Maometto II

Rossini, Gioachino

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Maometto II Libretto

MAOMETTODramma per musica in due atti di Cesare della Valle, musica di Gioacchino Rossini

Prima Assoluta il 3.12.1820 Teatro San Carlo, Napoli

PERSONAGGIPaolo Erisso,

provveditore de' Veneziani in Negroponte,

PERSONAGGITenore

PERSONAGGIAnna,

sua figlia,

PERSONAGGISoprano

PERSONAGGICalbo,

generale veneziano,

PERSONAGGIContralto

PERSONAGGICondulmiero,

altro generale,

PERSONAGGITenore

PERSONAGGIMaometto II, Basso

PERSONAGGISelimo,

suo confidente,

PERSONAGGITenore

PERSONAGGICoro: Donne di Negroponte, Guerrieri musulmani

PERSONAGGIDonzelle musulmane, Soldati veneziani, Soldati musulmani

La scena è in Negroponte.

SYSTEMATTO PRIMO

Sala nel palazzo, illuminata da varie lampade.

SYSTEMSCENA PRIMA

Il provveditore Paolo Erisso siede taciturno

presso una tavola. Altri capitani gli siedono

intorno. Calbo e Condulmiero chiudono il

circolo, sedendo l'uno incontro all'altro.

Breve silenzio.

COROAl tuo cenno, Erisso, accolti

COROQui già  vedi i tuoi guerrieri.

COROMa... tu taci, e non ascolti?...

CORO(Mille torbidi pensieri

COROGli vegg'io scolpiti in fronte.

COROGiusto ciel! di Negroponte

COROIl destin qual mai sarà ?)

ERISSOVolgon due lune or già , veneti eroi,

ERISSOChe di Bisanzio il vincitor superbo

ERISSOD'oste infinita e fera

ERISSOQueste mura circonda.

ERISSONoi noverar co' giorni

ERISSOI cimenti e i trionfi ancor possiamo.

ERISSOMa... l'avvenir qual fia?

ERISSOSpento de' nostri il più bel fior già  cadde:

ERISSOCrollan le mura al tempestar de' bronzi:

ERISSOIl morbo struggitor, la dira fame

ERISSOMietono a gara il popolo innocente;

ERISSOE Maometto minaccia incendio e morte,

ERISSOSe schiuse al novo dì non fien le porte.

ERISSOIo veggio in sì rio stato egual periglio

ERISSOSe all'onor chieggo o alla pietà  consiglio.

ERISSORisolversi che deggia

ERISSOOgnun libero esponga, ed il pensiero

ERISSODel numero maggior per me fia legge.

CORORisponda a te primiero

COROIl prode Condulmiero,

COROChe pari ha nel periglio

COROIl braccio ed il consiglio.

CONDULMIEROQuando ogni speme è tolta,

CONDULMIEROAllor l'audacia è stolta,

CONDULMIEROEd il men reo consiglio

CONDULMIEROSta nel minor periglio.

CONDULMIEROIl folle e non il forte

CONDULMIEROVa cieco incontro a morte.

CONDULMIEROCedasi in tal momento.

CONDULMIEROA più feral cimento

CONDULMIEROSerbiam le spade e il sangue:

CONDULMIEROIo primo allora esangue,

CONDULMIEROIo primo allor cadrò...

sorgendo

CALBOGuerriero, che parli?

CALBOEstremo consiglio

CALBODel forte è la spada.

CALBONon temo il periglio:

CALBOSi pugni, si cada

CALBONell'arduo cimento;

CALBOE covran mia fossa

CALBODe' barbari a cento

CALBOLe ceneri e l'ossa.

CALBOImpari il superbo

CALBOChe duro, che acerbo

CALBOÈ il vincer pugnando

CALBOContro italo brando.

CALBOAl nobile esempio,

CALBOAll'orrido scempio

CALBOSi accresca con l'ire

CALBOIl veneto ardire;

CALBOE a tanta costanza,

CALBODepressa, avvilita

CALBODel barbaro Scita

CALBOSia l'empia baldanza.

ERISSOA tanta costanza,

ERISSOAi forti suoi detti

ERISSORibolle ne' petti

ERISSOL'antica baldanza.

CALBOSi pugni, si cada,

CALBORuotando la spada

CALBONell'arduo cimento.

CALBOPoi covran mia fossa

CALBODe' barbari a cento

CALBOLe ceneri e l'ossa.

COROA tanta costanza,

COROAi forti suoi detti,

CORORibolle ne' petti

COROL'antica baldanza.

CONDULMIEROSi pugni, si cada

CONDULMIERONell'arduo cimento.

CONDULMIEROPoi covran mia fossa

CONDULMIERODe' barbari a cento

CONDULMIEROLe ceneri e l'ossa.

COROSi pugni, si cada.

COROPoi covran mia fossa

CORODe' barbari a cento

COROLe ceneri e l'ossa.

ERISSOBasta, non più. V'intesi, O prodi, o veri

ERISSOCittadini e guerrieri.

ERISSOUdir da' labri vostri il generoso

ERISSOConsiglio io sol bramava, e tanto ottenni.

ERISSODunque giuriam su' brandi

ERISSOPer la patria, per fare

ERISSOPugnar fin che di sangue

ERISSOStilla ci avanza in petto;

ERISSOChé nel bivio crudel d'infamia o morte,

ERISSODubbio non è qual via trasceglie il forte.

(Snuda la spada e la presenta ai duci, che lo

imitano e giurano, toccando con le loro

spade quella di Erisso).

TUTTISì, giuriamo sugl'itali brandi,

TUTTIDegl'infidi nel sangue già  tinti,

TUTTIChe trafitti, non supplici o vinti,

TUTTIMaometto al suo piè ci vedrà .

TUTTISì, giuriamo su' veneti brandi.

TUTTISe non cangia la sorte severa,

TUTTINegroponte alla veneta schiera

TUTTIMonumento e sepolcro sarà .

ERISSOOr partite, guerrieri. Al dì novello

ERISSOL'ultimo assalto il Musulman minaccia;

ERISSONuovo rigor quindi a voi porga il sonno.

ERISSOAllo spuntar del giorno

ERISSOPugnerete da forti a me d'intorno.

ERISSOE al numero il valor se fia che ceda,

ERISSOE abbandonar l'ampia città  si debba,

ERISSORatto allor nella rocca

ERISSOAl novello cimento

ERISSORitraggasi chi ancor non fu qui spento.

(Tutti partono, fuorché Calbo trattenuto da

Erisso).

ERISSOCalbo, tu m'odi. Il mio dover compiuto

ERISSODi duce e cittadin, dover diverso

ERISSONé men sacro or si compia. Ahimè!... son padre

ERISSODi tenera, leggiadra unica figlia.

ERISSOAppien tu la conosci,

ERISSOE al par di me tu l'ami.

ERISSOOr pensa il suo periglio

ERISSOCome tremar, come agghiacciar mi faccia.

CALBOCom'io pur tremo e agghiaccio.

ERISSOSieguimi or dunque.

CALBOE che far vuoi?

ERISSOMi siegui:

ERISSOPresso alla figlia mia

ERISSODel padre il voto ascolterai qual sia.

Gabinetto di Anna Erisso; una lampada lo rischiara.

SYSTEMSCENA SECONDA

Anna, poi Erisso e Calbo.

ANNAAh! che invan sul mesto ciglio

ANNAChiamo il dolce oblio de' mali.

ANNANon ho pace al rio periglio

ANNAIn cui veggo il genitor.

ANNAE il timor se tace appena,

ANNASon d'amor gli occulti strali...

ANNAOnde ognor di pena in pena

ANNAPalpitante ondeggia il cor.

ANNAPietoso Ciel...

