Melusina

G. Malipiero

Guarda, assisa, la vaga Melusina,

Tenendo il capo tra le ceree mani,

La Luna in arco da' boschi lontani

Salir vermiglia il ciel di Palestina.

Da l'alto de la torre saracina,

Ella sogna il destin de' Lusignani;

E innanzi al tristo rosseg(g)iar de' piani,

Sente de 'l suo finir l'ora vicina.

Già, già, viscida e lunga, ella le braccia

Vede coprirsi di pallida squama,

Le braccia che fiorian sì dolcemente.

Scintilla inrigidita la sua faccia

E bilingue la sua bocca in van chiama

Poi che a 'l cuor giunge il freddo de 'l serpente.