbia non meno
BERENICEDel mio destin, dell'esser vostro io sono;
BERENICENé tai patti si fanno in presenza,
BERENICEPrima di conseguir la mia licenza.
BERENICEVoi la sposa pretendete,
BERENICEVoi mi fate il cascamorto:
BERENICEMa, signori miei, chi siete,
BERENICEChi ha ragion di voi, chi ha torto?
BERENICESe l'intrigo mi sciogliete,
BERENICEQualche cosa nascerà .
PARMENIONESe voi sposa esser bramate,
PARMENIONEIo non son più il Conte Alberto.
ALBERTOSe il mio cor non rifiutate,
ALBERTOIo vi sposo, ancorché incerto.
BERENICEChe parole inzuccherate.
BERENICEChe obbligante ingenuità !
BERENICE(Deh non tradirmi, amore,
BERENICEIn sì fatal mistero!
BERENICETu mi rischiara il vero
BERENICEIn tanta oscurità .)
BERENICEALBERTO e PARMENIONE
BERENICESe siete un uom d'onore,
BERENICEIo sono un uom sincero:
BERENICESi scopra prima il vero,
BERENICEE poi si parlerà .
BERENICEE così, nessun favella?
ALBERTOMia vi voglio ad ogni costo.
PARMENIONEPer me scelta ho l'altra bella.
BERENICEVo' saper la verità .
ALBERTOIo v'ho detto.
PARMENIONEIo v'ho risposto.
PARMENIONEALBERTO e PARMENIONE
PARMENIONEStabilito il patto è già .
BERENICEIo non soffro quest'oltraggio,
BERENICEChi voi siete io vo' sapere:
BERENICED'ingannarmi chi ha coraggio,
BERENICEChi ha deciso di tacere,
BERENICEQui scoperto, smascherato,
BERENICEVilipeso resterà ;
BERENICEE d'un misero attentato
BERENICETardi poi si pentirà .
(Parte).
ALBERTOFermatevi.
PARMENIONEChe c'è?
ALBERTOL'impegno preso
ALBERTODovete mantener.
PARMENIONESon pronto.
ALBERTOInsieme
ALBERTOVerificar dobbiam qual sia la sposa.
PARMENIONEE poi, come si è detto...
ALBERTOIl patto convenuto avrà l'effetto.
SYSTEMSCENA SEDICESIMA
Don Eusebio, Ernestina, indi Don Parmenione e detti.
ERNESTINAIl suo trascorso alfine
ERNESTINAUn capriccio sarà , non un delitto.
EUSEBIOMa se ancor non parlava il servitore,
EUSEBIOIo parente sarei d'un impostore.
ERNESTINANon mi pare.
EUSEBIOPerché?
ERNESTINAPerché diretto
ERNESTINAEgli aveva a me sola ogni desio.
PARMENIONEEccomi al vostro piè, bell'idol mio.
ERNESTINALo sentite?
EUSEBIOOh! la burla
EUSEBIOV'invito a terminar: già l'esser vostro
EUSEBIOPiù un mistero non è.
PARMENIONESe anche lo fosse,
PARMENIONEVengo io stesso a finire ogni questione,
PARMENIONEE più Alberto non son, son Parmenione.
ERNESTINAVoi Parmenion di Castelnuovo?
PARMENIONEAppunto,
PARMENIONEDel Conte Ernesto, or gravemente infermo,
PARMENIONEL'amico io son, scelto a inseguir la sua
PARMENIONEFuggitiva sorella.
ERNESTINAVoi trovata l'avete: ecco io son quella.
PARMENIONEVoi!
EUSEBIOChe sento?
ERNESTINAAh! Purtroppo io fui sedotta
ERNESTINADa un'alma scellerata,
ERNESTINAChé vincer non potendo il mio rigore,
ERNESTINASola qui mi lasciò!
PARMENIONEChe traditore!
EUSEBIOOr comprendo...
PARMENIONENon più: giacché m'è tolto
PARMENIONEDi punir quell'indegno, all'onor vostro
PARMENIONEUn riparo sarà forse non vano,
PARMENIONEL'offerta ch'io vi fo della mia mano.