ERISSOFiglia...

ANNAChi veggio!... Padre!

ANNAQuale grave cura a me nell'alta notte

ANNASollecito ti guida?

ERISSOIl tuo periglio.

ANNAIl mio periglio!... Ahimè!

ERISSOM'abbraccia, e ascolta.

ERISSOOr che ad estremo, disperato assalto

ERISSOIl nemico s'appressa, io pe' tuoi giorni,

ERISSOAnna, pavento. Io sol finora, io fui

ERISSODi tua virtù, dell'innocenza tua

ERISSOIl consiglio e lo scudo.

ERISSOOr più non basto io solo, or che un istante,

ERISSOUn trar di spada può troncar mia vita.

ANNAMisera me!... Che dici?

ERISSOAddoppiar le difese a te d'intorno

ERISSOAmor mi suggerisce, e un altro braccio

ERISSOA tuo schermo apprestar, che compier possa

ERISSOTeco mie veci, ov'io cadessi.

ANNAAhi, padre!

ERISSOIl tuo secondo difensor... fia Calbo.

ERISSOEgli, gran tempo è già  t'ama, e no'l disse

ERISSOChe al padre tuo. Sposa ti chiede...

ANNA(Lassa!)

ERISSOE più degno consorte aver giammai,

ERISSONo, non potresti, o figlia. Or vieni al tempio.

ERISSOLà  dove il sacro cenere riposa

ERISSODella spenta tua madre,

ERISSOStringer mi lascia un sì bel nodo, o cara,

ERISSOE il mio timor sia spento appiè dell'ara.

CALBO(Che sento!)

Io son perduta.

ERISSOA che t'arresti?

CALBOAnna... tu taci? Alto stupor ti leggo

CALBOSul volto espresso. Il tuo bel cor dischiudi

CALBOAl padre ed all'amico; e se pur fia

CALBOChe tal nodo tu abborri, il tuo pensiero

CALBOLibera esponi, e me primiero udrai

CALBOA tua difesa ragionar.

ERISSOChe veggo!...

ERISSOFiglia... tu piangi?... Oh, qual crudel sospetto

ERISSOIn me tu desti!

ANNANo, tacer non deggio

ANNAPiù il vero omai. Tradirvi

ANNANon posso entrambi... né immolar me stessa.

ANNAGià  d'altra fiamma accesa...

ERISSOOh, mio rossor! Prosiegui...

ANNAIndegno, credi,

ANNANon è d'Erisso l'amator mio primo.

ERISSOChi è costui?... Favella.

ANNAIl sir di Mitilene, il prode Uberto.

ERISSOUberto!... E quando il conoscesti?

ANNAAllora

ANNAChe tu in Vinegia, per due lune e due,

ANNAEd oro ed armi a dimandar restavi,

ANNAMe lasciando in Corinto.

ERISSOAllor?... Che ascolto!...

ANNAProsiegui!... Ahimè!...

ERISSOMeco in Vinegia Uberto

ERISSOVenìa sul legno istesso; e vi rimase

ERISSOQuando a te fei ritorno.

ANNAMisera! il ver tu dici?

ANNAChi dunque, ahi! meco il nome

ANNAVolle mentir d'Uberto?

ERISSOChi sia non so; ma un mentitor fu certo.

ERISSOANNA, CALBO ed ERISSO

ERISSO(Ohimè! qual fulmine

ERISSOPer me fu questo!

ERISSOAhi, qual terribile

ERISSOColpo funesto!)

ANNA(Conquisa l'anima

ANNADal vile inganno,

ANNAProrompe in lagrime

ANNAL'intero affanno;

ANNAE il guardo, ahi, misera,

ANNANel mio rossor

ANNANon so più volgere

ANNAAl genitor.)

ERISSO(Conquisa l'anima

ERISSODal vile inganno,

ERISSOIl cor mi squarciano

ERISSOIra ed affanno.

ERISSOMa pur la misera

ERISSOCol suo dolor

ERISSORaffrena gl'impeti

ERISSODel mio furor.)

CALBO(Conquisa l'anima

CALBODal tristo inganno,

CALBOIl cor mi squarciano

CALBOIra ed affanno.

CALBONon sa la misera

CALBONel suo rossor

CALBOPiù il guardo volgere

CALBOAl genitor.)

ERISSODal cor l'iniquo affetto

ERISSOSveller t'è forza, o figlia:

ERISSOTanto l'onor consiglia.

ANNAFiglia mi chiami ancor?...

ANNASì, svellermi dal petto

ANNAIl cor saprò se...

(Un lontano colpo di cannone interrompe

il colloquio. - Tutti restano immobili e

sorpresi. Breve silenzio. - Un grido di

allarme si sente poco dopo. Erisso e Calbo

pongono mano alle spade e partono

precipitosamente senza far motto.

Anna li siegue per pochi passi, indi ritorna

indietro agitatissima).

ANNAChe avvenne?... oh Dio!... Lo strepito

ANNADella battaglia ascoltasi.

ANNAAhi, forse un tradimento

ANNANel notturno cimento...

ANNAIo gelo... oh, duol!... Nel tempio

ANNADel Ciel si vada ad implorar l'aìta,

ANNAChe salvi almen del padre mio la vita.

(Parte precipitosamente).

La piazza della città  di Negroponte. A dritta

dello spettatore un tempio: infondo una

larga via, che sarà  disposta obliquamente in

guisa che il principio della medesima si

nasconde all'occhio dello spettatore sulla

sua sinistra.

SYSTEMSCENA TERZA

La musica da questo momento, finché non

giunge Erisso sulla scena, deve sempre

indicare il lontano tumulto della battaglia.

Di tratto in tratto si odono de' colpi di

cannone e delle scariche di moschetti.

Alcune donne accorrono allo strepito,

incerte ed atterrite, aggirandosi per la scena.

COROMisere!... or dove... ahimè!

COROVolger l'incerto piè.

CORODell'armi il rimbombar,

CORODe' bronzi il fulminar,

COROTutto tremar ci fa...

COROChe mai... che mai sarà !

(accorrendo anche essa tremante e

sbigottita)

ANNADonne, che sì piangete,

ANNAChe avvenne? Rispondete.

COROAl Musulman le porte

CORODischiuse un traditor:

COROTutto già  intorno è orror,

COROIncendio e morte.

(sempre più spaventata, corre ad

inginocchiarsi avanti il tempio)

ANNAGiusto Ciel, in tal periglio

ANNAPiù consiglio

ANNAPiù speranza,

ANNANon avanza,

ANNAChe piangendo,

ANNAChe gemendo,

ANNAImplorar la tua pietà .

inginocchiandosi pur esse

LE DONNEGiusto Ciel, in tal periglio

LE DONNEPiù speranza

LE DONNENon avanza

LE DONNEChe implorar la tua pietà .

(Sul finire di questa breve preghiera si sente

un tamburo, che si accosta. Incomincia a

sfilare una parte della guarnigione,

attraversando la scena sollecitamente da

dritta a manca.

Anna ed il coro, vedendo i soldati,

sospendono la loro preghiera, ed accorrono

verso di quelli. Erisso e Calbo

sopraggiungono con le spade ignude).

ANNAAhi, padre!

ERISSO(Oh vista!)

ANNAAd abbracciarti io torno.

ANNANarra...

ERISSOFuorché l'onor, tutto è perduto.

ERISSOOgni speranza un traditor c'invola.

ERISSOSulle mura è il nemico, e grazie al Cielo

ERISSOOr io sol porgo, che d'occulti inganni

ERISSOTemendo Maometto, il corso arresta

ERISSODi sua vittoria e attender vuole il giorno.

ERISSOOr, miei fidi, alla rocca.

