Il clefta prigione

I. Pizzetti

Oggi, Demo, gli è pasqua, oggi fiera:

I prodi fan festa, e tirano al bersaglio:

E tu, Demo mio, a Giànnina, alla porta del visire,

In catene, in ceppi, in trista carcere.

E tutto il mondo tel dicevano, e Turchi e Romei:

Demo caro, sta savio, se ti tocchi l'armatolato.

"E che mal vi fec'io, che piangete su me?

Faccia Iddio e la Vergine e sire san Giorgio,

Che guarisca la mia mano, ch'io cinga la spada,

E alfin venga la primavera, venga la state,

Che s'infrondino i rami e chiudano le viottole,

Ch'io prenda il mio fucile, ch'io cinga la mia spada,

Ch'io pigli l'opposto lato dei monti, dell'alte cime,

Ch'io faccia arrosto pecore pingui e grossi montoni,

Ch'io lasci madri senza figliuoli, spose senza mariti."