PARMENIONEQuel ch'io fui, ritorno,
PARMENIONEChiedo all'error perdono:
PARMENIONESe sposo vostro io sono,
PARMENIONEPiù che bramar non so.
ERNESTINAD'un sì prezioso dono
ERNESTINAL'offerta accetterò.
EUSEBIOMa chi sarà frattanto
EUSEBIOQuell'altro forestiero?
PARMENIONEEgli è lo sposo vero,
PARMENIONEGià tutto io vi dirò.
ERNESTINAChe bel momento è questo!
PARMENIONEChe fortunato giorno!
EUSEBIOIo sbalordito resto.
EUSEBIOERNESTINA e PARMENIONE IO
EUSEBIOVostra/o ognor sarò.
EUSEBIOERNESTINA, EUSEBIO e PARMENIONE
EUSEBIOA propagar si vada
EUSEBIOL'inaspettato evento.
EUSEBIODel giubilo che sento
EUSEBIOOgnuno a parte io vo'.
SYSTEMSCENA DICIASSETTESIMA
Alberto e Berenice.
EUSEBIOBERENICE e ALBERTO
EUSEBIOOh quanto son grate
EUSEBIOLe pene in amore,
EUSEBIOSe premio al dolore
EUSEBIOÈ un tanto piacer!
BERENICEFidarmi poss'io?
ALBERTOE ancor stai dubbiosa?
BERENICETu sei dunque mio.
ALBERTOTu sei la mia sposa.
ALBERTOBERENICE e ALBERTO
ALBERTOUn tenero io provo
ALBERTOTumulto nel petto.
ALBERTOA tanto diletto
ALBERTOSi perde il pensier.
SYSTEMSCENA ULTIMA
Martino e detti, indi Don Eusebio con
Ernestina e Don Parmenione.
MARTINOMiei signori, allegramente,
MARTINOOgni imbroglio è accomodato.
BERENICECosa dici?
ALBERTOCosa è stato?
MARTINOCiò ch'è stato, non val niente,
MARTINOBuono è ciò che seguirà .
ALBERTODunque?...
BERENICEParla...
MARTINOAppunto or viene,
MARTINOChi più chiaro parlerà .
EUSEBIOAh nipote!
ERNESTINAAmica mia!
PARMENIONEIo son vostro servitore.
BERENICED'onde vien questa allegria?
ALBERTOD'onde mai tal buon umore?
EUSEBIONon vedete?
ERNESTINANon capite?
PARMENIONED'ascoltar se favorite,
PARMENIONETutto noto si farà .
PARMENIONEVoi padron mi avete eletto
PARMENIONEPer un gioco della sorte
PARMENIONEDelle vostre proprietà :
PARMENIONEIo per esserlo in effetto,
PARMENIONEVolli ancor che la consorte
PARMENIONEDiventasse mia metà ;
PARMENIONEE fu sol questo ritratto,
PARMENIONEChe colpevole mi ha fatto
PARMENIONEDi sì gran bestialità .
BERENICECome mai?...
ALBERTODi mia sorella
ALBERTOIl ritratto è questo qua.
ALBERTOAlla sposa mia novella
ALBERTOEra in dono destinato...
PARMENIONEVidi anch'io d'aver sbagliato,
PARMENIONEMa allor tardi era di già .
EUSEBIODunque?...
PARMENIONEInvece ho ritrovato,
PARMENIONECiò che appunto io ricercava.
MARTINOCosì amore ha qui pigliato
MARTINODue piccioni ad una fava.
PARMENIONESpero poi, che scuserete...
BERENICEGià scusato appien voi siete.
ERNESTINAIo per me corntenta sono.
ALBERTOIo v'abbraccio, e vi perdono.
EUSEBIOEd un doppio matrimonio
EUSEBIOLa burletta finirà .
TUTTID'un sì placido contento
TUTTISia partecipe ogni core,
TUTTIE costante il Dio d'amore
TUTTIRenda il nostro giubilar;
TUTTIE se a caso l'occasione
TUTTIL'uom fa ladro diventar,
TUTTIC'è talvolta una ragione,
TUTTIChe lo può legittimar.