ANNAOh, padre mio,

ANNAFermati... ascolta.

ERISSOUdir non posso. Addio.

ERISSOFiglia... mi lascia. Io volo

ERISSOOve il dover m'invita...

ERISSODal pianto tuo tradita

ERISSOLa patria non sarà .

ANNAE in tal periglio e duolo

ANNALasciar tu puoi la figlia?...

ANNAQual Nume a te consiglia

ANNACotanta crudeltà ?

ANNATeco venir...

ERISSOT'arresta:

ERISSOSeguir non dei tu 'l padre.

ERISSOANNA e CORO

ERISSOQual dura legge è questa!

ERISSOSol le raccolte squadre

ERISSOSull'alta rocca andranno

ERISSOA far le prove estreme

ERISSOD'intrepido valor.

ERISSOANNA e CORO

ERISSOE noi qui fuor di speme,

ERISSOLascia un dover tiranno

ERISSODell'onta al nuovo orror?

CALBOMira, signor, quel pianto,

CALBOE cangia il tuo consiglio;

CALBOLe invola a tal periglio:

CALBOParli al tuo cor pietà .

ANNAVedrai su quelle mura

ANNAPur noi pugnar da forti,

ANNAVibrar pur noi le morti;

ANNAFar siepe i nostri petti

ANNAA' tuoi guerrieri eletti,

ANNAE in essi il nostro esempio

ANNAValore accrescerà .

ERISSOLe voci di natura

ERISSOTutte nel cor già  sento;

ERISSOMa in sì crudel momento

ERISSODelitto è la pietà .

ERISSOIndarno or voi piangete:

ERISSODonne, al destin cedete.

ERISSOSe i voti vostri ascolta

ERISSOLa cieca mia pietà ,

ERISSOCon voi la fame, accolta

ERISSODa' miei guerrier sarà .

ERISSOPietà  sì dura e stolta

ERISSOChi a me consiglierà ?

ERISSOPartiam, guerrieri... Addio.

CALBOMira, signor, quel pianto

CALBOE cangia il tuo consiglio;

CALBOLe invola a tal periglio,

CALBOParli al tuo cor pietà .

COROC'invola al rio periglio,

COROParli al tuo cor pietà .

ANNAAhi, padre! ahi padre mio;

ANNADe' barbari all'oltraggio

ANNACosì lasciarmi?...

ERISSOO cara,

ERISSOPrendi il pugnal. Retaggio

ERISSOPaterno a te fia questo

ERISSOIn giorno sì funesto.

ERISSOVa': corri appiè dell'ara;

ERISSOE pria che in te la mano

ERISSODistenda il Musulmano...

ERISSOFiglia...

ANNAProsiegui...

ERISSOAddio.

ANNADicesti assai. T'intendo,

ANNAVedrai che appien somiglia

ANNAAl genitor la figlia,

ANNAE pria che in me la mano

ANNADistenda il Musulmano,

ANNAQuesto pugnal da forte

ANNANel cor m'immergerò.

ERISSO(In sì crudel momento

ERISSOSquarciarmi a brano a brano,

ERISSOMisero, il cor mi sento.

ERISSOO patria, a te qual figlia

ERISSOVittima immolerò!)

CALBO(In sì crudel momento

CALBOSquarciarmi a brano a brano

CALBOIn petto il cor mi sento.

CALBOMisero, ahi, qual consorte

CALBOIl fato m'involò!)

CORO(A sì funesta scena

COROAttonita, gemente,

COROFra meraviglia e pena

COROMancarmi il cor mi sento.

COROAhi, per qual empia sorte,

CORODal figlio, dal consorte,

CORODividermi dovrò!)

(La musica ed il canto cesseranno ad un

tratto. Erisso ed Anna si abbracciano

teneramente. Calbo cade appiè di Anna, che

gli porge la mano. Intanto alcune delle

donne del coro corrono ad abbracciare

taluni fra' soldati, in attitudine di madri o di

spose. Ricominciando la musica tutti si

separeranno, dandosi a vicenda l'ultimo

doloroso addio. Erisso e Calbo partono per

la rocca. Anna, seguita dalle altre donne, si

ritira nel tempio).

Giorno.

SYSTEMSCENA QUARTA

Una schiera di cavalieri musulmani

sopraggiunge entrando dalla dritta

dello spettatore: si arresta alquanto

per riconoscere qual via debba trascegliere

per inseguire i fuggiaschi. Indi al segnale

del comandante si avvierà  per la via grande

che mette capo in fondo del teatro.

Incominciasi ad ascoltare da lontano il suono

delle bande turche. Dopo un istante la schiera

di cavalleria ritornerà , girando a sinistra dello

spettatore, sulle tracce di Erisso.

Sopraggiunge buon numero di soldati

turchi, alla rinfusa ed armati di faci.

CORODal ferro, dal foco

CORONel sangue sommersa

COROL'avversa città

COROAl mondo suo scempio

COROEsempio

COROSarà .

COROChe all'urto invincibile

CORODel nostro valor

COROPeriglio è resistere

COROCon cieco furor.

(Verso la fine del coro sopraggiunge

Maometto alla testa delle sue truppe, e

circondato da tutta la pompa militare ed

asiatica. Alcuni de' suoi soldati fanno

sembiante di voler appiccare il fuoco agli

edifizi ed al tempio. Maometto con un cenno

gli arresta. Egli pone piede a terra, seguito

dal suo visir Selimo e dagli alpi generali.

Tutti si prostrano, attendendo i suoi ordini).

MAOMETTOSorgete: in sì bel giorno,

MAOMETTOO prodi miei guerrieri,

MAOMETTOA Maometto intorno

MAOMETTOVenite ad esultar.

MAOMETTODuce di tanti eroi

MAOMETTOCrollar farò gl'imperi,

MAOMETTOE volerò con voi

MAOMETTODel mondo a trionfar.

CORODel mondo al vincitor

COROEterno plauso e onor.

MAOMETTOCompiuta ancor del tutto

MAOMETTOLa vittoria non è.

MAOMETTOLa tua falange,

MAOMETTOAcmet, conduci ad assalir la rocca

MAOMETTODall'oriental pendice, ov'è men forte.

MAOMETTOCon l'altre schiere intanto

MAOMETTOStarommi io qui della città  nel centro

MAOMETTOAd ogni uopo ed evento.

(Acmet parte con alcuni soldati).

MAOMETTODe' fuggenti nemici Omar sull'orme,

MAOMETTOPer obliqui sentieri,

MAOMETTOCorse già  ratto co' suoi mille arcieri,

MAOMETTOEd ampia strage egli faranne al certo.

SELIMOSignor!... Di Negroponte

SELIMOLe vie pur anco a te son note?... E come?

SELIMOIl Ciel t'inspira, o qui stranier non sei?

MAOMETTOLa conquista di Grecia, è a te ben noto

MAOMETTOChe il mio gran padre ei pur rivolse in mente,

MAOMETTOQuindi in mentite spoglie

MAOMETTOAd esplorarne i lidi

MAOMETTOI più scaltri inviò fra' suoi più fidi;

MAOMETTOE me fra quelli, ed Argo e Negroponte

MAOMETTOE... Corinto percorsi... ah!

SELIMOTu sospiri!

MAOMETTOSospiro io, sì, nel rammentar Corinto.

SELIMOForse...

MAOMETTONon più. Ma qual tumulto è questo?

(Alcuni guerrieri ritornano in fretta dalla

sinistra dello spettatore, e cantano il

seguente: )

COROSignor, di liete nuove

CORONunzi noi siamo a te.

COROI nemici fuggenti,

COROSorpresi, avviluppati

COROCaddero in parte estinti:

COROE in duri ceppi avvinti

COROOr fieno a te guidati

COROI duci invan frementi.

