Oriana - Oriana infedele

G. Malipiero

Oriana tenea l'incantamento.

Giacean, ebri d'assai dolci veleni,

Ne l'antro i prodi; e larga di sereni

Sogni la Luna era a l'umano armento.

Pascean su 'l limitare i palafreni

Meravigliosi, li èmuli de 'l vento:

Battean la lunga coda in moto lento

A la coscia, e nitrian per li alti fieni.

Giunse Amadigi a l'antro solitario,

Tutto de l'armi splendide vestito;

E tre volte sonò, ne 'l muto orrore.

Quindi, rompendo il magico velario

Che l'edera tessea, con quell'ardito

Gesto egli prese ad Oriana il cuore.

Quando Amadigi con l'eterna amante

Giunse a l'isola Ferma (auree ne 'l giorno

Lucean le mura ed i verzieri in torno

Aulivano), le porte d'adamante

S'apriron mute e gravi, a 'l suon de 'l corno,

Ma, lasciando Oriana a Floridante,

Il Donzello del mare, almo e raggiante,

Penetrò solo ne 'l divin soggiorno.

Disse a la donna il bel sir di Castiglia:

Ahi che troppo di te m'arse il desio!

Or tu m'odi! E la trasse ai labirinti

Mago ne l'aria odore di jacinti

Vinse Oriana de 'l soave oblio.

Ridea Lurchetto in sua faccia vermiglia.