COROIl prode Omar già  muove

COROAd incontrarti il piè.

MAOMETTOOh gioia!... Alfin vi tengo

MAOMETTOVeneti alteri, audaci e sempre infidi.

MAOMETTOVi tengo alfin. Compiuto è il mio trionfo.

MAOMETTOCome in Bisanzio, il mio destrier qui ancora

MAOMETTONuotar nel sangue cristiano io vidi.

MAOMETTOOr colle fronti nella polve immerse

MAOMETTOVedrò pur voi, duci orgogliosi... e vinti.

MAOMETTOCiò fia più grato che il mirarvi estinti.

COROIl prode Omar già  muove

COROAd incontrarti il piè.

SYSTEMSCENA QUINTA

Omar, seguito da' suoi soldati, conduce

incatenati Calbo ed Erisso, i quali si

presentano con dignitoso contegno.

con ironia

MAOMETTOAppressatevi, o prodi.

MAOMETTOAmmirarvi d'appresso alfin m'è dato.

MAOMETTODel veneto valor la fama antica

MAOMETTOPer voi s'accrebbe, e a queste mura intorno

MAOMETTONe fan tacita fede

MAOMETTODe' miei guerrier ben dieci mille uccisi.

MAOMETTOCompiuto è il dover vostro... il mio comincia.

MAOMETTOUn esempio tremendo in voi dar voglio

MAOMETTOA chi, senza sperar soccorso o scampo,

MAOMETTOOgni patto ricusa

MAOMETTOPer sol diletto di versar più sangue.

MAOMETTOAtroce, inaudito

MAOMETTOSupplizio fia mercé del vostro ardire.

ERISSOQuest'ultimo tuo detto

ERISSOM'accerta alfin che parla Maometto.

ERISSOOr la risposta ascolterai d'Erisso.

MAOMETTOErisso!... (oh Ciel!) sei forse tu l'istesso

MAOMETTOChe già  duce in Corinto...

ERISSOIo son quel desso.

ERISSOEd in Corinto e in Negroponte, e ovunque

ERISSOIl tuo furor ti tragga, infin ch'io viva,

ERISSOMi scorgerai tu sempre

ERISSOStarti intrepido a fronte

ERISSOCon la morte sul brando:

ERISSOE se convien ch'io pera,

ERISSOFra' più fieri tormenti,

ERISSOIntrepido del pari

ERISSOA' Veneti pur sempre

ERISSOPorger di fede e di fortezza esempio.

MAOMETTOSta ben... Ma dimmi, Erisso...

MAOMETTONon sei padre?

ERISSO(Che ascolto!)

ERISSOE come, e donde

ERISSOIl sai?

MAOMETTOTe'l chieggo.

ERISSOCittadin son io,

ERISSOSol cittadino in questo istante.

ERISSO(Ahi, Calbo!

abbracciandolo

ERISSOMi ricorda il suo dir l'amata figlia.)

ERISSOCostanza, o cor.

MAOMETTOBenché nemico, Erisso,

MAOMETTOD'assai miglior destino

MAOMETTODegno tu sei; Il veggio... ed io te l'offro,

MAOMETTOUn accento e sei salvo, e teco il prode,

MAOMETTOChe stringi or fra le braccia. Odi e risolvi,

MAOMETTORiedi appiè della rocca:

MAOMETTOParla a' guerrieri, che son chiusi in quella:

MAOMETTOLa stoltezza e il periglio

MAOMETTOD'inutile difesa ad essi esponi,

MAOMETTOE che mi schiudan quelle porte imponi.

MAOMETTOTutti fieri salvi, il giuro. E se a te piace

MAOMETTOLa patria riveder potrai con essi,

MAOMETTOE rieder lieto a' filiali amplessi.

ERISSO(Giusto Ciel, che strazio è questo!

ERISSONel propormi un tradimento

ERISSOSempre i figli a me rammenta...

ERISSOAh! in momento Sì funesto

ERISSODal dolor la rabbia è spenta.)

ERISSOCalbo, or, deh, per me rispondi,

ERISSOEd a lui quel pianto ascondi

ERISSOChe or tradisce il genitor.

CALBOAlla rocca andrem, se il vuoi:

CALBOParlerem con quegli eroi,

CALBOMa direm che presso a morte

CALBONoi serbiam pur l'alma forte.

CALBOLa risposta, intendi, è questa:

CALBOSe or ti piace, il rogo appresta

CALBOEd appaga il tuo furor.

ERISSO(Dolce figlia, ove t'aggiri?

ERISSOAh, chi sa se ancor respiri,

ERISSOSe abbracciarti io posso ancor!)

MAOMETTOSconsigliato, a che non taci?

MAOMETTOFrena, o stolto, i detti audaci.

MAOMETTOCon chi parli non rammenti,

MAOMETTOE il mio sdegno non paventi?...

MAOMETTOTu rispondi, Erisso, e trema,

MAOMETTOQuesta fu la volta estrema

MAOMETTOChe parlommi al cor pietà .

ERISSOGià  tacendo a te risposi

ERISSOCo' suoi detti generosi.

ERISSOCALBO ed ERISSO

ERISSOÈ lo stesso in ogni core

ERISSOIl consiglio dell'onore;

ERISSOE non v'ha che un sol linguaggio

ERISSOPer il forte e per il saggio,

ERISSOE tal sempre il mio sarà .

MAOMETTO(Io mi sento dal dispetto

MAOMETTOLacerato il cor nel petto.

MAOMETTODe' supplizi al fero aspetto

MAOMETTOForse un tanto ardir cadrà .)

Ad Erisso

MAOMETTODecidesti?

ERISSOIo già  risposi.

MAOMETTOTu m'insulti, indegno, e l'osi?

ERISSONo, non v'ha che un sol linguaggio

ERISSOPer il forte e per il saggio;

ERISSOE tal sempre il mio sarà .

CALBOÈ lo stesso in ogni core

CALBOIl consiglio dell'onore;

CALBOE tal sempre il mio sarà .

MAOMETTODe' supplizi al fero aspetto

MAOMETTOForse un tanto ardir cadrà .

MAOMETTOGuardie, olà , costor si traggano

MAOMETTOA supplizio infame, atroce.

MAOMETTOObbedite...

SYSTEMSCENA SESTA

Le guardie circondano Erisso e Calbo e li

trascinano. Anna si precipita dal tempio, su'

passi loro, dando un grido di dolore.

Le altre donne la sieguono.

ANNAAh no!

MAOMETTOQual voce!

ANNAPadre mio!

ERISSOFiglia...

MAOMETTOChi veggio!

accorrendo verso Maometto

ANNAAl tuo piede... oh Ciel, vaneggio!

MAOMETTOAnna!...

ANNAUberto!... oh rossor!...

ERISSOChe colpo è questo!

(Tutti rimangono attoniti e muti nell'atteggiamento

della sorpresa, della vergogna o del dolore,

secondo la circostanza di ciascuno).

ANNA(Ritrovo l'amante

ANNANel crudo nemico...

ANNAQual barbaro istante!...

ANNAChe penso? che dico?

ANNAOh morte, te imploro:

ANNARimedio, ristoro

ANNAA tanto dolor.)

ERISSO(Amante la figlia

ERISSODel crudo tiranno!

ERISSODeh! chi mi consiglia!

ERISSOQual barbaro affanno!...

ERISSOOh morte, te imploro:

ERISSORimedio, ristoro

ERISSOA tanto dolor!)

MAOMETTO(Risento nel petto

MAOMETTOAll'alma sembianza

MAOMETTOD'un tenero affetto

MAOMETTOL'antica possanza...

MAOMETTOQual magico incanto

MAOMETTOQuel ciglio, quel pianto,

MAOMETTOQuel muto dolor!)

MAOMETTOCALBO e CORO DI DONNE

MAOMETTO(Il padre fra l'ira

MAOMETTOOndeggia e l'affanno,

MAOMETTOLa figlia delira

MAOMETTOPel barbaro inganno...

MAOMETTOOh cielo, te imploro:

MAOMETTOTu porgi ristoro

MAOMETTOA tanto dolor.)

CORO DI MUSULMANI(Il duce all'aspetto

CORO DI MUSULMANID'inerme beltà ,

CORO DI MUSULMANIRisente nel petto

CORO DI MUSULMANILa spenta pietà !

CORO DI MUSULMANIQual magico incanto,

CORO DI MUSULMANIQuel ciglio, quel pianto

CORO DI MUSULMANIHa sul vincitor!)

a Maometto

ANNARendimi il padre, o barbaro...

ANNAIl mio... fratel, deh rendimi...

ANNAO ch'io saprò trafiggermi

ANNACon questo ferro il cor.

(Cavando fuori il pugnale).

CALBO(Fratel mi chiama! oh tenera!

CALBOOh dolce amica!)

a Maometto

ANNAE tacito

ANNAAncor mi guati?

(Fa cenno di uccidersi).

MAOMETTOArrestati:

MAOMETTODilegua il tuo timor.

(Scioglie egli stesso le catene

d'Erisso e di Calbo).

MAOMETTOPadre e fratel ti rendo.

MAOMETTOComprendi a sì gran dono

MAOMETTOChe un barbaro non sono,

MAOMETTOMa fido amante ognor.

ERISSOQue' ceppi a me rendete,

ERISSOLa morte io solo attendo:

ERISSOPietosi mi togliete

ERISSOA tanto mio rossor.

ANNAPadre...

ERISSODa me t'invola.

ANNAM'ascolta...

CALBOTi consola:

CALBOMisera ella è, non rea.

CALBOANNA e CALBO

CALBOChi preveder potea

CALBOInganno sì crudel!

ad Anna

MAOMETTOFra l'armi in campo io torno,

MAOMETTOCara, ma al mio ritorno

MAOMETTOAltera e lieta omai,

MAOMETTOAl fianco mio vivrai,

MAOMETTOSe ancor mi sei fedel.

ANNA(Ah! perché fra le spade nemiche

ANNAA perir disperata non corsi!

ANNAOr da quanti tormenti e rimorsi

ANNAStraziata quest'alma sarà .)

SYSTEMATTO SECONDO

Ricchissimo padiglione di Maometto nel

quale si veggono riuniti tutti gli oggetti del

lusso orientale.

SYSTEMSCENA PRIMA

Anna è seduta su di un divano, nel massimo

dolore e covrendosi con le mani il volto.

Una schiera di donzelle musulmane

magnificamente abbigliate la circondano,

divise in vari gruppi: alcune sono

inginocchiate dinanzi a lei, offrendole ricchi

doni di ogni sorta: altre più indietro

sostengono de' vasi di profumi, altre

finalmente canteranno il seguente coro.

COROÈ follia sul fior degli anni

COROChiuder l'alma a' molli affetti,

COROE penar fra' tanti affanni

COROD'una rigida virtù.

COROFinché April ci ride in viso

COROSol d'amor sien caldi i petti,

COROChé l'amar fra gioia e riso

COROÈ una dolce servitù.

COROQuando poi fia bianco il crine

COROCangerem, cangiando aspetto:

COROPosto il Cielo ha quel confine

COROFra 'l diletto e la virtù.

COROERISSO e CALBO

CORO(Ah! perché fra le spade nemiche

CORONon mi trassi a perir disperato;

COROTrionfando del barbaro fato,

COROInvolandomi a tanta viltà .)

MAOMETTO(Agitata, confusa, tremante,

MAOMETTONon risponde... qual dubbio! Qual lampo!

MAOMETTOForse infida... Di sdegno già  avvampo...

MAOMETTOMa svelato l'arcano sarà .)

CORO(Agitata, confusa, tremante,

CORONon risponde: mirarlo non osa.

COROFra l'amante ed il padre dubbiosa

COROFra l'inferno ed il Cielo si sta.)

CORO DI MUSULMANI(Agitata, confusa, tremante,

CORO DI MUSULMANINon risponde: mirarlo non osa.

CORO DI MUSULMANIFra l'amante ed il padre dubbiosa

CORO DI MUSULMANIAll'evento improvviso si sta.)

sorgendo sdegnata

ANNATacete. Ahimè! quai detti iniqui ascolto!

Aggirandosi sbigottita per la scena

ANNAAnna infelice! ahi dove,

ANNAOve gli empi m'han tratta?... ove! - Involarmi

ANNAA forza io vuo' da questo infame albergo.

ANNALibero il varco, olà ...

SYSTEMSCENA SECONDA

Maometto e detta.

MAOMETTOT'arresta, e ascolta...

(Ad un cenno di Maometto si ritirano tutte le donzelle).

MAOMETTODonna, fra l'armi il mio parlar fia breve.

MAOMETTOUberto amasti: ed or cangiato il vedi

MAOMETTOIn Maometto, nel crudel nemico

MAOMETTODi Vinegia e de' tuoi. Fero contrasto

MAOMETTOQuindi in te sorge fra discordi affetti:

MAOMETTONé in ciò ti biasmo, anzi laudarti io voglio.

MAOMETTOOr di cangiar consiglio il tempo è giunto.

MAOMETTOIo t'amo ancor: t'offro la destra... e il soglio.

MAOMETTOFarti regina, e insiem felice io voglio.

MAOMETTOSì, d'Italia regina

MAOMETTOTu meco sederai, ché tanto acquisto

MAOMETTOGià  nella mente, e non indarno, io volgo.

MAOMETTOGermano e genitor teco felici

MAOMETTOVivran pur essi e al fianco mio possenti:

MAOMETTOOr tu del tuo, del mio destin decidi.

MAOMETTOPensa però che sei già  mia conquista,

MAOMETTOE ch'io non trovo ancor chi a me resista.

ANNAOggi il ritrovi alfin... quella son io.

ANNAAmava Uberto... un mentitor... detesto:

ANNARicuso il soglio... la tua destra... abborro.

ANNATeco felice!... Io?... Regina io teco?

ANNADella mia patria a danno?... Ad onta eterna

ANNADel padre e mia?... Ma a consecrar tal nodo

ANNAQual Nume invocherai, se siam nemici

ANNAAnco appiè degli altari?

alquanto commossa

ANNAA separarci... l'universo... insorge...

(prorompe in pianto).

MAOMETTOE Maometto adunque

MAOMETTODell'universo a trionfar già  sorge.

MAOMETTOAnna... tu piangi? Il pianto

MAOMETTOPur non è d'odio un segno:

MAOMETTONon di superbo sdegno,

MAOMETTOMa di pena... o d'amor.

con l'accento della disperazione

ANNASì: non t'inganni... Ah, tanto

ANNALa pena mia s'addoppia,

ANNAChe in petto or or mi scoppia

ANNAPel fero strazio il cor.

Poi, vaneggiando

ANNA(Lieta, innocente, un giorno

ANNADel padre accanto io vissi:

ANNAMa poi mi venne intorno

ANNAForse da' cupi abissi,

ANNAIn lusinghiero aspetto

ANNAUn più tenero affetto:

ANNAL'accolsi, incauta, in seno

ANNAContra il voler paterno...

ANNAEra feral veleno,

ANNAChe a me porgea l'inferno...

ANNASolo or morir mi resta...

ANNALa mia speranza è questa.)

osservandola

MAOMETTO(A vaneggiar la misera

MAOMETTODal suo dolore è spinta;

MAOMETTOE da' suoi mesti gemiti

MAOMETTOLa mia fierezza è vinta.

MAOMETTOQuel pianto ignoro io solo

MAOMETTOSe è duolo o infedeltà .)

MAOMETTOAnna, rispondi almeno:

MAOMETTOSe Uberto avessi accanto,

MAOMETTOLo stringeresti al seno?

ANNAPer me risponde il pianto.

MAOMETTOBasta.

ANNAChe dissi!...

MAOMETTOAssai.

MAOMETTOTu m'ami e mia sarai.

ANNASignor... t'inganni...

Io gelo.

MAOMETTOVieni.

(Vuole stringerla fralle braccia).

ANNATi scosta... (Oh, cielo.

ANNANon tanta crudeltà .)

ANNAGli estremi sensi ascolta

ANNAD'un lacerato cor:

ANNAAmo... ma pria sepolta

ANNAChe cedere all'amor.

ANNATrionfan questa volta

ANNAIl Cielo e il genitor.

ANNALa voce estrema è questa

ANNAD'un lacerato cor.

MAOMETTOGli accenti estremi ascolta

MAOMETTOD'un disperato amor:

MAOMETTOTu non sarai più tolta

MAOMETTODel mondo al vincitor;

MAOMETTOO pur cadrai tu, o stolta,

MAOMETTOVittima al mio furor.

MAOMETTOLa voce estrema è questa

MAOMETTOD'un disperato amor.

(Al finir del duetto la musica indicherà

un lontano crescente tumulto).

MAOMETTOMa... qual tumulto ascolto? Olà !

(Entrano alcune guardie con Selimo).

MAOMETTOChe avvenne?

SELIMOSignor, non liete nuove io reco.

MAOMETTOOh rabbia!

MAOMETTOParla; che fu?

SELIMODalla rocca respinto

SELIMOAcmet si vide, e in fuga vil rivolta

SELIMOLa sua falange. Un veneto drappello

SELIMOS'inoltra audace, e all'apparir suo primo,

SELIMOAl primo grido, da ben cento ignoti

SELIMOAsili balzan fuori, rotando il ferro

SELIMOCon disperato ardir, gli ascosi avanzi

SELIMODe' già  vinti nemici. I lor compagni

SELIMORaggiungono veloci, ed alla rocca

SELIMOSi traggon salvi; lungo stuol de' nostri

SELIMOLasciando sul sentier morti, o mal vivi.

SELIMOAl triste evento con feroci strida

SELIMOCorre all'armi l'esercito, e si sparge

SELIMOPer le vie furibondo; ed ogni ostello

SELIMOEsplorano col ferro...

ANNA(Ahi padre!)

SELIMOIndarno

SELIMOSi frappongono i duci: ampia è la strage,

SELIMOIl disordine estremo; ognun dimanda

SELIMOD'Erisso il sangue, quasi autor primiero

SELIMODell'improvviso assalto, e ingiurie acerbe

SELIMOScaglian pur contra te per la tua troppa

SELIMOEd incauta pietà ...

prostrandosi a Maometto

ANNASignor!...

MAOMETTOT'accheta.

(Snuda furiosamente il ferro).

MAOMETTOSchiudansi quelle tende.

(Il fondo del padiglione si apre, e si scuopre

la piazza della città , già  veduta nel primo

atto, ingombra di soldati che si aggirano in

disordine con le spade ignude).

MAOMETTOFermate, indegni.

(Avanzandosi fra' soldati, i quali alla sua

voce rimangono immobili e sbigottiti).

MAOMETTOSe desìo di sangue

MAOMETTOAnco in voi ferve, negl'inermi petti

MAOMETTOAd appagarlo qual viltà  vi tragge?

MAOMETTODalla rocca fuggiste... e qui pugnate?

MAOMETTOIl mondo conquistar così sperate?

MAOMETTOAlla rocca, codardi ed io primiero

MAOMETTOIndicarne saprò l'arduo sentiero.

MAOMETTOAll'armi.

COROAll'armi...

COROAll'armi...

(Si ascolta da diversi luoghi un crescente

battere di tamburi che chiamano i soldati, i

quali si schierano in fretta).

MAOMETTOE tu donna, fa cor. - Finché m'avanza

MAOMETTODi possederti ancor l'alta speranza,

MAOMETTOIl padre tuo securo

MAOMETTOOgnor vivrà , lo giuro.

ANNATu parti, ahi lassa! intanto. E mal represso

ANNAAncor mi sembra il soldatesco sdegno...

ANNALasciami almen di securtade un pegno.

MAOMETTOBastò finora a Maometto... un cenno...

MAOMETTOPur... farti paga io voglio.

MAOMETTOL'imperial suggello, ecco, t'affido.

MAOMETTODel mio poter con questo ad altri io soglio

MAOMETTOCommetter parte; e non indarno... mai,

MAOMETTOArbitra or tu del genitor sarai

MAOMETTOE del fratel pur anco: e obbedienti

MAOMETTOGuerrieri e duci ad ogni cenno avrai.

MAOMETTOD'amor l'ultima prova;

MAOMETTOAnna, il vedi, io ti porgo.

MAOMETTOTrema però se al rieder mio non cangi

MAOMETTOIl disperato tuo consiglio:... trema...

MAOMETTONon io più allor... ma parlerebbe il brando.

(Entrano nel padiglione i duci musulmani,

ed annunciano a Maometto che l'esercito è

in ordine).

COROA che più tardi ancor?

COROFrementi

COROImpazienti

COROLe schiere or solo attendono

COROIl cenno tuo, signor.

MAOMETTOAll'invito generoso,

MAOMETTORiconosco i miei guerrieri

MAOMETTOChe si sdegnan del riposo

MAOMETTOE lo chiamano viltà .

MAOMETTODunque il piè volgiamo al campo

MAOMETTODella gloria su' sentieri.

MAOMETTODelle nostre spade il lampo

MAOMETTOLa vittoria desterà .

MAOMETTODell'onta

MAOMETTOL'impronta

MAOMETTOFugace

MAOMETTONello veneto sangue

MAOMETTOImpavido, audace,

MAOMETTOAppien laverò.

MAOMETTOO esangue

MAOMETTOSul brando,

MAOMETTOSfidando

MAOMETTOLa morte,

MAOMETTODa forte Cadrò.

(Incomincia il suono delle musiche

militari e l'esercito s'incamina).

al guerriero che tiene lo stendardo

MAOMETTOL'invitto vessillo

MAOMETTOMi porgi guerriero.

(Stringendo lo stendardo e mostrandolo

a' soldati)

MAOMETTOSlanciarmi fra l'armi

MAOMETTOIo primo saprò.

(L'esercito prosiegue a sfilare fra canti guerrieri,

e lo strepito delle musiche militari).

CORODell'araba tromba

COROGià  intorno rimbomba

COROLo squillo

COROForiero

CORODi stragi e d'orror.

a parte

ANNAQual voce celeste

ANNAAl cor mi ragiona?

ANNAQual foco m'investe,

ANNAE a compier mi sprona

ANNABell'opra d'onor.

(Parte sollecitamente).

Ampio sotterraneo del tempio, tutto sparso

di sepolcri, fra' quali sarà  notabile a dritta

dello spettatore quello della moglie di Paolo

Erisso.

SYSTEMSCENA TERZA

Erisso e Calbo.

All'alzarsi della tela Erisso e Calbo si

scorgeranno sugli ultimi gradini della

scala, e s'inoltreranno lentamente.

ERISSOSieguimi, o Calbo. Fra' muti sepolcri

ERISSODe' barbari al furor per poco almeno

ERISSOInvolarci potrem. Non ch'io paventi

ERISSOQuella morte, che sfido.

ERISSOMa finché speme di vendetta avanza

ERISSOAmar lice la vita: ed io la serbo,

ERISSOLa serbo ancor questa speranza estrema.

ERISSOGli avidi sguardi a quella rocca io sempre

ERISSOVolgo e sospiro... Oh se potessi in quella

ERISSOVolar sull'ale de' pietosi venti,

ERISSOE rivestir l'usbergo... e a questa mano,

ERISSORender quel brando, che le tolse il fato!...

ERISSOTu... taci?...

CALBOIo taccio, e fremo.

si volge, e vede la tomba dell'estinta consorte

ERISSOAhimè!... qual tomba io veggo!

ERISSODella mia sposa il cenere s'asconde

ERISSOIn quella, o Calbo. Ahi, duol!

S'inginocchia innanzi la tomba

ERISSOTenera sposa!

ERISSOIn ciel riposi or tu. Così seguito

ERISSOPur io t'avessi!... D'una iniqua figlia

ERISSOOr non vedrei gli scelerati ardori...

CALBOLasso! che dici! E di qual colpa è rea

CALBOLa misera tua figlia?

CALBOUberto amar credea: né fu mai colpa

CALBOL'esser credulo troppo.

ERISSOEd or non siede

ERISSODi Maometto al fianco?

CALBOTratta a forza vi fu. La vidi io stesso

CALBODivincolarsi da' feroci sgherri

CALBOPer ben tre fiate: e vinta alfin, le palme

CALBOErgere al Cielo quasi fuor di senno;

CALBOE mille volte profferìa tuo nome;

CALBOE pur da lunge ripeteami... addio!

ERISSOVedesti?... Udisti?... Ma chi sa se poi

ERISSONon cangiò di consiglio

ERISSOAll'aspetto d'un trono e del periglio?

(Rimane in sommo abbattimento assiso

sulla tomba della sposa sua).

CALBONon temer: d'un basso affetto

CALBONon fu mai quel cor capace.

CALBONé saprebbe la sua pace

CALBOMai comprar con la viltà .

CALBODel periglio al fiero aspetto

CALBOElla intrepida già  parmi

CALBOImpugnar lo scudo e l'armi

CALBOD'una bella fedeltà .

CALBOE d'un trono alla speranza

CALBODir, con placida sembianza,

CALBOBasso affetto Nel mio petto

CALBONido aver non mai potrà .

ERISSOOh, come al cor soavi

ERISSOMi giungono i tuoi detti!

ERISSOVoglia propizio il ciel che sien veraci.

ERISSOOh figlia! ahi dolce figlia!

ERISSOE a me per sempre

ERISSOI barbari t'han tolta?

CALBOAh! ti conforta.

ERISSOConfortarmi potrò quando fia morta.

SYSTEMSCENA QUARTA

Anna, Erisso, Calbo.

Anna discende precipitosamente nel

sotterraneo, seguita da un servo che reca

due turbanti e due mantelli turchi.

ANNAPadre...

ERISSOQual voce!...

CALBOChi vegg'io!

correndo al padre

ANNAM'abbraccia.

ERISSOScostati.

ANNAAhimè!

ERISSOTu sei?... sogno o son desto!

ANNAMi discacci! E perché?

ERISSOPria che risponda,

ERISSODimmi, torni mia figlia o mia nemica?

ANNAQuesta impavida fronte a te lo dica.

ERISSODi quella tomba appiè dunque lo giura.

prostrandosi alla tomba

ANNAMadre... dal cielo in questo cor tu leggi.

intenerito corre ad abbracciare la figlia

ERISSOCrederti io voglio.

ANNAE il ver tu credi, o padre,

ANNAE a darne prova alta solenne io vengo.

ANNAQuesto mirate imperial suggello

ANNAChe or or mi porse Maometto, ond'io

ANNASchermo a voi ne facessi, ov'uopo il chiegga.

ANNAE ben già  vidi quanta in essa è posta

ANNAQuasi arcana possanza. Egli la rocca

ANNASi volse intanto ad assalir, traendo

ANNAOste immensa a tal pugna. Or se v'accende

ANNADesio d'onor... tenete.

Offre l'anello al padre

ANNAAl fuggir vostro

ANNANon fia chi opporsi ardisca.

ERISSOIntendo: oh figlia!

ERISSOOh immensa gioia! Porgi.

(Prende l'anello).

ANNAUn Dio m'ispira,

ANNAE maggior di me stessa oggi m'ha fatta.

CALBOE tu a perir qui resti? Oh duol!

ANNACostanza,

ANNAO Calbo. Il suo dover compia ciascuno.

CALBOSeguirci è forza.

ANNAAhimè! no'l posso.

CALBOE come?

ANNAHavvi lassù nel tempio alcun che veglia

ANNASu' miei passi severo. Ignoto è ad esso

ANNAChe ambi qui siate; e in quelle spoglie ascosi

ANNAIngannarlo fia lieve.

ANNAMa noto il mio sembiante,

ANNAOh ciel! già  troppo a' Musulmani è fatto.

ANNALa patria io servo con salvar due prodi;

ANNASe me salvar procuro, io la tradisco.

ANNAMorir m'è forza: ed io morrò...

a Calbo

ANNAMa tua.

CALBOChe parli?

ANNAOdimi, o padre:

ANNAA lui consorte or dianzi

ANNAMe destinavi, e, lassa!

ANNALa prima volta il voler tuo m'increbbe.

ANNAOr chieggo, e prego, e imploro

ANNAChe il tuo desio pria di partir tu compia.

ANNAAra non v'ha, né sacerdote in questo

ANNAMuto albergo di morte;

ANNAMa sacro è un genitor d'innanzi al cielo:

ANNAAra pe' figli è la materna tomba

ANNAE i decreti d'un padre Iddio conferma.

ANNAVieni, non più dimore:

ANNADegna almeno di te morir vogl'io.

(Spingendo dolcemente verso la tomba).

Parlar... non posso... ché m'affoga... il pianto.

ANNACalbo, ti stringi al genitor d'accanto.

(Erisso immerso nel pianto, né potendo

profferire parola per la commozione, stringe

insieme le destre di Anna e di Calbo, poi le

accosta al suo cuore, appoggiandosi sulla

tomba ed ergendo gli sguardi al cielo.

Durante questa breve azione, la musica darà

principio al ritornello del seguente:)

ANNAANNA, CALBO ed ERISSO

ANNAIn questi estremi istanti

ANNAÈ tanto acerbo e nuovo

ANNAL'affanno, il duol ch'io provo,

ANNACh'esprimerlo non so.

(facendo cenno che partano al padre

ed allo sposo)

ANNACoraggio.

ERISSOIo tremo.

Io gelo.

(Al nuovo invito di Anna s'incamminano.

Anna è sulla scena: Calbo ed Erisso

ascendono la scala).

ERISSOAhi figlia!

CALBOOh sposa!

CALBOANNA, CALBO ed ERISSO

CALBOA rivederci... in cielo.

SYSTEMSCENA QUINTA

Anna, costernata e taciturna, va a sedere

sulla tomba materna. Breve silenzio.

ANNAAlfin compiuta è una metà  dell'opra.

ANNAL'altra a compier ne resta:

ANNAUn sacrificio è questa,

ANNAE la vittima... io son. L'ultimo sfogo

ANNAT'abbi or nel pianto o debole natura.

ANNAOra verrà , che fia viltade il pianto.

ANNAEcco del mondo che mi resta!

ANNAUn muto, Un gelido sepolcro... e oh me felice

ANNASe chiusa in questo con la madre io fossi!

ANNAO patria mia, forse avverrà  che un giorno

ANNAQuanto io feci per te saprai tu alfine,

ANNAE il mio cenere allor, dovunque ei giaccia,

ANNASpontaneo esulterà  di esserti sacro.

Sorge e spinge alcuni passi perla scena

ANNAOr da me lungi ogni terreno affetto:

ANNAO morte, il giugner tuo tranquilla aspetto.

Ascoltasi ad un tratto su nel tempio il seguente:

CORO DI DONNENume, cui 'l Sole è trono,

CORO DI DONNENume, cui brando è il tuono,

CORO DI DONNEA noi rivolgi il ciglio

CORO DI DONNENell'ultimo periglio.

ANNAPregan nel tempio le mie dolci amiche.

COROIl fulmine, deh! accendi;

COROI figli tuoi difendi:

CORORivolgi ad essi il ciglio

CORONell'ultimo periglio.

ANNAFerve dunque la pugna... Ah! vinca il padre,

ANNAE lieta allor raggiugnerotti, o madre.

ANNAVolar nel tempio io pur... No: qui s'attenda

ANNAL'ultima ora tremenda.

ANNAMi sento assai più forte

ANNAQui fralle tombe ad affrontar la morte.

CORONume, cui 'l Sole è trono:

CORONume, cui brando è il tuono,

COROIl fulmine, deh! accendi:

COROI figli tuoi difendi,

CORORivolgi ad essi il ciglio

CORONell'ultimo periglio,

COROE un soffio struggitor

CORODisperda il vincitor.

ANNATaccion le preci omai. Chi sa che avvenne?

ANNAChi sa se vinse il genitor?... Che parlo,

ANNAStolta! Chi sa s'ei prima in salvo

ANNACol mio sposo non giunse?...

ANNAAhi penosa incertezza, i miei tormenti

ANNATu sol mancavi a render più possenti!

dal tempio

COROAnna, ove sei?

ANNAQuai grida?

COROAnna, rispondi.

ANNAChieggon di me!... Che fià ?

(Alcune del coro appariscono sull'alto

della scala dicendo:)

CORODove t'ascondi?

(Il coro delle donne discende nel sotterraneo).

COROSventurata! fuggir sol ti resta

COROIl furor di vicina tempesta.

COROGià  sul punto di vincer la giostra

COROSulla rocca Maometto si slancia.

COROEcco Erisso improvviso si mostra:

COROEcco splende di Calbo la lancia.

COROOdi un grido di gioia fra' vinti:

COROCadon mille de' barbari estinti,

COROE al fuggir del superbo signor,

COROTutto è strage sconfitta ed orror.

COROSventurata! fuggir sol ti resta

COROIl furor di vicina tempesta;

COROOgnun chiede, fremendo, tua morte:

COROA supplicio crudel ti destina,

COROChe per te sol cangiata è la sorte,

COROPer te avvenne cotanta rovina.

COROOr deh! cedi al pietoso consiglio:

CORODeh! ci siegui, t'invola al periglio;

COROIn noi fida; la nostra pietà

COROCoronata dal cielo sarà .

ANNAVinto i Veneti han dunque?

ANNATrionfa il genitor?... lo sposo?... Oh gioia!

ANNAE ch'io fugga chiedete?

ANNAIo che la prima gloria

ANNAHo di tanta vittoria?

ANNAFuggir? Ma dove? E per salvar me sola

ANNAEspor voi tutte all'ultimo periglio?

ANNAA' codardi serbate un tal consiglio.

ANNAQuella morte che s'avanza

ANNAIo sospiro e non pavento,

ANNAChé l'uscire di speranza

ANNAÈ il più barbaro tormento,

ANNAE dell'unica mia speme

ANNANon mi resta che il rossor,

ANNAOnde in queste angosce estreme

ANNALa mia vita è nel dolor.

ANNAIl dover compiuto omai

ANNAHo di figlia e cittadina;

ANNALa mia fronte, o ciel, piegai

ANNAAlla voce tua divina;

ANNAMa l'iniquo e dolce affetto

ANNANon è spento nel mio cor.

ANNANella morte il fine aspetto

ANNADegli affanni e dell'amor.

CORO DI DONNESarai dunque, ahimè! reciso

CORO DI DONNEVago fior di gioventù?

CORO DI DONNEVago fior che il Paradiso

CORO DI DONNEAdornò di sue virtù.

CORO DI DONNEQuai strida orribili!

CORO DI DONNELe ascolti o misera?

CORO DI DONNEGià  qui s'appressano

CORO DI DONNEFurenti i barbari.

dal tempio

CORO DI MUSULMANIInvan la perfida

CORO DI MUSULMANIInvano ascondesi:

CORO DI MUSULMANISia pur nell'Erebo

CORO DI MUSULMANILa nostra rabbia,

CORO DI MUSULMANIIl suo supplizio

CORO DI MUSULMANISchivar non può.

ANNAEd io non pavida

ANNAGli affronterò.

che discende nel sotterraneo

COROEcco la perfida...

COROSu via, trascinisi

COROFra mille strazi

COROA spirar l'anima.

(Si slanciano furibondi colle spade ignude

per trucidarla).

ANNAFerite...

(presentando ad essi il petto).

COROAhimè!

(I musulmani si arrestano quasi sbigottiti

dal di lei contegno).

CORO DI MUSULMANIQual forza incognita

CORO DI MUSULMANICi arresta il piè?

CORO DI MUSULMANIE pur quest'empia

CORO DI MUSULMANIDiva non è.

ANNASì, ferite: il chieggo, il merto;

ANNAQuelle spade in me volgete,

ANNAChé di gloria il più bel serto

ANNAGià  m'appresta amico il ciel.

ANNAMadre, a te che sull'Empiro

ANNASiedi in placida quiete,

ANNASacro è l'ultimo sospiro

ANNADi quest'anima fedel.

ANNASu, ferite: il chieggo, il merto;

ANNAQuelle spade in me volgete,

ANNAChé di gloria il più bel serto

ANNAGià  m'appressa amico il ciel.

CORO(A que' detti sì pietosi

COROChi frenar potrebbe il pianto?

COROFia d'Italia il vanto

COROPer sì bella fedeltà .)

CORO DI MUSULMANI(A que' detti generosi

CORO DI MUSULMANILo stupor c'ingombra il petto.

CORO DI MUSULMANISu que' labbri, in quell'aspetto

CORO DI MUSULMANIQual dolcezza e maestà !)

SYSTEMSCENA ULTIMA

Maometto, seguito da Selimo ed altri suoi

capitani, giunge precipitoso nel sotterraneo

col furore dipinto sul volto. Si avanza e resta

immobile per alcun poco, tenendo gli occhi

fissi su di Anna. Ella non ardisce guardarlo.

Silenzio universale.

MAOMETTOGià  fralle tombe?... E presto ancor: di vita

MAOMETTOAssai ti resta... per la mia vendetta.

ANNA(E a prevenirla un ferro a me pur resta.)

MAOMETTOOr rendimi tu pria ciò che a te porsi.

ANNAE non te'l rese il padre, o il mio consorte?

MAOMETTOConsorte?... oh rabbia! E chi è questi?

ANNAE Calbo.

MAOMETTOEgli tuo sposo... e non german?

mostrando il sepolcro della madre

ANNAQuest'ara,

ANNAMentre pugnavi, i nostri voti accolse:

ANNAOra accoglie il mio sangue.

(Si ferisce col pugnale che teneva celato).

COROOh Ciel!...

CORO DI MUSULMANIT'arresta.

appoggiandosi al sepolcro della madre

ANNAE tu che Italia... conquistar... presumi...

ANNAImpara or tu... da un'itala donzella

ANNAChe ancora degli eroi la patria è quella.

(Cade morta appiè del sepolcro).

SYSTEMF I N E